[SILMARILLION] L'arrivo degli Elfi e la prigionia di Melkor

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Nymeria

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May 16, 2006, 2:13:41 PM5/16/06
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E' preoccupante osservare il contrasto tra la stasi di ogni attività dei
Valar, rispecchiata dal necessario congelamento evolutivo della natura
voluto da Yavanna, e la continua crescita del Male che regna invece
indisturbato sulla Terra di Mezzo e si rafforza anticipando una battaglia
che al momento non appare affatto prossima – almeno nelle intenzioni dei
Valar: sembra che questi ultimi, ammettendo di non conoscere interamente
la volonta' di Eru, e quindi non essendo pienamente in grado di sapere
cio' che li aspetta, preferiscano giocare d'attesa piuttosto che
intraprendere una qualsiasi forma di azione: solo con l'arrivo degli
Elfi, e l'insorgere di un sentimento protettivo nei loro confronti, si
decideranno a richiedere il consiglio di Iluvatar, che li condurrà a
riconoscere l'impossibilita' della coesistenza con Melkor, principalmente
per le ulteriori conseguenze che potrebbero ricadere sui nuovi venuti.
Infatti l'iniziale inattivita' dei Valar ha permesso che Melkor
interferisse pesantemente con i Priminati – pur sussistendo la
possibilita' che questo aspetto, piu' che una variazione imprevista,
rappresenti un particolare gia' contemplato dalla Musica fin dall'inizio:
mi sembra infatti che a sostegno di questa ipotesi ci sia quel passo che
fornisce una specie di "giustificazione poetica" della presenza
dell'oscurita', con conseguente sviluppo dell'amore degli Elfi per la
luce delle stelle, da cui saranno sempre affascinati, e della loro
devozione a Varda; esso sottolinea nuovamente il concetto secondo cui si
puo' trovare inaspettata bellezza anche nelle condizioni piu' negative e
ci riporta alle vette poetiche cui JRRT ci ha abituati, riuscendo ad
infondere un notevole lirismo anche in quello che potrebbe sembrare un
semplice trattato di astronomia, perche' la musicalita' dei nomi di astri
e costellazioni ben si sposa con la nota a proposito del rumore delle
acque di Cuivienen e propone agli occhi della mente un paesaggio che pur
nella sua qualita' onirica appare tangibile, tanta e' la potenza creativa
delle parole di Tolkien ("home by the water under stars").
A proposito dell'interferenza di Melkor con gli Elfi, che ha portato alla
creazione degli Orchi in seguito all'asservimento ed alla corruzione di
malcapitati prigionieri, ritengo interessante il richiamo al fatto che
l'esistenza di tali creature e' una contraffazione della vita stessa, in
chiaro contrasto con la dichiarazione di Iluvatar sullo spirito vitale e
sulla consapevolezza mostrati dai Nani nel capitolo precedente, contrasto
che e' ulteriormente accentuato quando veniamo a conoscenza dell'odio
misto a terrore che gli Orchi provano nei confronti di Melkor ("artefice
delle loro sofferenze"), che funge contemporaneamente da richiamo e
contraltare all'amore ed al rispetto dei Nani verso Aule.
Dove gli sconvolgimenti dell'ambiente non hanno sortito effetto alcuno,
interviene finalmente la preoccupazione per questi figli adottivi su cui
i Valar possono riversare le cure sinora unicamente dedicate ad Arda,
dimostrando nel contempo un sorprendente lato umano nella capacita' di
provare meraviglia di fronte alle novita' ("perche' ognuno [...] sara'
colto di sorpresa da qualcosa di nuovo ed imprevisto"); se da un lato
questa risoluzione e la conseguente battaglia contro Melkor ed i suoi
seguaci non vengono implementate fino in fondo – tanto e' vero che la
cattura del Vala ribelle non comporta la completa rimozione dei suoi
proseliti, a partire dal principale servitore Sauron – dall'altro
l'improvviso impeto decisionista conduce i Valar a commettere un nuovo
errore, facendo ora pendere l'ago della bilancia verso un eccessivo
interventismo che – come lo stesso Tolkien ci anticipa – avra'
conseguenze tutt'altro che positive.

--
Nymeria

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