ISDA - L'ombra del passato

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Nymeria

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Sep 17, 2004, 2:42:52 PM9/17/04
to
Il campo visivo si allarga spostando l'attenzione dai ristretti confini
della Contea per estendersi a tutta la TdM, non solo in senso geografico
ma anche temporale: Tolkien approfondisce e rafforza il tessuto narrativo
illustrandoci gli avvenimenti del passato remoto e mostrandoci la loro
influenza sul presente.
In questo capitolo (come per Il Consiglio di Elrond) si puo' osservare al
lavoro la tecnica denominata 'infodump', che fornisce al lettore tutti i
dati utili ad inquadrare la situazione in cui si muovono i personaggi: mi
e' capitato di leggere critiche nei confronti di questa scelta espositiva,
accusata di bloccare il flusso narrativo e di risultare fastidiosa o
noiosa; non in questo caso, pero', perche' Tolkien, utilizzando la tecnica
del narratore - Gandalf - ci coinvolge direttamente come spettatori; in un
certo senso noi ascoltiamo con le orecchie di Frodo e con lui proviamo le
contrastanti emozioni che il racconto scatena.
Qui vediamo alla ribalta i due protagonisti principali di ISDA - Frodo e
l'Anello: scopriamo che la natura primaria di quest'ultimo e' quella di
corrompere tutti coloro che ne vengono in possesso; se da un lato viene
sottolineata la straordinarieta' dell'abbandono volontario da parte di
Bilbo (per il quale si profila la speranza di un futuro libero
dall'ossessione), dall'altro vediamo come l'influsso esercitato su Frodo
abbia affondato decisamente le sue radici: Gandalf lancia l'anello nel
camino e Frodo reagisce con un'esclamazione di disappunto e piu' tardi,
alla richiesta perentoria di gettarlo nel fuoco, scopre di non esserne
capace - questa 'prova generale' e' gia' un sintomo del fallimento futuro ?
Del resto Frodo e' solo 'umano', non nasce come eroe classico, impavido e
pronto ad affrontare qualsiasi prova: la sua prima reazione, alla scoperta
del fardello che si sta posando sulle sue spalle, e' quella di affidarlo a
Gandalf, in riconoscimento della sua superiore abilita' e saggezza e solo
l'opera di convincimento di quest'ultimo lo porta all'accettazione del
compito (e qui vediamo contemporaneamente anche la definizione primaria di
Gandalf come consigliere ed esortatore, ed il suo netto rifiuto per ogni
forma di coercizione).
Gollum viene qui dipinto con un aspetto molto piu' sinistro rispetto
all'immagine de Lo Hobbit ma nello stesso tempo si fa strada anche la vena
di pieta' con cui Frodo arrivera' a considerarlo piu' tardi: Gollum e'
soprattutto schiavo di un ciclo infinito di "tormento ed estasi", una
spirale di miseria morale e materiale da cui non c'e' (volonta' di)
scampo; la sua abietta esistenza e' riassunta dalla frase di Gandalf
<furtivi pasti malvagi e ricordi sdegnati> (l'originale <nasty furtive
eating and resentful remembering> e' una delle espressioni che mi
resteranno scolpite nella memoria).
Sam: la sua capacita' di reagire con umorismo e dignita' alle
punzecchiature di Ted Sabbioso e degli altri avventori e' la chiara
indicazione di una forza d'animo e di una solidita' che in futuro
diventeranno indispensabili; e' notevole il rifiuto di rinunciare alle sue
convinzioni anche a fronte dello scherno generale: come ho gia' avuto modo
di dire, in Sam c'e' molto piu' di quanto non appaia, anche se lui stesso
non lo ha ancora scoperto.
Due anticipazioni: il nome di Aragorn, lanciato nel mezzo di una frase con
suprema noncuranza ;-) e l'ambiguita' di Saruman che, se non ancora
inquadrato come figura negativa, mostra una personalita' fondata sulla
certezza delle superiori conoscenze (<la sua scienza e' profonda..il suo
orgoglio altrettanto> <..il poco che ci svelo' della sua erudizione>).
Una domanda - come interpretare il pianto di Sam alla fine del capitolo ?
Liberatorio per la tensione accumulata fino a quel momento, oppure gioia
per l'avverarsi di un sogno (vedere gli Elfi), oppure timore per l'ignoto ?

--
Nymeria - FeSTosa #313
And all the while I sit and think of times there were before,
I listen for returning feet, and voices at the door.

Gwindor

unread,
Sep 17, 2004, 3:50:34 PM9/17/04
to
Nymeria wrote:

> la sua abietta esistenza e' riassunta dalla frase
> di Gandalf <furtivi pasti malvagi e ricordi sdegnati> (l'originale
> <nasty furtive eating and resentful remembering> e' una delle
> espressioni che mi resteranno scolpite nella memoria).

Io avrei tradotto "disgustosi pasti furtivi e rancorosi ricordi", lo sdegno mi
sembra un po' al di sopra di Gollum e di un pasto malvagio non ho mai sentito
parlare (al massimo di un pasto nudo, eh, eh, eh...).

Per il resto, assicurati di conservare i tuoi post e di preparare una raccolta
complessiva da distribuire quando sarai arrivata in fondo. Sono usciti in stampa
instant book molto meno utili.

Bye

Gwindor the Translator

--
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Erynvess

unread,
Sep 17, 2004, 4:26:36 PM9/17/04
to
Nymeria wrote:

> Sam: la sua capacita' di reagire con umorismo e dignita' alle
> punzecchiature di Ted Sabbioso e degli altri avventori e' la chiara
> indicazione di una forza d'animo e di una solidita' che in futuro
> diventeranno indispensabili; e' notevole il rifiuto di rinunciare alle
> sue convinzioni anche a fronte dello scherno generale: come ho gia'
> avuto modo di dire, in Sam c'e' molto piu' di quanto non appaia, anche
> se lui stesso non lo ha ancora scoperto.

Già. bello questo!

> Due anticipazioni: il nome di Aragorn, lanciato nel mezzo di una frase
> con suprema noncuranza ;-)

Hehehe, si vede solo quando si rilegge...

> Una domanda - come interpretare il pianto di Sam alla fine del capitolo
> ? Liberatorio per la tensione accumulata fino a quel momento, oppure
> gioia per l'avverarsi di un sogno (vedere gli Elfi), oppure timore per
> l'ignoto ?

Io direi le prime due insieme, oltre al fatto che non dovrà inventarsi
qualcosa per seguire Frodo, da bravo cospiratore.

Ciao!

--
Erynvess dei Testadura, FeSTosa #197, V.B.I. cert., Guerriera di Frodo
"Nell'armatura del Fato c'è sempre una crepa, e nelle mura della Sorte
una breccia, e ci sarà sino al pieno compimento, quello che voi chiamate
la Fine. E così sarà mentre io duri, una voce segreta che contraddice e
una luce dove dovrebbe essere oscurità." - Ulmo a Tuor

Niphredil

unread,
Sep 17, 2004, 4:44:55 PM9/17/04
to
Nymeria ha scritto:

> Gandalf lancia l'anello nel
> camino e Frodo reagisce con un'esclamazione di disappunto

<MEGASNIP>

Disappunto? Non direi. Troppo blando.
Suggerirei orrore, terrore, o meglio ancora panico.

Niphredil

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Fritz Tegularius

unread,
Sep 18, 2004, 2:53:08 AM9/18/04
to
On Fri, 17 Sep 2004 20:42:52 +0200, Nymeria
<nymeria7can...@people.it> wrote:

> (...) l'Anello: scopriamo che la natura primaria di quest'ultimo e' quella di
>corrompere tutti coloro che ne vengono in possesso (...)

> la definizione primaria di
>Gandalf come consigliere ed esortatore, ed il suo netto rifiuto per ogni
>forma di coercizione). (...)

Qua troviamo il primo di tre importanti episodi fra loro analoghi: la
manifestazione da parte di Gandalf di un intenso desiderio
dell'Anello. Non solo la reazione emotiva dello stregone e' intensa
("I suoi occhi lanciarono fiamme e il suo viso fu illuminato da un
fuoco interno"), ma e' anche accompagnata dalla spiegazione dei motivi
che causano - e in parte giustificano - quel desiderio ("pieta' per i
deboli (...) bisogno di forza per compiere il bene"). Troveremo
qualcosa di simile con Bilbo (di nuovo un'intensa manifestazione di
desiderio, con trasfigurazione, senza spiegazioni), e con Galadriel
(di nuovo, desiderio e trasfigurazione, piu' prefigurazione di cio'
che avverrebbe se l'Anello passasse a Galadriel).
A me pare notevole come tre personaggi sicuramente importanti per
Frodo (da un punto di vista morale e affettivo - Bilbo e Gandalf - e
di crescita sapienziale - Gandalf e Galadriel) e i cui atti hanno
quindi un forte impatto emotivo su di lui, manifestino il loro
desiderio in modo cosi' violento (pur affiancandogli un limpido
esempio di rinuncia). Imho contribuiscono in tal modo
(involontariamente) ad confermare nello hobbit la desiderabilita'
dell'Anello e finiscono con l'accendere ancor piu' in lui il desiderio
stesso. Gli mostrano cosa sia sommamente desiderabile e si traggono
indietro, lasciando l'hobbit solo di fronte all'Anello - con l'unico
aiuto costituito dal loro esempio di rinuncia e dai loro razionali
ammonimenti. Intanto pero' le "esplosioni" di desiderio ci sono state
e sono avvenute sotto i suoi occhi.
Se Frodo cade vittima della smania per l'Anello non e' solo per il suo
influsso "magico" e per la propria "umana" debolezza di fronte a un
oggetto cosi' affascinante, ma anche a causa del cattivo modello
rappresentato dalla rete di desideri concreti (per quanto combattuti)
tesa attorno ad esso. Con Gandalf imho questa rete comincia a
tendersi.

ciao ciao
Fritz aka Giacomo

Nymeria

unread,
Sep 18, 2004, 9:34:05 AM9/18/04
to
Gwindor ha scritto:

>> <furtivi pasti malvagi e ricordi sdegnati>

>> <nasty furtive eating and resentful remembering>
>

> Io avrei tradotto "disgustosi pasti furtivi e rancorosi ricordi",

Mi piace ! In effetti, pur essendo poco convinta della traduzione, non
riuscivo a trovare una formula che mi andasse veramente a genio - fino ad
ora :-)

> di un pasto malvagio non ho mai sentito parlare (al massimo di un pasto
> nudo, eh, eh, eh...).

LOL

> Sono usciti in stampa instant book molto meno utili.

Grasssssie, troppo buono ! ;-)

Nymeria

unread,
Sep 18, 2004, 9:34:35 AM9/18/04
to
Erynvess ha scritto:

>> Due anticipazioni: il nome di Aragorn, lanciato nel mezzo di una frase
>> con suprema noncuranza ;-)
>
> Hehehe, si vede solo quando si rilegge...

Credo che ISDA rappresenti uno dei pochissimi casi in cui la rilettura
aumenta il godimento dell'opera, anziche' sminuirlo: il fatto di conoscere
il valore e l'importanza di situazioni e/o personaggi ci permette di
apprezzare la cura minuziosa che Tolkien ha impiegato nel dipingere il suo
quadro - una volta svincolati dall'esigenza di seguire lo svolgersi della
trama possiamo dedicare la nostra attenzione a tutti questi deliziosi
particolari .. :-)

Nymeria

unread,
Sep 18, 2004, 9:34:50 AM9/18/04
to
Niphredil ha scritto:

> Disappunto? Non direi. Troppo blando.
> Suggerirei orrore, terrore, o meglio ancora panico.

Temo davvero di essere stata troppo blanda nella mia definizione ;-) e che
*panico* sia proprio la parola piu' adatta ..

Nymeria

unread,
Sep 18, 2004, 9:35:30 AM9/18/04
to
Fritz Tegularius ha scritto:

[...]


> A me pare notevole come tre personaggi sicuramente importanti per
> Frodo (da un punto di vista morale e affettivo - Bilbo e Gandalf - e
> di crescita sapienziale - Gandalf e Galadriel) e i cui atti hanno
> quindi un forte impatto emotivo su di lui, manifestino il loro
> desiderio in modo cosi' violento (pur affiancandogli un limpido
> esempio di rinuncia). Imho contribuiscono in tal modo
> (involontariamente) ad confermare nello hobbit la desiderabilita'
> dell'Anello e finiscono con l'accendere ancor piu' in lui il desiderio
> stesso.

Nello stesso modo, al ritrovamento dell'Anello, il desiderio si era acceso
sia in Deagol che in Smeagol, e poiche' nessuno dei due aveva trovato la
forza per rinunciare il desiderio doveva essere rimbalzato da uno
all'altro creando poi (feedback di furia omicida ?) l'epilogo esplosivo
che ben conosciamo.

> Gli mostrano cosa sia sommamente desiderabile e si traggono
> indietro, lasciando l'hobbit solo di fronte all'Anello - con l'unico
> aiuto costituito dal loro esempio di rinuncia e dai loro razionali
> ammonimenti. Intanto pero' le "esplosioni" di desiderio ci sono state
> e sono avvenute sotto i suoi occhi.

E non dimentichiamo che piu' avanti Frodo sara' testimone dell'esplosione
di desiderio di Boromir, che - contrariamente ai luminosi esempi da te
citati - minaccera' seriamente il suo possesso dell'Anello e, venendo a
mancare l'atto di rinuncia, servirà ancora di piu' a "stringere la rete"
che alla fine lo avviluppera' definitivamente.

Erynvess

unread,
Sep 18, 2004, 10:56:46 AM9/18/04
to
"Fritz Tegularius" ha scritto:

> Troveremo
> qualcosa di simile con Bilbo (di nuovo un'intensa manifestazione di
> desiderio, con trasfigurazione, senza spiegazioni),

A me pare che sia Frodo che lo vede come diverso, nel libro, non una
trasfigurazione di Bilbo.

> A me pare notevole come tre personaggi sicuramente importanti per
> Frodo (da un punto di vista morale e affettivo - Bilbo e Gandalf - e
> di crescita sapienziale - Gandalf e Galadriel) e i cui atti hanno
> quindi un forte impatto emotivo su di lui, manifestino il loro
> desiderio in modo cosi' violento (pur affiancandogli un limpido
> esempio di rinuncia). Imho contribuiscono in tal modo
> (involontariamente) ad confermare nello hobbit la desiderabilita'
> dell'Anello e finiscono con l'accendere ancor piu' in lui il desiderio
> stesso.

Può darsi, ma per me succede anche, e soprattutto, un'altra cosa, che va
nel verso opposto: gli mostrano l'estrema pericolosità dell'Anello, e
come questo tenta di attaccare dritto al cuore.
Lo stesso per Boromir: anzi, mi pare che nel libro Frodo pensi
chiaramente quanto quel suo comportamento gli abbia mostrato l'estrema
pericolosità dell'oggettino.

>Gli mostrano cosa sia sommamente desiderabile e si traggono
> indietro, lasciando l'hobbit solo di fronte all'Anello - con l'unico
> aiuto costituito dal loro esempio di rinuncia e dai loro razionali
> ammonimenti. Intanto pero' le "esplosioni" di desiderio ci sono state
> e sono avvenute sotto i suoi occhi.

Secondo me, invece, gli mostrano come due persone, estremamente forti
moralmente e determinate a fare il bene, rischiano di essere possedute
da quel desiderio, che considerano negativo: con questo gli fanno vedere
come l'Anello sia maligno e "tenti" ognuno secondo le proprie
inclinazioni, e lo mettono in guardia dalle tentazioni che potrebbero
arrivare anche a lui.
Infatti Frodo lo ha capito bene, quando smaschera il desiderio di
Boromir.
E poi, vicino a Minas Morgul, l'Anello ci prova a farsi mettere, per la
paura e la disperazione che la vista dell'esercito suscita in Frodo, ma
lui resiste proprio perché smaschera la tentazione.

> Se Frodo cade vittima della smania per l'Anello non e' solo per il suo
> influsso "magico" e per la propria "umana" debolezza di fronte a un
> oggetto cosi' affascinante, ma anche a causa del cattivo modello
> rappresentato dalla rete di desideri concreti (per quanto combattuti)
> tesa attorno ad esso. Con Gandalf imho questa rete comincia a
> tendersi.

Boh, secondo me invece sono modelli positivi ...
Non avevo mai pensato alla tua sottolineatura, comunque.

Nienna

unread,
Sep 18, 2004, 2:13:31 PM9/18/04
to
Gwindor ha scritto:

> Nymeria wrote:

> > la sua abietta esistenza e' riassunta dalla frase
> > di Gandalf <furtivi pasti malvagi e ricordi sdegnati> (l'originale
> > <nasty furtive eating and resentful remembering> e' una delle
> > espressioni che mi resteranno scolpite nella memoria).

> Io avrei tradotto "disgustosi pasti furtivi e rancorosi ricordi", lo sdegno
mi
> sembra un po' al di sopra di Gollum e di un pasto malvagio non ho mai
sentito
> parlare (al massimo di un pasto nudo, eh, eh, eh...).

PDA! La traduzione originale č piuttosto orrenda, a mio modesto parere. E
comunque "nasty" non significa "malvagio", ma "disgustoso, sgradevole,
repellente", oppure in senso morale anche "maligno" (es. "a nasty remark"
= un'osservazione maligna, sgradevole). In alcuni casi puņ essere anche
semplicemente tradotto come "brutto", come in "a nasty cold" = un brutto
raffreddore. Detto tra noi, comunque, io avrei tradotto tutto il brano in
modo diverso, che magari vi dirņ un'altra volta.

> Per il resto, assicurati di conservare i tuoi post e di preparare una
raccolta
> complessiva da distribuire quando sarai arrivata in fondo. Sono usciti in
stampa
> instant book molto meno utili.

Anche qui PDA. Non posso che rinnovare a Nymeria i complimenti per questa
sua iniziativa, che come ho detto l'altra volta potrebbe essere il germe
di una nuova via italiana alla critica di Tolkien.

Nienna

unread,
Sep 18, 2004, 2:47:28 PM9/18/04
to
Nymeria ha scritto:

> Il campo visivo si allarga spostando l'attenzione dai ristretti confini
> della Contea per estendersi a tutta la TdM, non solo in senso geografico
> ma anche temporale: Tolkien approfondisce e rafforza il tessuto narrativo
> illustrandoci gli avvenimenti del passato remoto e mostrandoci la loro
> influenza sul presente.

"L'ombra del passato" è certamente uno dei miei capitoli preferiti in
assoluto del SdA, e a mio parere è un vero capolavoro di tecnica
narrativa. Esso funge infatti da "cerniera" tra il tono colloquiale e
ironico (ancora legato stilisticamente allo Hobbit) del primo capitolo e
la lenta evoluzione in senso drammatico e di suspense dei capitoli
successivi.

> In questo capitolo (come per Il Consiglio di Elrond) si puo' osservare al
> lavoro la tecnica denominata 'infodump', che fornisce al lettore tutti i
> dati utili ad inquadrare la situazione in cui si muovono i personaggi: mi
> e' capitato di leggere critiche nei confronti di questa scelta espositiva,
> accusata di bloccare il flusso narrativo e di risultare fastidiosa o
> noiosa; non in questo caso, pero', perche' Tolkien, utilizzando la tecnica
> del narratore - Gandalf - ci coinvolge direttamente come spettatori; in un
> certo senso noi ascoltiamo con le orecchie di Frodo e con lui proviamo le
> contrastanti emozioni che il racconto scatena.

E ti dirò di più: nel capitolo vengono riassunti in maniera estremamente
efficace gli eventi principali che hanno portato alla situazione presente,
nonchè vengono introdotti personaggi di importanza primaria per lo
svolgimento della storia. Anche se il lettore ha già un'idea di quello che
è successo in precedenza dopo aver letto il Prologo, è proprio nel secondo
capitolo che gli eventi si mostrano chiaramente e la scelta di Frodo
inizia a delinearsi. In questo, come hai detto secondo me in maniera
veramente azzeccata, il capitolo rispecchia e fa da complemento al
"Consiglio di Elrond", in cui il quadro della situazione viene ampliato e
completato in tutta la sua pericolosità.

Un'altra osservazione del tutto personale: essendo io piuttosto "visiva"
come persona, ho sempre immaginato la scena del colloquio fra Frodo e
Gandalf in una stanza in penombra illuminata dal fuoco nel camino - ma la
descrizione è molto diversa. Il fuoco è presente, ma si tratta di una
bella mattina di primavera, un'atmosfera completamente in contrasto con il
senso di pericolo e di minaccia espresso nel racconto di Gandalf.

[CUT]

> Una domanda - come interpretare il pianto di Sam alla fine del capitolo ?
> Liberatorio per la tensione accumulata fino a quel momento, oppure gioia
> per l'avverarsi di un sogno (vedere gli Elfi), oppure timore per l'ignoto ?

Secondo me è la prima delle tre ipotesi, ma non escluderei le altre.
Tuttavia, direi che ha tutte le caratteristiche di un pianto liberatorio,
che scoppia improvviso per "lavar via" la tensione accumulata prima
durante l'ascolto del colloquio tra Frodo e Gandalf e poi dopo essere
stato scoperto in flagrante. Quanto alla paura dell'ignoto, credo che a
questo punto della storia Sam non si renda bene conto a cosa va incontro,
e che gli aspetti positivi della missione superino per lui di gran lunga i
pericoli.

Nymeria

unread,
Sep 18, 2004, 4:31:33 PM9/18/04
to
Nienna ha scritto:

[...]


> Un'altra osservazione del tutto personale: essendo io piuttosto "visiva"
> come persona, ho sempre immaginato la scena del colloquio fra Frodo e
> Gandalf in una stanza in penombra illuminata dal fuoco nel camino - ma la
> descrizione è molto diversa. Il fuoco è presente, ma si tratta di una
> bella mattina di primavera, un'atmosfera completamente in contrasto con
> il senso di pericolo e di minaccia espresso nel racconto di Gandalf.

Pero' ad un certo punto Gandalf chiude imposte e tende gettando la stanza
nell'oscurita' - credo che anche Tolkien sentisse il bisogno di un
ambiente oscurato come cornice al momento che stava narrando; ora che mi
ci fai pensare, e' come se la stanza fosse trasportata in un altro tempo
ed in un altro luogo: l'unico contatto con il presente (e la normalita')
e' dato dal rumore delle forbici di Sam che lavora in giardino.

Laurelin

unread,
Sep 18, 2004, 6:38:54 PM9/18/04
to

"Nymeria" <nymeria7can...@people.it> ha scritto

> Il campo visivo si allarga spostando l'attenzione dai ristretti confini
> della Contea per estendersi a tutta la TdM, non solo in senso geografico
> ma anche temporale: Tolkien approfondisce e rafforza il tessuto narrativo
> illustrandoci gli avvenimenti del passato remoto e mostrandoci la loro
> influenza sul presente.

Ancora grazie per le tue belle riflessioni. Effettivamente questo capitolo
mi ha sempre fatto questo effetto, un effetto che mi ha colpito fin dalla
prima volta che ho letto ISDA: l'effetto di un'infinita distanza di tempo e
di spazio, una profondità e un'ampiezza che davano alla storia uno spessore
ben maggiore di un sempliec racconto di avventure, che inseriva quello che
poteva sembrare il solito "caso" che fa iniziare la storia dell'eroe
involontario inn uno sfondo più vasto, che fa capire a Frodo stesso di
essere inserito in una "Storia" (come non pensare al concetto tutto
cristiano di "Storia della Salvezza"?). Una sensazione di cui abbiamo anche
noi tanto spesso bisogno, purtroppo.

> In questo capitolo (come per Il Consiglio di Elrond) si puo' osservare al
> lavoro la tecnica denominata 'infodump', che fornisce al lettore tutti i
> dati utili ad inquadrare la situazione in cui si muovono i personaggi: mi
> e' capitato di leggere critiche nei confronti di questa scelta espositiva,
> accusata di bloccare il flusso narrativo e di risultare fastidiosa o
> noiosa;

Curioso: lo dicono anche di Manzoni? Perché la sua caratteristica è sempre
quella, quando presenta un personaggio di un certo spessore, di fermarsi di
colpo e mettersi a raccontare tutta la sua biografia (vedi la Monaca di
Monza, l'Innominato, Federigo Borromeo, Fra Cristoforo...)

> Una domanda - come interpretare il pianto di Sam alla fine del capitolo ?
> Liberatorio per la tensione accumulata fino a quel momento, oppure gioia
> per l'avverarsi di un sogno (vedere gli Elfi), oppure timore per l'ignoto
?

Io l'ho sempre inteso come un pianto di gioia. Credo che lì per lì Sam non
pensasse ai possibili pericoli e alle difficoltà, ma solo al realizzarsi
del suo sogno più grande, che magari fino ad allora riteneva dover restare
solo un sogno: "vedere gli Elfi e tutto il resto". A me succederebbe lo
stesso, nei suoi panni. Per non parlare poi della prospettiva di seguire il
suo amato padrone, che temeva sarebbe partito di nascosto senza di lui.

--
Laurelin
#233 de IFeSTosi
"Piccole mani agiscono per necessità
mentre gli occhi dei grandi sono rivolti altrove"

Soronel l'Araldo

unread,
Sep 18, 2004, 9:25:20 PM9/18/04
to
Il mio avvocato samoano di 120 kg mi dice che Laurelin ha scritto:

> Curioso: lo dicono anche di Manzoni? Perché la sua caratteristica è
> sempre quella, quando presenta un personaggio di un certo spessore, di
> fermarsi di colpo e mettersi a raccontare tutta la sua biografia (vedi
> la Monaca di Monza, l'Innominato, Federigo Borromeo, Fra
> Cristoforo...)

In realtà l'infodumping vero e proprio si ha quando due personaggi si
mettono a parlare tra loro dicendosi cose che entrambi già sanno, solo
perché l'autore non ha trovato un altro modo di far avere determinate
informazioni al lettore.

Tolkien invece construisce (a mio parere magistralmente) occasioni in cui è
assolutamente plausibile che un personaggio spieghi a un altro come stanno
le cose; inoltre lo fa con grande abilità (se così non fosse il capitolo
del Consiglio di Elrond sarebbe quasi illeggibile: un mucchio di
perosnaggi che si parlano addosso non è di solito il massimo della
leggibilità. Al contrario, il risultato è scorrevolissimo).

Il sistema usato da Manzoni (che a me non piace affatto) è ancora diverso
poiché sfrutta il narratore impersonale che invece in Tolkien, almeno nel
Signore degli Anelli, è quasi del tutto assente.

--
Soronel l'Araldo - http://xoomer.virgilio.it/soronel/
In lettura: George R.R. Martin - FEVRE DREAM
"Se le radici profonde non gelano, è perché i germogli sbocciano sempre
nuovi, non perché qualcuno conserva freddi rametti interrati."

Fritz Tegularius

unread,
Sep 19, 2004, 5:38:12 AM9/19/04
to
On Sat, 18 Sep 2004 14:56:46 GMT, "Erynvess" <eryn...@vene.ws> wrote:

>A me pare che sia Frodo che lo vede come diverso, nel libro, non una
>trasfigurazione di Bilbo.

Certo, e con Galadriel si ha una sorta di situazione curiosa: ci
vengono riferite le impressioni di Frodo e poi ci viene detto che Sam
ha visto soltanto brillare una stella attraverso il dito dell'elfa.
Del resto anche la descrizione di Gandalf puo' essere letta in termini
non realistici (lanciar fiamme, fuoco interno... sono immagini
comunemente usate per descrivere un'alterazione dell'umore). Quello
che mi preme e' sottolineare come al lettore venga cmq proposta una
sorta di sottolineatura della violenta manifestazione di desiderio.

>Boh, secondo me invece sono modelli positivi ...

Mi sono spiegato male. Quando parlo di cattivo esempio non intendo
riferirmi a un comportamento cattivo da parte di Gandalf, Bilbo e
Galadriel, qualcosa che possa essere loro rimproverato. E certamente
il loro agire e' il migliore, il piu' adeguato, l'unico sensato in
quelle situazioni (forte, oggettivo desiderio + consapevolezza che si
deve resistere). Cio' che dico (ma si tratta ovviamente di un'idea su
cui sto ragionando...) e' che la manifestazione del loro dramma
personale e della loro coraggiosa (e tragica, nel caso di Galadriel)
scelta ha anche degli effetti imprevisti non positivi.

Elendil

unread,
Sep 19, 2004, 6:33:10 AM9/19/04
to
Riflettevo sulle influenze rosacrociane nell'opera di Tolkien, quando Fritz
Tegularius mi ha disturbato dicendo:

> Mi sono spiegato male. Quando parlo di cattivo esempio non intendo
> riferirmi a un comportamento cattivo da parte di Gandalf, Bilbo e
> Galadriel, qualcosa che possa essere loro rimproverato. E certamente
> il loro agire e' il migliore, il piu' adeguato, l'unico sensato in
> quelle situazioni (forte, oggettivo desiderio + consapevolezza che si
> deve resistere). Cio' che dico (ma si tratta ovviamente di un'idea su
> cui sto ragionando...) e' che la manifestazione del loro dramma
> personale e della loro coraggiosa (e tragica, nel caso di Galadriel)
> scelta ha anche degli effetti imprevisti non positivi.

Non sono d'accordo sugli effetti non positivi. Le reazioni dei tre
personaggi suddetti non mi sembra accendano alcun desiderio in Frodo, semmai
al contrario aumentano la sua consapevolezza su quali siano gli effetti
dell'anello e sulla sua pericolosità. Pericolosità che Frodo ha sempre
presente, per tutto il romanzo. Boromir poi gli fa comprendere quanto esso
sia pericoloso perfino per chi gli sta intorno.

--
Elendil
"In una caverna sottoterra viveva uno hobbit"


Théoden King

unread,
Sep 19, 2004, 5:52:26 PM9/19/04
to
Soronel l'Araldo

> Il sistema usato da Manzoni (che a me non piace affatto) è ancora diverso
> poiché sfrutta il narratore impersonale che invece in Tolkien, almeno nel
> Signore degli Anelli, è quasi del tutto assente.

Beh, però ci sono dei momenti in cui il narratore diviene "onniscente"
come il Manzoni. Per esempio, quando racconta la storai di Shelob: a rigore,
nessuno di coloro che scriveranno o trascriveranno il manoscritto poteva
sapere che cosa fosse, o che Sauron fosse al corrente della sua esistenza,
etc. Eppure, ci vengono fornite quelle informazioni.
Saluti,

--
Théoden, figlio di Thengel, FeSToso # 327
Death! Ride, ride to ruin and the world's ending!

Cla

unread,
Sep 20, 2004, 9:45:47 AM9/20/04
to
"Nymeria" <nymeria7can...@people.it> ha scritto nel messaggio
news:opsehh9qboz6x8za@oemcomputer...

> Il campo visivo si allarga spostando l'attenzione dai ristretti confini

[CUT] Mi sono finalmetne letto tutto il post e anche quello precedente:
davvero molto brava! Attendo il prossimo capitolo.


Nymeria

unread,
Sep 20, 2004, 4:18:34 PM9/20/04
to
Cla ha scritto:

> Attendo il prossimo capitolo.

In lavorazione .. :-)
e grazie dei complimenti !

Beleg

unread,
Sep 21, 2004, 8:51:39 AM9/21/04
to
Elendil scrisse su it.fan.scrittori.tolkien:

> Non sono d'accordo sugli effetti non positivi. Le reazioni dei tre
> personaggi suddetti non mi sembra accendano alcun desiderio in
> Frodo, semmai al contrario aumentano la sua consapevolezza su quali
> siano gli effetti dell'anello e sulla sua pericolosità. Pericolosità
> che Frodo ha sempre presente, per tutto il romanzo. Boromir poi gli
> fa comprendere quanto esso sia pericoloso perfino per chi gli sta
> intorno.

Vero e' che pero' alla fine Frodo cade, ed e' quindi piu' ragionevole
pensare ad indizi che vadano in quella direzione, piuttosto che nella
direzione opposta. Cioe', e' piu' coerente che nel corso della storia il
cammino che porta alla caduta sia graduale, quindi fatto di piccoli
passi tutti nella stessa direzione. Questo, perlomeno in un'ottica
narrativa, che Fritz apprezza particolarmente, AFAIK :-)
--
Beleg@work - Per scrivermi togli ".bl"
"All the world will be your enemy, prince of the thousand enemies, and
if they catch you, they will kill you. But first they must catch you. Be
canny and your people will never be destroyed..."

Rosie Cotton

unread,
Sep 21, 2004, 9:23:05 AM9/21/04
to
Beleg ha scritto:

> Vero e' che pero' alla fine Frodo cade, ed e' quindi piu' ragionevole
> pensare ad indizi che vadano in quella direzione, piuttosto che nella
> direzione opposta. Cioe', e' piu' coerente che nel corso della storia il
> cammino che porta alla caduta sia graduale, quindi fatto di piccoli
> passi tutti nella stessa direzione. Questo, perlomeno in un'ottica
> narrativa, che Fritz apprezza particolarmente, AFAIK :-)

Quindi, secondo questa ipotesi, se Frodo fosse stato trasportato sul
Monte Fato subito, invece che andarci a piotte, sarebbe riuscito, piu` o
meno tranquillamente, a disfarsene dell'Anello?

Direi piuttosto che ci sia stata una costante crescita di Frodo, ma
anche una costante crescita della forza-tentatrice, che alla fine si e`
rivelata troppo potente anche per un Frodo piu` consapevole e
resistente. Che ne pensi?

Ciao,
--
Rosie.Cotton@work

Beleg

unread,
Sep 21, 2004, 11:20:53 AM9/21/04
to
Rosie Cotton scrisse su it.fan.scrittori.tolkien:

> Quindi, secondo questa ipotesi, se Frodo fosse stato trasportato sul
> Monte Fato subito, invece che andarci a piotte, sarebbe riuscito,
> piu` o meno tranquillamente, a disfarsene dell'Anello?

Tendenzialmente, si'.
L'unico indizio possibile gioca a mio favore: Frodo si "disfa"
dell'Anello all'inizio, dandolo a Gandalf.
Pero', mi spiace un po' mettere la cosa su un piano quantitativo: sembra
che stiamo facendo la somma algebrica tra forza di Frodo e forza
dell'Anello.

> Direi piuttosto che ci sia stata una costante crescita di Frodo, ma
> anche una costante crescita della forza-tentatrice, che alla fine si
> e` rivelata troppo potente anche per un Frodo piu` consapevole e
> resistente. Che ne pensi?

Che l'idea di Fritz e' narrativamente piu' coerente :-)
Dipende, certo, da cosa si intende per "crescita" di Frodo. Maggiore
consapevolezza? Sicuramente si'. Maggiore resistenza fisica e
intellettuale? Sicuramente no. Maggiore forza morale? Chissa'.
E' che l'idea di percorso narrativo che "prepara" il fallimento e'
davvero intrigante...

Rosie Cotton

unread,
Sep 21, 2004, 12:00:32 PM9/21/04
to
Beleg ha scritto:

>>Quindi, secondo questa ipotesi, se Frodo fosse stato trasportato sul
>>Monte Fato subito, invece che andarci a piotte, sarebbe riuscito,
>>piu` o meno tranquillamente, a disfarsene dell'Anello?
> Tendenzialmente, si'.

Ah, ecco: per me invece era una domanda retorica, e la risposta scontata
era "no" ;-)

> L'unico indizio possibile gioca a mio favore: Frodo si "disfa"
> dell'Anello all'inizio, dandolo a Gandalf.

Ma non riesce a gettarlo nel fuoco. E a meta` del viaggio, gia` dopo
aver visto le reazioni di Gandalf e di Bilbo, offre l'Anello a Galadriel.

> Pero', mi spiace un po' mettere la cosa su un piano quantitativo: sembra
> che stiamo facendo la somma algebrica tra forza di Frodo e forza
> dell'Anello.

Ma no, niente somme algebriche: al limite, una eccessiva semplificazione
del discorso da parte mia.

Intendevo questo. Frodo non riesce a mandare l'anello in distruzione,
alla fine del viaggio, ma sappiamo che non ci sarebbe riuscito nessuno
(nemmeno Frodo stesso allo stato in cui era all'inizio del viaggio,
giusto?). Quindi, come dimostrazione della "decrescita" non vale. In
piu`, all'inizio non riesce a gettarlo nel fuoco nella sua Contea, nel
pieno delle forze fisiche, mentre alla fine e` stremato fisicamente, si
trova nel punto dove l'influsso dell'anello molto probabilmente
raggiunge la massima potenza, ed e` logorato mentalmente
(spiritualmente?) dalla continua lotta contro di esso.

>> Che ne pensi?
> Che l'idea di Fritz e' narrativamente piu' coerente :-)

Perche'?

> Dipende, certo, da cosa si intende per "crescita" di Frodo. Maggiore
> consapevolezza? Sicuramente si'. Maggiore resistenza fisica e
> intellettuale? Sicuramente no.

E fin qui siamo d'accordo.

> Maggiore forza morale? Chissa'.

Dipende, forse, anche da cosa intendiamo per forza morale.

> E' che l'idea di percorso narrativo che "prepara" il fallimento e'
> davvero intrigante...

Anche qui, dipende dal senso che dai alla parola "prepara". Sicuramente,
il percorso narrativo prepara *il lettore* al fatto che Frodo non possa
non fallire. Sono molto piu` dubbiosa sul fatto che le reazioni
(desideri manifestati) di Bilbo, Gandalf e Galadriel abbiano indebolito
le difese di Frodo contro l'influsso dell'Anello. Ho trovato in questa
ipotesi un interessante spunto di riflessione, ma non credo che sia
narrativamente necessaria la preparazione *di Frodo* (non del lettore)
al fallimento.

Al contrario, ho sempre visto (e mi piace continuare a vedere) il
viaggio della Compagnia come una forte occasione di crescita per tutti i
suoi componenti, Frodo compreso, ovviamente.

Ciao,
--
Rosie.Cotton@work

Master Frodo

unread,
Sep 21, 2004, 4:53:36 PM9/21/04
to

"Nymeria" <nymeria7can...@people.it> ha scritto nel messaggio
news:opsehh9qboz6x8za@oemcomputer...
> Il campo visivo si allarga spostando l'attenzione dai ristretti confini
> della Contea per estendersi a tutta la TdM, non solo in senso geografico
> ma anche temporale...

Grazie Nymeria per questi 3d , mi hai fatto venire una gran voglia di
rileggerlo..appena finito le Lettere e un paio di altre cosette mi ci butto
:-)

--
master FrodoBaggins #1 deI Festosi inesiSTenti


Erynvess

unread,
Sep 22, 2004, 4:28:56 AM9/22/04
to
"Rosie Cotton" ha scritto:

> >>Monte Fato subito, invece che andarci a piotte, sarebbe riuscito,
> >>piu` o meno tranquillamente, a disfarsene dell'Anello?
> > Tendenzialmente, si'.
>
> Ah, ecco: per me invece era una domanda retorica, e la risposta
> scontata era "no" ;-)

Anche per me: già a casa sua Frodo non riesce a gettare l'Anello nel
fuoco. E` vero che ci tenta quando sono passati già molti anni e
Sauron si è risvegliato. Forse se ci avesse provato subito dopo averlo
ricevuto, chissà...

> Ma non riesce a gettarlo nel fuoco. E a meta` del viaggio, gia` dopo
> aver visto le reazioni di Gandalf e di Bilbo, offre l'Anello a
> Galadriel.

Beh, questo è un indizio che forse potrebbe liberarsene. Comunque c'è
una bella differenza fra affidarlo ad una persona di cui si fida e che
ammira, e distruggerlo.

> > Dipende, certo, da cosa si intende per "crescita" di Frodo. Maggiore
> > consapevolezza? Sicuramente si'. Maggiore resistenza fisica e
> > intellettuale? Sicuramente no.
>
> E fin qui siamo d'accordo.

Io invece penso che ci sia stata anche crescita nella resistenza
intellettuale: come ha fatto notare Nymeria, al primo incontro con i
Cavalieri Neri Frodo vorrebbe mettersi l'Anello, e non pensa agli amici
(in realtà loro erano nascosti meglio!). Ma già quando sono prigionieri
nel tumulo, alla tentazione di usarlo per fuggire lui, pensa agli amici
e non vuole lasciarli. Lo stesso vale per Colle Vento: alla vicinanza
dei Nazgul mette l'Anello e basta, ma vicino a Minas Morgul capisce, sa
che non è proprio il caso, anche se la tentazione è fortissima,
peggiorata dalla disperazione alla vista di quel terribile esercito.
E poi quando parla con Boromir, Frodo dimostra di capire bene come
faccia l'Anello ad ingannare le persone.

> Anche qui, dipende dal senso che dai alla parola "prepara".
> Sicuramente, il percorso narrativo prepara *il lettore* al fatto che
> Frodo non possa non fallire. Sono molto piu` dubbiosa sul fatto che le
> reazioni (desideri manifestati) di Bilbo, Gandalf e Galadriel abbiano
> indebolito le difese di Frodo contro l'influsso dell'Anello. Ho
> trovato in questa ipotesi un interessante spunto di riflessione, ma
> non credo che sia narrativamente necessaria la preparazione *di Frodo*
> (non del lettore) al fallimento.

Sono d'accordo.

> Al contrario, ho sempre visto (e mi piace continuare a vedere) il
> viaggio della Compagnia come una forte occasione di crescita per tutti
> i suoi componenti, Frodo compreso, ovviamente.

Ovviamente, PDA anche qui ^__^

Rosie Cotton

unread,
Sep 22, 2004, 6:12:53 AM9/22/04
to
Erynvess ha scritto:

> Anche per me: già a casa sua Frodo non riesce a gettare l'Anello nel
> fuoco. E` vero che ci tenta quando sono passati già molti anni e
> Sauron si è risvegliato. Forse se ci avesse provato subito dopo averlo
> ricevuto, chissà...

Chissa`... Anche se sappiamo che *nessuno* avrebbe potuto portare a
termine la missione, possiamo pensare (imho, arrampicandoci sugli
specchi) che questo si riferisse alla situazione di Sauron sveglio.

>>Ma non riesce a gettarlo nel fuoco. E a meta` del viaggio, gia` dopo
>>aver visto le reazioni di Gandalf e di Bilbo, offre l'Anello a
>>Galadriel.
>
> Beh, questo è un indizio che forse potrebbe liberarsene. Comunque c'è
> una bella differenza fra affidarlo ad una persona di cui si fida e che
> ammira, e distruggerlo.

Infatti, volevo dire proprio questo. Si discuteva all'influenza del
comportamento di Gandalf e di Bilbo (oltre a Galadriel) sulla resistenza
di Frodo all'Anello. Ecco: ancora prima degli episodi di Gandalf e Bilbo
(o almeno Bilbo, non ricordo bene) Frodo non riesce a *distruggere*
l'Anello (perche' per lui gettarlo nel fuoco in quel momento significa
distruggere). Invece gia` *dopo* questi due episodi offre l'Anello a
Galadriel (esattamente come lo aveva offerto a Gandalf, episodio citato
da Beleg).
Sono PDA con te: distruggere e affidarlo a chi consideri piu` grande e
piu` saggio di te sono due cose diverse.

>>>Dipende, certo, da cosa si intende per "crescita" di Frodo. Maggiore
>>>consapevolezza? Sicuramente si'. Maggiore resistenza fisica e
>>>intellettuale? Sicuramente no.
>>
>>E fin qui siamo d'accordo.
>
> Io invece penso che ci sia stata anche crescita nella resistenza

> intellettuale: [8<]

Dipende da cosa intendiamo per resistenza intellettuale. Se vuoi, la
forza (o l'allenamento) e` aumentata, mentre la resistenza e` diminuita
perche' ormai logora dalla fatica. E` come una passeggiata in montagna:
alla fine del cammino la tua resistenza e` diminuita perche' sei stanco,
ma l'allenamento e` aumentato, per cui, dopo il necessario riposo,
potrai affrontare una passeggiata analoga con meno difficolta`.

Sono piu` che d'accordo con te sulla parte tagliata, comunque :-)

Ciao,
--
Rosie.Cotton@work

Elendil

unread,
Sep 22, 2004, 7:02:34 AM9/22/04
to
Riflettevo sulle influenze rosacrociane nell'opera di Tolkien, quando Beleg
mi ha disturbato dicendo:

> Vero e' che pero' alla fine Frodo cade, ed e' quindi piu' ragionevole
> pensare ad indizi che vadano in quella direzione, piuttosto che nella
> direzione opposta. Cioe', e' piu' coerente che nel corso della storia
> il cammino che porta alla caduta sia graduale, quindi fatto di piccoli
> passi tutti nella stessa direzione. Questo, perlomeno in un'ottica
> narrativa, che Fritz apprezza particolarmente, AFAIK :-)

Ma credo che non sia così. Semmai è forse graduale l'instillamento nel
lettore della consapevolezza che Frodo è destinato a fallire, ma la
resistenza di Frodo all'anello non diminuisce, semmai il contrario: è nelle
fasi iniziali del viaggio che cede più facilmente alla tentazione di
indossare l'anello, ed in generale tutte le volte che lo fa è in un momento
"critico". Offre l'anello a Gandalf come a Galadriel in tempi assai diversi,
ma una cosa è offrirlo avendo l'idea di liberarsi da un peso, un'altra è poi
trovare la forza di darlo veramente (mai ha questa opportunità in concreto).
Come qualcun altro ha fatto notare, già prima di partire non ha la forza di
gettarlo nel fuoco.
Certo, l'anello fiacca la sua resistenza, anche fisica, ma davvero non
riesco a vedere un'influenza negativa su Frodo nelle reazioni di Galadriel e
Gandalf. Entrambi resistono. Semmai la reazione che più lo influenza è
quella di Boromir, causa della sua decisione di proseguire da solo: ma anche
lì, è un'influenza negativa? Alla fin fine la decisione non è errata.

--
Elendil
"Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo"
Stanislaw J. Lec


Fritz Tegularius

unread,
Sep 22, 2004, 11:25:07 AM9/22/04
to
Rosie Cotton ha scritto:

> (...) Sono molto piu` dubbiosa sul fatto che le reazioni
> (desideri manifestati) di Bilbo, Gandalf e Galadriel abbiano
indebolito
> le difese di Frodo contro l'influsso dell'Anello.

Guarda, allo stato attuale non saprei come risponderti circa questo
punto, dato che quelle che ho riportato e' solo una sotto-riflessione
nell'ambito di una piu' ampia - e ancora molto confusa - riflessione.
^___^;;;;
Seriamente: non ho minimamente controllato se e come muti il
comportamento di Frodo in seguito ai suddetti episodi di
manifestazione del desiderio. Chiaramente si tratta di un'analisi che
dovrei compiere laddove volessi sviluppare questa ipotesi.

Nasce tutto - oltre che dalla riflessione di cui sopra - dall'aver
rilevato
questa curiosa ripetizione di comportamenti (sottilmente variati e
variamente descritti) in tre personaggi cosi' importanti per Frodo.
Sono state la ricorrenza e la somiglianza che mi hanno colpito.

> Al contrario, ho sempre visto (e mi piace continuare a vedere) il
> viaggio della Compagnia come una forte occasione di crescita per
tutti i
> suoi componenti, Frodo compreso, ovviamente.

Qua, invece, mi interesserebbe approfondire.
Che ci sia una crescita, non lo metto in dubbio, pero' a me pare che si
venga a creare un forte contrasto fra Sam/Merry/Pipino da una parte e
Frodo dall'altra. Per i primi la crescita porta a un miglior radicamento
nel mondo (divengono tutti piu' capaci di agire nella societa',
potremmo dire); per Frodo, al contrario, si ha una sorta di astrazione,
di perdita di presa immediata e diretta sulla realta' (tant'e' che alla
fine
abbiamo la partenza).
E' come se, a causa del suo nuovo status (molto complesso) di ex
possessore dell'Anello/salvatore (a modo suo) del mondo/colpevole
di aver ceduto alla tentazione, da un lato fosse divenuto fonte di
ispirazione/forza per tutti, dall'altro fosse ormai incapace di agire in
prima persona. Una spece di "ricordo che cammina" (non fantasma:
non faccio riferimento - almeno non credo - alle conseguenze del
contatto con l'Anello)... Non so se rendo l'idea. Come se gia' non
fosse piu' li' (e tuttavia continuasse ad esserci grazie a tutto cio' che
e'
accaduto e che egli stesso ha contribuito a far accadere).
Devo precisare meglio questi punti: sono ancora un po' vaghi e ovvi.
^___^;;;

ciao ciao
Fritz aka Giacomo

--

Rosie Cotton

unread,
Sep 22, 2004, 12:43:40 PM9/22/04
to
Fritz Tegularius ha scritto:

> Nasce tutto - oltre che dalla riflessione di cui sopra - dall'aver
> rilevato
> questa curiosa ripetizione di comportamenti (sottilmente variati e
> variamente descritti) in tre personaggi cosi' importanti per Frodo.
> Sono state la ricorrenza e la somiglianza che mi hanno colpito.

Infatti, ho trovato molto interessante questa tua osservazione, motivo
di riflessione sicuramente, ma non concordo con le conclusioni cosi`
come le hai esposte. Aspetto nuovi sviluppi del tuo pensiero :-)

>>Al contrario, ho sempre visto (e mi piace continuare a vedere) il
>>viaggio della Compagnia come una forte occasione di crescita per tutti i
>>suoi componenti, Frodo compreso, ovviamente.
>
> Qua, invece, mi interesserebbe approfondire.

Pure a me, "casualmente" ;-)

> Che ci sia una crescita, non lo metto in dubbio, pero' a me pare che si
> venga a creare un forte contrasto fra Sam/Merry/Pipino da una parte e
> Frodo dall'altra.

[8<]

Questo e` verissimo (come anche tutto cio` che ho tagliato).
Credo che questo sia dovuto ai diversi ruoli che gli hobbit hanno avuto
nella storia (e forse anche dai caratteri che avevano in partenza).
Frodo e` un hobbit molto sensibile, ha la percezione del mondo piu`
"sottile" degli altri (particolarita` caratteriale), ed e` colui che
deve perdere le cose perche' gli altri, quindi anche Sam/Merry/Pipino,
possano goderle (particolarita` funzionale nella storia). Forse, questo
puo` essere applicato anche alla sua stessa personalita`: Frodo-hobbit
di una volta e` perso, non c'e` piu`, e` passato ad un'altro livello, e
la sua crescita consiste anche (soprattutto?) in questo. E` stata
diretta verso altre mete, mentre Sam, Merry e Pipino crescono per
rimanere saldi nella loro Contea, per amarla e coltivarla.
Cosi` come la crescita di un uomo puo` portarlo a diventare un monaco
oppure un sindaco, eppure in tutti e due i casi e` una crescita.

> Devo precisare meglio questi punti: sono ancora un po' vaghi e ovvi.
> ^___^;;;

Quello che ho scritto io e` ancora piu` vago e ovvio ;-)
Aspetto quindi che tu "precisi meglio" :-))

Ciao,
--
Rosie.Cotton@work

Nymeria

unread,
Sep 22, 2004, 3:28:55 PM9/22/04
to
Master Frodo ha scritto:

> mi hai fatto venire una gran voglia di
> rileggerlo..appena finito le Lettere e un paio di altre cosette mi ci
> butto

Ti capisco ;-) - ultimamente non riesco a leggere altro: provo ad
iniziare qualche altro libro e come per incantesimo mi ritrovo col naso
tra le pagine di Tolkien .. :-D

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