[HOBBIT] Cap. 6 - Dalla padella alla brace

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Nymeria

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Oct 11, 2005, 3:45:23 PM10/11/05
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Bilbo puo' aver perduto tutto (bottoni compresi) ma certo non ha perso il
senso di responsabilita' e la generosita' d'animo, tanto e' vero che si
prepara a rientrare nel cuore della montagna per cercare i compagni di
viaggio: la misura del suo carattere e' rivelata anche dalla mancanza di
reazioni negative nell'udire che i Nani, tutt'altro che preoccupati per la
sua incolumita', continuano ad esprimere dubbi sulla sua reale utilita' e
non si mostrano affatto disposti ad andare a cercarlo, malgrado le minacce
di Gandalf.
Mi domando se tutti i buoni sentimenti e gentilezza d'animo mostrati da
Gimli in ISDA non siano stati un modo per Tolkien di fare ammenda per
tanta insensibilita' da parte dei suoi compatrioti; senza dubbio invece i
buoni propositi di Bilbo mostrano gia' in embrione la capacita' di
sacrificio e di senso del dovere verso gli altri che vedremo alla massima
potenza nelle azioni di Frodo e Sam.
E' curioso che Bilbo decida di tenere segreto l'Anello: puo' certamente
dipendere dal desiderio di non rivelare tutte le frecce al proprio arco -
la sua straordinaria fuga gli ha finalmente guadagnato il rispetto e
l'ammirazione degli altri - pero' e' difficile non vedere gia' un barlume
dell'ossessione che si impadronisce di tutti coloro che ne vengono in
possesso; se l'Unico e' ancora lontano dall'essere la minaccia che
conosceremo in ISDA, ho la netta impressione che qui sia stato piantato un
seme per il futuro.
Trovo che l'incontro con i lupi sia un'altra di quelle istanze che
potrebbero terrorizzare un giovane lettore; come sempre Tolkien inserisce
qualche elemento umoristico per alleggerire l'atmosfera, ma non mi sembra
sufficiente per tenere a bada le paure provocate dalla situazione - se per
un bambino e' facile identificarsi con i protagonisti di un racconto,
questo contiene parecchio materiale da incubo: lupi famelici, la fuga
senza scampo sugli alberi, l'arrivo degli Orchi ed il fuoco - per tacere
dei fondati timori di Gandalf (!!), malgrado il suo comportamento sia
comunque ineccepibile.
La crudele reazione degli Orchi nei confronti dei loro estemporanei
alleati in preda alle fiamme mi ha ricordato quella dei loro simili nel
tunnel di Shelob: nonostante questi esseri malvagi trovino reciproco
interesse nella saltuaria cooperazione (o meglio nel servirsi gli uni
degli altri), tra loro non esistono ne' rispetto ne' affiatamento - credo
che Tolkien cerchi di mostrare la differenza con l'atteggiamento dei
viaggiatori che, malgrado gli innegabili problemi, raggiungono comunque un
buon livello di sintonia (l'atto generoso di Dori - borbottii a parte -
nei confronti di Bilbo ne e' la dimostrazione).
Le aquile ci sono descritte come creature maestose (il re che si staglia
"scuro contro la luce della luna") e nello stesso tempo remote (Bilbo che
parla a vanvera per il sollievo e viene ignorato da un'aquila che si
liscia imperterrita le piume), stabilendo da subito che si tratta di
esseri limitatamente coinvolti nelle cose terrene, e che quindi il loro
intervento non puo' andare oltre qualche "partecipazione straordinaria" e
niente piu' - peccato che non tutti lo abbiano capito ;-)
Un altro aspetto interessante, se confrontato con le simili esperienze di
Frodo, e' il sogno di Bilbo, che vede se' stesso aggirarsi per casa alla
ricerca di qualcosa di indefinibile: potrebbe essere un segnale inconscio
dei cambiamenti che si stanno verificando in lui - non necessariamente
positivi se pensiamo alla "strana occhiata" lanciatagli da Gandalf a
proposito delle mezze verita' sulla sua rocambolesca fuga ..


--
Nymeria - FeSTosa #313
I will not say the Day is done, nor bid the Stars farewell

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