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rhys thomas - vi racconto un freddie mercury sconosciuto
scritto da DavideBS il giorno 2012-08-29 13:07:12 in Interviste.
Rhys Thomas racconta il suo Freddie e il nuovo documentario.
Sul sito
reddit.com è apparsa una serie di domande/risposte cui si è
sottoposto Rhys Thomas, autore del documentario Days Of Our Lives e
dell'imminente The Great Pretender. Abbiamo raccolto le sue dichiarazioni
più interessanti collegate ai Queen e a Freddie Mercury.
D: Lavorando al nuovo documentario su Freddie, qual è la cosa più
interessante che hai scoperto su di lui?
RT: Sapevo quasi tutto di lui, ma il fatto che gli sia stato chiesto di
interpretare il ruolo principale ne La Boheme per l'allestimento di
Central Park è stato un fatto nuovo per me. Inoltre, ho scoperto che il
suo sogno era quello di cantare 'Il fantasma dell'opera' con Montserrat
Caballe. Prima di morire, Montserrat ha cantato la canzone principale del
musical su un album di duetti e prima di inciderlo aveva chiamato Freddie
per proporgli la collaborazione. Ma Freddie era troppo malato per cantare
con lei. Al telefono lui era commosso fino alle lacrime. Era la musica che
Freddie avrebbe sempre voluto sentirle cantare. E' stata l'ultima volta
che hanno parlato. E' morto poco dopo.
Freddie non l'ho mai incontrato di persona, anche se ho visto, letto ed
elencato ogni singola intervista esistente in modo tale da imparare a
conoscerlo in una certa misura. Ha sempre rivelato un sacco di sè nelle
interviste fatte con le persone giuste. Con David Wigg, ad esempio, è
stato dolorosamente onesto, per questo quelle interviste sono così
interessanti.
D: Sai dirci come Freddie ha vissuto la sua malattia?
RT: Da quello che so non ha mai avuto depressione, nè è stato addolorato
sulla sua malattia. Viveva con essa. Un dirigente, a un certo punto della
lavorazione del documentario, è entrato in studio e ha detto: 'Dove sono
le lacrime?' Questo documentario non mostra l'uomo in difficoltà.' Beh, ho
detto io, Freddie non era quel tipo di persona. Amava la vita. Era una
persona divertente che amava la sua vita su e giù dal palco. Purtroppo,
nessuno sapeva alla fine degli anni '70/primi anni '80 che il suo stile di
vita sessuale poteva ucciderlo. E' un peccato terribile. Questo è ciò che
lo rende così interessante. Nella sua vita non ci c'è nessun luogo comune
tipico del rock and roll. Lui era il Signor Fahrenheit.
D: Pensi che a Freddie sarebbe piaciuta la nuova versione di Barcelona?
RT: Non lo so, ma a Freddie è sempre piaciuto ciò che era nuovo e di
sicuro avvenire.
D: Sei in conttato con Brian, Roger e John? Ci sono progetti futuri?
RT: Sono in contatto con Brian e Roger e cerco di vederli con una certa
regolarità a seconda di quanto l'attività dei Queen è in corso. Non ho mai
incontrato John. Vorrei poterlo fare, ma è molto riservato. Mi piacerebbe
sapere cosa ne pensa dei due documentari, ma credo che non lo saprò mai.
Progetti in corso: ho appena finito questo documentario che uscirà in DVD
il 24 settembre, e va in onda su A & E in USA il 30 settembre. Sto per
farne una versione da 60 minuti per la BBC One da mandare in onda nel mese
di Ottobre, inoltre ho scritto due sceneggiature per dei film e un pilot
per una commedia per Channel 4.
D: Freddie come ha vissuto la parte finale della sua vita?
RT: Dalle interviste che ho visionato e leggendo tra le righe trovo in un
sacco di dolore, stava facendo la radioterapia, era in cura ed era molto
debole fisicamente, ma la musica e il lavoro lo tenevano in vita. La
malattia è stata raramente discussa e lui ha capito che doveva fare del
del suo meglio.
D: Per la realizzazione dei documentari ha cercato di contattare anche
John Deacon?
RT: Abbiamo cercato di raggiungere John ma non è stato possibile, il che è
un peccato, ma abbiamo usato un sacco di materiale d'archivio per
assicurarci che fosse ben rappresentato.
D: Cosa ne pensi di Barcelona Special Editon?
RT: E' stupefacente. E' davvero un classico che spero sarà apprezzato per
il modo brillante e di rottura con cui è stato realizzato ben 25 anni fa,
ma è come se il temp non fosse passato. E' un album senza tempo.
D: E' prevista la pubblicazione di materiale inedito?
RT: Ci sono piani per pubblciare l'anno prossimo le canzoni che si
potranno ascoltare in The Great Pretender, ovvero There Must Be More To
Life Than This e, per la prima volta, il demo del duetto con Rod Stewart.
D: Cosa pensi ispirasse maggiormente Freddie per la composizione delle sue
canzoni?
RT: Non lo so, ma lui diceva che molte delle sue canzoni parlano di amore
e di emozioni e questo è ciò che si sentiva molto a cuore. Raramente ha
scritto una canzone d'amore gioiosa. Pezzi come Melancholy Blues,
Nevermore, Hard Life, Somebody To Love Living On My Own sono tutte
incentrate sulla difficoltà di avere rapporti duraturi. Born To Love You,
è tra le poche canzoni d'amore allegre che ha scritto. Ma è stato anche
ispirato da artisti come Aretha Franklin, Liza Minnelli, Robert Plant,
Hendrix e i Beatles.
D: Nel nuovo documentario si parla anche dell'adolescenza di Freddie?
RT: Beh, solo un po'. Questa è una parte della sua vita già raccontata in
'The Untold Story' con dovizia di particolari. Non volevo calpestare terra
vecchia, rifare la stessa cosa. Abbiamo praticamente raccontato i primi
anni di vita di Freddie e tutto il '70 in circa 4 minuti per poi arrivare
fino al suo periodo solista. Ma abbiamo trovato una intervista audio in
cui Freddie parla di andare in India e a Zanzibar che non è mai stato
sentito prima.
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