Sono uscite due ristampe mono del Piper, e nemmeno una
di A Saucerful.
Vuoi vedere che si dimenticheranno anche di More e di
Ummagumma?
[Sarebbe come se dei King Crimson si fossero dimenticati
di fare il remaster di In The Wake Of Poseidon...]
m
> La faccenda è strana.
>
> Sono uscite due ristampe mono del Piper, e nemmeno una
> di A Saucerful.
mah, a me e' sembrato piu' strano il fatto che sia uscito il triplo cd
di The Piper "quarantennale" (comunque una bella sorpresa) che il fatto
che non sia uscito quello di Saucerful. intendo dire, lo loro linea e'
piu' quella della ri-ri-ri-stampa di Dark Sike, che quella di
ufficializzare registrazioni inedite (di cui spesso provano vergogna).
altrimenti non si spiega perche' 2 brani compiuti come Scream Thy Last
Scream e Vegetable man, diventati leggendari pur viaggiano
esclusivamente in canali non ufficiali, non siano mai stati inclusi in
nessuna compilation ufficiale (per fare solo un esempio).
>
> Vuoi vedere che si dimenticheranno anche di More e di
> Ummagumma?
a proposito di More ci sarebbero le versioni alternative apparse nel
film di alcuni brani (tipo Cymbaline canatata da Waters) e l'inedita
Seabirds.
per quanto riguarda Ummagumma potrebbero anche esistere vari
registrazioni di esperimenti poi scartati, se nel frattempo non sono
andate perdute. in ogni caso figuriamoci se si mettono a pubbblicarle...
> ri-ri-ri-stampa di Dark Sike
piu' che ristampa suona nuovo come album! :)
> La faccenda è strana.
> m
Non è mica tanto strano. Gli unici album ad avere goduto di simili
"festeggiamenti", ventennali e simili, sono Dark Side, The Piper, Wish You
Were Here. Basta. Nemmeno The Wall, per dire, a meno di non contare la
versione live, peraltro uscita in concomitanza dell'anniversario dei
concerti e non dell'album. Quindi non mi aspetterei proprio niente per
Ummagumma (album per giunta snobbatissimo dalla band) e sottozero per
More. Punta l'orologio per il 2013 e secondo me qualcosa vedrai.
--
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> La faccenda è strana.
>
> Sono uscite due ristampe mono del Piper, e nemmeno una
> di A Saucerful.
Valerio HT:
Non è strana; però nel caso del cofanetto di "Shine On", uscito mi
pare a fine 1992 per commemorare i primi 25 anni di carriera del
gruppo, si sono scelti 10 dischi, non 10 album, di cui due erano
di The Wall e uno costituito dai brani singoli non apparsi su album.
Il primo album in ordine cronologico incluso in tale cofanetto
NON è The Piper at the gates of dawn, ma proprio
A Saucerful Of Secrets. Forse i tre fatti che, 1: Gilmour non ha
partecipato al primo album dei Pink Floyd, 2: Per Nick Mason
ASOS è sempre stato fra i suoi preferiti, più di The Dark Side e
The Wall, 3: Il PEZZO "A Saucerful Of Secrets" in studio fra tutte
le sperimentazioni fatte dai Pink Floyd è sempre stata quella di cui
sono rimasti più soddisfatti, hanno fatto inclinare verso tale scelta.
Da notare che in quel cofanetto dopo ASOS si saltano a piè pari
(ovviamente...) More ed Ummagumma, e non solo, persino
Atom Heart Mother non viene incluso, nonostante sia stato il primo
album del gruppo a raggiungere la prima posizione in classifica
in Gran Bretagna. Si passa direttamente da ASOS a Meddle, poi,
*ovviamente*, di prendono The Dark Side Of The Moon e
Wish You There Here, si salta Animals (certamente questa non è
stata una scelta di Nick Mason...), e ovviamente si mettono i due
dischi di The Wall. A parte l'ultimo disco, antologia dei pezzi dei
loro "primi singoli", rimane spazio solamente per un altro disco...
A Momentary Lapse Of Reason, uscito 5 anni prima: quello certamente
è stato messo per "dimostrare" che anche senza Waters i Pink Floyd
riuscivano a fare un album con musiche loro, o meglio di David Gilmour,
che all'epoca della composizione di AMLOR il navigante Richard Wright
era ancora del tutto fuori dal gruppo e Mason non ha messo quasi nulla
di suo. Gilmour aveva persino suonato varie parti di tastiera incluse
poi su AMLOR.
Shine On è stata un'operazione commerciale fatta oltretutto su basi
molto soggettive.
Per quando riguarda "le ristampe di celebrazione" dei singoli album,
la cosa è avvenuta con criteri un po' diversi.
"The Piper At The Gates Of Dawn" è pur sempre il primo album del gruppo,
inoltre ha sempre goduto di ottime credenziali da parte della critica
musicale (in verità, più buone le credenziali di critica che non le
vendite realizzate dal 1967 ad oggi, se si va a vedere...), e poi nel
luglio 2006 è deceduto Syd Barrett, che di The Piper era stato in
grandissima parte l'autore, e il 40ennale è avvenuto solo un anno dopo,
cioè l'anno scorso.
A Saucerful Of Secrets è l'album in cui è presente solo una canzone di
Syd Barrett, e in cui i Pink Floyd rimasti dimostrano di essere capaci
di poter continuare coi propri mezzi, ma non ha avuto lo storico impatto
del primo album, che nell'agosto del 1967 sembro' scuotere il rock/pop
britannico come una manifestazione di fuochi pirotecnici (anch'essi in
seguito usati in vari spettacoli del gruppo). Vi è persino chi, come me,
in realtà da sempre preferisce A Saucerful Of Secrets a The Piper,
ma ASOS è un album relativamente poco conosciuto, meno ancora
di The Piper, perché se non altro di The Piper la stampa ne ha (quasi)
sempre parlato spesso e volentieri, non accorgendosi in troppi casi
che la minisuite omonima del disco era un pezzo assolutamente
rivoluzionario per il rock del 1968, più di quanto Interstellar
Overdrive lo fosse stato per il rock psichedelico dell'autunno 1966,
e almeno altri due pezzi ("let there be more light" e ovviamente
"set the controls for the heart of the sun") non si limitavano ad essere
la continuazione della psichedelia di Barrett, ma semmai erano una
ulteriore evoluzione della stessa, con una maggiore spazialità, una
maggiore ricchezza timbrica (ma il vibrafono suonato da Wright non
l'ha notato nessuno?), una più potente capacità "immaginifica", ossia
di creare immagini mentali e stimolare le fantasie sull'onda di un
suono in parte "misterioso". E non ritorno poi sulla minisuite
A Saucerful Of Secrets, perché già tanto e spesso ne ho parlato...
da lì partono i Tangerine Dream, Klaus Schulze, i Popol Vuh,
gli Ash Ra Tempel... insomma i Corrieri Cosmici tedeschi, e più
tardi anche altri gruppi, sempre rimasti "di nicchia", anche perché
la grande curiosità verso il nuovo, l'eccentrico, l'originale, anche
il "decisamente fuori dalle norme, convenzioni, tradizioni e simili"
è stato un atteggiamento particolarmente in voga presso la
"gioventù del pensiero alternativo" del 1967-1970, ma assai meno
lo è stato in genere nei decenni seguenti, salvo appunto che per le
ristrette cerchie di appassionati della sperimentazione sonora.
memristor:
> Vuoi vedere che si dimenticheranno anche di More e di
> Ummagumma?
Valerio HT:
Quello lo dò praticamente per scontato...
memristor:
> [Sarebbe come se dei King Crimson si fossero dimenticati
> di fare il remaster di In The Wake Of Poseidon...]
Valerio HT:
Con la differenza che A Saucerful Of Secrets rappresentò
per vari aspetti un progresso rispetto a The Piper, mentre
In The Wake Of Poseidon, se non fosse per il disinvolto
plagio effettuato da Fripp e McDonald del pezzo "Mars"
di Holst (riarrangiato e rinominato "The Devil's Triangle"),
sarebbe solamente una riproposizione un po' sbiadita degli stilemi
del primo "In The Court Of The Crimson King".
E quindi, a maggior ragione non posso evitare di aver qualche pensiero
sarcastico verso quei Pink Floyd *autori inconsapevoli* di
sperimentazioni e atmosfere molto più importanti di quanto essi stessi
ritenessero.
Saluti
*****************************
* it.fan.musica.pink-floyd *
*****************************
> Vi è persino chi, come me,
> in realtà da sempre preferisce A Saucerful Of Secrets a The Piper,
Io pure.
Ma Saucerful è un disco tremendamente unico.
E' oscuro, torbido. Così come tu ci noti dentro l'origine
del Kosmische, io ci vedo anche l'origine della dispersione
spaziale delle produzioni di Martin Hannett dei Joy Division.
Il basso/batteria (invenzione di Waters?), ovvero i Can,
ma anche i Cure di A Forest, la gioia hippy ma anche
il terrore postpunk.
Al suo estremo, Saucerful è un disco "inside" e non "outside",
il suo sforzo di proiettarsi all'esterno finisce per
approfondire il gorgo centripeto.
[Over the mountain watching the watcher
Breaking the darkness, waking the grapevine.]
m
E io pure.
> memristor:
> > [Sarebbe come se dei King Crimson si fossero dimenticati
> > di fare il remaster di In The Wake Of Poseidon...]
>
> Valerio HT:
> Con la differenza che A Saucerful Of Secrets rappresentò
> per vari aspetti un progresso rispetto a The Piper, mentre
> In The Wake Of Poseidon, se non fosse per il disinvolto
> plagio effettuato da Fripp e McDonald del pezzo "Mars"
> di Holst (riarrangiato e rinominato "The Devil's Triangle"),
> sarebbe solamente una riproposizione un po' sbiadita degli stilemi
> del primo "In The Court Of The Crimson King".
Un po' sbiadita?
Non sei fra quelli che considerano In The Wake migliore perché più maturo di
In The Court?
Io personalmente preferisco solo Cadence And Cascade (tra le canzoni
migliori che abbia mai sentito), ma per il resto In The Court mi pare quasi
ineguagliabile.
> Valerio HT wrote:
>
>> Vi è persino chi, come me,
>> in realtà da sempre preferisce A Saucerful Of Secrets a The Piper,
>
> Io pure.
> Ma Saucerful è un disco tremendamente unico.
> E' oscuro, torbido. Così come tu ci noti dentro l'origine
> del Kosmische, io ci vedo anche l'origine della dispersione
> spaziale delle produzioni di Martin Hannett dei Joy Division.
Valerio HT:
Si, ultimamente ho avuto occasione di andarmele a risentire,
è vero, magari potrà sfuggire a chi non conosce bene ASOS,
però effettivamente gli elementi storici precursori di quella che
tu chiami "dispersione spaziale delle produzioni di M.Hannett
dei Joy Division, ci sono, anche se dubito molto che Martin
Hannet ne avesse consapevolezza...
memristor:
> Il basso/batteria (invenzione di Waters?), ovvero i Can,
Valerio HT:
Di questo ne ho più volte parlato, soprattutto in relazione all'inizio
del pezzo "Let There Be More Light", che è l'origine storica di quello
stilema caratteristico di "colloquio basso-batteria" che non si limita
alla dimensione ritmica, tipico appunto dei Can in particolare.
Credo che l'invenzione in questione sia stata in parte anche di
Nick Mason, o meglio è un'idea che Waters e Mason hanno messo
a punto mentre provavano insieme. Certo, quel particolare riff di basso
è ovviamente opera di Waters.
memristor:
> ma anche i Cure di A Forest,
Valerio HT:
Quello mi era sfuggito...
memristor:
>la gioia hippy ma anche il terrore postpunk.
Valerio HT:
Si, anche. E' da molti anni che io sostengo che A Saucerful Of
Secrets, *per vari elementi*, è un disco precursore di tanta
musica, talvolta apparentemente anche di genere completamente diverso,
e anche di qualche espressione che si sarebbe poi concretizzata dopo
molti anni, talvolta persino interi decenni. E c'è tuttora qualche
musicista o gruppo di nicchia che fra le sue influenze conta palesemente
proprio il solito A Saucerful Of Secrets, anche a 40 anni di distanza...
memristor:
> Al suo estremo, Saucerful è un disco "inside" e non "outside",
> il suo sforzo di proiettarsi all'esterno finisce per
> approfondire il gorgo centripeto.
Valerio HT:
Infatti ASOS è anche una specie di "paradosso", di cui secondo me
anche i suoi stessi autori erano (sono) solamente in parte consapevoli.
E' appunto, come tu dici, un disco "tremendamente unico", anche se
temo che pochi se ne siano accorti... probabilmente persino gli stessi
Pink Floyd.
Ciao
--
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* it.fan.musica.pink-floyd *
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> Non sei fra quelli che considerano In The Wake migliore perché più maturo di
> In The Court?
Valerio HT:
In The Wake perde nella freschezza, nella capacità evocativa e nelle
suggestioni; qualche pezzo era già stato composto nello stesso periodo
di quelli presenti sul precedente In The Court, e dunque in certo modo
ne costituisce "uno scarto"; poi dopo l'uscita di In The Court si crea
molta instabilità nel gruppo, McDonald ad un certo punto esce, Greg Lake
esce pure, è presente solo in tre pezzi dell'album, dove tra l'altro si
limita a cantare (il basso momentaneamente lo suona Peter Giles,
fratello del batterista Mike Giles e che aveva già lavorato con Mike e
Fripp nell'album "Giles, Giles and Fripp, the cheerful insanity of...",
acerbo esordio del 1968); mentre entrano Mel Collins ai fiati e un punto
importante di riferimento per il new jazz inglese, Keith Tippett, al
pianoforte, ma sono in sostanza degli "ospiti" più che componenti
veri e propri del gruppo (soprattutto Keith Tippett ha sempre voluto
chiarire di non essera mai stato "il pianista dei King Crimson"); a
parte tre brani in cui canta Lake, gli altri vedono alla voce Gordon
Haskell, meno dotato di Lake sia come vocalist che come bassista (quando
poi, su Lizard, assumerà anche tale ruolo). L'ordine in cui appaiono i
pezzi non è quello cronologico della loro composizione, e infatti gli
unici due contributi di Ian McDonald sono sul lato "B", dove affianca
Fripp nella composizione di "Cat Food" (dove canta Greg Lake),
e nella prima parte di "The Devil's Triangle". I testi sono tutti ancora
di Pete Sinfield, e del resto così sarà fino ad "Islands" compreso.
In The Wake Of Poseidon non è più maturo dell'album precedente:
da una parte, ne riprende le "stilematiche musicali" ma con qualcosa
in meno come ispirazione e minor genialità; dall'altra introduce
piuttosto stilemi ancor più evoluti, ma questi non sono ancora ben
definiti. Inoltre mentre sul primo album a composizione e arrangiamenti
avevano partecipato più o meno tutti i musicisti, sia pure già con una
certa prevalenza di Robert Fripp, ma non poi tanto evidente, nel secondo
le musiche sono per oltre il 90% opera del solo Fripp, anche se con
momenti d'interpretazione personale di Keith Tippett e Mel Collins, che
accentueranno le sfumature jazzistiche presenti in parte dell'album, e
già introdotte sul primo in alcuni momenti. Mel Collins poi entrerà come
"componente ufficiale" del gruppo nei successivi "Lizard" e
"Islands", dopo di che ci sarà il primo scioglimento del gruppo,
che Fripp peraltro riformerà con composizione e strategie musicali
nuove dopo pochi mesi.
Huyg:
> Io personalmente preferisco solo Cadence And Cascade (tra le canzoni
> migliori che abbia mai sentito),
Valerio HT:
Eh?!? Quella? :-O
Huyg:
>ma per il resto In The Court mi pare quasi ineguagliabile.
Valerio HT:
Storicamente si. Anche se in seguito Fripp talvolta supererà quei
pezzi non tanto come espressione estetica quanto come evoluzione
e apertura di nuove prospettive musicali.
Comunque, i miei album preferiti a nome King Crimson sono
il primo appunto, In The Court Of The Crimson King,
il terzo, Lizard,
il quinto, Larks Tongues In Aspic.
Per molti di generazione più giovane della mia l'album più bello
sarebbe invece "Islands", mentre io francamente gli preferisco
oltre ai tre già citati anche Red e Discipline, e forse pure
Starless And Bible Black. Degli album posteriori agli anni '80,
probabilmente quello che preferisco è proprio l'ultimo,
The Power To Believe, ennesima variazione di tematiche
presenti dalla formazione del 1973 in poi, con l'aggiunta ovviamente
di quelle apportate dalle esperienze New Wave, dalla "industrial music",
dalla superstrutturazione di Discipline all'elettronica di supporto
degli anni '90 e di questo inizio di millennio: nulla di realmente
nuovo come elementi di base, ma forse meglio miscelati e soprattutto
con un pò di vera ispirazione. Certo non al livello di quella di In The
Court, ma sarebbe pretendere troppo...
Ho letto che il progetto più recente sarebbe quello di registrare un
nuovo album proprio quest'anno, con Tony Levin rientrato al posto di
Trey Gunn, e, sorprendentemente, Gavin Harrison, attuale batterista dei
Porcupine Tree. Se poi è vero...
Saluti