stato un esperto di musica eccetera...
E mi vorrei ricollegare in questo anche a quanto aveva abbozzato
LucaFilippo
qualche settimana fa, riguardo alla diversita' dal punto di vista delle
armonie
delle canzoni bianche rispetto alle precedenti.... Cosa su cui tra
l'altro sarebbe
molto carino discutere un po'....
Allora veniamo al sodo. Supponiamo che Battisti abbia imparato a suonare
la chitarra
nel modo superbo che tutti conosciamo (cacchio, se ripenso a quel
filmato in cui suona
Amarsi un po' dal vivo... ricalcando esattamente quello che era
l'arrangiamento mi
commuovo....) in modo talentoso ed autonomo..... Beh.. ho decine di
amici che
suonano in modo incredibile la chitarra senza sapere cosa sia una
croma....
Viene l'era del computer. Esistono dei software che tramutano in musica
gli accordi e le
melodie suonate su una qualunque tastiera midi da 4 soldi.....
Non potrebbe essere che Battisti, dedicandosi alla composizione
utilizzando non piu' la chiatarra, ma una tastiera collegata ad un
computer abbia trovato un nuovo stile, nel senso che diceva LucaFilippo?
E che gliene poteva importare di conoscere la musica,
se poi il computer gliela stampava direttamente?????
A vous!
NicQ
> cut
> Non potrebbe essere che Battisti, dedicandosi alla composizione
> utilizzando non piu' la chiatarra, ma una tastiera collegata ad un
> computer abbia trovato un nuovo stile, nel senso che diceva LucaFilippo?
> E che gliene poteva importare di conoscere la musica,
> se poi il computer gliela stampava direttamente?????
> A vous!
>
> NicQ
Ciao NicolaQ... certo che potrebbe essere stato possibile!
Ce lo vedo Lucio, nel 1972, collegare una Ovation ad un MacProTOOLS e
"inventare" musica! :-)
No NiQ, credo che le cose siano andate in maniera leggermente diversa...
La musica, come quasi sempre l'Arte, nasce soprattutto da dentro... e Lui ce
l'aveva li', poi si sara' "affinato" a modo suo... comprando manuali,
vedendo suonare, fequentando professori, provando, sperimentando, chiedendo,
esercitandosi... ma non credo proprio che, almeno nel periodo Mogol, ci
fosse qualche computerino a far da partner.
Con Panella, invece, la situazione e la "struttura" dei pezzi e' una storia
a parte.
Ciao NiQ
MaxD'Orso
(PS: Grazie Amos, e prima di complimentarti aspetta di sentire "Gli uomini
celesti"... :-)
mmmhhh.....
> Ce lo vedo Lucio, nel 1972, collegare una Ovation ad un MacProTOOLS e
> "inventare" musica! :-)
mmmmmmmhhhhhhhhhh............
>
> No NiQ, credo che le cose siano andate in maniera leggermente diversa...
> La musica, come quasi sempre l'Arte, nasce soprattutto da dentro... e Lui ce
> l'aveva li', poi si sara' "affinato" a modo suo... comprando manuali,
> vedendo suonare, fequentando professori, provando, sperimentando, chiedendo,
> esercitandosi... ma non credo proprio che, almeno nel periodo Mogol, ci
> fosse qualche computerino a far da partner.
Per Mogol il problema non si pone nemmeno....
Non esistevano negli anni 70 computer propriamente detti
in grado di produrre suoni che non fossero sequenze di bip.....
Io parlavo del poi...
Ciao a te Max e bentornato
NicQ
>Viene l'era del computer. Esistono dei software che tramutano in musica
>gli accordi e le
>melodie suonate su una qualunque tastiera midi da 4 soldi.....
>Non potrebbe essere che Battisti, dedicandosi alla composizione
>utilizzando non piu' la chiatarra, ma una tastiera collegata ad un
>computer abbia trovato un nuovo stile, nel senso che diceva LucaFilippo?
>E che gliene poteva importare di conoscere la musica,
>se poi il computer gliela stampava direttamente?????
>A vous!
>
>NicQ
Ciao, NicQ
secondo me, a questo proposito, nella carriera di Lucio c'è un lasso
di tempo "intemedio" da valutare che ci possa consentire di esprimere
un personale giudizio, vero o falso che sia.
Ammettiamo che Lucio nei primi anni della sua carriera non sapesse ne
scrivere ne leggere (come afferma Luca Filippo), ammettiamo che con la
computer music la compilazione degli spartiti fosse semplificata, se
non addirittura automatica (come dici tu), ed il periodo che va dai
primi anni settanta ai primi anni ottanta?
A mio avviso rimane sempre il dubbio: Lucio col tempo si sarà mai
dedicato ad imparare a leggere e scrivere musica o ha preferito
trascurare questa "grave" lacuna (il grave è per la sua fama di
precursore, pensare che un precursore fosse "limitato" musicalmente
...) proprio nel suo campo professionale, per dedicarsi magari ad
altro, come all'uso del windsurf o al giardinaggio?
Per quanto riguarda la diversita' dal punto di vista delle
armonie che si può palpare nei bianchi credo che ciò sia dovuto
semplicemente dalla continua evoluzione musicale che da sempre ha
contraddistinto l'artista LB.
Ciao, Vito
e solleticare ulteriormente questo discorso.....
> Ammettiamo che Lucio nei primi anni della sua carriera non sapesse ne
> scrivere ne leggere (come afferma Luca Filippo), ammettiamo che con la
> computer music la compilazione degli spartiti fosse semplificata, se
> non addirittura automatica (come dici tu), ed il periodo che va dai
> primi anni settanta ai primi anni ottanta?
E cosa avrebbe di diverso caro Davide questo periodo da quello precedente?
Supponiamo che Lucio sapesse suonare la chitarra in maniera sopraffina
per genio e innato talento
e componesse tutte le canzoni solo e soltanto con la sua chiatarra...
Ripeto, le versioni live delle canzoni che conosciamo ne sono la riprova,
i provini voce e chitarra delle canzoni de Una giornata uggiosa un'altra...
Aveva pure il tale Maestro Lentini (o come si chiama non me lo ricordo)
che si preoccupava di trascrivere tutto su spartito.....
> A mio avviso rimane sempre il dubbio: Lucio col tempo si sarà mai
> dedicato ad imparare a leggere e scrivere musica o ha preferito
> trascurare questa "grave" lacuna (il grave è per la sua fama di
> precursore, pensare che un precursore fosse "limitato" musicalmente
> ...) proprio nel suo campo professionale, per dedicarsi magari ad
> altro, come all'uso del windsurf o al giardinaggio?
Smetto con il fare l'avvocato de diavolo e rispondo a questa frase
con quello che penso realmente.
Secondo me questa non e' sarebbe una cosi' grave lacuna.....
Persone che sono dotate musicalmente imparano le cose facendole
ovvero suonandole, tanti famosi artisti hanno fatto lo stesso
A proposito.... Com'e' quella storia di quel famoso compositore
che era sordo? O di quell'altro che era diventato cieco e continuava a
comporre lo stesso? Io credo che la scrittura musicale sia per certi versi un
formalismo,
molto simile per alcune cose al formalismo matematico:
tutti sanno calcolare la media dei propri voti, pochissimi sanno
tradurre operativamente la formula di calcolo della media..........
>
> Per quanto riguarda la diversita' dal punto di vista delle
> armonie che si può palpare nei bianchi credo che ciò sia dovuto
> semplicemente dalla continua evoluzione musicale che da sempre ha
> contraddistinto l'artista LB.
Su questo hai pienamente ragione, ma LucaFilippo faceva riferimento
ad un mutamento diverso, l'uso dei bassi nei rivolti...
Ma se LucaFilippo riesponesse la sua idea ne sarei lieto
che tanto si sa, le cose mi sfuggono....
NicQ
>Ciao Vito!
>premesso che in questo post ho deciso di fare la parte del "diavoletto"
>non naturalmente per reale opinione pesonale, ma soltanto per sparare ipotesi
>
>e solleticare ulteriormente questo discorso.....
... sapessi perchè l'ho fatto anch'io ... :-))
>> "Vito"
>> Ammettiamo che Lucio nei primi anni della sua carriera non sapesse ne
>> scrivere ne leggere (come afferma Luca Filippo), ammettiamo che con la
>> computer music la compilazione degli spartiti fosse semplificata, se
>> non addirittura automatica (come dici tu), ed il periodo che va dai
>> primi anni settanta ai primi anni ottanta?
>
> "NicQ"
>E cosa avrebbe di diverso caro Davide questo periodo da quello precedente?
>Supponiamo che Lucio sapesse suonare la chitarra in maniera sopraffina
>per genio e innato talento
>e componesse tutte le canzoni solo e soltanto con la sua chiatarra...
>Ripeto, le versioni live delle canzoni che conosciamo ne sono la riprova,
>i provini voce e chitarra delle canzoni de Una giornata uggiosa un'altra...
>Aveva pure il tale Maestro Lentini (o come si chiama non me lo ricordo)
>che si preoccupava di trascrivere tutto su spartito.....
Non c'è niente di diverso, c'è solo del tempo in più (un decennio)
che, a tempo perso, gli sarebbe servito per imparare le partiture
musicali (sempre che ne fosse interessato ...), sai io non credo ad un
Lucio che, magari per pigrizia, non si "completava" musicalmente
*proprio nella sua professione*, solo perchè aveva a disposizione il
tal Maestro Lentini! E' una sensazione la mia, può darsi che mi
sbagli, probabilmente Lui nel tempo libero preferiva fare altro ...
>> "Vito"
>> A mio avviso rimane sempre il dubbio: Lucio col tempo si sarà mai
>> dedicato ad imparare a leggere e scrivere musica o ha preferito
>> trascurare questa "grave" lacuna (il grave è per la sua fama di
>> precursore, pensare che un precursore fosse "limitato" musicalmente
>> ...) proprio nel suo campo professionale, per dedicarsi magari ad
>> altro, come all'uso del windsurf o al giardinaggio?
>
> "NicQ"
>Smetto con il fare l'avvocato de diavolo e rispondo a questa frase
>con quello che penso realmente.
>Secondo me questa non e' sarebbe una cosi' grave lacuna.....
>Persone che sono dotate musicalmente imparano le cose facendole
>ovvero suonandole, tanti famosi artisti hanno fatto lo stesso
>A proposito.... Com'e' quella storia di quel famoso compositore
>che era sordo? O di quell'altro che era diventato cieco e continuava a
>comporre lo stesso? Io credo che la scrittura musicale sia per certi versi un
>formalismo,
>molto simile per alcune cose al formalismo matematico:
>tutti sanno calcolare la media dei propri voti, pochissimi sanno
>tradurre operativamente la formula di calcolo della media..........
Nessuno ha detto che ci sia incompatibilità fra la composizione e la
scrittura musicale, qui si tratta solo di capire o meglio di decifrare
la figura LB artista/uomo, e come tale non infallibile o perfetto.
Per quanto riguarda il famoso compositore cieco o sordo, io ricordo,
se non vado errato, che beethoven negli anni diventò sordo, ma lo
diventò quando ormai era .. già il beethoven che noi tutti conosciamo,
il più grande di tutti a mio parere!! :-))
>> "Vito"
>> Per quanto riguarda la diversita' dal punto di vista delle
>> armonie che si può palpare nei bianchi credo che ciò sia dovuto
>> semplicemente dalla continua evoluzione musicale che da sempre ha
>> contraddistinto l'artista LB.
>
> "NicQ"
>Su questo hai pienamente ragione, ma LucaFilippo faceva riferimento
>ad un mutamento diverso, l'uso dei bassi nei rivolti...
>Ma se LucaFilippo riesponesse la sua idea ne sarei lieto
>che tanto si sa, le cose mi sfuggono....
... le cose (che pensiamo) mi sfuggono anche a me, Luca Filippo, se ci
sei batti un colpo!! ;-)
Ciao Vito
PS: Gli altri "solleticatori" sono i benvenuti! :-))
mmmmhhh.... Non rigirare la frittata Vito!!! :-)
La parola incompatibilita' l'hai tirata fuori tu....
Io dico solo che sono due cose ben distinte
Per quanto riguarda la tua ultima riga... hai visto da poco
2001 Odissea nello spazio, per caso??? :-)
Già.
E poi credo che basti prendere uno qualsiasi degli strumentali di Amore e
non amore per dimostrare che Battisti era perfettamente in grado di scrivere
e leggere la musica.
> Io parlavo del poi...
Io penso che Battisti sapesse perfettamente quel che faceva. Che poi abbia
usato il computer per rivoluzionare il modo di fare musica, è un altro
discorso (che mi trova d'accordo, anche se dovrebbe riguardare solo il
post-Apparenza :-).
>
> NicQ
>
>
Ciao!
Giacomo
>mmmmhhh.... Non rigirare la frittata Vito!!! :-)
>La parola incompatibilita' l'hai tirata fuori tu....
>Io dico solo che sono due cose ben distinte
>Per quanto riguarda la tua ultima riga... hai visto da poco
>2001 Odissea nello spazio, per caso??? :-)
chiarisco subito il dilemma: l'incompatibilità delle due cose era
giusto per confermare la tua tesi, le due cose sono ben distinte,
forse mi sono espresso male ... :-)
Per quanto riguarda 2001 Odissea nello spazio non l'ho visto, mi
consigli di vederlo? Cosa c'è di interessante?
Ciao, Vito
Ciao Giacomo!!
Allora finito la squola eh????? Complimenti!!!!
>
>
> Io penso che Battisti sapesse perfettamente quel che faceva. Che poi abbia
> usato il computer per rivoluzionare il modo di fare musica, è un altro
> discorso (che mi trova d'accordo, anche se dovrebbe riguardare solo il
> post-Apparenza :-).
>
Battisti sapeva SEMPRE quello che faceva, su questo non credo che
ci sia neanche nulla da discutere...
D'accordissimo anche io sull'uso del computer...
Ma perche' soltanto dopo l'Apparenza???
Questa me la devi spiegare meglio
Ciao
NicQ
Non ti preoccupare... e' una cosa che riesce benissimo anche a me!
:-)
> Per quanto riguarda 2001 Odissea nello spazio non l'ho visto, mi
> consigli di vederlo? Cosa c'è di interessante?
2001 parla anche di quello che tu dicevi:
> qui si tratta solo di capire o meglio di decifrare
> la figura LB artista/uomo, e come tale non infallibile o perfetto.
Naturalmente non di Lucio, ma dell'uomo in generale si....
Un salutone!
Ciao
NicQ
>> Per quanto riguarda 2001 Odissea nello spazio non l'ho visto, mi
>> consigli di vederlo? Cosa c'è di interessante?
>
>2001 parla anche di quello che tu dicevi:
>
>> qui si tratta solo di capire o meglio di decifrare
>> la figura LB artista/uomo, e come tale non infallibile o perfetto.
>
>Naturalmente non di Lucio, ma dell'uomo in generale si....
>Un salutone!
>Ciao
>
>NicQ
Lo vedrò alla prima occasione che mi si presenterà (TV), il film cmq
non può che confermare ciò che tutti noi possiamo constatare nella
quotidianità, nessuno è perfetto!
Ciao, Vito :-))
Mah, l'elettronica c'è anche nell'Apparenza, ma è solo che da La sposa in
poi mi pare assuma maggiore importanza...
soprattutto per quanto riguarda CSAR. La differenza forse è che, fino a Don
Giovanni, Battisti utilizza ancora strumentisti in carne ed ossa, mentre con
L'apparenza si inizia una svolta che verrà conclusa nella Sposa: dall'uomo
alla macchina :-)
Ciao!
Giacomo
Un ciao a tutto il Popolo Battistiano,
e non rispondevo perché ero a godermi il mare pugliese del Gargano.
Ma visto che solo orma mi accorgo di essere stato evocato, rispondo, anche
se in ritardo alle richieste di Vito e di NicQ.
La diversità stilistica dei cosiddetti "bianchi" risiede in una serie di
elementi che cercherò di enumerare.
1) Accordi in stato di rivolto. Come ricordava NicQ, il primo elememto
formale di novità è l'uso più consapevole dei rivolti nelle armonie. Mi
spiego. Dato un accordo, invece di dare al basso la nota sulla quale si basa
l'accordo (ad es.: avendo l'accordo di Do maggiore (composto dalle note
Do/Mi/Sol) -> al basso si pone la nota Do. Un accordo posto in questa
maniera viene detto "allo stato fondamentale". Mentre se volessimo mettere
questo accordo in stato di rivolto, dovremmo porre al basso la nota Mi o la
nota Sol, ma non la nota Do). Non è che Battisti non sapesse usare i rivolti
nelle sue composizioni precedenti: lo sapeva fare molto bene ed infatti lo
faceva, sin dagli inizi della sua carriera. Invece, osservando i cosiddetti
"bianchi" ci si accorge che questo uso dei rivolti diventa un elemento
costante all'interno della composizione. Prima, questi rivolti erano usati
come delle "chicche" che venivano inserite sporadimente all'interno di un
brano, alle volte - direi anche molto spesso - non c'erano affatto. Poi,
progressivamente appaiono regolarmente in ogni brano, fino ad arrivare,
negli ultimi album, ad prendere il predominio rispetto agli accordi posti
allo stato fondamentale.
2) Pedali. Chiamasi "pedali" delle note lunghe tenute durante due o più
accordi. I pedali possono essere posti sia sulle alte - ed in questo caso
svolgono una funzione "melodica" -, oppure nel basso - ed in quest'altro
caso svolgono una funzione appunto di "basso", e generando sia quei
cosiddetti "rivolti" sopradetti, che addirittura bassi completamente
estranei all'armonia soprastante. Direi che quest'ultimo caso è uno degli
elementi più interessanti che Battisti ha sfruttato molto, anzi tantissimo,
in tutti i "bianchi". E questo è stato per Battisti un elemento di
pressocché assoluta novità rispetto al passato. Nei "bianchi" troviamo
pedali al basso in quantità costante, praticamente quasi in ogni brano. Tra
gli esempi più illuminanti vedi "Tutte le pompe".
3) Accordi di 4 o più suoni. Normalmente Battisti utilizzava accordi di 3 o
al massimo 4 suoni (accordi di sesta o di settima). Molto, ma molto,
sporadicamente apparivano accordi di 5 suoni (accordi di nona). Nei
"bianchi" troviamo pressocché sempre accordi di 5 suoni (nona), 6 suoni
(undicesima), 7 suoni (tredicesima). Tra gli esempi più illuminanti vedi "I
ritorni".
4) Accordi producenti "urti" si seconda o di quarta. Sono quegli accordi che
vengono scritti con la nomenclatura "2" o "4". Si tratta di accordi
irrisolti che danno all'ascolto un senso "sospensione", di poco definito. Ad
es.: l'accordo di Do maggiore è composto dalle note Do/Mi/Sol, dove Do è la
nota che dà il nome all'accordo. Mi è la nota che ci informa su suo
"sapore", in questo caso il modo maggiore, pertanto è la nota che più
"caratterizza" l'accordo. Il Sol è la nota che serve a fissare meglio il
basso Do, ed infatti è quella che spesso viene omessa dall'accordo perché
non è molto importante. Agendo sul Mi potrei rendere meno definibile il
"sapore" dell'accordo. Da questa riflessione nascono gli accordi per 2 o 4.
Nel caso di Do Maggiore, si creerebbe l'accordo di Do2 (note: Do/Re/Sol), o
Do4 (note: Do/Fa/Sol). Quindi, la cosa che si evidenzia è la seguente: se
volessi alterare l'accordo non potrei agire sulla fondamentale Do perché
così non farei altro che creare un accordo su un'altra fondamentale; mentre,
agendo sul Mi, sì. E in Battisti, gli accordi per 2 o 4 li troviamo quasi
esclusivamente nei "bianchi". Tra gli esempi più illuminanti vedi "La
bellezza riunita".
5) Accordi a "cluster". Sono gli accordi che sono costrutiti "a grappolo".
Cercherò di essere terra-terra: data una scala di riferimento, invece di
costruire l'accordo una nota si e una no, si prendono tutte le note che ci
sono tra la prima e l'ultima dell'accordo: Ad es.: l'accordo di Do maggiore
è composto dalle note Do/Mi/Sol. Il "cluster" di Do maggiore è composto
dalle note Do/Re/Mi/Fa/Sol, cioè non 3 ma 5 suoni. Per riferimento vedi
"Così gli dei sarebbero".
In sostanza, in questi album "bianchi" vi sono delle novità stilistiche. Ma
credo che questo appare chairo anche al solo ascolto, ed anche ai non
addetti ai lavori. Non a caso questi album vengono appellati "bianchi",
metri gli altri non anno appellativi particolari, se non facenti parte del
periodo Mogol.
Spero di non aver tediato troppo.
LF
Tuttaltro.
Io ho letto con molto interesse.
Teniamo conto che queste novità stilistiche
lo sono più che altro nel caso della musica leggera italiana e di Battisti stesso,
mentre esse sono costantemente applicate in altre forme musicali,
sia "classiche" che alle volte "jazzistiche" (nelle sue varie forme,
compresi certi generi 'progressive').
In un certo senso si nota nei "bianchi"
un'evoluzione del gusto musicale di Battisti,
diretto dalla forma canzone (sebbene, in se stessa, curatissima)
nuda e cruda dei primi tempi, verso uno stile maggiormente ricercato,
non scontato, che forse sarebbe sfociato infine nel 'sinfonico',
o almeno a me piace immaginare così.
--
Ciao!
Amos
http://www.traccefresche.info/
(cuttone)
> Spero di non aver tediato troppo.
>
> LF
Per nulla, anzi... interessantissimo.
Figurati che sono riuscito a raccapezzarmi pure io che di armonia so 3 cose
3...
Figata! Ho capito... soprattutto i pedali di basso..
Olè, son davvero contento.. :-)
Grazie molte
Ande (armonico!)
Si, lo credo pure io.
Ciao.
lF
Di nulla. A presto.
LF
Ciao! Luca Filippo
Sei stato chiarissimo e carinissimo!!, ti ringrazio anche da parte
mia!! :-))
Volevo solo chiederti un'altra cosa.
Nella canzone "Alcune noncuranze" Battisti utilizza l'accordo di La
maggiore con al basso la nota Sol, accordo che segue sempre quello di
Sol maggiore.
Questa è un'altra tecnica o indirettamente rientra in quelle che tu
hai descritto sopra? :-))
Ancora grazie,
Ciao, Vito
Figurati. E stato un piacere anche per me.
> Volevo solo chiederti un'altra cosa.
>
> Nella canzone "Alcune noncuranze" Battisti utilizza l'accordo di La
> maggiore con al basso la nota Sol, accordo che segue sempre quello di
> Sol maggiore.
>
> Questa è un'altra tecnica o indirettamente rientra in quelle che tu
> hai descritto sopra? :-))
Esattamente. Infatti potrebbe rientrare in uno due dei casi sopra elencati -
se non tutti e due: "pedali" e "accordi di 4 o più suoni".
Nel primo caso, si potrebbe considerare come di un pedale al basso (sulla
nota Sol).
Nel secondo caso, il La/Sol può essere considerato come un accordo di Sol13,
dal quale vengono omesse sia la terza, la quinta e la settima del'accordo
(quindi: Sol/ (si/re/fa, omesse) La/Do#/Mi).
La cosa interessante è data proprio dall'"ambuiguità" che suscita tale
accordo.
Comunque, questo tipo di armonia Battisti lo aveva già utilizzato in
passato: vedi "Innocenti Evasioni". In questo caso la successione all'inizio
del brano era Sol - Fa/Sol, quindi sostanzialmente uguale a questa.
A titolo del tutto personale, propendo più a considerare questa successione
come un pedale al basso, per il solo fatto che questo rende più semplice
l'analisi. Ma mi rendo conto che entrambe le intrepretazioni sono corrette e
legittime, quindi la scelta dell'una o dell'altra interpretazione rientra
nella sfera del soggettivo.
>
> Ancora grazie,
>
> Ciao, Vito
>
Grazie a te. Ciao,
LF
"Vito"
>> Nella canzone "Alcune noncuranze" Battisti utilizza l'accordo di La
>> maggiore con al basso la nota Sol, accordo che segue sempre quello di
>> Sol maggiore.
>>
>> Questa è un'altra tecnica o indirettamente rientra in quelle che tu
>> hai descritto sopra? :-))
>
"Luca Filippo"
>Esattamente. Infatti potrebbe rientrare in uno due dei casi sopra elencati -
>se non tutti e due: "pedali" e "accordi di 4 o più suoni".
>Nel primo caso, si potrebbe considerare come di un pedale al basso (sulla
>nota Sol).
>Nel secondo caso, il La/Sol può essere considerato come un accordo di Sol13,
>dal quale vengono omesse sia la terza, la quinta e la settima del'accordo
>(quindi: Sol/ (si/re/fa, omesse) La/Do#/Mi).
>La cosa interessante è data proprio dall'"ambuiguità" che suscita tale
>accordo.
>Comunque, questo tipo di armonia Battisti lo aveva già utilizzato in
>passato: vedi "Innocenti Evasioni". In questo caso la successione all'inizio
>del brano era Sol - Fa/Sol, quindi sostanzialmente uguale a questa.
>A titolo del tutto personale, propendo più a considerare questa successione
>come un pedale al basso, per il solo fatto che questo rende più semplice
>l'analisi. Ma mi rendo conto che entrambe le intrepretazioni sono corrette e
>legittime, quindi la scelta dell'una o dell'altra interpretazione rientra
>nella sfera del soggettivo.
sai, è un piacere parlare con te, s'impara veramente tanto :-))
Ho fatto tesoro dei tuoi insegnamenti e così ho "identificato" le
sonorità di una canzone che (guarda caso ... la coincidenza!) avevo
riascoltato proprio domenica scorsa.
La canzone è "Il paradiso" che in un primo momento era stata incisa da
Ambra Borelli esattamente nel 1968!!
Ho rivisto infatti l'intervista fatta alla Borelli nel dossier di
RaiDue trasmesso nel secondo anniversario della morte di LB.
La Borelli ha suonato al pianoforte la canzone e, riascoltandola oggi
pomeriggio, a casa, grazie ai tuoi suggerimenti ho notato delle cose
molto interessanti.
Prima di tutto la canzone si basa su questo giro armonico:
Do Mim Do7 Fa Fam Do Sol7
Ho notato che la Borelli nel suonarla utilizzava in quasi tutti gli
accordi del giro (eccetto il primo Do e Sol7) un basso diverso dalla
nota fondamentale cioè (come hai benissimo spiegato tu) in stato di
rivolto, precisamente:
Do Mim/Si Do7/Sib Fa/La Fam/Lab Do/Sol Sol7
Successivamente mi sono accorto che la Borelli utilizzava con la mano
sinistra anche i pedali utilizzanto note più acute per accompagnare
meglio la melodia
Per dirla in breve suonava in questo modo:
con la mano destra (m.d.): Accordo Do
con la mano sinistra (m.s.): Do al basso
m.d.: Accordo Mim
m.s.: Si al basso poi Sol (più acuto) e ritorno al Si
m.d.: Accordo Do7
m.s.: Sib al basso, poi Sol e rit. al Sib
m.d.: Accordo Fa
m.s.: La al basso, poi Fa e poi La
m.d.: Accordo Fam
m.s.: Lab al basso, poi Fa e poi Lab
m.d.: Accordo Do
m.s.: Sol, poi Mi e poi Sol
m.d.: Sol7
m.s.: Sol al basso
(spero di essere stato chiaro! :-)
La morale è questa: se fino a domenica "Il paradiso" mi sembrava una
canzone carina oggi la reputo un autentico capolavoro e questo grazie
a te Luca Filippo (mah! non sarai mica il figlio di Battisti ;-))).
La bravura di Lucio viene sempre a ... galla sin dagli albori della
sua carriera, sin dal 1968, ... già il '68!, che bellissimo anno ...
chissà perchè ;-))
(ogni riferimento a cose, fatti o persone della politica è puramente
casuale!)
Un affettuoso saluto!
Vito
PS: dall'alto della tua competenza mi piacerebbe conoscere il tuo
parere, LF, sulla/e canzone/i di Battisti che musicalmente ti ha/hanno
colpito di più :-))
No, non sono il figlio di Battisti...:-) LF è solo un nickname.
Tornando al "Paradiso", ti confermo che a mio parere hai compreso
perfettamente il meccanismo dell'uso dei rivolti. Infatti, come hai intuito
anche te, il basso del brano partendo dalla nota Do scende cromaticamente
fino alla nota Sol, ed è proprio questo particolare che lo rende così
caratteristico. a fronte di un contenuto armonico che invece si basa su un
cliché ripetitivo.
> La bravura di Lucio viene sempre a ... galla sin dagli albori della
> sua carriera, sin dal 1968, ... già il '68!, che bellissimo anno ...
> chissà perchè ;-))
> (ogni riferimento a cose, fatti o persone della politica è puramente
> casuale!)
>
> Un affettuoso saluto!
> Vito
>
> PS: dall'alto della tua competenza mi piacerebbe conoscere il tuo
> parere, LF, sulla/e canzone/i di Battisti che musicalmente ti ha/hanno
> colpito di più :-))
>
Ce ne sarebbero molte. Ma in particolare ti cito queste che sono le prime
che mi vengono in mente adesso che scrivo:
- Mi ritorni in mente
- La canzone del sole
- Don Giovanni
Su questi 3 brani ci sarebbe da parlare per giorni. E solo dal punto di
vista tecnico, non emotivo.
Ciao, e a presto.
LF
"Vito"
>> PS: dall'alto della tua competenza mi piacerebbe conoscere il tuo
>> parere, LF, sulla/e canzone/i di Battisti che musicalmente ti ha/hanno
>> colpito di più :-))
>>
>
"Luca Filippo"
>Ce ne sarebbero molte. Ma in particolare ti cito queste che sono le prime
>che mi vengono in mente adesso che scrivo:
>
>- Mi ritorni in mente
>- La canzone del sole
>- Don Giovanni
>
>Su questi 3 brani ci sarebbe da parlare per giorni. E solo dal punto di
>vista tecnico, non emotivo.
Sarebbe interessantissimo!! :-)) ... ve vuoi ... se ti va ... solo
quando hai del tempo libero però eh! ... noi siamo sempre qua ...
:-)))
>Ciao, e a presto.
>
>LF
Grazie di tutto,
Ciao! Vito
E parliamone no?..anche se non capisco ma mi adeguo:-))
Ciao!
Raffaella
ps
ti scrissi in privato, ti sfuggì quella prova?:-)
>
>
>
> In sostanza, in questi album "bianchi" vi sono delle novità stilistiche. Ma
> credo che questo appare chairo anche al solo ascolto, ed anche ai non
> addetti ai lavori. Non a caso questi album vengono appellati "bianchi",
> metri gli altri non anno appellativi particolari, se non facenti parte del
> periodo Mogol.
>
> Spero di non aver tediato troppo.
>
> LF
Grande post!
proprio quello che mi aspettavo da te.....
E ti rigiro questo mio pensiero
che sta piu' di tutto alla base del mio messaggio originale
piu' del sapere se lucio sapesse leggere scrivere eccetera
ho sempre pensato che una delle svolte (e sottolineo il plurale) del nostro
sia stata quella di passare da composizioni fatte principalmente con la chitarra
(o comunque nate utilizzando una chitarra....) a composizioni fatte
principalmente
con l'uso della tastiera.... I provini delle canzoni sembrerebbero suggerire
questo
le considerazioni che hai fatto sulle armonie dei bianchi pure.
Tu che ne pensi?
Ciao
Nicola Quellaltro
La penso proprio in questa maniera. Anche se non completamente su primo
periodo. Battisti era fondamentalmente un chitarrista, però alcuni (non
molti magari) dei brani scritti con Mogol, sembrano proprio nati
esclusivamente attraverso l'ausilio di una testiera: vedi "Anche per te"
oppure "E penso a te". In brani come questi l'intervento del pianoforte
particolarmente privilegiato rispetto a tutti gli altri strumenti, e non si
limita al solo accompagnamento, ma assume una maggiore dignità, proprio da
strumento solista. Se non ricordo male, mi pare che in "Anche per te" è lo
stesso Battisti che suona il pianoforte, e tra l'altro lo fa anche anche
molto bene, soprattutto tenendo conto del fatto che non è il suo strumento.
Da "E già" in poi, anche a me sembra che lo strumento su cui comporre sia
diventata la tastiera. Infatti, molte di queste evoluzioni stilistiche sono
strettamente legate possibilità fisiche una tastiera. Il solo fatto di poter
inserire dei "cluster" (i cosiddetti accordi a grappolo, per intenderci,
quelli di "Così gli dei sarebbero") sono pressocché impossibili da prendere
su di una chitarra, mentre sono semplicissimi da prendere su di una
tastiera: basta appoggiarci la mano sopra... :-> E siccome di novità
stilistiche nei bianchi ce ne sono tante, sembra proprio che Battisti
progressivamente sia migrato dalla chitarra alla tastiera.
>
> Ciao
> Nicola Quellaltro
>
Ciao.
LF
Luca Filippo wrote:
> La penso proprio in questa maniera. Anche se non completamente su primo
> periodo. Battisti era fondamentalmente un chitarrista, però alcuni (non
> molti magari) dei brani scritti con Mogol, sembrano proprio nati
> esclusivamente attraverso l'ausilio di una testiera: vedi "Anche per te"
> oppure "E penso a te".
Condivido pienamente.... E ce ne sarebbero da aggiungere a questa breve lista.
Mi viene in mente cosi su due piedi
Ma io gli ho detto no
costruita quasi del tutto con il piano elettrico (suonato da lui anche in questo
caso)
> E siccome di novità
> stilistiche nei bianchi ce ne sono tante, sembra proprio che Battisti
> progressivamente sia migrato dalla chitarra alla tastiera.
E diro' di piu'.
Questo graduale passaggio fa si che le canzoni nella loro veste definitiva
assomiglino molto piu' nel periodo bianco a quelle che Battisti ha in testa
quando le compone, piutosto che nel passato (naturlamente anche questo discorso
ha le sue eccezioni e non vale sempre).
Mi spiego meglio facendo un riferimento preciso.
Se si ascolta il provino di Allontanando si capisce benissimo che quel provino
e' fatto utilizzando solo una tastiera. La versione definitiva si discosta
pochissimo dal provino, un po' di abbellimenti qua e la ma tutto qui.
Come dire l'uso della tastiera permette a Lucio di costruire la canzone
direttamente con gli effetti che si dovranno ascoltare.
Con le canzoni a base di chitarra questo e' meno possibile e' necessario
che gli arrangiamenti diventino parte piu' integrante della canzone, vedi la
Canzone del sole.
Naturalmente scrivendo questo sto escludendo tutta una serie di circostanze
ugulamente importanti, ma credo che l'utilizzo della tastiera abbia permesso
a Battisti di pensare le canzoni in maniera piu' autonoma e completa rispetto al
passato.
> Ciao.
> LF
Ciao a te
Nicola Q