Sono d'accordo con Giuseppe Medici, è solo 'Dolce chi era'
Anch'io!
E posseggo il vinile coi testi e lo spartito, ma questo non vuol dire
proprio nulla.
Provare a leggere i testi di Perché no sul disco e trovarsi una strofa
in più che significa?
Come postavo l'altro giorno, quel "mi ha colto in fragarante" sullo
spartito ufficiale (ma che vuol dire?) testimonia una svista del
correttore o una castronata di Mogol corretta da LB nel canto?
Poi scusate, se anche fosse, 'chimera' è un'altra cosa, c'era la
canzone di Gianni Morandi di tanti anni fa Chimera, non credo che
Panella avrebbe mai scritto una cosa simile (penso io, ma non si può
sapere) (Pure per me bellissima, mi piacque davvero molto quando
l'ascoltai: 'Ma se il mio cuore spera non sarà solo una chimera')
"conto nel mio diario le notti e i giorni che ti portano via. batte già
l'orologio le tre, a-a ah, su di te su di me passerò le mie sere così
senza piangere..."
Cristina sei un mito (ma quante ne so?!?)
Però è vero, PP non avrebbe mai scritto una cosa così chiara e semplice
ed evidente. Brava Cris!
Ma quale era il retro del 45? Chissà, però.
Spero di non sbagliare. Copertina con foto virata in giallo e blu notte,
giusto?
note, gi
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Ciao!
Giacomo
Inoltre la canzone era cosě famosa che la frase divenne un modo di dire.
Cito Beniamino Placido
"Le canzoni erano usate - interpretate - per sfottere il fascismo senza
incappare nella censura. Si cantava 'Illusione, dolce chimera sei tu', per
prendere in giro il 'Vincere, e vinceremo' con cui Mussolini aveva
dichiarato la guerra. "
Sulla interpretazione di cosa dica Battisti io la vedo cosě:
si tratta di un gioco di parole, come tanti nel brano (es. uno andň saldato
(soldato)).
In sostanza il testo evoca la frase "dolce chimera sei tu" ma dice
volutamente, come gioco di parole, "dolce chi era sei tu".
Si tratta quindi di un calembour panelliano.
Cosě io giudico e cosě č stabilito.
Renato Santo Licheri.
> Si tratta quindi di un calembour panelliano.
Condivido pienamente.
Ciao
Archi
Mi spieghi cosa vuol dire
andare saldato, vivere *all'*estro, mettere plancia, fare il transaitante.
E ancora, come si fabbricano dei calzoni dai risvolti umani?
O preferisci che ti elenchi le frasi "senza senso" delle canzoni di PP (mi
paghi a cottimo, però :-) ) ???
> Che poi Lucio dica "chi era", mangiandosi una M, è possibilissimo :-)
Si è mangiato tutte le 21 lettere, Lucio: la "m" semplicemente non c'era e
quindi non andava pronunciata!
Ciao!
Archi
la plancia poi era un tipo di armatura usato anche come sinonimo di
armatura...
panella non ha mai scritto cose senza senso
"Archi" <archiNOS...@grifoni.org> ha scritto nel messaggio
news:nhwX8.27680$7N3.6...@twister2.libero.it...
> panella non ha mai scritto cose senza senso
>
Nel 1986 esce Don Giovanni e Lucio torna per due mesi
in vetta alle classifiche.I testi sono di Pasquale Panella (poeta
romano, figlio di un sindacalista).Battisti scrive prima la musica e poi
Panella vi adatta le parole.Lucio presenta il disco alla sua casa
discografica e quando gli viene chiesta
qualche spiegazione sui testi,non facili,si rivolge a Panella:
"Spiegaglieli tu,dai" dice.
Panorama 17/09/98
Ovviamente, non so se sia vero l'aneddoto sopra riportato.
Soprattutto per quanto riguarda il fatto che Lucio abbia prima composto le
musiche e poi Panella vi abbia "cucito"
i testi.
Fonti non controllate napoletane riferiscono che, almeno da
La sposa in avanti, Lucio telefonasse a Panella dicendo:
"Me ne occorre ancora, butta giù altre due o tre righe" il
che presupporrebbe che si lavorasse in tandem o perlomeno
che fosse Lucio a costruire la musica sul testo.
Ma appunto è una supposizione.
Ma suppozione per
supposizione, viene da supporre che poi alla fine tutto sto
interesse per il testo Lucio non lo avesse davvero. E' chiaro
che un testo "induce" o in qualche modo condiziona la
parte musicale: Non a caso "Il leone e la gallina" è una
filastrocca e "Io vorrei, non vorrei" un epicedio.
La non (immediata) significanza del testo, ti libera dal
condizionamento subliminare.
Sicché, può essere letta in questo senso la "rottura"
accennata anche da LF: Dopo L'Apparenza, musiche e
testo "perdono" gran parte della loro "riconoscibilità" almeno
secondo gli schemi abitudinari.
E dico dopo l'apparenza perché ancora in quell'album i
testi sono riconoscibili e anche le musiche hanno un "filo"
conduttore: a me per esempio, tutti i brani appaiono come
facenti parte di una colonna sonora di un film sentimental-drammatico
americano stile anni 50.
Egicer
> panella non ha mai scritto cose senza senso
Bene, "dolce chi era sei tu" non solo ha senso, ha *doppio* senso.
Infatti "senza senso" l' ho scritto fra virgolette, e tu che conosci l'
italiano dovresti sapere che significa.
Forse ti è sfuggito, pazienza.
Salute
Archi