PERMETTETEMI di essere il teppista che sono, signori vivi a sbafo,
vivi inutilmente... e tu, che ti permetti?... Vieni fuori dallo
studio, vieni a dirmelo in faccia cosa hai detto. E cosa hai detto?
"Dio prima li fa e poi li accoppa"?
È questo eh? che hai detto? E presumendo quale impunità? Vieni fuori
che facciamo un po' di letteratura con le mani,... ballerinette
cionche dei miei coglioni che non siete altro... siete morti in vita e
credete di poter ballare sopra un morto, avete una testa di cazzo e
non sapendo cosa farne la utilizzate per perdere i capelli o per
pensare.
E voi, voi siete i nuovi intellettuali, quelli che buttano in
calembour un'agghiacciante offesa. Ma per una battuta di un inutile a
tutto io non voglio perderla la vita. Che la vita privata sia pubblica
ma sia però la vita.
Io non voglio annodare in segreto un rodimento, spezzare la mia spina
e basta, fine. Qualcuno deve farlo e io lo faccio. Non te lo permetto
d'avere la parola e dopo nulla più... non uno schiaffo, dopo. Falla
finita. Occhio! Ti parlo da teppista, basta con la manfrina populista,
con la comprensibilità popolare mista a merda.
State mettendo un popolo di spettatori sotto le spiritosaggini dei
vostri livori. Per una battuta da non perdere, sottratta persino alla
mannaia di un finale di trasmissione, per una battuta da porco
uccidete per la seconda volta chi, dopo la prima, non può nemmeno più
morirne, mai più segretamente.
Queste parole io non le sto scrivendo, le dico a voce alta. Tutto
questo non è l'analisi di nulla e non è nemmeno l'edera d'una polemica
che io non voglio poi mi cresca addosso (anche quello è spettacolo a
catena, troppo comodo... e io non sto nel comodo nè ci voglio stare),
tutto questo è solo quello che è, è un'invettiva, ossia è l'unica
letteratura che in questo momento io sento di fare.
Altri pratichino il loro rachitico salto in lungo sulle bare. Parlo al
plurale a un singolare stronzo perché se ne risentano in parecchi... E
se la vedano poi ognuno tra sé e sé, si tocchino con mano, con dita
come tra lo stipite e la porta sbattuta da me con tutta la mia forza,
così s'illividiscono a ragione e non perché c'è qualcuno che al mondo
ancora esiste e qualcuno no (finalmente per loro, lo so, forse
contenti).
Con te ci vediamo fuori, perché io sono un teppista e vado fiero della
tua imbecillità.
Io sono Pasquale Panella
Che antipatico!
Gianni Boncompagni
Splendido Pasquale: finiamola con le parole dette tanto per dire,
tanto sono uno importante, uno "che fa televisione". Chi offende
qualcuno, sappia che ESISTE un uomo che dall'altra parte si offende e
abbia il pudore di temerne le conseguenze.
Nicola Cucurachi.
ICQ: 14150719
Diventiamo tutti teppesti con questi deficienti, forse con la testa
spaccata impareranno a ragionare meglio.
Cyn
Cyn <vatteron...@iol.it> scritto nell'articolo
<01bdddad$9945a180$0944d2c3@vatteroni_romano>...
VI SEGUIREI CON INFINITO PIACERE!!!!
Domenico
>
>>Io sono Pasquale Panella
a me sembra che Panella e Boncompagni in questo caso siano accomunati
da una cosa: la mancanza di rispetto per Lucio, che non c'e' +.
Mogol e' stato un poeta anche questa volta.
nel mio cuore,nell'anima c'e' un prato verde che mai nessuno ha calpestato, nessuno, se tu vorrai conoscerlo cammina piano perchè nel mio silenzio anche un sorriso può fare rumore...
...a presto, Lucio
http://oasi.asti.it/Homes/Dezani/battisti
icq 18629703
Francesco
Francesco C.
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Fabrizio Azzoni - Milano
f.az...@600iol.it
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