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Christine leroux 1982

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winding

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Jun 29, 2000, 3:00:00 AM6/29/00
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Questo pezzo l'ha scritto Christine Leroux innun inserto contenuto dentro
Profili del 1982.

- Mi hanno chiesto di scrivere 2 parole su Lucio Battisti, dei suoi inizi,
di come l'ho conosciuto. vediamo: ero alle edizioni Sugar durante uno dei
miei soliti giri per proporre cose nuove francesi.
Avevo una piccola etichetta editoriale, molti cantanti in Francia e tanti
con la voglia di fare - Aspettavo il mio turno per essere ricevuta, quando
una voce mi colpi'. Aprii una porta e lo vidi. malgrado il suo
abbigliamento trasandato, i capelli non curati, quegli assurdi stivaletti,
mi piacque immediatamente e gli proposi di lavorare per me, per la mia
edizione. Avrei pensati di piazzare le sue canzoni in italia e all'estero.
Si stabili' subito un'intesa fra di noi e diventammo amici.
Si comincio' a lavorare seriamente: per mesi lui ando' avanti a comporre,
studiare, fare provini su un piccolo registratore, nel mio ufficio, io a
credere ciecamente nelle sue possibilita' e a tentare di piazzare le sue
composizioni.
Intuivo pero' che a quelle canzoni mancava qualcosa per essere complete;
forse erano i testi, molto belli ma privi di esperienza, belle idee, nuove,
ma ingenue e cosi' chiamai il mio "amico Mogol" che mi aveva sempre detto,
fin da quando venni in italia, di contare su di lui che mi avrebbe aiutata
quando ne avessi avuto la necessita'. E venne dunque il grande giorno; Lucio
era molto preoccupato tanto che non voleva andare piu' all'appuntamento,
aveva paura di ricevere un'altro no e che questo avrebbe condizionato il mio
credere in lui. Lo convinsi e' ando'; dopo un po' Mogol mi telefono' e mi
disse che il ragazzo non era male e che avrebbe tentato di farne qualcosa,
ma di ricordarmi che era sempre un favore che faceva a me personalmente e
che gliene sarei stata debitrice in futuro.
Il resto lo sapete gia': e' storia di giornale, di cronaca, tutti ne hanno
parlato. Quello che non sapete e' la sofferenza che provai quando presi
Lucio, professionalmente di intende. per me e' stato uno choc, non tanto
per il fatto che, dopo anni di lavora fatti assieme, se ne andasse 'per i
fatti suoi; questo lo ritengo normale, e' la vita, altri gli offrivano piu'
di quanto potessi offrirgli io, quanto per il mondo, sconcertante, con il
quale fini' la nostra collaborazione.
Di colpo, improvvisamente, senza ragione, persi un fratello, un figlio, un
amico, la mia illusione di poter credere al valore dell'amicizia, quanto
meno alla riconoscenza o meglio al riconoscimento, perche' dal giorno in cui
venne a scadere il contratto che ci legava al lavoro non ho mai piu' visto
Lucio, ne mi ha mai telefonato, ne mi ha mai scritto una lettera, una
cartolina.
Sembra impossibile, a me piu' che a voi, ma e' cosi'.
Di fronte alle offerte ricevute non valsero piu' niente le ore e ore passate
in ufficio, i consigli quando componeva, il calmarlo quando si arrabiava
perche' non riusciva a trovare la soluzione che cercava, l'avergli trovato
casa comperandogli un po' di tutto, dai bicchieri ai piatti, ai pranzi
insieme a impostare il lavoro futuro, i successi avuti da 29 settembre a
Balla Linda, da Per una lira a Un'avventura, da Dolce di giorno a Uno in
piu', ecc..., niente, se ne ando' e basta.
Tutte cose che dovrebbero legare due persone, renderle amiche al di la' del
fatto che il lavoro possa dividere o no, e invece di Lucio, affettivamente,
non mi resta che una piccolissima bambolina di plastica che ancora conservo
regalatami un giorno, gia' famoso, in un impeto di generosita' !
Ormai e' acqua passata, non gli serbo rancore; in fondo mi ha insegnato un
po' a vivere anche se avrei preferito che le mie illusioni fossero realta';
continuo ad apprezzarlo oggi come allora sia come autore che come cantante;
solo che mi viene da sorridere testi come "Una donna per amico"; a meno che
non sia cambiato . - Lucio non puo' avere amici e
men che meno una donna della quale non arriva a capirne la sensibilita';
essere amici e' la cosa piu' bella del mondo, ma bisogna anche dare e Lucio
ma bisogna anche dare e Lucio non e' capace se non cantandolo.

Christine Leroux


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