ciao
> .... che qualcuno abbia preso in considerazione le mie idee sulla
> ciao
Dato che sei contento, mi pare brutto che nessuno ti risponda. Ti rispondo
io (sempre tutto leggo e poco scrivo) per dire che mi pare assai
plausibile la tua idea di Liguria-Sanremo-turista. Però quante parole
inutilmente complicate e pseudo-criptiche! Continuo a pensare che più che
un'idea artistica e filosofica, dietro a quelle parole ci sia solo il
gusto di stupire, "pour épater les bourgeoises", tanto per parlare chiaro.
Comunque è stato bello riascoltare questo brano che però musicalmente mi
sembra...lo posso dire?... un dejà vu (entendu).
Ciao
c.
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L'arte di Panella e Battisti ha avuto il pregio di segnare il confine dalla
canzone tradizionale. Un linguaggio e una musicalità del genere mai erano
apparse in nessun contesto. Come il Futurismo all'inizio del Novecento,
questo binomio in campo musicale è stata un'avanguardia artistica.
Battisti e Panella appartengono al secolo scorso e queste loro canzoni
ai giorni attuali appaiono forse superate in certi aspetti, ma rimangono
un caposaldo come tutte le grandi correnti artistiche del passato.
Disse Panella qualche anno fa in merito a queste canzoni durante
un intervista: C'è chi dice che le canzoni di Mogol si ricordano, si possono
cantare, le sue no. Per cui il periodo Battisti - Mogol rimane il migliore.
Risposta: Non potevo ricevere complimento più gradito. Si ricordano le cose
facili, le filastrocche, le poesie imparate a memoria. Il vero valore
letterario va interiorizzato, vissuto, sofferto.
Ecco perchè un'esegesi su un testo di Mogol è presto fatta mentre quelle
sul Battisti panelliano non finiscono mai...
ciao Gaetano
> L'arte di Panella e Battisti ha avuto il pregio di segnare il confine dalla
> canzone tradizionale. Un linguaggio e una musicalità del genere mai erano
> apparse in nessun contesto. Come il Futurismo all'inizio del Novecento,
> questo binomio in campo musicale è stata un'avanguardia artistica.
> Battisti e Panella appartengono al secolo scorso e queste loro canzoni
> ai giorni attuali appaiono forse superate in certi aspetti, ma rimangono
> un caposaldo come tutte le grandi correnti artistiche del passato.
> Disse Panella qualche anno fa in merito a queste canzoni durante
> un intervista: C'è chi dice che le canzoni di Mogol si ricordano, si possono
> cantare, le sue no. Per cui il periodo Battisti - Mogol rimane il migliore.
> Risposta: Non potevo ricevere complimento più gradito. Si ricordano le cose
> facili, le filastrocche, le poesie imparate a memoria. Il vero valore
> letterario va interiorizzato, vissuto, sofferto.
> Ecco perchè un'esegesi su un testo di Mogol è presto fatta mentre quelle
> sul Battisti panelliano non finiscono mai...
> ciao Gaetano
Tutto quello che dici va bene, ma sta dentro una querelle tra "parolieri"
o, se preferisci, tra testi letterari alti e d'avanguardia (P) o bassi e
pop (M). Resta sfocata l'immagine del musicista e dell'interprete canoro
(B)senza il quale nè i testi di Mogol nè quelli di Panella avrebbero
lasciato alcun segno. Questa avanguardia panelliana avrà pure avuto i suoi
meriti, come merito hanno avuto i futuristi, ma sempre in una cerchia
ristretta di adepti, di studiosi, di appassionati ideologicamente molto
orientati. Lucio Battisti, invece, facendo la sintesi con la sua musica,
la sua voce, il suo talento naturale è stato capace di parlare a una
impressionante massa di ascoltatori (spesso adoranti) sempre contenti di
lui, destinatari di un messaggio emotivo unico, livellato, autentico,
immediato, spontaneo, libero... che dire di più?
Devo sempre tornare sul fatto che LB non era un cantautore, non era cioè
portatore di una sua personale poetica, di uno stile letterario e di un
modo di pensare, era un interprete e un musicista grandioso. E ha fatto la
fortuna di Mogol e di Panella che senza di lui nessuno se li ricorderebbe.
ciao
c.
Ho imparato tanto anche da te, dopo Berselli.
Concordo
> E ha fatto la > fortuna di Mogol e di Panella che senza di lui nessuno se
> li ricorderebbe.
Non concordo
> Ho imparato tanto anche da te, dopo Berselli.
>
Si licet parva componere magnis :)
Ciao!
Renato
> > Ho imparato tanto anche da te, dopo Berselli.
> >
> Si licet parva componere magnis :)
Concordo ;-)
> Ciao!
> Renato
ciao
c.
Non esageriamo dai, diciamo tra i frequentatori di questo ng :-)
Su Mogol e Panella hai ragione a metà, diciamo senza Battisti Mogol non
sarebbe stato leggendario e Battisti senza Mogol altrettanto, dato che agli
inizi Battisti era un carneade qualsiasi, mentre il Rapetti era sulla
breccia da anni. Stesso discorso per Panella, all'inverso però: se Lucio non
avesse intuito le sue potenzialità cosa avrebbe proposto in alternativa del
dopo Mogol ? Un Mogol 2 riveduto e corretto ? Non credo.
I grandi sodalizi fra due autori sono un "corpus unicum" inscindibili e
indissolubili. Un grande musicista come Mozart, se non avesse avuto il
librettista Da Ponte per il suo Don Giovanni che ne sarebbe stato di lui ?
E Cocciante con la sua Opera Popolare ( Notre Dame e Giulietta e Romeo )
se non avesse avuto Panella come librettista ? E Verdi con il suo Falstaff
se non avesse avuto Arrigo Boito?
Quanto al termine cantautore vi è molta libertà interpretativa a riguardo.
Tale appellativo fu coniato negli anni cinquanta dalla RCA per qualificare
un determinato cantante che oltre alla musica proponeva i versi. Ma poi
molti autori si sono serviti di collaboratori esterni per la stesura dei
testi. E allora che fare ? Un musicista che compone e canta le proprie
melodie come si può etichettare ? Musicisti classici come Verdi o Puccini
non hanno mai cantato le proprie composizioni. Ma se qualcuno di loro
lo avesse fatto?
Da Wikipedia:
Anche se spesso inseriti nella categoria dei cantautori, non lo sono
totalmente perché in realtà collaborano con parolieri o musicisti Claudio
Baglioni (per buona parte degli anni '70 scrive insieme ad Antonio Coggio le
musiche), Riccardo Cocciante (i cui testi sono scritti da Amerigo Casella e
Marco Luberti, poi dal solo Luberti ed infine da Mogol) e Renato Zero (che
compone con vari collaboratori, da Franca Evangelisti a Piero Pintucci, da
Roberto Conrado a Dario Baldan Bembo, e in un caso, per Il carrozzone, è
solo interprete). Lo stesso è il caso di Lucio Battisti, che in realtà
inizia l'attività nel decennio precedente, e che è autore quindi delle
musiche delle canzoni da lui cantate, le quali - dopo essere state
composte - vengono completate dai testi scritti da Mogol.
Oggi, dopo molte discussioni in merito, per la stragrande maggioranza dei
libri in circolazione, Battisti è considerato a pieno titolo un cantautore.
Anche perchè ( aggiungo io ) qualcosa ha scritto pure Lui. E Già lo stà a
testimoniare: vi sono tracce autobiografiche troppo evidenti per
dubitarne...
http://www.musicalstore.it/cantautori/home%20cantautori.htm
ciao
> Devo sempre tornare sul fatto che LB non era un cantautore, non era cioè
> portatore di una sua personale poetica, di uno stile letterario e di un
> modo di pensare, era un interprete e un musicista grandioso. E ha fatto la
> fortuna di Mogol e di Panella che senza di lui nessuno se li ricorderebbe.
davvero un compositore e un musicista, un arrangiatore e un inteprete
non sono portatori di una loro poetica personale?
non è forse riduttivo accostare Lucio Battisti sempre e soltanto alla
capacità di trasmettere stati emotivi al maggior numero di persone
possibili?
Compositore, musicista, arrangiatore e interprete.
Tra i più grandi di tutti i tempi.
E' riduttivo?
Perché volerlo per forza anche poeta?
R.
Ciao,
Vito