UNA MONTAGNA PUO' SEMBRARE UN UOMO: LUCIO
29 SETTEMBRE
Seduto in quel caffč
io non pensavo a te
Guardavo il mondo che
girava intorno a me
Poi d'improvviso lei sorrise
e ancora prima di capire
mi trovai sottobraccio a lei
stretto come se non ci fosse che lei.
Vedevo solo lei
e non pensavo a te.
E tutta la cittā
correva incontro a noi.
Il buio ci trovō vicini
un ristorante e poi di corsa
a ballar sottobraccio a lei
stretto verso casa abbracciato a lei
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che lei.
quasi come se non ci fosse che lei.
Mi son svegliato e
e sto pensando a te ...
Ricordo solo che,
che ieri non eri con me.
Il sole ha cancellato tutto
di colpo volo gių dal letto
e corro lė al telefono
e parlo, rido e tu, tu non sai perché
t'amo t'amo e tu, tu non sai perché.....
parlo, rido e tu, tu non sai perché....
7 e 40
Mi sono informato c'č un treno che parte alle 7 e 40
non hai molto tempo il traffico č lento nell'ora di punta
Ti bastano dieci minuti per giungere a casa, la nostra
la chiave ricorda che č sempre lė, lė sulla finestra
E nel far le valigie ricordati di non scordare
qualche cosa di tuo che a te poi mi faccia pensare
e ora basta non stare pių qui
ti rendi conto anche tu
che noi soffriamo di pių
ogni istante che passa di pių
no non piangere
presto presto
presto presto
presto presto vai ...
Da un minuto sei partita e sono solo
sono strano e non capisco cosa c'č
Sui miei occhi da un minuto č sceso un velo
forse č solo suggestione o paura o chissā che
č possibile che abbia fin da ora giā bisogno di te
Mi sono informato c'č un volo che parte alle 8 e 50
non ho molto tempo il traffico č lento nell'ora di punta
Mi bastano dieci minuti per giungere a casa, la nostra
la chiave l'hai messa senz'altro lė sulla finestra
E nel far le valigie stavolta non devo scordare
di mettere un fiore che adesso ti voglio comprare
con l'aereo in un ora son lė
e poi di corsa un tassė
sono certo cosė
quando arrivi col treno mi vedi, non piangere
presto presto
presto presto
presto presto vai ...
presto presto
presto presto
presto presto fai presto ...
A PORTATA DI MANO
Dicendo abbiamo tempo
ci giri intorno
stemperi e riempi
come dire centotré vasetti
di liquido con colore diluito
che certamente č meno previdente
di una conservazione che alimenti
tutti i tuoi seguenti
spunti di appetito.
Sono fluidi a vedersi c'č un piacere
anche perché qualcosa si nota che manca
e se ci fosse č come non avesse nome.
Abbiamo tutto il tempo.
E poi il discorso prende una piega architettonica nell'aria con le mani,
si collega ai pianti rampicanti
all'euforia da giardino
ai pensili eccitanti.
All'ornamentale destino.
E tutto il tempo č vicino
a portata di mano
sul tavolino, sul ripiano
su quanto ti č pių caro.
Ma se cominciassimo
che ne dici
se entrassimo nel vivo
oltre la porta orale saliamo a perpendicolo la scala
che nel muro si avvita.
L'umido della parete nella mano
s'asciuga sempre pič
parete che d'acciughe sale su
nella rete in muratura.
Saliamoli i gradini con le punte
e pure sconoscendo se calziamo un'epoca, una storia, una leggenda
in cui calati, risalendo siamo e l'anta si spalanca.
Dicendo abbiamo tempo tu intendevi dire il contrario
vedevi necessario che quanto vai inventando oggi
non te lo ritrovassi sempre vivido tra i piedi tale e quale
esatto nel reale
con i particolari talmente precisi
un domani da non credere
che i fatti siano intrisi
di te cosė profondamente
cosė com'č com'č vero avvengano in assenza di qualsiasi sostanza.
Volevi invece dire
prendi il tempo con me
un po' interrogativa
mentre la mano offriva
abbiamo tutto il tempo
aroma di caffč.
ABBRACCIALA ABBRACCIALI ABBRACCIATI
Cosa ti dicevo mai?
A che punto ero?
Ho quasi l'impressione che
- io con te -
perdo il sentiero.
Forse la psicologia
puō spiegare questi strani vuoti
della mente mia.
Ora mi ricordo che
parlavo di follia
e del grande amore,
grande bugia.
Che ne pensi dimmi,
di un uomo tanto stupido da crederti "sua"?
Anima
alzati
apriti
abbracciala
abbracciali
abbracciati
Che ora č? E' tardi ormai.
Mia cara, cara amica
che ne dici se noi
portiamo a termine la nostra
dolcissima fatica.
Allontaniamoci verso
il centro dell'universo.
ACQUA AZZURRA ACQUA CHIARA
Ogni notte ritornar
per cercarla in qualche bar,
domandare ciao che fai
e poi uscire insieme a lei.
Ma da quando ci sei tu
tutto questo non c'č pių.
Acqua azzurra, acqua chiara
con le mani posso finalmente bere.
Nei tuoi occhi innocenti
posso ancora ritrovare
il profumo di un amore puro,
puro come il tuo amor.
Ti telefono se vuoi
non so ancora se c'č lui ...
accidenti che farō
quattro amici troverō.
Ma da quando ci sei tu
tutto questo non c'č pių.
Acqua azzurra, acqua chiara
con le mani posso finalmente bere.
Nei tuoi occhi innocenti
posso ancora ritrovare
il profumo di un amore puro,
puro come il tuo amor
Da quando ci sei tu
tutto questo non c'č pių.
Acqua azzurra, acqua chiara
Sono le quattro e mezza ormai
non ho voglia di dormir
a quest'ora, cosa vuoi,
mi va bene pure lei.
Ma da quando ci sei tu
tutto questo non c'č pių.
Acqua azzurra, acqua chiara
con le mani posso finalmente bere.
AL CINEMA
Non parliamo pių a parlar non serve un granché
mangiale anche tu le castagne arrosto con me.
Hai ragione sai io non sarō mai come vuoi,
guarda c'č un bel film se facciamo in tempo ci andrei.
Dustin Hoffman, Al Pacino, la Dunaway, entriamo c'č anche lei,
c'č posto siedi, io resto in piedi!
Guarda lei, č proprio come ti vorrei,
guarda lei, lo ama e non si lamenta mai,
in fondo lui assomiglia a me.
Perché non mi capisci dimmelo perché.
Guarda lei. Guarda lā.
Cosa c'entra se lui la sta portando in Rolls Royce,
sta tranquilla che verrebbe anche sulla mini con me.
Non vedi che per amore lei sta diventando assassina?
La donna la vera donna č quella che resta vicina
E invece tu, e invece tu, e invece tu, beh non ne parliamo pių!
Vuoi il gelato! Č aumentato!
Guarda lei, č proprio come ti vorrei,
guarda lei, lo ama e non si lamenta mai,
in fondo lui assomiglia a me.
Perché non mi capisci dimmelo perché.
Guarda lei. Guarda lā.
Che cosa dici se questa sera pranziamo fuori?
Potremmo andare poi per cambiare anche a ballare.
ALCUNE NONCURANZE
Non un complotto e non una soffiata,
nemmeno tra le ciglia,
perché tu sbatta gli occhi,
e non un parapiglia senza sbocchi:
niente di tutto questo,
ma saranno le disinvolture,
ed alcune noncuranze a tradirti:
come tu resti seduta sulla sponda del letto,
come non dici nulla, quando non lo dici.
Perché lo hai deciso, e fai sė con la testa,
come una ginnastica,
perché lo hai deciso
di perdere il filo.
Saranno queste cose un poco oziose a tradirti:
sarā un prurito quando non esiste,
e invece ti soccorri con quell'unghia fatta apposta
per essere un bisturi che in mano a te
diventa decorosa. Innocente,
perché curatissima, sarai tradita
dalle tentazioni, nelle quali saprai
come cadere, ossia da sola,
solo arricciando il naso,
in modo sorridente,
quando il sorriso vive,
essendo bolla d'aria
tra il labbro e le gengive.
In campo scenderanno forze prive di forza,
le tue piegate dalle brezze estive,
e saranno a tradirti queste ondate di pigrizia,
di estenuazione senza alcun motivo.
Quando avvertirai, d'istinto, sopra tutto,
il profumo che sale dal tuo corpo.
Quando ti sentirai rotonda in certi punti,
e in altri pių in pianura
con zone inesplorate, lontane e lontane da te.
Quando una gamba atterra,
mentre tu sei distesa,
hai il peso di tutto quanto resta
sulla terra intera, meno te,
l'unica in questo momento
di cui non ti fidi,
e saranno ????? minori a tradirti.
Se cade un bicchiere da solo,
se vola una sedia sullo scaffale,
allora tutto ritorna normale.
ALLONTANANDO
E poi
di che parliamo
di come per favore hai fatto
se non ti dispiace replicarlo
quel gesto quell'insieme
di cose e di non cose
che accadono una volta
e quindi possono
ripetersi a richiesta e non per caso
in cambio ti rifaccio il mostro
mi tolgo le foglie dalle dita
il vento pettinato ritorno ai connotati riprendo i miei colori
a mano libera
e meglio puoi vedermi
allontanando
e poi
di che parliamo
trasvola sopra l'ultima papilla la farfalla e la lingua la
spilla
e ripeschiamo l'oh dello stupore col quale
incorniciamo
il fragile leggero di quel che non diciamo
e poi
di che parliamo
di come sei tracciata appena
su carta o traspari in filigrana
trapassi le pareti
solletichi anche l'aria
ma un gesto un solo gesto
ti torna solida
un gesto che č richiesta e non č caso
in cambio non invento niente
mi butto di sotto o non mi butto
mi sto distrattamente sfrenando dal mio posto
proietto il bell'aspetto
mi tramo intrecciami
e puoi vedermi meglio
allontanando
e poi
di che parliamo.
Nel libro d'avventure saltiamo le parole e le figure.
ALMENO L'INIZIO
Alla fine ti trovasti in un bel posto
e lė capisti perché t'erano stati chiesti
gli occhi in prestito per il loro particolare colore
fai tu quale che ora č l'iride delle finestre.
Alla fine ti fu chiaro perché quel gran parlare
della tua bella conchiglia auricolare
e quel solleticare eccoli i padiglioni
i disimpegni la chiocciola i vestiboli ecco la stanza.
E contrasti perché c'era tutto
e tutto il pranzo i tuoi comportamenti e le reazioni
le tue belle presenze gli abbandoni
le carezze in cambio delle tue carezze
e le scontrositā le irritazioni.
C'era anche qualcuno che ti diceva "č tardi
dobbiamo andare" tu dicevi "no io voglio ancora,
ancora io mi voglio mi voglio rivedere
e se non tutta almeno l'inizio".
Che cosa avresti fatto per sentirti un pō pių sola
e per dolcemente navigar
sul dorso e sul tuo petto
e fare una capriola
che ribaltasse il cielo.
Lė c'eran tutti predisposti i baci
asciutti e meno e tutti i desideri
e le istintive applicazioni di te
eran montate ad arte accanto al tuo profilo
vicino ad ogni tua parte e tu dicevi "ancora un altro pō
e se non tutto almeno un pō d'inizio".
Fare sbuffare ed anche disfare
ma č un'impalcatura
dipende da chi sopra ci sale
e tu dicevi "ancora un poco
e se non tutto e se non tutto
almeno l'inizio".
E tu una volta sų osservi la tua stanza
tu la tua nella quale
oltre il disfare e il fare
si delineano cose
appena appena verosimili.
Con ciliegie passeggere e grappoli affannati
d'uve segrete dalle pelli boriose e fini
perché tu che ti senti alle volte una mandria
possa indire turchini selvaggi festini
con curvi cieli estivi che scendono
come coperchi sul tetto bollivi
con i freschi provvisori che soffiano
sotto i cuscini e tu li assalivi
con gli abbracci e le guance
giā giunte con l'equatore
perché di te giā cibata
non č di calore che hai bisogno
ma di un orgoglioso refrigerio.
AMARSI UN PO'
Amarsi un po' č come bere
pių facile č respirare
Basta guardarsi e poi avvicinarsi un po'
e non lasciarsi mai impaurire no
Amarsi un po' č un po' fiorire
aiuta sai a non morire
Senza nascondersi manifestandosi
si puō eludere la solitudine
perō volersi bene no partecipare
č difficile quasi come volare
Ma quanti ostacoli e sofferenze e poi sconforti e
lacrime
per diventare noi veramente noi uniti
indivisibili vicini ma irraggiungibili
AMI ANCORA ELISA
Adesso son tranquillo
come un'anatra sul lago
adesso sono pago,
infine nel limbo
della mia sofferta e nuova maturitā
Ami ancora Elisa.
Ami ancora Elisa.
La rabbia se n'č andata,
portando via con sé,
i drammi della vita
Adesso, adesso io trovo interessante
perfino un ignorante.
Ami ancora Elisa Ami ancora Elisa
Ami ancora Elisa
Distante, io sono distante, da tutti quei capricci un
po' infantili inutili Da quelle eccitazioni, dalle facili
emozioni pungenti come rovi fra noi par elevazione,
mentre pensi ai tacchi alti che hai. Giuro no!
Giuro no! G Giuro no! Giuro no! Finalmente
ancora coerente. Ami ancora Elisa Ami ancora Ami
ancora Elisa Ami ancora Elisa. Pagar con
frustrazione soffocando la rag Attende la chiusura
di una porta per averti interamente, non val la pena
no io son tornato io mi preferisco io cosė distante,
cosė.
AMORE MIO DI PROVINCIA
Proprio a me un frutto di campagna
per amore, per compagna
una donna bella e ombrosa
proprio a me?
Non č questo il tempo
di una rosa nell'occhiello
tu farai un frullato con il mio cervello.
Perō
alla vita non dico di no.
Io l'ho
il coraggio lo trovo, ce l'ho,
perciō
quindi avanti con poca prudenza
mio amore, mia allegra coscienza.
Baci, tanti baci, caldi, vivi
baci privi spesso di pudore
sei un diluvio, un motore
a scoppio d'amore.
Bella, forte e sana, spaventata
solo dagli aereoporti
e dai pensieri un poco aperti.
Con te
mi diverto
mi piace con te.
Con te
Perchč
grande amore mio nato in provincia
č con te che io spezzo la lancia.
Quindi avanti in tandem
tu davanti
io di dietro
per colline,per cascine, litigando
avanti cosė.
No, non salutare tutti quanti
non sta bene, non č bello,
io non sono il tuo ombrello.
Lo so
alla vita non dico di no.
Io l'ho
il coraggio lo trovo, ce l'ho,
perciō
quindi avanti con poca prudenza
mio amore, mia allegra coscienza.
ANCHE PER TE
Per te che é ancora notte
e giā prepari il tuo caffč
che ti vesti senza pių guardar
lo specchio dietro te
che poi entri in chiesa e preghi piano
e intanto pensi al mondo ormai
per te cosė lontano.
Per te che di mattina torni a casa tua perché
per strada pių nessuno ha freddo
e cerca pių di te
per te che metti i soldi accanto a lui che dorme
e aggiungi ancora un pō d'amore
a chi non sa che farne.
Anche per te
vorrei morire ed io morir non so
anche per te
darei qualcosa che non ho
e cosė, e cosė, e cosė,
io resto qui
a darle i miei pensieri
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento
cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto si.
Per te che di mattina svegli il tuo bambino
e poi
lo vesti e lo accompagni a scuola
e al tuo lavoro vai
per te che un errore ti é costato tanto
che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto.
Anche per te
vorrei morire ed io morir non so
anche per te
darei qualcosa che non ho
e cosė, e cosė, e cosė,
io resto qui
a darle i miei pensieri
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento
cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto si.
ANCORA TU
Ancora tu non mi sorprende lo sai
ancora tu ma non dovevamo vederci pių?
E come stai? Domanda inutile
Stai come me e ci scappa da ridere.
Amore mio ha giā mangiato o no
Ho fame anch'io e non soltanto di te
Che bella sei sembri pių giovane
o forse sei solo pių simpatica
Oh lo so cosa tu vuoi sapere...
Nessuna no ho solo ripreso a fumare...
Sei ancora tu purtroppo l'unica
Ancora tu l'incorreggibile
Ma lasciarti non č possibile
No lasciarti non č possibile
Lasciarti non č possibile
No lasciarti non č possibile
Sei ancora tu purtroppo l'unica
Sei ancora tu l'incorreggibile
Ma lasciarti non č possibile
No lasciarti non č possibile
Lasciarti non č possibile
No lasciarti non č possibile
Disperazione gioia mia
sarō ancora tuo sperando che non sia follia
ma sia quel che sia
abbracciami amore mio
abbracciami amor mio
Che adesso lo voglio anch'io
Ancora tu non mi sorprende lo sai
ancora tu ma non dovevamo vederci pių?
E come stai? Domanda inutile
Stai come me e ci scappa da ridere
Amore mio ha giā mangiato o no
Ho fame anch'io e non soltanto di te
Che bella sei sembri pių giovane
o forse sei solo pių simpatica
ANIMA LATINA
Scende ruzzolando
dai tetti di lamiera
indugiando sulla scritta
"Bevi Coca Cola".
Scende dai presepi vivi
appena giunge sera...
Quando musica e miseria
diventan cosa sola.
La gioia della vita.
La vita dentro agli occhi dei bambini denutriti,
allegramente malvestiti
che nessun detersivo potente puō aver
veramente sbiaditi.
E corre sulle spiagge atlantiche
seguendo il calcio di un pallone,
per finire nel grembo di grosse mamme antiche
dalla pelle marrone.
E s'agita nel sangue delle genti dai canti
e dalle risa rinvigorite
che nessuna forza, per quanto potente, puō aver
veramente piegate.
ANNA
Hai ragione anche tu
cosa voglio di pių
un lavoro io l'ho
una casa io l'ho
una casa io l'ho
la mattina c'č chi
mi prepara il caffč
questo io lo so
e la sera c'č chi
non sa dirmi no
cosa voglio di pių
hai ragione anche tu
cosa voglio di pių
cosa voglio
Anna
voglio Anna
Non hai mai visto un uomo piangere
apri bene gli occhi sai
perché tu ora lo vedrai
apri bene gli occhi sai
perché tu ora lo vedrai
se tu
non hai mai visto un uomo piangere
guardami
guardami
Anna
voglio Anna
Ho dormito lė
fra i capelli suoi
io insieme a lei
ero un uomo
quanti e quanti sė
ha gridato lei
quanti non lo sai
ero un uomo
Cosa sono ora io
cosa sono mio Dio
resta poco di me
io che parlo con te
io che parlo con te
di
Anna
Anna
voglio Anna
voglio Anna
voglio Anna
voglio Anna
voglio Anna
..........................
ANONIMO
Anonima la casa,
anonima la gente,
anonimo anch'io.
Un cane e ciak azione - all'improvviso
un morso:
figlio mio!
La frutta nel giardino, i panni nel catino
e lei, ore ed ore.
Le gambe nude, il volto acceso ed
una colpa: dieci anni maggiore.
C'era lei...
E cos'altro ancora?
Nascosti gių al fosso,
complice il sesso,
a misurarsi, a masturbarsi un po'...
L'impulso di uno scatto - la palla io
che batto -
che rete ho fatto!
Sudore che diventa alloro. Amore mio...
Sei forte ti adoro.
Fermarsi poi ad un tratto; lottar
col reggiseno:
Che fai? sei matto?
Il cambio ed il volante...
Ma niente mi terrā distante.
C'era lei...
E cos'altro ancora?
Mi ha colto in flagrante.
Io sono l'amante.
Ragazzi, silenzio assoluto per caritā.
Parlando del passato mi sono raffreddato.
Il lenzuolo dov'č andato?
Mi sembri un po' delusa. Oppure
ti ho offesa?
Un goccio di benzina... A farlo riposare,
riparte il motore?
Su vieni a me vicina, stasera ho ancora
voglia di giocare.
ARRIVEDERCI A QUESTA SERA
Arrivederci a questa sera,
almeno spero di rivederti,
quello che hai detto l'ho giā scordato,
mi piacerebbe che anche tu
Arrivederci a questa sera,
mi spiace tanto per ieri sera,
forse son stato esagerato,
non farci caso, se ancora puoi!
Che dispiacere sentirsi soli,
voler parlare e rinunciare,
avvicinarsi, per abbracciarsi e poi fermarsi: restare lė!
Arrivederci a questa sera,
verso le cinque passo da scuola,
esce il bambino, son lė vicino,
se vuoi venire, decidi tu!
AVER PAURA DI INNAMORARSI TROPPO
Aver paura d'innamorarsi troppo
non disarmarsi per non sciupare tutto
non dire niente per non tradir la mente
č un leggero dolore che perō io non so pių
sopportare.
Non farsi vivo e non telefonare
parlar di tutto per non parlar d'amore
cercar di farsi un po' desiderare č proprio un vero
dolore
Abbandonarsi senza pių timori senza fede nei falliti
amori
e non studiarsi ubriacarsi di fiducia
per uscirne finalmente fuori
Aver paura di confessare tutto
per il pudore d'innamorarsi troppo
finger che anch'io le altre donne vedo
č un leggero dolore temere di mostrarsi interamente
nudo
e soffocare la sana gelosia
e controllarsi non dirti che sei mia
voler restare e invece andare via č proprio un vero
dolore
Abbandonarsi senza pių timori senza fede nei falliti
amori
e non studiarsi ubriacarsi di fiducia
per uscirne finalmente fuori
BALLA LINDA
Balla Linda, balla come sai ...
Balla Linda, non fermarti ...
Balla Linda, balla come sai.
Occhi azzurri belli come i suoi Linda forse non li hai,
ridi sempre, non parli mai d'amore,
perō non sai mentire mai. Mh... Mh...
Bella sempre, dolce come lei Linda forse tu non sei,
tu non dici che resti insieme a me
perō non mi abbandoni mai,
tu non mi lasci mai,
ti cerco e tu... e tu ci sei...
ti cerco e tu mi dai quel che puoi,
non fai come lei, no, non fai come lei,
tu non prendi tutto quello che vuoi.
Balla Linda, balla come sai ...
Balla Linda, non fermarti ...
Balla Linda, balla come sai.
Occhi azzurri belli come i suoi Linda forse non li hai,
ridi sempre, non parli mai d'amore, perō non sai mentire mai,
tu non mi lasci mai, ti cerco e tu... e tu ci sei...
ti cerco e tu mi dai quel che puoi,
non fai come lei, no, non fai come lei,
tu non prendi tutto quel che vuoi.
Balla Linda, balla come sai ...
Balla Linda, non fermarti ...
Balla Linda, balla come sai.
CAMPATI IN ARIA
Sei molto presa dall'idea
che infine ci incontreremo:
vedi sempre la stessa scena,
e non si sa da dove venga io,
ma per comoditā la mia figura
si forma in quel momento
e qualcosa ti cade di mano, anzi no.
Sei tornata a fiorire
tu vignetta gentile
con una fretta di furbe nubi d'aprile.
E provavo qualche cosa per te,
questo provai, soltanto che mi sfuggė
quella prova. Non ci vediamo che da sempre
e questa ti pare una buona ragione
per sporgere le labbra, come un fischio,
e poi guardare altrove, senza perō fischiare,
cominci a capire chi siamo:
i nostri emissari venuti a discutere
molti punti difficoltosi.
Ho stravisto per te
non so chi, non so che,
resta lo stile delle agitate vigilie.
E il tumulto
che da te sortė,
detto cosė, so solo che mi sfuggė
qualche sussulto.
E tu nonostante ciō solleciti,
mesta, calma e onesta e un po' scolastica.
Potremmo per miracolo inciampare
con la stessa disinvoltura ed eleganza
con la quale sprofondano i piroscafi in mare,
con tutte le luci accese,
e si direbbe che a bordo c'era un ballo,
luccicando le stesse
vaghe spine, indigeste,
degli estri scritti,
tra i fitti immensi nerastri.
E ti strinsi,
ed il senso sparė:
essendo lė,
nel senso che mi sfuggė,
seguendo l'istinto,
tutto il senso che s'č letto, tutti i libri.
CHE VITA HA FATTO
Che vita ha fatto a immaginarsela
cosi colā la vita
che vita ha fatto ad aspettarsela
convinta che la vita c'č
Che vita ha fatto, se torna a nascere
non torna pių, non sia mai
Che vita ha fatto, ha pianto a piovere
e sul pendio dello sgocciolio
lei sdrucciolō
Lei mi amō,tu l'amasti,io no
I verbi non coincidono
Che vita ha fatto, ma ben pių rapida
con lei duellō la vita
Che vita ha fatto. metā sognandola
metā in realtā
se poi č realtā
quel che in realtā sognō a metā
Lei mi amō, tu l'amasti, io no
I verbi la tradirono che c'entro io
Che vita ha fatto a immaginarsela
cosi colā la vita
Come sta, come stai, come sto
La voce coniugandoci s'allontanō
COMUNQUE BELLA
Tu vestita di fiori
o di fari in cittā
con la nebbia o i colori
cogliere le rose a piedi nudi e poi
con la sciarpa stretta al collo bianca come mai
ma... eri bella bella
comunque bella
Quando l'arcobaleno
era in fondo ai tuoi occhi
quando sotto al tuo seno
l'ira avvelenava il cuore tuo perché
tu vedevi un'altra donna avvicinarsi a me
prima ancora che io capissi e riscegliessi te
tu... eri bella bella
comunque bella
Anche quando un mattino tornasti vestita di pioggia
con lo sguardo stravolto da una notte d'amore
siediti qui
non ti chiedo perdono perché tu sei un uomo
Coi capelli bagnati - so che capirai
Con quei segni sul viso - mi spiace da morire sai
coi tuoi occhi arrossati
mentre tu mentivi e mi dicevi che
ancora pių di prima tu amavi me
tu... eri bella bella
comunque bella
CON IL NASTRO ROSA
Inseguendo una libellula in un prato
un giorno che avevo rotto col passato
quando giā credevo di esserci riuscito
son caduto.
Una frase sciocca un volgare doppio senso
mi hanno allarmato non č come io la penso
ma il sentimento era giā un po' troppo denso
e son restato
Chissā, chissā chi sei chissā che sarai
chissā che sarā di noi
lo scopriremo solo vivendo
Comunque adesso ho un po' paura
ora che quest'avventura
sta diventando una storia seria
spero tanto tu sia sincera!
Il magazzino che contiene tante casse
alcune nere alcune gialle alcune rosse
dovendo scegliere e studiare le mie mosse
sono alle impasse
Mi sto accorgendo che son giunto dentro casa
con la mia cassa ancora con il nastro rosa
e non vorrei aver sbagliato la mia spesa o la mia
sposa.
Chissā chissā chi sei chissā che sarai
chissā che sarā di noi
lo scopriremo solo vivendo
Comunque adesso ho un po' paura
ora che quest'avventura
sta diventando una storia seria
spero tanto tu sia sincera!
CONFUSIONE
Tu lo chiami solo un vecchio sporco imbroglio
ma č uno sbaglio č petrolio
troppo furbo per non essere sincero
ma č davvero oro nero
Io perché non dovrei dirti tutto quello che sento nel
cuore
Io perché non dovrei parlarti di tutto anche di un
nuovo mio amore
sei o non sei sei o non sei al di sopra di ogni mia
grande passione
Confusione
confusione mi dispiace
se sei figlia della solita illusione
e se fai confusione
confusione
tu vorresti imbalsamare anche l'ultima e pių piccola
emozione
Se tu credi che il carbone bruci meglio
č un abbaglio č petrolio
Comunque se ami pių del fuoco il fumo di un cero
non usare l'oro nero
Ma perché non dovrei liberare qualunque
sentimento per chiunque sia Ma chi mai disse che
si deve amar come se stessi il prossimo con
moderazione. Confusione
confusione mi dispiace
se sei figlia della solita illusione e se fai
confusione
confusione
tu vorresti imbalsamare anche l'ultima e pių
piccola emozione
Confusione confusione
E non dir che antico privilegio d'uomo per mia
comoditā faccio mio
confusione mi dispiace
se sei figlia della solita illusione e se fai
confusione
confusione
tu vorresti imbalsamare anche l'ultima e pių
piccola emozione
COSA FARĀ DI NUOVO
Le quattro meno un quarto della notte,
il sonno se n'č andato all'improvviso,
si ferma il borbottio delle guanciotte
l'ombra č severa ma addolcisce il viso.
Cosa non farā pių, cosa farā di nuovo,
cosa farā di meno,
seduta in mezzo al letto lei promette
cosa non farā pių.
Cosa farā di nuovo, cosa farā di meno,
con un leggero margine d'incerto,
con la sinceritā di tutto il cuore
leggero, pesante, volubile. Crede le dolcezze
sono come
le amarezze:
pesi falsi senza pietā.
Č una misericordia, un'operetta pia
considerare adesso con che garbo
ha piegato, ripiegato e messo via
il maglioncino su un bracciolo, un gambo.
Cosa che rifarā, che rifarā di nuovo,
non sa se pių, se meno,
seduta in mezzo al letto nel rispetto
timido che ha di sé.
E le dolcezze sono,
son come le amarezze
con un cordiale ed umile sospiro
si sente sangue del suo stesso sangue
e corpo del suo corpo in un bel giro
d'edera intorno a sé,
con strette blande,
non si resiste pių
e non č pių questione tra il giulivo e il triste.
Seduta in mezzo al letto lei promette:
cosa non farā pių,
cosa farā di nuovo, cosa farā di meno,
con un prudente margine d'incerto.
Le tre e quarantacinque della notte,
il sonno se n'č andato all'improvviso,
le dolcezze sono come le amarezze:
strette blande senza pietā.
Nella notte, sonno sperso,
ombra austera, caro il viso,
con che garbo,
con che umile sospiro:
cosa non farā pių,
cosa farā di nuovo,
cosa farā di meno.
COSA SUCCEDERĀ ALLA RAGAZZA
L'alba, la barba, la curva della gola,
rasoiate che sono orli di gonna.
La luce ha ancora sonno ma si da'
un tono da ostetrica che č urgente.
Apre gli occhi sul mondo partoriente
ed č a disposizione
l'alba, la barba, presa con le buone.
Offrire la gola al tocco leggero, l'alba
la lanolina candida
gli uccelli appostatissimi nell'aria,
come i chiodi senza quadri, alle pareti;
ed č ancora mattina.
I pesci pesci pesci i pori pori,
cosa succederā alla ragazza,
vede i pori
con le corna come i tori;
le corna curve sono due ferventi trafficanti a
bassa voce
sotto la croce, sotto la croce,
nel loro dialetto antico,
nel loro diletto pratico,
che la vogliono fare bollire,
che la vogliono suonare,
appesa al campanile.
Che la vogliono ricoprire di cioccolata,
che la vogliono servire in bocca,
ad una bocca sterminata di forno:
che cosa le tocca,
sentire che cosa.
Allora ricordarsi di fare delle pose
delle fotografie:
che possono sempre servire,
e non se ne parli pių.
Gesų, Gesų
che non se ne parli pių
Gesų, Gesų
ed č ancora mattina,
tutti sono pronti a bere qualcosa;
e poi si riprende fiato,
per fare le bolle acustiche.
Che la vogliono olio e limone;
che la vogliono aggiustare:
entriamo in un portone...
Che la vogliono un pō scoperta
per accertare;
che la vogliono nell'ascensore,
per implorarla da che piano a che piano,
acquetta, fuochino;
la gloria all'ottavo.
Che la vogliono ricoprire di cioccolata,
che la vogliono servire in bocca,
ad una bocca sterminata di forno:
che cosa le tocca,
sentire che cosa.
COSI GLI DEI SAREBBERO
Le condizioni sono
atmosferiche comunque,
comunque meteorologiche,
e lei si č invaghita del bitume:
carbonio con idrogeno composto,
bollente ed odoroso, grasso in fusti,
colato e rimpastato, misto a scisti.
Cosė le salta in mente,
all'improvviso,
che esistono gli dei,
e dagli dei
proviene, per esempio, la numerosa serie dei
profumi;
e lei se esistono gli dei sarebbe prediletta dal
maestoso
ordigno in argentato, sovrumano
tubo di scappamento con solenni alucce
o pinne da raffreddamento.
E, cosa c'č da fare, vorrebbe lei
portare questa sera, come stola,
un raccordo anulare, un'intera fila alle poste
oppure la costiera amalfitana.
Si prende il nastro della merce scelta,
si ammorbidisce e si fa svolazzare,
si smussa e lei cosė lo puō indossare,
vorrebbe lei per caso liquefare
un palazzo in cui l'innamorato sguazza
nel delirio, ridotto ad un cetaceo.
Si attiva un lanciafiamme,
un forno ad onde, oceanico,
un sesquipedale,
prospero per la pipa universale.
C'č da fare la spesa si fa,
da andare dal dentista ci si va,
e il trapanatore sarā un titillatole piumato.
Cosė come bambina, mancandole la esse,
lei diceva "Nettuno nettuno"
cosė gli dei sarebbero un intimo difetto di pronuncia.
C'č da fare una piazza, si fa:
si prende una balena con fontana inclusa e
traballanti cocomeri per occhi a tutti quanti,
ed alberi spioventi dalle orecchie.
E voci emerse sulle teste a delta
e i mignoli, gli eterni mignoletti,
suonati da pestanti martelletti.
Cosė lei, puō passare di lā
perché se c'č da fare
una cosa si fa.
DALLE PRIME BATTUTE
Dalle prime battute riconosce il posto
ridente labbriforme costa
ilare quando vede scendere
l'umorista turista
che alle prime bracciate dell'orchestra
riconosce il posto.
Dai primi segni di vita e alla vista
dell'insigne pietra mistica,
ad un attento esame superficiale
riconosce l'artistica
localitā banale.
Tu come scendi dal predellino
t'informi sui movimenti del mattino
l'entrata dell'ossigeno
e il preserale andantino
e su chi mai diriga
dal braccio abile e il viso impronunciabile
uscirai all'aperto cosė come ti trovi
senza nessun preavviso
come la faccia di un dado
che abbia una probabilitā sola su sei
su come sei
o come le altre cinque
di cui una la pių opposta
e quella pių nascosta
č quella che tiene i piedi in terra
e sulla quale poggi.
Che tempo fa oggi
dici guardando attorno sapendo
che fa un tempo ogni giorno.
Sul predellino sali
sapendo che durano soltanto i finali
e tutti i posti intanto
prima dei saluti dici tu
sono loro i turisti
e per finire non esistono pių.
Ti sta partendo la cartolina
da te si ritaglia il fine rettangolino.
Sfogliate ti salutano
le tue vedute dissuase
tornate verso casa
di contro un limpido smalto cosė incrinabile.
DIECI RAGAZZE
Ho visto un uomo che moriva per amore, ne ho
visto un altro che pių lacrime non ha. Nessun
coltello mai ti puō ferir di pių di un grande
amore che ti stringe il cuor. Dieci ragazze per
me posson bastare dieci ragazze per me voglio
dimenticare capelli biondi da accarezzare e
labbra rosse sulle quali morire.
Dieci ragazze per me
solo per me. Una la voglio perché sa bene
ballare. Una la voglio perché
ancor non sa cosa vuol dire l'amore.
Una soltanto perché
ha conosciuto tutti tranne me.
Dieci ragazze cosė
che dicono solo di sė.
Vorrei sapere chi ha detto
che non vivo pių senza te.
Matto, quello č proprio matto perché
forse non sa
che posso averne una per il giorno,
una per la sera
perō quel matto mi conosce
perché ha detto una cosa vera.
Dieci ragazze per me
posson bastare
dieci ragazze per me
voglio dimenticare
capelli biondi da accarezzare
e labbra rosse sulle quali morire.
Dieci ragazze cosė
che dicon solo di sė.
Vorrei sapere chi ha detto
che non vivo pių senza te.
Matto, quello č proprio matto perché
forse non sa
che posso averne una per il giorno,
una per la sera
perō quel matto mi conosce
perché ha detto una cosa vera.
.....Dieci ragazze per me .dieci ragazze
per me .dieci ragazze per me perō io muoio
per te. perō io muoio per te.
{commento: ripetere ad libitum, sfumando}
DIO MIO NO
Io sto giā tremando d'amore
lei viene qui questa sera
č solo una questione di ore
spero di non morire
vedendola entrare
potremo restare soli
Ho messo il vino nel frigo
cuoce sul fuoco il sugo
il macellaio dovrebbe arrivare
dovrebbe portare
bistecche e caviale
ma un dubbio mi assale
Lei verrā o non verrā
non verrā non verrā non verrā non verrā
non verrā non verrā non verrā non verrā
Dio mio no
Dio mio no
dimmi solo che verrā
le voglio sfiorare i capelli col respiro
del mio cuore
le voglio accarezzare le mani
con sguardi leggeri con frasi d'amore
d'amore, d'amore
Il campanello grida 'ti amo'
apro e stringo giā la sua mano
poi la guardo mentre cammina
mentre siede vicina
intanto che mangia di gusto
la carne il caviale e il resto
Dopo aver mangiato la frutta
si alza e chiede dove c'č il letto
poi scompare dietro la porta
la sento mi chiama
la vedo in pigiama
e lei si avvicina e lei si avvicina
vicina vicina vicina vicina vicina
Dio mio no
Dio mio no
cosa fai che cosa fai
DOLCE DI GIORNO
Dolce di giorno,
fredda di sera
sė tu ogni volta
cambi bandiera.
Ho giā deciso
che questa č
l'ultima volta
che esco con te.
Tu sei come una torta
di panna montata
tutta contenta
di non essere stata mangiata
Ho giā deciso
che questa č
l'ultima volta
che esco con te.
io ti ho dato il mio cuore
che cosa mi hai dato tu
Mi hai fatto solo promesse
e niente di pių
Quando c'č il sole tu parli d'amore
poi quando č sera sei una statua di sale.
Ho giā deciso
che questa č
l'ultima volta
che esco con te.
Ho giā deciso
che questa č
l'ultima volta
che esco con te.
L'ultima volta
che esco con te.
DON GIOVANNI
Non penso quindi tu sei
questo mi conquista
L'artista non sono io
sono il suo fumista
Son santo, mi illumino
ho tanto di stimmate
Segna e depenna Ben-Hur
sono Don Giovanni
rivesto quello che vuoi
son l'attaccapanni
Poi penso che t'amo
no anzi che strazio
Che ozio nella tournée
di mai pių tornare
nell'intronata routine
del cantar leggero
l'amore sul serio
E scrivi
Che non esisto quaggių
che sono
l'inganno
Sinceramente non tuo
(sinceramente non tuo)
qui Don Giovanni ma tu
dimmi chi ti paga
DONNA SELVAGGIA DONNA
Entusiasma anche me
l'entusiasmo che dentro hai.
Ma cosė non si puō: troppo amore oppure l'odio no.
Infantile finché vuoi
ma gentile qualche volta in pių se puoi.
Piace molto anche a me ascoltare la musica
ma se interrompo per te io divento insensibile
Č possibile che sia
tutto orribile o bellissimo bambina mia?
Donna selvaggia donna mi piace quasi tutto quello che fai.
Donna selvaggia donna un controsenso affascinante sei
Molto se vuoi tutto non puoi.
Donna selvaggia donna di solo sesso non si vive mai.
Senza trucchi tu sei
molto bella e pių giovane.
Non discuto perō le tue scelte pių libere
ma se non indosserō
gli stivali da cowboy disprezzarmi tu non puoi.
Donna selvaggia donna mi piace quasi tutto quel che fai.
Donna selvaggia donna un controsenso affascinante sei
Molto se vuoi tutto non puoi.
Donna selvaggia donna di solo sesso non si vive mai.
DOVE ARRIVA QUEL CESPUGLIO
Dove arriva quel cespuglio, la cucina
che avrā il sole di mattina.
Dove arriva il mio berretto
lė la camera da letto,
e in direzione dello stagno
costruiremo il nostro bagno.
Entra pure č la tua casa,
la tua casa fra le rose.
Ora appena prendo il mese,
il primo muro, la tua casa te lo giuro.
Ora siediti qui dove ci sarā il camino
e pensa a quando tutta quella gente
pur passandoci vicino
non vedrā pių niente
quella porta non č un sogno
č robusta č di legno.
Non nascondere la mano,
non nascondere il tuo seno
ora non c'č pių nessuno,
pių nessuno, ora non c'č pių nessuno.
Prendo dalla moto il nostro letto
stendo a terra il telo
ora alza gli occhi al cielo e dimmi
quanto mancherā al tramonto
Ci vuol buio a questo punto
voglio farti tenerezza, la tristezza
si dissolve con il fumo.
Resta solo il tuo profumo, il profumo della pelle
lo sfondo delle stelle
e un vago senso di dolore
che scompare col respiro,
col respiro del tuo amore.
DUE MONDI
L'universo che respira
e sospinge la tua sfera
e la luce che ti sfiora
cosa vuoi?
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.
Oltre il monte
c'č un gran ponte.
Una terra senza serra,
dove i frutti son di tutti.
Non lo sai?
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.
E' una vela la mia mente
prua verso l'altra gente
vento, magica corrente
quanto amore!
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te. Mio per sempre!
Ma tu non cambi mai.
Un braccio, che altro vuoi?
Un'ora me la dai.
L'amore č qualcosa di pių
del vino, del sesso che tu
prendi e dai.
Sarei una cosa tua
amore, gelosia
amor di borghesia.
Da femmina latina a donna americana
non cambia molto... sai?
Voglio te, una vita. Voglio te.
E' una vela la mia mente
prua verso l'altra gente.
Vento, magica corrente...
E GIĀ
e giā che la veritā č solo un'immaginazione
che una certezza propria non ha
ti puoi avvicinare e questo servirā ma č sempre un'interpretazione
finchč il contrario non accadrā
guardi l'immagine che č dentro in te per ricercare la tua veritā
usando il metodo scientifico
osservazione analisi esperimento
e giā che la veritā
č solo un'immaginazione
che una certezza propria non ha
ti puoi avvicinare e questo servirā ma č sempre un'interpretazione
finchč il contrario non accadrā
dopo che hai visto il mondo chissā se č rotondo
cosė sembra in fotografia pieno di posti strani
ma ancor di pių gli umani molto al di lā di ogni fantasia
e giā che la veritā č solo un'immaginazione
che una certezza propria non ha
davvero immagina immagine e giā non č che uhm davvero immaginazione
č il tuo rapporto con la veritā
niente č definitivo per te
provi e riprovi non ti fermi mai mai
e intanto aggiungi tagli e sintetizzi e giā.
E PENSO A TE
Io lavoro e penso a te
torno a casa e penso a te
le telefono e intanto penso a te
Come stai? E penso a te
Dove andiamo? E penso a te
Le sorrido abbasso gli occhi e penso a te
Non so con chi adesso sei
non so che cosa fai
ma so di certo a cosa stai pensando
č troppo grande la cittā
per due che come noi
non sperano perō si stan cercando cercando
Scusa č tardi e penso a te
ti accompagno e penso a te
non son stato divertente e penso a te
sono al buio e penso a te
chiudo gli occhi e penso a te
io non dormo e penso a te
ECCO I NEGOZI
Deve essere stata una costosa
distillazione la marea del mare,
il cielo č pių professionale:
premedita se stesso.
Il tempo, questo tempo č inaffidabile,
vengono gių gelati, poi rane,
un giorno baci celebri, un altro giorno
eliche in funzione.
E come informazione,
si sente spesso chiedere,
dov'č che si sistemano le capocchie ai fiammiferi
Queste le uscite spicce,
celeri cosė come lei le intuisce,
che veloci inceneriscono se stesse,
avanti un'altra: cosė si va, a spasso si va.
Ecco i negozi
e non le sembra pių di stare a casa,
ecco cammina nell'uno e l'altro senso,
non avendo al fianco chi l'accompagnerebbe
nelle minime e le massime escursioni.
Ecco i negozi
che ingoiano tutti i fracassi,
non affliggono né stomaco né cuore, ecco lā
qui dov'č la padrona del proprio giro vita,
del proprio girocollo, del proprio giro periplo del corpo.
E lo spazio non č quella questione,
ecco i negozi, si puō tacere senza
dare il silenzio come spiegazione:
ecco qui, tra le creature scisse,
tra chi entra e chi esce,
c'č uno scambio
di temperature.
Si diventa termometri contraddittori,
si passa tra le cose sfuse e vaghe,
come tra lacci d'alghe in fante
maghe Circe annegatrici,
dimenticando e poi dimenticando;
cosė sei fortunata: hai trovato
esattamente quello che cercavi:
tre bravi di caienna, ovvero,
un forchettino per i ravanelli.
Cosė sei fortunata: hai trovato
il posto pių esclusivo della storia,
le pagine in cui Antonio
con Cleopatra, si strapazzano
ancora, come otarie
dalle braccia ormai implicite nell'altro,
sopravvissuti ad ogni nave che s'inabissō.
Immersi in un tripudio misto seta,
in una negligenza e oblio di sciarpe,
ed č come non mai non stare a casa.
ELENA NO
La borsa della spesa anche se č vuota lo sai
mi pesa troppo oramai
due chili di patate me le scelga perō
piccole o grandi non so
il prosciutto o no le telefonerō
detersivi blu devo saperne di pių
Elena no, Elena no
se sono un uomo pių non lo so
non sgridarmi faccio quello che vuoi
non mi ribellerō mai
La pasta cotta la dente so che ti piace di pių
aspetto a buttarla gių
chissā se č troppo il sale
ma comunque sotto il letto la polvere non c'č
come richiesto da te
se insalata poi io la condirō poi
accidenti il vino come ho fatto a scordarlo
questo non me lo perdonerai
Elena no, Elena no
se sono un uomo pių non lo so
non sgridarmi faccio quello che vuoi
non mi ribellerō mai
Elena no, Elena no
se sono un uomo pių non lo so
i tuoi diritti sacrosanti lo sai
sono miei doveri oramai
Ben tornata amore mio
ora ci son io, io con te
se sei stanca lo sai con me riposerai
dormire tu potrai se vuoi
se tu vuoi
ed io come se .. leggero
non voglio pių sentirti dire no
ma intanto ho ancora da lavare tutti i piatti
e riposare non potrei
mi hai detto
'diventa un uomo medio americano
e tu tu pių civile sarai
cosa diverrō giuro non lo so
io so solo che tutto quello che faccio
io lo faccio solo per avere te
EMOZIONI
Seguir con gli occhi un airone sopra un fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire
Domandarsi perché quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere
se č poi cosė difficile morire
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
č dentro me
ma nella mente tua non c'č
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
Uscir dalla brughiera di mattina dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso
Parlar del pių e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore
E ricoprir di terra una piantina verde sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa
E prendere a pugni un uomo solo perché č stato un pō scortese
sapendo che quel che brucia non son le offese
E chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
č dentro me
ma nella mente tua non c'č
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
EPPUR MI SON SCORDATO DI TE
Eppur mi son scordato di te
come ho fatto non so.
Una ragione vera non c'č
lei era bella perō.
Un tuffo dove l'acqua č pių blu
niente di pių
Ma che disperazione
nasce da una distrazione era un gioco
non era un fuoco
Non piangere salame
dai capelli verde rame
č solo un gioco
e non un fuoco
lo sai che t'amo
io ti amo veramente
Eppur mi son scordato di te
non le ho detto di no
ti ho fatto pianger tanto perché
io sono un bruto lo so
Un tuffo dove l'acqua č pių blu
niente di pių
Ma che disperazione
nasce da una distrazione era un gioco
non era un fuoco
Non piangere salame
dai capelli verde rame
č solo un gioco
e non un fuoco
lo sai che t'amo
io ti amo veramente
Che.. disperazione
nasce da una distrazione..
che.. disperazione
nasce da una distrazione
che disperazione.......
EQUIVOCI AMICI
Cassiodoro Vicinetti
Olindo Brodi, Ugo Strappi
Sofio Bulino, Armando Pende
Andriei Francisco Poimō
Tristo Fato, Quinto Grado
Erminio Pasta, Pio Semi
Ottone Testa, Salvo Croce
Facoffi Borza Aldo Ponche
Uno andō saldato
uno vive all'estro
uno s'č spaesato
uno ha messo plancia
e fa il trans-aitante
uno fa le more uno sta invecchiando
perché č un nobile scotch
Uno fa calzoni
dai risvolti umani
Uno ha un solo naso
Uno ha mani e polsi
Uno č su due piedi
uno č calvo a onde
uno si nasconde
poi non sa
in che vano sta
Un viso ucciso dal pensiero
Un tal con voce da uccelliera
Un sostituto a sua insaputa e un misto
storie e geografie
Uno per uno li ricorda
l'orchestra mentre si accorda la veritā
viene sempre a palla dolce chimera sei tu
Il maestro solitario fischietta ariette d'oblio (sei tu)
I dimenticati
ce li ha tutti in testa
Gli altri sono entrati chi da se
chi dalla finestra
C'č il direttore, l'orchestra c'č
apparecchiati sul buffč
son mantecati i dimenticati
Se il pasticcino ha un senino in se
del maraschino effetto č
Uno nel rinfresco
pensa "Č peggio se esco"
Un altro un altro deglutisce
volentieri gradisce
Non si capisce chi mangi chi
Non gli rincresce
grazie sė, grazie sė
ERA
Era Aprile
era Maggio
era .. chi lo sa
Era bella
oh, era bella
solo la sua etā.
Non ricordo
se sorrise
quando se ne andō
Io l'amavo
io l'amavo
solo questo so
Io credevo tante cose
che non credo pių
non per questo sono triste
ora ci sei tu.
Ho paura, ho paura quando penso che
era, era, era, era, era come te
ESTETICA
E' successo quello che doveva succedere,
ci siamo addormentati perché č venuto il sonno.
Appare il nostro periodico ritratto
e per somigliarci a noi, perché noi stessi, ci vuole fermi
e appena respiriamo e immobili ogni tanto,
come un tratto sicuro di matita ecco che siamo
la viva immagine di una distilleria abusiva
che goccia a goccia secerne puro spirito.
Noi dietro a una colonna ridevamo per l'aneddoto
e ci contrastavamo amabilmente
su aria, fiato e facoltā vitale,
su brio di intelligenza, sull'indole e sull'estro,
soffio, refolo, vento e venticello,
sull'essenza e sulla soluzione,
sul volatile e sulla proporzione,
sul naturale e sul denaturato.
E poi sulla fortuna, la fortuna non c'entra
quando una cosa per terra si posa
e vale sia per l'estetica che per l'allodola
e lui continuava a ritrattare, a ritrattare quindi
e la reale e doppia fisionomia nostra spariva via
come una coppia annoiata di visitatori da una mostra
noi dietro le sue spalle ridevamo per l'aneddoto
mimetico, drammatico, faceto di tirannico
e ci contrastavamo amabilmente
sul verde, rosa e viola del pensiero,
su mente giudicante, sul lampo e riflessione
e sul limpido, il cupo e il commovente,
su coscienza e su allucinazione,
sulla celebre cena e gli invitati,
colori che divorano colori.
Se lo spirito s'eccita il caso esilarando
oppure ardendo bruciando bruciando
e chi dei due ha le parti fredde cercando le tue.
FATTI UN PIANTO
Dal monte ventoso dei miei sentimenti
sfoglio all'aria una rosa ricettario
l'inizio č giā indiziario:
"Lei sciolse e poi si tolse lo chignon", oh
E calva d'amore, lustro sguardo da biliardo
boccia sul tappeto il suo pallino
Č "la stecca del peccato"
C'č tanta nuda veritā
Fatti un pianto (o. o.)
Fatti un pianto (o. o.)
Da un chilo di affetti un etto di marmellata
Se sbatti un addio c'esce un'omelette
Le cosce dorate van fritte
Coi sorrisi fai croquettes
E tu dici ancora che non parlo d'amore
Batte in me un limone giallo basta spremerlo
Con lacrime salate agli occhi tuoi
ben condita amata t'ho
Dai piangete (o. o.)
Dai cantate (o.)
E dai che ne ho sete
Parole d'amor
Grosse lacrime sciocche
Sono uova alla coque
E dai e dai
(o. o. )
Fatti un pianto
Lacrimoni che sono lenzuola (o.. )
Da strappare da calare gių
Fatti un pianto
E li perdutamente qualcuno che ti sfugga
o che salga su
Per intanto qualche vento
qualche tentativo fa
Sib/Do Do/Re La
Sib/Do Do/Re La
Sib/Do Do/Re La
Sib/Do Do/Re La
Sib/Do Do/Re La
FIORI ROSA FIORI DI PESCO
Fiori rosa, fiori di pesco, c'eri tu
fiori nuovi, stasera esco, ho un anno di pių
stessa casa, stessa porta
Scusa
se son venuto qui questa sera
da solo non riuscivo a dormire perché
di notte ho ancor bisogno di te
fammi entrare per favore
solo
credevo di volare e non volo
credevo che l'azzurro di due occhi per me
fosse sempre cielo, non č
fosse sempre cielo, non č
posso stringerti le mani
come sono fredde tu tremi
no, non sto sbagliando mi ami
dimmi ch'č vero
dimmi ch'č vero
dimmi ch'č vero
dimmi ch'č vero
dimmi ch'č vero
dimmi ch'č vero
dimmi che noi non siamo mai stai lontani
ieri era oggi , oggi č giā domani
dimmi ch'č vero
dimmi ch'č ve...
Scusa
credevo proprio che fossi sola
credevo non ci fosse nessuno con te
scusami tanto se puoi
signore, chiedo scusa anche a lei
ma io ero proprio fuori di me
io ero proprio fuori di me quando dicevo
posso stringerti le mani
come sono fredde tu tremi
no, non sto sbagliando mi ami
dimmi ch'č vero
dimmi ch'č vero
dimmi ch'č vero
dimmi ch'č vero
dimmi ch'č vero
dimmi ch'č vero
GELOSA CARA
Gelosa cara amica mia
č proprio un tarlo una malattia
quella di non saper scordare
ciō che da me non puoi sapere.
tutti i miei amori precedenti
fanno pių male del mal di denti
tutti quei baci che ho giā dato
non vanno via con un bucato
Gelosa cara amica mia
io ti capisco veramente
tanto che ho detto una bugia
pur non essendo uno che mente
in confidenza amore mio
qualche problema ce l'ho anch'io
per non parlare dell'effetto delle tue ex cose di letto
L'odio feroce l'odio ruggente
fa male dentro e brucia la mente
io ti capisco ne so qualcosa
esser civile come pesa
Andiamo via, via dai fantasmi
in fretta via da questi inutili spasmi
lasciando qui i tormentosi masochismi
che inventano alla fine una tristezza che non c'č
Gelosa cara amica mia
facciamo un giro in bicicletta
io sono Otello e tu mia zia
cosė non va bene, dammi retta
Guardiamo il lago, guardiamo i prati,
ma non guardiamo gli innamorati
perché se no elucubriamo
e ancora una volta da capo siamo.
GENTE PER BENE GENTE PER MALE
Ah fatemi entrare
voglio giocare voglio ballare insieme a voi
No sei troppo ignorante
odori di gente
che non conta niente e paura ci fai
Eppur io sono buono ma sarā
Vi porto un po' di vino- non ci piace
E son di compagnia - va all'inferno e cosė sia
Perché non mi volete forse con un altro mi
scambiate
non feci mai del male
mio padre č guardia comunale
mia madre lavora all'ospedale
per questo tu non sei a noi uguale
Ah fatemi entrare so che scherzate poi canterete
insieme a me
No oltre ignorante sei anche invadente
con noi non la spunti e non chieder perché
Eppure non son nato - fatti tuoi
Indesiderato - hai capito
sbagliate forse voi - tanto qui non entrerai
Perché dicono che il cane mio non č intelligente
non han capito niente
festeggia sempre l'altra gente
e farsi amar per lui č importante
fa quel che sente lui fa quel che sente - č solo
perché come te Ah! Fa freddo un poco ma c'č un
bel fuoco un po' pių in lā< Tu vendi amore ma
questa sera purtroppo
io non ho soldi e per questo non lo posso comprare
Ah! Ma dici davvero ma dici davvero non posso
accettare
Comunque grazie ancora grazie
E vista l'ora gentile signora ti posso accompagnare?
.e vista l'ora gentile signora ti posso
accompagnare?
GLI UOMINI CELESTI
La speranza spezzata
č la tua ereditā.
Fallimento di una vita
di coraggio e di viltā.
Troverai sul cammino
fango e corruzione.
E la voglia tu avrai
di sdraiarti al suolo
per guardare come in un film
i colombi in volo.
Ti faranno fumare
per farti sognare che
il futuro od "un messia"
presto tutto cambierā.
Ed avrai come vanto
una nuova condanna
ti diranno che il vento č
il respiro di una donna
per far sė che un lamento, uno solo,
copra ogni tormento di un velo.
Ma se tu rifiuterai
di giocare all'attore
forse un libro scriverai
come libero autore.
E tu forse parlerai
di orizzonti pių vasti
dove uomini celesti
portandoti dei figli
ti diranno: "Scegli!"
ben sapendo che ridendo tu
tu a loro ti unirai...
HEGEL
Ricordo il suo bel nome del Tubinga
ed io avrei masticato
la sua tuta da ginnastica.
Il nome se lo prese in prestito dai libri
e fu come copiare di nascosto
fu come soffiare sul fuoco.
Cataste scolastiche perché
quando tutto č perduto non resta che la cenere
l'amore
e lei nel suo bel nome era una iena
chi di noi il governato e chi il governatore.
Son fatti che attengono alla storia
chi fosse la provincia e chi l'impero
non č il punto
il punto era l'incendio
erano gli esercizi obbligatori estetici
le occhiate di traverso e tu guardavi indietro
c'eravamo capiti, capiti all'inverso
ci diventammo leciti per questo.
D'altronde d'altro canto
a volte essere nemici facilita piacersi č cosė inutile
un bacio dai bei modi grossolani
sfuggė come uno schiaffo senza mani
talmente presi ci si rese conto
d'essere un'allegoria soltanto quando
ci capitō di dire indicando il soffitto col naso
di dire "noi due" e ci marmorizzammo.
La corda tesa non l'arco
e la tempesta la schiuma
il cuore amō sé stesso
ma noi non divagammo
l'animo umano č nulla se non č
una pietra da scalfire ricavando
i capelli e il suo bel piede
era la collisione
il primo scontro epico
perché non scritto ma cavalcato a pelo
ed ognuno esigeva
la terra dell'altro
le mani la terra la carne il terreno.
HI-FI
Un'ora di relax con l'alta fedeltā
Le luci basse per cominciare
Un posto comodo la cuffia stereo
Il disco ha fatto pochi giri e giā
Si insinua il piacere
Hi-fi
Una canzone nuova un nuovo trentatre
Parole e musica da assaporare
Chitarra elettrica chitarra acustica
E un batterista che ci sa fare
Si sente proprio che si vuol divertire
Conosce bene il suo strumento e sa
Come farti godere
Hi-fi
La melodia fa miracoli si sa
Hi-fi
Basso profondo e asciutto piano che guida tutto
Un'eco strano per riscaldare il suono
L'organo mugola la voce miagola
E la sequenza non accenna a fermare
Il movimento deve continuare
Il giro magico non si puō spezzare
E lentamente a poco a poco aumenta
Sempre pių il piacere
Hi-fi
Hi-fi
Hi-fi
Hi-fiHi-fi
Se lo desideri tu lo rimettiamo su
Per me č una gioia assecondare i tuoi grilli
Delizie di un pomeriggio un poco ipnotico
Pieno di fragole pesche ciliegie e mirtilli
Hi-fi
La melodia fa miracoli si sa
Hi-fi.
HO UN HANNO DI PIŲ
Ma che cosa č cambiato dopo che ti ho incontrato?
Direi non molto!
Ma che cosa č restato dopo che ti ho amato? Direi
non molto.
Ho un anno di pių e qualcosa in meno, tu.
Ho un anno di pių e qualcosa in meno, tu.
Io giocavo a pallone sono il solito scarpone,
ancora gioco
E per fare impressione, sai che imitavo il pavone,
ancora gioco.
Ho un anno di pių e qualcosa in meno, tu.
Ho un anno di pių e qualcosa in meno, tu.
Il mio vecchio editore l'ho sempre fatto arrabbiare
lavoravo poco
Ora č quasi contento, dice che scrivo con pių
sentimento, lavoro troppo.
Ho un anno di pių e qualcosa in meno, tu.
Ho un anno di pių e qualcosa in meno, tu. Ho un
anno di pių...
Ma che cosa č cambiato dopo che ti ho incontrato
direi non molto
Ma che cosa č restato dopo che ti ho amato? Direi
non molto.
Un anno di pių, un anno di pių... un anno di pių...
Ho un anno di pių e qualcosa in meno, tu. ..
I GIARDINI DI MARZO
Il carretto passava e quell'uomo gridava gelati
al 21 del mese i nostri soldi erano giā finiti
io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti
il pių bello era nero coi fiori non ancora appassiti
All'uscita di scuola i ragazzi vendevano i libri
io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli
poi sconfitto tornavo a giocar con la mente i suoi tarli
e alla sera al telefono tu mi dicevi perché non parli
Che anno č che giorno č
questo č il tempo di vivere con te
le mie mani come vedi non tremano pių
e ho nell'anima
in fondo all'anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l'universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c'č
I giardini di marzo si vestono di nuovi colori
e le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori
camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti "tu muori
se mi aiuti son certa che io ne verrō fuori"
ma non una parola chiarė i miei pensieri
continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri
Che anno č che giorno č
questo č il tempo di vivere con te
le mie mani come vedi non tremano pių
e ho nell'anima
in fondo all'anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l'universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c'č
I RITORNI
E da quel punto in poi
sentimmo sotto di noi
svolgersi il sentimento,
largo e intento
ad una tutta sua meditazione,
non curante
che sopra la sua pelle si ballasse.
Le foglie coi barattoli, le casse
con i tronchi senza cuore.
E lo scandaglio calava dalle prore,
poi ritornava su
chiedendosi "Perché, perché ritorno?".
Č sempre per prova che
sulle labbra torna
la parola "amore",
per prove d'esercizio
perché si sa che poi non si sa mai
che potrebbe tornare utile.
Tornare, per raccontare
il furore e il gelo
delle notti aurore.
Bianca e assai provata,
scampata per un pelo per poter ritornare,
come dalle crociate, a un futile
sopravvissuto a tutto,
che ritorna pių utile che vivo,
quindi innamorato ancora.
E torna, torna, lei gli ha detto torna
ed era una bambina, finalmente,
e gli diceva torna.
Abbiamo un solo limite:
l'amore che ci divide.
Come la ragione,
perché con la ragione
si sopravvive a tutto,
si distrugge il distrutto,
ricostruendo a intarsi la copia fedele
dell'innamorarsi,
e un tassello alla fine
o č dell'uno o č dell'altro.
E i sogni si allontanano
come i cavalli scossi,
caduti i sognatori;
bocconi tra le fragole, ma
pių dolci e pių rossi,
ridotti a violenti spifferi.
E docili incompetenti
nella lotta incerta
tra il ridire e il fare
l'amore colloquiale.
E lei continua a dirsi:
"Si sopravvive a tutto per innamorarsi".
Amarsi č questo: escludere
d'essere i soli al mondo,
i soli ad esser soli amando,
sterminandola l'invincibile armata
I SACCHI DELLA POSTA
Fiera, sommessa, repentina, breve
l'estensione variabile dei piedi,
l'andatura, l'adagio, lo svelto,
l'incedere e il procedere.
Poi le scarpe sono la precisa
espressione del viso,
andare passo passo, fare moto,
per correre e agitarsi molto poco
appena in tempo per
la messa cantata
un altro po'.
Ed il treno era partito,
svoltato l'angolo,
aggirato il monumento,
lungo le mura, rasente la barriera,
di sotto il porticato,
sfiorando la ringhiera,
la spalletta, la spalletta sul fiume.
Le scale, sulle scale, le scale,
da un sarto senza manica sinistra,
dall'ebanista discutendo se si possa
chiamare diceria, il capriccio
della cornice.
Perché non scende e uno,
perché non sale e due,
i sacchi della posta,
questa č l'ora,
quasi da soli saltano,
sugli sbarcatoi.
I quarti di buesse sanguinose,
soggiogano ragazzi incappucciati,
gli appuntamenti sono plateali:
vedi venirsi incontro due vocali.
I cagnolini vanno avanti al trotto,
i cani grossi hanno scontri di botto,
col non si sa che sia col non si sa.
I minutini, gli attimi, gli instanti
tengono a bada tutti tutti quanti,
ma le mezz'ore perse sono giā funeste,
son teste emerse e rifugiate leste,
nelle finestre, nelle finestre.
A prima vista tutto č secondario,
poi le scarpe sono la precisa volontā del viso,
cominciano i miraggi: atti notori,
col nastrino in gola,
fanno i graziosi mentre fan la spola.
Patenti a fisarmonica, a soffietto
hanno da dire e da ridire su tutto,
licenze ancheggiatrici
fanno adescamento;
quindi i certificati sono
pellirossa tutti lustrati.
Arrivederci ed uno
a risentirci e due,
le parti per il corpo articolato,
si piegano, si snodano polpose,
e succulente ossee nervose.
Il ginocchio, il polso, l'anca, il pennone,
intorno al quale il muscolo fa vela;
lo zigomo, la tempia, il metatarso;
poi le scarpe,
con i lacci o senza;
la faccia, arrivederci arrivederci.
IL DILUVIO
Dopo di noi diluvierā
non spioverā, va bene
Noi la fortuna degli ombrellai
Chili di liquidi dopo di noi
Va bene, come vuoi, dopo di noi
Diluvierā, non spioverā
Dopo di noi: il diluvio
Vittime fa l'ottima idea
d'essere noi finali
Straziante d'estri tristi annegherā
la pių assetata arsura nel frullio
Un ingordo gorgo umido č l'addio
Dopo di noi: non spioverā
Dopo di noi: il diluvio
Buona l'idea del tempestio
tuona di giā, stai buona
Tuona di giā, stai buona
Piove con ghiaccia semplicitā
con truci gocce dal bel luccichio
e piove, piove, piove, siamo annaffiatoi
Dopo di noi
il bello verrā
finché terrā
l'ombrello
IL DOPPIO DEL GIOCO
Son lenti affluenti
i suoi pianti a dirotto
Son diamanti striscianti
che il silenzio hanno rotto
La vetrina con acqua č lei
che si incrina e che sbrina via
Ride a fiore del pianto
come piove contro sole
Giura in concreto di non fare mai
pių l'agente segreto
Ed io mai che lo sospettai
fosse un'altra o due o sei
che il doppio giocō se scherzai con lei
E ne parlō, certo che ne parlō
e che saziō i gusti di chi
vide o intuė non visto
gli opposti su un ponte e brume
su un fiume con molte schiume
L'ha sempre saputo
e l'ha sempre ignorato
ed il doppio del gioco
l'ha molto moltiplicato
Ed io mai che lo sospettai
quante volte con lei scambiai
Me ne parlō, spesso me l'indicō
"Li vedi, stanno scambiando
C'č un centro sopra il ponte
E loro si vanno incontro
Č lė che si sfioreranno"
Č fina e lei giā s'incrina
(giā s'incrina giā s'incrina)
Č l'agente segreto (segreto, segreto)
come ondeggia come ondeggia come ondeggia
si diffonde si diffonde si diffonde
(onde, onde)
IL LEONE E LA GALLINA
La gallina coccodé
spaventata in mezzo all'aia
fra le vigne e il cavolfiore mi sfuggiva gaia
penso a lei e guardo te
che giā tremi perché sai
che fra i boschi o in mezzo ai fiori
presto mia sarai
Arrossisci finché vuoi corri fuggi se puoi
ma a non servirā ma a non servirā
C'era un cane un po' barbone
che legato alla catena
mi ruggiva come un leone ma faceva pena
Penso a lui e guardo me
che minaccio chissā ché
mascherato da leone ma ho paura di te
Arrossisci tu che puoi
io ruggisco se vuoi
Ma a cosa accadrā ma a cosa accadrā
Sono io che scelgo te
o sei tu che scegli me
sembra quasi un gran problema ma il problema non
c'č
Gira gira la gran ruota
e la terra non č vuota
ad ognuno la sua parte saper vivere č un arte
arrossisci finché vuoi corri fuggi se puoi
ma non servirā ma non servirā
IL MIO CANTO LIBERO
In un mondo che
non ci vuole pių
il mio canto libero sei tu
E l'immensitā
si apre intorno a noi
al di lā del limite degli occhi tuoi
Nasce il sentimento
nasce in mezzo al pianto
e s'innalza altissimo e va
e vola sulle accuse della gente
a tutti i suoi retaggi indifferente
sorretto da un anelito d'amore
di vero amore
In un mondo che - Pietre un giorno case
prigioniero č - ricoperte dalle rose selvatiche
respiriamo liberi io e te - rivivono ci chiamano
E la veritā - Boschi abbandonati
si offre nuda a noi e - perciō sopravvissuti vergini
e limpida č l'immagine - si aprono
ormai - ci abbracciano
Nuove sensazioni
giovani emozioni
si esprimono purissime
in noi
La veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s'alza un vento tiepido d'amore
di vero amore
E riscopro te
dolce compagna che
non sai domandare ma sai
che ovunque andrai
al fianco tuo mi avrai
se tu lo vuoi
Pietre un giorno case
ricoperte dalle rose selvatiche
rivivono
ci chiamano
Boschi abbandonati
e perciō sopravvissuti vergini
si aprono
ci abbracciano
In un mondo che
prigioniero č
respiriamo liberi
io e te
E la veritā
si offre nuda a noi
e limpida č l'immagine
ormai
Nuove sensazioni
giovani emozioni
si esprimono purissime
in noi
La veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s'alza un vento tiepido d'amore
di vero amore
e riscopro te
IL MONOLOCALE
Io tutti i giorni compero il giornale
non solo per il cinema e lo sport
ma anche per cercar monolocale sia
pure senza tutti i comfort
perché voglio portarti in una casa
e dentro a un letto vero insieme a me.
Mi vien da piangere: vendesi
e tot milioni per anticipo
soltanto vendesi, vendesi mi sembra quasi impossibile
Io non ti ho detto ancora che mio zio
l'appartamento non lo presta pių
lui ha vergogna della portinaia
non posso fargli certo un occhio blu
mi spiace tanto amore senza casa,
mi spiace soprattutto sai per te.
maledettissimo zio taccagno ingrato ed ipocrita
son tutti vendesi, vendesi,
nemmeno un buco per affittasi
Tu sei gentile ma per me č un'offesa
approfittare ancor di casa tua
dover mandar tua madre a far la spesa
per abbracciarti un po' e sentirti mia.
Vorrei abbracciarti sempre amore caro
restare a lungo solo insieme a te.
Mi vien da piangere: vendesi
mi sembra quasi impossibile
purtroppo vendesi, vendesi
un sogno in fondo tanto semplice
vendesi, vendesi mi sembra quasi impossibile
purtroppo vendesi, vendesi
un sogno in fondo tanto semplice
Un mazzo di fiori le tende i colori
un bianco divano io seduto con te
Il sole al mattino a letto vicino
e dopo l'amore beviamo un caffč
IL NOSTRO CARO ANGELO
La fossa del leone
č ancora realtā
uscirne č impossibile per noi
č uno slogan falsitā
Il nostro caro angelo
si ciba di radici e poi
lui dorme nei cespugli sotto gli alberi
ma schiavo non sarā mai
Gli specchi per le allodole
inutilmente a terra balenano ormai
come prostitute che nella notte vendono
un gaio un cesto d'amore che amor non č mai
Paura e alienazione
e non quello che dici tu
le rughe han troppi secoli oramai
truccarle non si puō pių
il nostro caro angelo
č giovane lo sai
le reti il volo aperto gli precludono
ma non rinuncia mai
cattedrali oscurano
le bianche ali bianche non sembran pių
Ma le nostre aspirazioni il buio filtrano
traccianti luminose gli additano il blu
IL SALAME
Alzati in punta di piedi.
Appoggiati contro di me.
Fra un anno io vado a scuola.
Dopo mi sposo con te.
Non ti interessa - ma non capisci niente, tu.
Scema!
E' bello stare solo noi,
che giā ci conosciamo.
Non senti niente? Neanch'io.
Baciami, toccami qua...
Profumi buono, mio Dio!
Ma dimmi come si fa?
Fa niente, vieni... Apriamo il frigo,
dai, sė dai, ho fame!
Urca! Guarda cosa c'č:
il salame.
IL TEMPO DI MORIRE
Motocicletta
dieci HP
tutta cromata
č tua se dici si
mi costa una vita
per niente la darei
ma ho il cuore malato
e so che guarirei
Non dire no
non dire no
non dire no
non dire no
io so che ami un altro
ma che ci posso fare
io sono un disperato
perchč ti voglio amare
perchč ti voglio amare
perchč ti voglio amare
perchč ti voglio amare
stanotte, adesso, sėėėėėėė
mi basta il tempo di morire
fra le tue braccia cosė
domani puoi dimenticare
ma adesso dimmi di sė
Non dire no
non dire no
non dire no
prendi tutto quel che ho
mi basta il tempo di morire
fra le tue braccia cosė
domani puoi dimenticare, domani
ma adesso, adesso dimmi di si
IL VELIERO
Il veliero va
e ti porta via,
in alto mare e giā sei meno mia.
Inevitabile oramai,
ma come faccio a immaginare che sarai
di un altro uomo!
Il veliero va
e mi porta via,
spumeggiando va,
č giusto e sia.
Ma mi domando come puō
il mio destino fare in modo che sarō
di un'altra donna!
Il veliero va,
tutti quanti su,
prua al mare va non torna pių!
Lo smarrimento vince sempre lui,
mamma paura come sempre non lasci mai
i figli tuoi!
IL VENTO
Cara,
son le otto del mattino
e tu ancora stai dormendo,
ho giā fatto le valigie
e adesso sto scrivendo
questa lettera per te,
ma non so che cosa dire
č difficile spiegare
ma fra poco me ne andrō
e mai pių ritornerō
io ti lascio sola.
Eeh! Quando s'alza il vento,
Eeh! Quando s'alza il vento.
Nooo! Pių fermare non si puō
dove vado non lo so,
quanto male ti farō.
Eeeh..
No! Non ti svegliare mai,
oh no no no oh.
Cara,
le mie mani stan tremando
i miei occhi stan piangendo
a me sembra di strappare
qualche cosa dentro me
e vorrei gridare:"No.. oh!"
ma se guardo quella porta
io la vedo giā aperta
ed ho voglia di fuggire
di lasciare dietro me
tutto quanto insieme a te,
di partire solo.
Eeh! Quando s'alza il vento,
Eeh! Quando s'alza il vento.
Nooo! Pių fermare non si puō
dove vado non lo so,
quanto male ti farō.....
Eeh! Quando s'alza il vento,
Eeh! Quando s'alza il vento.
Noooo! Non ti svegliare mai - quando s'alza il vento
Non ti svegliare mai - quando s'alza il vento
No! Non ti svegliare mai - quando s'alza il vento
No! Non ti svegliare mai - yeahhhhh...
INNOCENTI EVASIONI
Che sensazione di leggera follia
sta colorando l'anima mia
immaginando preparo il cuscino
qualcuno
č giā nell'aria qualcuno
sorriso ingenuo e profumo
Il giradischi le luci rosse e poi
champagne ghiacciato e l'avventura puō iniziare ormai
accendo il fuoco e mi siedo vicino
qualcuno
stasera arriva qualcuno
sorrido intanto che fumo
Ma come mai tu qui stasera
ti sbagli sai non potrei
non aspettavo ti giuro nessuno
Strana atmosfera
ma cosa dici mia cara
non sono prove no no no
un po' di fuoco per scaldarmi un po'
e poca luce per sognarti no!
Siediti qui accanto anima mia
ed abbandona la tua gelosia se puoi
combinazione ho un po' di champagne
se vuoi amore
come sei bella amore
sorridi e lasciati andare
Chi puō bussare a quest'ora di sera?
sarā uno scherzo un amico e chi lo sa
no non alzarti chiunque sia si stancherā
amore
come sei bella amore
ho ancora un brivido in cuore
INSIEME A TE STO BENE
Che cosa vuoi da me
cosa pretendi da me
Se č giusto non lo so
elementare sė o no
La donna č donna e tu una donna sei
che importa cosa fai
resta qui con me finchč vuoi
che da mangiare c'č
Insieme a te sto bene
fra le tue braccia cosė
adesso non parlare
anch'io sai
non ho avuto pių di quel che tu mi dai
Tu prima eri sola
il tempo corre e vola
oh non spiegarmi chi sei perchč
vai sempre bene per me
La donna č donna e tu una donna sei
che importa cosa fai
resta qui con me finchč vuoi
che freddo non avrai mai
IO GLI HO DETTO NO
Ma io gli ho detto no
e adesso torno a te
con le miserie mie
con le speranze nate morte che
io non ho pių il coraggio
di dipingere di vita
a cercar calore un'altra volta
ancora fra le braccia tue
scordando il giā scordato
color di mille lire.
Ma io gli ho detto no!
E adesso resta no!
Anche se chi paga di pių sei tu
dolcissima mia madre - amica - sposa e donna mia,
orgoglio e poi
vergogna di me stesso.
Ma io non vado via!
IO TI VENDEREI
Io ti venderei,
io ti venderei
se potessi farlo
con un'altra donna ti baratterei
e invece io padre fratello
amico profondo sarō.
Paure sbagliate
commedie giā date rivivrō.
Ah sopra i mari d'Africa.
Ah! La mia vela atlantica.
La stessa che hai in mente tu,
stupida.
Io ti venderei,
io ti venderei.
E mai pių problemi
senza soluzioni io mi creerei
e invece io resto sul molo
a guardare lo sfondo del mare pių in lā
e affido ai gabbiani
i paesi lontani
e il profumo di una vita che non sarā.
Ah l'Oceano Pacifico.
Ah! La mia vela candida.
La stessa che hai in mente tu,
stupida.
IO VIVRŌ (senza te)
Io vivrō senza te
anche se ancora non so
come io vivrō
Senza te, io senza te
solo continuerō e dormirō
mi sveglierō, camminerō
lavorerō, qualche cosa farō
qualche cosa farō, si, qualche cosa farō
qualche cosa di sicuro io farō: piangerō
io piangerō
Senza te, senza te, senza te, senza te,
io senza te solo continuerō
io dormirō, mi sveglierō
camminerō, lavorerō
qualche cosa farō qualche cosa farō
sė qualche cosa di sicuro io farō,
piangerō, io piangerō
Sė piangerō, io, piangerō ....
IO VORREI.NON VORREI.MA SE VUOI
Dove vai quando poi resti sola
il ricordo come sai non consola
Quando lei se ne andō per esempio
Trasformai la mia casa in tempio
E da allora solo oggi non farnetico pių
a guarirmi chi fu
ho paura a dirti che sei tu
Ora noi siamo giā pių vicini
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come puō uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno giā a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi gių il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
Dove vai quando poi resti sola
senza ali tu lo sai non si vola
Io quel dė mi trovai per esempio
quasi sperso in quel letto cosė ampio
Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
io la morte abbracciai
ho paura a dirti che per te
mi svegliai
Oramai fra di noi solo un passo
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come puō uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno giā a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi gių il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
LA BELLEZZA RIUNITA
Mi apparisti vestita
e pių partita da me
pių che tu non lo fossi.
Misurarti la vita
mi pare proprio che sia
tutto quello che posso.
La bellezza riunita
ha pių difesa di sé
mi dicesti "sospira"
come chi si ritrae con il dito chiedendo silenzio.
La totale pienezza di te
dal mio braccio destro si disincagliava e calava
nell'ansa
del sinistro mista alle piegature
e declinava di te
in te stessa
l'attivitā assoluta.
Era una lotta
contro la natura
che č dimessa al vento
succube alla furia
ma tu non soccombevi
eri impennata
sulla tua forma finita e creata.
E la tua finitezza superavi sapendo di te stessa
non solo di convessa di concava di cava
umana bell'umana e la realtā finiva.
E il vero cominciava certo imbruniva
ma imbruniva fuori
all'interno i colori
erano luci spente
umiliate dalla tua bocca ponente.
Dopo un pō si vedeva
soltanto quello che puō
perdonare la vista
e scoprire le gambe
fu qui la tua miglioria
per distinguere meglio.
Ogni tuo gesto č compreso
in tutto quello che sa
di te stessa quel gesto.
LA CANZONE DEL SOLE
Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse.
E l'innocenza sulle gote tue
due arance ancor pių rosse.
E la cantina buia dove noi
respiravamo piano
e le tue corse l'eco dei tuoi no,
oh no! mi stai facendo paura.
Dove sei stata cos'hai fatto mai?
Una donna, donna dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Ma quante braccia ti hanno stretto tu lo sai
per diventar quel che sei
che importa tanto tu non me lo dirai
purtroppo.
Ma ti ricordi l'acqua verde e noi,
le rocce, bianco il fondo
di che colore sono gli occhi tuoi,
se me lo chiedi non rispondo.
O mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me
O mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me.
Le biciclette abbandonate sopra il prato e poi,
noi due distesi all'ombra,
un fiore in bocca puō servire sai
pių allegro tutto sembra
e d'improvviso quel silenzio fra noi
e quel tuo sguardo strano,
ti cade il fiore dalla bocca e poi,
oh no ferma, ti prego, la mano.
Dove sei stata cos'hai fatto mai?
Una donna, donna, donna dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Io non conosco quel sorriso sicuro che hai
non so chi sei, non so pių chi sei
mi fai paura oramai
purtroppo.
Ma ti ricordi le onde grandi e noi
gli spruzzi e le tue risa
Cos'é rimasto in fondo agli occhi tuoi
la fiamma é spenta o é accesa?
O mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me
O mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me.
No, il sole quando sorge sorge piano e poi
la luce si diffonde tutto intorno a noi
le ombre ed i fantasmi della notte
sono alberi e cespugli ancora in fiore
sono gli occhi di una donna ancora pieni d'amore.
LA CANZONE DELLA TERRA
Al ritorno dalla campagna,
al ritorno dalla campagna,
prima cosa voglio trovare il piatto pronto da mangiare
e il bicchiere dove bere;
(prima cosa voglio trovare il piatto pronto da mangiare
e il bicchiere dove bere)
Al ritorno dalla campagna,
al ritorno dalla campagna,
seconda cosa voglio parlare di tutte le cose che ho da dire
e qualcuno deve ascoltare;
(seconda cosa voglio parlare di tutte le cose che ho da dire
qualcuno deve ascoltare.
Donna mia devi ascoltare!
(Donna mia devi ascoltare!)
Terza cosa quando ho finito presto a letto voglio andare,
subito a letto voglio andare
(Na na na. subito a letto voglio andare!)
E fra la seta della carne tua mi voglio avvolgere fino a mattina
mi voglio avvolgere fino a mattina
e donna senza pių nessun pudore
puledra impetuosa ti voglio sentire
puledra impetuosa ti voglio sentire
Al risveglio alla mattina
quando il gallo mi apre gli occhi alle quattro di mattina
prima cosa polenta a fette e nell'aria voglia sentire
il profumo del caffelatte.
Al risveglio alla mattina.
Al risveglio alla mattina.
Seconda cosa acqua e sapone fatto tutto molto presto
colazione dentro al cesto!
E poi la vanga la terra e il sole
l'ombra del pino č quel che ci vuole
e il desiderio che sale al ritorno
dopo che ancora rimuore il giorno
dopo che ancora rimuore il giorno.
LA COLLINA DEI CILIEGI
E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e pių fragrante
cancella col coraggio quella supplica dagli occhi
troppo spesso la saggezza č solamente la prudenza pių stagnante
e quasi sempre dietro la collina č il sole
Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente
ma perché tu non vuoi spaziare con me
volando contro la tradizione
come un colombo intorno a un pallone
frenato e con un colpo di becco
bene aggiustato
forato e lui gių gių gių
e noi ancora ancor pių su
planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né pių un volto né pių un'etā
e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo pių vicini
e pių in alto e pių in lā
se chiudi gli occhi un istante
ora figli dell'immensitā
Se segui la mia mente se segui la mia mente
abbandoni facilmente le antiche gelosie
ma non ti accorgi che č solo la paura che inquina e uccide i sentimenti
le anime non hanno sesso né sono mie
Non non temere tu non sarai preda dei venti
ma perché non mi dai la tua mano perché
potremmo correre sulla collina
e fra i ciliegi veder la mattina che giorno č
E dando un calcio ad un sasso
residuo d'inferno e farlo rotolar gių gių gių
e noi ancora ancor pių su
planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né pių un volto né pių un'etā
e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo pių vicini
e pių in alto e pių in lā
ora figli dell'immensitā
LA COMPAGNIA
Mi sono alzato
mi son vestito
e sono uscito solo solo per la strada
Ho camminato a lungo senza meta
finché ho sentito cantare in un bar
finché ho sentito cantare in un bar.
Canzoni e fumo
ed allegria
io ti ringrazio sconosciuta compagnia.
Non so nemmeno chi č stato a darmi un fiore
Ma so che sento pių caldo il mio cuor
So che sento pių caldo il mio cuor
Felicitā.
Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo giā
Tristezza va
una canzone il tuo posto prenderā
Abbiam bevuto
e poi ballato
č mai possibile che ti abbia giā scordato?
Eppure ieri morivo di dolore
ed oggi canta di nuovo il mio cuor
oggi canta di nuovo il mio cuor.
Felicitā
Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo giā
Tristezza va
una canzone il tuo posto prenderā.
LA LUCE DELL'EST
La nebbia che respiro ormai
si dirada perché davanti a me
un sole quasi bianco sale ad est
La luce si diffonde ed io
questo odore di funghi faccio mio
seguendo il mio ricordo verso est
Piccoli stivali e sopra lei
una corsa in mezzo al fango e ancora lei
poi le sue labbra rosa e infine noi
Scusa se non parlo ancora slavo
mentre lei che non capiva disse bravo
e rotolammo fra sospiri e "da"
Poi seduti accanto in un'osteria
bevendo un brodo caldo che follia
io la sentivo ancora profondamente mia
Ma un ramo calpestato ed ecco che
ritorno col pensiero.
E ascolto te
il passo tuo
il tuo respiro dietro me
A te che sei il mio presente
a te la mia mente
e come uccelli leggeri
fuggon tutti i miei pensieri
per lasciar solo posto al tuo viso
che come un sole rosso acceso
arde per me.
Le foglie ancor bagnate
lascian fredda la mia mano e pių in lā
un canto di fagiano sale ad est
qualcuno grida il nome mio
smarrirmi in questo bosco volli io
per leggere in silenzio un libro scritto ad est
Le mani rosse un poco ruvide
la mia bocca nell'abbraccio cercano
il seno bianco e morbido tra noi
Dimmi perché ridi amore mio
proprio cosė buffo sono io
la sua risposta dolce non seppi mai!
L'auto che partiva e dietro lei
ferma sulla strada lontano ormai
lei che rincorreva inutilmente noi
Un colpo di fucile ed ecco che
ritorno col pensiero
e ascolto te
il passo tuo
il tuo respiro dietro me
A te che sei il mio presente
a te la mia mente
e come uccelli leggeri
fuggon tutti i miei pensieri
per lasciar solo posto al tuo viso
che come un sole rosso acceso
arde per me.
LA METRO ECCETERA
La metro dei riflessi,
gli sguardi verso il vetro,
gli appositi sostegni verticali,
le mani che fatali li discendono,
e quelli orizzontali, in alto i polsi e gli orologi
viaggiano da soli.
La metro, i seduti di fronte
sono semplicemente gli avanzati
dal viaggio precedente
che andava dove vanno
tutti i presentimenti, eccetera.
In un soffio di porta, fa' l'ingresso
la bella incatenata a testa alta;
invece i viaggiatori
sono entrati
col capo chino, e l'umiltā dei frati.
Bella incatenata dai sui stessi ormeggi:
la cinghia della borsa,
e stringhe mosce,
e fasce di camoscio e stratagemmi
dei morbidi tormenti d'organzino.
Si fa la trigonometria,
nei finestrini corrispondenti agli occhi alessandrini,
di lei che guarda fissa
un suo sussulto fuso nel vetro,
che le ricorda tanto un suo sussulto.
La metro piomba nella galleria,
come un eccetera eccetera,
che continua tremante veranda di vettura,
da un attico mittente, tutta gių a fendente.
E pių di tutti
i giornali e i giornaletti
ha successo una scritta:
In caso di necessitā
rompere il vetro,
e tutti i trasgressori saranno
eccetera.
La metro si avvicina
alla stazione prossima e rallenta.
I posti a sedere,
ad occhio e croce:
diciamo trentasei;
le scale sono mobili,
ma le pareti no,
e fermi i corridoi;
la folla passa e sale.
La metro accelera,
eccetera, eccetera,
e puntini di sospensione.
LA MIA CANZONE PER MARIA
Sento una canzone dolce in fondo al cuor
quando penso a Maria
Sento una canzone, una canzone d'amor
quando penso a Maria
Alzo il mio bicchiere rosso e brindo a te
sento che la mente mia si accende
questa notte il vento porterā con sč
la mia canzone per Maria
Sento una canzone in fondo al cuor
quando penso a Rosa
Sento una canzone dolce in fondo al cuor
quando penso a Rosa
Alzo il mio bicchiere rosso e brindo a te
sento che la mente mia si accende
Questa notte il vento porterā con se
la mia canzone per Rosa
Quanti volti, quanti volti ha l'amore, l'amore
Per tutti una canzone sentirō
Sento una canzone dolce in fondo al cuor
quando penso a Maria
Sento una canzone, una canzone d'amor
quando penso a Rosa
alzo il mio bicchiere rosso e brindo a voi
sento che la mente mia si accende
questa notte il vento porterā con sč
la mia canzone per Maria
la mia canzone per Rosa
la mia canzone per Maria
la mia canzone per Rosa
questa notte il vento porterā con sč
la mia canzone per Maria
la la la la la la la la
LA MODA NEL RESPIRO
La moda č generosa pensi,
cade pių docile delle mura,
pių facile dei bastioni
ai tuoi piedi sciolta la chiusura.
Dici "i Greci" e pensi solo ai piedi
son colori i Fenici
e i Macedoni fibbie
intimi i Latini.
La moda č generosa pensi,
meglio di un pugile si risolleva,
pių agile perde i sensi,
crolla in pezzi senza alcun patema.
Dici "i sogni" pensi ai bottoni
son asole i risvegli
e gli scolli effusioni e spacchi gli sdegni
e chi teme la moda č immerso in essa comunque
e d'essa č intriso come un cardo dal gambo reciso.
E dici "č molto comoda se esclude
sempre di presentarsi in figure,
in tagli, forme, positure,
immediatamente tutte nude
cosė che quando passa questo eccesso
ci pare non avere perso nulla
ci pare non avere perso il tempo
che la nudezza sbriciola e maciulla".
Dici "la via di mezzo ecco la via
quella percorsa dai ragazzi alteri
che vanno a divertirsi nei misteri
spiegabili perché non intralciati
dai cupi sedimenti dei passati".
Mi dici "il mezzo giro
quello che va di moda nei tuoi fianchi
gli occhi totali come i miei anche
la spossatezza semplice, formale
ed un rilassamento collegiale".
Come se intorno a noi,
in curvi corridoi,
i disciplinatori
"se studentesse e gli studenti
rapinatori del momento d'oro
consumassero un lusso di moine,
un rimandare sempre all'anno dopo,
frenetici in un ballo senza scopo".
Noi nella stanza accanto
e la moda cambiava nel respiro
il nostro che cambiava ogni tanto.
LA NUOVA AMERICA
La nuova America.
La nuova America.
La nuova America.
Dov'č?
Io voglio vivere.
Adesso, subito.
Anche con te.
LA SPOSA OCCIDENTALE
Non dobbiamo avere pazienza, ma
accampare pretese intorno a noi
come in un assedio, ed essere aggrediti
dalle voglie pių voluminose:
un fiore, che č un fiore,
io non te l'ho mai portato,
vuoi improvvisato, vuoi confezionato, ma
trasferisco da te tutti i fiorai,
č pių facile a dirsi,
e infatti te lo dico.
Ti piacciono i dolci
ed io sul tuo terrazzo impianto
un'impastatrice industriale
che mescola e sciorina la crema per le scale.
Se tu ti vesti, io sul tuo balcone
faccio calare un forno ad indumenti,
tutti i paracadute ed un tendone bianco da sceicco
e la sua scimitarra per fermaglio
č pių facile a dirsi che a dimostrarlo falso,
e infatti te lo dico perché non basta il pensiero.
Vuoi prendere un treno di notte
pieno di paralumi e di damasco per dormire,
sennō a che serve un treno:
alzo con le mie leve tutti i binari
e, senza alcun disagio di viaggiare in discesa,
scivolano da te tutti i vagoni.
Detto cosė č semplice infatti lo č detto cosė.
Ti lascio immaginare cosa succederebbe
se tu volessi bere, se tu volessi nuotare,
se tu volessi l'ultimo centimetro di cima
del monte che ti pare
per farne niente o per otturare
un buchetto qualsiasi in fondo a un mare.
Trascurando il tempo ed il riso
tu escludi le risorse pių abusive
che sono state mai precise come
sul tuo bel viso rilassato ed inespressivo.
Se nulla capivo, qui tu finalmente
nulla lasciavi germogliare sulla brulla,
paradossale, tra noi terra infondata,
dove sono i leoni,
ammattiti e marroni,
lasciando immaginare
la sposa occidentale.
La sposa occidentale sembra quasi ridere
e invece lei respira,
quasi piangere, ma gira
dall'altra parte il viso, ma ritorna
portando sue notizie inaspettate;
amando tutto ciō che adora,
chiama con nomi fittizi le cose:
cosė, semmai, le rose
son spasimi, per ora.
LA TUA FELICITĀ
Tu non credevi che esistesse perō la cercavi
Nutrivi molti dubbi č vero perō ci provavi
Giravi il mondo per trovarla qua e lā
La tua felicitā
E traversavi mari e monti in ogni situazione
E tutto quello che vedevi era una lezione
RITORNELLO:
Adesso fai girare il nastro eccola qua
La tua felicitā
Chiamala
Risponderā chiamandola per nome a tua felicitā
Senza timore chiamala per nome
Non soffocare ciō che č naturale in te
Canta insieme a me
(ripetere come all'inizio, poi ritornello)
Il piatto della conoscenza sarā sempre pieno
Il seme sparso intorno a te
Darā per frutto il sereno
Ogni viaggio nuovo porterai
Il sorriso migliore che hai
Chiamala
Risponderā chiamandola per nome
la tua felicitā
Basta cercarla arriva chissā come
Sia benedetto mille volte chi ti dā
Un po' di felicitā
Chiamala
Ecco che arriva quando tendi al bene
La tua felicitā
Na na na na na.
LA VOCE DEL VISO
Per insignificanti movimenti tanti e tanti volti č tutto
č tutto stare accolto sopra il tuo bel volto, lingua che sei straniera
e non so se io vuoi che ti distingua da una mia oh segna lingua vichinga
Bocca di gradazioni interrogammo dalle predilezioni alla maniera umana.
Bocca che mi sei cara, appena appena schiusa tanto che armatura in te,
quella fessura č un dissuadendo le svariate forme labili d'espressione
per tentativi ed approssimazioni e di tua bocca e tutto,
nel momento in cui passando sopra alla tua immagine
dalla quale č troppo facile dire che in superficie
affiorė l'anima passando sopra alla tua immagine invece
ci si vede intraducibile l'estremitā al lavoro che il volto č tutto,
ma non č del corpo al quale pare unito
il corpo accontentando il senso della nutrizione,
il viso l'ascensione, l'assolvenza dell'inappetenza.
Perché un bel volto bello se lo si puō guardare č un
disimparare del mondo questo e quello.
Cosė ci si innamora di un viso in cui l'estremitā lavora
il corpo segue come un testimone casalinga e
famigliare di questa apparizione.
In su la cima quest'opera sensibile il tuo volto che si manifesta in te
oltre l'ordine della natura e come tutti i portenti tende a scomparire
pių cerchi di tenerlo a mente e nelle spire dei ritrovamenti portentosi.
E la voce del viso allora nemmeno ritorna i miracoli
non un riso, un pianto, non una smorfia densa d'oracoli,
ma da senso quella voce č un solo volto che č sotto il mio,
rotola, si ferma e freme alle mie mani preme
perché lo porti in cima, in vetta al suo sistema dei piaceri
secondo un canone, un precetto ed una disciplina che inumidisce i capelli
e per discrezione stende un velo di madore sulla pelle.
Ti spadroneggia allora il tuo oblio disincantato in quanto pių č restio
arconto lenitivo aresunto e giulivo non č riso il punto
e non č pianto perché racconto č il riso e il pianto č il suo riassunto
sul viso la sintassi non ha imperio non ha nessun comando.
L'APPARENZA
Quindi facendo finta
che non sai parlare
ti metti un dito in bocca, l'anulare.
Dirigi una quinta qualsiasi
sposti tre vasi come le tre carte
mi metti a parte di una confidenza
senza vocali e senza consonanti
tiri con gli occhi chiusi sull'atlante
l'indice come un pulsante
accende una nazione in cui mi sa
che a quest'ora č notte piena o molto nuvoloso
pieghi la schiena
cali il tuo sipario di capelli
sopra l'armamentario voluttuario
quindi ti sollevi in mulinelli
dall'indaco e il blu di Prussia profondissimi.
Ti rilassi bussando
tristemente assorta sopra una porta
che non c'č per niente la spingi che era aperta
mi racconti come un capogiro
i fatti i posti pieni di respiro
mi presenti un regalo
ed attraverso ci vedo
le tue mani contenenti
lo scarti prima sciogli
questi fiocchetti inestricabili
ti imbrogli e fai cadere e credere
in un danno incalcolabile e l'aria vulnerabile raccogli
incolli l'invisibile
e d'improvviso scrolli in gocce questa scena
fai la feroce coi baffi che non hai da puma
sulle guance gonfiate fai la precoce.
Che scarica un gran volume
d'indolenza incendiaria
quindi sei l'avversaria di un arioso colosso
pugilatore
poi mormori indecenze
senza parole a un confessore
lo respingi in sequenza d'inseguimento
infili il balcone ti scansi di lato
fai la ricognizione
se ha fatto centro il precipitato.
Rientri con cavalli fragorosi e salti di delfini
tra marosi.
L'AQUILA
Il fiume va
guardo pių in lā
un'automobile corre
e lascia dietro sé
del fumo grigio e me
e questo verde mondo
indifferente perché
da troppo tempo ormai
apre le braccia a nessuno
come me che ho bisogno
di qualche cosa di pių
che non puoi darmi tu
un'auto che va
basta giā a farmi chiedere se io vivo
Mezz'ora fa
mostravi a me
la tua bandiera d'amore
che amore poi non č
e mi dicevi che
che io dovrei cambiare
per diventare come te
che ami solo me
ma come un'aquila puō
diventare aquilone
che sia legata oppure no
non sarā mai di cartone no
cosa son io non so
ma un'auto che va
basta giā a farmi chiedere se io vivo
basta giā a farmi chiedere se io vivo
Il fiume va sa dove andare
guardo pių in lā in cerca d'amore
un'automobile corre non ci son nuove terre
e lascia dietro sé
del fumo grigio e me
e questo verde mondo nel quale mi confondo
indifferente perché
da troppo tempo ormai
apre le braccia a nessuno
come me che ho bisogno
di qualche cosa di pių
che non puoi darmi tu
un'auto che va basta giā a farmi chiedere se io vivo
LE ALETTANTI PROMESSE
Perché tu non vieni insieme a noi
in paese fra la gente insieme a noi
in quella cascina cosė solo cosa fai
La domenica la messa finalmente sentirai.
No non mi va preferisco restare qui
ho la vacca ed il maiale non li posso abbandonar cosė
pompar l'acqua del canale poco fieno nel fienile
troppo da fare
prepararmi da mangiare un'occhiata sempre all'orto
quando č sera stanco morto mi diverto solamente a
dormire.
Sė ma non č vita questa qua
se ti compri il vestito della festa
chissā potresti anche far girar la testa
e se poi non ci riesci
appena fuori dal paese c'č la giostra.
No non mi va preferisco restare qua
io in paese ci ho vissuto giā qualche mese
se di notte fai un passo con la lingua
che č un coltello ti tagliano gli abiti addosso
e se parli a una ragazza che č giā stata fidanzata
loro ti mettono due timbri: ruffiano e prostituta
e se qualcuno non difende i suoi interessi con le
unghie e con i denti
č degradato ad ultimo dei fessi per non dire
degli impotenti.
Avrai anche un dancing per ballare
e poi un biliardo per giocare
avrai un'osteria dove tu puoi bere
e poi il televisore da guardare,
potrai anche peccare se lo vuoi!
No non mi va molto meglio restare qua ,
no non voglio entrare in mezzo all'invidia
e la perfidia non voglio stare
a duellar fra gelosie sporche dicerie
e bigottume delle dolci e care figlie di Maria
e la politica del curato contro quella della giunta
tutti lė a vedere chi la spunta
e sorrisi e compromessi e fognature dentro i fossi
no no io non ci sto
no no io non ci sto
Io non posso parlare solo di calcio e di donne
di membri lunghi tre spanne non posso parlare
di tutte le corna del droghiere
e dell'ulcera duodenale del padre del salumiere
non posso parlare
Potrai avere un giorno anche dei figli!
Per farli diventar cosė preferisco allevar vitelli e conigli!
LE COSE CHE PENSANO
In nessun luogo andai
per niente ti pensai
e nulla ti mandai
per mio ricordo
Sul bordo m'affacciai
d'abissi belli assai
Su un dolce tedio a sdraio
amore ti ignorai
invece costeggiai
i lungomai
M'estasiai, ti spensierai
m'estasiai, e si spostō
la tua testa estranea
che rotolō
Cadere la guardai
riflessa tra ghiacciai
sessanta volte che
cacciava fuori
la lingua e t'abbracciai
Di sangue m'inguaiai
Tu quindi come stai
Se č lecito che fai
in quell'attualitā
che pare vera
Come stai, ti smemorai
ti stemperai e come sta
la straniera, lei come sta
Son le cose
che pensano ed hanno di te
sentimento, esse t'amano e non io
come assente rimpiangono te
Son le cose prolungano te
La vista l'angolai
di modo che tu mai
entrassi col viavai
di quando sei
dolcezza e liturgia
orgetta e leccornia
La prima volta che
ti vidi non guardai
da allora non t'amai
tu come stai (ah come stai come stai come stai)
Rimpiangono te
son le cose, prolungano te
certe cose
LE TRE VERITĀ
Colpa sua
colpa sua
credimi
non c'eri tu
a difendermi
e la sua forza
č stata ancora pių forte
della mia volontā
e l'innocente
e l'innocente pagherā
Io so che
non mi crederai
ma č colpa sua
č colpa sua
Non mi interessa se tu
delle false lacrime
ora berrai
ti posso dire sono salate
le ho giā bevute ormai
comunque
tutto quello che dice lei
non č veritā
la sua dolcezza
č stata ancora ancor pių forte
della mia onestā
ed ora le crederai
Povero amico ingenuo
io lo so
le crederai
Io non so
io non so pių
a chi credere
so solo che
di tutti e tre
soltanto uno
uno soltanto morirā
lei era mia
ora di chi č andate via
andate via
via ...
L'INTERPRETE DI UN FILM
Chissā che faccia strana la signora Carla avrā
trovandoti domattina accanto a me nel letto arriva
alle otto.
Son certo che le pulizie non farā, stavolta fuggirā.
Mi sto chiedendo ancora dove trovai il coraggio
per farti questa domanda cretina che ti ha fatto
ridere prima che diventassi balbuziente
che mi si paralizzasse la mente
come sempre Tu mi fai sentire un altro uomo,
l'interprete di un film che ho sempre visto senza te.
La mascella scolpita di un rude cowboy che fuma
un marinaio bruciato dal sole e dalla sfortuna
confesso avevo un po' paura anche se non speravo in niente
di un piccolo incidente che mi mandasse a monte
questo incredibile presente
la gioia di fare all'amore con te.
E invece adesso io cammino nudo davanti agli
occhi tuoi sereno
forte calmo come non sono stato mai
per la prima volta grande tanto che mi sentirei
sicuro anche senza te.
Tu mi fai sentire un altro uomo l'interprete di un film
che ho visto tante L'espressione di ghiaccio di un
giovane Padrino dolcemente
stanco come un medico che ha operato fino al mattino
LO SCENARIO
Dici che non capisci
ma io so che tutti capiscono tutto
e t'intestardisci
io sarei un panno nero
nel salottino scuro
non c'č acqua né fuochino
che fuori lo trascini quel detrito
e lė l'incendi abbrustolito.
Diventi malevola
come se io fossi una persona.
Diventi, come i tutti che capiscono, sincera
ossia dici come sarei se fossi
l'immagine a somiglianza del tuo rancore
o malessere d'essere sincera,
parlando di te.
Dici che non capisci
eppure quel che dici č tutto vero
di pių quando inveisci
quando pesantemente
costruisci periodi
che speri d'odio
ma ad ogni affondo
ti si scopre un po' il corpo.
Diventi simpatica simile tu
ossia con sentimento
e parli sempre d'altro di quel tossico che bevi
lo stai dicendo con le stesse parole di tutti.
Forse č questo che tu non vorresti riuscire a capire:
che favorevole č come essere contro
e in mezzo c'č una zona di silenzio
difficile anche un po' recalcitrante
dove un parere vale quello che vale
č l'ombra trasparente
o niente che traspare
silenziosamente
tutti tra sé e sé pensano le stesse cose.
Dici che non capisci
e questo ti convince a non capire
perō non ci riesci
non ti sai trattenere
e ti dispiace ti dispiaci tu.
Avendo voglia tempo
e la serata adatta
tutto č dimostrabile
soprattutto il contrario
con un'abile manipolazione
dello scenario.
Mentre č un combattimento quello che dici
sono nemmeno abili mosse
tra quello che dici e come vorresti che fosse.
LUCI-AH
Oggi č stata gran festa in paese sė lo so
ma non per questo si brucian le chiese, no no no.
La botte era grande, il vino era buono,
lo sai anche tu
ti č tanto piaciuto che ci hai fatto il bagno non farlo mai pių.
La tua veste colore di fuoco č molto bella perō
troppo a lungo lā sul campanile sventolō
gli indumenti di pizzo ricaman la pelle ma mi sembra che tu
questa sera al chiaror delle stelle non li avevi pių.
Luci - ah! Luci - ah!
Di solito cosė non si fa!
Luci - ah! Luci - ah! (ripete)
Tu sapevi che il curato ogni giorno prega sempre per te
ma perché l'hai legato a lui intorno hai ballato, perché?
E quando il figlio del tuo macellaio ti ha chiesto in sposa tu a lui
non dovevi rispondere che una bistecca non sei
e siam d'accordo con te devi decidere tu il fidanzato che vuoi
comunque esageri un po' con la richiesta che fai
provarli tutti non puoi!
Luci - ah! Luci - ah!
Di solito cosė non si fa! Luci -ah! Luci - ah.
Ho l'impressione che se non smetti all'inferno tu finirai,
ma se non altro quel luogo pių allegro ed umano renderai!
Luci - ah. Luci - ah! Luci - ah!
Di solito cosė non si fa! Luci - ah! Luci - ah!
Na, na na na.
LUISA ROSSI
Luisa Rossi sa bene quel che fa
Luisa Rossi sa bene quel che fa
Regala un giorno e poi se ne va.
Va, lei va
Va, lei va
Ride con tutti
ride con tutti
sa quel che fa
va, lei va
va, lei va
ride con tutti
ride con tutti
sa quel che fa
Luisa Rossi rischia di restare sola
e lei lo sa
Luisa Rossi rischia di restare sola
e lei lo sa
regala un giorno a te
ride e poi se ne va
va, lei va
va, lei va
vuol bene a tutti
vuol bene a tutti
sa quel che fa.
MA Č UN CANTO BRASILEIRO
Io non ti voglio pių vedere
mi fai tanto male con quel sorriso professionale
sopra a un cartellone di sei metri
od attaccata sopra a tutti i vetri.
Non ti voglio pių vedere cara
mentre sorseggi un'aranciata amara
con l'espressione estasiata
di chi ha raggiunto finalmente un traguardo nella vita
Io non ti voglio pių vedere sul muro davanti ad un bucato
dove qualcuno c'ha disegnato pornografia a buon mercato
Oh no non ti voglio vedere intanto che cucini gli spaghetti
con pomodori peso veritā tre etti
mentre un imbecille entrando dalla porta
grida un evviva con la bocca aperta
Col dentifricio pure trasparente
dove ti fanno dire che illumina la mente
e mentre indossi un super super super reggiseno
per casalinga tutta veleno.
E mentre parli insieme a una semplice comparsa
vestito da dottore, che brutta farsa!
Ti fanno alimentare l'ignoranza
fingendo di servirsi della scenza! Oh no!
Ah ma č un canto brasileiro. Ah ma č un canto
brasileiro Ah ma č un canto brasileiro. Ah ma č
un canto brasileiro.
Eppure non sei meno bella in casa senza cerone
non dico che sei una rosa sarei un trombone
ma ti vorrei vedere qualche volta in bikini
senza sfondi di isole lontane e restare un po' vicini
Io ti vorrei vedere mentre cogli l'insalata dell'orto
che vorrei aver coltivato prima di essere morto
Oh no! Anche se guadagni centomila lire al giorno
non ti puoi scordare che la vita č andata e ritorno
Oh no, no oh no
Non ti voglio vedere i giorni e le sere
ti capirō se un altro uomo un giorno vorrai
ma consumare la tua vita cosė non puoi.
Non puoi partecipare a quella storia
dove racconti che la benzina quasi quasi quasi
purifica l'aria
sarā al mentolo l'ultima scoria!
Fotografata insieme a dei bambini
che affidi al fosforo dei formaggini!
Ah ma č un canto brasileiro. Ah ma č un canto
brasileiro Ah ma č un canto brasileiro. Ah ma č
un canto brasileiro.
MACCHINA DEL TEMPO
E quando quel suo pianto,
patetica risposta al mio no
divenne un loden verde
che in un angolo di strada cancellō,
soffocai la mia sensibilitā
dietro la statua della libertā.
E quella statua un nome ed occhi verdi
aveva giā
e una cerniera lentamente rimossa a metā.
Femmina rossa cosa vuoi? "Mio per sempre".
E fu la morte anche per lei.
E purtroppo perdo anche te,
se tu confondi i mondi: amore e proprietā.
Tu perdi me.
E ancor pių solo, senza loro e te,
io disperato con un mantello alato sopra
un monte corro
e a braccia aperte e ad occhi chiusi
gettandomi,
come posso, mi soccorro.
Vedrō fra il grano i fiordalisi;
uscir dall'acqua i risi.
D'amore la terra č pregna,
anche se gramigna nel seme, il seme ha
dell'esclusivitā.
E certamente parleranno di sindrome
depressiva
o pių semplicemente diranno che č morto
un altro matto.
Ma io avrō cercato solamente altrove
quel contatto
che qui non trovo, che qui non ho...
Macchina del tempo tu perdi i pezzi e
non lo sai.
I pazzi sono i saggi e viceversa ormai.
Io so che incertezza uccide ogni ebbrezza
che nasce in noi.
Il senso della vita, confuso ed umiliato,
si č perso oramai.
Tra i fili di un tessuto di riti e paure,
di rabbie e di preghiere.
Siamo, siamo, siamo, siamo vivi e dobbiamo
restarlo perché:
programmare una vita in un giorno
vuol dire morire
quel giorno con te.
Ed io voglio
mai perdere nessuno e nessuno che perda mai me.
MADRE PENNUTA
La strada che curva e l'insegna notturna
Un Tir che si ritira
Tutto il sole al Nadir
E alte a prua chiome d'albero
e zolle che non mi arenano
Finita la storia e caduto l'impero
di vivere dal vero ecco me di anni tre
Č lė che fui faraonico
tra bumbe e tra rumbe tiepide
Con tante madri e il tempo un laghetto
coi pesci dei giorni
Č il gamberetto del mio compleanno che
torna lė
Fu molto dopo che dentro la pioggia
vidi tra mille la goccia d'acqua mia prigionia
Ho visto la neve nei vetri che agitai
ma agitai le finestre e mai e sfere da souvenir
Guidai, l'accostai e sorpassai
il tempo, l'obeso in limousine
Ho usato penne pių degli uccelli
ma quando mai
ho perso il sonno per scrivere solo "io volo"
Madre pennuta il mio morbidio
mia pelle d'oca, cuscino mio
il mio
Il vero č nella memoria e nella fantasia
Non c'č storia e il tempo finge
e poi commette l'ingenuitā
Non cancella mai le tracce sue
Vuoi esser preso, arreso, inchiodato lė
Ho visto un film normale
ma con un bel finale
Faccia a faccia fra tutt'e due
che infine uno č
Madre mia la gente che s'č alzata
ma che dico la gente uno uscė
MALEDETTO GATTO
Elegante, contenuto, un po' ironico, garbato.
Misterioso, interessato, imbroglione, subdolo, matto
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Indifeso ma per gioco. Dolce caro sempre amico.
Un poeta me per poco, giusto per un platonico ricatto:
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Giovane mio amore, quanto ingenua non lo so,
ti vorrei avvisare, ma far questo non si puō..
Paternalista a questo punto, non divento proprio no!
Potresti ridere!
Tu disturbi? Vuoi scherzare?
Č un grandissimo piacere. Puoi unirti a noi a mangiare.
Un 'intruso, ma chi l'ha mai detto.
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Abbiam tempo per star soli: solo un whisky forza sali!
Ma tutt'altro ci consoli. Bravo č vero andarsene č brutto.
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Giovane mio amore, quanto ingenua non lo so,
ti vorrei avvisare, ma far questo non si puō..
Paternalista a questo punto, non divento proprio no!
Potresti ridere!
Quindi maledetto gatto, tu continua a far le fusa,
se per caso lei fosse confusa, riuscirai a mangiarmi nel piatto!
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
MI RIPOSA
L'aereo rulla
sulla pista sgombra,
e il ruscelletto frulla,
radente dentro l'ombra,
dove, non visto, fa
certune cose.
Noiosa come sei,
mi sei preziosa.
Monotona ottimale,
mi riposa
la confidenza tua
priva di paritā,
la musica camusa
che stempera le palpebre,
le strugge in cere fuse
e le sigilla
su pagine non chiuse.
Noiosa ti dimentichi di me,
e siamo soli.
E tu parli di noi
senza abbandoni,
e senza animazioni e con la correttezza
di una traduzione che risuoni
facile e fedele senza quelle
inutili trappole e stili.
Pratica, con te sei pratica,
sfogliando un argomento prediletto,
ma non sono petali: tu i fiori li divori,
come i gialli:
"La corolla assassina",
"Il pistillo che sa".
Ti appassioni stordita, tutta in punta di dita
al vagliare dei fiori.
E li divori,
come una capretta
illetterata ai titoli
dei gialli fiorellini di rughetta.
Noiosa in un esilio,
segnata dallo sguardo,
ti scusi se hai le mani
che somigliano ad altro.
Scavalli ed accavalli le gambe, d'un tratto,
come i tergicristalli,
e infatti ti schiarisci, traspare,
che dentro l'idea chiara,
vacillano i corpi giovinetti
col tridente ad infilzare
gli amori serrati,
corazzati e profondi dei ricci di mare.
La macchia tonda e dolce dei bicchierini,
le scarpe decoltč,
quel capogiro, che
scossa agli orecchini,
l'ondaccolo dei vini,
e cirri bronzini
dei capelli infantili.
Statica, ritorni statica,
con lievi incrinature,
serpeggiamenti dentro le strutture
esce un amore mio,
come un colombo,
dalle feritoie,
che viaggia tanto e tanto,
ha giā viaggiato tra le noie,
si butta a capofitto,
diventa un ruscelletto
che frulla,
radente dentro l'ombra,
e la tua voce rulla
sopra la pista sgombra.
Roca, diventi roca,
con una voce, poca,
da ciceronessa
che spiega com'č bella,
com'č bella se stessa.
I nostri tč si bevono da sé,
molto corretti,
e intanto č incominciata
la sfilata
di intere collezioni
di biscotti.
MI RITORNI IN MENTE
Mi ritorni in mente
bella come sei, forse ancor di pių
Mi ritorni in mente
dolce come mai, come non sei tu
Un angelo caduto in volo
questo tu ora sei in tutti i sogni miei
come ti vorrei, come ti vorrei
Ma c'č qualcosa che non scordo
ma c'č qualcosa che non scordo
che non scordo ...
Quella sera ballavi insieme a me
e ti stringevi a me
all'improvviso, mi hai chiesto lui chi č
lui chi č
un sorriso, e ho visto la mia fine sul tuo viso
il nostro amor dissolversi nel vento
ricordo, sono morto in un momento
Mi ritorni in mente ........
MISTERO
Che mistero č la vita
Che mistero sei tu
Ti credevo giā sopita
Ed invece stai fiorendo
Sempre di pių
Sei creativa
Positiva
Coinvolgente
Quando agiti le tue belle mani
E fai pensare a genti e mondi lontani
E quando tutti stanno ad ascoltare
A bocca aperta in silenzio
Quello che sai dire
Mi dico
Che mistero č la vita
Che mistero sei tu
Io ti avevo definita
Ma mi sbagliavo in te c'č molto di pių
Sei profonda
Sei vitale
Non sei mai banale
Io mi ero lasciato entusiasmare
Da quel tipo intellettuale appariscente
Che in fondo in fondo non valeva niente
Una cosa che non so capire davvero
Che mistero č la vita
Che mistero sono anch'io
Per tanti anni ti avevo sognata
Senza sapere che quel sogno era giā mio
Sei fatale
Micidiale
Con te non si sta male.
NEANCHE UN MINUTO DI NON AMORE
Salgo in auto e parto e guido verso te
al telefono mi hai detto "Si, d'accordo alle tre!"
dal timbro della voce non sembravi tu
quel tono che mi piace no, non c'era pių!
Ma cosa č accaduto?
Quando e' accaduto?
No non č possibile
improvvisamente no.
Il traffico che corre
la gente nei caffč
la mente mia che scorre
e indaga su di te
le ultime espressioni
le pause fra di noi
le minime emozioni
i gesti, gli occhi tuoi
neanche un minuto
di "non amore"
questo e' il risultato dei pensieri miei!
Eppure qualcosa c'č
impercettibile per me
ma per te cosė importante
lo sento č presente
che grida e intanto grida
un clacson dietro me
sto odiando questa strada
che mi separa da te
neanche un minuto
di "non amore"
ripeto questa frase ossessionato
mentre vedo te.
"Ciao come stai
dimmi cos'hai
parcheggio dopo.
Dimmi che cos'hai!"
Neanche un minuto..
Dimmi che cos'hai!"
parcheggio dopo.
Dimmi che cos'hai!"
Cosė hai perso il posto
hai pianto e che altro c'č
Nient'altro questo č tutto
volevi star con me
Neanche un minuto
di "non amore"
Scusami se rido
non pensavo a te.
Non pensavo che.
NEL CUORE, NELL'ANIMA
Un bambino conoscerai
non ridere
non ridere di lui
aah...
Nel mio cuor
nell'anima
c'č un prato verde che mai
nessuno ha mai calpestato, nessuno,
se tu vorrai - yeahh
conoscerlo - se tu vorrai conoscerlo
cammina piano perchč - cammina piano perchč
nel mio silenzio
anche un sorriso puō fare un rumore.
(paaaa.. paaa..) - non parlare
(paaaa.. paaa..) - non parlare
(paaaa.. paaa..) - non parlare
(paaaa.. paaa..) - non parlare
(paaaa.. paaa..) - non parlare...
Nel mio cuor,
nell'anima
tra fili d'erba vedrai
ombre lontane
di gente sola
che per un attimo - attimo
č stata qui
e che ora amo perchč - amo perchč
se n'č andata via
per lasciare un posto a te
per lasciare un posto a te
Per lasciare un posto a te.
Nel mio cuor,
nell'anima
tra fili d'erba vedrai...
NEL SOLE, NEL VENTO, NEL SORRISO, NEL PIANTO
Mio padre disse
"Ragazzo mio,
se vuoi andare, addio"
Mia madre disse
"Bambino mio,
ti guiderā Iddio"
La solitudine
si paga in lacrime
e l'ho pagata anch'io
ma se ho vissuto un po'
se sono un uomo ormai
lo devo a lei
la donna che č insieme a me
Perchč lei č vicino a me
nel sole,nel vento, nel sorriso e nel pianto
lei č vicino a me
con tutto il suo cuore
con tutto il suo amore
in ogni istante, in ogni momento oh...
Io sono un uomo ormai
non piango quasi mai
e tutto questo
lo devo a lei
lo devo a lei
perchč lei č vicino a me
nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto
lei č vicino a me
con tutto il suo cuore
con tutto il suo amore...
(ripetere)
NESSUN DOLORE
Tu mi sembri un pō stupita
perché rimango qui indifferente
come se tu non avessi parlato
quasi come se tu non avessi detto niente
ti sei innamorata cosa c'č cosa c'č che non va
io dovrei perciō soffrire d'adesso
per ragioni ovvie d'orgoglio e di sesso
e invece niente no non sento niente no
nessun dolore
non c'č tensione non c'č emozione
nessun dolore
Quand'eri indecisa combattuta
tra l'abbracciare me o la vita
ti ricordi i miei silenzi pesanti
che tu credevi gelosia per inesistenti amanti
allora giā intuivo che c'era qualcosa che mi sfuggiva
quella fragile eterea coerenza
di bambina senza troppa pazienza
non sento niente no adesso niente no
nessun dolore
non c'č tensione non c'č emozione
nessun dolore
non sento niente no adesso niente no
nessun dolore
non c'č tensione non c'č emozione
nessun dolore
Il vetro non č rotto dal sasso
ma dal braccio esperto di un ingenuo gradasso
l'applauso per sentirsi importante
senza domandarsi per quale gente
tutte le occhiate maliziose che davi era semi sparsi
al vento
qualcosa che perdevi
e m'inaridivi e m'inaridivi e m'inaridivi
non sento niente no adesso niente no
nessun dolore
non c'č tensione non c'č emozione
nessun dolore
non sento niente no adesso niente no
nessun dolore
non c'č tensione non c'č emozione
nessun dolore
NO DOTTORE
No dottore,
per favore,
non č urgente,
non č niente. Per un attimo la mente mi si č accesa
e qualcosa si bruciō.
Il mio nome?
Il cognome?
L'indirizzo?
Dica il prezzo.
Stia tranquillo non son pazzo.
Questa cosa č ormai chiusa
e ripetersi non puō. Oh no!
No dottore,
no dottore!
Quel che dice non mi piace
L'ho lasciata che dormiva
respirava
era viva come me!
Posso chiamare un taxi
č tardi e devo tornare a casa mia.
Č giā sera
e quando č sera
lei mi vuole accanto a sé.
Č un'abitudine la nostra
quasi una malattia..
Stare insieme,
sempre insieme
sa com'č.
No dottore!
Non č vero!
Son rinchiuso?
Io rinchiuso?
Ma č un abuso!
Lei č un pazzo!
Lei č un pazzo,
un pazzo č!
No dottore, per favore!
No dottore, per favore!
NON Č FRANCESCA
Ti stai sbagliando
chi hai visto non č
non č Francesca
Lei č sempre a casa
che aspetta me
non č Francesca
Se c'era un uomo poi
no, non puō essere lei
Francesca non ha mai chiesto di pių
chi sta sbagliando
son certo sei tu
Francesca non ha mai chiesto di pių
perchč..lei vive per me
Come quell'altra č bionda perō
non č Francesca
era vestita di rosso lo so
ma non č Francesca
se era abbracciata poi
no, non puō essere lei
Francesca non ha mai chiesto di pių
chi sta sbagliando
son certo sei tu
Francesca non ha mai chiesto di pių
perchč..lei vive per me
NON SEI PIŲ SOLO
E' giorno e il sole non si vede ancora
La nebbia durerā per qualche ora
Il faro continua a lampeggiare
E la sirena del porto ad ululare
Tu sei seduto tutto imbacuccato
E intanto l'acqua guardi corrucciato
Tu ci hai provato sė tu ci hai provato
Ma la tua strada non hai trovato
Certo ti senti solo
Certo ti senti solo
Non ce l'hai fatta pių gių in cittā
Hai preso la tua auto e sei venuto qua
A dialogare con l'immensitā
A raccontar la tua infelicitā
Forse un po' di sollievo ti darā
E una speranza tenue si accenderā
Forse non sei pių solo
Forse non sei pių solo
La mente va la mente vola
L'uomo si affida a chi lo consola
Ti prego no pensaci su
La vita non finisce se ti senti gių
Fra poco la nebbia si alzerā
E il mare grande allora ti dirā qual č
La tua vera dimensione
E la tua giusta velocitā
Adesso non sei pių solo
Vedi non sei pių solo.
ORGOGLIO E DIGNITĀ
Senza te, senza pių radici ormai,
tanti giorni in tasca tutti lė da spendere!
Perché allegria pių non c'č!
Forse č un poco di paura che precede l'avventura!
Eppure io ero stanco e apatico,
non c'era soluzione, ma sė che ho fatto bene.
Ma perché adesso senza te
mi sento come un sacco vuoto, come un coso
abbandonato?
No! Orgoglio e dignitā! Lontano dal telefono,
se no si sa!
Eh, no! Un po' di serietā, aspetta almeno un attimo!
Senza te, leggero senza vincoli,
sospeso in mezzo all'aria come un elicottero.
Perché nell'aria pių non c'č quel mistero
affascinante
che eccitava la mia mente?
No! Orgoglio e dignitā! Lontano dal telefono,
se no si sa!
Eh, no! Un po' di serietā, aspetta almeno un attimo!
PENSIERI E PAROLE
Che ne sai di un bambino che rubava
e soltanto nel buio giocava
e del sole che trafigge i solai che ne sai
e di un mondo tutto chiuso in una via
e di un cinema di periferia
che ne sai della nostra ferrovia che ne sai
Conosci me la mia lealtā
tu sai che oggi morirei per onestā
Conosci me il nome mio
tu sola sai se č vero o no che credo in Dio
Che ne sai tu di un campo di grano
poesia di un amore profano
la paura di esser preso per mano che ne sai
L'amore mio
che ne sai di un ragazzo perbene
č roccia ormai
che mostrava tutte quante le sue pene
e sfida il tempo
la mia sinceritā per rubare la sua verginitā
e sfida il tempo
e tu lo sai
sė, tu lo sai (che ne sai)
Davanti a me c'č un'altra vita
la nostra č giā finita
e nuove notti e nuovi giorni
cara vai o torni con me
Davanti a te ci sono io
dammi forza o mio Dio
o un altro uomo
chiedo adesso perdono
e nuove notti (e nuove notti)
e nuovi giorni (e nuovi giorni)
cara - non odiarmi se puoi
Conosci me
che ne sai di un viaggio in Inghilterra
quel che direi
che ne sai di un amore israelita
perchč negli altri
(di due occhi sbarrati che mi han detto bugiardo č finita)
ritrovassi gli occhi miei
Che ne sai di un ragazzo che ti amava
che parlava e niente sapeva
eppur quel che diceva chissā perchč chissā
sė tu lo sai (adesso č veritā)
Davanti a me c'č un'altra vita
la nostra č giā finita
e nuove notti e nuovi giorni
cara vai o torni con me
Davanti a te ci sono io
dammi forza o mio Dio
o un altro uomo
chiedo adesso perdono
e nuove notti (e nuove notti)
e nuovi giorni (e nuovi giorni)
cara - non odiarmi se puoi
PER ALTRI MOTIVI
Ah! questa poi
sento di star per vivere
e nello stesso momento
tremila riluttanti col lunghissimo mento
e i denti scricchiolanti avidamente
tremila debuttanti sfondano
contemporaneamente
le quattro pareti nemmeno tanto ingenuamente
perché non c'erano segnali di divieti. Ah! questa poi
sento di star per vivere
e i villini camminano
dopo i pranzi con l'inquilino in bocca stuzzicante
anzi tutte le belle pancione
dovrebbero fregiarsi di un balcone.
Ah! come sono triste mi mangerei oltre il pasto
le liste dei vini
se fossero di sfoglie coi croccantini
al posto delle scritte.
Avrei una voglia, un taglietto d'affetto.
Cosa sento ma niente.
Un affetto non si prova
s'indossa direttamente.
Ah! come siamo vivi come tutto accade
per tutt'altri motivi.
Mettiti nei tuoi panni
dove sei pių aleatoria.
Siamo nella preistoria
ecco una frase che durerā.
Sapessi tu come me ne ricordi un'altra
della quale non ho alcun ricordo
perché non avemmo motivi
nemmeno di disaccordo
anzi come i lati
di un triangolo isoscele
non avemmo motivo di conoscerci.
Ma sento un tepore carnale che cresce
sarā un saldatore che al naso mi unisce.
Ah! come sono vivace come uno che tace
e ci si domanda
chi ha fiatato ed ognuno si voltō dall'altro lato
credendo di aver pronunciato
lui stesso quella frase chi ha parlato č l'autista
che pronuncia il discorso
pių lungo che esista.
Al ritorno la strada restō sola
e le corsie incontrandosi
non dissero nemmeno una parola.
Ah! questa poi
sto per vivere di fresco
e me ne esco
uno da una parte
uno dall'altra la Commedia dell'Arte.
Ah! come sono vivace come uno che tace.
PER NOME
Ha un nome molto bello
che se me lo ricordo
lo chiamo quel bel nome.
E lei starā
non in qualche foresta
ma in qualche bestiola
che colta sul fatto si volterā di scatto
mostrando i suoi tre quarti
stupefatti
e gli inzuppati come dolci nel latte bianchi degli occhi
con il tocco sopra d'amarena.
Per nome ma non tanto per davvero
starā leggendo un libro nel pensiero
e infilerā un segnale nel sospeso.
Ha un nome molto bello, molto illeso
che se me lo ricordo si apre un fico
golosamente arreso se lo dico.
E lei starā
misurando con calme sequenze di palmi
su sé quanto dista
la gola fatalista
da tutta la tastiera
del costato. Avrā accordato
il respiro con l'arco
della dorsale
e sembra l'obiettivo
del suo cruciale sbarco.
Per nome quell'alone protettivo
che la dimenticanza ha rinforzato
la punta della lingua m'ha aggredito.
Ha un nome molto bello, smemorato.
Starā guardando molto da vicino
qualcosa che da qui non l'indovino.
E lei starā.
PER UNA LIRA
Per una lira
io vendo tutti i sogni miei
per una lira
ci metto sopra pure lei
E' un affare sai
basta ricordare
di non amare
di non amare.
Amico caro
se c'č qualcosa che non va
se ho chiesto troppo
tu dammi pure la metā
č un affare sai
basta ricordare
di non amare
di non amare.
Per una lira
io vendo tutto ciō che ho
per una lira
io so che lei non dice no
ma se penso che
tu sei un buon amico
non te lo dico
meglio per te.
PERCHÉ NO
In un grande magazzino una volta al mese
Spingere un carrello pieno sotto braccio a te
e parlar di surgelati rincarati
far la coda mentre sento che ti appoggi a me
Prepararsi alla partenza con gli sci e scarponi
Esser svegliati presto prima delle sei
E fermarsi in trattoria per un panino
e restar due giorni a letto e non andar pių via
Perché no? Perché no? Perché no? Perché no?
Scusi lei mi ama o no? Non lo so perō ci sto!
Comperar la terra i semi e qualche grande vaso
coltivare un orto sul balcone insieme a te
Chi rubō la mia insalata? Chi l'ha mangiata?
E rincorrerti sapendo quel che vuoi da me
Chiedere gli opuscoli turistici della mia cittā
e con te passare il giorno a visitar musei
Monumenti e chiese parlando inglese
e tornare a casa a piedi dandoti del lei.
Perché no? Perché no? Perché no? Perché no?
Scusi lei mi ama o no? Non lo so perō ci sto!
Perché no? Perché no? Perché no? Perché no?
Scusi lei mi ama o no?
Ah ah aha Non lo so perō ci sto perō ci sto!
(Chiederti all'improvviso quanti soldi vuoi.
Poi trattar sul prezzo e infine darti la metā
e strapparti il reggiseno, come in preda al vino,
e poi alzarsi e freddamente dire, non mi va.
Una barca sopra il lago, io che remo piano,
il silenzio sorridente, l'ombrellino e tu,
salta un pesce, giusto un guizzo,
e tu per vezzo guardi assente verso riva e non mi
guardi pių)
PERCHÉ NON SEI UNA MELA
Perché non sei una mela con la buccia tutta lucida e
croccante?
Io ti vorrei una mela, vera, semplice, spontanea, rilassante.
E non un orologio dal meccanismo sofisticato, complicato,
incomprensibile. Non generale, tattico, romantico crudele
né schiava umile né santa con candele.
Io ti vorrei una mela, bella liscia senza spine luccicante.
Perché non sei una mela naturalmente forte viva,
indipendente?
Non una mosca che si avvicina e quando fai per prenderla
s'allontana.
Non una formula chimica eccitante di gelosia pių frasi come
"non Perché non sei una sfera, rotondamente logica
affascinante?
Perché non sei una sfera, dove guardare il mio futuro
sorridente?
Certo sospetti un imbroglio! Perciō non sei come voglio!
Che sia cosė forse meglio? E chi lo sa? Chi lo sa?
Comunque io ti vorrei una mela.
PERŌ IL RINOCERONTE
Se non si cuoce a fuoco lento
rimane cruda dentro.
Al quando bolle piace
sentirsi al centro dei carciofi tenerelli.
Cosa sa, cosa sa
che gli animali sono esseri scorrevoli;
perō il rinoceronte ha il freno a mano,
l'amore č un gesto pazzo come rompere
una noce con il mento sopra il cuore,
e si dovrebbe vivere lontani
per essere creduti se si dice:
Qui č nato un disinganno mai allevato
e grosso come un bue,
mangiando poco,
e si dovrebbe vivere lontani e dire:
ho visto qual č il colmo
di me stessa,
sfilandomi un maglione sulla testa,
per ora si interessa all'infusione,
che dona brillantezza ai suoi capelli
e la parola chiave č rosmarino.
Il gusto si fa estivo a mezze maniche,
esaminando la Venere di Milo,
i riti i riti, ma che riti d'Egitto, tutto e`
fidanzamento
la colazione in tazza,
il pranzo, poi la cena e gli intermezzi,
basta non le si dica "Indovina chi sono"
e non te l'aspettavi ecco cose cosė
tra gentil e tristi cose di burro
in forma di conchiglia.
Sono io quella ragazza dice
puntando il dito come viene viene,
in uno sprazzo acrilico a colori
mimetici soltanto di se stessi,
e di un papero, a sbuffo accidentale,
contro un mazzo una messe di cielo,
o rosso mormorio di un acquitrino,
sono io quella ragazza,
infatti č lei.
Per lei un sovrano avrebbe rinunciato
a nascere, e un cammello si č lanciato
in una cruna d'ago, smascherando
l'acrobata di sabbia in sé sopito.
Sono io quella ragazza dice,
il giorno prima come il giorno dopo,
e il giorno in mezzo me lo metto al dito,
cosė sarā un anello e non un peso.
E per lei, qualche atleta contenzioso
si č battuto, smantellato da solo,
crollando coi talenti e i gusti intatti.
Sono io quella ragazza,
infatti č lei.
POTREBBE ESSERE SERA
Potrebbe essere sera,
potrebbe essere una sera
alabastrina,
con le sue venature ed una serpentina
fessura per passare dalla sera alla notte
con la nostra piccina.
Viola il colore della sera,
l'ora nella quale tutto resta
non tanto com'era, ma come sarā.
Rinviate le schegge,
s'infrangono come vetrate
le saracinesche,
come se non dovessero riprendersi pių,
risalire, riaprire un domani.
E i viali vanno avanti in due filari,
per pura educazione, cosė per cortesia
non finisce la via,
pur avendo diverse
ragioni per fermarsi:
cercare gli aggettivi catarifrangenti
infranti e lucenti.
Ma con l'educazione e con la cortesia,
c'č da fare attenzione tra i viali e sulla via
nell'ora in cui si avvera
soltanto il colorito della sera.
Viola paonazza, la ragazza č sola
con suo grande sollievo per godere con me,
si permette un coda, roteata all'intorno,
se la mette, la leva:
potrebbe essere sera.
Le foglie fanno i compiti sui rami:
i bilanci, i conti,
la lettura con occhi castani,
potrebbe essere sera.
E tu potresti ridendo dire
"Non ho spiccioli, resti d'inverno,
né di primavere, davvero non ne ho,
e non posso cambiare, scusate,
né l'autunno, né l'estate."
Viola, paonazza la ragazza č sola,
passa e ripassa la linguetta rosa
sopra il quesito del suo labbro squisito.
E come resiste, ma come resiste
al lamento ottimista di una felicitā;
si permette un rifiuto con il mento levato,
pių bellina pių altera
potrebbe essere sera.
Come chi in giorno dicesse una frase cosė,
giorno dopo giorno, un rumore cosė,
a dissolvere a smorire un frase cosė
"Non č cosė com'č, non č com'era"
Tu cedi all'insistenza dolce e viola,
seguendo la pendenza della sera.
PRENDI FRA LE MANI LA TESTA
Due scarpe tu ce l'hai,
due scarpe tu ce l'hai,
puoi andare dove vuoi,
puoi fare ciō che vuoi,
perché tu non lo fai?
Perché non te ne vai, perché?
Un cuore tu ce l'hai,
un cuore tu ce l'hai,
ma pensi troppo ormai,
non sai pių quel che fai.
non sai pių dove vai
e tutto gira intorno a te.
Prendi fra le mani la prendi fra le mani e non girerā
Prendi fra le mani la prendi fra le mani e non girerā
Dura poche ore la festa dopo finirā.
Due scarpe tu ce l'hai,
due scarpe tu ce l'hai,
puoi andare dove vuoi,
puoi fare quel che vuoi,
perché tu non lo fai?
Perché non te ne vai, perché?
Prendi fra le mani la prendi fra le mani e non girerā
Prendi fra le mani la prendi fra le mani e non girerā
Dura poche ore la festa dopo finirā.
PRENDILA COSĖ
Prendila cosė non possiamo farne un dramma
conoscevi giā hai detto i problemi mie di donna
certo che lo so certo che lo so
non ti preoccupare tanto avrō da lavorare
forse č tardi e rincasare vuoi.
No che non vorrei io sto bene in questo posto
no che non vorrei questa sera č ancora presto
Ma che sciocca sei ma che sciocca sei
a parlar di rughe a parlar di vecchie streghe
meno bella certo non sarai
E siccome č facile incontrarsi anche in una grande cittā
e tu sai che io potrei purtroppo non esser pių solo
cerca di evitale tutti i posti che frequento e che conosci
anche tu
nasce l'esigenza di sfuggirsi per non ferirsi di pių
Lasciami gių qui č la solita prudenza
loro senza me mi hai detto č un problema di coscienza
certo che lo so certo che lo so
non ti preoccupare tanto avrō da lavorare
ora č tardi e rincasare vuoi
No che non vorrei io sto bene in questo posto
no che non vorrei dopo corro e faccio presto...
...meno bella certo non sarai.
E siccome č facile incontrarsi anche in una grande cittā
e tu sai che io potrei purtroppo anzi spero non esser pių solo
cerca di evitale tutti i posti che frequento e che conosci
anche tu
nasce l'esigenza di sfuggirsi per non ferirsi di pių.
PRIGIONIERO DEL MONDO
Aver nelle scarpe
la voglia di andare
avere negli occhi
la voglia di guardare
e invece restare prigionieri del mondo
che ci lascia soltanto sognare
solo sognare
No,
se non ci fossi tu io me ne andrei
ey, ey, ey, ey, ey
No,
se non ci fossi tu io non sarei
prigioniero del mondo.
Avere nel cuore una voglia d'amare
avere nella gola una voglia di gridare
e chiudersi dentro
prigioniero del mondo
che ci lascia soltanto sognare
solo sognare
No,
se non ci fossi tu io me ne andrei
ey, ey, ey, ey, ey
No,
se non ci fossi tu io partirei
Non sarei prigioniero
di nessuno e di niente
io sarei fra la gente un uomo che fa
quel che sente
No,
se non ci fossi tu io non sarei
prigioniero del mondo.
QUESTIONE DI CELLULE
Probabilmente il mio papā insieme a mia mamma chi lo sa
desideravano non me ma un altro bambino
Un arrivato un costruttore un presidente da onorare
un uomo comunque da invidiare un altro bambino
Eh no e no non č questione di cellule
ma della scelta che si fa la mia č di non vivere a metā
io comunque io comunque vada sia molto in alto che nella strada
Sicuramente anche lei anche se non l'ha detto mai
desiderava meno guai un altro uomo
Un uomo tranquillo su cui contare che si lasciasse un po' guidare
un po' pių facile da capire un altro uomo
Eh no e no non č questione di cellule
ma della scelta che si fa la mia č di non vivere a metā
io comunque io comunque vada sia molto in alto che nella strada
E certamente c'č qualcuno o forse molti o nessuno
che fa programmi su di me per il futuro
Un altro discorso inaugurale o un importante funerale
che possa razionalizzare il mio futuro
Eh no e no non č questione di cellule
ma della scelta che si fa la mia č di non vivere a metā
io comunque io comunque vada sia molto in alto che nella strada
molto in alto che nella strada
QUESTO AMORE
Troppe volte non va, entusiasmi diversi.
Ma purtroppo si sa non č poi cosė facile amarsi.
A me piace lo sport, una vita pių dura.
A te piace legger molto e sentirti pių sicura.
Molto spesso non č un sottile egoismo,
molte volte si tratta, di pazienza di vero eroismo.
La tua vita con me č una lunga lezione.
Ti capisco se mi odi canticchiando una canzone.
Ah, questo amore, ma che strano sapore.
Sa di pianto sa di sale. Non mi piace perō farne a meno non so.
Questo immenso amore. Grandi spazi perō poco sole.
Forse senza un comune ideale, eppure sento che c'č qualche
cosa che va MA perché come mai,
hai cambiato d'umore?
Non rispondi perché?
Se ti ho offeso l'ho fatto senza volere.
Tu sorridi perō č per farmi un favore.
Resta il fatto che rimane in fondo un grande dispiacere.
QUESTO FOLLE SENTIMENTO
Che cosa c'č
negli occhi tuoi
negli occhi miei
che cosa c'č.
Io lo conosco
questo momento
la voce del vento
cresce dentro di me.
La musica suona
io non la sento
la gente balla
io non la vedo.
La luce č rossa
la luce č gialla
diventi bella
sempre di pių
sempre di pių
sempre di pių
sempre di pių
sempre..
Quando ti ho visto
giā lo sapevo
cosa accadeva
io giā lo sapevo.
A cosa serviva
cercar di fuggire
tanto valeva
lasciarsi cadere.
E adesso son qui
pazzo di te
desidero te
e nient'altro che te.
La luce č rossa
la luce č gialla
diventi bella
sempre di pių
sempre di pių
sempre di pių
sempre di pių
sempre..
Ah l'amore
questo folle sentimento che
ah l'amore
pių lo fuggo e pių ritorna da me
e stavolta ha il tuo volto perchč
io mi sto innamorando di te
di te
QUESTO INFERNO ROSA
Non ferirmi, non farlo mai pių.
I baci tranquillizzanti mi buttano gių.
Tu vuoi mostrare a tutti l'amore che c'č fra noi,
una medaglia al valore che da sola tu dai.
Adesso che hai una casa un uomo e una reputazione,
padrona, padrona anche del tuo padrone.
vorresti che ti seguissi nel goder con distinzione
di tutti i frutti della vita
quasi quasi compresi quelli colti da altre dita
No non sei pių tu
e la memoria impertinente mi riporta lā
a una ragazza tra la gente smagliante di libertā.
Le parolacce le risate le corse e poi tu mia
se fossi un altro uomo direi: poesia.
E quando con un salto tu sei piombata tra le braccia mie
ti sei spogliata senza trovar né scuse né bugie
e quando per scherzo dissi "Quanto vuoi?"
Mi rispondesti seria "L'amor che puoi!".
La disinvoltura che adesso tu hai
ha come radici gli spiccioli miei.
Le mura di un castello hai alzato intorno a noi
e olio bollente sugli altri getti ormai
scegliendo i nostri amici un computer diventi per l'occasione
e chi hai scordato per te č un barbone
mi offri la tua fedeltā su un piatto decorato di mille attenzioni
come dire "hai comprato e ora godi le tue prigioni!"
E vola la mia mente a qualche anno fa
a una esplosione dirompete di vitalitā
a quando per punire quel moralista dell'ultimo piano
tu improvvisamente gli mostrasti il seno!
E quando ancor piangendo per l'emozione tu
cantando Fratelli d'Italia gridasti non ti lascio pių
e la violenza con la quale mi abbracciasti un giorno,
un giorno quando non conoscevo questo rosa inferno
REGISTRAZIONE
Questo č il momento pių eccitante della creazione
I musicisti sono pronti i microfoni in posizione
Una voce il nastro gira una luce registrazione
Stai per entrare in un altro mondo
Presa diretta con quello che hai dentro
Fra poco si vedrā che cosa sai fare
Il tuo talento le tue qualitā
(ripetere gli stessi accordi dall'inizio)
La musica come l'amore č un divertimento
Quando si complica invece diventa un tormento
Ed al piacere allora subentra la noia davvero la noia
Si allaccia la fatica del tuo ruolo
Da tanto in alto ch'eri ti senti al suolo
Senza intellettualismi dagli sfogo
Al tuo talento e alle tue qualitā
Chissā se č rock o no
Chissā se č rock o no
Chissā se č rock o no
(ripetere gli stessi accordi dell'inizio)
Ho sempre amato Jagger e gli Stones
I Beatles un po' meno insieme ai Beach Boys
Forse perché hanno il nome che comincia per b
Da Paul Mc Cartney ho imparato a cantare
Da Ray Charles ad emozionare
Da Dylan a dire quello che mi pare
E dal poeta ad alleviar l'umanitā
Chissā se č rock o no
Chissā se č rock o no
Chissā se č rock o no
Ti ti ti di di ti.
RESPIRANDO
Respirando la polvere dell'auto che ti porta via,
mi domando perché pių ti allontani e pių mi sento mia.
Respirando il primo dei ricordi che veloce appare
sto fumando mentre entri nel cervello e mi raggiungi il cuore.
Proprio in fondo al cuore, senza pudore
per cancellare anche il pių antico amore.
Respirandoti, io corro sulla strada senza pių frenare,
respirandoti, sorpasso sulla destra e vedo un gran bagliore
Lontano una sirena e poi nessun rumore.
Lasciarti č fra i dolori quel che fa pių male.
Fra tanta gente nera una cosa bella tu al funerale.
Respirando, pensieri un po' nascosti mentre prendi il sole
ti stai accorgendo, "che un uomo vale un altro" sempre no non vale.
Respirando pių forte ti avvicini al mare.
Stai piangendo. Ti entro nel cervello e ti raggiungo il cuore.
Proprio in fondo al cuore senza pudore
per cancellare anche il pių nuovo amore.
Respirandomi, ti vesti e sorridendo corri e poi sei fuori
Respirandomi, tu metti in moto l'auto e accarezzi i fiori
Lontano una sirena e poi nessun rumore.
Dolore e una gran gioia che addolcisce il male.
Fra tanta gente nera una cosa bella tu a me uguale.
Respirandoci , guardiamo le campagne che addormenta il sole.
Respirandoci, le fresche valli, i boschi e le nascoste viole.
le isole lontane, macchie verdi e il mare,
i canti delle genti nuove all'imbrunire
i canti delle genti nuove all'imbrunire.
RILASSATI E ASCOLTA
Non ha pių freni la tua mente la tua mente non ha
Non ha pių freni la tua mente la tua mente non ha
Tu lasciala parlare rilassati ed ascolta
Senti cos'ha da dire rilassati ed ascolta
Comincerā ad andare rilassati ed ascolta
Tu fatti trasportare rilassati ed ascolta
Non ha pių freni la tua mente la tua mente non ha
Non ha pių freni la tua mente la tua mente non ha
(come prima)
Arriva fino al mare
E chinati a toccare
L'acqua che ha generato
La vita del creato
La vita dal mare venuta al mare ritornerā
La vita dal mare venuta al mare ritornerā
E lė non ti fermare rilassati ed ascolta
Prosegui il tuo cammino rilassati ed ascolta
Come Mayol sarai rilassati ed ascolta
Sarai l'uomo delfino rilassati ed ascolta
In modo naturale rilassati ed ascolta
Ti scopri a respirare rilassati ed ascolta
Sotto il livello del mare rilassati ed ascolta
La vita dal mare venuta al mare ritornerā
La vita dal mare venuta al mare ritornerā.
SCRIVI IL TUO NOME
Scrivi il tuo nome
su qualcosa che vale
Mostra a te stesso
che non sei un vegetale
E per provare
che si puō cambiare
Sposta il confine
di ciō che č normale
bella giornata
č questa qua
l'aria pių fresca
ti esalta giā
il momento migliore
per cominciare
un'altra vita
un altro stile
(come sopra)
profondo o leggero
quando c'č gusto č bello
usa le gambe
utilizza il cervello
con l'entusiasmo
o con l'istinto
fa un passo fuori
del tuo recinto.
Bella giornata.(x2)
SE LA MIA PELLE VUOI
Se la mia pelle vuoi
Se la mia pelle vuoi
fa come fai
Se la mia pelle vuoi
Se la mia pelle vuoi
fa come fai
il pomeriggio tu
di notte sempre tu
ma tu vuoi di pių
al ristorante no
al cinema neanche un pō
uscir non si puō
Se la mia pelle vuoi
Se la mia pelle vuoi
fa come fai
Se la mia pelle vuoi
Se la mia pelle vuoi
fa come fai
domenica č festa
ho male alla testa
ma tu dici no
č primavera fuori
ci son tanti fiori fuori
ma tu dici no
solo ...
Se la mia pelle vuoi
Se la mia pelle vuoi
fa come fai
SEPARAZIONE NATURALE
Se ne andrā molto presto.
Qualche frutto
darā forse ancora...
Generosa talvolta com'č la natura.
Ah! Se avessi il tempo per amarti un po' di pių.
SI VIAGGIARE
Quel gran genio del mio amico
lui saprebbe cosa fare, lui
saprebbe come aggiustare
con un cacciavite in mano fa miracoli.
Ti regolerebbe il minimo
alzandolo un pō
e non picchieresti in testa
cosė forte no
e potresti ripartire
certamente non volare ma viaggiare.
Sė viaggiare
evitando le buche pių dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore.
Dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare con un
ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.
E tornare a viaggiare
e di notte con i fari illuminare
chiaramente la strada per saper dove andare.
Con coraggio gentilmente, gentilmente,
dolcemente viaggiare
Quel gran genio del mio amico,
con le mani sporche d'olio
capirebbe molto meglio
meglio certo di volare.riparare
Pulirebbe forse il filtro
soffiandoci un po'
scinderesti poi la gente
quella chiara dalla no
e potresti ripartire
certamente non volare ma viaggiare.
Si viaggiare.
SLOW MOTION
slow motion lento movimento
ferma un attimo di gioia o di infelicitā
il volo di un gabbiano il salto di un delfino
l'uomo che cade nel momento supremo
l'anima sospesa di un nuovo stupore
slow motion la notte di Babbo Natale
l'orecchio teso per sentirlo arrivare
si estrae la fortuna l'uomo č sulla luna
slow motion per chi ha vinto
quello che fuori di se il veleno ha respinto
slow motion quando il sole tramonta
slow motion quando si infrange l'onda
d'inverno davanti alla forza del mare
il respiro rallenta per poterla captare
sogno di fronte all'immensa platea
intorno al mondo in solitario
cento metri in apnea
slow motion fatemi rivedere
l'uomo che vince contro ogni parere
[strumentale]
slow motion lento movimento
ferma un attimo di gioia o di infelicitā
il volo di un gabbiano il salto di un delfino
l'uomo che cade nel momento supremo
SOGNANDO E RISOGNANDO
La stalla con i buoi
per cielo gli occhi tuoi
e l'acqua e i pesci e poi
gli uccelli intorno a noi
e latte tu berrai
e l'anima bianca tu avrai
e dopo cena nei boschi correrai
poi ansimante nel letto tu sarai
e il sonno poi giungerā
fermando
il tuo sorriso a metā Se corro ce la farō
un'altra coda oh no
e veder ora si puō
che strada prendo non so
Nervosa tu sarai
sul marciapiede mi aspetterai
il ristorante fa il turno oppure no
stasera al cinema in piedi non starō
prendo un calmante
cosė stanotte dormo oh si
Uomo se corri un pō ce la fai
ho quasi ancora un minuto
uomo ora vicino tu sei
io sono quasi arrivato
uomo ora sei giunto da lei
anche il posteggio ho trovato
la stalla con i buoi
per cielo gli occhi tuoi
SOLE GIALLO, SOLE NERO
Sole giallo sole nero
giorni belli e giorni no
nella vita son sincero
tu sei tutto quel che ho
Come č bella un'avventura
e se accade la vivrō
chiudi gli occhi qualche sera
tanto dopo tornerō
Nel mio cuor c'č un diavoletto che
vuol fuggir
lontano da te
nel mio cuor
c'č un angioletto che
vuol tornare sempre
vuol tornare sempre da te
vuol tornare sempre da te
Vita dolce vita amara
quante sere uscirei
per me č sempre primavera
tutte quante le amerei
ma ti penso all'improvviso
bella e ingenua come sei
quanto vale il tuo sorriso
pių dei falsi sogni miei
Nel mio cuor c'č un diavoletto che
vuol fuggir
lontano da te
nel mio cuor
c'č un angioletto che
vuol tornare sempre
vuol tornare sempre da te
vuol tornare sempre da te
vuol tornare sempre da te
Sole giallo sole nero
giorni belli e giorni no
nella vita son sincero
tu sei tutto quel che ho
SOLI
Soli per un attimo
caduti dentro altre immagini
altra gente in me non tu
ma non č importante perché io so giā che poi
ti amerō di pių
Come aeroplani nella nebbia io e te
disperatamente cerchiamo un campo d'atterraggio in noi
non temere non c'č fretta sai vedrai
Naturalmente poi ti abbraccerō mi abbraccerai.
Un albero fiorė qualche primavera fa
rimase in fondo all'anima un frammento rosa
č logico che noi ci rifugiamo lė
al primo freddo anche un niente caldo diventa qualcosa.
Soli ma solo per un attimo
improvvisamente confusi sospesi
quasi due estranei
altra gente in te non io
ma non č importante perché io so giā che poi mi amerai di pi
SPECCHI OPPOSTI
Ero distratto
tu ti davi da fare
e non c'eri affatto
oppure ti muovevi
con un ronzio d'insetto
che mi assopiva
avevo le palpebre in bilico
entravo nel ciclico avvertimento
di caduta di mani per tornanti
di caduta di sonno in blocchi pesanti.
La distrazione
questa effusione
sgretolamento
e spargimento
della molto inutile attenzione
ridotta a polvere.
E debolmente io
ti avvicinavo
e ti accostavo,
sbagliando i tempi,
a memorabili esempi
di abbandono
di incontro ti ascolto
capisco ma non molto
intuisco perō la giravolta degli oggetti.
Tu aspetti
di vedermi passare
abbracciato a qualcosa che mi sta giostrando. Mi aspetti
per salire mi stai stringendo i fianchi. Sei entrata nella stessa
distrazione creata
perché potesse accadere qualcosa e tutto succede quando
tutto riposa. Quando l'attenzione
per essersi sporta
narcisista ai suoi sguardi
rovina e se n'č accorta appena
troppo tardi nostra fortuna.
Ero distratto
e fatta tu sei di svista.
Se fossimo simpatici
uno all'altra
saremmo specchi
opposti riflessi
limpidi e inebetiti
tra se stessi.
STANZE COME QUESTA
Prendiamo una carrozza anacronistica,
aggiornandola in quanto inesistente,
saliamo alla sua guida.
Di redini, di lacci se ne trovano,
di legami tra noi di dolci bende,
bardiamo un animale a caso, il cuore.
Dai fianchi pretenziosi da Romano,
ecco che trotta, che ci prende la mano.
Abbiamo visto le regge dietro le inferriate
e le foreste nere e le campate
non so di quanti ponti.
Ho visto la tua nuca di Alessandria
e poi me lo racconti se ci sei mai stata,
se ti senti, ti sentivi osservata.
Il posto č qui,
č qui quel lavorio
dell'erba simile al pensiero
che contiene nel vello
quell'orma del tuo corpo
ed uno stelo sconvolto
dal tuo gomito che avrebbe
dimenticato d'essere carnale
per non dimenticarlo in generale.
Qui si incavano gių,
senza corpi a pesare,
le nostre impronte a muoversi a sedere,
vedi lā, vedi lā
e gli occhi saltano
come chiaro e pupilla, capinere.
Ci sono posti al mondo
dai quali non c'č fuga,
stanze come questa nelle quali
restano le nostre rappresentanze,
i nostri uffici doganali,
dove noi veramente
ci impieghiamo,
avviluppati in teneri sofismi,
cavilli di permessi,
arzigogoli, tropismi,
nella nostra direzione
una frontiera fatta di due righe.
E bastavano le dita di una sola mano
mandata avanti
in viaggio e l'altra alleghi
farā da testimone.
Si puō vedere tutto
e fermamente,
se di due righe č fatta,
facciamo la frontiera
dove passa fauna e flora straniera.
STRANIERO
Dimmi tu chi sei
Di che paese sei
Quanto hai camminato
E cosa hai fatto
Straniero
Dove sei arrivato
Resta un poco qui
Resta ancora un poco
Resta un poco non
Importa quanto
Straniero
Non importa quanto
Sul tuo volto scuro
Un sorriso č nato
Un profumo di grano maturo
Il vento ha accarezzato
Non andare via
Non andare via
Qui sei rinato
Il posto l'hai trovato
Il posto l'hai trovato
Il fumo di quel treno
Che era il tuo passato
Ora all'orizzonte
Č giā svanito
Č giā svanito
Resta qui straniero
Che mi hai trovato
Che mi hai trovato.
Choo choo train
SUPERMARKET
Supermarket giovedė tu lavori lė
direttore tu lo sai dimmi dov'č lei
non c'č non c'č
ammalata forse č
comunque qui non c'č
tornerō le banane le banane
comprerō
ma perō
dov'č andata stamattina non lo so
non lo so
scatolette colorate
carni rosa congelate
c'č di tutto intorno a me
ma lei non c'č
Supermarket venerdė tu lavori lė
dimmi ieri come mai tu non eri qui
tutta colpa della zuppa
ne ho mangiata troppa
e cosė sono stata a letto giovedė
anche tu ami tanto le banane
anche tu
ma perō costan troppo le banane
e perciō
questo nostro grande amore
che sfortuna oggi stesso finirā
per questioni vegetali di risparmio
ed anche di praticitā
TIMIDA MOLTO AUDACE
Amato tanto cosė
me lo ridici
amato tanto.
Timida molto audace
la stessa diversa persona sei tu,
e per cambiare ti basta saperlo,
che non sei mai la stessa,
nemmeno a volerlo.
I simboli non sai cosa siano,
un'ortensia non č nemmeno quella.
Hai la pazienza di un'onda
compresa la tendenza
a soffermarti mai,
come fosse la fine.
Non un dito notevole,
ma dieci impercettibili soprusi,
aperti come i mari,
e come i mari chiusi.
Neri i tuoi neri sconvolti
divampati imperi irrisolti,
e matematicamente rivolti
a contenere zeri.
Impensabili perō malleabili,
ballabili mammelle
abbracciate alle quali volteggi
sotto il lampadario delle stelle,
inutilmente imitatrici dei tuoi denti.
Prendi, e dagli spaventi
tanto sentimentali,
tiri le diagonali dei sospiri violenti.
Svegliata la mattina,
guardi nel posto accanto
lo sfinito e per quanto
respira o non respira.
Sai che non si č mai la propria vita,
la tua ti serve appunto per certezza,
tu vivi e lasci vivere te stessa
con un congedo, con una carezza
sicura con la mano, sicura con la mano,
con la guancia perplessa.
Sciolta come le braccia
scomparirā la neve:
per sempre se ne andrā,
e se dovrā ricadere
sarā come un armadio che si sgancia
e precipita dal cielo in tante schegge.
E tuttavia, perō comunque sia,
bellezza e compagnia
non vanno bene,
non si legano insieme.
Risentirai la neve risuonare
dentro le risatine,
come un piacere
che non sai trattenere.
La neve tornerā come un pretesto
dipinta e sempre finta,
e tu la irridi,
la lusinghi e la sfidi
e la solleva il tuo sbuffo selvaggio.
TU NON TI PUNGI PIŲ
La lotta dei cuscini
senza sonno che spiumano,
che fanno zampilli di pollini che pullulano
aggressivi, irsuti, istigatori di starnuti.
Cosė tu te la spassi amoreggiando,
e te la prendi comoda,
con morbida ovvietā,
sembrando tu un guanciale
contro un altro che t'assale,
il tutto in una schiuma,
che coi talloni monti come l'uva.
Questo composto di onesta futilitā
mista a passione come un cialdone si sfa;
sulle rovine, vorresti forse anche tu
in bricioline come una reggia andar gių.
Tu non ti pungi pių,
e la vaghezza non osa,
vai molto oltre, tanto poi ti raggiungi.
Impenni una montagna solidale
e nel suo fianco falle, falle rudimentali,
aperte come portali
per i tuoi puntuali
appuntamenti molto occasionali.
E la pianura s'ingrossa:
fra la cresta e la fossa,
tu non ti pungi pių,
l'erba enorme cavalca
bianca e verde cobalto,
prendendo al volo forme di caduta e di salto,
infine dorme
come un binocolo nella custodia
la tua vista.
Se un santino
ti visita e t'indora,
ma rimandando a poi,
perché dilegua,
tu, perché ti accora,
canonica lo fai
languire prima
e mormori un oramai
come una preghierina.
Oramai, ora cosa, ora che:
perso per perso ohimč.
Candida o perversa ma
che non ti pungi pių,
raccolta o dissipata,
esausta o fresca fresca,
quasi niente per niente
pungente pungente,
ma rizzi e doni quel barbaglio alla Luna.
Questo č quanto.
Come una belva accanto,
č questo il modo in cui
fai l'amorosa:
assumi pose inesplose,
e non ti pungi pių,
non fai pių la raccolta
d'incanti ardenti ed arsi.
Una vela č un sottile perché,
un avvilito ohimč,
e non si dorme bene
ché lune piene
tutte beate, mutevoli e brune,
tutte toccanti.
TUBINGA
Da qualche tempo č recente anche l'antico,
il disco del discobolo č cromato,
nella testa di Seneca si sente
il motorino di un frullatore.
Nelle piramidi continuamente
scatta un otturatore
e in te Tubinga in te non c'č un juke-box né un tostapane.
Tu mi risparmi di essere testimone antico e recente
delle istruzioni lette attentamente,
non un tasto in comune, non un percorso
passando per B e C dalla A alla D,
non un contagio non una connessione,
né la contemplazione e nemmeno l'esperienza,
ma una delicata leggera confusione
perché mi sfugga come una stoltezza
l'invocazione a te, mio generale, mia generalessa
e al posto del carattere
e al posto del carattere mia cara
poniamo una tempesta, un caso esterno,
un altomare che i giorni, i mesi e gli anni
inseguono e non possono afferrare.
Io decorato di passamanerie come un divano
per dirti siediti, distendi le tue gambe
e l'usura, il tessuto col tallone
poi dormici su che poi quando ti svegli
parlandoti di me ti dirō egli
egli č qui, č qui, e ora non ti dirō altro.
Non parlerō di stili e di reliquie,
tutto č recente come uno squillo di sveglia,
la data di un vicino č un dormiveglia
e al posto di cose ci sono le cose
poniamo le cose esaurite le stesse
e dopo le stesse mettiamo le cose
se le medesime vanno esaurendo.
Un bel poligono al posto della stella
e nel quadrato il tondo andando bene
nel coraggio di aprire le rotelle
per fare l'orlo alle pastarelle
e supplicando, l'immagine č morente
Narciso e dall'insetto galleggiante
come il pasto rimastica le spente
nature morte virtuosamente.
Ahi! C'č qualcosa che cade
e una cosa sta su.
Ahi! C'č del chiaro e del bruno c'č
c'č una chiusa cosa in sé fa un rumore un pō tacito
sembrerebbe il sussurro dell'acqua.
Ahi! C'č qualcosa che odora
una profumo non ha.
Ahi! C'č del grande e del piccolo
una c'č fintanto che ce ne č un'altra che mormora
sembrerebbe il sussurro dell'acqua.
Ahi! C'č qualcosa che chiude
una schiude e una resta dov'č.
C'č dell'asciutto e dell'umido
nelle cose cosicché
piatte l'une altre ripide
sembrerebbe il sussurro dell'acqua.
TUTTE LE POMPE
Quando le ha chiesto conosci
il tale il tal dei tali Tizio Caio,
ti dico che ho sentito, dice,
ti dico che ho sentito tutto il rosso
del sangue partirsene col nero
dei corvi e le cornacchie sopra il giallo,
le macchie ondose e lente,
dei campi gialleggianti di frumento,
ha sentito come un gran rivoltamento,
e cateratte urbane e vigili del fuoco
e din don dan,
tutti i bicchieri straripare dai bar,
scoppiando in un cin cin,
di bei cristalli isterici
tutte le pompe, con l'acqua nelle vene,
si mettono a ballare,
e pioggiano di gioia.
Io ti vorrei incontrare perō non lo vorrei.
Arriva lo schiumogeno e la gente,
sussulta di piacere č pronta a tutto,
a consumare lė sopra l'asfalto,
la scivolata delle relazioni;
lo sguazzo dell'ardire e dell'osare,
ed č da tanto tempo che volevo;
e dirmelo potevi dirlo prima:
o farmelo capire, o farmelo capire.
Le macchine rampando sulle ruote,
le gomme posteriori fanno un giro,
di piazza col pennacchio,
soffiato dai roventi radiatori;
lo struzzo, lo spauracchio,
il gongolo di gioia,
lo spruzzo e lo sbatacchio,
l'immensa scorciatoia,
per arrivare al sodo.
Una lady s'incendia un po' per sfizio,
e un po' per gaudio immenso anticipato.
E il suo marito cravatta con la lingua,
diventa un calamaro cosė che non sfigura.
Marameo, marameo fanno i cupidi,
i frecciatori dal culetto nudo;
pių fitti fitti pių dei pipistrelli
nella notte stellata, che volano d'estate.
Perō pių belli, belli pių bellini,
bianchi color del lilla gridellino;
ma non č notte č giorno:
magari č estate forse;
forse magari č estate,
cominciano le corse
tutti arrivando i primi:
i primi in una cosa,
una cosina dolce,
una cosina dolce.
Io ti vedrei davvero volentieri.
Volentieri davvero ti vedrei.
UN UOMO CHE TI AMA
Ah! Donna tu sei mia,
e quando dico mia,
dico che non vai pių via
č meglio che rimani qui
a far l'amore insieme a me!
Il vestito trasparente come la tua bella fronte. Oh no!
L'offerta del tuo seno orgoglio dell'animale sano. Oh no!
Quell'aria da straniera che mi mette ogni volta un po' paura
e l'ammirazione che scateni che ti rende sempre pių sicura
Diventano coltelli, supposizioni folli quando č sera!
Ah! Donna tu sei mia,
e quando dico mia,
dico che non vai pių via
č meglio che rimani qui
a far l'amore insieme a me!
Č meglio un uomo solo,
per tutti anche per te,
un uomo che ti ama
La tenerezza prende il posto dell'amore. oh no!
E l'emozione il sopravvento sulla ragione! Oh no!
E in questa confusione tu sei smarrita!
E dando a tutti niente ti sei svuotata.
E non riesci pių a capir nemmeno di chi sei innamorata.
Ah donna tu sei mia.
UNA
Tu non sei molto bella
e neanche intelligente
ma non t'importa niente
perchč tu non lo sai
Tu vivi per ballare
sei in cerca dell'amore
ma quale quale amore
ancora non lo sai
Io ti apro il mio cuore
tu fai finta di ascoltare
ed intanto guardi in giro
vuoi qualcosa da mangiare
Ma perchč proprio tu
proprio tu nella mia vita
che con te prima ancora di cominciare
č giā finita
Ma perchč proprio tu
proprio tu con quella faccia
č possibili che mi piaccia
una come te
Io cercavo una ragazza
con un fiore sui capelli
tu sorridi a brutti e belli
e un giardino in testa hai
Ti accontento in ogni cosa
tutto ciō per una rosa
che non ha nessun profumo
che č di plastica oramai
Io ti apro il mio cuore
tu fai finta di ascoltare
ed intanto guardi in giro
vuoi qualcosa da mangiare
Ma perchč proprio tu
proprio tu nella mia vita
ecc. ecc.
UNA DONNA PER AMICO
Puō darsi ch'io non sappia cosa dico,
scegliendo te - una donna - per amico,
ma il mio mestiere č vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta;
ti amo, forte, debole compagna
che qualche volta impara e a volte insegna.
L'eccitazione č il sintomo d'amore
al quale non sappiamo rinunciare.
Le conseguenze spesso fan soffrire,
a turno ci dobbiamo consolare
e tu amica cara mi consoli
perché ci ritroviamo sempre soli.
Ti sei innamorata di chi?
Troppo docile, non fa per te.
Lo so divento antipatico
ma č sempre meglio che ipocrita.
D'accordo, fa come vuoi I miei consigli mai.
Mi arrendo fa come vuoi
ci ritroviamo come al solito poi
Ma che disastro, io mi maledico
ho scelto te - una donna - per amico,
ma il mio mestiere č vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta;
ti odio forte, debole compagna
che poche volte impara e troppo insegna.
Non c'č una gomma ancor che non si buchi.
Il mastice sei tu, mia vecchia amica.
La pezza sono io, ma che vergogna.
Che importa, tocca a te, avanti, sogna.
Ti amo, forte, debole compagna
che qualche volta impara e a volte insegna.
Mi sono innamorato? Sė, un po'.
Rincoglionito? Non dico no.
Per te son tutte un po' squallide.
La gelosia non č lecita.
Quello che voglio lo sai, non mi fermerai
Che menagramo che sei,
eventualmente puoi sempre ridere poi
Ma che disastro, io mi maledico
ho scelto te - una donna - per amico,
ma il mio mestiere č vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta;
ti amo forte, debole compagna
che qualche volta impara e qualche insegna.
UNA GIORNATA UGGIOSA
Sogno un cimitero di campagna e io lā
all'ombra di un ciliegio in fiore senza etā
per riposare un poco 2 o 300 anni
giusto per capir di pių e placar gli affanni
Sogno al mio risveglio di trovarti accanto
intatta con le stesse mutandine rosa
non pių bandiera di un vivissimo tormento
ma solo l'ornamento di una bella sposa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Sogno di abbracciare un amico vero
che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro
e gente giusta che rifiuti d'esser preda
di facili entusiasmi e ideologie alla moda
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Sogno il mio paese infine dignitoso
e un fiume con i pesci vivi a un'ora dalla casa
di non sognare la Nuovissima Zelanda
Per fuggire via da te Brianza velenosa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
UNA MONTAGNA
Il tipo inizia sorridente e fa
Ho qui il segreto della serenitā
Che poi non č un segreto veramente
Ma un altro modo di atteggiar la mente
Continua allegro sullo stesso tono
(ripetere)
Lo sai cos'č cattivo e cos'č buono
Che cosa č brutto e invece cosa č bello
Quello che stabilisce il suo cervello
Ritornello
Una montagna puō sembrare un uomo
Se lo decidi tu
Disteso calmo ad osservare il cielo
Se tu vuoi cosė
Il controluce di un gabbiano in volo
Se lo decidi tu
Puō dissipare in un momento il velo
Se tu vuoi cosė
Niente di misterioso amico mio
Questa č una cosa che ho provato io
Ne ho constatato un grande giovamento
Lo posso garantire al cento per cento
(ripetere)
Scaccia quell'ombra scura che hai sul viso
Non sai quanto fa bene un bel sorriso
Prima a te stesso e poi a chi ti sta intorno
Finisce il buio ed incomincia il giorno
(ripetere Ritornello)
Una montagna puō sembrare un uomo
Disteso calmo ad osservare il cielo
Il controluce di un gabbiano in volo
Puō dissipare in un momento il velo
Dentro di noi c'č un libro bianco e nero
Che io mi fermo a leggere ogni tanto
Se tu vuoi cosė
Quando non sono sicuro del sentiero
Se lo decidi tu
Perché č lė che č scritto tutto quanto
Se tu vuoi cosė
Non voglio adesso esagerare tanto
Mi basta che ti piaccia l'argomento
Ti vedo giā pių sciolto e contento
Rimani in onda e segui men-tre canto.
Una montagna puō sembrare un uomo
Se lo decidi tu
Disteso calmo ad osservare il cielo
Se tu vuoi cosė
Il controluce di un gabbiano in volo
Se lo decidi tu
Puō dissipare in un momento il velo
(Ripetere)
Se tu vuoi cosė
Dentro di noi c'č un libro bianco e nero
Se lo decidi tu
Che io mi fermo a leggere ogni tanto
Se tu vuoi cosė
Quando non sono sicuro del sentiero
Se lo decidi tu
Perché č lė che č scritto tutto quanto
Se tu vuoi cosė
Una montagna puō sembrare un uomo
Se lo decidi tu
Disteso calmo ad osservare il cielo
Se tu vuoi cosė
Il controluce di un gabbiano in volo
Se lo decidi tu
Puō dissipare in un momento il velo
Se tu vuoi cosė
UNA VITA VIVA
Solo un consiglio detto a metā:
un po' pių in alto un po' pių in lā.
Figli miei cari altro non sa,
quell'uomo qualunque che č il vostro papā.
Il fondo marino, giocar da terzino,
la spiaggia al mattino presto e la fedeltā!
Entrare nel bosco e fermarsi a dormire sul muschio,
scordarsi un po' il rischio e la slealtā!
Se č il caso lottare, pių spesso lasciare.
Saper aspettare chi viene e chi va.
E non affondare se si puō in nessuna passione
cercando di ripartire, qualcosa accadrā.
Curare il giardino e saper fuggire un cretino,
usare poco i motori e poco gli allori.
Non temere la notte, non temere la notte,
perō amando pių il giorno
e partire senza mai pensare a un sicuro ritorno.
Guardando nell'azzurro degli occhi di un neonato
sentirsi giā resuscitato.
E inventare la vita, una vita viva, una vita viva
UN'AVVENTURA
Non sarā un'avventura
non puō essere soltanto una primavera
questo amore non č una stella
che al mattino se ne va.
Non sarā un'avventura
questo amore č fatto solo di poesia
tu sei mia, tu sei mia
fino a quando gli occhi miei
avran luce per guardare gli occhi tuoi.
Innamorato sempre di pių
in fondo all'anima per sempre tu
Perché non č una promessa ma č quel che sarā
domani e sempre sempre vivrā,
sempre vivrā, sempre vivrā, sempre vivrā...
No, non sarā
un'avventura
non č un fuoco che col vento puō morire
ma vivrā
quanto il mondo
fino a quando gli occhi miei
avran luce per guardare gli occhi tuoi.
Innamorato sempre di pių
in fondo all`anima per sempre tu
Perché non č una promessa ma č quel che sarā
domani e sempre sempre vivrā,
perché non č una promessa ma č quel che sarā
UNO IN PIŲ
Una voce sta cantando
ma sono pochi ad ascoltare
i gabbiani stan gridando
per poterla soffocare
altre voci piano piano
stan crescendo da lontano
se quel canto vuoi seguire
puoi cantare
E cosė
tu sarai
uno in pių
con noi.
E cosė
tu sarai
uno in pių
con noi.
Lungo spiagge sconosciute
siamo in tanti a camminare
con le lacrime negli occhi
con il sole dentro al cuore
se sei stanco di lottare
vieni qui a riposare
se non sai pių cosa fare
puoi cantare.
E cosė
tu sarai
uno in pių
con noi.
E cosė
tu sarai
uno in pių
con noi.
Mentre il mare sta a guardare
continuiamo a camminare
come tanti burattini
con le facce da bambini
se sei stanco di lottare
siedi qui a riposare
se non sai pių cosa fare
puoi cantare.
E cosė
tu sarai
uno in pių
con noi.
E cosė
tu sarai
uno in pių
con noi.
Ehh e cosė
sarai
uno in pių
uno in pių.
E cosė
tu sarai
tu sarai...
VENTO NEL VENTO
Io e te io e te
perchč io e te
qualcuno ha scelto forse per noi
mi son svegliato solo
poi ho incontrato te
l'esistenza un volo diventō per me
E la stagione nuova
dietro il vetro che appannava fiorė
tra le tue braccia calde
anche l'ultima paura morė
Io e te vento nel vento
io e te nodo nell'anima
stesso desiderio di morire e poi rivivere
io e te (ripete)
WINDSURF WINDSURF
Windsurf windsurf veleggia e va
Portami lontano da questa rumorosa cittā
Guidami tu vengo con te dove vuoi
Sul Lago di Garda sui mari italiani pių a sud
Chi ci vedrā probabilmente dirā
Toh un altro matto e dopo sorriderā
Si č alzato il vento metto il portapacchi e via
La muta e la vela
Le scarpe giuste il trapezio e la deriva
Mi mangio una mela
La strada sale sul promontorio
Poi all'improvviso ma quante vele laggių
Windsurf windsurf veleggia e va
Portami lontano da questa nervosa realtā
Guidami tu vengo con te dove vuoi
Sui mari hawaiani in Cina in Sardegna in Perų
Un aeroplano ci sorvolerā
E il capitano son certo sorriderā
Ecco che arriva una raffica di vento
Si vede dall'acqua
Questo č il momento che ti perdo me lo sento
La vela sbatacchia
Sei un aquilone alla rovescia
Ondeggi pieghi ma poi riprendi uu uu___
Windsurf
Windsurf
Portami lontano
Windsurf
**** INEDITI ****
NON TI VOGLIO PIŲ
Non ti voglio pių
tu non fai per me
se lo vuoi sapere
ti dirō perché
tu non sai baciare
tu non sai amare
quello che ti insegno
non ricordi mai
Tu credevi che
per avere me
ti bastasse dire
ŦT'amo da morireŧ
Ma non č cosė
come pensi tu
Non ti voglio pių
Non ti voglio pių
Un amore cosė
non puō durare per sempre
ora č finita per noi
non ti voglio pių
tu non fai per me
Senza tante storie
Te lo posso dire
tanto giā lo so
che non soffri tu
non ti voglio pių
non ti voglio pių
HEY RAGAZZO
Hey ragazzo
domani č un altro giorno
Lo so
che ora
pių vivere non vuoi
ma il tuo pianto
che bagna le mie mani
č neve al sole
e asciuga presto
Io lo so ragazzo
ti ho fatto tanto male
e so anche
che lei
non la perdonerai
ma tu
un giorno
ti troverai al mio posto
e capirai
che non ti ho tradito
Perché l'amore sai
l'amore sai
non si puō fermare mai
e quando arriva tu non puoi
soprattutto tu non puoi
andare via da lui
Hey ragazzo
ti ho fatto tanto male
e so
che lei
non la perdonerai
ma un giorno
ti troverai al mio posto
e capirai
che non ti ho tradito
ASPETTANDO DOMANI
Qualche volta sono solo
Io sono solo
Specialmente quando č sera
Quando č sera
Io non cerco una donna
Ho una casa per me
Non ho niente da perdere
Ed allora
Ma perché
Sto aspettando domani
Oh oh oh oh
Sto aspettando domani
Chissā chissā perché eheh
Sto aspettando domani
PER UNA LIRA
Per una lira
io vendo tutti i sogni miei
per una lira
ci metto sopra pure lei
Č un affare sai
basta ricordare
di non amare
di non amare
Amico caro
se c'č qualcosa che non va
se ho chiesto troppo
tu dammi pure la metā
Č un affare sai
basta ricordare
di non amare
di non amar
Per una lira
io vendo tutto ciō che ho
Per una lira
io so che lei non dice no
Ma se penso che
Tu sei un buon amico
non te lo dico
meglio per te
Ma se penso che
Tu sei un buon amico
non te lo dico oh no
Meglio per te
LA SPADA NEL CUORE
One two three for
Era
uno sguardo d'amore
la spada č nel cuore
e ci resterā
sei bella
in questo momento
pių bella
adesso che il vento
ti allontana da me
Notte
di colpo la notte
il cuore che batte
č fermo oramai
La pioggia
ancora col sole
tu vedi
chi nasce e chi muore per te
eh ye e
Era
uno sguardo d'amore
la spada č nel cuore
mi sento morire.
morire per te
Quando
tu l'hai visto sei cambiata
ti sei illuminata
"č simpatia"
non era vero
"io solo tua"
non era vero
nanananana he hey ye ye
Era
uno sguardo d'amore
la spada č nel cuore
e ci resterā
sei bella
in questo momento
pių bella
adesso che il vento
ti allontana da me
Notte
di colpo la notte
il cuore che batte
č fermo oramai
La pioggia
ancora col sole
tu vedi
chi nasce chi muore per te
hey ye ye
Era
uno sguardo d'amore
la spada č nel cuore
mi sento morire.
morire per te e.
Giorni
belli
primavera
sempre
fino a ieri
i tuoi pensieri
erano tutti
per me
vedo te
che ridi
sento ancora
l'eco
io che gioco
i tuoi sorrisi
le tue carezze
per me.
la la la la eeee.
Era
uno sguardo d'amore
la spada č nel cuore
e ci resterā
sei bella
in questo momento
pių bella
adesso che il vento
ti allontana da me
Notte
di colpo la notte
il cuore che batte
č fermo oramai
La pioggia
ancora col sole
tu vedi
chi nasce chi muore per te eee
Era
uno sguardo d'amore
la spada č nel cuore
mi sento morire.
morire per te
LA FOLLE CORSA
Io di notte con lei
vedo il sole lo sai
.no aspetta!
Io di notte con lei
vedo il sole lo sai
ma svegliandomi poi
il buio
il denaro che ho
anche lui brilla un po'
ma ritorna perō
il buio
Io vorrei pregare
ma
le mie mani non so unire
Tu
dammi la fede persa
tu
l'azzurro in cuore versa
io
senza di te cadrei
perché
la mia
č solo una folle corsa
mn nanananana
Tu che lo puoi
Tu
dammi la fede persa
nm nanananana nanananana
Tu che lo puoi
che lo puoi
tu
l'azzurro in cuore versa
Fallo per me
Fallo perché
aaaah lalalala nananā
La mia
č solo una folle corsa
Se la mia voce non ha pių eco
se nel mio cuor non c'č pių fuoco
Se nei miei occhi č sceso un velo
se nel mio mondo non c'č pių cielo
allora tu
dammi la fede persa
tu
l'azzurro in cuore versa mnmn
Tu
dammi la fede persa
Corro in auto perché
a scordarti io provo
ma fuggendo non vivo
io muoio
io vederti vorrei
nel bicchiere non sei
voglio luce e mi dai
il buio
Io vorrei pregare ah!
Ma le mie mani non so unire
Tu
dammi la fede persa
tu
l'azzurro in cuore versa
io
senza di te cadrei
perché
la mia
č solo una folle corsa uh uh
Ah! Ahnanananana nanā
Tu che lo puoi
Tu
dammi la fede persa
Aninanana nana umh!
tu.
l'azzurro in cuore versa
Fallo per me
Fallo perché
naaaah lalalala nananā
la mia
č solo una folle corsa
Se la mia voce nanananananaa
non ha pių eco
nananananananananā
Se nei miei occhi č sceso un velo
se nel mio mondo non c'č pių cielo
allora tu
dammi la fede persa ee
tu
l'azzurro in cuore versa
Tu
dammi la fede persa
Tu
dammi la fede basta!
Tu che lo puoi
Tu che lo puo.
Dammi la fede ahna!
La fede che non ho pių anha!
La fede che non ho pių nana!
Tu che lo puoi
Tu che lo puoi
Tu che lo puoi
Tu che lo puoi
Tu che lo puoi
Dammi la fede
Tu che lo puoi
Tu che lo puoi
la fede che non ho
la fede che non ho pių
la fede che non ho pių
la fede che non ho pių
la fede che non ho pių hee!
Tu nananananana nanā
nananananana mn
nananananana nana ah ah
VENDO CASA
L'erba č alta
ormai lo so
e dovrei potare
i l melo
Quanta polvere
c'č
dentro casa č tutto
un velo
La cucina guarda che cos'č
quanti piatti sporchi
da lavare
e mia madre sempre qui
Che ripete non lasciarti
andare
IL NOSTRO CARO ANGELO
On do tre qua
La fossa del leone
č ancora realtā
uscirne č impossibile per noi
č uno slogan falsitā
Il nostro caro angelo
si ciba di radici e poi
lui dorme nei cespugli sotto gli alberi
ma schiavo non sarā mai
Gli specchi per le allodole
inutilmente a terra balenano ormai
come prostitute che nella notte vendono
un gaio cesto di amore che amor non č mai
Paura e alienazione
e non quello che dici tu
le rughe han troppi secoli oramai
truccarle non si puō pių
il nostro caro Angelo
č giovane lo sai
le reti il volo aperto gli precludono
ma non rinuncia mai
e cattedrali oscurano
le bianche ali
bianche
non sembran pių
Ma le nostre aspirazioni il buio filtrano
traccianti luminose gli additano il blu
Ahah! Ah! Ah! Ahah! Ah! Ah!
e cattedrali oscurano
le bianche ali
bianche
non sembran pių
Ma le nostre aspirazioni il buio filtrano
traccianti luminose
gli additano il blu
Ah! Ahaha! Ah!
Stop sul battere! []Vocalizzi []
UNA GIORNATA UGGIOSA
Sogno un cimitero di campagna
e io lā
all'ombra di un ciliegio in fiore senza etā
per riposare un poco
due o trecento anni
Giusto per capir di pių e placar gli affanni
Parabarabā!
Sogno al mio risveglio di trovarti accanto
intatta con le stesse mutandine rosa
non pių bandiera di un vivissimo tormento
ma solo l'ornamento di una bella sposa
Ma che colore ha
una giornata uggiosa
ma che sapore ha
una vita mai spesa
Parabarabā!
Parabarabā!
Sogno di abbracciare un amico vero
Che non voglia vendicarsi di un momento amaro
e gente giusta che rifiuti d'esser preda
di facili entusiasmi e ideologie alla moda
Ma che colore ha
una giornata uggiosa
ma che sapore ha
una vita mal spesa ah aha
Ma che colore ha
una giornata uggiosa
ma che sapore ha
una vita mal spesa
nanananananana
Sogno il mio paese infine dignitoso
e un fiume con i pesci a un'ora dalla casa
di non fuggire nella Nuovissima Zelanda
fuggire via da te
Brianza velenosa
Ma che colore ha
una giornata uggiosa
ma che sapore ha
una vita mal spesa
Ma che colore ha
una giornata uggiosa
ma che sapore ha
una vita mal spesa
nanananananana.
ARRIVEDERCI A QUESTA SERA
Arrivederci
a questa sera
almeno spero
di rivederti
quello che hai detto
non l'ho scordato
mi piacerebbe
che anche tu
Accidenti
sono in ritardo ora devo andare
devo anche passare dal dottore
dove le ho cacciate
ma per caso non le hai viste tu
le chiavi della macchina erano qui
č giā un po' di tempo
che io non ragiono pių
Arrivederci
a questa sera
verso le cinque
passo da scuola
esce il bambino
son lė vicino
se vuoi venire
decidi tu!
Forse č meglio che restiamo
o addirittura fuori andiamo
tutti insieme a cena al ristorante
c'č un cinese che prepara cibi favolosi
sta tranquilla niente cani ne mao mao
ma ora un altro posto
decidi pure tu
Arrivederci
a questa sera
almeno spero
di rivederti
nananana
ORGOGLIO E DIGNITĀ
Na nananana
Senza te
senza pių radici ormai
tanti giorni in tasca
tutti lė da spendere
perché
allegria non c'č
Forse č un poco di paura
che precede l'avventura!
Eppure io
ero stanco e apatico
non c'era soluzione
ma sė che ho fatto bene
Ma perché
adesso senza te
mi sento come un sacco vuoto
come un coso abbandonato
No!
Orgoglio e dignitā!
Lontano dal telefono
se no si sa!
Eh, no!
Un po' di serietā
aspetta almeno un attimo!
Mnnn!
Senza te
senza nannn vincoli
sospeso in mezzo all'aria
come un elicottero
perché
nell'aria pių non c'č
quel mistero affascinante
che eccitava la mia mente?
No!
Orgoglio e dignitā!
Lontano dal telefono
se no si sa!
Eh, no!
Un po' di serietā
aspetta almeno un attimo!
Aspetta ancora un attimo
mnananana
IL PARADISO NON Č QUI
Amico mio il paradiso non č qui
qui c'č lavoro e sopravvivere si puō
ma un'altra lingua un altro modo di pensare
se non ti abitui č anche facile morire
Il vino costa un occhio e poi non č un granché
le donne invece qui ci sono anche per te
ma son diverse dalle nostre lo vedrai
il lunedė non san nemmeno pių chi sei
e veramente tue non sono state mai
uh mm! Uhu!
Per questa gente noi siamo quelli del salame
e per cognome qui ci chiamano spaghetti
prima di noi c'č stata troppa gente infame
per cui son buoni solo ancora dei corretti
Un nostro amico si č sposato l'anno scorso
e da quel giorno č stato come averlo perso
sembra felice si č comprato anche la casa
e la domenica coltiva le sue rose
perō talvolta ci saluta anche in inglese
uh mm! Uhu!
Marė
Cos'ho fatto Marė?
io qui
E tu lā!
Cos'ho fatto Marė?
Ho paura d'averti perso
scrivi per caritā
mmm
QUESTO AMORE
Troppe volte non va
entusiasmi diversi
Ma purtroppo si sa
non č poi cosė facile amarsi
A me piace lo sport
e cosė l'avventura
A te piace legger molto e sentirti
pių sicura
Ah,
questo amore
ma che strano
sapore
Sa di pianto
sa di sale
Non mi piace perō
farne a meno non so
Questo immenso
amore
Grandi spazi perō
poco sole
Forse senza un comune ideale
eppure sento che c'č
qualche cosa che vale
nananana
Ma perché come mai
hai cambiato d'umore?
non rispondi perché
se ti ho offeso
l'ho fatto senza volere
Tu sorridi perō
č per farmi un favore
Resta il fatto che rimane in fondo
un grande dispiacere
Ah,
questo amore
ma che strano
sapore
Sa di pianto
sa di sale
Non mi piace perō
farne a meno non so
Questo immenso
amore
Grandi spazi perō
poco sole
Forse senza un comune ideale
eppure so dove c'č
qualcosa che vale
nananana
nana Ah
questo amore
nananana
nanana
sa di sale
Non mi piace perō
farne a meno non so
Questo immenso amore
nananana
GELOSA CARA
Gelosa cara amica mia
č proprio un tarlo una malattia
quella di non saper scordare
ciō che da me non puoi sapere
tutti i miei amori precedenti
fanno pių male del mal di denti
tutti quei baci che ho giā dato
non vanno via con un bucato
Gelosa cara amica mia
io ti capisco veramente
tanto che ho detto una bugia
pur non essendo uno che mente
in confidenza amore mio
qualche problema ce l'ho anch'io
per non parlare dell'effetto
delle tue ex cose di letto
l'odio feroce
l'odio ruggente
fa male dentro
e brucia la mente
io ti capisco ne so qualcosa
esser civile come pesa
Andiamo via
via dai fantasmi
in fretta via
da questi inutili spasmi
lasciando qui
i tormentosi masochismi
che inventano alla fine
una tristezza che non c'č
Gelosa cara amica mia
facciamo un giro in bicicletta
io sono Otello e tu mia zia
cosė non va bene, dammi retta
Guardiamo il lago guardiamo i prati
ma non guardiamo gli innamorati
perché se no elucubriamo
e ancora una volta da capo siamo
Andiamo via
via dai fantasmi
in fretta via
da questi inutili spasmi
lasciando qui
i miei tormentosi masochismi
che inventano alla fine
una tristezza che non c'č
Gelosa cara amica mia
č proprio un tarlo una malattia
quella di non saper scordare
ciō che da me non puoi sapere
tutti i miei amori precedenti
fanno pių male del mal di denti
tutti quei baci che ho giā dato
non vanno via con un bucato
Gelosa cara amica mia
io ti capisco veramente
tanto che ho detto una
IL MONOLOCALE
Io tutti i giorni compero il giornale
non solo per il cinema e lo sport
e guardo poi se c'č un monolocale
magari anche senza i comfort
perché vorrei portarti in una casa
e dentro a un letto vero insieme a me.
Mi vien da piangere:
vendesi
e tot milioni per l'anticipo
soltanto vendesi
vendesi
mi sembra quasi impossibile
Io non ti ho detto ancora che mio zio
l'appartamento non lo presta pių
lui ha vergogna della portinaia
non posso fargli certo un occhio blu
mi spiace tanto amore senza casa
mi spiace soprattutto sai per te
maledettissimo
zio
taccagno ingrato ed ipocrita
son tutti vendesi
vendesi
nemmeno un buco per affittasi
Un mazzo di fiori
le tende e i colori
un bianco divano io seduto con te
Il sole al mattino
a letto vicino
e dopo l'amore
beviamo un caffč
Soltanto noi due
Soltanto noi due
di giorno e di notte
soltanto io e te
Tu sei gentile ma per me č un'offesa
approfittare ancor di casa tua
dover mandar tua madre a far la spesa
per abbracciarti un po' e sentirti mia
Vorrei abbracciarti sempre amore caro
restare a lungo solo insieme a te.
Mi vien da piangere
vendesi
mi sembra quasi impossibile
purtroppo vendesi
vendesi
un sogno infondo tanto semplice
nanana nanana
Nanana
Vendesi
nananana
Vendesi nananana
Vendesi nananana
RISPOSTA
E giorno ma il sole non si vede ancora
la nebbia durerā per qualche ora
il faro continua a lampeggiare
e la sirena nel porto ad ululare
Tu sei seduto tutto imbacuccato
e intanto guardi l'acqua corrucciato
tu c'hai provato sė tu c'hai provato
Ma la tua strada non hai trovato
Cerca lā la risposta č lė vicino a te
Cerca lā la risposta fai piano un passo
Cerca lā la risposta č lė vicino a te
Non ce l'hai fatta pių gių in cittā
ha preso la tua auto e sei venuto qua
a dialogare con l'immensitā
e forse un po' di sollievo ti darā
Cerca lā la risposta č lė vicino a te
Cerca lā la risposta fai piano un passo
Cerca lā la risposta č lė vicino a te
La mente va la mente vola
l'uomo si affida a chi lo consolo
La mente va la mente vola
l'uomo si affida a chi lo consolo
La mente va la mente vola
l'uomo si affida a chi lo consolo
Ti prego va pensaci su
la vita non finisce se finisci tu
aspetta un po' la nebbia si alzerā
e il grande mare ti dirā
la tua vera dimensione
e la tua giusta velocitā
Cerca lā la risposta č lė vicino a te
Cerca lā la risposta fai piano un passo
Cerca lā la risposta č lė vicino a te
Cerca lā la risposta č lė vicino a te
Ecco lā la risposta fai piano un passo
GIRASOLE
Passano i giorni
cambiano le stagioni
seguono le rondini
le migrazioni
le acque dai monti
scendono verso il mare
prima di sera
devo cantare
crescono gli alberi
si muovono i ghiacciai
si muove il sole e tu
non ti muovi mai
le acque dai monti
scendono verso il mare
prima che faccia buio
devo cantare
Girasole
segui il sole
stai sereno guarda
l'arcobaleno
Girasole
segui il sole
stai sereno guarda
l'arcobaleno
Nel deserto
immenso del Nevada
devo fermarmi
per una ruota
esco dall'auto
aria condizionata
entro nel caldo phon
della vera vita
Cielo diverso
grigio a Londra
Vado cercando
accordi di chitarra
cammino solo e
la mia mente erra
Com'č diversa questa
dalla mia terra
Girasole
segui il sole
stai sereno guarda
l'arcobaleno
Girasole
segui il sole
stai sereno guarda
l'arcobaleno
E quasi vero
a Roma non piove mai
c'č poca gente
che parla di guai
di problematiche
e delle soluzioni
passano i giorni e
cambiano le stagioni
crescono gli alberi
si muovono i ghiacciai
si muove il sole e tu.
tu non ti muovi mai
le acque dai monti
si muovono verso il mare
prima che faccia buio
voglio cantare
Girasole
segui il sole
stai sereno guarda
l'arcobaleno
Girasole
segui il sole
stai sereno guarda
l'arcobaleno
Girasole
girasole
stai sereno
girasole
Girasole
girasole
stai sereno guarda
l'arcobaleno
Girasole
girasole
girasole
WINDSURF
Windsurf Windsurf veleggia e va
portami lontano da questa rumorosa cittā
guidami tu vengo con te dove vuoi
sul lago di Garda sui mari italiani pių a Sud
chi ci vedrā probabilmente dirā
"Toh! Un altro matto!" e dopo sorriderā
Si č alzato il vento metto il portapacchi e via
la musa č la vela
le scarpe giuste il trapezio e la deriva
mi mangio una mela
La strada sale sul promontorio poi all'improvviso
ma quante vele laggių uuu uu
Windsurf Windsurf veleggia e va
portami lontano da questa noiosa realtā
guidami tu vengo con te dove vuoi
sui mari Hawaiiani vicino in Sardegna in Perų
Un aeroplano ci sorvolerā
e il capitano son certo sorriderā
Ecco che arriva una raffica di vento si vede dall'acqua
questo č il momento che ti perdo me lo sento
la vela sbatacchia
sei un acquoline alla rovescia ondeggi i piedi
ma poi riprendi uuuuuu uuuuuu
GABBIANONE
Scassinarmi da me
per entrarmi di giorno in sogno
e vedere com'č
che mi muovo che cuocio un uovo
E svogliare
cari orari miei non toccare
Corro solo e oserei
defluire a segreti greti
e irretirmi curioso
nel buon uso del sosia a iosa
e goloso
di dolcezza mia
derubarmi eeeeee
la lacrima sta come arancia nell'aranceto
delle guance sfila
si snoda
da indossatrice
dentro l'abito da sera
della mia cera ah!
Con marina ironia
paturnie notturne ormeggio
sogno un mio volteggio umano
da gabbianone
IL BELL'ADDIO
Uha! Tutto č pronto!
Tutto č pronto.
Tutto č pronto tutto sta al posto suo
tu qui entri e chiedi: "che giorno č?"
dico: "il dieci agosto" e che ora fai? "Le sei"
Siamo sul velluto su dei vassoi
siamo in una bocca a orologeria
il calore stringe si fa scorsoio
c'č una luce obliqua che ci rasoia
questo se č un addio come dico io
guarda amarsi č niente se poi cos'č
cos'č lasciarsi darsi allo sciupio
č tutto pronto al posto suo
piangi amaramente allo specchio tuo
mentre mi smarrisco un poco io
senza capo e senza scodinzolio
mentre mi cucino nel brodo mio
alle otto in punto tu prendi e te ne vai
ci lasci il cuore ma te ne vai
ma il cuore non č un foulard e ritornerai
nanananananani u u u tararā
tutti ai nostri posti che si rifā
siamo al trionfo questo č un bis
la sera estiva fresca evviva in platea
non toccare basso un'odissea
verso un gran lasciarsi e un bell'addio
fatto quattro numeri d'isteria
dā la testa al muro se vuoi
lunga č la pianura il corridoio
sfuria la nervosa cavalleria
sfrena la tua afosa tifoseria
l'apoteosi insonne dell'addio
begli occhi spampanati fiore mio
t'ho stretto il cuore ce l'ho io
ferito a sangue langue l'albeggio
begli occhi spampanati da sciupio
nel gran lasciarsi del pių bell'addio
tanana.
t'ho stretto il cuore ce l'ho io
tanana.
nel gran lasciarsi del pių bell'addio
eh uh uh uuuuuuu
Alcuni testi sono sbagliati (come potreste constatare)... ma non sono stati
scritti da me
In lutto,
Giorgio
P.S.
Mi pare di aver potuto capire (anche tramite televideo) che non ci saranno
speciali su Lucio Battisti.
Sono ancora pių triste.