Per me è stata la curiosità dello spot TV de "il viaggio", visto che si
sentiva un pezzetto della guerra di piero e un pezzetto del testamento.
Ero ragazzino (1a superiore) e quelle parole erano assolutamente nuove,
provocatorie.
Ho cercato qualcuno che mi potesse prestare qualcosa (comprare un disco per
curiosità a quell'età non era concepipile), ed ho trovato solo una copia mal
fatta ed incompleta di qualche brano dei concerti con PFM (Piero, bocca di
rosa, un giudice, il pescatore).
Da allora la musica ha un altro sapore, ogni canzone, di chiunque, si
confronta con le sue.
Non vi dico l'emozione quando, nel 30/8/1991 (3a superiore, mi pare) ho
visto il suo concerto (Cagliari)!!!!
Saluti, MAURO
maur...@tiscalinet.it
ESTATE 1969 , AVEVO QUATTORDICI ANNI, LAVAVO I BICCHIERI E METTEVO SU LA
MUSICA IN UN BAR A PORTOROTONDO
A OTTOBRE HO TROVATO LA GUERRA DI PIERO E LA BALLATA DELL'EROE NELLA MIA
ANTOLOGIA DI LETTERATURA DELLA PRIMA LICEO
CIAO
GIò
IL PRIMO APPROCCIO
Ero in prima superiore da nemmeno una settimana. Un pomeriggio, in
oratorio. Con la chitarra in mano, naturalmente, anche se all'epoca la
strimpellavo solo da un paio di mesi. A un certo punto due amiche
all'epoca carissime (tali Laura Buzzolani e Letizia Addante... ora
purtroppo ci si è persi di vista... ma magari lurkano qua... eheh...)
aprono il canzoniere e dicono
"Bella questa... dormi sepolto in un campo di grano... non è la rosa non
è... la sai suonare?"
"No... non l'ho nemmeno mai sentita"
"Dài, gli accordi sono facili... prova..."
E così sentii per la prima volta dalle angeliche (? :o) voci delle mie
due bellissime amiche "La guerra di Piero". Senza capirla fino in fondo
per la verità, né a livello di parole né tantomeno di musica. Forse ero
troppo impegnato a contemplare Laura e Letizia... Comunque la canzone
ormai più o meno l'avevo sentita, e la pulce nell'orecchio ci si era
infilata.
LA SORPRESA
Pochi mesi dopo, a casa di Marco Veronelli (altro mio amico, per il
quale vale il discorso precedente) trovo un disco: Il viaggio, di
Fabrizio De André. In CD. Tra l'altro a casa mia era appena entrato il
primo stereo con lettore CD e io avevo due dischi, uno dei Dire Straits
e uno di Gershwin.
"Me lo presti?"
"E' di mio fratello..."
"Dài, dài, dài..."
"Ok.."
E là mi sono registrato su cassetta tutte le strafamose che tutti
abbiamo nel DNA (marinella, l'amore cieco, l'amore perduto etc.) più
qualche "outsider" di cui mi sono innamorato al primo ascolto: geordie,
e fu la notte, fila la lana e il fannullone.
Poi ho ridato il CD.
NINA
Dopo qualche annetto, incontro Nina. Deandreiana e guccinofila convinta.
Che mi converte all'istante. Tra l'altro ora io e Nina stiamo insieme da
cinque anni e mezzo, quindi mi si potrebbe pure accusare di aver
sfruttato faber per basso tacchinaggio eheh...
Comunque incontro Nina, che mi parla di questo cantante che lei ama e
bla bla bla. Io alla fine, più per logoramento (o tacchinaggio? :o)) che
per convinzione mi faccio prestare due cassette. La buona novella e non
al denaro.
Cazzo.
La folgorazione.
Io pensavo che De André significasse qualche canzoncella tipo via del
campo, bocca di rosa etc. una specie di battisti o baglioni solo un po'
più sfigato...
Dopo un giorno avevo in casa il CD della buona novella. L'ho ascoltato
fino a consumarlo. Questo è un fatto vero: alcune volte ho perfino messo
il CD in frigo perché lo sentivo troppo caldo e (nella mia allora
completa ignoranza di come fosse fatto un CD) avevo paura si rovinasse
dopo ore di ascolto consecutivo. Dopo un mese avevo già 6 o 7 CD.
Oggi la discografia in casa mia è completa. C'è pure Il viaggio, che
Nina mi ha regalato dopo averlo ripescato in casa di un suo zio. E ci
sono pure un po' di registrazioni "casuali o quasi" di pezzi vari
trovati chissà dove.
Comunque vi assicuro che ancora oggi quando ascolto la Buona Novella mi
vengono un po' i brividi che mi vennero allora...
Saluti
Dan
--
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Io ti devo fare coraggio.
E a me chi mi fa coraggio?
-- N. Moretti / Aprile
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Dan Marino
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E-mail : daniele...@tiscalinet.it (urgenti: @mail.omnitel.it)
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PGP Key ID : 0x4A0878FE
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Da piccolo mio zio mi suonava con la chitarra le piů famose e (a parer suo)
belle (Il testamento di Tito, Piero, Carlo martello, Via della Croce,
Geordie...) allora senza volerlo le ho imparate. POi un bel giorno mentre
ero malato a letto mia mamma č torata a casa con una cassetta che aveva
molte canzoni: Il viaggio. Be', non vi dico come l'ho ascoltata. Poi pian
piano ho comprato il resto, tanto che adesso non c'č stato bisogno di
comprare il cofanetto. In piů le so tutte a memoria, e grazie a Faber ho
pure imparato a suonare la chitarra...
Un solo rimpianto: non aver comprato (non so se si trova ancora) un doppio
che si intitolava mi pare "concerti 1991"...mi ricordo che era piano di
canzoni strane, che non sapevo, in lingua straniera, boh...allora non l'ho
mai comprato...Cazzo, al tempo non avevo Creuza de Ma sennň eccome che lo
compravo!!!
Vabbe', insomma adesso ho addirittura "Caro Amore" "Titti" e "Una storia
sbagliata", anche se a dire il vero mi manca "Il pescatore" nella versione
classica (quella fischiata, per capirci) in CD (ce l'ho solo in
cassetta...).
CIAU!!!
Sasuke
laura tori <el...@tin.it> wrote in message B58EC82D.1397%el...@tin.it...
"Mauro '74" <maur...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:8k7rov$ig8$2...@sirmdpsin16.inwind.it...
> Una domanda per tutti voi:
> Quel'è stata la prima canzone, il primo LP, la prima occasione in cui
avete
> sentito Faber?
>
VOL III, l'ho ascoltato fino a impararlo a memoria quando
avevo dieci anni.
La canzone che piů ascoltavo era "la ballata del Michč".
Poi fino a quattordici anni non ho comprato nessun'altro
disco (anche perchč la paghetta non sarebbe bastata)
finchč non mi sono imbattuto in "creuza de ma" comprato
da mia sorella, e da lě la folgorazione.
Ogni regalo di compleanno o di natale che ricevetti da mia
sorella da quel momento in poi fu un disco di De André.
Avevo un anno per impararmi due dischi prima di ascoltarne
di nuovi, dev'essere per questo che ci sono entrato cosě tanto
dentro
12 anni, "falegname col martello perchè fai den den, con la pialla su quel
legno perchè fai fren fren.....".
Di mia madre, e io sotto con il chitarrino a far dum dum dum, in fa#-.....
E poi via, poco per volta. Ma poco. Il vero botto c'è stato quando nel '96
ho comprato per curiosità "Anime Salve", che credo sia <<poco
discutibilmente>> l'opera più matura, più completa e più alta del fabrizio.
Al di là dei gusti e delle opinioni personali (per esempio io sono molto più
innamorato di "storia di un impiegato" e "La buona novella").
Provate a mettere "Anime salve" in un buon Hi-Fi e sparatelo a volume
talmente alto da sentire le mani del musicista spostarsi sulla chitarra. Io
mi sono innamorato del sapore delle note, dei rantoli delle voce, della
pastosità delle melodie acustiche. Fino ad avere i brividi sulle poche note
del pianoforte di "ho visto nina volare". Mi sono arrampicato dietro la fisa
di "Dolcenera", e sto ancora correndo dietro ad "A cumba", per capire dove
si poserà. E corro corro, prima o poi la prendo. Sono ancora tremante per le
parole di "Anime salve", e a questa maniera potrei continuare per delle ore.
Ecco come, il resto poi viene da se, i tuoi aiuto saranno ancora salvati....
Uomo Nuovo
Sinceramente non me lo ricordo. Il fatto di avere 2 fratelli di una decina
di anni piů vecchi di me e amanti di Fabrizio mi ha fatto crescere con le
sue parole nel sangue. Ricordo vagamente perň quando regalarono "Storia di
un impiegato" per il compleanno di mio fratello maggiore, avevo 6 anni!!
Poi la colonna sonora della mia vita č stata De Andrč, De Andrč e poi ancora
De Andrč.
Nei primi anni delle superiori mi sono messo in testa di imparare a suonare
la chitarra.
Dopo aver appreso i primi accordi e preso confidenza con il giro di DO ho
voluto iniziare subito a suonare qualcosa, allora, preso un libricino di
spartiti che mio fratello conservava gelosamente senza saper suonare, ho
cercato una canzone con degli accordi semplici, alla mia portata: LA, RE, MI
... trovata!!
Era il libro degli spartiti di Tutti morimmo a stento e la mai prima canzone
con la chitarra fu La ballata degli Impiccati ;)
Grazie per avermi fatto affondare nei ricordi :)
Franco
Non posso essere sicura che sia stata la prima volta, magari qualcosa
avevo gia' ascoltato senza essere attenta (Marinella ad esempio), ma
credo che la prima volta sia stata dieci anni fa in una facolta'
occupata, chitarre suonate da mani poco esperte e voci stonate, ma il
testo de "La guerra di Piero" mi colpi' molto e poi ancora di piu',
dato il momento, "Canzone del Maggio". Il resto e' venuto subito dopo,
molto velocemente, su cassette di infima qualita' e quella splendida
voce che dava un senso piu' profondo alle stesse parole. Con una mia
amica al violino passavamo i pomeriggi a suonare.
Solo dopo quattro-cinque anni sono arrivati i CD. Sono una di quelle
che apprezza di piu' il De Andre' con voce e chitarra che quello
perfetto nei suoni e negli arrangiamenti, molto bello ma piu'
difficile da partecipare
Enrica
>Una domanda per tutti voi:
>Quel'è stata la prima canzone, il primo LP, la prima occasione in cui avete
>sentito Faber?
Non ricordo una data precisa, ricordo solo le notti in campeggio, noi
bambini venivamo messi a letto ed i genitori si riunivano sotto
qualche tenda, di solito a scambiare quattro chiacchiere, ma
abbastanza spesso il "Jones" del gruppo tirava fuori la sua chitarra e
suonava delle canzoni sconosciute, che parlavano di rose, diamanti,
guerre, morti, campi di sterminio......
Con il passare delle estati qualcuna di quelle canzoni divento'
familiare anche a noi poveri esiliati, ancora troppo piccoli (e troppo
rompiscatole) per poter partecipare ai canti notturni dei "grandi".
E scoprimmo che gli autori si chiamavano "fabrizio de andre'" e
"francesco guccini".
Durante quell'inverno, frugando tra i dischi di mio padre trovai
"Volume 1", e lo consumai ascoltando bocca di rosa, via del campo,
barbara, carlo martello....
Quell'estate, forti dei nostri 10 anni, riuscimmo a conquistarci un
nostro spazio serale, non eravamo ancora ammessi al cospetto dei
"grandi" ma almeno potevamo stare tutti insieme a cantare.
Riuscii anche a conquistare una bambina di nome barbara con l'omonima
canzone, ero stonato come una campana (come adesso d'altronde), ma la
mia bravura nel cantarla senza nemmeno un errore fece colpo.
Fino ad allora mi ero limitato a quell'unico LP, non avevo i soldi per
comprarmi i dischi da solo, e mio padre non sembrava intenzionato ad
incrementare la sua collezione di dischi.
Nell'estate dell'80, a 12 anni, scoppio' la passione, complice una
ragazzina di cui mi ero follemente innamorato e che mi insegno' la
guerra di piero, canzone che ovviamente balzo' immediatamente in testa
nella mia personale classifica. In quei giorni l'unica scusa che noi
ragazzini avevamo per poterci "imboscare" di notte in spiaggia ( che
poi era notte per modo di dire, poiche' immancabilmente ad una certa
ora qualcuno veniva a cercarci e a spedirci a nanna) era quella di
"andare a cantare", e passavamo il tempo con il "gioco della
bottiglia" o simili cercando di rubare qualche bacino all'amata, salvo
metterci a cantare a squarciagola "la chiamavano bocca di rosa..." non
appena si vedeva l'ombra di qualche genitore.
L'anno dopo ci fu il salto di qualita': il figlio del "chitarrista
degli adulti" durante l'inverno aveva imparato a suonare , ed ora
anche noi potevamo godere di accompagnamento musicale per i nostri
gorgheggi. L'unico problema era convincerlo a suonare la sera in
spiaggia, visto che i genitori gli avevano inculcato un terribile e
inopportuno terrore dell'umidita'. Negli ultimi tempi il nostro
repertorio si era arricchito enormemente, anche con l'aggiunta di
nuovi cantautori come bennato, ed avevamo un palinsesto che ci
permetteva di riempire parecchie ore, grazie anche ad alcune varianti
sulle canzoni, tipo ripetere per innumerevoli volte la strofa "perche'
ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo" variando
intonazione e velocita', esercizio che noi trovavamo esilarante,
mentre provocava le convulsioni in qualsiasi persona avesse la
sfortuna di trovarsi a portata di orecchio.
Durante l'inverno le occasioni di trovarci e cantare erano pochissime,
e ci dovevamo accontentare di ascoltare le cassette dei nostri eroi,
orrendamente registrate con il microfono davanti alle casse e
sottofondo di chiacchiere e rumori ambientali vari.
E i mesi passavano, lentamente, nell'attesa dell'agosto e del
campeggio, quando ci saremo ritrovati a cantare le nuove canzoni che
avevamo imparato (questa frase mi ricorda un'altro nostro cavallo di
battaglia, margherita...)
Pero', un giorno di uno di quei lunghissimi inverni, scoprii che al
festival dell'unita' avrebbe cantato, e pure gratis, FABRIZIO DE
ANDRE'!!!! Immediatamente radunammo la "banda", o almeno quella parte
che abitava in sardegna, e ci fiondammo alla fiera, tradizionale luogo
di concerti. Ricordo che dopo appena 2 o 3 canzoni con nostra somma
angoscia inizio' a piovere (cosa quantomai strana in sardegna), ma
fabrizio, dopo essersi consultato con il pubblico, decise di rischiare
la folgorazione e continuare a cantare. Per noi ragazzini, bagnati
fradici ma esultanti, fu un atto di eroismo senza pari, che faceva
mutare in fanatica adorazione la gia' somma venerazione che avevamo
per lui. Questo fu il primo concerto di fabrizio a cui assistetti.
In seguito ci furono altri concerti, ma nessuno ebbe la stessa
atmosfera di quel mitico primo incontro.
Sono passati tanti anni da quei giorni di campeggio, gli amici sono
cambiati, la "banda" si e' dispersa da parecchio tempo (qualcuno e'
andato per eta'....), i "continentali" per primi ma anche i
cagliaritani chissa' dove sono ora. Pero' ogni volta che ascolto la
guerra di piero non posso fare a meno di ripensare a quella ragazzina
dagli occhi verdi, ed a quel gruppetto di scalmanati che la cantava in
spiaggia.
Mi rendo conto solo ora di aver scritto una marea di parole ( e pure
sconclusionate) , mi scuso con chi ha avuto il coraggio di seguirmi
fin qui, prometto che non lo faro' piu' :)))))
Ciao
Roberto
P.S. ed io che pensavo di essere l'unico cagliaritano del
newsgroup.......... visto Red? non siamo gli unici a tifare rossoblu
:)))
Stavo nel lettino in camera dei miei genitori, l'impegno piů grosso della
giornata era raggiungere la cucina a quattro zampe e la cosa piů negativa
che riuscissi ad immaginare era perdere il ciuccio...mio padre per farmi
addormentare mi strimpellava la ballata del Michč e Marinella....
Agur,
D.
AAARGHHHHH.......
Caspita, meno male che poi te ne sei accorto.....
Particolarmente *ardito* il paragone con baglioni ;-)
Agur,
D.
eh no... non siete gli unici
ciao
bibi'
Ricordo mia sorella che con l'allora suo ragazzo e, adesso, mio cognato
strimpellava La Camzone di Marinella fino alla completa assuefazione, era
circa inizio anni 80 (L'Italia vinceva i Mondiali...)
Successivamente inizia a "girare" nella mia compagnia una cassetta, quasi
come di trattasse di materiale altamente illegale. Era il doppio concerto
dal vivo con la PFM e lí c'è l'innamoramento...
Poi arriva il più bel disco di Fabrizio, Creuza de Ma, e da un violento
scossone a quello che era lo standard musicale dialettale per noi Genovesi
(I Trilli e Piero Parodi) ora sommersi dall'enormità di un album che
all'inizio ha quasi sconvolto l'ascoltatore, era veramente qualcosa di
innovativo e poi ha addirittura vinto 2 premi: come miglior disco italiano
del decennio 1980-1989 nella sezione canzone italiana e in quella rock
italiano. Grandioso.
Ciao a tutti.
La prima volta é stata quando ho letto De André. Sì, avete letto proprio
bene: io mi sono innamorato di De André leggendolo, proprio come si fa
con un poeta o un filosofo, non ascoltandolo.
Ero alle medie (quindi anni compresi tra il 1979 e il 1982) e sulla mia
antologia vi era "La Guerra di Piero". Non avevo mai ascoltato nulla di
suo (anche se chiaramente il nome non pioveva dalla luna).
Bum! Folgorato, anche perchè ero già innamorato di Bob Dylan e sentii un
qualcosa di comune...
Cercai i dischi, e mi procurai il famoso cofanetto dei 4 LP... tre mi
incantarono, "Rimini" mi respinse... ma da allora fu amore.
Ciao,
Mauro.
bibi' ha scritto:
Questa notizia mi fa davvero piacere...visto come siamo messi adesso,
soprattutto (mi sto gia' preparando psicologicamente per le trasferte a
Cittadella e Crotone...). Ma risorgeremo, ale Casteddu!
Per rispondere alla domanda del subject... essendo nato che i miei genitori
gia' ascoltavano Faber, probabilmente a 2 mesi gia' avevo sentito qualcosa.
:-)
Mi ricordo vagamente, avro' avuto 6-7 anni, che in una cassetta di brani
registrati dalla radio e che i miei ascoltavano in macchina mi colpi'
moltissimo la frase "qui nella penombra ora invento parole"...perche'
inventarmi parole era uno dei miei giochi di piccolo pazzo :-) Era, per chi
non lo sapesse, una frase di "Un matto"...e dopo poco cominciai ad imparare
i nomi "De Andre'", "Guccini", "De Gregori"... che sarebbero stati poi i
miei migliori amici di gioventu'.
Non ricordo sinceramente altro di preciso...se non che il mio rapporto con
De Andre' cambio' di colpo da passione ad amore quando comprai assieme
"Storia di un impiegato" e "Volume 8". Fino a li' ascoltavo molto di piu'
Guccini (che apprezzo ancora), ma Faber divenne dopo l'ascolto di quei due
dischi il mio punto di riferimento.
Il primo CD di Faber (avevo gia' qualche cassetta) fu il doppio "Concerti
1991" regalatomi da mia mamma per il mio quattordicesimo, mi pare,
compleanno.
Ricordo invece come se fosse oggi l'11 Gennaio 1999 ed i giorni seguenti,
tra cui il 13 a Genova.
Ma questa e' un'altra triste storia.
r.
***************
- Certe volte mi sveglio sapendo che avro' una brutta giornata ed infatti ho
una brutta giornata. Certe volte mi sveglio pensando
che avro' una buona giornata, ma viene sempre fuori una brutta giornata.
Com'e' che non mi succede mai di svegliarmi
pensando che avro' una buona giornata e poi di avere davvero una buona
giornata? O di svegliarmi pensando che avro' una
brutta giornata e poi di avere una buona giornata? Mi fa male lo stomaco...
-
(Charlie Brown)
--
Posted from [212.210.188.12]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
A casa di mia nonna, ancora fino a poco tempo fa, esisteva un vecchio mobile
che costituiva l'angolo di un salotto componibile. Attaccate vi erano tre
poltrone, due da un lato e una dall'altro a formare una specie di "L". Tale
mobile era dotato di varie particolarità, una di queste era che come piano
d'appoggio aveva uno specchio. Per me bambino era bellissimo sdraiarmi a
pancia sotto sul lato delle due poltrone con la testa che arrivava di quel
tanto che bastava allo specchio e guardare nel fondo che rifletteva il
biancastro del soffitto: era quella la porta di accesso ad un altra
dimensione. L'altra particolarità del mobile riguardava il mangianastri,
come si chiamava allora , e come ancora lo chiama mio padre, infatti nella
spalliera di questo mobile, proprio al di sopra dello specchio, vi era
inserito un vecchio STEREO 8 che, per chi non lo sapesse, era l'antenato di
quelli odierni. Per intenderci era lo stereo dalle cassette giganti, grandi
quasi quanto una videocassetta VHS. Passavo molto tempo delle mie vacanze
estive a contemplare il fondo dello specchio e a volte, in contemporanea, ad
ascoltare le cassette che avevo a disposizione. Queste
erano tutte riposte in una scatola a righe bianche e rosse con sopra la
scritta "Rutilius" (ricordo che questa marca ricopiava spudoratamente le più
famose "puma"). Era una mattina d'estate avrò avuto otto nove anni, quindi
poteva essere il 1984/85 quando cominciai a rovistare nella scatola . Le
cassette avevano tutte una scocca di un colore pallido. Ne ricordo alcune:
una di un verde pistacchio molto tenue sulla cui copertina c'era un bambino
che faceva pipì su di un prato scosceso, di un'altra ricordo delle mani
alzate su di uno sfondo bianco, di un'altra ancora ricordo una strana
scritta anche qui su di un fondo bianco di fronte ad una specie di muro
disegnato; e poi ce ne era una che aveva l'involucro di color rosso un po'
sbiadito la cui copertina non ricordo benissimo, se non che vi era
raffigurato un uomo che aveva molti capelli sul volto. Non era quella la
prima volta che mi mettevo ad ascoltare quelle cassette, ma a dire il vero
non ci trovavo niente di interessante. Quel giorno però mi capitò per le
mani quella di color rosso sbiadito, che non so per quale motivo prima di
allora non avevo mai sentito, e non vi dico quali sensazioni provai
nell'ascoltare quelle parole scandite in una maniera inaudita e dette con
una voce bellissima. Quelle canzoni non mi dicevano tanto ma mi rapivano e
così le ascoltavo e riascoltavo. Nella mia mente restavano però impresse
delle immagini: i mille di Garibaldi che partivano per la guerra, un
pescatore con al suo fianco due gendarmi a cavallo, uno seduto a studiare di
notte illuminato da una luce fioca e altro ancora. Non nascondo poi che alle
parolacce di cui quelle canzoni erano costellate sorridevo anche. Era
avvenuto il mio primo incontro con Fabrizio. Ancora non sapevo neanche come
si chiamava, il nome sulla copertina non lo avevo mai letto, finchè due o
tre anni più tardi, era di sabato pomeriggio anzi si era ormai all'ombra
dell'ultimo sole e come ogni sabato che si rispettava si stava incolonnati
in mezzo al traffico, in macchina, per andare a casa della solita nonna a
passare il fine settimana. Come al solito durante questo viaggio io dormivo
e lo facevo appoggiando la testa sulle ginocchia di mia sorella. Ad un certo
punto vengo svegliato da una voce sublime che a dire il vero qualcosa mi
ricordava ma che cantava una canzone che non avevo mai sentito. Mi alzai
quasi di botto e chiesi a mia sorella chi fosse a cantare, lei che ha 5 anni
più di me, disse: mi sembra che sia un certo De Andrè, dai quello di cui
metti sempre la cassetta allo stereo del mobile. Cavolo era lui, la canzone
ricordo parlava di un certo Piero e poi di sangue, di maggio, e poi non
ricordo cos'altro. Continuò mia sorella: comunque puoi chiedere a zia di
questo cantante, credo che la cassetta che tu ascolti sempre fosse sua.
Appena arrivato a casa di mia nonna, che poi era ancora casa della zia in
questione gli andai a chiedere cos'è che sapesse su questo presunto De Andrè
e se sapeva della canzone che parlava di Piero. Lei mi disse che si trattava
proprio di Fabrizio De Andrè e mi canto un pezzo de "La guerra di Piero" che
cominciai a cantare e ricantare dentro di me all'infinito anche se
ovviamente ne cantavo una versione tutta mia, inventata sul momento. Ormai
conoscevo anche il nome.
Questo più o meno si può dire che sia stato il mio primo incontro con
Fabrizio e se devo dire la verità sono proprio contento di averlo scoperto
da solo.
Comunque io sono nuovo del news group e non so bene le regole che bisogna
rispettare. Quindi se dovessi sbagliare qualcosa vi chiedo scusa in
anticipo.
--
Davide Bevilacqua
Roma
davidebe...@inwind.it
ICQ: 74956627
La prima volta non lo ricordo, credo di essere cresciuto con le note di
Fabrizio, io sono l'ultimo di tre fratelli piů giovane di una decina d'anni
dagli altri due, amanti da sempre del nostro Faber.
In casa ho sempre visto i dischi di De Andrč, mi ricordo (avevo 6 anni)
quando gli amici di mio fratello maggiore gli regalarono per il compleanno
Storia di un impiegato, era appena uscito!
Poi la colonna sonora della mia vita č stata solo lui.
Quando ero alle superiori mi sono messo in testa di suonare la chitarra,
avevo un libricino con gli accordi e i primi giri armonici, dopo aver
imparato il giro di Do decisi di iniziare subito a strimpellare qualcosa.
Presi degli spartiti che i miei fratelli conservavano nel cassetto e mi misi
a cercare qualcosa di facile.
Trovai una canzone dagli accordi semplici LA, RE, MI e cosě imparai a
suonare: la canzone era La Ballata degli Impiccati!
Per il resto non ho fatto altro che suonare e ascoltare i dischi che avevo
in casa, apprezzando via via sempre di piů i testi e le musiche man mano che
la ragione prendeva possesso del mio cervello.
Credo di avere nel DNA parecchie note e pensieri di Fabrizio e spero un
giorno di trasmettere tutto ciň a mio figlio (che ha un anno) perchč mi
dispiacerebbe molto che tutto il suo lavoro venga dimenticato.
Tutto qua, grazie per la domanda :)
Franco
> AAARGHHHHH.......
> Caspita, meno male che poi te ne sei accorto.....
> Particolarmente *ardito* il paragone con baglioni ;-)
>
> Agur,
> D.
:o)
Avevo anche 13/14 anni, eh...
Ciao
Dan
--
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Volevo una canzone come una vergine che va sposa:
tutti a farle il filo intorno perché è bella, perché è ritrosa,
tutti a filo di coltello perché è promessa, perché è gelosa.
-- M. Manfredi, F. De André
> Una domanda per tutti voi:
> Quel'è stata la prima canzone, il primo LP, la prima occasione in cui
avete
> sentito Faber?
Nel 1970 a sei anni, ascoltavo " Re Carlo..." e siccome avevo sentito che
De
Andrè era etichettato come quello che "canta le canzoni con le parolacce"
quando lo sentivo dire "pulzella" ridevo come un matto pensando che fosse
una parolaccia, finchè è intervenuto mio fratello ( i 45 e gli L.P. erano
suoi ovviamente) a dirmi "cerca di capire cosa dice invece di ridere come
uno scemo".
Adoro ovviamente i testi di De Andrè ma serbo un ricordo bellissimo di
pomeriggi passati ad ascoltare i suoi primi 45 dove memorizzavo le note,
conoscevo le parole, ma capivo ben poco.
Ciao tutti
Beppe
Ora sono a Torino, ma Sanluri è stato il mio comune di residenza per 10
anni, ai tempi delle medie e delle superiori (ITIS "D. Scano", Monserrato).
MAURO
bibi' <ba...@tiscalinet.it> wrote in message
8kcos0$p41$1...@lacerta.tiscalinet.it...
>
> ChThOn <cht...@freemail.it> wrote in message > P.S. ed io che pensavo di
> essere l'unico cagliaritano del
> > newsgroup.......... visto Red? non siamo gli unici a tifare rossoblu
> > :)))
>
Ciao, vi lurko sempre, ma a questa proprio dovevo rispondere...
Io ho conosciuto De Andre' in prima media, un mio compagno lo ascoltava e
spesso cantava "La guerra di Piero" in classe... un giorno ha portato la
cassetta di Creuza de Ma, e tutti ci siamo messi a leggere a voce alta i
testi di A Dumennega e Jamin-a, per... ehm... "imparare nuove parole"...
Solo piu' tardi ho conosciuto il Pescatore suonata dalla chitarra di qualche
amico, e piu' tardi ancora ho copiato da un altro amico un album, una
raccolta di cui nemmeno ricordo il titolo (credo si trattasse dell' "album
blu"). Sono andato nel '91 a vederlo in concerto a Chiavari, dopodiche' sono
diventato un fan sfegatato, e in effetti Faber e' l'unico punto fermo nei
miei interessi musicali, che variano piu' o meno ogni giorno (ora sono molto
"King Crimson", una volta ero "Iron Maiden" e "Metallica"....)
La mia raccolta di canzoni di De Andre' ora e' purtroppo completa (purtroppo
perche' non ce ne saranno di nuove...), ma ancora sorrido pensato a come non
avevo capito nulla di questo grandissimo autore quando avevo 12 anni e
cercavo le parolacce nei suoi testi.. :)
Ciao
Carlo
--
Posted from gate.txt.it [212.29.135.8]
Intanto un ciao a tutti,
Leggo spesso, ma di fronte a tanto sapere....resto un pò così;-)
Stavolta devo rispondere.
Faber......era il 1970....anni luce indietro!
Un giorno mi regalarono un' LP..La buona Novella.
Dopo 2 giorni sapevo a memoria tutte le canzoni, e piano piano imparai tutte
le altre.
Ero ragazzina allora, non mi interessava molto la musica, ma di Faber mi
innamorai subito.
Sono genovese, Lui me lo sento nel sangue, ascolto le sue canzoni TUTTI i
giorni, non posso farne a meno.
Ogni volta è un'emozione nuova, intensa, mai nessuno è riuscito a darmi
emozioni come Lui.
Quando vado S. Ilario non posso non pensare a Lui e a Bocca di Rosa, ma
ogni angolo della città mi fa ricordare le sue canzoni.
Avete presente " La città vecchia"?
Ecco per chi non conosce Genova, basta ascoltare questo pezzo e capirà che
cos'è la vera città, il porto i carruggi, le osterie.
Creuza de ma..............è il sunto di ciò che sono i genovesi e Genova che
pur essendo La Superba è piena di creuze (mulattiere) che non sono certo
sinonimo di superbia ma di umiltà!
Sono molto campanilista, amo svisceratamente la mia città, e l'onore di aver
dato i natali a un poeta come Lui me la fa amare ancora di più.
E' troppo forse?
Ma l'amore quando è vero è totale, e io non riesco a scindere il mio amore
per Genova da quello per De Andrè...erano la stessa cosa, vivevano in
simbiosi, e lui ha cantato il suo amore per lei in mille modi!
Inoltre amo in lui quell'esasperato rispetto verso tutto e verso tutti, lui
amava il mondo, non esitava ad esternare il suo pensiero, ma come ben sapete
rispettava le idee di tutti pur non condividendole, ha difeso i deboli gli
emarginati, e lui proveniva da una famiglia dell'alta borghesia genovese.
Motivo di più per apprezzare il suo modo di essere, che negli anni 60
andava controcorrente, ma lui è sempre andato avanti per la sua strada, e il
tempo gli ha dato ragione, mentre allora lo condannavano, ora lo osannano,
tutti nessuno escluso, e alcune fra le sue poesie, fanno parte dei libri di
testo nell scuole.
Scusate mi sono lasciata andare ma....l'amore è l'amore;-))
Ciao a tutti
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Morgana "___"
Per strada, tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza si ammala di terrore
c'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo...
io son d'un altro avviso son bombarolo. ( Mitico Faber )
Mo...@grifoni.com
Però sempre innamorata
di Obelix ;-((
Mauro '74 ha scritto:
>
> Una domanda per tutti voi:
> Quel'è stata la prima canzone, il primo LP, la prima occasione in cui avete
> sentito Faber?
>
A 4 anni, nel 1970, dal vivo a Genova in casa di amici di mio padre. Non
ci crederete ma ho la sensazione di ricordarmelo, anche se forse è solo
suggestione.
Per il resto l'ho sentito ogni volta che lo sentiva mio padre fino
all'età della ragione, poi ogni volta che ne avevo voglia :-)
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-------- CarloS --------
Grifoni in Rete - Sito dei Grifoni http://www.grifoni.com
Io sarei genoano per nascita- peraltro con rare
soddisfazioni (by Vittorio Gassman)
Magari tutte le domeniche in mezzo a tante persone;-))
Ciao CarloS ci si incontra spesso ultimamente;-)
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...vedo già foglie di vetro
alberi e gnomi corrersi dietro
torte di fiori e intorno a me
leggeri cigni danzano.
A che serve poi la realtà?
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Mauro '74 <maur...@tiscalinet.it> wrote in message
8k7rov$ig8$2...@sirmdpsin16.inwind.it...
> Una domanda per tutti voi:
> Quel'è stata la prima canzone, il primo LP, la prima occasione in cui
avete
> sentito Faber?
>
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