L'illustre cugino De Andrade

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Riccardo Venturi

da leggere,
7 mag 2002, 12:51:2707/05/02
a

A tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa citta' civile
perche' avevamo un cannone nel cortile...
(Fabrizio de Andre', "La domenica delle salme")
___________________________________________

Oswald de Andrade

José Oswald de Sousa Andrade (che scrisse semplicemente come "Oswald
de Andrade") nacque a San Paolo del Brasile nel 1890. Essere presente
alla svolta del secolo, quando aveva 10 anni, fu decisivo, come
ricorda de Andrade gia' adulto: "Avevamo svoltato l'angolo di un
secolo. Si entrava nel 1900..."

San Paolo si destava all'industrializzazione e alla tecnologia e si
dischiudeva un nuovo mondo urbano che Oswald avrebbe presto
assimilato, affascinato: il tram elettrico, la radio, il cinema, la
pubblicita' col suo linguaggio sintetico.

Personalita' assolutamente poliedrica, Oswald de Andrade aveva 22 anni
quando fece il primo dei suoi svariati viaggi in Europa (1912), dove
entro' in contatto con i movimenti di avanguardia, ed in particolare
col futurismo italo-francese; ma solo dopo dieci anni avrebbe
impiegato le tecniche di tali movimenti. In varie forme divulgo' il
cubismo e il futurismo in Brasile. Frattanto, nel 1911, aveva fondato
una rivista umoristica intitolata "O Pirralho". Nel 1919 si laureo'
in giurisprudenza presso l'universita' di San Paolo.

Il suo terzo matrimonio, con Tarsila de Amaral (1926) fu per Oswald de
Andrade assolutamente fondamentale; assieme alla nuova moglie, lo
scrittore lancio' un movimento umoristico-letterario, che chiamo'
"Antropofagia", in cui si proponevano delle ricette per cucinare tutti
i personaggi della vecchia ortodossia politica e culturale brasiliana.
Con Tarsila de Amaral torno' in Europa varie volte; ma la grande crisi
economica del 1929 rovino' completamente lo scrittore.

Separatosi da Tarsila de Amaral, Oswald de Andrade strinse una
relazione con la scrittrice comunista Patricia Galvão, detta "Pagu".
Oswald comincio' a frequentare riunioni del partito e operaie, ed
entro' infine ufficialmente nel PC brasiliano. Dopo aver lasciato
Patricia Galvão, all'eta' di 54 anni conobbe Maria Antonieta d'Alkmin,
che sposo' e con la quale visse fino alla morte, avvenuta nel 1954.

Nessun altro scrittore modernista brasiliano e' piu' noto di Oswald de
Andrade per lo spirito assolutamente irriverente e irridente. Le sue
posizioni intellettuali sono considerate fondamentali per la cultura
brasiliana della prima parte del XX secolo; la sua opera letteraria
esemplifica magistralmente le caratteristiche della prima fase del
modernismo.

Il suo incontro, nel 1920, con il suo omonimo Mário de Andrade, lo
propose al pubblico come il poeta "futurista par excellence"; ma il
futurismo brasiliano, al pari di quello russo, fu un movimento di
reale rinnovamento e legato alle correnti piu' autenticamente
progressiste della societa' e della cultura brasiliana.

Nel 1924 Oswald de Andrade diede inizio al movimento detto
"Pau-Brasil" (dal nome dell'albero cui si deve il nome stesso del
Brasile), il cui programma era quello di liberare la poesia "dalle
influenze nefaste delle vecchie civilta' in disfacimento", indicando
come strada da seguire un assoluto primitivismo di matrice autoctona e
scevro da ogni componente falsamente "naïve".

Con la sua adesione al Partito Comunista Brasiliano, Oswald de Andrade
partecipo' alla lotta operaia e antifascista negli anni che
precedettero il colpo di stato del 1937; dalle colonne del giornale "O
homem livre" (L'uomo libero) invitava ogni proletario brasiliano a
tenere "un cannone nel cortile".

Tra il 1943 e il 1946 pubblico' i due volumi dell'opera intitolata
"Marco Zero" ("Alzo zero", metafora ancora ripresa dal celebre
"cannone nel cortile" di cui abbiamo parlato prima), dedicata
all'analisi di stampo marxiano della crisi economica del 1929 e della
societa' "paulista". Nel 1945 fu nominato ordinario di letteratura
brasiliana presso l'universita' di San Paolo.

Il critico António Cándido afferma che "l'importanza storica di Oswald
de Andrade come innovatore e agitatore politico-letterario nel senso
piu' elevato del termine e' stata decisiva per la formazione della
letteratura brasiliana contemporanea."

Tra le opere letterarie piu' importanti di Oswald de Andrade va
senz'altro annoverato "Serafim Ponte Grande" ("Serafino Ponte
Grande"), citato espressamente da Fabrizio de Andre' in una nota al
testo de "La domenica delle salme".

Composto tra il 1925 e il 1929 (ma pubblicato solo nel 1933),
"Serafino Ponte Grande" e', assieme a "Memórias Sentimentais de João
Miramar" ("Ricordi Sentimentali di João Miramar"), il capolavoro dello
scrittore brasiliano. "Serafino Ponte Grande" rappresenta
programmaticamente una sfida al lettore.

Si tratta di una storia di assai difficile classificazione, condotta
per flash continui e, con al posto dei "capitoli", 203 frammenti
organizzati come una sorta di puzzle da ricomporre; ispirata
palesemente al "Tristram Shandy" di Laurence Sterne, la figura del
"protagonista" (Serafino Ponte Grande, appunto) appare solo di rado e
si confonde il piu' delle volte con quella di altri personaggi che
sono pero' repentinamente eliminati dalla storia e che ricompaiono
altrettanto repentinamente, con passaggi ex abrupto dalla narrazione
in prima a quella in terza persona.

Nel testo, lettere si incrociano a pagine di giornale; dei brani
melodrammatici vengono presentati sotto forma di dialogo teatrale, e
ogni tanto vengono inseriti a casaccio dei lemmi di un dizionario
tascabile portoghese.

Malgrado l'apparente disordine assoluto, il romanzo presenta una
struttura che permette di definirlo come un libro di memorie diviso in
undici "capitoli" raggruppati in tre parti:

PRIMA PARTE: Formazione di Serafino (infanzia, adolescenza, matrimonio
con Dona Lalá, satira della rivoluzione paulista del 1924).
Caratteristica costante di questa parte e' l'erotismo assolutamente
irriverente e sboccato.

SECONDA PARTE: Viaggi ed avventure per l'Europa e l'Oriente.

TERZA PARTE: Ritorno e "viaggio utopistico" per il Brasile. Serafino
Ponte Grande attacca a cannonate un commissariato di polizia e conduce
una campagna contro la stampa, i mezzi di comunicazione e il servizio
sanitario. Perseguito a lungo dalle autorita', muore colpito da un
fulmine durante un temporale. Dopo la sua morte, il suo segretario
Pinto Calçudo si impossessa della sua nave (chiamata "El Durasno") e
fonda una societa' "serafinista" utopica, intraprendendo un viaggio
permanente.

Serafino Ponte Grande incarna il mito dell'eroe latinoamericano che
rema costantemente controcorrente cercando di rompere le catene del
conformismo e dell'ipocrisia borghese a colpi di ironia e sarcasmo; ma
il suo sogno si infrange tragicamente, costringendo l'eroe
all'emarginazione e all'amarezza.

In una parola, Serafino Ponte Grande viaggia "in direzione ostinata e
contraria"; e, forse, da questo punto di vista "La domenica delle
salme" di De Andre', con le precise citazioni da Oswald de Andrade e
dal suo principale romanzo, si prefigura anche come una sorta di
"anticipazione" di "Smisurata Preghiera".

-
* Riccardo Venturi - Livornese in esilio * |
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AbAcAb

da leggere,
8 mag 2002, 20:25:3608/05/02
a

Riccardo Venturi wrote:

> A tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
> eravamo gli ultimi cittadini liberi
> di questa famosa citta' civile
> perche' avevamo un cannone nel cortile...
> (Fabrizio de Andre', "La domenica delle salme")
> ___________________________________________
>
> Oswald de Andrade
>

GRANDE!
Grazie di cuore.

--
Na scignurin-a che súttu â cúa
a gh'a ou gàrbu da scignúa

(Mégu megún)


walterpi

da leggere,
9 mag 2002, 16:25:1509/05/02
a
Ric,
sei un mito!

walter(pi)
il tuo quasi-archivio (ho registrato anche questa!)


"Riccardo Venturi" <ven...@spl.at> ha scritto nel messaggio
news:3cd80601...@powernews.libero.it...

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