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Geraldina Colotti - Dalle Brigate Rosse ad oggi.

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Blue Lady

unread,
Feb 25, 2001, 1:14:15 PM2/25/01
to
Geraldina Colotti, ex militante delle Brigate Rosse, una compagna
Ventimigliese, una rivoluzionaria nel senso più alto e nobile della parola.

Nel recente passato(quando abbiamo la fortuna di ritrovarla qui a
Ventimiglia, nella sua città natale) abbiamo spesso e volentieri organizzato
incontri pubblici e dibattiti insieme a lei, riflessioni su quello che gli
anni '70 hanno rappresentato e continuano a rappresentare per il movimento
antagonista in Italia.

E' per questo che riteniamo giusto presentare alcune riflessioni sulla sua
figura politica, sulle sue opere, sui suoi scritti.

Collettivo Giovanile LA SCiNTiLLA - VENTIMIGLIA


- "SPARGE ROSAS", OPERA TERZA DI GERALDINA COLOTTI

Geraldina Colotti è stata una militante delle Brigate Rosse. Non si è
pentita, non si è dissociata, " non ha usufruito di particolari sconti di
pene ", leggiamo nella quarta di copertina di Sparge rosas, raccolta di
poesie uscita nel 2000 presso Manni; ed è "semi-libera ", continuiamo a
leggere, o 'semi-detenuta' come ella stessa preferisce: al mattino esce dal
carcere e si reca al lavoro presso il quotidiano ‘Il Manifesto’,
la sera rientra a Rebibbia. A Ventimiglia, città dove è nata, tutti la
conoscono e la ricordano non come una figura del passato ma come chi, con la
forza di una rivoluzione tentata, di una sconfitta, di una vicenda
affrontata a testa alta e senza facili abiure, può ancora oggi parlare di
quanto è successo e delle prospettive del presente. Una persona integra che
ha guardato e guarda negli occhi il dolore e la storia; si possono non
condividere le sue idee, di ieri e di oggi, ma tutti devono rispettare la
sua vicenda, politica e umana.

Un film del 1994 del duo Calopresti-Moretti dal titolo La seconda volta
discuteva su chi avesse diritto alla parola sugli 'anni di piombo', per
concludere che gli ex brigatisti, chiacchierando troppo, quasi civettuole
stelle in un perenne talk-show, avrebbero dovuto, avere il pudore di stare
zitti. Ma allora chi dovrebbe parlare di quegli anni, ci chiediamo: forse i
poteri forti di ieri e di oggi, con tutte le storture e le infamie e i
delitti di cui si sono resi e si rendono protagonisti? Essi la parola
l'hanno da sempre, e nessuno gliela toglierà, nessuno è, purtroppo, in grado
di togliergliela. Potrebbero parlare le vittime ancora in vita di quegli
anni, allora, e i parenti delle vittime? Sicuramente, e a loro va il nostro
profondo rispetto, ma non certo a coloro che ne strumentalizzano la
sofferenza per vili giochi politici: in un paese civile non si utilizzerebbe
il dolore degli uomini e delle donne ferite negli affetti per impedire una
laica e ragionevole discussione sull'amnistia, sull'indulto, sulle leggi
dell'emergenza. Come scrive benissimo Giorgio Agamben, l'Italia è afflitta
dalla " congiunzione maligna d'un cattivo oblio e d'una cattiva memoria " e
non sa riconoscere che " ormai serve un momento di non-memoria, d'
'amnistia' per riconciliare la città ", come sapevano invece gli antichi
ateniesi. Se questo non accade è perché le classi dirigenti tutte desiderano
tenere la nazione sotto ricatto, per cui anche chi solamente pensa a minime
trasformazioni politiche è di fatto un sovversivo e deve dimostrare di
continuo la sua estraneità alla violenza e all'estremismo; questo porta a
mirate operazioni di polizia che stroncano sul nascere non certo il
terrorismo, il quale vive ormai da tempo in una sua dimensione parallela e
autoreferenziale, ma qualsiasi opposizione al ripugnante presente. Il lurido
assassinio D'Antona e la ridicola e inquietante vicenda di Alessandro Geri
(ricordate o il 'cattivo oblio' vi ha tutti incatenati?) sono un caso da
manuale. Ma allora, chi ha diritto alla parola? Questione mal posta,
questione posta dai potenti: noi pensiamo che a nessuno debba essere
permesso di dare o toglierla, e anche agli ex brigatisti essa non va
concessa (la soluzione di Sergio Zavoli in La notte della Repubblica) oppure
negata Calopresti- Moretti); la parola è a loro, e a loro spetta la scelta
di tacere oppure di dire.

La scelta di Geraldina Colotti è la seconda. Il suo dire è speciale: non
interventi politici, saggi o memorie, ma parola poetica, 'dire in rima'.
Sono del 1997 le sue due prime opere, la raccolta di poesie "Versi
cancellati" (Roma, G.R.A.-Grande Raccordo Autoproduzioni/ Rete sprigionare,
pp. 92, s.i.p.) e le prose di "Per caso ho ucciso la noia" (Roma, Voland,
pp. 108, lire 12.000). Le chiediamo il senso dei due titoli. Ecco cosa ci
risponde: " Il primo titolo rimanda alle due esperienze che attualmente sto
vivendo, quella del carcere -i cancelli, le sbarre, le barriere, la violenza
dell'istituzione, un suicidio in cella, ecc.- e quella della scrittura -i
versi vengono 'cancellati' dai cancelli, ma anche dal poeta per riscriverli
e migliorarli. Il tono che ho scelto, e che manterrò nelle due opere che
seguiranno, non è solo quello dell'invettiva, che pure c'è, o del lamento:
ho preferito la via di un'ironia a volte surreale, del gioco dentro le
parole fino alla filastrocca. Se cito il rigore di Franco Fortini, e di
Brecht sullo sfondo, quasi in apertura di volume (in "Per quelli che
verranno. A Franco Fortini") è per quei suoi versi netti e inequivocabili
che riprendo in fine poesia: " Proteggete le nostre verità/ figli di
frontiera,/ diventano troppi gli inverni,/ praterie solcate da anime/ in
folle ". Accanto a questi autori ce ne sono altri: un critico ha citato
giustamente il grande Aldo Palazzeschi, l'incendiario di inizio Novecento e
anche, ma meno a proposito, i poeti della neoavanguardia con i quali ho un
proficuo rapporto (penso a Nanni Balestrini e a Francesco Leonetti, che
hanno presentato i miei libri in diverse occasioni) ma dai quali mi divide
l'assolutismo sperimentalista che solo in piccola parte è mio. "

La prima poesia che ci legge per intero è 'Contro la barriera',
un'invettiva: " Sono furibonda/ contro questa gente/ da niente/ che ci
offende/ come una puzzola/ col suo fetore/ che pretende/ farci annusare/
come stupidi cani/ da slitta. ". La sua voce è chiara e calda, il tono
deciso, il grido frenato ed esaltato al tempo stesso dal verso; e poi 'La
sconfitta', 'Carceri d'oro' e, per testimoniare della vena palazzeschiana,
'Rientri serali': " La vecchietta assatanata/ mi assesta una gomitata,/ il
bimbetto incarognito/ mi calpesta un dito/ (…) Vorrei litigare,/ ma
inizio a sbandare./ Vorrei vomitare,/ ma sto per cadere./ Che bello
ruotare,/ che bello viaggiare/ che bello rientrare/ in tram! ". " Per il
secondo volume -riprende a parlare- ho introdotto la nozione filosofica di
'caso', come ciò che non ha cause oggettive e che quindi si oppone al
determinismo. Si tratta di prosette satiriche e surreali con sullo sfondo le
vicende della lotta armata e del carcere ma in cui soprattutto tento di
osservare le cose praticando altri punti di vista, come in
‘Sga-bello’ (" …io [è lo sga-bello a parlare], prima di
tutto, vorrei che staccasse le sue madide chiappe dalla mia superficie: fa
caldo, e anche il legno trasuda… E, se proprio vuole scrivere, cerchi
di immaginare che si prova a star qui, inchiodato al piastrellato scialbo di
questo super-carcere. Io sì che potrei narrare dalla mia prospettiva…
"). Qui la interrompiamo per farle i nomi di Luciano di Samosata, del
Leopardi delle Operette morali, di Kafka, di Breton: ella si dice lusingata,
a noi non sembra di esagerare, almeno per alcuni di questi raccontini
('Ribelle', 'Iniziazioni', 'Il saguaro').

Arriviamo alla terza opera, Sparge rosas (Lecce, Manni, 2000, lire 22.000),
che rappresenta una prima maturità artistica: cominciamo a chiederle del
titolo. " Il titolo è ispirato a un verso di Orazio e è esplicitato nel
distico di fine volume: ‘Spargi le rose,/ tieni le spine’. Anche
qui mi servo al tempo stesso dell'ironia e del dolore, attraverso la
coscienza della sconfitta e il senso della lotta necessaria per elaborarla,
ascolto lo schianto della morte e ancora la vita dentro il carcere coi suoi
riti pesanti e ripetitivi, e i piccoli/enormi ostacoli. Tornano i 'versi
cancellati', come in 'Tradotta': "Sono un poeta/ in traduzione/ mi
traducono/ in furgone", oppure in 'Recluso': "Nell'umido scivola/
Splendida-mente/ marcia/ la notte carnivora:/ sesso escluso/ nel sogno
recluso/ ma il seme è dischiuso."; accanto all'ispirazione oraziana, c'è
anche lo stridore del ghigno di Giovenale, di quel Giovenale delle prime
Satire in cui il mondo è osservato senza indulgenza e nelle sue strutture di
arrogante ingiustizia. In me c'è rabbia, rabbia contro l'attuale stato delle
cose in cui la verità viene calpestata, in cui il livello del dibattito
politico è bassissimo come mai lo è stato, in cui la Sinistra nel suo
insieme e per colpe anche proprie, è messa a tacere dall'oliato meccanismo
dei media appena dal suo interno qualcuno osa fare un'affermazione
disturbante. Un mondo sconvolto dalle radici e in cui si trovano senza
fatica i disonesti elogiatori di tali sconvolgimenti. Rifletto e faccio
poesia ancora sul passato mio e su quello della mia generazione. Vorrei
leggere questo testo, 'Basi': "Non ho avuto le basi/ e nemmeno l'altezza/
non ho avuto le rose/ soltanto mondezza/ (…) Han scoperto le basi/
attentavo a sua Altezza/ fra distinguo in-evasi/ costruisco fortezze" ". Noi
osserviamo che il testo è ben costruito mediante un uso sapiente della rima
'equivoca' (altezza:Altezza) che in altre parti dell’opera si sviluppa
in un vero e proprio trionfo d'ogni genere di rima, soprattutto 'ritmica'
(ridono: gridano: gemono: tremano, in 'Muri', ad es., e ancor piú in
'Eutimica') e con tendenza alla 'monorima' (stelle: ribelle: pelle:
zingarelle: celle, nei cinque versi di 'Nuvole'), tra continue assonanze/
consonanze, ed altre figure del suono che sembrano voler formare un universo
altro, indicare un luogo possibile dove lasciarsi irretire da libertà
enormi, madornali, oppure da quotidiane avventure ritmanti e scandenti il
'sogno di una cosa'.

E' giunto il momento di concludere: parlando con Geraldina Colotti si
corrono sempre dei provvidenziali rischi dato che si parte dalla politica e
poi la si 'butta in poesia', per subito dopo compiere il cammino inverso, e
infine cogliere l'indissolubilità dei due mondi, il loro costituirne uno
solo, fragile e forte, robusto e tremante. Gli occhi di Geraldina, la sua
storia e i suoi versi dicono della nostra vicenda attuale, ci sorprendono a
ogni svolta, ad ogni angolo. "L'alba impone/ un'altra ragione", scrive in
'Rivoluzione'. Qui i cammini di molti di noi, divisi nel passato e con la
coscienza di tutte le nostre sconfitte, sembrano finalmente riunirsi nella
chiarezza di una stessa lingua.

Gianluca Paciucci.


Lupo Grigio

unread,
Feb 25, 2001, 2:20:58 PM2/25/01
to

Blue Lady <box...@dada.it> wrote :

> Geraldina Colotti, ex militante delle Brigate Rosse, una compagna
> Ventimigliese, una rivoluzionaria nel senso più alto e nobile della
parola.
>
> Nel recente passato(quando abbiamo la fortuna di ritrovarla qui a
> Ventimiglia, nella sua città natale) abbiamo spesso e volentieri
organizzato
> incontri pubblici e dibattiti insieme a lei, riflessioni su quello che gli
> anni '70 hanno rappresentato e continuano a rappresentare per il movimento
> antagonista in Italia.

Gentile Signora Blu,
la prego di tenerci più spesso informati su iniziative e/o scritti che
riguardino quei formidabili anni,e il movimento antagonista oggi.
Mai dimenticare!
Sempre pronti!

Un caloroso saluto,e,anche un bacio.

Suo,
Lupo Grigio


Franco Senia

unread,
Feb 25, 2001, 4:41:13 PM2/25/01
to
On 25 Feb 2001 19:20:58 GMT, "Lupo Grigio" <lupogr...@freemail.it>
ha scritto:

>
>Gentile Signora Blu,
>la prego di tenerci più spesso informati su iniziative e/o scritti che
>riguardino quei formidabili anni,e il movimento antagonista oggi.
>Mai dimenticare!
>Sempre pronti!
>
>Un caloroso saluto,e,anche un bacio.
>
>Suo,
>Lupo Grigio

Suo? Non riesco proprio ad immaginare cosa potrebbe farsene una
signora di un lupo grigio, salvo usarlo come piumino per spolverare.
E poi mi sarei aspettato che almeno tu traducessi quel blue con
"triste". Ma evidentemente sei vittima di un attacco di ojettismo!
Anche perchè, a fronte di un post, come questo di silvia,
inclassificabile come ot, dato che parla di una poetessa, e per di più
ligure (lascio il cross-posting de andré-guccini) mi aspettavo un
maggior sforzo interpretativo e costruttivo, ai fini di uno scambio di
idee. Converrai che alcuni versi sono geniali, a prescindere dalla
collocazione politica dell'autrice (o tu sei uno che non prescinde
mai?). Certo, è vero che non saranno mai quotati in borsa, quei versi.
Ma ognuno fa quel che può.

Dista(i)nti saluti

--Franco Senia--

______________________________________________

"Oh gentiluomini, il tempo della vita è breve!
Trascorrere questa brevità nella bassezza
sarebbe cosa troppo lunga.
Se viviamo è per marciare sulla testa dei Re.
Se moriamo, o che bella morte, quando i Principi
muoiono con noi.
Ora per le nostre coscienze le armi sono giuste.
Quando l'intenzione nel portarle è ragionevole."

William Shakespeare - Enrico IV -

__________________________________________

Lupo Grigio

unread,
Feb 25, 2001, 7:06:23 PM2/25/01
to

Franco Senia <franco...@nonrompete.tin.it> wrote :

> E poi mi sarei aspettato che almeno tu traducessi quel blue con
> "triste". Ma evidentemente sei vittima di un attacco di ojettismo!

> Anche perchč, a fronte di un post, come questo di silvia,
> inclassificabile come ot, dato che parla di una poetessa, e per di piů


> ligure (lascio il cross-posting de andré-guccini) mi aspettavo un
> maggior sforzo interpretativo e costruttivo, ai fini di uno scambio di
> idee. Converrai che alcuni versi sono geniali, a prescindere dalla
> collocazione politica dell'autrice (o tu sei uno che non prescinde

> mai?). Certo, č vero che non saranno mai quotati in borsa, quei versi.
> Ma ognuno fa quel che puň.

Sono pronto a discutere della poesia della brigatista.
Tu sei pronto a condannare senza appello o eccezioni l'uso della violenza?
Sei pronto a condannare ,in definitiva,il terrorismo?

Fammi sapere.

Ciao

Lupo Grigio

Osaka

unread,
Feb 25, 2001, 8:40:15 PM2/25/01
to

>
> Sono pronto a discutere della poesia della brigatista.
> Tu sei pronto a condannare senza appello o eccezioni l'uso della violenza?
> Sei pronto a condannare ,in definitiva,il terrorismo?
>
> Fammi sapere.
>
> Ciao
>
> Lupo Grigio

Mi accodo alle domande di lupo grigio.
N.B. di respirare la stessa aria dei brigatisti non mi va.
Osaka
>
>
>


Maurizio

unread,
Feb 26, 2001, 3:37:25 AM2/26/01
to

Franco Senia <franco...@nonrompete.tin.it> wrote in message
3a997a9...@news.interbusiness.it...

> Anche perchč, a fronte di un post, come questo di silvia,
> inclassificabile come ot, dato che parla di una poetessa, e per di piů
> ligure

www.oliocarli.it

Riccardo Venturi

unread,
Feb 26, 2001, 3:50:50 AM2/26/01
to
>www.oliocarli.it
Non mi sembra che l'olio Carli abbia a che vedere con la poesia,
sebbene sia prodotto in Liguria.
E comunque, se non ero, la F.lli Carli di Oneglia č o č stata
fornitrice del Vaticano; quindi potresti andare a

www.vatican.va

Saluti

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelīchesame die leiter abewerfen
*So er an īr ūfgestigen ist (Vogelweide)
*_______________________________
*Via Garibaldi 41, 57122 Livorno
*0586-885875 / 0340-2461874
*ven...@couriermail.de
*http://utenti.tripod.it/Guctrad/index.html
*http://utenti.tripod.it/Balladven/index.html

Riccardo Venturi

unread,
Feb 26, 2001, 3:55:58 AM2/26/01
to
>Sono pronto a discutere della poesia della brigatista.
Cominciamo a farlo, allora.

>Tu sei pronto a condannare senza appello o eccezioni l'uso della violenza?
>Sei pronto a condannare ,in definitiva,il terrorismo?

Tu sei pronto a condannare lo Stato?

Ma che anime belle che abbiamo da queste parti...

Lupo Grigio

unread,
Feb 26, 2001, 5:59:46 AM2/26/01
to

Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de> wrote :

> >Sono pronto a discutere della poesia della brigatista.
> Cominciamo a farlo, allora.

Prima attendo una presa di distanze collettiva.
I cattivi maestri si maneggiano con cura.
Perň potrei farti commentare le poesie di don Raffaele Cutolo,dato che si
parla si assassini e mandanti.

> >Tu sei pronto a condannare senza appello o eccezioni l'uso della
violenza?
> >Sei pronto a condannare ,in definitiva,il terrorismo?
> Tu sei pronto a condannare lo Stato?

Lo Stato siamo noi.
Sono pronto a condannare la violenza di chiunque.
Anche la mia.

> Ma che anime belle che abbiamo da queste parti...

Anche tu non sei malaccio.

Ciao

Lupo Grigio

Lupo Grigio

unread,
Feb 26, 2001, 8:32:48 AM2/26/01
to

Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de> wrote :

> >Sono pronto a discutere della poesia della brigatista.
> Cominciamo a farlo, allora.

Altre due:

COMUNISTA

Mangio i bambini
dei Bianchi Mulini,
son tanto buoni!

LE BORGHESI
SE LA CAVANO SEMPRE

Briccon-cella
Mar-cella
ma-cella
l'an-cella
Sbruffon-cella
par-cella
can-cella
la cella.

Franco Senia

unread,
Feb 26, 2001, 9:12:31 AM2/26/01
to
On Mon, 26 Feb 2001 08:37:25 GMT, "Maurizio" <maurizi...@tin.it>
ha scritto:


>www.oliocarli.it

Ah la poesia dell'olio di oliva ligure!!!

Franco Senia

unread,
Feb 26, 2001, 9:11:43 AM2/26/01
to
On 26 Feb 2001 10:59:46 GMT, "Lupo Grigio" <lupogr...@freemail.it>
ha scritto:


>Prima attendo una presa di distanze collettiva.
>I cattivi maestri si maneggiano con cura.

>Però potrei farti commentare le poesie di don Raffaele Cutolo,dato che si


>parla si assassini e mandanti.

Si parlava di questo?
Proviamo a parlare delle azioni che maneggi, e del sangue di cui sono
intrise.

>Lo Stato siamo noi.

Naturalmente parli delle società ai cui dividendi partecipi.

>Sono pronto a condannare la violenza di chiunque.
>Anche la mia.

E la pena? Quale sarebbe?


>Anche tu non sei malaccio.

Ti sentivi solo?

Franco Senia

unread,
Feb 26, 2001, 9:10:19 AM2/26/01
to
On Mon, 26 Feb 2001 02:40:15 +0100, "Osaka" <os...@freemail.it> ha
scritto:

>
>Mi accodo alle domande di lupo grigio.
>N.B. di respirare la stessa aria dei brigatisti non mi va.

E allora datti da fare!

Franco Senia

unread,
Feb 26, 2001, 9:09:39 AM2/26/01
to
On 26 Feb 2001 00:06:23 GMT, "Lupo Grigio" <lupogr...@freemail.it>
ha scritto:

>


>Sono pronto a discutere della poesia della brigatista.
>Tu sei pronto a condannare senza appello o eccezioni l'uso della violenza?
>Sei pronto a condannare ,in definitiva,il terrorismo?
>

No.

Maurizio

unread,
Feb 26, 2001, 9:12:29 AM2/26/01
to

Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de> wrote in message
3a9a1834...@news.tiscalinet.it...

> >www.oliocarli.it
> Non mi sembra che l'olio Carli abbia a che vedere con la poesia,
> sebbene sia prodotto in Liguria.
> E comunque, se non ero, la F.lli Carli di Oneglia č o č stata
> fornitrice del Vaticano; quindi potresti andare a
>
> www.vatican.va

Allora cambio proprio settore:
www.genoa.it

e con questa non ci sono piů scuse, sono totalmente IT. Come sta messa in
classifica?
Saluti.


Riccardo Venturi

unread,
Feb 26, 2001, 9:17:14 AM2/26/01
to
>Allora cambio proprio settore:
>www.genoa.it
Tse', il sito ufficiale...
Per essere IT sul serio, vai qui:
http://www.grifoni.com
(Il "Sito dei Grifoni" dei GiR, i Grifoni in Rete -che saluto.)
Quella č roba da De André, non il sito di Scerni e Dalla Costa!

>e con questa non ci sono pił scuse, sono totalmente IT. Come sta messa
>in classifica?
Ancora male, purtroppo. Ma ora arriva il prof. Scoglio.

Saludos,

Riccardo Venturi

unread,
Feb 26, 2001, 9:18:43 AM2/26/01
to
>Ah la poesia dell'olio di oliva ligure!!!
Franco, l'olio ligure vero č altra roba....quello č un olietto da
convalescenti e da preti (e per di pił costa un subbisso).

Saludos

Lupo Grigio

unread,
Feb 26, 2001, 9:19:34 AM2/26/01
to

Franco Senia <franco...@nonrompete.tin.it> wrote :

> Si parlava di questo?
> Proviamo a parlare delle azioni che maneggi, e del sangue di cui sono
> intrise.

Azioni non ne maneggio.
Buco nell'acqua:-)

> Naturalmente parli delle societą ai cui dividendi partecipi.

Vedi sopra.

> E la pena? Quale sarebbe?

Apriti un codice penale.

> Ti sentivi solo?

Di belle anime č pieno il mondo.

Ciao

Lp

Lupo Grigio

unread,
Feb 26, 2001, 9:23:43 AM2/26/01
to

Franco Senia <franco...@nonrompete.tin.it> wrote :

> >Tu sei pronto a condannare senza appello o eccezioni l'uso della
violenza?
> >Sei pronto a condannare ,in definitiva,il terrorismo?

> No.

Non avevo dubbi.
Ora trova il coraggio di essere coerente.

A parole č facile.

"dell'ultima emozione
quando uccidevi,
favorendo il potere
i soci vitalizi del potere
ammucchiati in discesa
a difesa
della loro celebrazione. "

"E se tu la credevi vendetta
il fosforo di guardia
segnalava la tua urgenza di potere
mentre ti emozionavi nel ruolo piů eccitante della legge
quello che non protegge
la parte del boia."

"eppure anche tu hai giudicato.
Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato
il potere ti č grato. "

--
Saluti

Lupo Grigio


Franco Senia

unread,
Feb 26, 2001, 9:20:34 AM2/26/01
to
On Mon, 26 Feb 2001 14:12:29 GMT, "Maurizio" <maurizi...@tin.it>
ha scritto:

>Allora cambio proprio settore:
>www.genoa.it
>
>e con questa non ci sono più scuse, sono totalmente IT. Come sta messa in
>classifica?

Sì, d'accordo. Ma se sbagli il crosse ti spezziamo la gamba! :-))

Salud

Franco Senia

unread,
Feb 26, 2001, 9:37:09 AM2/26/01
to
On Mon, 26 Feb 2001 15:23:43 +0100, "Lupo Grigio"
<lupogr...@freemail.it> ha scritto:

>Non avevo dubbi.


>Ora trova il coraggio di essere coerente.

Ossia?
Io ho detto che non condanno la violenza e il terrorismo. Non ho detto
che la consideri, al momento, una strada giusta e praticabile.
Ovviamente, per te non fa differenza.
E nemmeno per me!


>A parole è facile.

Dici?
Vuoi che ti racconti la storia di un mio amico romano e della sua
odissea carceraria, durata anni, per aver scritto "calabresi
assassino" sul tovagliolo di carta di una pizzeria, al momento
"sbagliato"?

>"dell'ultima emozione
>quando uccidevi,
>favorendo il potere
>i soci vitalizi del potere
>ammucchiati in discesa
>a difesa
>della loro celebrazione. "

>(....)

"Così pensava forte un trentenne disperato
se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato"

Riccardo Venturi

unread,
Feb 26, 2001, 10:18:08 AM2/26/01
to
>Prima attendo una presa di distanze collettiva.
E allora comincia ad escludermi dal mucchio dei prenditori di distanze.
Il prenditore non mi ha scorto quando son caduto al mondo per
l'eternità, sai.

>I cattivi maestri si maneggiano con cura.

Ma davvero? Figurati, io credo invece nell'infinitamente maggiore
pericolosità dei buoni maestri. Per fortuna che c'è qualcuno che mi ha
parlato della cattiva strada.

>Però potrei farti commentare le poesie di don Raffaele Cutolo,dato che


>si parla si assassini e mandanti.

Pensi che abbia problemi? Tra l'altro ne ho letta qualcuna, e non sono
neppure male.
Peccato che qui non si stia parlando di gente che ha ucciso e fatto
uccidere per denaro. Se poi mi dici che nella storia delle Brigate Rosse
ci sono stati numerosissimi e terrificanti errori, posso essere anche
d'accordo (come ad esempio l'essersi mischiate a Don Raffae' nell'
affaire Ciro Cirillo); e allora, Lupo Grigio, vatti ad unire
tranquillamente a Baffi di Sego e al secondo secondino e buona
amputazione della gamba di Renato Curcio, il carbonaro.

>Lo Stato siamo noi.
Questa l'avevo già sentita, ma con un pronome personale diverso. Diceva
"L'État c'est moi". O non avrai mica qualche velleità d'essere il Re
Sole, ora? :-)

>Sono pronto a condannare la violenza di chiunque.
>Anche la mia.

Non dire cazzate. Nessuno è pronto a condannare la propria violenza, e
questa è solo una frase fatta.
Io sono più onesto, e non di poco. Non sono affatto pronto a condannare
la violenza di chiunque e qualsiasi tipo di violenza. La mia compresa.
La scorsa estate ho sbattuto un testa di cazzo di cranio rasato in una
vetrina di una gelateria, facendogliela sfondare con somma goduria. Mi
dovrei condannare? Ma manco per il cazzo! Lo rifarei anche fra tre
minuti, se fosse necessario!

>Anche tu non sei malaccio.

Può darsi, ma preventivamente preferisco dire che l'anima non esiste. E
ora attendo prima o poi il sermone di Don Matteo Galdieri (il quale, a
mio parere, è una persona dotata di un notevolissimo grado di violenza).

Saludos

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)

Lupo Grigio

unread,
Feb 26, 2001, 7:09:24 PM2/26/01
to

Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de> wrote :

> Pensi che abbia problemi? Tra l'altro ne ho letta qualcuna, e non sono
> neppure male.
> Peccato che qui non si stia parlando di gente che ha ucciso e fatto
> uccidere per denaro. Se poi mi dici che nella storia delle Brigate Rosse
> ci sono stati numerosissimi e terrificanti errori, posso essere anche
> d'accordo (come ad esempio l'essersi mischiate a Don Raffae' nell'
> affaire Ciro Cirillo); e allora, Lupo Grigio, vatti ad unire
> tranquillamente a Baffi di Sego e al secondo secondino e buona
> amputazione della gamba di Renato Curcio, il carbonaro.

Uccidere è sempre uccidere.
Se uno uccide per denaro,ed un altro perchè gode nel pensarsi eroe che
combatte l'ingiustizia,che differenza fa?
Due avanzi d'uomini sono,nulla di più.

> Questa l'avevo già sentita, ma con un pronome personale diverso. Diceva
> "L'État c'est moi". O non avrai mica qualche velleità d'essere il Re
> Sole, ora? :-)

Come hai ben capito intendevo dire che lo stato non è un corpo estreneo,ma
siamo noi.
Noi ci scegliamo i nostri governati.
Ma questi da dove arrivano?
Da marte?
E i polizziotti,i giudici ecc..
Chi sono?
Troppo comodo il tuo ragionare.

> Non dire cazzate. Nessuno è pronto a condannare la propria violenza, e
> questa è solo una frase fatta.

Manco per niente.
Mi sono sempre pentito di violenze fisiche,assai poche,e
verbali,un'infinità.

--
Saluti

Lupo Grigio


Osaka

unread,
Feb 26, 2001, 7:19:05 PM2/26/01
to
> Peccato che qui non si stia parlando di gente che ha ucciso e fatto
> uccidere per denaro.
Prova a chiederlo ad un siciliano "medio".
Ti dira' che la mafia esiste per una assenza sostanziale dello stato, come
elemento sostitutivo.
Il denaro viene dopo,e' utile alla causa e serve al sostentamento della
struttura.
Le motivazioni sono ,magari,storicamente anche
in parte argomentabili.(dall'unita' d'italia sino ad oggi).
Cio' che non deve passare e' la giustificazione della mafia.
Per il terrorismo il discorso e' speculare.
Saluti


Pato

unread,
Mar 1, 2001, 10:18:24 AM3/1/01
to
Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de> wrote in message
news:3a9a64d1...@diesel.cu.mi.it...

> >Allora cambio proprio settore:
> >www.genoa.it
> Tse', il sito ufficiale...
> Per essere IT sul serio, vai qui:
> http://www.grifoni.com
> (Il "Sito dei Grifoni" dei GiR, i Grifoni in Rete -che saluto.)
> Quella č roba da De André, non il sito di Scerni e Dalla Costa!
>

Scusate se mi intrometto ma il nuovo link dei Grifoni in rete e'
http://www.grifoni.org/
ciao Riccardo !! :-)

> >e con questa non ci sono piů scuse, sono totalmente IT. Come sta messa


> >in classifica?
> Ancora male, purtroppo. Ma ora arriva il prof. Scoglio.
>

E la salvezza e' assicurata !! :-))

Ciao
Pato

Andrea Lisi

unread,
May 8, 2001, 4:41:18 AM5/8/01
to

Lupo Grigio

> Come hai ben capito intendevo dire che lo stato non è un corpo estreneo,ma
> siamo noi.
> Noi ci scegliamo i nostri governati.
> Ma questi da dove arrivano?
> Da marte?
> E i polizziotti,i giudici ecc..
> Chi sono?
> Troppo comodo il tuo ragionare.

Premesso che non condivido le analisi e la strategia dei brigatisti posso
ben affermare di non aver mai scelto i miei governanti. Ho votato, certo, ma
il mio voto valeva molto poco. Poco o niente rispetto a quanti ne beccano
promesse di tipo clientelare, poco niente rispetto a quanti ne becca una
pubblicità ben riuscita in televisione. I voti sono in vendita, carissimo L.
G., ed a prezzi anche abbastanza bassi; l'illusione di scegliere governanti
me la sono tolta da tanto tempo con grande sofferenza.

> Mi sono sempre pentito di violenze fisiche,assai poche,e
> verbali,un'infinità.

Su questo concordo. Non bisogna necessariamente compiacersi dei propri
atteggiamenti violenti.

Andrea

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