CANTICO DEI DROGATI
(De André - Mannerini)
Do- Re# La#
Ho licenziato Dio, gettato via un amore
Sol Do- Re# La# Sol Fa-
per costruirmi il vuoto, nell'anima e nel cuore. Le parole che dico
Re#
non hanno piu' forma, ne' accento,
Sol# Fa- Sol Re#
La#
si trasformano i suoni in un sordo lamento. Mentre fra gli altri nudi
Do- Sol Re# La# Sol#
Sol
io striscio verso un fuoco che illumina i fantasmi di questo osceno gioco.
Do- Do-7 Sol# Do- Fa-7 Sol Do-
Come potro' dire a mia madre...che ho paura.
Chi mi riparlera' di domani luminosi,
dove i muti canteranno e taceranno i noiosi?
Quando riascoltero' il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi che la sera raccoglie?
Io che non vedo piu' che folletti di vetro che mi spiano
davanti, che mi ridono dietro...
Come potro' dire a mia madre...che ho paura.
Perche' non hanno fatto delle grandi pattumiere
per i giorni gia' usati, per queste ed altre sere?
E chi, e chi sara' mai il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno sulla scena alle prime ore?
E sopratutto chi e perche' mi ha messo al mondo,
dove vivo la mia morte con anticipo tremendo?
Come potro' dire a mia madre...che ho paura.
Quando scadra' l'affitto di questo corpo idiota,
allora avro' il mio premio come una buona nota.
Mi citeran di monito a chi crede sia bello giocherellare a palla
con il proprio cervello.
Cercando di lanciarlo oltre il confine stabilito che
qualcuno ha tracciato ai bordi dell'infinito.
Come potro' dire a mia madre...che ho paura.
Fa- Do- Fa-
Tu che m'ascolti insegnami un alfabeto
Do- Fa-6 Do- Sol Do-
che sia differente da quello della mia vigliaccheria.
INVERNO
(De André)
Fa La7 Re- Sol- Do Fa
Sale la nebbia sui prati bianchi, come un cipresso nei camposanti:
La7 Re- La# La7
Re- La7
un campanile che non sembra vero, segna il confine fra la terra ed il cielo.
Ma tu che vai, ma tu rimani,
vedrai la neve se ne andra' domani.
Rifioriranno le gioie passate
col vento caldo d'un'altra estate.
Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta d'un divenire
dove anche l'alba diventa sera
ed i volti sembrano teschi di cera.
Ma tu che vai, ma tu rimani,
anche la neve morira' domani,
l'amore ancora ci passera' vicino
nella stagione del biancospino.
La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio d'un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli da un'alba antica.
Ma tu che stai, perche' rimani ?
Un'altro inverno tornera' domani
cadra' altra neve a consolare i campi,
cadra' altra neve sui camposanti...
LA LEGGENDA DI NATALE
(De André)
Mi- Sol Re Mi- Sol Re
Sol
Parlavi alla luna, giocavi coi fiori, avevi l'eta' che non porta dolori
La- Mi- La- Mi- La- Mi-
Do Re Si
e il vento era un mago, la rugiada una dea, nel bosco incantato di ogni tua
idea.
La- Mi- Do Re Mi-
nel bosco incantato di ogni tua idea.
E venne l'inverno che uccide il colore,
ed un Babbo Natale che parlava d'amore
e d'oro e d'argento splendevano i doni
ma gli occhi eran freddi e non erano buoni
ma gli occhi eran freddi e non erano buoni.
Copri' le tue spalle d'argento e di lana,
di perle e smeraldi intreccio' una collana
e mentre incantata lo stavi a guardare
dai piedi ai capelli ti volle baciare...
dai piedi ai capelli ti volle baciare.
E adesso che gli altri ti chiamano dea,
l'incanto e' svanito da ogni tua idea
ma ancora alla luna vorresti narrare
la storia d'un fiore appassito a Natale
la storia d'un fiore appassito a Natale.
BALLATA DEGLI IMPICCATI
(De André)
Ballata degli impiccati
Mi- La- Mi-
Tutti morimmo a stento ingoiando l'ultima voce,
Re Mi-
tirando calci al vento vedemmo sfumare la luce. L'urlo
La- Mi- Re
Mi-
travolse il sole, l'aria divenne stretta...cristalli di parole, l'ultima
bestemmia detta.
Prima che fosse finita
ricordammo a chi vive ancora
che il prezzo fu la vita
per il male fatto in un'ora.
Poi scivolammo nel gelo di una morte senza abbandono,
recitando l'antico credo di chi muore senza perdono.
Chi derise la nostra sconfitta
e l'estrema vergogna ed il modo,
soffocato da identica stretta impari a conoscere il nodo.
Chi la terra ci sparse sull'ossa e
riprese tranquillo il cammino,
giunga anch'egli stravolto alla fossa
con la nebbia del primo mattino.
La donna che celo' in un sorriso
il disagio di darci memoria,
ritrovi ogni notte sul viso
un insulto del tempo ed una scoria.
Coltiviamo per tutti un rancore che
ha l'odore del sangue rappreso,
cio' che allora chiamammo dolore
e' soltanto un discorso sospeso.
GIROTONDO
(De André)
Re La7 Re
Se verra' la guerra, Marcondiro' ndera,
Sol La7 Re
se verra' la guerra, Marcondiro' nda'.
Re La7 Re
Sul mare e sulla terra, Marcondiro' ndera,
Sol La7 Re
sul mare e sulla terra chi ci salvera' ?
Sol Re La7 Re
Ci salvera' il soldato che non la vorra',
Sol Re La7 Re
ci salvera' il soldato che la guerra rifiutera'.
La guerra e' gia' scoppiata, Marcondiro' ndera,
la guerra e' gia' scoppiata, chi ci aiutera' ?
Ci aiutera' il buon Dio, Marcondiro' ndera,
ci aiutera' il buon Dio, lui ci salvera'.
Buon Dio e' gia' scappato, dove non si sa,
buon Dio se n'e' andato, chissa' quando ritornera'.
L'aereoplano vola, Marcondiro' ndera,
l'aereoplano vola, Marcondiro' nda'.
Se gettera' la bomba, Marcondiro' ndera,
se gettera' la bomba chi ci salvera' ?
Ci salva l'aviatore che non lo fara',
ci salva l'aviatore che la bomba non gettera'.
La bomba e' gia' caduta, Marcondiro' ndera,
la bomba e' gia' caduta, chi la prendera' ?
La prenderanno tutti, Marcondiro' ndera,
sian belli o siano brutti, marcondiro' nda'.
Sian grandi o sian piccini li distruggera',
sian furbi o sian cretini li fulminera'.
Ci sono troppe buche, Marcondiro' ndera,
ci sono troppe buche chi le riempira' ?
Non potremo piu' giocare al Marcondiro' ndera,
non potremo piu' giocare al Marcondiro' nda'.
E voi a divertirvi andate un po' piu' in la',
andate a divertirvi dove la guerra non ci sara'.
La guerra e' dappertutto, Marcondiro' ndera,
la terra e' tutta un lutto, chi la consolera' ?
Ci penseran gli uomini, le bestie ed i fiori,
i boschi e le stagioni con i mille colori.
Di gente, bestie e fiori no, non ce n'e' piu',
viventi siam rimasti noi e nulla piu'.
La terra e' tutta nostra, Marcondiro' ndera,
ne faremo una gran giostra, Marcondiro' nda'.
Abbiam tutta la terra Marcondiro' ndera,
AD LIBITUM
giocheremo a far la guerra, Marcondiro' nda'.
CORALE
(De André)
CORO
Do Re- Do Re- Fa Sol7 Do Do5+
C'era un re che aveva due castelli: uno d'argento, uno d'oro.
La- Do Mi- Re- La7 Re- Re-7 Sol Fa
Ma per lui non il cuore di un amico, mai
Do Fa La- Re- Sol7 Do
un'amore, ne' felicita'.
RECITATO
Uomini senza fallo, semidei che vivete in castelli inargentati, che di
gloria toccaste gli apogei, noi che invochiam pieta' siamo i drogati.
Dell'inumano varcando il confine, conoscemmo anzitempo la carogna che ad
ogni
ambito sogno mette fine: che la pieta' non vi sia di vergogna.
Banchieri, pizzicagnoli, notai, coi ventri obesi e le mani sudate, coi cuori
a
forma di salvadanai, noi che invochiam pieta' fummo traviate. Navigammo su
fragili vascelli per affrontar del mondo la burrasca ed avevamo gli occhi
troppo
belli: che la pieta' non vi rimanga in tasca.
Giudici eletti, uomini di legge, noi che danziam nei vostri sogni ancora
siamo
l'umano desolato gregge di chi mori' con il nodo alla gola. Quanti innocenti
all'orrenda agonia votaste, decidendone la sorte, e quanto giusta pensate
che
sia una sentenza che decreta morte?
CORO
Un castello lo dono', e cento e cento amici trovò.
L'altro poi gli porto' mille amori ma non trovo la felicita'.
RECITATO
Uomini cui pieta' non convien sempre, mal accetando il destino comune,
andate nelle sere di Novembre, a spiar delle stelle al fioco lume, la morte
ed
il vento in mezzo ai camposanti muover le tombe e metterle vicine, come
fossero
tessere giganti di un domino che non avra' mai fine.
Uomini, poiche' all'ultimo minuto non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per
non aver pieta' giammai avuto e non diventi rantolo il respiro: sappiate che
la
morte vi sorveglia, gioir nei prati o fra muri di calce, come crescere il
gran
guarda il Villano finche' non sia maturo per la falce.
CORO
Non cercare la felicita' in tutti quelli
a cui tu hai donato per avere un compenso,
ma solo in te, nel tuo cuore, se tu avrai donato solo per pieta',
per pieta', per pieta'...
PRIMO INTERMEZZO
(De André)
SIM MIM LA RE
Gli arcobaleni d'altri mondi
FA#M MIM FA# SIM
hanno colori che non so.
MIM LA RE
Lungo i ruscelli d'altri mondi
FA#M MI FA# SIM
nascono fiori che non ho.
SIM7 MIM7 SIM
SECONDO INTERMEZZO
(De André)
SIM MIM LA RE
Sopra le tombe d'altri mondi
FA#M MIM FA# SIM
nascono fiori che non so.
MIM LA RE
Ma fra i capelli d'altri amori
FA#M MI FA# SIM
muoioni fiori che non ho.
SIM7 MIM7 SIM
TERZO INTERMEZZO
(De André)
SIM FA# SIM
La polvere, il sangue, le mosche, l'odore
FA# SIM
per strada e fra i campi la gente che muore.
SI MIM MIM6 SIM FA# SIM
E tu, tu la chiami guerra e non sai che cos'è
SI MIM MIM6 SIM FA# SIM
e tu, tu la chiami guerra e non ti spieghi perché.
SIM MIM FA# SIM MIM FA# SIM MIM
.........................
SIM
L'autunno negli occhi, l'estate nel cuore
la voglia di dare, l'istinto di avere.
E tu, tu lo chiami amore
e non sai che cos'è
e tu, tu lo chiami amore
e non ti speghi perché
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