(Dedicata a Jacopo Beltrandi "Jack Raven" in ricordo di una serata
estiva in Piazza Santo Spirito, a Firenze, tra fiaschi di vino e
musica, in cui suddetta antica canzone fu ubriacamente eseguita).
Riccardo Cuor di Leone (1157 - 1199)era figlio terzogenito di Enrico
II Plantageneto e di Eleonora di Aquitania, conte di Poitou dal 1169 e
duca di Aquitania dal 1171 infine re d'Inghilterra dal 1189 al 1199.
Pochi sanno pero` della fama di poeta e compositore che accompagnava
la sua figura, appartenente alla prima generazione dei trovieri,
accresciuta senz'altro dalla leggenda della sua liberazione dalla
prigionia in Austria compiuta da Blondel de Nesles, un altro nobile
musicista.
Purtroppo dei due poemi superstiti di carattere politico di Riccardo,
"Je'us voill deresnier" e "Ja nus hons pris ne dira sa raison",
soltanto il secondo è corredato di melodia. Si tratta di uno dei più
antichi esempi di "rotrouenge", composizione poetica e musicale in
lingua d'oil forse
destinata alla danza.
La forma e` generalmente una variante della "chanson" strofica con
refrain interno e refrain conclusivo derivata dalla "canso" in lingua
d'oc dei trovatori, che a differenza dei trovieri la utilizzavano
soprattutto per celebrare l'amor cortese. Il seguente, storico brano
che è appunto l'unico tra quelli di Riccardo che ci è pervenuto con la
melodia.
Il brano puo' essere ascoltato nell'esecuzione del gruppo "Modo
Antiquo" (composto tra gli altri da Ugo Gallasso, Paolo Fanciullacci,
Bettina Hoffmann, Santina Tomasello e Federico Maria Sardelli).
Ja nuns hons pris ne dira sa raison
A droitement, se dolantement non:
Mais par esfort puet il faire chançon.
Mout ai amis, mais povre sunt li don.
Honte i avront, se por ma reançon
Sui ça deus yvers pris.
Ce sevent bien mi home e mi baron,
Ynglois, Normanz, Poitevin et Gascon
Que je n'ai nul si povre compaignon
Que je lessaisse, por avoir, en prison.
Je nou di mie por nule rentrançon,
Car encor sui pris.
Or sai je bien de voir, certeinnement,
Que je ne pris ne ami, ne parent,
Quant on me faut por or ne por argent.
Mout m'est de moi, mès plus m'est de ma gent;
Qu'après ma mort avront reprochement,
Se longuement sui pris.
N'est pas mervoille se j'ai le cuer dolant,
Quant mes sires mest ma terre en torment.
S'il li membrast de nostre soirement
Que nos feïsmes andui communement,
Je sai de voir que ja trop longuement
Ne seroie ça pris.
Ce sevent bien Angevin et Torain,
Cil bacheler qui or sont riche et sain,
Qu'encombrez sui loing d'aus, en autre main.
Forment m'aidessent, mais il n'en oient grain.
De beles armes sont ore vuit et plain,
Por ce que je sui pris.
Contesse suer, vostre pris soverain
Vos saut et gart cil a cui je m'en clain;
E por ce que je sui pris.
Je ne di mie a cele de Chartrain,
La mere Loëys.
*
MAI NESSUN PRIGIONIERO
Versione italiana di Riccardo Venturi
Mai nessun prigioniero potra' esprimere
Bene quel che sente, senza lamentarsi:
Ma sforzandosi puo' comporre una canzone.
Ho molti amici, ma poveri sono i loro doni.
Saranno biasimati, se per non darmi riscatto,
Son gia' due inverni che sono qui prigioniero.
Ma i miei uomini e i miei baroni,
Inglesi, Normanni, Pittavini e Guasconi,
Sanno bene che non lascerei marcire in prigione
Per denaro neanche l'ultimo dei miei compagni.
E non lo dico certo per rimproverarvi,
Ma perche' sono ancora qui prigioniero.
Ora so bene, con certezza,
Che un prigioniero non ha piu' parenti ne' amici,
Poiche' mi si tradisce per oro o per argento.
Soffro molto per me, ma piu' per la mia gente,
Poiche', dopo, la mia morte sara' biasimata
Se a lungo restero' prigioniero.
Non c'e' da meravigliarsi se ho il cuore dolente,
Dato che il mio Signore tormenta la mia terra.
Se si ricordasse del nostro giuramento
Che entrambi facemmo di comune accordo,
So con certezza che mai, adesso,
Da cosi' tanto sarei prigioniero.
Lo sanno bene gli Angioini e i Turennesi,
Quei baccellieri che son sani e ricchim ora,
Che io sono lontano da loro, in mano ad altri.
Mi aiuterebbero molto, ma non ci sentono.
Di belle armi e di scudi sono privi,
Perche' io sono qui prigioniero.
Sorella Contessa, che conservi e protegga
Il vostro alto pregio Colui cui mi appello
E per cui sono prigioniero.
E non lo dico certo a quella di Chartres,
La madre di Luigi.
--
*Riccardo Venturi*,
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)
*59860 Bruay sur l'Escaut [France, Nord]
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