Ciao da Danilo (sono nuovo del ng),
premetto che la musica di FB mi piace tantissimo e rimango anche
affascinato dai testi.
Vi spego il 'problema': i testi, le frasi, mi arrivano come immagini,
visioni: dal concerto di Galuppi a una piazza di Berlino.
Ascoltarli (i testi) è piacevolissimo, ma...
... che vogliono dire? Me lo sono sempre chiesto. Sono tante immagini
messe li alla rinfusa (anche se in modo splendido) oppure c'è un filo
conduttore?
Che ne dite?
Danilo
--
"Danilo" > ha scritto nel messaggio ...
Da quale iniziamo?
:-)
Ciao
Carla
> .... che vogliono dire ??
> Ciao da Danilo (sono nuovo del ng),
> premetto che la musica di FB mi piace tantissimo e rimango anche
> affascinato dai testi.
> Vi spego il 'problema': i testi, le frasi, mi arrivano come immagini,
> visioni: dal concerto di Galuppi a una piazza di Berlino.
> Ascoltarli (i testi) č piacevolissimo, ma...
> .... che vogliono dire? Me lo sono sempre chiesto. Sono tante immagini
> messe li alla rinfusa (anche se in modo splendido) oppure c'č un filo
> conduttore?
> Che ne dite?
Il discorso sui testi di Battiato č lunghissimo.Ci porterebbe
indubbiamente avanti per centinaia di post.
Direi, tuttavia, di azzardare una risposta sintetica cercando di
evidenziare gli aspetti salienti comunque costanti della sua produzione.
Pur non mancando esempi di testi privi di seignificato, nei quali tuttavia
si trova una sorta di collage dadaista di straordinaria efficacia (si
pensi ad esempio a "Frammenti", "Cuccuruccuccu", al finale di quella che,
secondo me č una canzone fantastica e cioč "Passaggi a livello")e pur non
mancando testi di analisi sociale ("Tramonto occidentale", "Zhai saman",
"Bandiera bianca", "Povera patria", "Personal computer") e pur non
mancando testi di carattere religioso ("E ti vengo a cercare", "Oceano di
silenzio" "L'ombra della luce", "Lode all'inviolato")la costante dei testi
di Franco Battiato č un'altra.
A mio modo di vedere la costante č il viaggio con tutte le sue
innumerevoli implicazioni.
Il viaggio inteso come viaggio nella vita, attraverso la vita.Il viaggio
come passaggio nel breve percorso dell'esistenza terrena, come attesa per
raggiungere una dimensione post terrena (reincarnazione) o ultra terrena
("Summer on a solitary beach", in cui il desiderio di annegamento puň
essere visto come il tentativo di accorciare la sofferenza terrena per
accelerare il raggiungimento di quella post terrena. A guardare la
copertina de "La voce del padrone" si ricava la stessa impressione:
Battiato č seduto su di una sdraia in riva al mare, ma alle sue spalle c'č
una carta stellare: desiderio di comunione con l'Universo? E d'altra parte
a che altro servirebbe "L'arca di Noč" se non a mettersi in salvo, insieme
a pochi altri, dalla catastrofe?).
Nonostante negli ultimi anni i testi iano scritti dal professor Sgalambro
il tema del viaggio č rimasto e ha subito degli sviluppi, per cosě dire.
Ad esempio il tema della reincarnazione, toccato in "Cafč de la paix" č
stato abbondantemente esplorato in "Gommalacca".
Mi fermo perchč č troppo lungo continuare.
La cosa giusta da fare sarebbe analizzare un testo alla volta.
EffeVu
--
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ars.
> Il discorso sui testi di F.B. non è compiutamente articolabile su un NG.
> Tuttavia, tre paletti ausiliari per un abbozzo di discussione hic et
> inde sono - a mio avviso - apponibili:
> a) I testi di F.B. non corrispondono per lo più all'intimo pensiero e
> convincimento di Franco (è lui a riferirlo in alcune interviste);
Difficile crederlo. Pensi che uno scriva "Il re del Mondo" senza credere
in quello che scrive?
E "L'ombra della luce?", E "Lode all'inviolato"? Quando dice " ...quanti
personaggi inutili ho indossato io, e la mia persona quanti ne ha subiti?"
non penso che stia solo riempiendo la musica con delle parole, nè che stia
parlando di qualcun altro.
Battiato è un personaggio che ama spiazzare e, nelle interviste fatte da
chi è più competente, sembra addirittura reticente, come a cercar di
custodire il segreto intimo dei suoi versi.
> b) I testi degli anni 70 si contrassegnano per l'ubbidienza al principio
> di non consequenzialità logica, per cui non presentano chiavi
> esegetiche;
Giusto. E' quello che ho detto anch'io in un precedente post.
> c) Dal 1995 in poi, con Manlio Sgalambro come paroliere o co-paroliere,
> il discorso muta del tutto: qui il significato c'è e si radica ne
> pensiero negativo sgalambriano, desumibile dalle sue opere.
Io invece penso che Sgalambro dica le stesse cose che diceva Battiato
prima del loro incontro.
"Ci si risveglia in questo corpo attuale, dopo avere viaggiato dentro il
sogno" (Cafè de la Paix) significa "Credo nella reincarnazione, in quel
lungo persorso chge fa vivere vite in quantità" (Vite parallele).
Insisto: in Cafè de la Paix il verso finale si riferisce ai nomadi della
tundra che, viaggiando in continuazione sembrano felici, metafora del
nascere e rinascere, evidentemente.
Ebbene: il "...non ti sembrano felici?" nasconde il timore che la
reicarnazione non esista.Sempre in Vite parallele dice "...ma temo sempre
l'oblio, la dimenticanza..." il che ha lo stesso significato della domanda
finale di Cafè de la Paix.
Se poi si estende l'analisi a canzoni "minori" i paralleli sono
addirittura sorprendenti.
In "Via lattea" è detto: "...mi preparavo al lungo viaggio...", che
secondo me, nella metafora del viaggio spaziale, nasconde il significato
di conclusione del viaggio terreno. In "Splendide previsioni" è detto
"...io sono pronto ad ogni evenienza, ad ogni nuova partenza...".
Secondo me Manlio Sgalambro rappresenta solo un cambio di "stile", ma non
di contenuto.
> Saluti.
> Fabio
Era da anni in questo NG che non leggevo una cosa tipo hic et inde
eheheh,semplicemente grandioso!
Oggi ho comprato de mundo pessimo...in giornata passo alla lettura!
"Ebbene: il "...non ti sembrano felici?" nasconde il timore che la
reicarnazione non esista.Sempre in Vite parallele dice "...ma temo
sempre
l'oblio, la dimenticanza..." il che ha lo stesso significato della
domanda
finale di Cafè de la Paix."
Chiaramente è una tua interpretazione, e ovviamente non ti contesto la
cosa in sé.
Però se c'è una cosa in cui crede Battiato (e fermamente) è proprio la
reincarnazione. Quella frase sui nomadi della Tundra, non nasconde un
timore di quel tipo. Piuttosto è una riflessione sulla condizione di un
mondo totalmente alieno al nostro, osservato dal nostro punto di vista.
La domanda traslata è: nonostante il loro non aver certezze o basi
solide (per come le intendiamo noi), mi sembrano felici. A te non
sembrano felici? Non credi che forse ci sia qualche altro valore, e che
forse anche noi siamo stati nomadi nella Tundra? Eravamo felici, allora?
Ti ricordi? Cosa è rimasto in te di quell'essere nomade? Di quella
Tundra?
Io la interpreto così.
Per ciò che riguarda Sgalambro, in "Vite Parallele", il temere la
dimenticanza è l'umana reazione davanti ad un concetto come la
reincarnazione. Non ricorderemo più nulla? Ma non è un dubbio sulla
reincarnazione in sé: è una paura che uno ha all'interno del "sistema"
reincarnazione. Cosa che in "Mesopotamia" è mirabilmente resa con le
splendide parole: " Che cosa resterà di me, del transito terrestre, di
tutte le impressioni che ho avuto in questa vita".
Per non parlare de "L'Ombra della Luce": "E' tempo di lasciare questo
ciclo di vite".
E non è vero che spesso Franco canta cose in cui non crede. Canta
situazioni che magari ha vissuto (deformandole) o se le inventa di sana
pianta PROPRIO per poter trarre spunto di lì per esprimere qualcosa in
cui crede.
Nei testi di Franco possono essere "false" le immagini, mai i concetti.
Infatti ho l'impressione che i concetti della citata "Il Re del Mondo"
verranno ripresi nel prossimo album. E penso anche a paralleli fra
"Bandiera Bianca" e "Povera Patria": sono solo due modi di esprimere una
stessa disperazione di fronte all'imbecillità umana.
Almeno, io li ho sempre interpretati così.
> Chiaramente è una tua interpretazione, e ovviamente non ti contesto la
> cosa in sé.
Si, è una mia interpretazione e non voglio imporla a nessuno, sia ben
chiaro.
> Però se c'è una cosa in cui crede Battiato (e fermamente) è proprio la
> reincarnazione.
Ma certo, lo so ed è quello che dico anch'io.
> Per ciò che riguarda Sgalambro, in "Vite Parallele", il temere la
> dimenticanza è l'umana reazione davanti ad un concetto come la
> reincarnazione. Non ricorderemo più nulla? Ma non è un dubbio sulla
> reincarnazione in sé: è una paura che uno ha all'interno del "sistema"
> reincarnazione. Cosa che in "Mesopotamia" è mirabilmente resa con le
> splendide parole: " Che cosa resterà di me, del transito terrestre, di
> tutte le impressioni che ho avuto in questa vita".
Beh, è una bella interpretazione anche la tua. Ma io continuo a credere
che l'oblio e la dimenticanza siano l'essere presto dimenticati dal mondo,
un passaggio breve, brevissimo e, alla fine insignificante per l'umanità
che poresto ci dimenticherà.
Comunque è bello constatare come gli stessi versi si prestino a più
interpretazioni tutte ugualmente credibili.
> E non è vero che spesso Franco canta cose in cui non crede. Canta
> situazioni che magari ha vissuto (deformandole) o se le inventa di sana
> pianta PROPRIO per poter trarre spunto di lì per esprimere qualcosa in
> cui crede.
Appunto. Io lo dico a mia volta che crede in quello che scrive.
E penso anche a paralleli fra
> "Bandiera Bianca" e "Povera Patria": sono solo due modi di esprimere una
> stessa disperazione di fronte all'imbecillità umana.
> Almeno, io li ho sempre interpretati così.
E' la stessa interpretazione che ne do io.Tra l'altro, soprattutto
"Bandiera bianca" è stata straordinariamente in anticipo sui tempi, a
preconizzare un futuro ancora da venire.
Quando mi chiedono perchè Battiato mi piaccia tanto rispondo sempre allo
stesso modo: perchè ha saputo anticipare i tempi, vedere il mondo futuro
prima degli altri. "Bandiera bianca", "Tramonto occidentale", "Zhai saman"
e altre canzoni lo testimoniano.
Questo fa di Battiato non solo un cantante o un artista ma un vero e
proprio intellettuale, capace di capire il mondo prima degli altri, senza,
tra l'altro, stare in televisione ogni giorno a sparare luoghi comuni.
> Comunque è bello constatare come gli stessi versi si prestino a più
> interpretazioni tutte ugualmente credibili.
Quando un'opera artística permette più interpretazioni, vuol dire que è di
qualità : l'artista non può creare da solo. Chi recive i messaggi dà loro un
senso, a seconda della propria cultura , della propria personalitá.
E tutte queste letture fanno la richezza dell'opera in questione : se ci
fosse un'unica lettura, non sarebbe più arte, ma informazione.
Questa discussione à appassionante, appunto perché ci aiuta a capire meglio
il Nostro attraverso quello che dà ad ognuno di noi.
> Questo fa di Battiato non solo un cantante o un artista ma un vero e
> proprio intellettuale, capace di capire il mondo prima degli altri, senza,
> tra l'altro, stare in televisione ogni giorno a sparare luoghi comuni.
Più interessante e più completo di un intellettuale, direi : questa parola è
adatta all'Uomo Occidentale, perché porta en sé la razionalitá e la lógica.
Battiato vive in occidente ed è anche cerebrale.
Ma la sua visione è anche molto intuitiva e ispirata dalla percezione
orientale : in questo senso, lui dimostra di essere molto siciliano (se ho
capito bene cos'è la Sicilia : è stato lui a fármela scoprire:)
Scusate gli errori : è molto tempo che non scrivevo più in italiano (l'ho
studiato per amore all'arte di Battiato...)
La vostra discussione è stata così interessante da non poter resistere alla
voglia di parteciparci.Saluti !
Dominique.
>
> Ebbene: il "...non ti sembrano felici?" nasconde il timore che la
> reicarnazione non esista.
>
Anni fa ho passato qualche giorno in un villaggio dell'Himalaya tra gli
Sherpa.
Il villaggio piu' povero mai visto in vita mia, praticamente non avevano
nulla;
il tempo aveva una lentezza esasperante:
una mia giornata a Milano equivale come dinamicita' a 10 dei loro anni.
Penso che i vestiti che indossassero, si tramandassero da generazioni.
Tutti magrissimi; pasti quasi inesistenti.
Eppure non ho mai visto gente cosi' felice in vita mia. Sempre tutti
sorridenti,
gentili, altruisti e spensierati;
per loro avere una escursione termica in cui di giorno c'erano
40 gradi all'ombra e di notte 20 gradi sotto zero era normale.
I cinesi gli avevano incendiato pochi giorni prima il loro antichissimo
monastero
(io infatti ero andato li' per visitarlo, ma non c'era piu', e non lo
sapeva ancora nessuno nella "civilta'") uccidendo quasi tutti i monaci, ma
per
loro era normalita'.
Prima di andare la' mi avevano raccomandato di vestirmi piu'
semplicemente possibile, non sfoggiare gioielli ne' orologi, non mostrare
ne' tantomeno dare loro denaro, per evitare di sconvolgergli le
dinamiche sociali - cio' che e' ha invece fatto Pippo Baudo con gli
Albanesi ;-)
Ebbene, per me, questa frase "ti sembrano felici", mi ricorda
quell'esperienza,
e io la interpreto semplicemente come "gente che non ha desideri inutili,
che quindi non prova invidie e gelosie, causa di tutte le infelicita'
umane".
Sara' semplicistico, ma mi va bene cosi'.
Anche io spero di essere arrivato a quello stadio, ma attraverso un'altra
strada:
non quella buddista (estrema modestia), ma quella socratica (estrema
immodestia) ;-)
e.v.
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Ti credo. La stessa cosa si può dire degli anziani.
Se hai la fortuna, dico davvero: la fortuna, di avere ancora un nonno in
vita, soprattutto se ha vissuto in provincia, o in campagna ascoltando i
suoi racconti della sua giovinezza capirai che si tratta di una persona
che, pur non avendo avuto praticamente nulla più che le sue braccia e la
sua famiglia, è stata una persona felice.
Come volevasi dimostrare, il 90% delle volte non si azzecca
assolutamente l'intenzione originaria!!!
Ma penso sempre che lo scopo non sia mai stato quello.
> > Una volta, invece, il nostro la interpretò così (ma ricordarsi l'occasione
> > al momento è arduo):
> > "le renne della tundra trasportano tribù di nomadi.. e a vederli mi
sembrano
> > felici, ti sembrano felici?....A me sembrano tristissimi!"
> > :-)))
> > Salutoni
> > Patriots
> Come volevasi dimostrare, il 90% delle volte non si azzecca
> assolutamente l'intenzione originaria!!!
> Ma penso sempre che lo scopo non sia mai stato quello.
Ma secondo me, invece, è Battiato che continua a voler spiazzare i suoi
ascoltatori con delle uscite a sorpresa.
Io credo che quel verso abia un significato ben preciso (che è quello che
ho spiegato in un mio post precedente) e che lui sia un po' geloso dei
contenuti dei testi.
Per questo ogni tanto ci vuol spiazzare.
>
> Per questo ogni tanto ci vuol spiazzare.
>
Bravissimo!
Per ricordarci "com'e' difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire".
e.v.
Concordo pienamente con la vostra interpretazione della frase.
E dissento totalmente da chi sostiene che non ci sia un senso univoco,
nei concetti di chicchessia nel momento in cui sceglie una successione
di termini con un significato codificato, per quanto possano essere
ricchi di sfumature e di rimandi culturali.
Spesso (quasi sempre) capita di dare una interpretazione diversa a frasi
o espressioni ambigue (o magari pure esplicite) ma questo dipende nella
maggioranza dei casi, a mio avviso da un difetto di comunicazione, da
parte di chi si esprime o da parte di chi ascolta (il più delle volte se
parliamo di FB).
A dirla tutta, non riesco a sopportare gli autori, e sono molti, che
affermano che una canzone una volta pubblicata non è più del suo autore,
ma di tutti coloro che la utilizzano a qualsiasi titolo, e che sono
legittimati perciò ad attribuirgli qualsiasi significato sia loro più
gradito.
Troppo facile per l'artista, che sarebbe, come dire, autorizzato a non
aver niente da dire senza fare la figura del fesso (perché comunque i
significati li trovano i fruitori anche dove non ci sono...);
Troppo facile anche per chi ascolta, autorizzato a ricoprire con le
proprie idee (banalità o colpi di genio che siano) il lavoro,
l'applicazione e pure l'intenzione di altri, e autorizzato pure a non
cogliere i nessi, i rimandi e le conoscenze pregresse che in rare e
fortunate occasioni, si trovano anche in forme comunicative così
compresse come le canzoni.
Questo peraltro non significa che una canzone possa divenire un fenomeno
sociale e come tale possa essere letta ed analizzata, ma questo è
tutt’altro discorso.
A meno che non si voglia mutilare la forma canzone affermando che non ha
alcun intento comunicativo.
Ciao Tukmat
Bentornata Dominique...il tuo italiano è decisamente migliore del mio
spagnolo!..:-)
Volevo allacciarmi al discorso...
Come già dissi tempo fa...dopo il viaggio che feci a Tozeur...ho imparato
che ascoltando i brani di Franco
si può viaggiare nei luoghi e nelle situazioni che lui stesso descrive nelle
sue canzoni...
x me i testi di FB ora sono diventati un viaggio...nel mondo e dentro me
stesso....
mentre passeggiavo x Tozeur..canticchiavo..."..e per un'istante ritorna la
voglia di vivere ad un'altra velocità..."
non vi so descrivere come è terribilmente vera quella frase.......grazie
Franco
Ps. Sabato scorso su raiuno hanno fatto un servizio proprio su
Tozeur...hanno fatto vedere tante belle..cose..
VOGLIOOOOOOO TORNARCIIIIIIIIIIIIIIIIII.....
che ne dite di fare un raduno abbattiato a TOZEUR?...:-D
ciao
AleZ
> Se hai la fortuna, dico davvero: la fortuna, di avere ancora un nonno in
> vita, soprattutto se ha vissuto in provincia, o in campagna ascoltando i
> suoi racconti della sua giovinezza capirai che si tratta di una persona
> che, pur non avendo avuto praticamente nulla più che le sue braccia e la
> sua famiglia, è stata una persona felice.
Mio nonno ne e' la prova vivente: domenica siamo andati a fare il classico
"pic nic familiare". Mio nonno deve aver detto dieci parole in tutto il
giorno, stava fermo a guardarsi intorno oppure in auto ad ascoltare il
liscio... e per lui era il massimo, una volta a casa ci ha confessato di
essersi divertito un sacco :P
--
MarKco
_______________
Triste e' l'uomo
che ama le cose
solo quando si allontanano.
(Baolian, libro dei pensieri Baol, I, vv. 1240-1242)
> Come già dissi tempo fa...dopo il viaggio che feci a Tozeur...
> ho imparato che ascoltando i brani di Franco
> si può viaggiare nei luoghi e nelle situazioni che lui stesso
> descrive nelle sue canzoni...
Sono stato a Tozeur 4 anni fa e ho provato effettivamente
la sensazione che qualcuno, qualcosa mi avesse già descritto,
seppur sommariamente ma in qualche modo a me impercettibile
con estrema lucidità di pensiero, quei luoghi.
Era la sensazione che quel posto mi avrebbe dato che avevo percepito
e, a sera, mi sono ritrovato a canticchiare di treni, miniere e viaggi
interstellari.
Approfitto anche per dire un'altra cosa:
da sempre ascolto Franco per la sua *musica*.
Non è che do poca importanza ai testi ma sicuramente,
se vi fosse una scala gerarchica delle preferenze, verrebbero dopo
il suono e le sensazioni che ne derivano. Il testo per me viene dopo.
Ebbene Franco è uno dei pochissimi che ha elevato i testi,
ora ermetici, ora mistici, ora di denuncia sociale, ora visionari,
alla dimensione che personalmente rendo alla musica stessa.
Saluti
--
Seldon
http://digilander.libero.it/floyder
Il Web di it.fan.musica.pink-floyd
..e quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo,
tu potrai rispondere loro: "Noi ricordiamo"
Tukmat, ma se non lo diceva al concerto di Pisa, tu la interpretavi in
quel senso la frase finale di Caffé de La Paix?
Guarda che alla presentazione di "Tecnica mista su tappeto", qualche
anno fa, Franco disse che non sempre le frasi che usa hanno un
significato univoco.
Poi sono d'accordissimo con te quando dici che non è vero che una
canzone appartiene poi a chi l'ascolta... Giugno '73 di De André è il
classico esempio di quello che affermi tu.
> Tukmat, ma se non lo diceva al concerto di Pisa, tu la interpretavi in
> quel senso la frase finale di Caffé de La Paix?
Certamente no!, ma rimane il fatto che un senso c'era nella testa di chi
ha scritto quel verso.
> Guarda che alla presentazione di "Tecnica mista su tappeto", qualche
> anno fa, Franco disse che non sempre le frasi che usa hanno un
> significato univoco.
Beh io non dico che una frase abbia per chi la ha pensata un solo
significato univoco, ma che anche quando abbia più di una chiave di
lettura, è legittimo riconoscere a qul verso solo quelle che lo stesso
autore aveva in qualche modo ideato o anche solo suggerito
allusivamente.
Riguardo alla fermezza intellettuale del nostro eroe ricordo che in una
intervista tv FB proclamò uno dei migliori paradossi logici, che mai
abbia ascoltato affermando:
"La coerenza non mi è MAI interessata!"
> Poi sono d'accordissimo con te quando dici che non è vero che una
> canzone appartiene poi a chi l'ascolta... Giugno '73 di De André è il
> classico esempio di quello che affermi tu.
Purtroppo non conosco De André (grave lacuna) se non "Non al
denaro..ecc" si cui non sono sicuro sul titolo ma che ricordo tutto a
memoria (che meraviglia il malato di cuore).
Ciao
> (ultimamente forse un po' meno, il testo è divenuto più comunicazione
> e meno sottofondo...)
Hai centrato il nodo della questione:
è per questo che, pur non disdegnando quasi nulla del maestro,
prediligo i lavori di sperimentazione sonora e di struttura del brano
musicale
non inteso più in formato "canzone" ma come opera di percezione.
Gli esempi che porto avanti a chi non conosce questo aspetto di Battiato
sono brano come Propriedad Prohibida, Sequenze e Frequenze, No U turn,
I cancelli della memoria et similia.
Saluti.