(tratto dal sito http://www.sonda.it/lavora/pagine_lavora/lavora.asp?num=n)
Alessio Cantarella (alessioc...@genie.it)
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Posted from ppp-40-148.29-151.libero.it [151.29.148.40]
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quanto meno è un punto di vista diverso su una
canzone che ha suscitato opinioni contrastanti...
Io che sono un estimatore di questa composizione,
ho comprato l'Imboscata solo per La cura.
Penso che La cura parla al Sé dell'essere umano,
da Sé a Sé. In questo senso, qualche psicologo
agisce come una guida spirituale, ma sono casi rari
per quel che ne sò.
ciao
Giovanni
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Posted from h255-20-4.mi2.albacom.net [213.255.20.4]
cmq per comodità rispondo a ogni domanda...
scusate per l'inevitabile allungamento
> Un'interpretazione davvero interessante. Non sapendo far di meglio, pongo
> una domanda, e, una volta tanto, provo a dare una risposta. La domanda è:
> sarebbe un buon psicologo chi interagisce così con il paziente?
dipende da cosa vuol dire essere psicologo, tra di loro non si sono
ancora accordati, se non sul generico concetto del rispetto del soggetto
terapeutico, che vuol dire tutto e niente perché ciò implica il riconsocimento
o disconoscimento di determinate funzioni dell'essere: basta pensare alle
scule di pensiero di Freud e Jung, per non parlare della psicologia
tranpersonale.
> 1. Ci sono impegni, promesse ben oltre la rassicurazione, posti totalmente nella
> sfera d'azione del narrante ("Ti proteggerò", "Ti solleverò", "Supererò le
> correnti gravitazionali", "avrò cura di te") che mi fanno pensare ad una
> protezione, appunto, più che a un processo maieutico;
per me La cura non tratta di processi psicologici "ordinari" e in ogni caso,
dato che
sono stato in terapia, confermo che esistono sia la fase protettiva sia la fase
maieutica,
la prima sostiene la seconda.
> 2. Ci sono astrazioni afferenti sfere emozionali e sentimentali ("Supererò le correnti
> gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare", "Tesserò i
> tuoi capelli come trame di un canto, conosco le leggi del mondo e te ne
> farò dono") che portano la dimensione relazionale su di un piano metafisico
> e atemporale, non proprio forse dell'impegno di uno psicologo;
è quello che dico io! un bacio :-*
> 3. Ci sono riferimenti molto diretti, a ipocondrie, manie, paure, turbamenti,
> fallimenti: forse uno psicologo (dico forse) anzichè definirli come tali
> farebbe in modo di farli identificare dall'interlocutore (non penso che gli
> psicologi abbiano pazienti, non essendo medici, e pertanto non potendo e
> non dovendo curare);
direi che meglio è non farli definire neanche dal soggetto in terapia,
la definizione comporta una costrizione (mentale) che limita il processo
terapeutico
> 4. Il fatto di individuare gli "Inganni del tuo tempo" (perchè non del nostro tempo?
> Ah già, la metrica?) ha una valenza a mio parere 'attrattiva' verso l'interlocutore,
> mentre (forse) lo psicologo cercherebbe una soluzione più bilanciata (o no?).
infatti.. non è la canzone dello psicologo.. ma... un buon psicologo dovrebbe
aver percorso tutto questa via prima di iniziare a mettersi in relazione
con chi ha bisogno del suo aiuto ... in effetti io considero lo psicologo
come uno shamano (si sente la mia propensione per Jung?)
> Ma, certo, 'psicologo' vuol dire molte cose. Vuol dire (e non me ne vogliano i
> professionisti) disinteressata attenzione e sensibilità verso l'altro, cura,
> insomma, scevra da interessi e da parcelle. Quindi, mi rispondo, non sarebbe
> un buono psicologo, perchè di più: un amante.
:-*
uno psicologo dovrebbe essere un amante.
> Percezione dell'altrui sè, e propensione verso l'altro, prescindendo dal proprio ego,
> che può solo indicare, mostrare strade e vie, senza dare giudizi e tendendo, al più, la
> mano. Ma in tal caso la psicologia passa in secondo piano, e altre forme
> del sentire e dell'agire diventano preponderanti.
:-*
la psicologia è uno strumento, tra l'altro i Sufi che sono stati
tanto cari a Battiato, già 700 e più anni fà avevano sviluppato dei
metodi psicologici preliminari a ben altri percorsi... e quei metodi,
per vie abbastanza misteriose, nel corso degli anni '60 si sono riversate
principalmente nella scuola di Esalen - Palo Alto: agli psicologi
di estrazione Jungiana o post Freudiana non sembrò vero di poter
attingere a tanta ricchezza...
> Pertanto la mia sensazione nei confronti de' "La Cura" è di canzone d'amore...
Mi piace come rappresenti la tua sensazione; che poi non La cura non abbia
intenti introspettivi, bisognerebbe chiederlo all'autore ;-)
"tessersi i capelli come trame di un canto" ha un significato (a mio avviso)
esteso e allo stesso tempo profondo, quindi troppo complicato da spiegare
in questa sede.. certo indulge all'autocompiacimento, ma dopo le
schifezze e i turbamenti.. qualche carezza ci vuole! o no?
> Una canzone d'amore, intrisa di attenzione ed inviti alla consapevolezza
> talmente intensa da essere tentati di rivolgerla verso se stessi, dal Sè al
> Sè, appunto. La masturbazione e i viaggi immaginari tornano di moda?
Da Sé a Sé perché a quel livello c'è continuità, e così il tuo Sé e il mio Sé
sono in relazione... e anche quello dell'autore con l'ascoltatore, se l'autore
è capace di tessere la sua composizione usando musiche e simboli
appropriati a sollecitare una risposta del Sé e se l'ascoltatore ha superato
il limite del suo ego quel tanto che basta per riconoscere in se il Sé.
Il Sé, a differenza dell'ego, non è separato dal tutto, un filo colorato lo
lega
alle trame del canto, perché è con qualcosa di simile a un canto che è nato
l'universo, lo dicono i miti, le religioni e ora anche la fisica cosmica...
ma sono già troppo OT.
piacere di averti incontrato
Giovanni
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Posted from h213-20-78.mi2.albacom.net [213.213.20.78]
mi chiedo perché pur controllando
ripetutamente, li noto sempre dopo
che ho spedito il messaggio
Thomas Mann LA MONTAGNA INCANTATA. Ancor meglio: Heidegger (uno dei papá di
sgalambrus philosophus): La cura è l'irrequietezza che ci tiene attaccati al
mondo,l'ossessione per le cose, la ricerca che non trova...
La Cura che si ha di qualcuno è "CUIDAR DE" (testo spagnolo), proteggere,
prendersi cura. Niente medici o psicologi... Lo spagnolo non tradisce,
distinguendo CUIDAR y CURAR.
E Battiato (o il traduttore) scelse il primo.
Olé, maestro, olé,
> Forse se "La cura" fosse stata inserita in un album pre-sgalambrico o
> portasse solo la firma del nostro, avremmo qualche compagno in questa idea
Presente!
Aggiungo che nel libricino dell'Imboscata a tiratura limitata
appare uno stupefacente angelo dipinto dal nostro la cui didascalia è : "La
cura"
Ciao gianna
Ma perché continuare a pensare
a prima di Sgaly? La vita è andata
così, ha portato qualcosa di nuovo,
ci sarà fino a quando sarà il suo
tempo, e nel frattempo è uscita
anche La cura.
saluti
Giovanni
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Posted from h213-100-119.mi.albacom.net [213.213.100.119]
Pertanto, lascio la mia idea, e, ben volentieri, accolgo questa.
Riconoscenti saluti,
manuel
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Inviato via http://usenet.iol.it
> >Il fatto di individuare gli "Inganni del tuo
> >tempo" (perchè non del nostro tempo? Ah già, la metrica?)
> A parte la metrica questo verso sembra proprio suggerire che la protezione
> arriva da un essere che vive un tempo altro.
Credo che il protettore viva fuori dal tempo ( No time no space )
> Forse se "La cura" fosse stata inserita in un album pre-sgalambrico o
> portasse solo la firma del nostro, avremmo qualche compagno in questa idea
> ;-)
Ne hai trovato uno in piu' ;-)
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Ciao Germano
http://digilander.iol.it/tkacenko
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