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"La cura": la canzone dello psicologo

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Alessio Cantarella

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Dec 11, 2001, 12:07:03 PM12/11/01
to
LA CANZONE DELLO PSICOLOGO
Dopo la vana ricerca di un testo che contenesse traccia della
per-niente-musicale parola "psicologo", ho deciso di ripiegare sulle
numerosissime canzoni i cui autori avrebbero seriamente bisogno di andare in
analisi. Ma è un universo in cui è facile perdere la testa. Meglio cercare le
perle rare, le chicche, le intuizioni sublimi. Come quella dello stesso Franco
Battiato che forse non sa (o forse lo sa bene) di aver scritto un testo che
potrebbe essere elevato a vero e proprio inno dello psicologo. Il titolo della
canzone è "La cura". A leggerla attentamente si ritrovano tutti i percorsi
dell’analisi. L'inizio è già molto promettente. Certo, il buon dottore non ti
nasconde la verità sul tuo caso clinico. Ma la consapevolezza è il primo passo
sulla via della guarigione. E poi lui ti aiuterà.
"Ti proteggerò dalle paure e dalle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via,"
Forte e rassicurante, lo psicologo si profila come il difensore della tua causa
di fronte al mondo crudele che ogni giorno devi affrontare. Buono come la
mamma, caldo come la coperta di Linus, tutto d'un pezzo con la sua poltrona, da
cui ogni tanto accenna comprensivo con un impercettibile gesto del capo. A
volte è l’unico movimento che fa per tre quarti d'ora, ma anche questo, in
qualche modo, è molto rassicurante.
"dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai."
Oddio, forse poteva essere un po' più delicato nel dirtelo. Insomma, lo sai già
da solo che sei una frana. C'era proprio bisogno di ribadire i tuoi fallimenti?
E poi cosa vuol dire che normalmente li attirerai?! Mah… per fortuna c'è lui
che ti sostiene.
"Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie"
E insiste!!! Ma quali ossessioni e manie? Tu eri venuto solo per un consiglio,
mica collezioni frittate nell’armadio. Gli sbalzi d'umore te li fa venire lui,
perché era cominciata come una bella canzone, mentre ora ti viene quasi da
piangere…
"Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te"
Ooooh… Ecco come ti sorprende. Ecco quello che ogni buon psicologo sa di dover
dire al suo paziente. Sentirsi un essere speciale, almeno un'ora la settimana:
è l'unico motivo per cui si va in analisi. Oltre, naturalmente, a quel piccolo
problema dello gnomo verde che ti perseguita.
"Vagavo per i campi del Tennessee.
Come vi ero arrivato, chissà!
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile, i miei sogni attraversano il mare."
E questo delirio che cos'è? Di chi sta parlando? Chi è che vaga nei campi? Mah,
forse in questo punto la canzone dà voce al paziente, che, in un rapimento
onirico (è sotto ipnosi chiaramente) rivive il suo oscuro passato.
"Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza."
Ecco di nuovo il dottore, meno male. Il silenzio è quello che ti fa guardare
dentro e scoprire chi sei. La pazienza è quella sua che ti ascolta… Ma noo! La
pazienza è quella che devi mettere per far fronte alle tue difficoltà e
superarle, e accettarti come sei, e accettare il conto che il dottore ti
presenta a fine mese. Fin qui, comunque, tra un trauma e l'altro, ancora tutto
bene. A un certo punto, però, si apre un inciso un po' ambiguo. Occorre
analizzarlo riga per riga. Di che si tratta?
"I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi."
Indubbiamente qui entrano in gioco il transfert e il contro transfert. Elementi
irrinunciabili nella terapia. Nessuno mette in dubbio la serietà professionale
del dottore. Si tratta di un passaggio delicato e difficile, che insieme si
deve superare. A volte si rischia un po' troppo coinvolgimento, ma il buon
dottore sa esattamente dove andrà a parare.
"La bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi."
Beh… insomma, io per agosto contavo di aver finito. No?! E sia, dopotutto ne va
del mio equilibrio. E il suo amore per la scienza, dottore, è davvero
encomiabile.
"Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto."
Ancora? Vabbè, dottore, abbiamo capito, non è necessario scendere nei dettagli.
Ma quanto deve durare questo transfert?! E questa strofa poi, non arriva il
ritornello?!
"Conosco le leggi del mondo e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare."
Meno male. Eccoli tornati in sé. Vedi qual era lo scopo? Era quello di
consegnarti nientepopodimenoché le leggi del mondo! Mmmh… Un po' presuntuosetto
questo dottore. Ma lascialo fare: è tutto per il tuo bene. E lo si vede dal
finale.
"Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te.
Io sì che avrò cura di te."

(tratto dal sito http://www.sonda.it/lavora/pagine_lavora/lavora.asp?num=n)

Alessio Cantarella (alessioc...@genie.it)


--
Posted from ppp-40-148.29-151.libero.it [151.29.148.40]
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Aquii

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Dec 11, 2001, 1:28:56 PM12/11/01
to
grazie Alessio, ma come le scovi 'ste notizie?

quanto meno è un punto di vista diverso su una
canzone che ha suscitato opinioni contrastanti...

Io che sono un estimatore di questa composizione,
ho comprato l'Imboscata solo per La cura.

Penso che La cura parla al Sé dell'essere umano,
da Sé a Sé. In questo senso, qualche psicologo
agisce come una guida spirituale, ma sono casi rari
per quel che ne sò.

ciao
Giovanni


--
Posted from h255-20-4.mi2.albacom.net [213.255.20.4]

Aquii

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Dec 12, 2001, 12:27:13 PM12/12/01
to
interessante la tua replica, ma perché
hai ribadito il tuo pensiero ben quattro volte?

cmq per comodità rispondo a ogni domanda...
scusate per l'inevitabile allungamento

> Un'interpretazione davvero interessante. Non sapendo far di meglio, pongo
> una domanda, e, una volta tanto, provo a dare una risposta. La domanda è:
> sarebbe un buon psicologo chi interagisce così con il paziente?

dipende da cosa vuol dire essere psicologo, tra di loro non si sono
ancora accordati, se non sul generico concetto del rispetto del soggetto
terapeutico, che vuol dire tutto e niente perché ciò implica il riconsocimento
o disconoscimento di determinate funzioni dell'essere: basta pensare alle
scule di pensiero di Freud e Jung, per non parlare della psicologia
tranpersonale.


> 1. Ci sono impegni, promesse ben oltre la rassicurazione, posti totalmente nella
> sfera d'azione del narrante ("Ti proteggerò", "Ti solleverò", "Supererò le
> correnti gravitazionali", "avrò cura di te") che mi fanno pensare ad una
> protezione, appunto, più che a un processo maieutico;

per me La cura non tratta di processi psicologici "ordinari" e in ogni caso,
dato che
sono stato in terapia, confermo che esistono sia la fase protettiva sia la fase
maieutica,
la prima sostiene la seconda.

> 2. Ci sono astrazioni afferenti sfere emozionali e sentimentali ("Supererò le correnti
> gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare", "Tesserò i
> tuoi capelli come trame di un canto, conosco le leggi del mondo e te ne
> farò dono") che portano la dimensione relazionale su di un piano metafisico
> e atemporale, non proprio forse dell'impegno di uno psicologo;

è quello che dico io! un bacio :-*

> 3. Ci sono riferimenti molto diretti, a ipocondrie, manie, paure, turbamenti,
> fallimenti: forse uno psicologo (dico forse) anzichè definirli come tali
> farebbe in modo di farli identificare dall'interlocutore (non penso che gli
> psicologi abbiano pazienti, non essendo medici, e pertanto non potendo e
> non dovendo curare);

direi che meglio è non farli definire neanche dal soggetto in terapia,
la definizione comporta una costrizione (mentale) che limita il processo
terapeutico

> 4. Il fatto di individuare gli "Inganni del tuo tempo" (perchè non del nostro tempo?
> Ah già, la metrica?) ha una valenza a mio parere 'attrattiva' verso l'interlocutore,
> mentre (forse) lo psicologo cercherebbe una soluzione più bilanciata (o no?).

infatti.. non è la canzone dello psicologo.. ma... un buon psicologo dovrebbe
aver percorso tutto questa via prima di iniziare a mettersi in relazione
con chi ha bisogno del suo aiuto ... in effetti io considero lo psicologo
come uno shamano (si sente la mia propensione per Jung?)

> Ma, certo, 'psicologo' vuol dire molte cose. Vuol dire (e non me ne vogliano i
> professionisti) disinteressata attenzione e sensibilità verso l'altro, cura,
> insomma, scevra da interessi e da parcelle. Quindi, mi rispondo, non sarebbe
> un buono psicologo, perchè di più: un amante.

:-*

uno psicologo dovrebbe essere un amante.

> Percezione dell'altrui sè, e propensione verso l'altro, prescindendo dal proprio ego,
> che può solo indicare, mostrare strade e vie, senza dare giudizi e tendendo, al più, la
> mano. Ma in tal caso la psicologia passa in secondo piano, e altre forme
> del sentire e dell'agire diventano preponderanti.

:-*

la psicologia è uno strumento, tra l'altro i Sufi che sono stati
tanto cari a Battiato, già 700 e più anni fà avevano sviluppato dei
metodi psicologici preliminari a ben altri percorsi... e quei metodi,
per vie abbastanza misteriose, nel corso degli anni '60 si sono riversate
principalmente nella scuola di Esalen - Palo Alto: agli psicologi
di estrazione Jungiana o post Freudiana non sembrò vero di poter
attingere a tanta ricchezza...

> Pertanto la mia sensazione nei confronti de' "La Cura" è di canzone d'amore...

Mi piace come rappresenti la tua sensazione; che poi non La cura non abbia
intenti introspettivi, bisognerebbe chiederlo all'autore ;-)

"tessersi i capelli come trame di un canto" ha un significato (a mio avviso)
esteso e allo stesso tempo profondo, quindi troppo complicato da spiegare
in questa sede.. certo indulge all'autocompiacimento, ma dopo le
schifezze e i turbamenti.. qualche carezza ci vuole! o no?

> Una canzone d'amore, intrisa di attenzione ed inviti alla consapevolezza
> talmente intensa da essere tentati di rivolgerla verso se stessi, dal Sè al
> Sè, appunto. La masturbazione e i viaggi immaginari tornano di moda?

Da Sé a Sé perché a quel livello c'è continuità, e così il tuo Sé e il mio Sé
sono in relazione... e anche quello dell'autore con l'ascoltatore, se l'autore
è capace di tessere la sua composizione usando musiche e simboli
appropriati a sollecitare una risposta del Sé e se l'ascoltatore ha superato
il limite del suo ego quel tanto che basta per riconoscere in se il Sé.

Il Sé, a differenza dell'ego, non è separato dal tutto, un filo colorato lo
lega
alle trame del canto, perché è con qualcosa di simile a un canto che è nato
l'universo, lo dicono i miti, le religioni e ora anche la fisica cosmica...
ma sono già troppo OT.

piacere di averti incontrato
Giovanni


--
Posted from h213-20-78.mi2.albacom.net [213.213.20.78]

Aquii

unread,
Dec 12, 2001, 12:32:01 PM12/12/01
to
profonde scuse per gli
errori di stompa....

mi chiedo perché pur controllando
ripetutamente, li noto sempre dopo
che ho spedito il messaggio

mask

unread,
Dec 13, 2001, 2:40:50 AM12/13/01
to
Pista importante per decodificare la Cura:

Thomas Mann LA MONTAGNA INCANTATA. Ancor meglio: Heidegger (uno dei papá di
sgalambrus philosophus): La cura è l'irrequietezza che ci tiene attaccati al
mondo,l'ossessione per le cose, la ricerca che non trova...

La Cura che si ha di qualcuno è "CUIDAR DE" (testo spagnolo), proteggere,
prendersi cura. Niente medici o psicologi... Lo spagnolo non tradisce,
distinguendo CUIDAR y CURAR.

E Battiato (o il traduttore) scelse il primo.

Olé, maestro, olé,

il giovane patriota

unread,
Dec 14, 2001, 5:06:12 AM12/14/01
to

manuel <highw...@tiscalinet.it> wrote in message
151Z39Z1Z2Y10...@usenet.iol.it...

> Un'interpretazione davvero interessante. Non sapendo far di meglio, pongo
> una domanda, e, una volta tanto, provo a dare una risposta. La domanda è:
> sarebbe un buon psicologo chi interagisce così con il paziente?
> Forte del
> fatto di non capire nulla di psicologia (e l'ignoranza, mi si creda, è una
> forza), mi pare vi siano alcuni punti-spunti di riflessione:
[cut]
Crediamo di ricordare che prima ancora del sito a cui faceva riferimento
Alessio (grazie!), quell'interpretazione psicanalitica sia stata proposta
con gran divertimento da "Il ruggito del coniglio" su Radiodue.
A noi quel testo fa sempre pensare all'invisibile carezza di un custode,
dove il custode è una creatura di natura superiore.

>Il fatto di individuare gli "Inganni del tuo
>tempo" (perchè non del nostro tempo? Ah già, la metrica?)
A parte la metrica questo verso sembra proprio suggerire che la protezione
arriva da un essere che vive un tempo altro.
Forse se "La cura" fosse stata inserita in un album pre-sgalambrico o
portasse solo la firma del nostro, avremmo qualche compagno in questa idea
;-)
Abbracci
Patriots


gianna

unread,
Dec 14, 2001, 9:27:10 AM12/14/01
to

"il giovane patriota" <

> Forse se "La cura" fosse stata inserita in un album pre-sgalambrico o
> portasse solo la firma del nostro, avremmo qualche compagno in questa idea

Presente!
Aggiungo che nel libricino dell'Imboscata a tiratura limitata
appare uno stupefacente angelo dipinto dal nostro la cui didascalia è : "La
cura"
Ciao gianna


Aquii

unread,
Dec 14, 2001, 1:12:06 PM12/14/01
to
C'è l'hai i compagni,
e io sono tra questi:
per me è evidente!

Ma perché continuare a pensare
a prima di Sgaly? La vita è andata
così, ha portato qualcosa di nuovo,
ci sarà fino a quando sarà il suo
tempo, e nel frattempo è uscita
anche La cura.

saluti
Giovanni


--
Posted from h213-100-119.mi.albacom.net [213.213.100.119]

manuel

unread,
Dec 15, 2001, 12:38:00 PM12/15/01
to
Penso che questa interpretazione dell'invisibile invisibile carezza di un
custode sia davvero convincente, ma soprattutto molto interessante. Oltre
al conforto di Gianna, con la citazione del dipinto, si spiegano molte
cose.

Pertanto, lascio la mia idea, e, ben volentieri, accolgo questa.
Riconoscenti saluti,

manuel

--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

tkacenko

unread,
Dec 17, 2001, 1:05:53 PM12/17/01
to

il giovane patriota <baol...@tiscalinet.it> wrote in message
9vcj75$ejpsj$2...@ID-82894.news.dfncis.de...


> >Il fatto di individuare gli "Inganni del tuo
> >tempo" (perchè non del nostro tempo? Ah già, la metrica?)

> A parte la metrica questo verso sembra proprio suggerire che la protezione
> arriva da un essere che vive un tempo altro.

Credo che il protettore viva fuori dal tempo ( No time no space )

> Forse se "La cura" fosse stata inserita in un album pre-sgalambrico o
> portasse solo la firma del nostro, avremmo qualche compagno in questa idea
> ;-)

Ne hai trovato uno in piu' ;-)


--
Ciao Germano

http://digilander.iol.it/tkacenko

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I am a taxi
I am only a taxi

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