Per... orizzontarsi nel ginepraio delle edizioni in cui le differenti
versioni sono state proposte al pubblico, penso sia utile premettere il
seguente schema:
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a) "Pollution" (brano), versione originale (LP del '73), ripresa in: 1)
"Pollution"/CD ediz. Artis (1991) e in: 2) "Pollution"/CD ediz. BMG-Ricordi
(1998: serie "Battiato sperimentale", n. 2)
b) "Pollution" (brano), versione tagliata nella parte iniziale e accorpata a
"Ti sei mai chiesto quale funzione hai?", presente in: 1) "Feedback" (doppio
LP, Bla-Bla, 1976); 2) "Battiato 1972" (LP, collana "Orizzonte" della
Ricordi); 3) "Battiato-Le origini" (doppio CD, BMG-Ricordi, 1996); ecc.
c) "Ti sei mai chiesto quale funzione hai?", versione originale (LP 1973)
c1) "Ti sei mai chiesto quale funzione hai?", versione di 3'34", presente
in: "Pollution"/CD ediz. BMG-Ricordi (1998: serie "Battiato sperimentale",
n. 2)
c2) "Ti sei mai chiesto quale funzione hai?", versione di 1'56", presente
in: "Pollution"/CD ediz. Artis (1991) (*)
d) "Ti sei mai chiesto quale funzione hai?", versione di 3'34", coincidente
con "c1" ma accorpata al brano "Pollution" in un'unica traccia [vedi lettera
b], in "Feedback", ecc.
(*) N.B.: Non bisogna tener conto del minutaggio "ufficiale" indicato sulla
copertina delle edizioni Artis, poiché la scansione delle tracce nelle
suddette edizioni non sempre è fatta con accuratezza. La traccia 7 del CD
Artis di "Pollution", in particolare (e cioè "Ti sei mai chiesto..."),
comincia erroneamente prima che venga cantato il testo "Atomi dell'idrogeno,
campi elettrici", ecc., e dunque include anche il finale del brano che dà il
titolo all'album: pertanto il minutaggio della traccia 7 riportato sulla
copertina (5'13") non è attendibile, perché computa anche il finale del
brano "Pollution".
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La domanda che pongo agli esperti di FB, e in particolar modo ai possessori
del vinile originale di "Pollution" (quello dell'edizione Bla-Bla del 1973),
è: la versione di "Ti sei mai chiesto quale funzione hai?" presente sul
suddetto LP (che nello schema indico con la lettera "c") è quella completa
dell'edizione su compact "BMG-Ricordi" del '98 ("c1") o quella brutalmente
sfumata del CD Artis ("c2")? A mio parere, il finale "apparentemente
completo" della versione "c1" (che troviamo anche in "Feedback" e nei
suoi... derivati) sembra più appropriato, meno affrettato, anche se più
inquietante e carico di pathos, e, quindi, il taglio brusco di "c2" suona,
al confronto, un po' maldestro. Donde la curiosità di sapere quale versione
fu scelta per la prima edizione del 1973...
Approfitto dell'occasione per fare qualche altra riflessione in merito al
finale dell'album "Pollution". Innanzitutto, il pianto di Battiato
(brutalmente, forse pudicamente, sfumato nella versione "c2"). A me è parso
sempre, dalla prima volta che ho ascoltato il disco (ahimè, nella versione
parziale della collana "Orizzonte", più di vent'anni fa), sorprendente e
inquietante al tempo stesso; un elemento di pathos che non ci si aspetta di
trovare in un lavoro dai toni generalmente poco "concilianti", e che però
non sembra una nota stonata, ma un suggello particolarmente incisivo al
discorso svolto nel disco. E tuttavia sembra quasi voler mettere a disagio,
far sentire "fuori posto" l'ascoltatore-spettatore. Non so se il pianto
avesse un posto particolare anche nella messinscena dello spettacolo che
s'intitolava come l'album: in ogni caso, ancora oggi m'interrogo sul
significato di quel finale, che trovo comunque tuttora un'idea suggestiva e
forte, in quel contesto.
Ulteriore curiosità: che origine ha il pezzo campionato che si ascolta in
"Ti sei mai chiesto..." (archi e coro, prevalentemente, a quanto sembra), e
che accompagna proprio il pianto di Franco? Sembra musica sacra, ma non sono
mai riuscito a darle un nome (posto che ne abbia uno)...
E ancora, abusando della pazienza dei lettori... Non molto tempo fa,
riascoltando con attenzione il CD della BMG-Ricordi e quello della Artis, ho
notato che, specialmente nel primo (di qualità migliore, come ben sappiamo),
ma in maniera più "sbiadita" anche nel secondo, nel brano "Pollution",
appena FB finisce di cantare la seconda tranche del testo ("Atomi
dell'idrogeno, campi elettrici, ioni iso-foto", ecc.), si sente (a parte
l'altra voce che canta, concludendo la ripresa della prima tranche di testo)
una voce in sottofondo che dice qualcosa, per meno di un secondo - forse era
semplicemente il commento di qualcuno dei presenti alla registrazione, che è
"sfuggito" all'attenzione dei tecnici al momento del missaggio... però è
curioso! Una piccola, quasi impercettibile "stranezza" (o imperfezione) che
non stona (anzi!) nell'atmosfera di enigma che pervade l'album.
Saluti affettuosi
(e scusate la prolissità, ma come resistere, con un tema così?
:-)
Lud
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Non so se il pianto
> avesse un posto particolare anche nella messinscena dello spettacolo che
> s'intitolava come l'album: in ogni caso, ancora oggi m'interrogo sul
> significato di quel finale, che trovo comunque tuttora un'idea suggestiva e
> forte, in quel contesto.
Secondo me si tratta fondamentalmente della consapevolezza dell'uomo di
fronte all'ineluttabilità della catastrofe.
Dobbiamo tentare di ragionare con la mentalità che gli intellettuali e
l'opinione pubblica avevano dei primi anni settanta (ricordi, qualche
giorno fa, quando parlammo di Fetus, a proposito dell'attualità di
quell'LP?).
Il mondo veniva visto come radicalmente e drasticamente cambiato dalla
tecnica e dalla tecnologia: erano gli anni immediatamente successivi allo
sbarco sulla Luna.Basterà leggere "Se il sole muore", di Oriana Fallaci
(leggermente precedente, in quanto risalente agli anni '60) per rendersi
conto di quali speranze nutrissero gli scienziati, prima, e gli uomini
comuni, poi in quegli anni.
Speranze che oggi, fortunatamente, chiamiamo utopie o illusioni.
A quel tempo, molto probabilmente, l'impatto delle tecnologia era più
difficile da assorbire rispetto ad oggi.Fino a pochi anni prima, forse, in
alcune cittadine, anche occidentali, mancava l'asfalto su alcune strade e
l'acqua corrente in alcune case, e, ad un tratto, si parla di fare le
vacanze sulla Luna.
Ma in quegli anni sembravano l'inevitabile destino del mondo: mangiare
pillole ai pic-nic, coltivare l'insalata in una serra sulla Luna erano
considerati, da alcuni, gli aspetti quotidiani della vita dell'Uomo del
2000 (31 dicembre 1999, ore 9, guarda caso...).
Non tutti, però condividevano quei punti di vista.L'inquinamento, ciò che
appunto significa Pollution, era, ed è, il prezzo da pagare al
progresso.Ma un progresso di che, poi? Aria irrespirabile, cibi
contaminati a che cosa avrebbero potuto portare?
Forse alla trasformazione dell'uomo, l'uomo che perde la sua dimensione e
diventa qualcosa d'altro (in "Plancton" viene descritta un'inquietante
trasformazione dell'uomo in una sorta di animale acquatico).
Ma allora l'uomo non sarà più uomo: perdendo la sua dimensione corporale
perde anche la sua dimensione spirituale, la sua coscienza, la sua
capacità crtitica e la sua immaginazione.
La catastrofe è inevitabile.Il pianto, forse, l'ultimo rigurgito di
umanità.
Al di là di questa spiegazione, personalissima anche se abbastanza banale
è, per me interessante focalizzare l'attenzione su di un altro aspetto.
Si sa che Pollution era un lavoro "sociale": l'impatto dei motori a
combustione interna sull'ambiente era noto e, affiancato a Pollution,
stava un tentativo da parte di un gruppo di intellettuali, (o di
attivisti, non so e perdonatemi se ho sbagliato), di tentare di arrestare
per un'intera girornata il funzionamento di tutti i motori a scombustione
interna in Italia.
Beh, fa un po' sorridere, e, a ben vedere è il tentativo di combattere
un'Utopia con un'altra Utopia.
Tuttavia mi preme sottolineare come, in quegli anni, l'artista, fosse esso
un musicista d'avanguardia, come appunto Battiato, o chiunque altro,
avesse ben impressa nei propri cromosomi (ancora? Sembra di stare in
Fetus...) una missione sociale: l'artista come critico del mondo, che con
la sua arte trasmette il suo pensiero ed il suo punto di vista, tentando
di arrivare alle coscienze.
EffeVu
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> Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
I CD della Artis furono creati a partire dai vinili d'epoca, non so il
perché di questa scelta, l'unica giustificazione sembrava potesse essere la
perdita dei master originali.
Ma qualche anno dopo la BMG pubblicň delle versioni degli stessi album la
cui qualitŕ sonora, come scrivevi, č incomparabilmente migliore (sia dei CD
Artis sia degli originali Bla...Bla... che a suo tempo possedevo), con
l'eccezione di "M.lle le Gladiator" che si sente sempre e comunque male.
Ma non ho mai saputo se la BMG abbia utilizzato i master originali, altri
vinili (utilizzando magari procedure di restauro piů moderne) o altro
ancora.
Anch'io ho notato la "voce in sottofondo" solo ascoltando la ristampa BMG,
non mi ero invece accorto della differenza di durata di "Ti sei mai chiesto
quale funzione hai ?", ma non ho piů gli elementi per fare un confronto...
...e si che ero convinto di essere IO il pignoloso del NG... (se ti capita
vatti a rileggere le "pignolositŕ su La convenzione" che postai secoli fa),
ma sono contento che mi rubi il mestiere :-)
Qualche dubbio sulla qualitŕ del lavoro della BMG emerge per il
pressapochismo con il quale sconvolsero la "scaletta" originale di "Fetus",
ma di questo pure scrissi giŕ moooooooolto tempo fa :-)
Stefano l'@mino@cido
p.s. "Phoetus" si sente molto molto bene e ti consiglio di prenderlo, se sei
cosě interessato alle "differenze" troverai "Phenomenology" molto
interessante ;-)
Ciao
Lud
Saluti
Lud