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CRONACA_MILANO
Funerali celebrati nel monastero di via Colonna frequentato dall'artista
negli ultimi anni
I canti delle Carmelitane per l'ultimo saluto a Giuni Russo
Ha cantato per l'ultima volta in chiesa, al suo funerale, Giuni Russo, la
grande voce della musica italiana scomparsa martedì a Milano a soli 51 anni,
dopo lunga malattia. Nella chiesa del Monastero delle Carmelitane scalze,
verso la fine della cerimonia funebre, sono risuonate le note registrate
della canzone «La sua figura» ispirata a Santa Teresa d'Avila, applaudita a
lungo dalla folla. «Un'artista che attraverso l'arte aveva scoperto la fede,
mettendo la voce al servizio di quest'ultima», aveva osservato il
celebrante, don Filippo, nell'omelia, aggiungendo: «Nei suoi occhi, quando
cantava, si vedeva una luce particolare, quella della speranza». Nel corso
della commovente cerimonia le Carmelitane scalze, protette dalle grate della
clausura, hanno dispensato canti celestiali per quella che, negli ultimi
anni, era diventata una loro sorella. Un po' delusi fotografi e cameramen,
perchè all'ultimo saluto a Giuni Russo c'era soprattutto gente comune, fan,
amici, qualche foggia eccentrica di quel mondo che molto amava l'artista.
Confusi fra gli ammiratori Mario Lavezzi, Christian, Ivan Cattaneo, Shel
Shapiro, Iva Zanicchi e Aida Cooper. Latitanti i vertici del mondo
discografico. Tra la folla, anche uno zio di Franco Battiato, riconoscibile
per la forte somiglianza con l'artista, trattenuto a Tallin per un concerto
dedicato alla memoria dell'amica, con la quale aveva lavorato in diverse
occasioni, tra cui l'ultimo album «Morirò d'amore».
Dopo la cerimonia il feretro è partito alla volta del Cimitero Maggiore.
Essere sepolta tra le Carmelitane scalze è stato l'ultimo desiderio di
Giuni, che nel convento di via Colonna aveva trovato negli ultimi anni, pace
conforto e consolazione dopo le numerose delusioni professionali.
M. L. F.
(copyright CorSera 2004)
Serena
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