Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Joyce sulla macchina da cucire

109 views
Skip to first unread message

il giovane patriota

unread,
Nov 23, 1999, 3:00:00 AM11/23/99
to
Rileggevo in questi giorni, nell'infondata convinzione di una maggiore
maturità, "Ulisse" di Joyce quando mi imbatto in alcune frasi dal sapore
familiare che per curiosità letteraria riportiamo dalla traduzione di Giulio
De Angelis e alcuni commenti nostri di raccordo (insomma per raccapezzarci
un pò) ;-)
L'episodio in questione è quello di "Circe" quando i protagonisti si trovano
in un bordello in compagnia di alcune prostitute.
A parlare è Florry
" Dicono che questa estate ci sarà la fine del mondo"
alcune righe sotto ripete
"La fine del mondo!"
Entra a questo punto la personificazione della fine del mondo così
descritta:
"...la Fine del Mondo, una piovra a due teste in gonnellino da battitore,
berretto di pelo e sottanina di tartano..."
Infine aggiunge Elia:
"...abbiamo fifa forse del cosmo?..." ( ma da noi in Sicilia anche la
traduzione letterale Abbiamo i piedi freddi riguardo al cosmo avrebbe reso
ugualmente bene il concetto).
Non vi sembra notevole inserire in una canzone imperniata sul flusso di
coscienza dei frammenti di Joyce?
Saluti baol e a presto
baol...@tiscalinet.it


HeloQ

unread,
Nov 23, 1999, 3:00:00 AM11/23/99
to

Carissimo,

penso che se proprio non si poteva fare a meno di tirare
in ballo lo stream of consciousness si potevano, al limite,
evitare certi patchwork. Ma tant'e' che ci stiamo purtroppo
abituando alle 'citazioni citabili' di Sgalambro.

Personalmente evito di approfondire, mi limito a disgiungere
significante e significato, e mi godo l'insieme di musica e
parole per quello che e'.

Antonio Belfiore / HeloQ #battiato (Irc)

HeloQ

unread,
Nov 23, 1999, 3:00:00 AM11/23/99
to

il giovane patriota

unread,
Nov 23, 1999, 3:00:00 AM11/23/99
to

HeloQ <belf...@cilento.peoples.it> wrote in message
383AB5...@cilento.peoples.it...
Abbiamo scoperto che sei il nostro maestro iniziatico di chat, ma non
abbiamo capito bene. Ce l'hai con Joyce, con Sgalambro o con noi? (tutte e
tre le alternative sono lecite) .Non siamo stati noi a tirare in ballo il
flusso di coscienza né (speriamo) abbiamo commesso patcworks; per una
naturale curiosità letteraria ci siamo sempre divertiti (sarà un pò una
perversione) a ricercare i riferimenti nei testi di Battiato e ora di
Sgalambro, l'esempio riportato è stato poi casuale e non cercato e quindi
non presuppone alcun approfondimento va preso appunto per quello che è :
semplice soddisfazione di una curiostà.
A risentirci presto
baol...@tiscalinet.it

Visitor

unread,
Nov 24, 1999, 3:00:00 AM11/24/99
to
Già che vi divertite a scovare riferimenti letterari nelle canzoni di
Battiato, vi dirò-ma forse già lo sapete-che l'album "L'ombrello e la
macchina da cucire è pieno zeppo di riferimenti a Eliot. In "Un vecchio
cameriere", oltre alla fin troppo evidente "terra desolata", c'è un "punto
fermo del cosmo" che è tratto dai Quattro quartetti: "The still point of the
turning world". In "Gesualdo da Venosa" la citazione è da "Gli uomini
vuoti", in particolare dalla traduzione di Sanesi, che dice (cito a memoria
ma credo di non sbagliare): "E' questo il modo in cui il mondo finisce, non
già con uno schianto ma con un piagnisteo" (not with a bang but a whimper).

il giovane patriota

unread,
Nov 24, 1999, 3:00:00 AM11/24/99
to

Visitor <camf...@hotmail.com> wrote in message
81f9c3$buu$1...@draco.tiscalinet.it...
No, i riferimenti da te citati non li conoscevamo e sono parecchio
interessanti. Comunque è decisamente un disco novecentesco (Lautremont,
joyce, Eliot etc.).
Grazie a risentirci e saluti baol


Adalgiso Amendola

unread,
Nov 24, 1999, 3:00:00 AM11/24/99
to

Visitor <camf...@hotmail.com> scritto nell'articolo
<81f9c3$buu$1...@draco.tiscalinet.it>...


> Già che vi divertite a scovare riferimenti letterari nelle canzoni di
> Battiato, vi dirò-ma forse già lo sapete-che l'album "L'ombrello e la
> macchina da cucire è pieno zeppo di riferimenti a Eliot. In "Un vecchio
> cameriere", oltre alla fin troppo evidente "terra desolata", c'è un
"punto
> fermo del cosmo" che è tratto dai Quattro quartetti: "The still point of
the
> turning world". In "Gesualdo da Venosa" la citazione è da "Gli uomini
> vuoti", in particolare dalla traduzione di Sanesi, che dice (cito a
memoria
> ma credo di non sbagliare): "E' questo il modo in cui il mondo finisce,
non
> già con uno schianto ma con un piagnisteo" (not with a bang but a
whimper).
>

La faccenda dello schianto e della lagna ha una storia che prosegue.
Ezra Pound
all'inizio dei Pisan Cantos risponde
e manda a dire ad Eliot che invece il mondo finirà
proprio con uno schianto e non con una lagna.
Il tutto ha già incrociato una volta la storia della canzone.
in Desolation Row di Bob Dylan - cito dalla traduzione di
De André- ci sono appunto Ezra Pound e T. Eliot che
"litigano sulla torre di comando".
Sgalambro dissemina i testi di citazioni e di riferimenti,
a volte letterari, a volte filosofici.
Tra "coscienza trascendentale" e idea che che si incarna, ci passa
la differenza tra Kant e Hegel.
Ed è noto che ad Hegel il sistema di Schelling appariva "come la notte in
cui tutte
le vacche sono nere" (piccolo Pub).
Gioco erudito abbastanza vano?
Non mi pare. L'importante è coglierlo come propone Belfiore:
significante e non significato. Il suono più che il senso.
E in quest'opera di liberazione della canzone dal peso e dalla presunzione
di dover comunicare sensatamente, la coppia Battiato-Sgalambro sta facendo
cose eccellenti.
Giso


Guido

unread,
Nov 24, 1999, 3:00:00 AM11/24/99
to
> La faccenda dello schianto e della lagna ha una storia che prosegue.
> Ezra Pound all'inizio dei Pisan Cantos risponde
> e manda a dire ad Eliot che invece il mondo finirà
> proprio con uno schianto e non con una lagna.
> Il tutto ha già incrociato una volta la storia della canzone.
> in Desolation Row di Bob Dylan - cito dalla traduzione di
> De André- ci sono appunto Ezra Pound e T. Eliot che
> "litigano sulla torre di comando".

Tu credi che si riferisse a questo episodio? Io credo che più in generale si
riferisse alle loro posizioni politico-sociali: Eliot era un anglocattolico
tradizionalista, Pound abbracciò persino il fascismo mussoliniano... pensa
che in un concerto De André li sostituì con Agnelli e Montanelli!

> Sgalambro dissemina i testi di citazioni e di riferimenti,
> a volte letterari, a volte filosofici.
> Tra "coscienza trascendentale" e idea che che si incarna, ci passa
> la differenza tra Kant e Hegel.
> Ed è noto che ad Hegel il sistema di Schelling appariva "come la notte in
> cui tutte
> le vacche sono nere" (piccolo Pub).

In Piccolo Pub si dice: «vacca nera sei-gatto grigio nella mia notte», che è
se vogliamo una citazione di secondo grado, perché in questa forma la si
trova nel Faust di Goethe, ed è da lì (tagliando i gatti) che Schelling la
ha tratta!
Altre citazioni che mi vengono in mente, tanto per rimanere all'epoca
Sgalambro:
Da Justine di L. Durrell: «Il nostro amore... era come un sillogismo
manchevole delle sue vere premesse... Era una specie di possesso mentale»,
cfr. Solitudine. Oppure: «Soffia la verità nel Libro della formazione» (Di
passaggio): è il Sepher Yetzirah, un antico testo cabbalistico
Autocitazioni di Sgalambro. Nel Dialogo teologico si legge a p. 46:
«Ricordi ciò che sostiene Ockham? Dio differisce dalla pietra...» ecc. ecc.,
esattamente come nella canzone L'esistenza di Dio.
Se me ne verranno in mente altre le scriverò.
Guido (la stessa persona che ieri si è firmata Visitor)

il giovane patriota

unread,
Nov 25, 1999, 3:00:00 AM11/25/99
to
Cari amici, piacevolmente sorpresi da tanta acutezza volevamo comunque
aggiungere ancora poche cose a completamento del nostro pensiero.
E' abbastanza chiaro a questo punto che ne "L'ombrello.." l'intento sia
appunto quello di tirare fuori la musica servendosi della parola e partendo
da essa e che Sgalambro abbia sfruttato abbondantemente materiale letterario
altrui e proprio ( L'esistenza di Dio è presa dal Trattato dell'empietà,
Moto browniano la ritroviamo in Anatol etc. Guido - Visitor sostienici se
sbagliamo).
Non c'è nulla da eccepire a questo riguardo su quanto dicono Adalgiso e
Antonio: conta più il fascino della parola che il suo contenuto; più il
significante che il significato. Pensiamo tuttavia agli album seguenti in
cui sembra che le citazioni letterarie occulte siano più rare (Hemingway
nella ballata della grassa puttana, le settecentoventi case del comunque
citato libro della formazione) e in cui sembra acquistare un peso maggiore
il contenuto (La cura, Shock in my town, Schackleton etc.).
Ci sembra insomma che l' Imboscata e Gommalacca abbiano imboccato una strada
meno rigorosa in tal senso e che cerchino una forma di comunicazione
allontanandosi, anche se non di moltissimo, dalle premesse del primo disco
(ovviamente potrebbe anche "difettarci la competenza", come alla bambina di
"Città vecchia" , altrimenti perché dovremmo rivolgerci a voi?)
Anche a costo di dispacere all'amico Heloq - Antonio a questo punto le
vostre interessanti considerazioni ci hanno costretto ad approfondire, come
a dire..ve lo siete voluti!
Per chiudere vengono in mente le parole dell'altro Ciccio che cantava "ma tu
pensa se le canzonette me le recensisse Roland Barthes". Pensa......
saluti baol
baol...@tiscalinet.it


tkacenko

unread,
Nov 25, 1999, 3:00:00 AM11/25/99
to

HeloQ <belf...@cilento.peoples.it> scritto nell'articolo
<383AB6...@cilento.peoples.it>...

> Carissimo,
>
> penso che se proprio non si poteva fare a meno di tirare
> in ballo lo stream of consciousness si potevano, al limite,
> evitare certi patchwork.

Scusate, non voglio fare nessuna polemica,
ma non sarebbe meglio usare l'italiano ?
Oppure patchwork e' intraducibile ?

Adalgiso Amendola

unread,
Nov 26, 1999, 3:00:00 AM11/26/99
to

Guido <guid...@libero.it> scritto nell'articolo
<81h6oj$ev0$1...@aquila.tiscalinet.it>...
> Tu credi che si riferisse a questo episodio? Io credo che piů in generale


si
> riferisse alle loro posizioni politico-sociali: Eliot era un
anglocattolico

> tradizionalista, Pound abbracciň persino il fascismo mussoliniano...
pensa
> che in un concerto De André li sostituě con Agnelli e Montanelli!

Che vuoi fare, l'iperpoliticismo degli anni '70 ha imbruttito parecchie
cose... ho piů piacere a pensare a un litigio attorno alla fine del mondo
che ad uno tra fascisti e reazionari puri...



> In Piccolo Pub si dice: «vacca nera sei-gatto grigio nella mia notte»,

che č


> se vogliamo una citazione di secondo grado, perché in questa forma la si
> trova nel Faust di Goethe,

Tempi duri... bisogna approfondire e prepararsi prima di postare al news,
che
circola gente che sa davvero il fatto suo. Ma vedi un po' se uno deve
scomodare
mezza tradizione continentale per una canzoncina... davvero maledetto il
giorno
che Franco ha incontrato il vecchiaccio.
Vi confido sottovoce, perň, che mi diverto piů cosě che quando circolavano
solo santi, mistici e pellegrini assortiti. Beninteso, si tratta solo di
una preferenza
personalissima.

ciao,
Giso

Shackleton

unread,
Dec 2, 1999, 3:00:00 AM12/2/99
to
"Ponka" <po...@mclink.it> wrote:

> L'ultima canzone, a quanto so solo interpretata da Battiato, =E8 =
> Finnegan's
> wake, dal titolo di un romanzo di Joyce, neanche a dirlo. L'ho gi=E0 =
> segnalata
> , si trova nel sito di Pippo Pollina, non sa pevo chi fosse, ma mi pare =
> non
> troppo malavagio. Nel testo di questa canzone i due cantano:<<James tell =
> me
> what you want to say...>>
> che ne pensate?
> provate www.pippopollina.com

Effettivamente il brano non e' male, mi ricorda qualcosa... ;-)
Ecco il testo che sono riuscito a decifrare:

da "Finnegan's Wake", 1999

" Alfa beta gamma e delta, sotto il ponte di Eraclito
dove passava il fiume mi bagnai le mani e l' abito
Ein swei, drei, fier, la' scrivero' il mio nome
nell' albo d' oro dei pazzi, sul palcoscenico dell' errore

Perche' tutto si dice e perche' tutto si fa
senza sapere il perche' senza sapere com' e'
Perche' a tutto si crede e perche' a nulla si crede mai
barcolliamo tra falsi miti e uomini in malafede

James tell me what you want to say
...
James tell me what you want to say
...

Cosi' in basso come in alto la Legge di "Trismegisto"
Permette che dall' Egitto segnava le stelle sul registro
piu' diviso meno per (Dio) amo la matematica
perche' lei non giudica i miei pensieri sulla genetica

Perche' viviamo nell' era della divina apparenza
Della ferita profonda dentro il sole della coscienza
Perche' tutto ci piace e tutto ci assottiglia
E ci riduce al prezzo incollato sul tappo della bottiglia

Perche' viviamo al guinzaglio dell' indifferenza
Dei tabulati, dei grafici, forse, dei capricci della scienza

James tell me what you want to see
...
James tell me what you want to see
... "


Salutoni a tutti!

---
shack...@tin.it
Franco BATTIATO Tribute NEW
http://battiatotribute.freeweb.org

elio

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to
Molto interessante, ma, con tutto il rispetto per Sgalambro (lo apprezzo
moltissimo, e ritengo sia uno dei pochi filosofi in grado di esprimere
pensieri sconvolgenti e fuori dalle covenzioni. Un uomo che effettivamente
ricorda i filosofi dell'antica grecia), la grandezza di Battiato (Vattiato
per i siculi e battezzato per i volgari) è data dalla sua musica
straordinaria.
Egli, secondo me, rappresenta una continuazione il linea retta
dell'asse:Haydn - Beethoven - Mahler. E' quanto GM non ha fatto in tempo a
scrivere.
Ho fatto ascoltare ad un amico ottantenne e grande appassionato di musica
classica, un frammento di "Oceani di silenzio", e Vittorio (questo il nome
del mio amico) ha pensato che si trattasse di un lieder di GM.
Ritornando all'OT, mi sembra come se si parlasse di Piave in un NG su
Giuseppe Verdi.
Scusate l'intromissione,
elio

HeloQ <belf...@cilento.peoples.it> wrote in message
383AB5...@cilento.peoples.it...
> il giovane patriota wrote:
> >
> > Rileggevo in questi giorni, nell'infondata convinzione di una maggiore
> > maturità, "Ulisse" di Joyce .......
>
> Antonio Belfiore wrote

>
> penso che se proprio non si poteva fare a meno di tirare in ballo lo
> stream
> of consciousness si potevano, al limite, evitare certi patchwork. Ma
> tant'e'
> che ci stiamo purtroppo abituando alle 'citazioni citabili' di
> Sgalambro.
>
>
0 new messages