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ivanfe...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:980e5f8e-2942-4a98...@googlegroups.com...
RECENSIONE CON VOI
>Dopo aver ascoltato il cd (e dopo aver ascoltato, durante questi 5 mesi, le
>uscite dei brani su I Tunes) ecco le mie personali osservazioni su queste
>nuove canzoni. >Purtroppo il mio giudizio non è entusiastico e spero
>vivamente di non urtare la suscettibilità di chi invece stravede per questo
>nuovo progetto. Credetemi, sono ben >contento che a una parte del pubblico
>stia piacendo questo Con Voi e se a me non mi ha esaltato totalmente non è
>certo per farvi dispetto… Anzi… per me è un >grande dispiacere.
Ciao, carissimo fratello interista.
Anzitutto, grazie per l'ottimo lavoro di recensione delle singole canzoni
dell'album. Veramente approfondito, e ottima base per discutere, direi.
Parlando in generale del progetto, devo dire che il disco mi piace. Mi piace
molto, come del resto tutti i dischi di Claudio dagli esordi ad oggi, con
l'esclusione forse di E tu... che trovo infarcito di tracce al di sotto
dello standard medio del nostro fenomenale artista. Con Voi è ricco di
spunti, di idee, di poesia e di musica. C'è qualche passaggio un pò a vuoto,
ma complessivamente è un'opera assolutamente notevole.
Trovo veramente pretestuose, e lo dico col massimo rispetto, ma anche con la
dovuta sincerità, la maggior parte delle critiche lette qui e lì in rete...
dall'argomento delle canzoni (credo che un artista debba essere libero di
scegliere l'argomento delle proprie opere, e considero totalmente
ininfluente sulla valutazione di un'opera d'arte l'argomento scelto
dall'autore); alla eccessiva lunghezza dei testi (che criterio è mai quello
di giudicare una canzone in base alla sua lunghezza?); al soffermarsi in
maniera eccessiva su singole frasi (mi viene in mente "partire è un pò
morire", oggetto di frizzi e lazzi... una volta lessi una critica a La Vita
è Adesso, nella quale un giornalista scriveva: come si può considerare un
capolavoro una canzone che contiene la frase : "raccoglie un pezzo di dolore
e ci si taglia il cuore"? Il giornalista fu oggetto di
sberleffi -meritatissimi- nel ng, quando postai quell'articolo, molti anni
fa... oggi alcuni di noi cadono nel medesimo errore, vivisezionando la
canzone e sottoponendola a critica per una SINGOLA frase estrapolata dal
resto... mah); all'evidenziare la presunta "sconcezza" di alcuni passaggi
(pube contro pube... io no putana...) senza ricordare, forse, frasi ben più
"sconce" contenute nell'album universalmente riconosciuto come il suo
capolavoro... una per tutte: " E ce lo fan (abilmente mascherato con 'e
cellophan') lucido e teso"...
Ciò detto per quanto concerne le critiche lette, aggiungo che, a mio avviso,
in questo album ci sono alcune delle sue canzoni più belle di sempre, ma,
soprattutto, il livello medio è altissimo. Dieci dita, In un'altra vita, e
la mia preferita, Gli anni della gioventù, sono dei gioielli; Isole del sud
è magnifica. Va tutto bene, Una storia vera e E noi due là sono grandi
pezzi; Come un eterno addio mi ha lasciato veramente indifferente ai primi
ascolti, ora mi è entrata dentro e non me ne libero; In cammino mi piace
moltissimo (così come moltissimo mi piaceva Di là dal ponte... proprio al
contrario di te, Ivan... :o) ). Amo questo lavoro, sono felicissimo che
finalmente Claudio abbia deciso di pubblicare canzoni nuove, e aspetto con
ansia anche la seconda parte, che, a quanto si mormora, dovrebbe essere
"acustica", quindi suonata, e non computerizzata come questa... A questo
proposito, sugli arrangiamenti, credo di dover dire qualcosa. Imo, gli
arrangiamenti sono ben costruiti, e per nulla "piatti". Ciò che è piatto è,
piuttosto, la produzione; l'idea di realizzare tutto al computer è
interessante come esperimento, e dimostrativa del fatto che oramai chiunque
può farsi un disco da solo, senza bisogno di musicisti, ma comunque la
differenza con chi suona veramente si sente, eccome. Inoltre, al solito (nel
senso che accadeva anche in Sono io) la gamma dinamica è inspiegabilmente
ridotta. Last, but not least, non capisco perché si debba chiamare un
fenomeno come Gavin Harrison per fargli fare il "compitino"... salvo un paio
di casi, nei quali la sua mano si sente, per il resto imo Gavin è veramente
sottoutilizzato (tant'è che, ad essere onesti, non l'ho riconosciuto,
all'ascolto dei singoli, se non in un paio di pezzi). Mi dispiace. Aspetto
di sentire i brani dal vivo, "suonati" dalla band 8sperando che Gavin ci
sia), perché imo accresceranno ulteriormente, e non di poco, il loro già
notevolissimo valore.
Andiamo nel dettaglio...
>COPERTINA
>Lasciamo perdere che è meglio… :(
Lol... la copertina è veramente improbabile, ma, avendo tra le mani il
disco, assume un valore diverso rispetto a quando l'abbiamo vista in rete.
Il disco, c'è da dire, ha una confezione ottima, veramente di qualità ed
elegantissima.
>02.CON VOI
>In copertina vediamo un pianoforte messo in cima a una collina. Il sound
>delle strofe è abbastanza accattivante (la melodia, invece, del ritornello
>mi ricorda troppo >“La leva calcistica del ’68”), ma se c’è un argomento
>che reputo poco interessante in una canzone è l’analisi del rapporto tra l’artista
>e il proprio pubblico,
Non ho parlato affatto, nell'introduzione, del brano che dà il titolo al
disco.
Imo è un onesto brano di mestiere, non molto di più. Ovviamente contiene
idee musicali interessanti, perché Claudio infarcirebbe di idee musicali
anche la lettura dell'elenco del telefono (lo ha fatto anche con la
Costituzione, no? :o) ), ma non credo che resterà un brano memorabile.
Quanto al verso "ho capito chi ero io da voi", che ti infastidisce, io credo
sia invece la cosa più sincera del pezzo. Ovvio, Claudio è stato sposo, ed è
padre, e sono cose che danno ad un uomo la misura del proprio essere,
certamente. Ma un artista, un artista di quel livello, imho ha un approccio
tale col proprio lavoro da diventarne quasi "drogato". E' certo che il palco
lo abbia mille volte aiutato anche mei momenti di depressione che a volte lo
assalgono, ed è pur vero che Claudio Baglioni è il Caludio Baglioni di cui
oggi stiamo parlando non perché è il padre di Giovanni Baglioni, ma perché
ha scritto determinate cose, ha cantato determinate cose, ha avuto un
seguito immenso di pubblico. In questo senso, "capire chi era da noi" ha un
significato abbastanza chiaro: è un artista immenso, e lo ha capito, magari,
vedendo 90.000 persone allo stadio Olimpico tutte per lui, e non facendo un
figlio... Un figlio l'ho fatto anche io, ma non sono baglioni... :o)
Voto: 7.
>03.DIECI DITA
>Mi piace molto. Anche se non capisco la citazione dei Procol Harum. Brano
>molto incoraggiante. Verso un figlio (come da lui dichiarato a “8 e
> mezzo”), ma >anche verso sé stesso, per non arrendersi e non sentirsi al
>capolinea finche si ha “voce e amore per cantare”.
Brano straordinario, vero capolavoro.
Intenso, sentito, vero. Ricco di idee musicali splendidamente sviluppate,
interpretato con intensità e capacità di commuovere. Una sintesi tra A Clà
(che richiama anche in alcuni passaggi musicali) e Grand'uomo. Veramente,
veramente bella.
Voto: 9,5
>04.E NOI DUE LA’
Bella canzone, strofe musicalmente molto originali, e testo curatissimo,
come al solito. Sono d'accordo sul fatto che i ritornelli siano un pochino
meno centrati, altrimenti sarebbe stato un altro capolavoro. Resta una
canzone davvero interessante, con un Harrison riconoscibile e protagonista.
Voto: 8
>
05.IN UN’ALTRA VITA
>A mio avviso, il capolavoro di questo disco. Versi ispirati e poetici che
>non lasciano spazio a forzati giochi di parole. Sembra il seguito di “Fammi
>andar via” o il >continuo della storia raccontata nell’album e nei gusci di
>“Oltre” dove il protagonista lasciava una donna e un figlio… “In un’altra
>vita” descrive il rapporto, tra >sogno e rimpianto, con una donna con la
>quale si è vissuta una storia d’amore di una vita, non andata poi come
>doveva, cominciata in giovane età
Canzone semplicemente straordinaria, che da sola potrebbe nobilitare
qualsiasi disco di qualsiasi autore.
Struggente e poetica in ogni angolo, non c'è una parola o una nota fuori
posto. Un capolavoro assoluto degno del miglior Claudio di sempre.
Musicalmente meravigliosa; il ponte che ha come testo "Ma il tempo ebbe
fretta e scappò via, la gioia crebbe su un dolore, sola e con poca allegria
che ti scalda le ossa del cuore... ma che cosa è mai successo a noi, tu mi
guardavi e non capivi e che puoi farci se gli Dei dell'amore son stati
cattivi"... è sublime.
Voto: 10.
>06.COME UN ETERNO ADDIO
>Mah… che dire… non mi ha colpito molto questo brano… la metafora del ballo
>come rapporto contrastato tra lui e lei lo avevamo già visto in “Bolero”…
Tante cose contenute in questo disco le abbiamo già ascoltate/viste in altri
dischi. Questo, però, non toglie necessariamente valore all'opera. Questo
tango ha un testo veramente molto, molto raffinato, curatissimo, frutto di
un lavoro certosino. Il risultato è sfavillante, ancorché non evidente al
primo ascolto (almeno, per me è stato così). Una canzone costruita,
senz'altro meno spontanea di Dieci dita o di In un'altra vita, ma costruita
davvero molto, molto bene. Costruita da uno che le canzoni sa costruirle,
eccome. Pezzo, imo, che faticherà un pò a trovare la sua strada, ma la
troverà. E sarà una strada luminosa.
Voto: 9.
> 07.E CHI CI AMMAZZA
Canzone di puro "cazzeggio". Claudio ci ha abituato ad inserirne almeno una
in ogni disco, da V.O.T. a Serenata in Sol... Ci vuole, anche questo.
Le rime in "azza" sanno un pò di sfida, come se qualcuno (probabilmente lui
stesso) gli avesse detto: vediamo se riesci a scrivere una canzone con le
rime in "azza"... Claudio si auto-lancia la sfida, e la porta a termine, con
un risultato che può far storcere il naso a chi è abituato ad ascoltare da
lui pezzi come Tamburi lontani o Fammi andar via...ma, in realtà, si tratta
di qualcosa che dimostra la straordinaria duttilità di questo artista.
Capace di canzoni struggenti e poeticamente altissime come In un'altra vita,
e di divertissement come E chi ci ammazza. Un pezzo di bravura, e non uno
scivolone, proprio perché si tratta di un terreno per lui inusuale.
Voto: 7.
>
09.IN CAMMINO
>Anticipato da una copertina in stile “Torre di guardia” o “Risvegliatevi”,
>è il tipico brano di Claudio che a me non piace… il solito popolo che si
>mette in viaggio di >la’ dal ponte saltando sulla vita con tanti cori che
>coprono la sua voce e che fanno oò oò oò oò.
A parte i cori, a me piace moltissimo la melodia della strofa, con quel
ritmo spezzato così particolare, e quella melodìa che riesce ad evocare il
"cammino" anche senza le parole. Ovviamente, mi piace anche il tema
affrontato, che, come dici tu, è nel solco del "ponte", che a molti di voi
fece venire il torci-budella... :O)
Spiriti mostra ancora una volta la sua duttilità, con un bell'assolo di
violino.
Voto: 8,5.
>10.UNA STORIA VERA
>I versi che mi son piaciuti sono “Per te io lancerò un pianto di riso per
>dare la luce a un nuovo sorriso e pugni di neve che bagnano l’aria di un
>tuono più lieve, di >un lungo silenzio e dopo brucerò i raggi di luna per
>spegnere il freddo per te o per nessuna e rami e radici che legano il mondo
>a giorni felici e a sere sbagliate”.
Resto un pò basito, a dire il vero.
Il solo verso che hai postato è, IMHO, pura poesia. E tu dici, del testo:
"malissimo non è"?!?
Canzone che, comunque, devo ancora valutare compiutamente, non sono più
veloce come un tempo, necessito di più ascolti... l'ho ascoltata troppo
poco, ancora. Sospendo il giudizio.
>11.GLI ANNI DELLA GIOVENTU’
>Le montagne innevate in copertina ci introducono in questa storia
>ambientata nell’Europa dell’Est. La melodia ed il testo si sposano
>benissimo. Purtroppo >nemmeno questo brano mi ha fatto “innamorare”.
Canzone veramente sublime, capolavoro assoluto dello stire
pittorico/descrittivo/cinematografico che tante volte Claudio ha messo in
mostra nelle sue opere.
Stile che ricorda moltissimo "Ragazze dell'est", di cui pare quasi un
complemento (anche nel tema affrontato). Strofe che descrivono un mondo, con
pochi colpi di pennello: "E chi aveva visto mai capelli color ghiaccio,
Lunghe stalattiti su uno sguardo di cobalto... Come quando impari a
pattinare con impaccio, ti stringevo muto, e tu arrossivi nel tuo smalto"...
Brividi. Opera di un genio assoluto, che ho portato da una ipotetica "top20"
direttamente nella top10 delle mie preferite.
Voto: 10 e lode.
>
12.VA TUTTO BENE
>Molto bello.
Canzone malinconica e serena ad un tempo, raro esempio di equilibrio tra
versi e musica (raro per la musica leggera in generale, non certo per
l'opera del Nostro).
Sono d'accordo che troppo spesso indulga in giochi di parole, anche se gli
stessi appaiono sempre significativi all'interno del contesto, e non buttati
lì a caso. La canzone resta comunque molto bella, e, al contrario dell
amaggior parte delle canzoni dell'album, si presta anche ad un ascolto
distratto, risultando piacevole anche come mero sottofondo. Straordinaria,
in alcuni passi, la capaacità di scegliere le parole per il loro suono, che
spesos ha caratterizzato Claudio da Oltre in poi: "sei la scorza, la mia
gruccia; seme e scorza, frutto e buccia... succo e polpa la mia colpa tu, la
mia innocenza e la mia schiavitù"... veramente bello. Prezioso intervento di
Bosso, che assume un sapore particolare anche in virtù del fatto che i
musicisti, in questo disco, non esistono, fatta eccezione per Harrison e
Gianolio.
Voto: 9
> 13.L’ULTIMA COSA CHE FARO’
> Attacco rock alla Negramaro come un fiume in piena (ritratto infatti anche
> in copertina),
Probabilmente, il pezzo che mi piace meno dell'uintero album. Così come per
Grand'uomo in Sono io, il Claudio che si riscopre rocker non mi convince mai
del tutto. I suoi testi, probabilmente, non nascono per sposarsi al meglio
con questa tipologia di musica (anche se ci sono eccezioni... Via, su
tutte), non so... ma risulta poco credibile nell'insieme, sembra quasi una
caricatura. Non mi convince.
Voto: 6,5.
> 14.ISOLE DEL SUD
>L’intro di piano è bellissimo e suggestivo e lascia prevedere un grande
>brano. Purtroppo, almeno per me, non è così. Mi dispiace scriverlo. Anche
>perché questa >canzone tocca un tema molto delicato. Ma, ecco, non mi piace
>come lo tocca. Coi soliti e artificiosi giochetti di parole “La promessa di
>una terra sia davvero poi >la terra promessa”, “Il sogno di una vita sarà
>mai una vita da sogno?”. Con degli incipit…”strani”…”c’è uno”, “c’è un
>altro”…
Qui, non ti quoto affatto.
I giochi di parole questa volta sono perfetti, assolutamente centrati e
geniali. E anche musicalmente la canzone mi appare veramente bella;
straordinariamente evocativa del "sud", con quel ritmo indolente e quella
melodia malinconicamente rassegnata. Canzone-"mattone" del disco, imo però
superiore alla pur molto bella "Requiem" di Sono io. Strepitosa l'idea di
riprendere ogni frase con la parola conclusiva della frase precedente: il
riuscire a farlo in maniera così perfetta è stupefacente. Un grandisismo
pezzo.
Voto: 9,5.
Non so se si è capito, che questo disco mi stra-piace... :o)
Ciaoooooo.
Ale