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La mia recensione sull'album CON VOI

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ivanfe...@gmail.com

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Oct 25, 2013, 11:06:53 AM10/25/13
to
RECENSIONE CON VOI

Dopo aver ascoltato il cd (e dopo aver ascoltato, durante questi 5 mesi, le uscite dei brani su I Tunes) ecco le mie personali osservazioni su queste nuove canzoni. Purtroppo il mio giudizio non è entusiastico e spero vivamente di non urtare la suscettibilità di chi invece stravede per questo nuovo progetto. Credetemi, sono ben contento che a una parte del pubblico stia piacendo questo Con Voi e se a me non mi ha esaltato totalmente non è certo per farvi dispetto… Anzi… per me è un grande dispiacere.

COPERTINA
Lasciamo perdere che è meglio… :(

01.INTRODUZIONE
Introduce, in maniera che vorrebbe essere tribale, ma secondo me è ridicola, il brano successivo.

02.CON VOI
In copertina vediamo un pianoforte messo in cima a una collina. Il sound delle strofe è abbastanza accattivante (la melodia, invece, del ritornello mi ricorda troppo “La leva calcistica del ’68”), ma se c’è un argomento che reputo poco interessante in una canzone è l’analisi del rapporto tra l’artista e il proprio pubblico, soprattutto se trattata (nematicamente) in maniera così didascalica ed enfatica. Diverso è il discorso sull’autocoscienza di sé, la smania di un ritorno, lo iato tra il firmare il proprio nome per gli autografi e non sentirsi un “uomo giusto”, come era in “Io sono qui”, o la distanza tra il personaggio pubblico e l’uomo privato come in “Guarda che non sono io” di Francesco De Gregori, o l’illusorio confidare le proprie speranze nella star de “Lo Show” di Vasco Rossi. Come versi mi va di salvare “Ho preso a pugni l’inverno perché la primavera fosse mia”. Frasi come “Ho capito chi ero io da voi”, invece, dette da un uomo di sessant’anni (tra l’altro genitore) mi imbarazzano un po’.

03.DIECI DITA
Mi piace molto. Anche se non capisco la citazione dei Procol Harum. Brano molto incoraggiante. Verso un figlio (come da lui dichiarato a “8 e mezzo”), ma anche verso sé stesso, per non arrendersi e non sentirsi al capolinea finche si ha “voce e amore per cantare”. Come nel brano precedente c’è quasi un’identificazione (a mio modo di vedere, errata) tra il proprio mestiere/vocazione e il senso ultimo del vivere. Molto indovinato il suono dei tasti del pianoforte a inizio e alla fine del brano. Tra i versi più belli “Non saprò mai cosa si dice a uno che ti somiglia tanto, che cresce da una tua radice dove la gioia beve il pianto e a quella stessa cicatrice che fa il rimorso sul rimpianto, cerca sempre di essere felice e non ti manchi mai l'incanto”, ma anche “Spingi questo tempo finché puoi lottare e corri finché hai sete e fede per andare e vola senza rete che ti sorregge il vento quando ti ridesta, in un soffio strano di cambiamento, il respiro immenso di una tempesta, un sottile affanno da struggimento, come un fischio in testa anche il rischio è appena un momento”. Un masso più grande ed uno più piccolo campeggiano nella copertina.

04.E NOI DUE LA’
Forse questo brano, con un altro arrangiamento, non mi sarebbe dispiaciuto. Mi dispiace dirlo, ma gli arrangiamenti in questi brani di Con Voi li trovo proprio brutti, posticci e fastidiosi (e non solo perché realizzati al computer). Le strofe, al di là di qualche gioco di parole un po’ banale (“nuda proprietà o solo propria nudità”) sono interessanti, musicalmente e come testo. Il ritornello, purtroppo, non mi piace per nulla. La storia è quella di un amore clandestino, raffigurato nella copertina in una Roma notturna. Belli i versi “Nel buio bianco, fermo e freddo come il vino in cui ci si conosce” e “Non è soltanto un bacio, è pure un trucco per non farti dire niente”. Non mi garba invece “Se lo leggi in fila vivi storie già sentite, sogni invece se apri a caso il libro delle vite”

05.IN UN’ALTRA VITA
A mio avviso, il capolavoro di questo disco. Versi ispirati e poetici che non lasciano spazio a forzati giochi di parole. Sembra il seguito di “Fammi andar via” o il continuo della storia raccontata nell’album e nei gusci di “Oltre” dove il protagonista lasciava una donna e un figlio… “In un’altra vita” descrive il rapporto, tra sogno e rimpianto, con una donna con la quale si è vissuta una storia d’amore di una vita, non andata poi come doveva, cominciata in giovane età (“e saremo ancora quelli di un'età che non ha età”), una donna alla quale finalmente insegnare ad “ ad andare come vanno via gli uccelli” (“Ti insegnai mille altri cieli, ma non seppi mai soffiarti vento sule ali”) per goder di un cielo proprio e non riflesso. L’autore si fa carico del ricordo di lei… “Io farò della mia anima lo scrigno per la tua bellezza. Io mi prenderò le pene nel sepolcro del mio petto” per cantar-la nel “repertorio di un eterno addio”.
Lui, lei e il loro bene. E quel “bene” ha varie accezioni. Affetto, amore… ma qual è il Bene maggiore che unisce un uomo e una donna se non un figlio? Qual è il legame più solido? (“se per noi si parleranno d’ora in poi i Legami”). Un Bene, personificato, capace di ridere e di giurare (quindi, più probabilmente, una persona). E l’autore immagina questa realtà’ parallela (sembra quasi “Lost”) con lui, lei ed il loro Bene che vivono ancora “dentro una carezza, nel miracolo di un tetto”. Perché nella realtà “reale” ci si è messo in mezzo il “fottuto medico del tempo” (rapporto con il tempo, che non aspetta e non perdona, analizzato e stra-analizzato dall’autore, soprattutto negli anni dal 90 al 99)… “Ma il tempo ebbe fretta e scappò via, la gioia crebbe su un dolore, sola e con poca allegria che ti scalda le ossa del cuore. Ma che cosa è mai successo a noi, tu mi guardavi e non capivi e che puoi farci se gli Dei dell'amore son stati cattivi”.
In copertina il Tevere che, un tempo, “andava lento lento”.

06.COME UN ETERNO ADDIO
Mah… che dire… non mi ha colpito molto questo brano… la metafora del ballo come rapporto contrastato tra lui e lei lo avevamo già visto in “Bolero”… “Le mie figure da funambolo che cerca sempre una chimera” sembra richiamare un po’ la trilogia tra “Le vie dei colori” e “Un mondo a forma di te”. Belli come versi anche “La tua passione avvolta in una sindone” e la concezione del tango come “un pensiero triste che si balla”. Per il resto, mi dispiace, ma non riesce proprio a piacermi, né musicalmente, né come testo (dove, già dalla prima nota, si capisce che prima o poi dirà “Capinera”).

07.E CHI CI AMMAZZA
In copertina ci sono dei cavalli allo stato brado. Metafora dei protagonisti di questa canzone, amici di gioventù, di libertà e di cazzeggio. Claudio sembra cercare quasi un gergo giovanilistico con “facevamo sega a scuola”, “Quattro sfigati”, “capottarsi di euforia”, “nessuno ci ha capito mai una beneamata mazza”, “pisciare con filosofia”. Ossessiva la ricerca delle rime (che contraddistingue purtroppo molti brani di questo disco)… in questa canzone abbiamo (come in “Noi sulla città” avevamo la rima in –azzo) questa affannata ricerca della rima in –azza…. E così abbiamo Mazza-corazza-ammazza-razza-guazza-terrazza-ragazza-strombazza-scorrazza-spiazza-impazza, ecc. (per non parlare delle rime in –ia). La presentazione del suo staff di geni parlava, presentando questo brano, di sonorità Motown…ahhahahahah

08.INTERMEZZO
Inquietante

09.IN CAMMINO
Anticipato da una copertina in stile “Torre di guardia” o “Risvegliatevi”, è il tipico brano di Claudio che a me non piace… il solito popolo che si mette in viaggio di la’ dal ponte saltando sulla vita con tanti cori che coprono la sua voce e che fanno oò oò oò oò. Sul finale sembra imitare le peggiori cose di Adriano Celentano…

10.UNA STORIA VERA
Melodia molto molto fresca. E’ sempre stato un fenomeno sulle melodie, Claudio. L’intro (come arrangiamento) ricorda troppo “Buon viaggio della vita”. Del testo non mi piace tutto, però malissimo non è. Dice “te” in questa canzone molte volte, quasi a livelli vascorossiani. I versi che mi son piaciuti sono “Per te io lancerò un pianto di riso per dare la luce a un nuovo sorriso e pugni di neve che bagnano l’aria di un tuono più lieve, di un lungo silenzio e dopo brucerò i raggi di luna per spegnere il freddo per te o per nessuna e rami e radici che legano il mondo a giorni felici e a sere sbagliate”.

11.GLI ANNI DELLA GIOVENTU’
Le montagne innevate in copertina ci introducono in questa storia ambientata nell’Europa dell’Est. La melodia ed il testo si sposano benissimo. Purtroppo nemmeno questo brano mi ha fatto “innamorare”. Quell’ “Ah…” lo vedo così barocco e finto nel suo anticipar le rimembranze e confesso che “Pube contro pube” e “Io no putana” mi fanno un po’ ridere. Qualche mio amico (ascoltatori occasionali) ha notato che in un paio di brani sembra quasi che Claudio imiti lo stile del D’Alessio. Non lo credo anche se…se mi tappo il naso, se aggiungo un’inflessione partenopea e canto “Il cantante e la modella uniti in un duetto”…

12.VA TUTTO BENE
Molto bello. Anche se l’intro è quasi quello di “Anima mia”. Lo stile ricorda un po’ “Just The Way You Are” ed altre ballad di Billy Joel. Mi piace molto quando lo stile dei versi si fa discorsivo, ironico ed amaro come in “Favole, cose tenere, ma non so far altro e non ho altro da vendere e anche le nuvole di là vanno in cenere, non va, io non fumo più ma a volte dovrei riprendere” o come “stelle in polvere, lontanissime, belle mie c’avete mica un che da trasmettere?” e anche “Ma uno è più forte o fragile per decidere quando non sarà più ancora tempo di scrivere? Non sarà facile, lo so, ma sorridere saprò, che anche questa è fatta e non mi resta che vivere”. Mi piace molto poco invece quando va verso il facile, forzato e banale gioco di parole come in “Sale un MARE lungo, sopra il lungo MARE, penso a un MARE oltre luci d’oltre MARE”. Il primo ritornello mi piace molto, lo trovo architettonicamente coerente nel paragonare le emozioni che gli suscita la donna che sta dormendo ad un aspetto della musica (“la sua sola sposa”, avrebbe scritto un tempo) come “cambio di tonalità”, “melodia”, “sinfonia”… Bella la tromba di Bosso…finalmente un musicista…in un album dove fa tutto (al computer) Gianolio (che a me non piace).

13.L’ULTIMA COSA CHE FARO’
Attacco rock alla Negramaro come un fiume in piena (ritratto infatti anche in copertina), racconta del protagonista errante/eroe che quando avrà compiuto la sua Odissea tornerà dalla sua dea (che nel frattempo si è tagliata le trecce e sta in convento, forse)

14.ISOLE DEL SUD
L’intro di piano è bellissimo e suggestivo e lascia prevedere un grande brano. Purtroppo, almeno per me, non è così. Mi dispiace scriverlo. Anche perché questa canzone tocca un tema molto delicato. Ma, ecco, non mi piace come lo tocca. Coi soliti e artificiosi giochetti di parole “La promessa di una terra sia davvero poi la terra promessa”, “Il sogno di una vita sarà mai una vita da sogno?”. Con degli incipit…”strani”…”c’è uno”, “c’è un altro”… con le “Isole del Sud sotto la luna” che potrebbero, così, esser cantate da Guido Lembo, con un testo crudo che si appoggia su una musica invece sognante (sembra quasi Obabaluba di Anima mia) che stona, quando fa “Un tempo, un mare, un uomo sa che non si può fermare se uno arriva un altro va per non tornare in ogni tempo, in ogni mare, in ogni uomo che è fatto di avvenire”… con un finale col coro che poteva essere bellissimo… ma, per i miei gusti, è talmente brutto da risultare addirittura buffo….”Noi siam quelli che non sono mai né là né qua vite a metà noi siamo acqua”…. Non dico che è pari a “Noi siamo quelli che dall’equatore vediamo per primi la luce del sole noi siamo i watussi”, ma mi aspettavo sicuramente di meglio.

15.FINALE
Un’inutile appendice di Isole del Sud.

ale...@tin.it

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Nov 1, 2013, 10:00:39 PM11/1/13
to

<ivanfe...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:980e5f8e-2942-4a98...@googlegroups.com...
RECENSIONE CON VOI

>Dopo aver ascoltato il cd (e dopo aver ascoltato, durante questi 5 mesi, le
>uscite dei brani su I Tunes) ecco le mie personali osservazioni su queste
>nuove canzoni. >Purtroppo il mio giudizio non è entusiastico e spero
>vivamente di non urtare la suscettibilità di chi invece stravede per questo
>nuovo progetto. Credetemi, sono ben >contento che a una parte del pubblico
>stia piacendo questo Con Voi e se a me non mi ha esaltato totalmente non è
>certo per farvi dispetto… Anzi… per me è un >grande dispiacere.

Ciao, carissimo fratello interista.
Anzitutto, grazie per l'ottimo lavoro di recensione delle singole canzoni
dell'album. Veramente approfondito, e ottima base per discutere, direi.
Parlando in generale del progetto, devo dire che il disco mi piace. Mi piace
molto, come del resto tutti i dischi di Claudio dagli esordi ad oggi, con
l'esclusione forse di E tu... che trovo infarcito di tracce al di sotto
dello standard medio del nostro fenomenale artista. Con Voi è ricco di
spunti, di idee, di poesia e di musica. C'è qualche passaggio un pò a vuoto,
ma complessivamente è un'opera assolutamente notevole.
Trovo veramente pretestuose, e lo dico col massimo rispetto, ma anche con la
dovuta sincerità, la maggior parte delle critiche lette qui e lì in rete...
dall'argomento delle canzoni (credo che un artista debba essere libero di
scegliere l'argomento delle proprie opere, e considero totalmente
ininfluente sulla valutazione di un'opera d'arte l'argomento scelto
dall'autore); alla eccessiva lunghezza dei testi (che criterio è mai quello
di giudicare una canzone in base alla sua lunghezza?); al soffermarsi in
maniera eccessiva su singole frasi (mi viene in mente "partire è un pò
morire", oggetto di frizzi e lazzi... una volta lessi una critica a La Vita
è Adesso, nella quale un giornalista scriveva: come si può considerare un
capolavoro una canzone che contiene la frase : "raccoglie un pezzo di dolore
e ci si taglia il cuore"? Il giornalista fu oggetto di
sberleffi -meritatissimi- nel ng, quando postai quell'articolo, molti anni
fa... oggi alcuni di noi cadono nel medesimo errore, vivisezionando la
canzone e sottoponendola a critica per una SINGOLA frase estrapolata dal
resto... mah); all'evidenziare la presunta "sconcezza" di alcuni passaggi
(pube contro pube... io no putana...) senza ricordare, forse, frasi ben più
"sconce" contenute nell'album universalmente riconosciuto come il suo
capolavoro... una per tutte: " E ce lo fan (abilmente mascherato con 'e
cellophan') lucido e teso"...
Ciò detto per quanto concerne le critiche lette, aggiungo che, a mio avviso,
in questo album ci sono alcune delle sue canzoni più belle di sempre, ma,
soprattutto, il livello medio è altissimo. Dieci dita, In un'altra vita, e
la mia preferita, Gli anni della gioventù, sono dei gioielli; Isole del sud
è magnifica. Va tutto bene, Una storia vera e E noi due là sono grandi
pezzi; Come un eterno addio mi ha lasciato veramente indifferente ai primi
ascolti, ora mi è entrata dentro e non me ne libero; In cammino mi piace
moltissimo (così come moltissimo mi piaceva Di là dal ponte... proprio al
contrario di te, Ivan... :o) ). Amo questo lavoro, sono felicissimo che
finalmente Claudio abbia deciso di pubblicare canzoni nuove, e aspetto con
ansia anche la seconda parte, che, a quanto si mormora, dovrebbe essere
"acustica", quindi suonata, e non computerizzata come questa... A questo
proposito, sugli arrangiamenti, credo di dover dire qualcosa. Imo, gli
arrangiamenti sono ben costruiti, e per nulla "piatti". Ciò che è piatto è,
piuttosto, la produzione; l'idea di realizzare tutto al computer è
interessante come esperimento, e dimostrativa del fatto che oramai chiunque
può farsi un disco da solo, senza bisogno di musicisti, ma comunque la
differenza con chi suona veramente si sente, eccome. Inoltre, al solito (nel
senso che accadeva anche in Sono io) la gamma dinamica è inspiegabilmente
ridotta. Last, but not least, non capisco perché si debba chiamare un
fenomeno come Gavin Harrison per fargli fare il "compitino"... salvo un paio
di casi, nei quali la sua mano si sente, per il resto imo Gavin è veramente
sottoutilizzato (tant'è che, ad essere onesti, non l'ho riconosciuto,
all'ascolto dei singoli, se non in un paio di pezzi). Mi dispiace. Aspetto
di sentire i brani dal vivo, "suonati" dalla band 8sperando che Gavin ci
sia), perché imo accresceranno ulteriormente, e non di poco, il loro già
notevolissimo valore.
Andiamo nel dettaglio...

>COPERTINA
>Lasciamo perdere che è meglio… :(

Lol... la copertina è veramente improbabile, ma, avendo tra le mani il
disco, assume un valore diverso rispetto a quando l'abbiamo vista in rete.
Il disco, c'è da dire, ha una confezione ottima, veramente di qualità ed
elegantissima.

>02.CON VOI
>In copertina vediamo un pianoforte messo in cima a una collina. Il sound
>delle strofe è abbastanza accattivante (la melodia, invece, del ritornello
>mi ricorda troppo >“La leva calcistica del ’68”), ma se c’è un argomento
>che reputo poco interessante in una canzone è l’analisi del rapporto tra l’artista
>e il proprio pubblico,

Non ho parlato affatto, nell'introduzione, del brano che dà il titolo al
disco.
Imo è un onesto brano di mestiere, non molto di più. Ovviamente contiene
idee musicali interessanti, perché Claudio infarcirebbe di idee musicali
anche la lettura dell'elenco del telefono (lo ha fatto anche con la
Costituzione, no? :o) ), ma non credo che resterà un brano memorabile.
Quanto al verso "ho capito chi ero io da voi", che ti infastidisce, io credo
sia invece la cosa più sincera del pezzo. Ovvio, Claudio è stato sposo, ed è
padre, e sono cose che danno ad un uomo la misura del proprio essere,
certamente. Ma un artista, un artista di quel livello, imho ha un approccio
tale col proprio lavoro da diventarne quasi "drogato". E' certo che il palco
lo abbia mille volte aiutato anche mei momenti di depressione che a volte lo
assalgono, ed è pur vero che Claudio Baglioni è il Caludio Baglioni di cui
oggi stiamo parlando non perché è il padre di Giovanni Baglioni, ma perché
ha scritto determinate cose, ha cantato determinate cose, ha avuto un
seguito immenso di pubblico. In questo senso, "capire chi era da noi" ha un
significato abbastanza chiaro: è un artista immenso, e lo ha capito, magari,
vedendo 90.000 persone allo stadio Olimpico tutte per lui, e non facendo un
figlio... Un figlio l'ho fatto anche io, ma non sono baglioni... :o)
Voto: 7.

>03.DIECI DITA
>Mi piace molto. Anche se non capisco la citazione dei Procol Harum. Brano
>molto incoraggiante. Verso un figlio (come da lui dichiarato a “8 e
> mezzo”), ma >anche verso sé stesso, per non arrendersi e non sentirsi al
>capolinea finche si ha “voce e amore per cantare”.

Brano straordinario, vero capolavoro.
Intenso, sentito, vero. Ricco di idee musicali splendidamente sviluppate,
interpretato con intensità e capacità di commuovere. Una sintesi tra A Clà
(che richiama anche in alcuni passaggi musicali) e Grand'uomo. Veramente,
veramente bella.
Voto: 9,5


>04.E NOI DUE LA’

Bella canzone, strofe musicalmente molto originali, e testo curatissimo,
come al solito. Sono d'accordo sul fatto che i ritornelli siano un pochino
meno centrati, altrimenti sarebbe stato un altro capolavoro. Resta una
canzone davvero interessante, con un Harrison riconoscibile e protagonista.
Voto: 8

>05.IN UN’ALTRA VITA
>A mio avviso, il capolavoro di questo disco. Versi ispirati e poetici che
>non lasciano spazio a forzati giochi di parole. Sembra il seguito di “Fammi
>andar via” o il >continuo della storia raccontata nell’album e nei gusci di
>“Oltre” dove il protagonista lasciava una donna e un figlio… “In un’altra
>vita” descrive il rapporto, tra >sogno e rimpianto, con una donna con la
>quale si è vissuta una storia d’amore di una vita, non andata poi come
>doveva, cominciata in giovane età

Canzone semplicemente straordinaria, che da sola potrebbe nobilitare
qualsiasi disco di qualsiasi autore.
Struggente e poetica in ogni angolo, non c'è una parola o una nota fuori
posto. Un capolavoro assoluto degno del miglior Claudio di sempre.
Musicalmente meravigliosa; il ponte che ha come testo "Ma il tempo ebbe
fretta e scappò via, la gioia crebbe su un dolore, sola e con poca allegria
che ti scalda le ossa del cuore... ma che cosa è mai successo a noi, tu mi
guardavi e non capivi e che puoi farci se gli Dei dell'amore son stati
cattivi"... è sublime.
Voto: 10.

>06.COME UN ETERNO ADDIO
>Mah… che dire… non mi ha colpito molto questo brano… la metafora del ballo
>come rapporto contrastato tra lui e lei lo avevamo già visto in “Bolero”…

Tante cose contenute in questo disco le abbiamo già ascoltate/viste in altri
dischi. Questo, però, non toglie necessariamente valore all'opera. Questo
tango ha un testo veramente molto, molto raffinato, curatissimo, frutto di
un lavoro certosino. Il risultato è sfavillante, ancorché non evidente al
primo ascolto (almeno, per me è stato così). Una canzone costruita,
senz'altro meno spontanea di Dieci dita o di In un'altra vita, ma costruita
davvero molto, molto bene. Costruita da uno che le canzoni sa costruirle,
eccome. Pezzo, imo, che faticherà un pò a trovare la sua strada, ma la
troverà. E sarà una strada luminosa.
Voto: 9.

> 07.E CHI CI AMMAZZA

Canzone di puro "cazzeggio". Claudio ci ha abituato ad inserirne almeno una
in ogni disco, da V.O.T. a Serenata in Sol... Ci vuole, anche questo.
Le rime in "azza" sanno un pò di sfida, come se qualcuno (probabilmente lui
stesso) gli avesse detto: vediamo se riesci a scrivere una canzone con le
rime in "azza"... Claudio si auto-lancia la sfida, e la porta a termine, con
un risultato che può far storcere il naso a chi è abituato ad ascoltare da
lui pezzi come Tamburi lontani o Fammi andar via...ma, in realtà, si tratta
di qualcosa che dimostra la straordinaria duttilità di questo artista.
Capace di canzoni struggenti e poeticamente altissime come In un'altra vita,
e di divertissement come E chi ci ammazza. Un pezzo di bravura, e non uno
scivolone, proprio perché si tratta di un terreno per lui inusuale.
Voto: 7.

>09.IN CAMMINO
>Anticipato da una copertina in stile “Torre di guardia” o “Risvegliatevi”,
>è il tipico brano di Claudio che a me non piace… il solito popolo che si
>mette in viaggio di >la’ dal ponte saltando sulla vita con tanti cori che
>coprono la sua voce e che fanno oò oò oò oò.

A parte i cori, a me piace moltissimo la melodia della strofa, con quel
ritmo spezzato così particolare, e quella melodìa che riesce ad evocare il
"cammino" anche senza le parole. Ovviamente, mi piace anche il tema
affrontato, che, come dici tu, è nel solco del "ponte", che a molti di voi
fece venire il torci-budella... :O)
Spiriti mostra ancora una volta la sua duttilità, con un bell'assolo di
violino.
Voto: 8,5.

>10.UNA STORIA VERA
>I versi che mi son piaciuti sono “Per te io lancerò un pianto di riso per
>dare la luce a un nuovo sorriso e pugni di neve che bagnano l’aria di un
>tuono più lieve, di >un lungo silenzio e dopo brucerò i raggi di luna per
>spegnere il freddo per te o per nessuna e rami e radici che legano il mondo
>a giorni felici e a sere sbagliate”.

Resto un pò basito, a dire il vero.
Il solo verso che hai postato è, IMHO, pura poesia. E tu dici, del testo:
"malissimo non è"?!?
Canzone che, comunque, devo ancora valutare compiutamente, non sono più
veloce come un tempo, necessito di più ascolti... l'ho ascoltata troppo
poco, ancora. Sospendo il giudizio.

>11.GLI ANNI DELLA GIOVENTU’
>Le montagne innevate in copertina ci introducono in questa storia
>ambientata nell’Europa dell’Est. La melodia ed il testo si sposano
>benissimo. Purtroppo >nemmeno questo brano mi ha fatto “innamorare”.

Canzone veramente sublime, capolavoro assoluto dello stire
pittorico/descrittivo/cinematografico che tante volte Claudio ha messo in
mostra nelle sue opere.
Stile che ricorda moltissimo "Ragazze dell'est", di cui pare quasi un
complemento (anche nel tema affrontato). Strofe che descrivono un mondo, con
pochi colpi di pennello: "E chi aveva visto mai capelli color ghiaccio,
Lunghe stalattiti su uno sguardo di cobalto... Come quando impari a
pattinare con impaccio, ti stringevo muto, e tu arrossivi nel tuo smalto"...
Brividi. Opera di un genio assoluto, che ho portato da una ipotetica "top20"
direttamente nella top10 delle mie preferite.
Voto: 10 e lode.


>12.VA TUTTO BENE
>Molto bello.

Canzone malinconica e serena ad un tempo, raro esempio di equilibrio tra
versi e musica (raro per la musica leggera in generale, non certo per
l'opera del Nostro).
Sono d'accordo che troppo spesso indulga in giochi di parole, anche se gli
stessi appaiono sempre significativi all'interno del contesto, e non buttati
lì a caso. La canzone resta comunque molto bella, e, al contrario dell
amaggior parte delle canzoni dell'album, si presta anche ad un ascolto
distratto, risultando piacevole anche come mero sottofondo. Straordinaria,
in alcuni passi, la capaacità di scegliere le parole per il loro suono, che
spesos ha caratterizzato Claudio da Oltre in poi: "sei la scorza, la mia
gruccia; seme e scorza, frutto e buccia... succo e polpa la mia colpa tu, la
mia innocenza e la mia schiavitù"... veramente bello. Prezioso intervento di
Bosso, che assume un sapore particolare anche in virtù del fatto che i
musicisti, in questo disco, non esistono, fatta eccezione per Harrison e
Gianolio.
Voto: 9

> 13.L’ULTIMA COSA CHE FARO’
> Attacco rock alla Negramaro come un fiume in piena (ritratto infatti anche
> in copertina),

Probabilmente, il pezzo che mi piace meno dell'uintero album. Così come per
Grand'uomo in Sono io, il Claudio che si riscopre rocker non mi convince mai
del tutto. I suoi testi, probabilmente, non nascono per sposarsi al meglio
con questa tipologia di musica (anche se ci sono eccezioni... Via, su
tutte), non so... ma risulta poco credibile nell'insieme, sembra quasi una
caricatura. Non mi convince.
Voto: 6,5.

> 14.ISOLE DEL SUD
>L’intro di piano è bellissimo e suggestivo e lascia prevedere un grande
>brano. Purtroppo, almeno per me, non è così. Mi dispiace scriverlo. Anche
>perché questa >canzone tocca un tema molto delicato. Ma, ecco, non mi piace
>come lo tocca. Coi soliti e artificiosi giochetti di parole “La promessa di
>una terra sia davvero poi >la terra promessa”, “Il sogno di una vita sarà
>mai una vita da sogno?”. Con degli incipit…”strani”…”c’è uno”, “c’è un
>altro”…

Qui, non ti quoto affatto.
I giochi di parole questa volta sono perfetti, assolutamente centrati e
geniali. E anche musicalmente la canzone mi appare veramente bella;
straordinariamente evocativa del "sud", con quel ritmo indolente e quella
melodia malinconicamente rassegnata. Canzone-"mattone" del disco, imo però
superiore alla pur molto bella "Requiem" di Sono io. Strepitosa l'idea di
riprendere ogni frase con la parola conclusiva della frase precedente: il
riuscire a farlo in maniera così perfetta è stupefacente. Un grandisismo
pezzo.
Voto: 9,5.

Non so se si è capito, che questo disco mi stra-piace... :o)
Ciaoooooo.
Ale


ivanfe...@gmail.com

unread,
Nov 2, 2013, 1:08:46 AM11/2/13
to
Eccomi a controrisponderti appena tornato da lavoro ;)

> Trovo veramente pretestuose, e lo dico col massimo rispetto, ma anche con la
> dovuta sincerità, la maggior parte delle critiche lette qui e lì in rete...
> dall'argomento delle canzoni (credo che un artista debba essere libero di
> scegliere l'argomento delle proprie opere, e considero totalmente
> ininfluente sulla valutazione di un'opera d'arte l'argomento scelto
> dall'autore);

E perché mai dovrebbe essere ininfluente? L’argomento di una canzone è un elemento della canzone. Anzi… uno dei più importanti. L’album “Oltre” avrebbe avuto lo stesso valore se invece della storia e dei tormenti di Cucaio avesse parlato di…cavatappi???

> alla eccessiva lunghezza dei testi (che criterio è mai quello
> di giudicare una canzone in base alla sua lunghezza?);

Su questo son d’accordo.

>al soffermarsi in
> maniera eccessiva su singole frasi (mi viene in mente "partire è un pò
> morire", oggetto di frizzi e lazzi... una volta lessi una critica a La Vita
> è Adesso, nella quale un giornalista scriveva: come si può considerare un
> capolavoro una canzone che contiene la frase : "raccoglie un pezzo di dolore
> e ci si taglia il cuore"? Il giornalista fu oggetto di
> sberleffi -meritatissimi- nel ng, quando postai quell'articolo, molti anni
> fa... oggi alcuni di noi cadono nel medesimo errore, vivisezionando la
> canzone e sottoponendola a critica per una SINGOLA frase estrapolata dal
> resto... mah);

Tra “Raccoglie un pezzo di dolore e ci si taglia il cuore” e “Partire è un po’ morire” c’è un abisso comunque…

>all'evidenziare la presunta "sconcezza" di alcuni passaggi
> (pube contro pube... io no putana...) senza ricordare, forse, frasi ben più
> "sconce" contenute nell'album universalmente riconosciuto come il suo
> capolavoro... una per tutte: " E ce lo fan (abilmente mascherato con 'e
> cellophan') lucido e teso"...

Infatti io non criticavo la sconcezza…ho scritto che li trovo talmente barocchi che mi fan ridere!!!

>aspetto con
> ansia anche la seconda parte, che, a quanto si mormora, dovrebbe essere
> "acustica", quindi suonata, e non computerizzata come questa...

Chissa’….

> l'idea di realizzare tutto al computer è
> interessante come esperimento,

Più che interessante, trovo l’idea sciatta e raffazzonata.

>non capisco perché si debba chiamare un
> fenomeno come Gavin Harrison per fargli fare il "compitino"...
Lo hanno fatto anche in alcuni tour con John Giblin
> Lol... la copertina è veramente improbabile, ma, avendo tra le mani il
> disco, assume un valore diverso rispetto a quando l'abbiamo vista in rete.
> Il disco, c'è da dire, ha una confezione ottima, veramente di qualità ed
> elegantissima.

Io la trovo lugubre. E i crediti (per la faccenda di cui sappiamo… manco il piano si è suonato Claudio…) mi hanno un po’ imbarazzato.

> >02.CON VOI
> Quanto al verso "ho capito chi ero io da voi", che ti infastidisce, io credo
> sia invece la cosa più sincera del pezzo.

Gia’. Purtroppo. Io non credo che l’artista debba riconoscersi attraverso il suo pubblico.

04.IN UN’ALTRA VITA
> Musicalmente meravigliosa; il ponte che ha come testo "Ma il tempo ebbe
> fretta e scappò via, la gioia crebbe su un dolore, sola e con poca allegria
> che ti scalda le ossa del cuore... ma che cosa è mai successo a noi, tu mi
> guardavi e non capivi e che puoi farci se gli Dei dell'amore son stati
> cattivi"... è sublime.

D’accordissimo. Peccato per quelle scale di note buttate la’ dal computer che non c’entrano proprio.

> >06.COME UN ETERNO ADDIO
>Il risultato è sfavillante, ancorché non evidente al
> primo ascolto (almeno, per me è stato così).

Mah… ti dirò tra un bel po’ di ascolti allora ;)

> > 07.E CHI CI AMMAZZA
> Canzone di puro "cazzeggio". Claudio ci ha abituato ad inserirne almeno una
>
> in ogni disco, da V.O.T. a Serenata in Sol...

V.O.T era bella. Dov’è dov’è addirittura un Capolavoro. Questa continua a non piacermi… mi annoia.

> >09.IN CAMMINO
> A parte i cori, a me piace moltissimo la melodia della strofa, con quel
> ritmo spezzato così particolare, e quella melodìa che riesce ad evocare il
> "cammino" anche senza le parole. Ovviamente, mi piace anche il tema
> affrontato, che, come dici tu, è nel solco del "ponte", che a molti di voi
> fece venire il torci-budella... :O)

Infatti. Così come Di la’ dal ponte, non mi piace per niente. Il finale è addirittura celentanesco ;)

> >10.UNA STORIA VERA
> Resto un pò basito, a dire il vero.
> Il solo verso che hai postato è, IMHO, pura poesia. E tu dici, del testo:
> "malissimo non è"?!?
> Canzone che, comunque, devo ancora valutare compiutamente, non sono più
> veloce come un tempo, necessito di più ascolti... l'ho ascoltata troppo
> poco, ancora. Sospendo il giudizio.

Invece a me, dopo svariati ascolti, ha conquistato. Davvero. Bellissima.

> >11.GLI ANNI DELLA GIOVENTU’
> Canzone veramente sublime, capolavoro assoluto

Mah… continuo a trovarla barocca… :(

> >12.VA TUTTO BENE
> Sono d'accordo che troppo spesso indulga in giochi di parole,

Ed è un peccato… perché se avesse continuato con lo stile che ha all’inizio delle tre strofe questo brano sarebbe stato un bijou

> > 13.L’ULTIMA COSA CHE FARO’
> Probabilmente, il pezzo che mi piace meno dell'intero album.

Non lo trovo così male invece. Anche se dopo un po’ di ascolti annoia.

> > 14.ISOLE DEL SUD
> I giochi di parole questa volta sono perfetti, assolutamente centrati e
> geniali.

Sinceramente “se si va per mare non vuol dire
che la promessa di una terra sia davvero poi la terra promessa” e “in questo mondo il sogno di una vita sarà mai una vita da sogno” sembrano aforismi da facebook…

Ma siamo più stoici o più ridicoli a postar da soli sul news group? Ahahhahahah…un abbraccione fratello!!!!!!!!!!!

Ciao
:O)
Ivan
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ivanfe...@gmail.com

unread,
Nov 2, 2013, 1:14:16 AM11/2/13
to

ale...@tin.it

unread,
Nov 2, 2013, 6:34:35 AM11/2/13
to

<ivanfe...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ddcce0e6-9556-48f0...@googlegroups.com...
Eccomi a controrisponderti appena tornato da lavoro ;)

> E perch� mai dovrebbe essere ininfluente? L�argomento di una canzone � un
> elemento della canzone. Anzi� uno dei pi� importanti. L�album �Oltre�
> avrebbe
> avuto lo stesso valore se invece della storia e dei tormenti di Cucaio
> avesse parlato di�cavatappi???

Dipende dal modo in cui avrebbe affrontato l'argomento-cavatappi. :op

>Tra �Raccoglie un pezzo di dolore e ci si taglia il cuore� e �Partire � un
>po� morire� c�� un abisso comunque�

Beh, via.. raccoglie un pezzo di dolore e ci si taglia il cuore non �
esattamente il massimo dell'originalit� e della poesia... retorico e
scontato. Ma � una frase in una canzone di 10 minuti, accidenti! E
all'interno della canzone ha assolutamente il suo ruolo.

>Infatti io non criticavo la sconcezza�ho scritto che li trovo talmente
>barocchi che mi fan ridere!!!

Non mi riferivo specificamente a te. Perch� "barocchi"? :o) La
stroardinariet� di Claudio nello scrivere testi � anche che le soluzioni che
trova non mostrano alternative, sembrano le uniche possibili (anche se
ovviament enon � cos�). con "pube contro pube" descrive in TRE parole una
situazione... ci ha mostrato la stanza in penombra, con la finestra senza
tende e il cielo con qualche nube... con TRE parole ci dice cosa sta
accadendo all'interno della stanza. Prova a trovare un'altra soluzione per
fare la stessa cosa, se ne sei capace... :o))

>Chissa��.

Che significa "chiss�"? Ti sono arrivate voci diverse? Sai qualcosa in pi�
su quello che ci aspetta?

> Pi� che interessante, trovo l�idea sciatta e raffazzonata.

Mi viene in mente "Assolo", opera celebratissima quanto mai da me
particolarmente amata.
L'idea era interessantissima e all'avanguardia, il risultato a mio avviso
non era sensazionale (e non poteva esserlo; anzi, per i mezzi dell'epoca si
raggiunse il massimo, sicuramente). L'idea di realizzare un brano
esclusivamente al computer non credo abbia precedenti in Italia per nomi di
grosso calibro (correggimi se sbaglio), quindi, come tutte le cose nuove, ha
un suo interesse. Dopodich� si pu� discutere sul risultato, che imo, al
contrario di Assolo, � pi� che dignitoso. Ovvio che se al posto del pc ci
ofssero stati dei musicisti veri sarebbe stato migliore, e non di poco
(basta vedere come il livello sale quando entrano in scena Bosso o Spiriti).
Ma l'idea era un'altra, e complessivament enon la disprezzo; del resto le
canzoni finiranno dritte nel prossimo live, riarrangiate con i musicisti...
:o))

>>non capisco perch� si debba chiamare un
>> fenomeno come Gavin Harrison per fargli fare il "compitino"...

>Lo hanno fatto anche in alcuni tour con John Giblin

Cio�? Giblin doveva fare il compitino?

> Infatti. Cos� come Di la� dal ponte, non mi piace per niente. Il finale �
> addirittura celentanesco ;)

Ma Celentano � autore di quello che canta?

> Invece a me, dopo svariati ascolti, ha conquistato. Davvero. Bellissima.

Bene, la ascolter� con la massima attenzione, allora.

> Mah� continuo a trovarla barocca� :(

Ohi, sei fissato col "barocco"! :o)

> Ed � un peccato� perch� se avesse continuato con lo stile che ha all�inizio
> delle tre strofe questo brano sarebbe stato un bijou

*E'* un bijou. Tecnicamente � una canzone riuscitissima. Poi alcune cose
possono piacere, o meno, ovviamente.

> Non lo trovo cos� male invece. Anche se dopo un po� di ascolti annoia.

Mi ha annoiato quasi subito.

> Ma siamo pi� stoici o pi� ridicoli a postar da soli sul news group?
> Ahahhahahah�un abbraccione fratello!!!!!!!!!!!

Per me � anche una necessit�... scrivo nel ng, e poi faccio il
copia/incolla... scrivere direttamente su fb quotando mi sembra un'impresa
per disperati... :o)
Abbraccio ricambiato, complimenti... hai postato alle 6 di mattina!!!!
Ciaooo.
Ale


ivanfe...@gmail.com

unread,
Nov 2, 2013, 9:43:08 AM11/2/13
to
E rieccomi appena sveglio…..

>Dipende dal modo in cui avrebbe affrontato l'argomento-cavatappi. :op

Ma avrebbe avuto una gamma argomentativa sicuramente minore rispetto alla sua storia? O No? Non mi sembra che l’Odissea, la Divina Commedia ecc. ruotassero intorno ai coriandoli. Ma intorno ad argomenti più forti. Prendiamo la musica… QPGA parlava di due giovani al primo amore…ma è comunque un argomento sul quale un’artista può imbastire una storia, raccontare cose interessanti, allargarsi a parlare di speranze e sogni, con un occhio anche al contesto storico.

>Beh, via.. raccoglie un pezzo di dolore e ci si taglia il cuore non è esattamente il massimo dell'originalità e della >poesia... retorico e scontato.

Sempre meglio di “Partire è un po’ morire”… che mi ricorda “Chi parte sa da cosa fugge, ma non sa cosa cerca”, frase protagonista di una gag di “Ricomincio da tre”, film di Massimo Troisi ;)

>Non mi riferivo specificamente a te. Perché "barocchi"?

Aahhaha… non so perché mi viene da usare questo aggettivo… a volte, dalle nostre parti, assume anche la connotazione di kitsch. Ed io “Pube contro pube” (ma proprio la parola pube mi fa ridere….poteva dire bacino a questo punto o zona pelvica ahhaha) e “Io no putana” le trovo kitsch.

>Che significa "chissà"? Ti sono arrivate voci diverse? Sai qualcosa in più su quello che ci aspetta?

No no. Spero tantissimo in qualcosa di acustico.


>Mi viene in mente "Assolo”…

Vedi, Ale…Assolo era un’idea (geniale e quasi folle per quei tempi), ideata e voluta. Qui invece si è trattato di una necessita’. Lo stesso Claudio ha detto che non è riuscito a bloccare i musicisti per 3 mesi. E per cui ha dovuto suonare tutto Gianolio.


>Cioè? Giblin doveva fare il compitino?

Non sei d’accordo? A parte Cercando (magnifico tour dove Giblin svettava), negli altri tour mi son chiesto che senso aveva chiamare Giblin per far quello che avrebbe potuto fare benissimo un bassista “normale”.

>Ma Celentano è autore di quello che canta?

Spesso si, ma che c’entra? Io parlavo del sound e dello stile del finale di In Cammino.

>Bene, la ascolterò con la massima attenzione, allora.

Ascoltala… è bellissima.

>Per me è anche una necessità... scrivo nel ng, e poi faccio il copia/incolla... scrivere direttamente su fb quotando mi >sembra un'impresa per disperati... :o)

Mi fa ridere che ci scriviamo solo io e te ;)

>Abbraccio ricambiato, complimenti... hai postato alle 6 di mattina!!!!

E figurati, quelli sono i miei orari ormai, ero nella tua regione ;)
Ciao
:O)
Ivan

ale...@tin.it

unread,
Nov 2, 2013, 8:08:21 PM11/2/13
to

<ivanfe...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:b5511b50-9850-4cc5...@googlegroups.com...
E rieccomi appena sveglio…..

>Ma avrebbe avuto una gamma argomentativa sicuramente minore rispetto alla
>sua storia? O No?

Beh, questi sono affari suoi, però.
Io devo giudicare il risultato, se lui si sceglie un tema che gli dà più o
meno posibilità espressive è un problema suo. Dopodiché, se parla del
cavatappi in maniera banale, o noiosa, dirò: "che pizza"... Ma non dirò
mica: "che pizza perché parla del cavatappi"! Che pizza perché... è una
pizza! :o)
Inoltre, tu parli dell'argomento di un intero album, per giunta doppio,
mentre qui ci sono canzoni slegate tra loro, che affrontano vari temi (anche
se qualcuno è ricorrente).

>Non mi sembra che l’Odissea, la Divina Commedia ecc. ruotassero intorno ai
>coriandoli. Ma intorno ad argomenti più forti. Prendiamo la musica… QPGA
> >parlava di due giovani al primo amore…ma è comunque un argomento sul quale
>un’artista può imbastire una storia, raccontare cose interessanti,
>allargarsi a >parlare di speranze e sogni, con un occhio anche al contesto
>storico.

E quale canzone di Con Voi ha un argomento così futile da non permettere di
affrontarlo in una canzone di cinque minuti?

>Aahhaha… non so perché mi viene da usare questo aggettivo… a volte, dalle
>nostre parti, assume anche la connotazione di kitsch. Ed io “Pube contro
>pube” (ma >proprio la parola pube mi fa ridere….poteva dire bacino a questo
>punto o zona pelvica ahhaha) e “Io no putana” le trovo kitsch.

Vabè, ma... se la "modella" in quel biglietto ha scritto "io non putana",
con chi te la vuoi prendere? :op

>Vedi, Ale…Assolo era un’idea (geniale e quasi folle per quei tempi), ideata
>e voluta. Qui invece si è trattato di una necessita’. Lo stesso Claudio ha
>detto che non >è riuscito a bloccare i musicisti per 3 mesi. E per cui ha
>dovuto suonare tutto Gianolio.

Con tutto il rispetto, Ivan... buffonate.
Francamente, non credo nemmeno un secondo alla storia delle canzoni create
"in itinere". Le canzoni erano pronte da un sacco di tempo. Forse (e dico:
FORSE) sono state incise in quest'ultimo periodo, ma non c'erano muscisti da
bloccare. Si mandava il file al musicista di turno (come immagino si sia
fatto con Gavin), che provvedeva a registrare la sua parte (per QPGA si è
fatto così, non vedo perché non si poteva ripetere quel tipo di esperienza).
Non è affatto una necessità, quella di incidere un disco suonando tutto al
pc; è una scelta. Strano che Claudio non l'abbia sottolineata: conoscendo la
sua paracul... ehm... furbizia di questi ultimi tempi, su questa idea del
fare tutto "in casa" poteva costurirci chissà quale messaggio promo
vagheggiando rivoluzioni. Tra l'altro, la seconda parte di Con Voi, che
dovrebbe essere acustica, e quindi suonata, durerà forse ancor di più della
prima... com'è, i musicisti non li si può bloccare nel 2013, mentre
diventano bloccabili nel 2014?

> Non sei d’accordo? A parte Cercando (magnifico tour dove Giblin svettava),
> negli altri tour mi son chiesto che senso aveva chiamare Giblin per far
> quello che
> avrebbe potuto fare benissimo un bassista “normale”.

Ah... il fatto è che io non sono enciclopedico come te, non ho nemmeno un
decimo della tua mostruosa memoria... Io ricordavo distintamente Giblin in
Cercando, ma non avevo alcun ricordo di lui in altri tour... probabilmente,
però, se non lo ricordo è proprio perché la sua presenza non era
particolarmente incisiva...

>E figurati, quelli sono i miei orari ormai, ero nella tua regione ;)

Ah, sì? e dove? devi tenermi aggiornato sui tuoi spostamenti dalle mie
parti, mi raccomando!! :o)
Ciao.
Ale


ivanfe...@gmail.com

unread,
Nov 3, 2013, 9:11:52 AM11/3/13
to
>Beh, questi sono affari suoi, però.

Assolutamente, ma essendo l’argomento un ingrediente (uno dei principali) della canzone, il quale concorre alla sua riuscita… ci sono anche argomenti che mi interessano di più, che mi toccano di più ed altri di meno. Poi può esserci un brano che racconta di un amore (“Una storia vera”) di gran lunga (IMO) superiore ad uno che tratta un tema più alto (“Isole del Sud”)

>Vabè, ma... se la "modella" in quel biglietto ha scritto "io non putana",
>con chi te la vuoi prendere? :op

Ahahahah…speriamo facciano le magliette del tour con la scritta “Io No Putana” ahahah ;)

>Con tutto il rispetto, Ivan... buffonate.
>Francamente, non credo nemmeno un secondo alla storia delle canzoni create
>"in itinere". Le canzoni erano pronte da un sacco di tempo. Forse (e dico:
>FORSE) sono state incise in quest'ultimo periodo, ma non c'erano muscisti da
>bloccare. Si mandava il file al musicista di turno (come immagino si sia
>fatto con Gavin), che provvedeva a registrare la sua parte (per QPGA si è
>fatto così, non vedo perché non si poteva ripetere quel tipo di esperienza).
>Non è affatto una necessità, quella di incidere un disco suonando tutto al
>pc; è una scelta. Strano che Claudio non l'abbia sottolineata: conoscendo la
>sua paracul... ehm... furbizia di questi ultimi tempi, su questa idea del
>fare tutto "in casa" poteva costurirci chissà quale messaggio promo
>vagheggiando rivoluzioni. Tra l'altro, la seconda parte di Con Voi, che
>dovrebbe essere acustica, e quindi suonata, durerà forse ancor di più della
>prima... com'è, i musicisti non li si può bloccare nel 2013, mentre
>diventano bloccabili nel 2014?

Infatti, pure per me son cretinate. Io sapevo di un limite di budget per questo disco (addirittura) per cui si è dovuto procedere a “ranghi ridotti”. Poi non so. Di sicuro non è stato per il motivo detto da lui (così come il tour non è stato annullato per laringite).

>Ah... il fatto è che io non sono enciclopedico come te, non ho nemmeno un
>decimo della tua mostruosa memoria... Io ricordavo distintamente Giblin in
>Cercando, ma non avevo alcun ricordo di lui in altri tour... probabilmente,
>però, se non lo ricordo è proprio perché la sua presenza non era
>particolarmente incisiva...

E che non si noti John Giblin la dice lunga….

>Ah, sì? e dove? devi tenermi aggiornato sui tuoi spostamenti dalle mie
>parti, mi raccomando!! :o)

Lontanuccio da te, ad Itri.

Ciao
:O)
Ivan

ale...@tin.it

unread,
Nov 3, 2013, 5:05:51 PM11/3/13
to

<ivanfe...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:a3c92070-97de-4c41...@googlegroups.com...

>Assolutamente, ma essendo l�argomento un ingrediente (uno dei principali)
>della canzone, il quale concorre alla sua riuscita� ci sono anche argomenti
>che mi >interessano di pi�, che mi toccano di pi� ed altri di meno.

Non ci piove, ma non era questo il senso del mio discorso.
Io evidenziavo il fatto che criticare un'opera perch� l'artista ha deciso di
parlare di s�, piuttosto che di... non so cosa, � abbastanza pretestuoso.
Ovviamente, tu puoi non avere voglia di ascoltare una canzone in cui
l'artist aparla di s�, ma questo � un problema tuo, non dell'artista. :o)

>Poi pu� esserci un brano che racconta di un amore (�Una storia vera�) di
>gran lunga (IMO) superiore ad uno che tratta un tema pi� alto (�Isole del
>Sud�)

Esatto (in linea di principio, non per gli esempi che fai, visto che a me
IdS piace moltissimo... :op)

>Ahahahah�speriamo facciano le magliette del tour con la scritta �Io No
>Putana� ahahah ;)

:o))

>Infatti, pure per me son cretinate.

Appunto.

> Io sapevo di un limite di budget per questo disco (addirittura) per cui si
> � dovuto procedere a �ranghi ridotti�.

Anche questa � una stupidaggine. Il primo musicista da tagliare se il budget
� ridotto � il batterista, visto che le batterie "sintetiche" sono oramai
perfezionatissime. Invece, qui c'� solo il batterista, di "vivente".

> (cos� come il tour non � stato annullato per laringite).

Bugiardello, il nostro... :o)
Ciao.
Ale


ivanfe...@gmail.com

unread,
Nov 4, 2013, 3:58:39 AM11/4/13
to

>Io evidenziavo il fatto che criticare un'opera perché l'artista ha deciso di parlare di sé, piuttosto che di... >non so cosa, è abbastanza pretestuoso.

Di sé? A me piace quando parla di sé.

> Il primo musicista da tagliare se il budget è ridotto è il batterista, visto
>che le batterie "sintetiche" sono oramai perfezionatissime. Invece, qui c'è solo il batterista, di "vivente".

Gia’… eppure è strana questa scelta di fare tutto o quasi solo con Gianolio…. No?

>Bugiardello, il nostro... :o)

E che vuoi fa….alcune volte le bugie hanno le gambe corte, altre volte invece hanno il naso di falco… ;)
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