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Alle pagine 149-152 si legge quanto segue:
"Fu allora [ossia dopo la fusione fra la RCA italiana e la ARC, e la
nomina di Riccardo Michelini quale direttore artistico dell'entità
derivante da detta fusione] che cominciai a occuparmi di molti più
artisti, a seconda delle necessità promozionali di ognuno, dei
Sanremi, delle Canzonissime, della Mostra internazionale di musica
leggera a Venezia (organizzata da Gianni Ravera), e delle simpatie
reciproche, che hanno sempre contato. Come quella per Claudio
Baglioni. Conobbi Claudio nel '68, che non aveva più di diciotto anni.
Alto, capelli lunghi, non era bello e portava degli occhiali grossi,
neri e spessi che lo imbruttivano ancor di più. Ma a quell'età aveva
già scritto "Signora Lia" e sentirgli cantare le sue canzoni, anche
solo con la chitarra, fu un delizioso privilegio. Il suo primo 45
giri, "Una favola blu" (cosa curiosa, non era firmato da Baglioni), fu
prodotto da Cesare De Natale e da Antonio Coggio (due produttori
interni storici della RCA). Coggio poi rimase il suo unico produttore
per diversi dischi. Il primo LP di Claudio si chiamava semplicemente
"Claudio Baglioni", ma conteneva già "Signora Lia" (una delle mie
preferite), "Notte di Natale", "Una favola blu" che uscì, come ho
detto, anche in 45.
Nel secondo, "Un cantastorie dei giorni nostri", aveva inciso
"Isolina", "Io, una ragazza e la gente", di nuovo "Signora Lia" (che
era sempre la mia preferita!) e altre.
Si capì subito, però, che "Questo piccolo grande amore" sarebbe stata
una canzone diversa dalle altre, che avrebbe toccato i sentimenti più
nascosti di una generazione che non osava esternarli, pur provandoli.
Ricordo che alla RCA si incartarono non poco prima di fare uscire il
suo LP. Ci fu una riunione di trenta persone a proposito di questo
disco. Tutti si erano entusiasmati al punto da voler farne un doppio
album. Le vendite, però, si preoccuparono di far uscire un doppio LP
di un cantautore quasi sconosciuto, se non che - non so ancora come -
il geniale ingegner Bolle riuscì a mettere in un disco solo un maggior
numero di canzoni (togliendone soltanto una con un accorgimento
tecnico). Anche la copertina, che era grigia, venne ridisegnata e
finalmente, dopo sei mesi, l'album uscì.
Era il '72. Il successo fu immediato e Claudio, anche con gli LP che
seguirono, mostrò con orgoglio che c'era una nuova via nella canzone
d'autore.
Fu la risposta ai turbamenti sentimentali di tutti i ragazzi che forse
non avevano fatto il '68, ma che usavano comunque un linguaggio nuovo,
più osé, che riguardava il loro quotidiano amoroso. Un successo che
dura da trentasei anni e che Baglioni ha confermato con la sua
tournée.
Un giorno lo accompagnai a registrare "Adesso musica". Il regista era
Guido Turolla. Per ragioni organizzative o tecniche Ci fecero
aspettare un bel po'. Quando finalmente ci chiamarono, Paola, la sua
prima moglie (ma erano ancora fidanzati), gli stava "stirando" i
capelli per l'ennesima volta perchè si erano arricciati. Si persero
altri dieci minuti, ma non certo di più. Si sentì allora, con
l'altoparlante, una voce dalla regia: "E' pronto il principino?".
Claudio s'imbestialì a tal punto che volle lasciare la trasmissione.
Aveva ragione e non ci fu niente da fare. Poi la cosa si ricompose e,
anni dopo, i rapporti con Guido Turolla tornarono alla normalità,
anzi, diventarono affettuosi. Anche perchè finalmente Claudio si
tagliò i capelli e diventò bello. Quando se ne andò, dopo cinque
stupendi LP, mi dispiacque molto. Ho sempre pensato che [il direttore
generale della RCA italiana, Ennio] Melis, forse, non si era occupato
abbastanza di lui.
Certo, lo fecero in molti, come Michelini in qualità di direttore
artistico, Coggio come produttore e coautore, il dottor Ornato stesso
come presidente, ma il "tempo di Melis" era il più ambito e non era
per tutti i cantanti.
Michelini, per esempio, tenne un rapporto costante con Claudio come
anche con Gabriella Ferri, con gli Oliver Onions e con tanti altri ...
Forse, semplicemente, Melis e Claudio "non si prendevano" più di
tanto.
Anche con Claudio ho fatto tante cose, per esempio andai con lui,
Michelini e Gastone Razzi alla Mostra internazionale di musica leggera
a Venezia, dove venivano conferiti la Gondola d'oro e la Gondola
d'argento.
Qualche tempo fa l'ho incontrato e gli ho chiesto cosa rappresentassi
io per lui alla RCA. Mi ha risposto: "La grande sorella!". Forse, come
dicevano molti miei colleghi, per la mia capacità di "smuovere le
acque" (termine certamente tecnico!) o forse per la mia testardaggine
nel promuovere un progetto e portarlo avanti".
Ciao a tutti
Alberta