Il 33 giri omonimo è stato finalmente ristampato in formato CD, benchè
solo nel 2005, anno della morte di Sergio Endrigo.
Ciao a tutti :-)
Alberta
http://www.sergioendrigo.it/Discografia/Copertine/LPB_35037_fr_big.jpg
LA VITA, AMICO, È L'ARTE DELL'INCONTRO
Cetra LPB 35037
1969
Lato A
1. Samba Delle Benedizioni [Vinicius]
2. Chi son io se non [Ungaretti] {recitato}
3. Serenata Dell'Addio [Toquinho] {strumentale}
4. Oh che co'è in me [Ungaretti] {recitato}
5. Perchè [Endrigo e Toquinho]
6. In te amo [Ungaretti] {recitato}
7. Poema Degli Occhi [Endrigo e Toquinho]
8. Che cos'è il mio amore [Ungaretti] {recitato}
9. Felicità [Vinicius]
10. Poetica 1 [Ungaretti / Vinicius] {recitato}
Lato B
1. La Casa [Vinicius / Endrigo / Coro di Bambini]
2. La Marcia Dei Fiori [Coro di Bambini]
3. Deixa [Toquinho] {strumentale}
4. Sonetto dell'amore totale [Ungaretti] {recitato}
5. Se Tutti Fossero Uguali A Te [Endrigo]
6. Il giorno della creazione [Vinicius] {recitato}
7. Samba Delle Benedizioni [Vinicius]
note di copertina
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Produzione e realizzazione: Sergio Bardotti
registrazione: Studio 38, Roma
fonico: Massimo Becagli
recordista: Antonio Marzullo
editing e mixage: Auditorio Fonit-Cetra, Torino
fonico: Filippo Odiard
arrangiamenti e direzione d'orchestra: Luis Enriquez Bacalov
piano: Luis Enriquez Bacalov
organo: Giorgio Carnini e Giancarlo Chiaramello
chitarre: Toquinho (per gentile concessione della RGE di San Paolo)
Maurizio De Angelis, Filippo Rizzuto
basso: Giovanni Tommaso
batteria: Enzo Restuccia
coro dei bambini diretto da Nora Orlandi
traduzione delle poesie: Giuseppe Ungaretti
traduzione delle canzoni: Sergio Bardotti
Il Giorno Della Creazione: traduzione di Sergio Bardotti
"Vinicius De Moraes ha vissuto qualche mese a Roma nell'inverno del
'69. È il miglior poeta di lingua portoghese d'oggi, ambasciatore del
Brasile finché è rimasto in carriera, autore di tutte le parole più
belle delle canzoni brasiliane di "Tom" Jobim o di Baden Powell;
Vinicius che si dichiara "il più negro dei bianchi d'America", 56
anni, l'uomo più vitale e vivo che io conosca, che ti insegna ad amare
la vita, senza pur illudersi, con saggezza paziente e incontenibili
slanci e scatti d'amore. A Roma ha cercato gli amici, e Ungaretti
prima di tutti, che incontrò in Brasile fin dal '37: "Ungà" che
riconobbe in quel giovane poeta esordiente un talento grande, al punto
da tradurlo in italiano dì lì a poco. Ma, anche, Chico Buarque de
Hollanda, già in Italia, amico e come un figlio; Bardotti che in
Italia è quello che più ne sa (e più ama), con precise scelte, della
musica brasiliana di ieri e di oggi; Endrigo "meraviglioso cantore",
Raphael Alberti, poeta per tanti motivi a lui legato; noi, amici di
Ungaretti, e subito, profondamente a Vinicius legati di affetto vero,
affetto umano ancor prima che d'ammirazione grande. Così abbiamo
insieme conosciuto Vinicius che canta, Vinicius che beve "vinti,
trinta, quaranti" whiskies al giorno - come dice nel suo divertente
italiano -, Vinicius che va a letto alle sette di mattina, che parla
profetico e con ironia, che canta la bellezza della donna, e la sua
struggente malinconia. È stata di Bardotti l'idea di incidere tante
cose in quel momento romano per preparare un disco che fosse come un
omaggio a Vinicius ed a immagine, un "acquarello", del Brasile.
Ungaretti aveva da poco tradotto nuovi e vecchi versi di de Moraes, e
volentieri è entrato in un piccolo
studio di registrazione, con cantanti, con suonatori, con tecnici:
Bardotti aveva organizzato tutto alla perfezione, perfetta la chitarra
(Toquinho), ottima la ritmica, Vinicius pronto a parlare, a cantare, a
recitar versi - ed Endrigo a prestare (merito particolare del disco)
la sua voce e il suo amore alla vera musica popolare, cantando canzoni
con parole di Vinicius. Una scelta vasta, dalle canzoncine per i
bambini che Vinicius scrive da sempre (gioielli inarrivabili), ai
grandi temi di Baden e di "Tom", al famoso Samba Delle Benedizioni
(che faceva parte della colonna sonora del film "Un uomo e una
donna"), e cori di bambini disponibili, e tanti filoni di "saudade" e
di felicità, di allegria e di tristezza toccati insieme. Tanto
materiale che bisognava poi montar bene, e Bardotti (si sa) anche in
questo è maestro.
Il montaggio del disco è tra i più sapienti e dosati: ci sono due idee
guida, le "benedizioni" di Vinicius che aprono e chiudono il disco
dando definizioni bellissime della "sua" musica ("Fare un samba non è
una barzelletta - chi fa samba così non è poeta - il samba è preghiera
se lo vuoi. - Samba è la tristezza fatta danza - la tristezza che ha
sempre la speranza - di non essere triste, prima o poi".), e la voce
di Ungaretti che legge frammenti o versi proposti a "collages".
In mezzo a tanta musica, e spunti diversi, e Deixa che traspare, e La
Marcia Dei Fiori che rielabora un tema di Bach, ed Endrigo che canta
Perché, Il Poema Degli Occhi, Se Tutti Fossero Uguali A Te, e Vinicius
che legge la terribile poesia sul Giorno della Creazione: il Sabato,
terribile e toccante, con sempre, nella sua amara ironia (quando
scatta) un più forte quoziente - com'è in Vinicius - di pietà, ed un
forte senso di religiosità, seppur dovesse bestemmiare. Senso di
mistero, di magici oscuri motivi che regolano la vita, che bene
Vinicius ha conosciuto approfondendo, insieme a Baden, il "candomblè"
di Bahia, i riti di magia nera, che dall'Africa si sono in quelle rive
trasferiti, per rimanervi senza subire sofisticazioni, arricchiti,
sempre, di sensi nuovi, autonomi, a sé, com'è della tradizione della
musica popolare del Brasile. E tante altre cose ancora...
Un disco, a mio modo di vedere (sarà il pubblico della stessa idea?)
esemplare: un disco nuovo con tante diverse aperture, e tutte
coinvolgenti".
[Leone Piccioni]
note discografiche
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· Copertina apribile: all'interno due pagine verdi con i testi delle
canzoni e delle poesie; sulla seconda di copertina le foto dei
protagonisti; sulla terza le note di Leone Piccioni; sul retro le note
tecniche
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SAMBA DELLE BENEDIZIONI (track n. 1 del disco)
(samba de bençao) - 3' 45''
di De Moraes - Bardotti - Baden Powell
- canta Vinicius De Moraes -
[cantato]
meglio essere allegro che esser triste
allegria è la miglior cosa che esiste
è così come un sole dentro il cuor
ma se vuoi dare a un samba la bellezza
hai bisogno di un poco di tristezza
hai bisogno di un poco di tristezza
se no, non è bello un samba, no
[parlato]
se no, è come amare una donna solo bella
e beh! una donna deve avere qualcosa in più della bellezza
qualche cosa che piange, qualche cosa che ha malinconia
un'aria di amore tribolato
una bellezza che viene dalla tristezza di sapersi donna
fatta soltanto per amare, per soffrire d'amore
e per essere solo perdono
[cantato]
fare un samba non è una barzelletta
chi fa samba così non è poeta
il samba è preghiera, se lo vuoi
samba è la tristezza fatta danza
tristezza che ha sempre la speranza
tristezza che ha sempre la speranza
di non essere triste, prima o poi
[parlato]
prendi tutti quelli che vanno in giro e scherzano con la vita:
attento, amico! la vita è una cosa seria
e non ti sbagliare, eh? ce n'è una sola!
due, che sarebbe meglio, nessuno mi convincerà che ci sono
senza provarmelo con prove definitive, cioè:
certificato rilasciato dal Notaio del Cielo
e sottoscritto: Dio (e con firma autenticata).
[parlato]
La vita, amico, è l'arte dell'incontro
malgrado ci siano tanti disaccordi nella vita
c'è sempre per te una donna in attesa
gli occhi pieni d'amore, le mani piene di perdono:
metti un poco di amore nella tua vita, come nel tuo samba ...
[cantato]
metti un poco d'amore dentro un ritmo
e vedrai che nessuno al mondo
vince
la bellezza che c'è in un samba, no
perchè il samba è venuto da Bahia
e se è bianco di pelle in poesia
e se è bianco di pelle in poesia
è negro nell'anima e nel cuor
è negro nell'anima e nel cuor
è negro nell'anima e nel cuor
Ecco qui ... dopo aver trascritto tutto il testo dell'ultima traccia
dell'album riattacco il discorso per chi possa essere
interessato ... :-)
Il senso effettivo di quel verso ("La vita, amico, è l'arte
dell'incontro"), nell'omonimo album di Vinicius De Moraes, Sergio
Endrigo, Giuseppe Ungaretti e Toquinho risalente al 1969, viene
rivelato definitivamente nella ripresa dell'ultima strofa - arricchita
da una lunga coda finale parlata (posta al termine esatto dell'album)
- di quello stesso "Samba delle benedizioni" che lo apriva.
La voce ironica e dolcemente accentata di Vinicius, che nel parlato
finale ringrazia - in modo ad un tempo buffo e tenero - i suoi più
cari amici di sempre, rivolgendosi spiritosamente e volutamente a
quelli brasiliani in lingua italiana ed a quelli italiani - ossia
Sergio Endrigo e Giuseppe Ungaretti - in lingua portoghese (qui pongo
la relativa traduzione in italiano, contenuta nel libretto del disco,
ma non c'è confronto!), è tutta da ascoltare ... :-)
Ciao a tutti:-)
Alberta
samba delle benedizioni (samba de bençao) - 3' 47''
- di Vinicius De Moraes -
track n. 17 dell'album, eseguita da Vinicius De Moraes
[cantato in italiano]
metti un poco d'amore dentro un ritmo
e vedrai che nessuno al mondo vince
la bellezza che c'è in un samba, no
perchè il samba è venuto da Bahia
e se è bianco di pelle in poesia
e se è bianco di pelle in poesia
è negro nell'anima e nel cuor
[parlato in italiano]
io, per esempio, il Capitano delle Indie
Vinicius de Moraes
poeta diplomatico
il bianco più negro del Brasile
diretto discendente del re Changò
saravà!, cioè: salve!
benedizione, grandi sambisti del mio Brasile
bianco, negro, mulatto
bello e liscio come la pelle della dea Oxum
benedizione, Antonio Carlos Jobim
compagno di canzoni e caro amico
che tanti samba hai viaggiato con me
e ancora tanto viaggerai!
benedizione, Baden Powell
compagno nuovo amico nuovo
che hai fatto questo samba con me
benedizione a te!
benedizione, Chico Buarque de Hollanda
tu che non chiedi, comandi!
tu che hai nel cuore una banda
tu che, appena parti, già sei arrivato
il samba ti guardi, "meu compadre"
[da qui in poi, parlato in portoghese]
e adesso, tornando al portoghese, la mia lingua
voglio salutare i grandi amici del samba in Italia
gli uomini che hanno portato il samba in Italia
gli uomini e le donne che amano il samba in Italia
benedizione, Endrigo, tu che sei e sei stato tanto amico
e canti questo disco con me
benedizione, amico!
benedizione ai bambini che hanno inciso questo disco con me
io li benedico!
benedizione, Ungaretti, quando ti penso
m'illumino d'immenso [in italiano]
tu che sei immenso, che sei denso, che sei intenso
benedizione, Ungaretti, mio paparino e fratello!
benedizione, Ungaretti, che sto partendo
e devo dirti addio
[cantato, in italiano]