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Amo 'La locomotiva' e me ne vergogno

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Enrico

unread,
Feb 8, 1998, 3:00:00 AM2/8/98
to

Ciao amici. Ho sempre avuto un cruccio, riguardo a questa canzone. La
considero una bellissima canzone ma anche una canzone vergognosa.
Seguitemi e poi dite cosa ne pensate.

'La locomotiva' e' una delle (tante) piu' belle canzoni di Guccini. Piu'
che una canzone e' una storia, una storia in musica. Il testo scritto di
getto dal Guccio (in appena venti minuti) e' carico di espressione e di
sentimento. La musica, tranne quella delle prime esecuzioni, e'
adrenalinica. Nel complesso una canzone in grado di affascinare per la
sua poesia e nello stesso tempo di caricare chiunque. Impossibile non
saltare in piedi quando la esegue al termine di un concerto. Lo rifaro'
venerdi' prossimo a Ferrara.

La storia la conosciamo tutti, almeno noi che frequentiamo questo ng. L'
episodio, forse questo non tutti lo sanno, e' avvenuto veramente alla
fine del secolo scorso. Guccini lo ha sentito racontare dall' uomo che
gli ha poi ispirato 'Il pensionato'

Quello di cui mi vergogno e' che e' l' esaltazione di ua azione
terroristica. Il protagonista e' uno che sale su una locomotiva e nel
nome della sua ideologia si schianta contro un treno carico di gente,
provocando centinaia di morti e feriti. In realta' i morti e i feriti
non ci sono stati, ma solo perche' <<la storia ci racconta come fini' la
corsa / la macchina deviata lungo una linea morte / con l' ultimo suo
grido di animale / la macchina erutto' lapil e lava/ esplose contro al
cielo, poi il fumo sparse il velo / lo raccolsero che ancora
respirava>>. Lo stesso tentativo, quello cioe' di fare centinaia di
morti e feriti, e' stato condotto con successo il due agosto del 1980
qui a Bologna. Certi signori, sempre in nome della loro ideologia, hanno
posto uan bomba in una sala di attesa, che e' esplosa facendo 82 morti e
oltre 200 feriti.

Quindi in ambedue i casi e' stata utilizzata una bomba. Nel primo caso
la bomba era fatta di ferro e carbone, ma era pur sempre una bomba:
<<sembrava avesse dentro un potere tremendo / la stessa forza della
dinamite>> e ancora <<dimentico pieta', scordo la sua bonta' / la bomba
sua la macchina a vapore>> e ancora <<di una locomotiva, come una cosa
viva lanciata bomba contro l' ingiustizia>>. Nel secondo caso la bomba
era fatta di tritolo. Ambedue gli attentati sono avvenuti alla stazione
di Bologna. Ambedue sono vvenuti nel nome di ideologie politiche.
Ambedue hanno o avrebbero causato centinaia di vittime.

Avete capito il mio disagio? Non posso conciliare la bellezza di quella
canzone, per la poesia di quella canzone, per le musiche di quella
canzone con la ferma condanna di ogni atto terroristico, che nel nome di
una ideologia produce sempre tanti morti. Un terrorista non merita
rispetto. Un terrorista e' un criminale della specie peggiore.

Voi cosa pensate di queste mie considerazioni? Le condividete? Non le
condividete? Perche'? Vedete anche voi questo contrasto? Parliamone

Ciao
Enrico


--

Nota: non rispondete per e-mail: la posta viene automaticamente filtrata
a scopo antispam. Come siamo ridotti...

Giovanni Fini

unread,
Feb 9, 1998, 3:00:00 AM2/9/98
to

Tanto per uscire dai meandri dell'OT...

Enrico wrote:
>
> Ciao amici. Ho sempre avuto un cruccio, riguardo a questa canzone. La
> considero una bellissima canzone ma anche una canzone vergognosa.
> Seguitemi e poi dite cosa ne pensate.
>

Be', io credo che bisogni tenere conto che tra il fatto narrato nella
canzone e la tragedia della stazione di Bologna sono passati, se non
erro, 73 anni. E sono tanti, sono quasi un secolo in cui letteralmente
e' cambiato il mondo. Nei primi anni del secolo la scelta terrorista di
chi voleva ribellarsi e tentare di migliorare le condizioni di vita del
"volgo" era quasi obbligata per la durezza della repressione del regno
d'Italia. Ma a parte questo, il macchinista ferroviere della ballatona
popolare del Vate non sembra aver agito con premeditazione e per
incarico di una qualche organizzazione, ma semplicemente spinto da una
rabbia tutta sua per chissa' quale ragione, un idealismo romantico
d'altri tempi che oggi, e nemmeno nel 1980, sarebbero piu' ne'
comprensibili ne' tantomeno condivisibili.
Una considerazione: "la locomotiva" e' stata scritta diversi anni prima
della bomba di Bologna. Non vedo cosa ci sia da vergognarsi o da
sentirsi in parte colpevoli, considerato che chi ha ideato ed eseguito
l'attentato ben difficilmente conosce ed apprezza Guccini...

Con questo, devo confessarti che a suo tempo il dubbio l'ho avuto
anch'io, e per molti motivi, non ultimo quello di averla vista molto da
vicino, quella bomba. Pero'... che diamine, una canzone che canta del
risveglio degli umili nell'unico modo che all'epoca era concepibile
(almeno nella mente semplice e nell'anima popolana e popolare del mio
collega con influenze kamikaze), non puo' far danni, e non puo'
imbarazzare piu' di tanto. Quello che mi da' fastidio, semmai, e' vedere
alzarsi la solita selva di pugni chiusi ai versi "trionfi la giustizia
propetaria". Mi da' fastidio non tanto per ragioni politiche (anzi...)
ma solo perche' non mi piace che si usino delle canzoni per
dimostrazioni chiaramente settarie e demagogiche (scusatemi...) per le
quali, sicuramente, la ballata non era stata composta. Politica, nelle
canzoni di Guccini, ce n'e' tanta (o almeno io ce la vedo), ma non
quella fatta per esaltarsi ed alzare il pugno chiuso e la mano tesa.
C'e' quella che serve a riflettere, a pensare, a cercare una spiegazione
razionale, pensata, e non quella prettamente emotiva che questi gesti
simboleggiano. Vabbe', mi direte voi, ma tu cosa fai? Vero, rispondo
io... ma un po' di incoerenza me la concedete? :-)
Concludendo, non vedo analogie e/o collegamenti tra "la locomotiva" e
Bologna 2.8.80; spesso il Nostro dipinge le sue canzoni attorno a fatti
e fatterelli storici, ma non per questo significa che debbano per forza
essere opinioni politiche o da prendere alla lettera. Altrimenti
scopriremo che tutti i ventenni sono stupidi (eskimo), che nessuno
rubera' mai un chicco d'uva (culodritto), che i motel hanno per forza le
tendine di nylon rosa (autogrill), che i caduti in Russia provengono
tutti dalla montagna tra Pistoia e Bologna (il caduto) ecc. ecc.
Come diceva un altro cantautore: sono solo canzonette :-)

> Nota: non rispondete per e-mail: la posta viene automaticamente filtrata
> a scopo antispam. Come siamo ridotti...

E allora, cosa la tieni a fare? All'anima dell'antispam, se non ti
arriva un e-mail con il subject preceduto da un Re:. Cosa ci hai messo,
un filtro di filo spinato?

Cordialita'
Giovanni

Poor "Uziel" Boy

unread,
Feb 9, 1998, 3:00:00 AM2/9/98
to

Pero' e' anche vero che la canzone termina con : ...e che ci giunga un giorno
ancora la notizia, di una locomotiva come una cosa viva, lanciata a "bomba"
contro l'ingiustizia....
Certo, tutto potrebbe essere inteso come una metaforona anche se reale,
insomma "scrivo perche' pensino", ma secondo me il Nostro sapeva benissimo di
usare una forma che "picchiava", che animava... Cioe'....voglio dire...il
nostro ha espresso certe idee in modo molto fine e discreto altre volte... Qui
sembra dare l'idea di volere essere esplicito... Sembra di vederlo scrivere ed
ogni tanto esclamare "cazzo come chiude sta' strofa".....insomma...sembra di
vederlo gasarsi... E sembra compiaciuto ai concerti di vedere tutta quella
gente gasata sotto il palco, forse perche' e' riuscito a fare quello che
voleva fare... Far battere quella musica nelle braccia... C'e' gente che punta
l'indice, gente che alza il pugno, gente che batte le mani... Gente che come
me cambia ad ogni strofa il gesto che di per se e' una cosa che viene da sola,
almeno per quanto mi riguarda (ammetto di essere leggermente influenzato da un
po' d'alchol, luci, viaggio lungo, fumo non propriamente di sigaretta che
alcuni alzano per tutto il concerto -tra l'altro, due note ogni tanto le
offrite anche ai piu' poveri ?(:-), ma che mantiene costante il "cantare a
scuarciagola"... E se vai a chiedere c'e' gente che alza il pugno pensando di
menarlo contro le cose che rendono marcio questo mondo, anche contro i
comunisti che hanno contribuito a renderlo marcio...Poi bhe' c'e' quello che
viene con la maglietta di Che Guevara e figurati se non s'infervora quando
sente "proletario, proletariato, prole, ecc (: .... Insomma...non e' detto che
si faccia consapevolmente (punto 1). Non e' detto che lo si faccia per il
partito (punto 2). Non e' detto che lo si faccia (punto 3). Ma una cosa e'
certa...il popolo del Nostro e' comunque semplice e spontaneo, non disdegna
pensare, e' vario...variopinto... e si gasa... Semplicemente il corpo se ne va
con Guccini contro l'ingiustizia, e ognuno ci va con le proprie convinzioni,
con il proprio "modo di fare" ama sempre e solo contro l'ingiustizia....

Al fine...ma come cacchio si fa a non gasarsi quando ti senti il Guccio che si
spara la locomotiva ? ((((:
Con sincero affetto nei confronti di tutti i fan del Guccio e di un mondo
"locomotiva" scagliato contro l'ingiustizia....aihme' ancora vostro
Bazzoli Francesco

Riccardo Venturi

unread,
Feb 10, 1998, 3:00:00 AM2/10/98
to

On Sun, 8 Feb 1998 22:16:26 +0000, clif...@usa.net (Enrico) wrote:

>Ciao amici. Ho sempre avuto un cruccio, riguardo a questa canzone. La
>considero una bellissima canzone ma anche una canzone vergognosa.
>Seguitemi e poi dite cosa ne pensate.
>

>Nota: non rispondete per e-mail: la posta viene automaticamente filtrata
>a scopo antispam. Come siamo ridotti...


>Riccardo Venturi <traduz...@iol.it>

>Quello di cui mi vergogno e' che e' l' esaltazione di ua azione
>terroristica. Il protagonista e' uno che sale su una locomotiva e nel
>nome della sua ideologia si schianta contro un treno carico di gente,
>provocando centinaia di morti e feriti. In realta' i morti e i feriti
>non ci sono stati, ma solo perche' <<la storia ci racconta come fini' la
>corsa / la macchina deviata lungo una linea morte / con l' ultimo suo
>grido di animale / la macchina erutto' lapil e lava/ esplose contro al
>cielo, poi il fumo sparse il velo / lo raccolsero che ancora
>respirava>>. Lo stesso tentativo, quello cioe' di fare centinaia di
>morti e feriti, e' stato condotto con successo il due agosto del 1980
>qui a Bologna. Certi signori, sempre in nome della loro ideologia, hanno
>posto uan bomba in una sala di attesa, che e' esplosa facendo 82 morti e
>oltre 200 feriti.

Carissimo amico,
"La Locomotiva" non esalta affatto un'azione terroristica. Nello stile
delle vecchie ballate anarchiche, č una canzone che parla solo di un
gesto disperato (terribile quanto si vuole, ma disperato) di un
pover'uomo che si spaccava la schiena per due soldi. Prese una
locomotiva e si lanciņ contro a un treno di lusso. Senza premeditare
niente e senza agire vigliaccamente nell'ombra. Non avrebbe risolto
niente. Avrebbe causato, certo, centinaia di morti e feriti innocenti;
ma visto che citi copiosamente dal testo, ti ricordo che <<Non so che
cosa accadde, perchč prese la decisione / Forse una rabbia antica,
generazioni senza nome / Che urlarono vendetta, gli accecarono il
cuore / Dimentico pietą, scordņ la sua bontą / La bomba sua la
macchina a vapore >>.
L'eterno, terribile ed inutile gesto di rabbia di chi vedeva <<gente
riverita / Pensava a quei velluti e agli ori // PENSAVA AL MAGRO
GIORNO DELLA SUA GENTE ATTORNO>>. Scusami la brutalitą, ma qui
l'ideologia non c'entra proprio un cazzo. Il ferroviere della
"Locomotiva" sarą stato sicuramente anarchico (la "fiaccola
dell'anarchia"), ma non credo abbia preparato il suo gesto durante
riunioni notturne in buie cantine.
Ma non un "atto terroristico".
Il terrorista premedita nell'ombra il suo atto. E' sostenuto quasi
sempre da poteri occulti. Va alla stazione di Bologna vestito come un
normale cittadino, deposita nella sala d'aspetto di II classe una
borsa piena di tritolo e se ne va. Ore 10,25 del 2 agosto 1980. La
bomba esplode e muore gente punto riverita, ragazzi e ragazze, un
taxista (non di Jordan Valley), dei bambini, degli anziani. Ed in nome
di quale "ideologia", in fondo? Da quello che si č finora accertato,
gli autori materiali della strage di Bologna si rifacevano certamente
ad una precisa "ideologia", ma i mandanti? I mandanti sono quella
"gente riverita" che, per mantenere intatto il proprio potere e la
propria sopraffazione, non ha esitato a servirsi anche delle STRAGI DI
STATO, amico.

> Ambedue sono avvenuti nel nome di ideologie politiche.
Nessuno dei due. Il primo, ripeto, č stato un gesto disperato di un
poverocristo che poteva anche non aver mai sentito parlare di
anarchia. Il secondo č stato portato a termine da degli esaltati di
una certa ideologia, ma ben foraggiato da chi aveva ed ha in mente una
ed una sola cosa: il POTERE. A meno che tu non consideri il POTERE una
IDEOLOGIA.

>
>Avete capito il mio disagio? Non posso conciliare la bellezza di quella
>canzone, per la poesia di quella canzone, per le musiche di quella
>canzone con la ferma condanna di ogni atto terroristico, che nel nome di
>una ideologia produce sempre tanti morti. Un terrorista non merita
>rispetto. Un terrorista e' un criminale della specie peggiore.

D'accordissimo. Il terrorismo č vigliaccheria. E' vigliaccheria
condita di morte. Perņ non insistere troppo sulle ideologie. L'unica
ideologia del terrorista č il terrore, la politica č solo una
copertura, una facciata. Ti ricordo che esistono anche dei terroristi
mercenari la cui ideologia č il DENARO (mai sentito parlare di un
certo Carlos?).
E quando il terrorista č lo Stato? Le condanne a morte di massa, i
genocidi, non sono un atto terroristico? In nome di quale ideologia i
Turchi hanno sterminato gli Armeni e stanno sterminando i Curdi? In
nome di quale ideologia i democraticissimi israeliani hanno sterminato
i Palestinesi di Sabra e Chatila? In nome di quale ideologia sono
stati sterminati gli Indiani d'America?
Certo, purtroppo non mancano esempi di terrorismo ideologico di Stato:
Hitler, Stalin, Pol Pot ad esempio.
Perņ ti ricordo che anche i Partigiani italiani venivano definiti
"terroristi" dai repubblichini e dai nazisti.
Non capisco quindi perchč il povero ferroviere della "Locomotiva" non
debba meritare il tuo rispetto. Non era un "terrorista accecato
dall'ideologia", nč un "criminale", ma solo un disperato. E se non
avrą il tuo rispetto, avrą il mio e quello di tanti altri. Rispetto
che non riserveremo a qualche passeggero di "treni di lusso con
lontana destinazione", che magari č uno dei mandanti di qualche
strage.
Continueremo dunque a sgolarci con la "Locomotiva" senza alcuna
remora, bevendoci su un gotto di vino e fermando per un attimo disagi
e lucidi ragionamenti. A volte se ne ha bisogno, te lo garantisco. Ti
invito a farlo anche tu. Prendi il fiasco (o la Cocacola se
preferisci, o niente), canta a squarciagola e fatti meno seghe
mentali.

>Voi cosa pensate di queste mie considerazioni? Le condividete? Non le
>condividete? Perche'? Vedete anche voi questo contrasto? Parliamone

L'ultima frase del paragrafo precedente la devi intendere pronunciata
con un sorriso ed una pacca sulla spalla. Se vuoi, ti sorrido
nuovamente, ti tiro un'altra pacca (sulla testa, stavolta, e guarda
che ho due mani che sembrano due mestoli) e ci cantiamo la
"Locomotiva" insieme e senza pensare a niente, tu ferreo democratico
ed io sporco comunista.
Dai: NON SO CHE VISO AVESSEEEEEEEEEEEEEE.........
Ciao.
Riccardo.

>Riccardo Venturi <traduz...@iol.it>
>Er muoz gelīchesame die leiter abewerfen
>So er an īr ūfgestigen ist (Vogelweide).

Enrico

unread,
Feb 12, 1998, 3:00:00 AM2/12/98
to

Ciao anche a te amico

Dici cose giuste. Metti in luce l' aspetto romantico della canzone, anzi
della ballata. Condivido in pieno quando dici che si tratta di un gesto
disperato di un poveraccio. La rabbiosa follia dell' anarchico non e' la
lucida follia dell' attentatore fascista. Allora diciamo che non si
tratta di una canzone che esalta il terrorismo. Sarebbe anche un eccesso
al quale Guccini non mi ha abituato. Del resto se avessi percepito
troppo chiaramente questo aspetto avrei gia' smesso di cantarla e non
avrei esternato qui le mie perplessita' (perplessita', non certezze).

Ma parte, seppure ridotta del mio disagio ancora resta. Perche' alla fin
fine, se la locomotiva si fosse schiantata contro il treno, Dio che
carneficina. Identica, dico identica a quella del 2 agosto, signori e
poveracci accomunati da una medesima fine. Non so se sono riuscito a
farmi capire. Probabilmente la parola terrorismo non e' stata la piu'
azzeccata. Voglio dire che mi sento a disagio nel cantare una azione che
se fosse andata a termine avrebbe avuto un risultato analogo a quello
della scellerata azione di tanti anni dopo. Ecco, forse questo, il
risultato e' il solo punto che accomuna i due fatti: non lo scopo, non
le idee e neppure le modalita' o la preparazione dell' azione ma il
risultato immediato. Quello della bomba al tritolo identico a quello
della bomba a vapore. Per il resto, due cose ben diverse.

Allora cantero' di nuovo la canzone con entusiasmo venerdi. Pensando,
come ho sempre pensato, che si tratta di un inno contro tutte le
ingiustizie. Anche se qualche riserva rimane.

Mah, spero di essere stato in grado di esternare questi miei pensieri
che non sono masturbazioni mentali. Guccini, se non lo meditiamo, che
Guccini e' ?

Ciao
Enrico

Francesco Papagni

unread,
Feb 16, 1998, 3:00:00 AM2/16/98
to

>Quello di cui mi vergogno e' che e' l' esaltazione di una azione
>terroristica.

Ho letto tutto il Vostro disquisire riguardo "La locomotiva" non senza
interesse e condividendo le riflessioni, siano esse positive o negative a
cui siete giunti.
Volevo solo intervenire con una "critica" riguardo al termine che Paolo
utilizza per descrivere il fatto.
Penso che sia sbagliato descrivere l'ormai "mitica" azione come
"terroristica". Da quanto ne so un'azione terroristica è studiata a
tavolino, preparata, finanaziata o comunque effettuata non senza dei
preparativi.
L'azione che il "macchinista ferroviere" compie è impulsiva, non viene
intrapresa (questo è almeno ciò che dice Guccini) con dei preparativi. Ma
sto ripetendo idee che sono già state trattate pienamente.
Comunque, stando a quanto dici, se il "macchinista ferroviere" ha compiuto
un atto terroristico è da considerarsi terrorista e quindi risponde ai
tristi requisiti di tale "professione" :
TERRORISTA: Chi appartiene a gruppi ed organizzazioni che fanno uso della
violenza contro persone o cose con l'intento di operare radicali
trasformazioni politiche e sociali o di rivendicare l'indipendenza di uno
stato o una regione. (ZINGARELLI DOCET).

Non mi sembra che la persona in questione rientri in questa categoria e, dai
msg letti, mi pare che non sia l'unico a pensarla così.

In amicizia
Francesco Papagni '82
un "libero pensatore" (forse...)
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"Posso tollerare la forza bruta,
ma la ragione bruta è veramente insopportabile.
C'è qualcosa di ingiusto nel suo uso:
è come colpire l'intelletto all'inguine" (O. Wilde)
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E-mail: frap...@tin.it

conpaolo

unread,
Feb 20, 1998, 3:00:00 AM2/20/98
to


Francesco Papagni ha scritto nel messaggio <6cchdh$n...@everest.vol.it>...


>TERRORISTA: Chi appartiene a gruppi ed organizzazioni che fanno uso della
>violenza contro persone o cose con l'intento di operare radicali
>trasformazioni politiche e sociali o di rivendicare l'indipendenza di uno
>stato o una regione. (ZINGARELLI DOCET).

Zingarelli? Non credo. Non so che edizione del vocabolario hai tu, ma, se
leggi l'introduzione della 1995, c'è scritto che Zingarelli è morto nel
1935. Il merito, sempre secondo l'introduzione andrebbe a Miro Dogliotti e
Luigi Rosiello, curatori della decima e dell'undicesima edizione.
--
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Conp...@tin.it


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