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ANARCHIA, GABER, NONNA DELLA LOCOMOTIVA

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Marta, Vale, Ila e Tom

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Oct 5, 1998, 3:00:00 AM10/5/98
to
Cari miei.
Oggi sono tornato a lavoro dopo dieci giorni dedicati alla mia famiglia
sempre più grande. Non vi nascondo la noia che ho provato nel ri-immergermi
in un lavoro che, per lo meno, mi piace moltissimo.
Torno a casa, accendo il PC tanto per vedere se qulcuno ha scritto cose
interessanti e mi trovo davanti una cascata di emozioni portate da
diciassettenni, ventenni che seguono Guccini da sempre, anarchici di vario
genere. Bellissimo !!!

Ad ogni messaggio che leggevo mi dicevo <adesso leggo gli altri e poi
rispondo a questo>
Purtroppo sono un po' lento e, se sto' al computere piu' di dieci minuti
mia moglie mi lincia (visto che ci lavoro gia' minimo otto ore al giorno).
Quindi volevo solo buttareb la' qualche osseravazione su quello che ho
letto.

ANARCHIA
Non mi ricordo se a Perugia nel 95 (11 febbraio) o a Livorno nel 94 (7
maggio) Guccini, subito prima di iniziare La Locomotiva disse queste parole

<Questa e' l'ultima canzone, grazie a tutti, VIVA L'ANARCHIA !>
Mentre le pronunciava ha sfoderato uno di quei suoi sorrisoni che riempiono
chi lo guarda. Io pesno che Guccini, romanticamente, sia un anarchico puro
(non interventista per capirci). Politicamente e' certo molto moderato (si
nota da molte interviste che ha rilasciato) ma al cuor non si comanda e il
suo cuore e' certamente anarchico. Questo almeno e' quello che penso io.

LA NONNA DELLA LOCOMOTIVA
Semplicemente bellissima. Non la conoscevo. Aspetto la musica.

GABER
Caro Riccardo, la liberta e il suo albero mi fecero prendere un cinque ad
un Tema al liceo perche' la mia professoressa (di sinistra) considero'
fuori tema la citazione (il titolo non me lo ricordo ma giuro che la
liberta c'entrava eccome!!). Avevo riposto in un angolo della mia memoria
quella canzone. Grazie per avermela ricordata. Caro Carlo non riesco ad
evitare un magone infinito ogni volta che ascolto quella 'canzone'. Gaber
e' un'altro di quegli artisti che non invecchieranno mai.

FINE
Insomma, grazie a tutti e a risentirci presto.

Ciao
Tom

FilippoThiery

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Oct 5, 1998, 3:00:00 AM10/5/98
to
> LA NONNA DELLA LOCOMOTIVA
> Semplicemente bellissima. Non la conoscevo. Aspetto la musica.

La nonna della Locomotiva (grazie Niccolò, per la bella definizione e
per aver tirato fuori questa canzone anarchica) si chiama "INNO DELLA
RIVOLTA". La musica è di autore anonimo, le parole sono di Luigi Molinari,
un intellettuale anarchico (faceva l'avvocato, mi pare), attivo nella
propaganda rivoluzionaria tra il 1890 e il 1894 (gli stessi anni di Sante
Caserio, quello della canzone postata da Riccardo). Venne arrestato
a Mantova nel gennaio 1894 e condannato a 23 anni di reclusione
dal tribunale di Massa e Carrara come responsabile dei moti avvenuti in
Lunigiana.
Tra i capi d'accusa c'erano alcune sue poesie stampate sull'Almanacco
dell'operaio di quell'anno, tra cui quella intitolata "Rivolta". Come
avvenne
a molte poesie riportate sulla stampa operaia di quegli anni, anche
questa divenne una canzone, e come spesso accade nella tradizione
orale, ce ne sono giunte diverse versioni, più o meno simili.
Quella che io ho incisa (cantata in coro da un gruppo di anarchici di
Ancona il 17/1/1968) recita:
----------
Nel fosco fin del secolo morente
sull'orizzonte cupo e desolato
già spunta l'alba minacciosamente
del dì fatato !

Urla l'odio la fame ed il dolore
da mille e mille facce scheletrite
ed urla col suo schianto redentore
la dinamite !

Siam pronti e sul selciato d'ogni via
spettri macabri del momento estremo
sul labbro il nome santo d'anarchia
insorgeremo !

Per le vittime tutte invendicate
là nel fragor dell'epico rimbombo
compenseremo sulle barricate
piombo col piombo !

E noi cadremo in un fulgor di gloria
schiudendo all'avvenir dov'è la via
dal sangue spunterà la nuova storia
dell'anarchia !
------
Luigi Molinari venne scarcerato l'anno successivo per riduzione
della pena e sopravvenuta amnistia.

Salute a tutti i nuovi del ng !

FIL

FilippoThiery

unread,
Oct 5, 1998, 3:00:00 AM10/5/98
to
Marta, Vale, Ila e Tom <ilar...@tin.it> scritto nell'articolo
> ANARCHIA
> Non mi ricordo se a Perugia nel 95 (11 febbraio) o a Livorno nel 94 (7
> maggio) Guccini, subito prima di iniziare La Locomotiva disse queste
parole
> <Questa e' l'ultima canzone, grazie a tutti, VIVA L'ANARCHIA !>

Toooooooooooooom !!!!!
Ma te sei rincoglionito ???? Mi sa che la piccola Valentina tra una
poppata e l'altra ti fa dormire poco ! :-)))))

Era a BOLOGNA, dio bono, il 10 APRILE 1994, due settimane esatte dopo
quel 27 marzo... e proprio in questi giorni di crisi di governo
ricordiamocelo,
quel 27 marzo 1994... Berlusconi presidente del consiglio. I fascisti al
governo. La sinistra allo sbando piů totale. Pareva veramente l'inizio di
un incubo senza fine.
E il Guccio iniziň il concerto dicendo: "sentite ragazzi,
io sono stato fuori e sono appena tornato... qualcuno mi ha detto che ci
sono state... sě insomma, delle... elezioni ??? Ah, e cosě, per sapere...
chi ha vintoooo ?"
A queste parole, il Palasport di Casalecchio (Guccini a
Bologna, ragazzi, č qualcosa da vedere, prima o poi) sembrava la curva di
uno stadio in una finale di coppa del mondo. Come quando sei sotto di
un goal e vuoi far sentire che non ci stai, a perdere. Perché in quei
giorni ci si sentiva tutti sconfitti. Poi il concerto, e tra una
canzone e l'altra l'argomento di cui il Guccio parlava era uno solo...
memorabile una scenetta in cui Berlusconi appariva a se stesso ("perché
a qualcuno appare la madonna... ma Berlusconi no, lui si appare da
solo...")

E alla fine, stremato, in piedi, la chitarra in mano, il pubblico in
delirio:

"Vi saluto come al solito ragazzi.
Con la solita canzone.
Grazie di essere stati qui.
E per un' Italia migliore...
VIVA L'ANARCHIA".

Mentre diceva le ultime due parole ha sorriso, questo Tom se lo
ricordava bene... si era lě sotto al palco... e come te la dimentichi
una espressione cosě ?
Tenera, fiduciosa e felice di esser lě, al tempo stesso. Uno di quei
sorrisi
che fai a una persona quando le dici "ti voglio bene". O quando
devi far coraggio a qualcuno che ami: "forza che siamo tutti qui, ce la
faremo insieme". Non ve lo so raccontare diversamente.
Le prime due o tre strofe della Locomotiva non le cantai. Ancora
rapito e stordito, da quelle parole che non mi aspettavo e da quello
sguardo.
Se dovessi salvare nella mia memoria solo una immagine di FG, sceglierei
quel momento lě. Grazie, amico mio, per avermelo ricordato.

FIL

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