Come (mi sembra) è già stato a suo tempo accennato anche da qualcuno
IFG, "La Collina" fu ispirata a Francesco Guccini da una poesia del
massimo poeta visionario di questo secolo, il gallese Dylan Thomas
(tradotto in italiano da Ariodante Marianni; ma la sua "The force that
through the calamus drives the flower" è inserita nel "Quaderno di
traduzioni" di Eugenio Montale). Mi sono sempre chiesto quale fosse
questa poesia thomasiana e, tutto sommato, credo di averla individuata
perlomeno parzialmente in "Fern Hill" ("Colle delle Felci"). Ecco il
testo della poesia nella traduzione italiana; ditemi, se vi interessa,
che cosa ne pensate (specialmente se qualcuno avesse notizie più
precise al riguardo).
[AVVERTENZA a chi leggesse per la prima volta un testo di Dylan
Thomas. Non chiedetevi alcun "perchè", alcun "che vuol dire". Leggete
e basta, possibilmente nel più assoluto silenzio.]
> Riccardo Venturi <05868...@iol.it>
> Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
> So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)
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COLLE DELLE FELCI [ Fern Hill ]
Quando ero giovane e ingenuo sotto i rami del melo
Presso la casa piena di canti e felice perchè l'erba era verde,
La notte alta sulla valletta stellata,
Il tempo mi lasciava esultare e arrampicarmi
Dorato nei bei giorni dei suoi occhi,
E fra i carri ero il principe onorato delle città di mele,
E una volta oltre il tempo sovranamente feci trascinare
Alberi e foglie e orzo e margherite
Lungo i fiumi di luce dei frutti abbattuti dal vento.
E poichè ero verde e spensierato, famoso pei granai
Intorno all'aia felice e cantavo perchè il podere era casa,
Al sole che soltanto allora è giovane,
Il tempo mi lasciava giocare tutto d'oro
Nella misericordia dei suoi mezzi, e verde e d'oro
Ero mandriano e cacciatore, i vitelli cantavano al mio corno,
Sulle colline le volpi latravano, limpide e fredde,
E la domenica lenta risuonava
Nei ciottoli dei sacri ruscelli.
Per tutto il sole era un correre, era bello, i campi
Di fieno alti come la casa, le melodie dei camini, era aria
E gioco, allegro e fatto d'acqua,
E il fuoco verde come erba.
E, a notte, sotto le semplici stelle, come io
Incontro al sonno cavalcavo, i gufi si portavano via la fattoria,
E per tutta la luna, beato fra le stalle, udivo il volo
Dei caprimulgi e dei mucchi di fieno
E i cavalli nel buio come lampi.
E poi sveglio e la fattoria tornava, come un vagabondo
Bianco di rugiada, col gallo sulla spalla; ogni cosa
Splendeva, era Adamo e vergine,
Il cielo s'addensava nuovamente
E il sole tondo nasceva proprio in quel giorno.
Così dev'essere stato, appena creata la luce, nel primo
Spazio rotante, i cavalli incantati uscendo caldi
Fuori dalla nitrente verde stalla
Verso i campi di lode.
E fra le volpi e i fagiani onorato presso la casa ridente,
Sotto nuvole appena create e felice quanto il cuore durava,
Al sole che più volte era già nato,
Percorsi le mie strade sventate, i desideri
Correvano tra il fieno alto, una casa,
Né mi curavo, nei miei azzurri traffici, che il tempo non concede,
In tutti i suoi giri melodiosi, altro che pochi canti mattutini,
Prima che i fanciulli verdi e d'oro
Lo seguano fuori della grazia.
Non mi curavo, ai giorni bianco-agnello, che il tempo m'avrebbe
[ portato
Nel solaio affollato di rondini con l'ombra della mia mano,
Nella luna che sempre sta sorgendo,
Né che nel sonno cavalcando l'avrei udito volare
Insieme agli alti campi e mi sarei svegliato
Nel podere fuggito per sempre dalla terra senza bambini.
Oh, quando ero giovane e ingenuo nella misericordia dei suoi mezzi,
Verde e morente mi trattenne il tempo,
Benchè cantassi nelle mie catene come il mare.
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Dylan Thomas (pseudonimo di Dylan Marlais)
Swansea (Galles), 27 ottobre 1914
New York, 9 novembre 1953
[Alcolizzato. Morto di delirium tremens.]
[Residente per qualche tempo a Scandicci, Firenze, e all'Isola
d'Elba].
Le mie conoscenze letterarie sono limitate e quindi la mia replica è
estremamente sommessa....
Però mi pare di trovare ne "La collina" anche un preciso riferimento al
Romanzo "The catcher in the Rye" di J.D. Salinger scritto nel '51,
altrimenti noto in Italia come "Il giovane Holden". La traduzione letteraria
del titolo sarebbe "L'acchiappatore nella segale" ma vi lascio alla
prefazione presente nel libro edito da Einaudi e che (piccola nota
personale) acquistai nel lontano Luglio 1982!!
" Il titolo di questo romanzo, The catcher in the rye, è intraducibile.
Al suo significato si fa riferimento di sfuggita in due punti del libro
(cap. XVI e XVII). La famosa canzone scozzese di R. Burns cui si allude a
una strofa che dice:
Gin a body meet a body
Coming through the rye;
Gin a body kiss a body,
Need a body cry?
Cioè, traducendo dal vernacolo scozzese: "Se una persona incontra una
persona che viene attraverso la segale; se una persona bacia una persona,
deve una persona piangere?"
Il protagonista del romanzo, il giovane Holden Caulfield, sente cantare
questa vecchia canzone da un bambino per la strada; crede di ricordarsi quel
primo verso ma se lo ricorda storpiato: "If a body catch a body coming
through the rye" ("Se una persona afferra una persona che viene attraverso
la segale"). L'immagine che questo verso storpiato gli chiama alla mente è
quella di una frotta di bambini che giocano in un campo di segale, sull'orlo
del dirupo; quando un bambino sta per cascare nel dirupo c'è qualcuno che lo
acchiappa al volo: the catcher in the rye, che potremmo tradurre:
l'acchiappatore nella segale, il coglitore nella segale, il pescatore nella
segale.
Ma un titolo come The catcher in the rye non evoca solo idilliche
immagini agresti all'orecchio dei lettori americani, per i quali sia la
parola catcher che la parola rye sono molto familiari con un significato del
tutto moderno. Catcher è chiamato uno dei giocatori della squadra di
baseball, il "prenditore" (...)Col nome di Rye si designa comunemente il
"whisky-rye", il popolare tipo di whisky ottenuto dalla fermentazione della
segale (...)"
Ringrazio chi è arrivato sin qua nella lettura, forse un po' pesante.
Spero di aver dato un contributo nella "esegesi" Gucciniana!!
Ciao a tutti!
Alessandro "Lindbergh"
lind...@tiscalinet.it
ICQ: # 3143778
>In "un altro giorno è andato" (il libro), il Guc dice che "La Collina" ha
>risentito del "Giovane Holden" di Salinger.
>Ciao
>RR
>
>
In effetti Salinger è rammentato anche sulla copertina dell'LP.