Ho qui un bel libro, molto divulgativo, di neuroscienza cognitiva
(Churchland, Il motore della ragione la sede dell'anima, Il Saggiatore
1998, 47klire). A un certo punto introduce, come esempio di
riconoscimento di pattern visivi (almeno, a Psicologia li chiamiamo
cosi'...), una retina (sdrucciolo) semplificata 3x3 con un neurone che
riconosce le T; ognuno dei nove elementi trasmette un bit di
informazione al neurone, che confronta il vettore a 9 bit con quello
di una T - lo riporto per chiarezza, anche se e' banale e sul libro
non c'e':
TTT
OTO ==> (1,1,1,0,1,0,0,1,0)
OTO
e da' un output della somiglianza.
Dopo l'esempio della T, Churchland ci dice che
"...[possiamo trasformare la cellula] in un rivelatore di una
qualsiasi delle 29 configurazioni che possono essere ottenute dalla
nostra griglia con 3 elementi"
Mi sfugge quel 29. Io direi che le combinazioni possibili sulla
griglia, sono 2^9=512, essendo tante quante, come le chiamavamo in
Algebra1 (si', prima avevo sbagliato facolta', o forse l'ho sbagliata
adesso, mah), "Parti di nove", tutti i sottinsiemi possibili di un
insieme di 9 elementi: in questo senso, avremmo 256 combinazioni e
altre 256 complementari, negative delle precedenti. Quindi, penserei
che il 29 sia un errore di stampa, il 9 debba essere un esponente.
Oppure no, e c'e' qualche ipotesi che si puo' porre, ad esempio sul
numero dei pixel attivi, e che si e' dimenticato di esplicitare, che
riduce le combinazioni proprio a 29?
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ciao,
Elrond