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Pendolo Digitale (era R: [ot] it.scienza.ricreazione)

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ste

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Jun 2, 2000, 3:00:00 AM6/2/00
to

Roberto Corda <robert...@inferentia.it> wrote in message
newscache$8lldvf$3oj$1...@traminer.inferentia.it...
>
> it.fan.dewdney e morto, viva it.fan.dewdney
>

....mah.
E' un po' che guardo dalla finestra (anche se ammetto che il problema del
programma che gioca a MasterMind mi ha dato da fare) attirato proprio dal
nome di dewdney. E devo dire che quello che ho letto mi stimola una
riflessione che vi propongo.
Premetto che di mestiere faccio il programmatore in quella terra di confine
che sta tra la comprensione del linguaggio e la intelligenza artificiale.
Premetto anche che faccio questo mestiere dopo una strada un po' contorta
che passa per una laurea in matematica ed una passionaccia per i video game.
Negli ultimi mail (che sono i soli che ho letto) non ho trovato molto
dewdney in questo gruppo. Ho trovato cose più o meno interessanti, alla fine
un traffico, per i miei ritmi, più che accettabile, ma non ho trovato il
dewdney che mi ha fatto innamorare del computer.
Cerco di spiegarmi meglio:
sicuramente ci sono in giro tantissimi enigmi matematici
sicuramente in giro ci sono tonnellate di libri di logica "da tempo libero"
sicuramente esistono tonnellate di testi sulla programmazione per ogni
livello di difficolta
sicuramente esistono gruppi specifici (e molto molto mirati) su tanti
argomenti (penso, con tutto il rispetto, alla "cucina scientifica")
sicuramente esistono circoli di iniziati super specializzati in stimolanti
"framework logico-ludici" (penso, se li conoscete, ai CRobots).

Ri-Creazioni al calcolatore era una cosa diversa.

Aveva tanti pregi:
metteva sempre la voglia di prendere un compilatore in mano e di scrivere un
programma
riusciva a giungere a logiche e conclusioni che trascendevano il problema e
spesso mettevano in una nuova luce problemi noti (pensate alle equazioni di
Lotke - Volterra sulle dinamiche di popolazioni studiate attraverso
l'acqaurio digitale)
di colpo ti introduceva un problema nuovo ed in due pagine riusciva a darti
da fare per almeno un mese.

non vorrei sembrare eccessivamente lirico (anche se forse siamo ad un
funerale e allora può scappare ...) ma ho sempre pensato che dewdney
utilizzasse il calcolatore come un caleodoscopio. Uno strumento tutto
sommato semplice (se non altro spiegabile, facilmente comprensibile) che può
produrre però cose impensate. Il bello era il partire da poco (due righe di
pseudo codice, un mondo stilizzato) e portare con un programma od un
ragionamento il tutto alle estreme conseguenze. Spesso inaspettate.

Quindi tutto sommato non so, se chiedere o meno la grazia per il gruppo.
Boh.
Sicuramente non ho fatto molto per far crescere il tutto verso quanto vi ho
detto. E per rimediare voglio postarvi la cosa più stile dewdney cui mi è
acpitato di pensare ultimamente.

Il pendolo digitale.
Il tutto nasce da un gioco (che non ha mai funzionato) che ho costruito da
piccolo con l'aiuto di mio zio Gigi "aspirante falegname".
Supponete di avere un cuscinetto a sfera infilato in un chiodo e appeso al
muro.
Supponete di attaccare una pesante ascia di legno a forma di L in modo che
oscilli attorno al cuscinetto (parallelamente al muro) appessa per la parte
alta.
Supponete di infilare un pennarello colorato con la punta rivolta verso il
muro nella parte bassa dell'ascia.
Per capirci: avete costruito un meccanismo tale che, se il pennarello tocca
il muro disegna dei pezzi di circonferenza di cui il cuscinetto è il centro
e la ipotenusa che si ottiene trasformando in triangolo la L con un segmento
è il raggio.

Benissimo. Costruiamo un secondo pendolo molto più semplice:
solito cuscinetto al muro, solito movimento parallelo alla parete solo che
stavolta l'ascia di legno ha la forma di I
E, nella parte bassa ha attaccato un quadrato di legno di una ventina di
centimetri di lato.

Il gioco consiste nell'avvicinare i due pendoli in modo che dandogli leggere
oscillazioni il pennarello tracci dei disegni sul quadrato dell'altro
pendolo.
Tenete conto dell'inevitabile attrito (se non altro per il pennarello), ma
immaginate di avere fatto due meccanismi molto ben oliati (in realtà è quasi
impossibile, ed è per questo che il mio gioco non ha mai funzionato) in modo
che con piccole oscillazioni si muovano per un bel po' prima di fermarsi.
Che disegni saltano fuori ? Il libro da cui avevo preso il tutto mostrava
strane spirali intrecciate che si richiudevano su se stesse. Strani oggetti
che ricordavano (per chi ci è passato) i disegni del mitico Spirograph, ma
meno meccanici ... più vivi e imprevedibili ...

Spero di avere dato l'idea del tutto.
Adesso si aprono varie strade: io partirei dalla classica implementazione.
In fondo non è difficile, si tratta di stabilire un tempo di clock e
simulare il moto su una semicirconferenza visto dal punto di vista di un
altro moto analogo. Non vorrei sembrare un matematico perverso, ma non
dovrebbe essere difficile. Se volete ve lo spiego, ci sono due regolette in
croce da cui partire come l'eq. di una circonferenza in un piano cartesiano
e poco altro. Però questo è solo il punto di partenza. Poi c'è l'attrito. Ma
alla fine, da un certo punto di vista anche lui è semplice. Se tratta di
fissare una regola che, al passare del tempo risduce l'ampiezza della
oscillazione (se volete, se "a" è la misura dell'angolo coperto dalla
oscillaziono e "t" il tempo la funzione è una qualunque funzione
decrescente. Per essere espliciti a(t+1) = 0.98 * a(t) ).
Le ipotesi sono poche e, spero, chiare. Il meccansimo che ci sta sotto però
io non l'ho ancora compreso.
E poi, cosa che non guasta, pensate che bei disegni saltano fuori. Belli
esteticamente. Volendo un nuovo salvaschermo che migliora quello delle
mitiche linee di Windows 3.11.

E questa è solo una strada. Astraendo dal modello fisico (tanto siamo nel
digitale) si può pensare di ampliare il gioco a movimenti strani, diversi.
Forse anche geometricamente impossibili, ma "digitalemente simulabili" (dal
più stupido che mi viene in mente: "il foglio del disegno che appare e
scompare con un ritmo ben definito" a quello che volete voi). Ed il
pennarello ? Nulla ci vieta, con la stessa logica, di variare i colori
mentre disegna. O il numero di punte scriventi ...

e poi basta come definizione del problema perchè uno dei grandi pregi di
dewdney, a parer mio. è il senso della misura.

Roscio

unread,
Jun 6, 2000, 3:00:00 AM6/6/00
to

ste <stes...@libero.it> wrote in message
ryfZ4.47167$VM3.4...@news.infostrada.it...
>
> Il pendolo digitale.


In gioventů ne ho fatto a centinaia di programmini del genere...
(parlo di una ventina di anni fa !!!...)
Se solo sapessi dove sono andati a finire !...

Appena ho qualche minuto, vedo di implementarli i due pendoli,
ma non capisco perché il primo deve essere ad "L"...

Cosa cambia, se i due rami sono solidali ?...
Non č lo stesso che usare un pendolo ad "I" con lunghezza pari
alla diagonale ?

(interessante sarebbe se l'angolo della "L" potesse variare, invece... ;-)))

Farotti sapere, comunque !...

--
Er Roscio.

ste

unread,
Jun 6, 2000, 3:00:00 AM6/6/00
to

> Appena ho qualche minuto, vedo di implementarli i due pendoli,
> ma non capisco perché il primo deve essere ad "L"...

hai ragione, non cambia molto. Io l'avevo costruito così non so più perchè.

>
> (interessante sarebbe se l'angolo della "L" potesse variare, invece...
;-)))

effettivamente è un altro grado di libertà !!

>
> Farotti sapere, comunque !...

aspetto con ansia anche delle immagini
(o il codice, meglio ancora)

stefano

Roscio

unread,
Jun 7, 2000, 3:00:00 AM6/7/00
to

ste <stes...@libero.it> wrote in message
%ca%4.115434$VM3.8...@news.infostrada.it...

>
> > Appena ho qualche minuto, vedo di implementarli i due pendoli,
> > ma non capisco perché il primo deve essere ad "L"...
>
> hai ragione, non cambia molto. Io l'avevo costruito così non so più
perchè.


In effetti (mi sono preso la briga di cercare un po' di teoria), la cosa non
è
"esattamente" uguale. Se ammettiamo che la "elle" abbia un certo peso,
il suo baricentro non sarà in linea col punto "disegnante", e introdurrebbe
delle differenze sul momento di inerzia, ma se ci mettiamo pure a
considerare
queste cose, facciamo prima ad uscir pazzi... :-)))))


> > (interessante sarebbe se l'angolo della "L" potesse variare, invece...
> ;-)))
> effettivamente è un altro grado di libertà !!


Ho potuto pure constatare che - ahimé - l'idea della elle snodata non è
un granché originale: si chiama pendolo composto ed anch'esso introduce
una miriade di variazioni e possibilità in più.
(ho già i miei problemi col pendolo semplice... :-)))))


> >
> > Farotti sapere, comunque !...
>
> aspetto con ansia anche delle immagini
> (o il codice, meglio ancora)

Ho già riprodotto il pendolo semplice seguendo le formule
della fisica classica. Ho ancora qualche problema nella tempificazione
dell'oscillazione, che non è lineare, ed è fondamentale per il "disegno"
che ne esce fuori e non posso "prescindere" da essa, pena una
banalizzazione delle curve in gioco.

--
Er Roscio.


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