esatto.
solo il ceto borghese e qualche anziano, lo usano.
--
c.
Di Milano non so, ma a Torino tutti gli adolescenti dicono "Minchia,
preciso".
--
um outro mundo é possível
Ma Milano da sempre è così.
Abito a Milano dal 1990 (sono di Mantova). Il vero dialetto (e accento)
milanese l'ho sentito solo da alcuni anziani. E' vero che esistono ancora
"enclave" che si considerano "veri milanesi da generazioni" ma sono pochi e,
soprattutto, gratta gratta, neppure loro possono vantare origini milanesi
purissime.
Io sono l'eccezione che conferma la regola....
Milanes al mila per cent....
PS: visto che sei di Mn....la vac cta fat!LOL!!!!!!!!!!!!! :=)
> Abito a Milano dal 1990 (sono di Mantova).
Io sono messinese ma abito a Palermo.
Un pomeriggio di un paio di anni fa ho visitato (di corsa) Mantova, che mi
piace tanto.
Mi piacerebbe avere un tuo parere su alcune mie foto della Tua città che
puoi vedere sul mio sito:
(Menù - Photo - Mantova)
Grazie, ciao,
Stellario,
P.S.: Se preferisci puoi rispondermi in privato (
stellario...@libero.it )
>Io sono messinese ma abito a Palermo.
>
>
E' vero che a Palermo nessuno piu' parla il palermitano ma parlano tutti
in settentrionale?
bye bye
sTeVe
La motivazione è diversa. Qui tanti lo sanno il dialetto, ma non lo parla
nessuno. Non si usa, fin dalla prima elementare si impara e si parla
l'italiano. Ricordo che quando ero in terza (elementare) arrivò un bambino
del sud. Lui parlava già con accento calabrese marcatissimo e diceva
moltissime parole in dialetto: lo pigliavamo tutti per il culo ! Se uno
dovesse fare la stessa cosa col milanese, verrebbe preso in giro quasi alla
stessa maniera, credo.
Ci sarebbero vari motivi... ad esempio il fatto che è meno confidenziale
del dialetto, e spesso molto meno diretto. Con questo non voglio abolire
l'uso dell'italiano (ci mancherebbe!), ma mi dispiace che i dialetti stiano
scomparendo... è un pezzo della nostra cultura che se ne va.
A Trieste invece il dialetto è molto utilizzato (a volte anche troppo),
perfino
nelle banche e in altri luoghi "rispettabili".
> ti permette di comunicare con tutte le persone che abitano il Paese, di
fare
> meno difficoltà a scuola (con tutto il rispetto, credo che un bambino che
> abita nei quartieri bassi di Napoli, conosca il dialetto autoctono ma meno
> l'italiano, prova a pensare quando andrà a scuola...),
Perchè proprio Napoli e non Bergamo, ad esempio? Non credo cambi molto.
> ti permette di
> utilizzarlo ovunque (non puoi scrivere curriculum, temi, lettere,
> testamenti.... in dialetto).
Lettere sì... basta che il destinatario lo capisca!
> Credo che sia in corso, come in tutta (o quasi)
> Italia e all'estero, una sprovincializzazione dovuta a svariate esigenze,
> prima fra tutte la comunicazione, che implica lavoro, guadagni,
cultura.....
Cultura non direi... Perlomeno... sì, ma non esclusivamente. Mi spiego:
anche il dialetto è cultura, se ci si pensa. Anzi, è una fetta rilevante
della nostra cultura, perchè riporta le proprie origini e tradizioni.
> Ditemi cosa ne pensate
>
> Accetto volentieri critiche.
Bravo... ottimo approccio.
> by Un Nick Qualunque
Ciau ciau,
Giuseppe Dialettico
Ah, Milano, bel clima, gente amabile, le montagne, il mare.
--
Inviato il gio 16 mag 2002 14:58:02 CEST da
host130-pool801898.interbusiness.it [80.18.98.130]
http://www.neuromante.net/
ti consiglio di ripassare l'ortografia del dialetto mantovano: "la vaca at
ta fat".
p.s.: l'espressione, negli anni, ha perso in parte l'originale volgarità,
divenendo un'interiezione abbastanza comune, pur rimandendo pesantuccia. Un
po' come "soccmel"
Sono stato molti anni in vacanza in Sicilia, a Calatabiano, vicino a
Giardini Naxos
> Un pomeriggio di un paio di anni fa ho visitato (di corsa) Mantova, che mi
> piace tanto.
Oh bravo!
> Mi piacerebbe avere un tuo parere su alcune mie foto della Tua città che
> puoi vedere sul mio sito
Non mi intendo di fotografia: mi sembrano tutte molto belle. In alcune poi
hai saputo trovare scorci abbastanza inusuali rispetto ai normali soggetti
delle cartoline, ma comunque suggestivi: la facciata gotica del Duomo, la
Casa di Rigoletto, il fossato del Castello e il Rio (ci sono alcune zone del
Rio ancora più belle).
> Ci sarebbero vari motivi... ad esempio il fatto che č meno confidenziale
> del dialetto, e spesso molto meno diretto. Con questo non voglio abolire
> l'uso dell'italiano (ci mancherebbe!), ma mi dispiace che i dialetti stiano
> scomparendo... č un pezzo della nostra cultura che se ne va.
> A Trieste invece il dialetto č molto utilizzato (a volte anche troppo),
> perfino nelle banche e in altri luoghi "rispettabili".
Vi sono aree geografiche in cui il dialetto ha la "dignita'" di una
lingua.
Dignita' nel senso che in un passato neanche troppo lontano era la lingua
ufficiale di uno stato. La lingua usata in tribunali, universita', palazzi
di governo e mercati.
In queste aree parlare un buon dialetto ha spesso un carattere distintivo,
a volte e' addirittura un mezzo per ostentare la propria appartenenza ad
una "classe sociale".
Ancora oggi nelle scuole, nelle universita' o nei tribunali non e' affatto
raro sentir parlare dialetto. Anzi.
--
Inviato il gio 16 mag 2002 15:37:43 CEST da
host130-pool801898.interbusiness.it [80.18.98.130]
http://www.neuromante.net/
Cos'è: la lingua degli Iperborei?
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------
Quando stringe la man Cesare a Piero
da quella stretta umano sangue stilla.
(G. Carducci)
--------------------------
"convinto" <cball...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ac0b35$ciq$1...@news.planet.it...
"raul" <wonde...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ff6f69dc.02051...@posting.google.com...
"Gabriel Pontello (Supersex)" <Pont...@despammed.com> ha scritto nel
messaggio news:xONE8.20172$g04....@tornado.fastwebnet.it...
confermo e la stessa cosa vale per torino;)
>Beh, ma "soccmel" è romagnolo!!
>
No, è bolognese. ostcia è romagnolo.
bye bye
sTeVe
"Stefano Pederzini" <ste...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:3CE3C76E...@libero.it...
Vita eccitante la tua, McGyver.
>Visto che sei così acculturato spiegami bene il significato del termine
>"ostcia patacca!!"
>
>
E' un'esclamazione tipica, non ne conosco il significato letterale.
"Patacca" credo che indichi il sesso femminile, ma è usato anche come
dispregiativo ("un patacca" è un personaggio poco raccomandabile).
(bitless, ipazia, dove siete?)
bye bye
sTeVe
ROTFLASC
--
. Simone Caldana: Pear Minister of Foreign Affairs .
. Aiming to become a vi mug - currently jumping around .
. sim...@caldana.org http://simone.caldana.org .
A Milano città (e comuni limitrofi facenti parte della "metropoli",
come Sesto San Giovanni) non lo parla più che qualche vecchio e
qualche snob.
Ma nei paesi della provincia si parla ancora abbastanza comunemente.
> perché la
> maggior parte dei residenti proviene da altre regioni d'italia,
> soprattutto il sud?
E' una spiegazione abbastanza probabile: quasi tutti i milanesi che
conosco hanno almeno uno dei genitori originario del meridione o del
nord-est. Io stesso sono friulano da parte di padre.
In provincia i discendenti di immigrati sono molti meno e, dunque,
finiscono per parlare anche loro il dialetto. Questo vale anche per
gli immigrati recenti, stranieri. E' facile imbattersi in muratori
marocchini che parlano un bergamasco stretto.
Molti di questi (soprattutto quelli che hanno almeno un genitore
milanese) sanno capire e parlottare il dialetto, ma non hanno nessuno
stimolo a usarlo attivamente nella vita di tutti i giorni.
Possono poi aver influito anche altri fattori, come ad esempio una
certa ostilità verso il dialetto da parte degli stessi milanesi di due
o tre generazioni fa. I miei nonni materni per esempio, pur parlando
milanese fra loro, impedivano alle figlie di fare altrettanto, perché
ritenevano "poco fine" che delle ragazze "istruite" parlassero "côma i
carrettée".
Ma credo che la situazione non sia molto diversa da quella di altre
grandi città. A Palermo, ad esempio, ben pochi sanno il siciliano vero
e proprio: vi si parla un italiano pronunciato alla siciliana, con al
massimo qualche termine preso dal dialetto.
Ciao.
Marco
Se ti sembrano belle, brutte non saranno ...
Grazie, ciao,
S.
Venezia: i genitori cercano di educare i bambini a parlare in italiano, ma
parlando poi tra di loro in dialetto, finiscono per renderlo "la lingua
degli adulti", ammirata conseguentemente dal bambino che vuole sembrare
adulto. molto spesso a scuola le lezioni finivano per scadere nel
dialetto.....fuori che "italiano" e "francese"! e di conseguenza chi non
lo parlava, si sentiva escluso. da quella totalità di bambini alla quale
viene imposto l' italiano, ben pochi arrivano a 18 anni parlando italiano
quotidianamente. inoltre, i veneziani hanno l'abitudine di parlare in
dialetto con chiunque, anche con l'immigrato appena arrivato che conosce a
malapena poche parole d'italiano!
On 16 May 2002, Marco Cimarosti wrote:
> Raul ha scritto:
> > E' vero che a Milano no si parla piú il dialetto milanese
>
> A Milano città (e comuni limitrofi facenti parte della "metropoli",
> come Sesto San Giovanni) non lo parla più che qualche vecchio e
> qualche snob.
questa categorizzazione mi sembra eccessiva (i mercati con le bancarelle
di frutta e verdura non sono solo frequentati da anziani e snob, tanto
per dire). E' comunque vero che e' raro sentire un discorso completo in
dialetto, ma si possono sentire delle frasi occasionali, e sono
certamente piu' quelli che lo capiscono di quelli che lo parlano.
> Ma nei paesi della provincia si parla ancora abbastanza comunemente.
Idem vale per gli altri dialetti lombardi come il bergamasco o il
cremonese. Nei paesi sono ben piu' vivi.
> > maggior parte dei residenti proviene da altre regioni d'italia,
> > soprattutto il sud?
mah, questa "maggior parte" mi ricorda l'ineffabile risposta del
Cardinal Caprara a Napoleone ... "e' vero che gli italiani sono tutti
ladri ?" "tutti no, ma Buona Parte" :-)
> E' una spiegazione abbastanza probabile: quasi tutti i milanesi che
> conosco hanno almeno uno dei genitori originario del meridione o del
> nord-est. Io stesso sono friulano da parte di padre.
mah, anche qui quel "quasi tutti" mi pare una generalizzazione. A parte
il mio vasto parentado quasi totalmente lombardo, per esempio nei
colleghi del mio istituto prevale decisamente l'origine lombarda (una
volta avevo fatto una survey dei siti di origine dei cognomi sul sito di
GENS).
> Molti di questi (soprattutto quelli che hanno almeno un genitore
> milanese) sanno capire e parlottare il dialetto, ma non hanno nessuno
> stimolo a usarlo attivamente nella vita di tutti i giorni.
Contrariamente a quanto avviene altrove, ricordo che colleghi
dell'Osservatorio di Trieste parlavano in dialetto tra loro.
> Possono poi aver influito anche altri fattori, come ad esempio una
> certa ostilità verso il dialetto da parte degli stessi milanesi di due
> o tre generazioni fa.
Questa e' una possibilita'
--
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>E' un'esclamazione tipica, non ne conosco il significato letterale.
>"Patacca" credo che indichi il sesso femminile, ma è usato anche come
>dispregiativo ("un patacca" è un personaggio poco raccomandabile).
>(bitless, ipazia, dove siete?)
Presente.
Ostcia (ostia) e' solo una esclamazione blasfema,
un rafforzativo, insomma.
Pataca (una c sola) e' effettivamente la vulva, ma
detto in senso dispregiativo sta a significare fesso,
credulone, ingenuo, coglione... altro termine di
analoga genesi e' "balosa" (sempre vulva e sempre
coglione).
In Romagna cmq, si dice anche "socmel" o "soccia",
tale e quale ai bolognesi.
Saluti.
--
Bitless - maur...@tXiYnZ.it
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ah ah, da un secolo e mezzo... E prima non si usava? Giuseppe Verdi
musicava libretti in Parmigiano, Bellini in siculo e Donizetti in
Bergamasco (de chei de sura, naturlich?)
ciao!
michele
WOW, dopo McGyver ecco anche Hannibal... poi arrivano anche Poncharello,
Magnum P.I., e Fonzie!!
Ciau ciau,
Giuseppe Telefilmico
> Lo capiscono ormai in pochi, posso dire quello che voglio e se qualcuno si
> gira pensando ce sia uno straniero lo mando puntualmente a da' via il cù!!
Come fai a sapere cosa pensa uno che si volta a guardarti?
E se fosse un milanese curioso di vedere uno degli ultimi che parla in
dialetto?
Lo mandi ugualmente a dar via il culo?
Roger
"Roger" <rugf...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:bHVE8.52274$CN3.1...@news2.tin.it...
>
> "McGyver" ha scritto:
>
> > Lo capiscono ormai in pochi, posso dire quello che voglio e se qualcuno
si
> > gira pensando ce sia uno straniero lo mando puntualmente a da' via il
ců!!
"Gius Eppone" <giuse...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HuUE8.70281$5k4.1...@twister2.libero.it...
"Hannibal" <motinabluG...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:9YPE8.50938$CN3.1...@news2.tin.it...
Allora sei un razzista!
--
Ciao!
Walla
-----------------=* Roberto Waha - walla(at)mac.com *=-----------------
El Senyor és la meva força, el Senyor el meu cant
Ell m'ha estat la salvació. En Ell confío, i no tinc por.
-----------------------------------------------------------------------
PGP Fingerprint: A6C8 4BD6 06D0 D51F 0F41 B69F 2530 FB6A 6442 627B
-----------------------------------------------------------------------
"Roberto Waha" <wa...@mac.com> ha scritto nel messaggio
news:1fcbqqf.oh1fys1503egcN%wa...@mac.com...
> >> Questo cambiamento è dato dall'ambiente in cui si vive: ormai
l'italiano è
> >> una realtà affermatasi da + di 1 secolo e mezzo, e perchè non
> >utilizzarlo???
> ah ah, da un secolo e mezzo... E prima non si usava?
Non ha scritto "non si usava": ha scritto "si è affermato". Io
rincarerei ancora la dose: l'italiano s'è affermato nel Dopoguerra, piú che
altro grazie alla televisione ed alle grandi migrazioni interne. Prima la
lingua nazionale, pur esistente, prestigiosa, usata in ambienti culturali,
non si era "affermata". Negarlo mi sembra negare la realtà storica.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
Confermo. Mio Nonno Franz, arrivato dai Sudeti immediatamente dopo la
seconda guerra mondiale, non imparò mai l'italiano: parlava un buffo
dialetto milanese con l'accento tedesco.
"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> ha scritto nel
messaggio news:ac30ib$m180t$5...@ID-64088.news.dfncis.de...
No, e' un tonto. Esattamente come un mona in veneto.
E infatti la stessa cosa vuol dire.
D.
E via un altro.
E fosso cosa pensi voglia dire?
> In Romagna cmq, si dice anche "socmel" o "soccia",
> tale e quale ai bolognesi.
In Romagna dove???
D.
>Di Milano non so, ma a Torino tutti gli adolescenti dicono "Minchia,
>preciso".
Vero:
http://www.mauriziopistone.it/belpaese/storiavera.html
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
>E' vero che a Palermo nessuno piu' parla il palermitano ma parlano tutti
>in settentrionale?
Che cos'è il settentrionale?
>Ricordo che quando ero in terza (elementare) arrivň un bambino
>del sud. Lui parlava giŕ con accento calabrese marcatissimo e diceva
>moltissime parole in dialetto: lo pigliavamo tutti per il culo ! Se uno
>dovesse fare la stessa cosa col milanese, verrebbe preso in giro quasi alla
>stessa maniera, credo.
cioč verrebbe preso in giro da tutti i calabresi?
>ah ah, da un secolo e mezzo... E prima non si usava? Giuseppe Verdi
>musicava libretti in Parmigiano, Bellini in siculo e Donizetti in
>Bergamasco (de chei de sura, naturlich?)
Non so gli altri, ma sicuramente Manzoni parlava milanese coi
Milanesi. E Cavour parlava torinese (o francese) coi Torinesi.
> Non ha scritto "non si usava": ha scritto "si è affermato". Io
>rincarerei ancora la dose: l'italiano s'è affermato nel Dopoguerra, piú che
>altro grazie alla televisione ed alle grandi migrazioni interne. Prima la
>lingua nazionale, pur esistente, prestigiosa, usata in ambienti culturali,
>non si era "affermata". Negarlo mi sembra negare la realtà storica.
Sicuramente la signora Longari ha dato un impulso decisivo
all'affermazione della lingua italiana
>Nicola Nobili <nicolaNONSPA...@libero.it> wrote:
>> l'italiano s'č affermato nel Dopoguerra
>
>Confermo. Mio Nonno Franz, arrivato dai Sudeti immediatamente dopo la
>seconda guerra mondiale, non imparň mai l'italiano: parlava un buffo
>dialetto milanese con l'accento tedesco.
Fino agli anni '50, gli immigrati dal Sud a Torino imparavano a
parlare il piemontese.
Poi č successo l'inverso.
> E fosso cosa pensi voglia dire?
Il fosso è un canale artificiale, di solito di piccole dimensioni, il
cui scopo principale è convogliare l'acqua fuori dai campi coltivati.
Espressione tipica: quand a's'era zovan, a salteva i foss par e long.
--
Ciao, Filo
E anche Stendhal parlava milanese coi milanesi.
Bravo, 7+.
D.
PS: par eL long?
>In Romagna dove???
Ovunque.
> > In Romagna cmq, si dice anche "socmel" o "soccia",
> > tale e quale ai bolognesi.
>
> In Romagna dove???
In effetti, giunge nuova anche a me. Di certo lo capiscono ovunque in
regione, ma non l'ho mai sentito al difuori dei confini della provincia di
Bologna. E considerando che avevo una nonna di Imola, una ragazza a Faenza,
che ho studiato cinque anni a Forlí, che ho lavorato un'intera estate a
Ravenna e che conosco varia gente di Pesaro (Romagna fuori regione), mi
stupirei davvero se ci fosse un angolino della Romagna dove davvero si dice.
>
>>E' vero che a Palermo nessuno piu' parla il palermitano ma parlano tutti
>>in settentrionale?
> Che cos'è il settentrionale?
Hai presente il settentrione? Ecco, vai li' e ascolta come parlano.
bye bye
sTeVe
io no, dov'č? a Porretta?
> In effetti, giunge nuova anche a me. Di certo lo capiscono ovunque in
>regione, ma non l'ho mai sentito al difuori dei confini della provincia di
>Bologna. E considerando che avevo una nonna di Imola, una ragazza a Faenza,
>che ho studiato cinque anni a Forlí, che ho lavorato un'intera estate a
>Ravenna e che conosco varia gente di Pesaro (Romagna fuori regione), mi
>stupirei davvero se ci fosse un angolino della Romagna dove davvero si dice.
Come intercalare non e' diffuso quanto le bestemmie,
ma ti posso assicurare che per esprimere approvazione
stupefatta, un bel SOCCIA! e' romagnolo verace.
----------------------------------------------------------------
Pace, compagni, pace. Galt è con voi.
http://spazioweb.inwind.it/rosafante
"Gabriel Pontello (Supersex)" <Pont...@despammed.com> ha scritto nel
messaggio news:xONE8.20172$g04....@tornado.fastwebnet.it...
>
> "raul"
> > E' vero che a Milano no si parla piú il dialetto milanese perché la
> > maggior parte dei residenti proviene da altre regioni d'italia,
> > soprattutto il sud?
>
> La motivazione è diversa. Qui tanti lo sanno il dialetto, ma non lo parla
> nessuno. Non si usa, fin dalla prima elementare si impara e si parla
> l'italiano. Ricordo che quando ero in terza (elementare) arrivò un bambino
> del sud. Lui parlava già con accento calabrese marcatissimo e diceva
Ve saludi!
Buonstefano.
"raul" <wonde...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ff6f69dc.02051...@posting.google.com...
Basta che uno dei quattro nonni sia di una regione diversa e già il dialetto
non si parla più in casa. Mi spiego: la nonna materna di Mario era
Veneziana, mentre il nonno di Sondrio. Quindi la mamma di Mario ha parlato
sempre italiano in casa perché i suoi genitori avevano origini diverse. Il
papà e la mamma di Mario hanno sempre parlato italiano in casa, perché lei
non sapeva parlare dialetto. Quindi siccome papà e mamma hanno sempre
parlato in italiano, Mario non ha imparato il dialetto. Lo capisce perché lo
sente parlare dai suoi compagni e dalla gente del posto dove abita, ma
quando cerca di parlarlo sorridono e rispondono in italiano. Il dialetto si
parla perfettamente o non si parla. Così a poco a poco i dialetti si
dimenticano.
Malthus
>
>
>
"Malthus" <powe...@inwid.it> ha scritto nel messaggio
news:rHB%8.24569$s74.6...@twister1.libero.it...
> non credo sia l'unico motivo. infatti io sono un ragazzo di Milano, ma
(come
> tutti i miei coetanei) conosco poco il dilaletto (anche se lo capisco).
A milano non si parla piu' il milanese perche' di milanesi ce ne sono pochi
ed e' una citta' molto tollerante.
Altre citta' hanno ricevuto anche maggiori quote di immigrazione, ma
integrandosi meno (Torino)
Putroppo è vero: tra bianc, rus, gial e neger as capisa pù nient.
Vero, i Torinesi si sono estinti, infatti.
--
. Simone Caldana: Pear Minister of Foreign Affairs .
. Aiming to become a vi mug - currently jumping around .
. sim...@caldana.org http://simone.caldana.org .
> A milano non si parla piu' il milanese perche' di milanesi ce ne sono
pochi
> ed e' una citta' molto tollerante.
Se interessa c'è un dizionario Milanese-Italiano su
http://www.dejudicibus.it/dizionario/
--
Fata Morgana
fel...@easyclick.it
www.catsonstamps.net/fatamorgana
> Se interessa c'è un dizionario Milanese-Italiano su
> http://www.dejudicibus.it/dizionario/
Grazie :-)