Ho ascoltato molto attentamente le diverse opinioni dei diversi leaders
politici su come uscire dall'attuale recessione. Ognuno svolge il suo
ragionamento anche molto articolato ma in definitiva si tratta di
stampare banconote per prestarle allo Stato.
Anche Mario Monti ormai parla della crescita in questi termini. Parla
di rigore e crescita e cioè come a dire stamperemo ma non molto,
stamperemo ma senza esagerare. Ormai i debiti pubblici sono
elevatissimi e se dovesse aumentare l'inflazione ecco che l'euro
perderebbe potere di acquisto.
Ovviamente le tasse si pagheranno sempre in percentuale sul reddito.
Ora se noi abbiamo un reddito pari a 100 euro e 50 euro bisogna darli
allo Stato in tasse ecco che 50 è il valore NOMINALE della spesa per il
mantenimento della cosa pubblica.
Tuttavia se i prezzi aumenteranno ecco che anche lo Stato dovrà PAGARE
di più per le sue spese. Per es aumenterà il prezzo della carta
igienica comprata nelle scuole, il prezzo del gessetto per la lavagna.
Il prezzo della benzina per le auto della polizia.
Inoltre il sindacato della polizia come di altri enti pure richiederà
un aumento di stipendio ed ecco che lo Stato sarà costretto ad
aumentare le tasse oppure ad effettuare altri tagli per poter pagare
l'aumento di stipendio.
Ovviamente per poter pagare lo Stato chiederà i soldi alla BCE freschi
di stampa di zecca. Però è proprio questo fenomeno che fa aumentare i
prezzi ed è così che si genera la spirale inflazionistica.
Per uscire dalla spirale bisogna ridurre l'offerta di moneta, cioè
avere meno banconote in circolazione. In questo modo la gente ha meno
soldi in tasca e spende di meno, meno prodotti venduti implica un
contenimento dei prezzi perché è come quando dopo Natale i panettoni
vengono svenduti perché non si vendono per esempio.
Tuttavia l'Italia ormai non ha più soldi e se li sta facendo prestare
da quegli italiani che sono disposti a prestarli con elevati interessi:
per questo motivo aumenta lo spread.
Ma questi italiani che prestano i loro soldi con elevati interessi
prima o poi si impoveriranno del tutto perché comprano beni e prodotti
costruiti in Giappone, Germania, Francia, Usa, Russia, Paesi arabi(la
benzina) ecc.
Questo ha prodotto un flusso di capitali verso l'estero. Mentre i soldi
mandati in Germania ritornano con le vacanze dei tedeshi in Italia ecco
che i soldi mandati in Giappone(computer, televisori ecc) difficilmente
ritorneranno per il turismo dei Giapponesi.
Questa bilancia commerciale è in profondo rosso visto che i prodotti
italiani hanno difficoltà sul mercato internazionale dove il made in
Italy subisce la concorrenza dei prodotti FOTOCOPIA della Cina.
Quando si dice che l'Italia non cresce da più di 10 anni si vuole dire
proprio questo in effetti e cioè che l'Italia non è competitiva con gli
altri Paesi industralizzati.
Ed è per questo motivo che la Merkel è in allarme rispetto a Italia e
Spagna, perché questi Paesi non producono beni ad elevata tecnologia
tali da poter essere comprati dai tedeschi, dai francesi, dagli
inglesi, dagli americani, dai giapponesi.
Qui allora stiamo scontando la mancanza di investimenti nella ricerca
di lungo termine. Ormai la produzione di computers e di softoware
annesso è un affare che non riguarda l'Italia che è rimasta
spaventosamente indietro. Anche i televisori, i decoder e tanti altri
prodotti di elettronica non sono più un affare italiano.
Anche per questi motivi sia gli USA che l'Italia che gli inglesi
pensano alle guerre energetiche. Ormai la concorrenza della Corea del
sud, del Giappone e della Cina e della Germania è praticamente
impossibile da contenere.
I prodotti ad elevata tecnologia ormai parlano la lingua dell'estremo
oriente e della Germania.
Solo i tedeschi riescono a tenere il passo dei giapponesi, mentre gli
USA ormai si sono completamente dedicati alla produzione di armi.
Gli americani sono praticamente interessati al petrolio arabo e al gas
naturale presente in centro Asia. Non faranno altro che invadere quelle
zone, prendere quelle fonti energetiche e venderle ai giapponesi come
ai cinesi agli europei e al mercato interno.
Tuttavia la Germania ha rinunciato al nucleare e nel medio termine
andrà a sostituire l'energia atomica con le fonti alternative.
Fortissimi investimenti in auto elettrica ed energia fotovoltaica
faranno fare un balzo in avanti ai tedeschi che così potranno comprare
meno gas dai russi e meno petrolio dagli arabi e dai petrolieri texani.
In questo modo la Germania si avvia ad essere un vero e proprio
problema per la Russia, per gli USA e a quanto pare anche per il resto
dell'Europa che difficilmente riuscirà a tenere il passo dei tedeschi.
Ed è in tale ottica di lungo periodo che bisognerà pensare alla moneta
unica. Una Germania che potrebbe tuttavia dislocare molti suoi
stabilimenti proprio in Italia, Grecia, Spagna e Portogallo con una
manodopera a basso costo.
La Germania che è contraria alle guerre energetiche e che si avvia ad
essere leader nel mondo.
L'Italia berlusconiana a suo tempo scelse gli usa di Bush e non alla
Germania di Schroeder ed alla Francia di Chirac che dissero no alla
guerra in Iraq.
Ed abbiamo visto che Sarkozy e Merkel hanno deriso Berlusconi in quella
storica conferenza. Ormai il declino dell'Italia è ben visibile anche
da questi gesti eclatanti a livello internazionale.
Tuttavia l'Italia sta cambiando la sua classe dirigente e sta cercando
di farlo molto in fretta. Solo una poderosa sterzata potrà rimettere in
carreggiata l'Italia sulla strada dello sviluppo e della tecnologia più
avanzata.
La possibilità di sfruttare il territorio del sud Italia con centrali
fotovoltaiche su territori agricoli dove i prodottori potranno vendere
l'energia elettrica perfino ai tedeschi e dove le stesse aziende
tedesche potrebbero costruire stabilimenti proprio nel sud Italia per
sfruttare questa perenne insolazione che non conosce inverno: Sicilia e
Calabria e penisola salentina in particolare.
Senza calcolare poi la produzione di auto elettriche che andrebbe a far
comprare molto meno petrolio dai Paesi arabi e quei soldi risparmiati
potrebbero essere investiti in ricerca.
Ma tutto questo sarà possibile solo se alla Casa Bianca rimarrà Obama
per altri quattro anni perché l'eventuale vittoria di un altro
repubblicano guerrafondaio spingerebbe sull'acceleratore delle guerre
energetiche senza mediazione con la Germania, ricreando quindi
quell'asse anglo-americano che di fatti si crede il padrone del mondo e
allora in quel caso il clima di guerra colpirebbe anche la Germania ed
il "terrorismo" internazionale riprenderebbe i suoi attentati per
finire solo quando anche la Germania avrà accondisceso a finanziare la
guerra dei petrolieri texani.
Ed è questo lo scopo di chi usa il terrorismo internazionale e cioè
minacciare quei paesi che non si allineano e che sono refrattari alla
guerra. In tale ottica anche Breivik in Norvegia potrebbe essere meglio
inquadrato all'interno di una geostrategia del terrorismo
internazionale ben precisa.
D'altra parte, e concludo, i texani non ci pensarono a far fuori i due
fratelli Kennedy.
Ma qui il discorso diventa di tipo storico e per fare la storia bisogna
indagare molto più a fondo.
Chi ha voglia potrebbe cominciare con lo studio delle diverse dinastie
che così come in Europa(famiglie nobiliari) sono attive anche negli USA.
http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?
op=viewarticle&artid=32
E' praticamente impossibile fare storia senza studiare a fondo le
diverse dinastie europee ed americane. Inoltre uno sguardo alle diverse
massonerie che hanno cambiato volto dopo quelle che realizzarono anche
l'unità d'Italia e senza perdere d'occhio il ruolo della Chiesa
cattolica.
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Pace e Bene