>E' possibile praticare la professione di giornalista e non aprire la
>partita IVA , malgrado si lavori in modo saltuario ma continuativo negli
>anni con la stessa azienda .
E' possibile con una collaborazione coordinata e continuativa.
>Mi hanno detto inoltre che le spese anche senza la p.iva possono essere
>in modo forfettario scaricate. Come funziona?
Si "scarica" forfettariamente a titolo di spese il 5% dei compensi.
Ciao
Alessandro Lumi
(Quanto riportato rappresenta unicamente un parere personale)
Stavolta si è toccato un argomento molto specifico sul quale è bene evitare
confusioni .
Il giornalista esercita una attività protetta con tanto di esame di stato.
Per accedere all'same il giornalista fa un praticantato.
A differenza degli iscritti agli altri albi il praticante giornalista si
deve iscrivere all'INPGI anche prima di aver sostenuto l'esame.
Quindi il praticante giornalista - che non è un professionista - può avere
una o più Co.co.co. ma non si iscrive all'INPS perchè già iscritto alla sua
Cassa professionale.
Diverso il problema del giornalista professionista che ha superato l'esame
di stato: egli è un professionista, come te, ed è pertanto obbligato -
secondo il pensiero del Ministero - ad iscriversi all'Ufficio IVA.
Il tormentone della Co.co.co. del collaboratore di giornali, riviste ecc. è
una storia vecchia e superata. Questa figura si riferisce al correttore di
bozze, all'impaginatore ecc,. Il giornalista professionista ha invece la
dignità e l'obbligo dei professionisti.
Un saluto a tutti.
Michele Davalli
( quanto riportato rappresenta un parere personale )