Mesi fa ho scritto una lettera a San Marino Notizie, che è stata
pubblicata ed ha portato con sè una serie di commenti:
http://www.sanmarinonotizie.com/?p=20196&cpage=1
(il collezionista italiano sono io)
Vi riassumo la questione:
Da quest'anno, e mai prima d'ora, viene applicata l'IVA italiana sulle
monete e le serie di monete per collezionisti acquistate per
corrispondenza dai soli italiani.
-Nei moduli viene indicato che l'IVA raccolta verrà versata dalla
Repubblica di San Marino all'Italia
-L'IVA viene applicata ai soli acquisti a distanza, chi acquisterà le
monete in argento ed oro -le serie annuali vengono vendute solo per
corrispondenza- direttamente di persona a RSM non pagherà l'IVA
-L'IVA viene applicata ai soli privati residenti in Italia; gli
abbonati esteri (ad esempio un collezionista italiano residente in
Germania che frequenta un forum che leggo) non pagano l'IVA
-L'IVA viene applicata anche sul valore facciale delle monete (la serie
annuale contiene 1c, 2c, 5c, 10c, 20c, 50c, 1E, 2E e 5 Euro in Ag:
anche su quei 5,88 Euro di moneta corrente -la moneta da 5 Euro ha
corso legale in Italia, RSM e Vaticano, le altre sono normali monete
Euro spendibili ovunque-
-Pare che la Città del Vaticano non applicherà l'IVA
Perchè questa novità 2011?
Cos'è cambiato?
Sapete togliermi questa curiosità?
Grazie
--
Consigli per gli acquisti:
http://shop.ebay.it/merchant/enraz
Il mio parere strettamente personale per spiegare ciò che è successo è il
seguente:
Se fino ad oggi gli acquirenti italiani non hanno versato l'IVA è perchè non
hanno mai dichiarato presso gli uffici doganali l'acquisto di monete da
collezione da commercianti di S.Marino o Vaticano o residenti al di fuori
dello stato italiano.
Probabilmente lo stato italiano ha esercitato pressioni verso San Marino per
far sì che le cessioni verso residenti italiani avvengano con addebito
"preventivo" dell'IVA. La motivazione potrebbe essere l'esasperazione del
"fare cassa" tipico della nostra amministrazione finanziaria, oltre al
tentativo di arginare abusi di acquirenti di grosse quantità senza
effettuazione del versamento dell'IVA.
Invece, in riferimento all'acquisto di persona sul suolo della RSM, il
venditore non è tenuto a sapere se le monete vendute andranno in Italia o
chissà dove e, giustamente, non addebita l'IVA. Ovviamente l'italiano
acquirente, una volta uscito dalla RSM dovrebbe andare all'ufficio doganale
a denunciare l'acquisto e procedere al versamento dell'IVA.
L'unico dubbio che ho è l'inesistenza di franchigie al di sotto delle quali
l'IVA non si versa. (come ad esempio in Svizzera posso "portare fuori" al
massimo una stecca di sigarette, 10litri di benzina, ecc. senza obbligo di
denuncia in dogana).
Spero di non aver scritto castronerie, sarebbe buona cosa sentire il parere
di qualcuno di più competente.
> L'unico dubbio che ho è l'inesistenza di franchigie al di sotto delle quali
> l'IVA non si versa. (come ad esempio in Svizzera posso "portare fuori" al
> massimo una stecca di sigarette, 10litri di benzina, ecc. senza obbligo di
> denuncia in dogana).
Come a Livigno.
Mi pare che fra RSM è Italia ci sia un accordo di libera circolazione
delle merci o quasi (quantitativi elevati, tipo UE), cerco!
Imho libera circolazione delle merci = niente dazi.
Iva è altra cosa
Ma quindi si dovrebbe pagare l'IVA su ogni cosa che si compra a
distanza (online, corrispondenza)? Anche nell'UE?
Se si compra dalla UE come privato si paga già l'IVA del paese UE.
Se per alcuni paesi le monete da collezione sono esenti, non viene
addebitata l'IVA, ma in teoria bisognerebbe dichiarare all'ufficio dogane
l'acquisto e versare l'IVA. Dubito però che qualcuno lo faccia.
> Se si compra dalla UE come privato si paga già l'IVA del paese UE.
> Se per alcuni paesi le monete da collezione sono esenti, non viene addebitata
> l'IVA, ma in teoria bisognerebbe dichiarare all'ufficio dogane l'acquisto e
> versare l'IVA. Dubito però che qualcuno lo faccia.
Capito!
Grazie della spiegazione!