Sono un laureando in economia, vorrei intraprendere la professione di
commercialista e mi trovo a dover scegliere come fare il praticantato;
il problema che mi si pone è se farlo da un ragioniere commercialista
iscritto all'albo (lo potrei fare piu' vicino a casa mia) oppure da un
dottore commercialista.
A quanto so io la differenza poi all'atto pratico tra dottore e
ragioniere a livello di professione quando siano iscritti ai rispettivi
albi non ci dovrebbe essere... e' vero?
Se ci sono differenze circa gli incarichi che si possono svolgere in uno
o nell'altro caso me le spieghereste?
Ringrazio fin da ora chi si prende la briga di aiutare un apprendista
stregone ;-)))
Ciao
Si č vero: non esistono differenze e sempre piů si parla di albo unico.
Ciao e Buon Lavoro.
Dr. Paolo Cervi - Commercialista
(Opinione personale da verificare con il proprio consulente di fiducia)
claudio incaminato
dottore commercialista in Acqui Terme (AL)
incam...@acqui.alpcom.it
>Si č vero: non esistono differenze e sempre piů si parla di albo unico.
Da novellino mi chiedo: qual e' allora il vantaggio di essere un
DOTTORE commercialista e non un semplice diplomato?
>Sono un laureando in economia, vorrei intraprendere la professione di
>commercialista e mi trovo a dover scegliere come fare il praticantato;
>il problema che mi si pone è se farlo da un ragioniere commercialista
>iscritto all'albo (lo potrei fare piu' vicino a casa mia) oppure da un
>dottore commercialista.
Ti risponde un povero fesso che si è iscritto ad entrambi gli albi e
continua a pagare due quote annuali di iscrizione per fare la STESSA
professione.
Non c'è praticamente nessuna differenza.
Anche le tariffe professionali sono esattamente identiche.
A mente mi pare di ricordare che forse ai ragionieri è riconosciuta una
qualche competenza in più sulle avarie marittime (ma sfido a trovare
clientela in questo settore!!!).
Ti consiglio di chiedere ai rispettivi Ordine e Collegio, se tollerano il
doppio praticantato (in teoria dovrebbe essere possibile frequentare 2 studi
al fine di ottenere i relativi attestati, visto che il minimo giornaliero di
pratica è di 4 ore).
Non perchè si tratti di fare una pratica di tipo diverso, ma solo ed
esclusivamente per avere, tra qualche anno, la possibilità di sostenere 2
esami di abilitazione
E, come direbbe Catalano, avere due possibilità di abilitazione (data la
difficoltà degli esami) è
sempre meglio di averne una sola.
Ciao
--
Filippo Mangiapane
studioma...@writeme.com
>un unico esame. Io so che se il Dottore Commercialista è revisore
>contabile lo stesso praticantato vale per tutti i due fini. Per i
Ma non si deve fare piu' nulla?????
Cioe'... io faccio la pratica da un dottore revisore contabile. Mi
sono iscritto solo al registro dei praticanti dell'ordine di Palermo.
Cosa devo fare oltre? Superando l'esame nel 2002 divento
automaticamente dottore revisore contabile? O gia' adesso devo
comunque fare qualcos'altro che mi permetta tra tre anni di diventare
anche revisore contabile dopo aver superato l'esame di dottore
commercialista?
Sono Juza delle nuvole.
Sono un uomo libero.
Le nuvole sono la mia casa.
Sono nato libero e moriro' libero.
Lorenzo Vocaturo
juz...@tin.it
Silla Cellino
(opinione personale)
Juza delle nuvole ha scritto nel messaggio
Juza delle nuvole wrote:
>
> Sono Juza delle nuvole.
> Sono un uomo libero.
> Le nuvole sono la mia casa.
> Sono nato libero e moriro' libero.
> Lorenzo Vocaturo
> juz...@tin.it
>la laurea in economia non e' una passeggiata, te la sarai di certo
>sudata, sarai impazzito con integrali e trigonometria (che mai
>utilizzerai nella professione)
Pero' aiutano la mente; almeno io son contento di aver studiato (ed
abbastanza bene) la matematica generale: non ho certo fatto grandi
cose ed anzi non sono riuscito ad approfondire tantissimo gli
integrali (l'unica cosa che mi ha un tantino penalizzato lo scritto),
ma e' stato bello aver appreso i fondamenti di questa disciplina. In
fondo da noi si studiano appena le basi della matematica.
>avrai spostato curve IS LM avrai
>"giocato" a fare il ministro del Tesoro, delle Finanze, il Governatore
Ecco... saro' laureato in Economia e Commercio, ma l'Economia l'ho
sempre odiata. Ho sempre preferito le materie "aziendali".
>hai studiato strategie di marketing multinazionale o altre amenita' di
>tecnica industriale.
Le cose piu' belle, per me. Spesso noi lavoriamo "in piccolo", ma
sicuramente tutto quello che e' stato studiato fa cultura e permette
un giorno di poter affrontare piu' agevolmente anche problematiche di
diversa portata. A meno che uno non voglia rimanere il "contabile" di
qualche piccola azienda locale (che poi puo' anche capitare: mica e'
detto che facendo cio' si debba stare peggio).
>Probabilmente, anche se hai studato diritto tributario e tecnica
>professionale, non hai mai visto dal "vivo" una dichiarazione dei
>redditi o peggio una dichiarazione IVA.
Questo e' vero. Io ho avuto la fortuna di aver sempre visto dal
"vivo", anche prima di aver studiato la teoria. Pero' ho notato che
avere una solida base teorica e' un grande aiuto: in fondo
l'Universita', almeno a parte, non fa altro che dare basi teoriche. A
Palermo forse fin troppo.
>Ma non ti scoraggiare, hai lottato per prendere la laurea ed allora
>fai ancora uno sforzo e diventa DOTTORE Commercialista, almeno per
>rispetto agli anni passati all'universita'
Ovviamente. La laurea e' solo la prima tappa.
>Anche io avevo pensato di fare l'abilitazione da ragioniere ma allora
>a cosa e' servito "studiare come un dannato", fare orari
In effetti......
>Certo oggi si parla di albo unico e tutti oggi sono commercialisti,
>qui non voglio innescare una polemica ma il titolo di commercialista
>da solo non esiste o sei dottore commercialista o sei ragioniere
>coLLEGIATO.
Ancora vorrei avere chiara la differenza che passa tra le due
categorie: solo prestigio? O cosa? I ragionieri forse non possono
essere revisori? E poi? Altre differenze?
>Ma visto il proliferare dei tributaristi, alcuni privi di titolo di
>studio inerente, il fatto che i ragionieri si siano attribuito il
>titolo di ragioniere commercialista e' pressoche irrilevante.
Ma da quando esistono i "ragionieri commercialisti"?
>Insomma visto che dottore lo sei non segarti le gambe da solo!
Sicuramente. Anche io la penso cosi'...
>l'esame di stato da Dottore Commercialista, non e' stato facile,
>questo e' innegabile, ma da quello che sento in giro anche quelli
>delle altre professioni (medico, architetto ecc.) non sono "una
>passeggiata")
Insomma, mica tanto........ 9 aspiranti architetti o ingegneri su 10
passano l'esame; 3-4 su 10 aspiranti commercialisti passano. Fatti un
po' i calcoli.
>>il problema che mi si pone č se farlo da un ragioniere commercialista
>>iscritto all'albo (lo potrei fare piu' vicino a casa mia) oppure da un
>>dottore commercialista.
>Ti risponde un povero fesso che si č iscritto ad entrambi gli albi e
>continua a pagare due quote annuali di iscrizione per fare la STESSA
Beh... non puoi cancellarti da un albo?
Anche io mi trovo nelle tue stesse condizioni ed è veramente un dilemma
cornucopio.
quello dei ragionieri commercialisti non è un ordine, in quanto gli ordini
sono solo dei dottori, ma, comunque, non c'è alcuna differenza sostqanziale
tra dottori commercialisti e ragionieri.
L'unica differenza è riscontrabile nel minor tempo di praticantato, che,
mentre per i dottori commercialisti è di tre anni, per i ragionieri è "solo"
di due anni; comunque i due periodi di praticantato non sono cummulabili.
>>Ti risponde un povero fesso che si č iscritto ad entrambi gli albi e
>>continua a pagare due quote annuali di iscrizione per fare la STESSA
>
>Beh... non puoi cancellarti da un albo?
Sě che posso, ma essendo iscritto alla cassa previdenza Ragionieri e
versando a questa i relativi contributi, dovrei anche fare il passaggio
previdenziale.
Per il momento preferisco lasciare le cose come stanno e versare due quote
annuali (in fondo non č male essere iscritti in due albi )