Visto che i guadagni della Casa Editrice sarebbero
minimi o nulli, qualcuno mi ha consigliato di fare
una associazione "ONG" (una specie di ONLUS) invece
di fare la Casa Editrice, che poi all'atto pratico
sfornerebbe ugualmente libri e li venderebbe,
pero' con vari vantaggi fiscali (?!) e con la
*compatibilita'* con il fatto di essere insegnante.
Ma tutto cio' non mi e' affatto chiaro.
Per giunta, per fare un'associazione, occorrerebbe
almeno un'altra persona (oppure posso fondarla *da solo*
e poi, solo in seguito, tesserare dei soci?).
O forse esiste una forma giuridica individuale e
contemporaneamente no-profit?!
Grazie
Giancarlo
L'attività di editoria si armonizzerebbe
idealmente a quella culturale. Oggetto dell'associazione culturale
potrebbe essere, per esempio, la diffusione della conoscenza di Giuseppe
Verdi, oppure della musica, oppure della filosofia ecc.
Possono esserci
dei vantaggi di natura fiscale anche se sarebbe lungo spiegarli in poche
parole in questa post.
Per costituire un'associazione sono necessari gli
associati che, necessariamente, devono essere più d'uno.
Riguardo
all'incompatibilità tra l'attività d'impresa e quella d'insegnante ho
informazioni controverse. Sarebbe bene che interpellassi direttamente il
provveditorato, poiché non sono così sicuro che detta attività non potrebbe
essere svolta.
Se costituisci l'associazione con finalità elusive,
allorché questa fosse contenuta nelle piccole dimensioni da te enunciate e
l'attività facesse esclusivo perno sulla tua persona, non sarebbe comunque
difficile a chi di dovere individuare la simulazione e denunciare
l'interposizione fittizia.
Penso che qualora venisse costituita,
difficilmente quest'associazione diverrebbe ONG (organizzazione non
governativa- rivolta agli aiuti ai paesi disagiati); o Onlus:
più
semplicemente assumerebbe la fisionomia di associazione non riconosciuta.
Per approfondimenti ti consiglio di rivolgerti da un commercialista della
tua città o, se hai pazienza, di comprarti una monografia specialistica.
Infine non mi risulta che esistano delle fattispecie non profit
individuali.
ciao
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Inviato via http://usenet.iol.it
paolo mi wrote:
> Se costituisci l'associazione con finalità elusive,
> allorché questa fosse contenuta nelle piccole dimensioni da te enunciate e
> l'attività facesse esclusivo perno sulla tua persona, non sarebbe comunque
> difficile a chi di dovere individuare la simulazione e denunciare
> l'interposizione fittizia.
Scusa la mia stizza (che ovviamente non e' rivolta a te ma
alla situazione in generale):
non mi e' affatto chiaro quale sarebbe la mia colpa
e quali leggi violerei!
1) C'e' una legge insensata (e mi hanno confermato che e' cosi') che
mi proibisce di avere un'attivita' commerciale perche' sono insegnante,
(anche se prevedo di andare in pari e non di guadagnare).
2) Un'ente individuale non-profit non esiste (non e' previsto).
3) Allora faccio una Associazione culturale per ovviare a tutto cio':
trovo delle persone che si interessano marginalmente della cosa,
ed io faccio il Presidente e responsabile in tutto e per tutto.
Obiezione: tutto cio' e' elusivo.
Embe'? Quand'anche fosse elusivo, che cosa violo? E' l'unica strada
percorribile, non rubo nulla a nessuno, pago le tasse previste, anzi,
forse ci rimetto anche.. E che cosa dovrebbero denunciare?!
Grazie per eventuali chiarimenti ulteriori.
Giancarlo
Ovviamente questo non sarebbe possibile laddove
l'associazione assumesse una conformazione dinamica tale da spersonalizzare
la tua presenza nella compagine.
In ogni caso, da quanto ne so, non
credo che sarebbe possibile assumere provvedimentio immediati nei tuoi
confronti. Semplicemente verresti invitato a rimuovere l'irregolarità
generata dalla tua posizione
Giancarlo
Sinceri complimenti per le risposte, che condivido largamente, anche per la
chiarezza espositiva.
L.L.