http://www1.iol.it/lavoro/cndc (per i dottori commercialisti)
http://www.consrag.it (per i Ragionieri)
Controllate se quello che chiamate gernericamente "il mio
commercialista" è veramente iscritto all'albo.
Se non fosse iscritto sappiate che non può in nessun caso essere
chiamato "commercialista"; di conseguenza tu saprai che non ti stai
servendo da un commercialista ma da un.......... boh!!!!!!!!!!!!
Ciao
Un saluto a tutti
Alessandro
Alessandro ha scritto nel messaggio <34719f14...@news.cpr.it>...
In conclusione, battiamoci per una preparazione ed eliminiamo gli
incompetenti, senza preoccuparci del titolo che hanno.
Cordiali Saluti.
Giorgio Gamberini
Dottore Commercialista
Forse non hai capito bene il mio messaggio.
Quello che intendo dire è che spesso i clienti parlano de "il mio
commercialista" con riferimento a chiunque gli tenga la contabilità
e/o gli prepari il 740.
La questione non è che qualcuno possa o non possa fare certe attività
(su questo autorità giurisdizionali di ogni ordine e grado hanno detto
più volte tutto ed il contrario di tutto e la decisione definitiva non
spetta certo a me), ma è unicamente nell'utilizzo di un titolo
(commercialista) che non può essere usato da chiunque, ma solo da chi
è iscritto ad un albo professionale e che, ci si creda o no, si è
fatto un culo così per arrivare a questo.
Dimmi la verità: ti sarà sicuramente capitato qualche volta che un tuo
cliente ti abbia chiamato "commercialista"; gli hai mai detto "non
sono un commercialista"??
La mia intenzione è solo quella di eliminare la confusione che regna
in questo campo, per evitare che sia chiamato commercialista chi non
lo è (come io non mi definisco tributarista o c.e.d.); e per far
sapere alla gente che differenza c'è tra chi ha acquisito un diritto
all'utilizzo del titolo e chi invece questo diritto non ce l'ha;
addirittura mi è capitato di sentirmi chiedere da un commerciante
conosciuto in vacanza: "ma sei un commercialista privato o sei in
un'associazione tipo CNA, Confesercenti ecc.??".
Io dico soltanto questo: servitevi pure da un tributarista, da un
commercialista, da un'associazione di categoria o da un centro
elaborazione dati, ma sappiate almeno che differenza c'è.
Purtroppo invece, qualcun altro non ha alcun interesse alla suddetta
chiarezza, al fine di alimentare il guazzabuglio e la confusione tra
categorie più o meno regolamentate ed organizzate e far credere che
siamo tutti uguali e con lo stesso bagaglio culturale.
Che poi ci siano tributaristi assai in gamba e preparati (e ne ho
conosciuti; guarda caso però, tutti laureati) e dottori commercialisti
con scarsa prearazione (quelli magari che hanno passato l'esame in
maniera poco chiara), non è in discussione. Ma in entrambi i casi,
almeno secondo la mia modesta esperienza, si tratta di esigue
minoranze. Ma queste sono valutazioni strettamente personali.
Ti garantisco poi che il mio tirocinio non è mai stato un periodo di
servitù e di pulizia armadi, ma è partito dalla contabilità della
parrucchiera (come è giusto che sia all'inizio) per poi arrivare alla
predisposizione di ricorsi anche in Commissione Centrale, di fusioni,
di proposte di concordato preventivo ecc.. E lo stesso succede ai
giovani dottori (non che io sia vecchio, ho 33 anni ed esercito da più
di 6) che fanno pratica da me.
Non ho avuto alcun calcio per superare l'esame di stato in una delle
sedi statisticamente più selettive d'Italia, ed ho messo costantemente
in pratica nella professione quelle conoscenze giuridiche, economiche
e tecniche che l'università mi ha dato.
Non è inoltre mai stata mia abitudine studiare a memoria alcunchè.
Certo mi sorprende un po' vedere che molti fanno le mie stesse cose
solo perchè le hanno imparate con la pratica; e i primi clienti che di
questa pratica sono stati oggetto???? Che ne pensano???
Certo, pochi avranno avuto la sfortuna di essere incappati nelle
maglie (assai larghe) dei controlli del fisco e pertanto la qualità
del lavoro è difficilmente riscontrabile dal cliente.
Ma non è di questo che mi iteressa parlare; ogni contribuente è libero
di scegliere la persona cui affidare la propria azienda; basta che
sappia se è o meno un "commercialista" e che background formativo ha
alle spalle; se poi a queste cose vuole dare o meno importanza sono
affari suoi.
A chiusura, un'altra domanda: se sei un tributarista, chi cura per i
tuoi clienti tutte quelle prestazioni che esulano dal campo tributario
ma di cui un'azienda ha bisogno (bilancio civilistico,
ristrutturazioni, gestione della finanza aziendale, operazioni
straordinarie, gestione della crisi ecc.) e che quindi tu non potresti
(o non dovresti) teoricamente fare???
Ti do infine ragione sulla inadeguatezza del sistema degli ordini
professionali, fino ad oggi usati più a tutela corporativa degli
iscritti, per lavare in famiglia i panni sporchi, che non invece a
garanzia del contribuente e della fede pubblica. Ma anche in questo
caso per fortuna le cose stanno per cambiare (ed in questo senso
ringrazio l'Antitrust, che non ha poi detto tutte cose peregrine).
Sergio Lo Cascio ha scritto nel messaggio
<6543h2$k...@server-b.cs.interbusiness.it>...
>Abbiamo capito che Alessandro forse è un commercialista
Sono un commercialista e sono completamente d'accordo con Sergio.
I miei prodi colleghi forse non hanno ancora capito che e' il mercato ad
effettuare una cernita anche di carattere professionale.
In sintesi:
1. anche un neo diplomato supportato da istruzioni (ministeriali) e da un
manuale per il cpu e' in grado di compilare un il 740 e/o il 750 nonche' la
contabilita' del tabaccaio o dell'agente;
2. per i problemi invece legati a grandi societa', gruppi nazionali ed
internazionali, operazioni straordinarie, analisi aziendali, valutazioni
patrimoniali, redazione di contratti, non penso che il committente richieda
al suo professionista l'esibizione del tesserino da "commercialista" .
In sostanza non ripariamoci dal mercato dietro la parola
commercialista...............
La realta' cari colleghi e' che molti tributaristi, consulenti aziendali,
imprese di elaborazione sono in grado di fornire un servizio "altamente
competitivo" sia in termini di qualita' che di prezzo.
Una volta per tutte poi invito tutti coloro che abbiano ancora dei dubbi
sulla sorte degli ordini e degli albi a leggere la relazione dell'antitrust
che in sostanza dice".....ragazzi sino ad ora avete lavorato nella bolla di
sapone.... adesso venite fuori....":-))
Matteo Sarzi
- SMA - ha scritto nel messaggio <6590cg$l...@dante.italia.com>...
>
>Sergio Lo Cascio ha scritto nel messaggio
><6543h2$k...@server-b.cs.interbusiness.it>...
>>Abbiamo capito che Alessandro forse è un commercialista
>
>
Con quest'ultimo intervento chiudo la polemica.
Se sai puoi dare un esame.
Se non sai, sei in malafede.
Quello che ribadisco è che attualmente chiunque, e proprio tutti, dietro
l'alibi dell'Antitrust, delle società di consulenza e revisione, ecc.
possono qualificarsi "commercialisti" e truffare gente che non comprende le
differenze esistenti.
Sono d'accordo sul fatto che è la preparazione la vera selezionatrice, ma se
tu fossi un nuovo imprenditore da chi vai?
Ti farai senza dubbio consigliare da un amico, ma se nessuno dei tuoi amici
ha un "commercialista", che fai?
Ecco a cosa servono gli albi.
Se credi che la "libertà" sia libertà dagli albi, leggiti su questo n.g.
quello che ha scritto Lola su "il santo artigiano".
In merito ai prezzi, io non mi reputo un genio, ma vedo che c'è gente in
giro che lavora "da cani" con prezzi "fantastici". Il concetto di lavora "da
cani" l'ho visto sul campo.
Certo che nessuno è esente da errori, ma anche non facendo niente in campo
fiscale si possono fare errori (mancate opzioni, ecc.)
Io, semplicemente, ho visto che per lavorare con un minimo di qualità non
puoi scendere sotto certi livelli....
Evidentemente, non sono "concorrenziale" e soprattutto me ne sto ancora sul
mio pero......
Saluti a tutti, ma riflettete su quello che sta succedendo.
Non vorrei che alla fine il vero scopo sia quello di dare libertà, uccidere
gli ordini esitenti e poi invocarne la creazione di uno nuovo, selettivo, in
cui tutti coloro che hanno nella partita iva il tal codice, che sono
iscritti alla CCIAA con in tal codice, ecc. sono automaticamente inseriti.
(vedi quello che sta succedendo con il Registro dei Revisori Contabili: fra
poco anche mia nonna, perchè controlla le spese di casa, sarà inserita...)
>
>
>Sono un commercialista e sono completamente d'accordo con Sergio.
>I miei prodi colleghi forse non hanno ancora capito che e' il mercato ad
>effettuare una cernita anche di carattere professionale.
>In sostanza non ripariamoci dal mercato dietro la parola
>commercialista...............
Toglimi una curiosità: perchè allora ti sei iscritto all'albo?? Per
toglierti lo sfizio di pagare i contributi previdenziali??
Potevi aprire un bel CED e risparmiarti la trafila dell'esame di
stato; oppure entrare tra i "tributaristi" (scusa, ma non riesco a
scrivere questa parola senza virgolette!).
Rag. Marco Passanisi
(Iscrizione Albo del Collegio dei Ragionieri di Torino n. 1352 del
14/5/1994)
>In sostanza non ripariamoci dal mercato dietro la parola
>commercialista...............
>La realta' cari colleghi e' che molti tributaristi, consulenti aziendali,
>imprese di elaborazione sono in grado di fornire un servizio "altamente
>competitivo" sia in termini di qualita' che di prezzo.
"Altamente competitivo"???? Beh francamente in 17 anni di professione
(sono consulente del lavoro) continuo a verificare che i vari CED,
associazioni di categoria e varie amenita', oltre a smentire clamorosamente
l'antitrust, NON offrono un servizio competitivo, soprattutto in termini di
qualita' e spesso nemmeno di prezzo!!
Ho una pratica per una impresa edile di Modena che fa rizzare i capelli
in testa per la maniera in cui e' stata portata avanti dall'associazione cui
questa impresa e' (era) iscritta...No, basta guardarsi attorno, essere attivi
e il lavoro non manca, certo non dobbiamo chiuderci nel nostro ufficio a
fare il 740 e basta, dobbiamo tenere le antenne sempre diritte.
Buon lavoro
Andrea