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Forti dubbi sulla serietà di Banca Sella

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FDS

unread,
Aug 26, 2001, 7:19:36 AM8/26/01
to

Vorrei rendervi partecipi della mia vicenda che mi ha visto vittima di
truffatori internazionali, nonché di vessazioni contrattuali e umane da
parte di Banca Sella S.p.A. di Biella, azienda che si spaccia da sempre
quale leader nel settore dell' e-payment.
Avendo deciso di dotare la mia attività di commercio elettronico di uno
strumento di pagamento in grado di soddisfare le esigenze di sicurezza e
celerità che il mercato richiede, decisi nel mese di marzo 2000 di
rivolgermi a Banca Sella, azienda leader in Italia nell'offerta di soluzioni
di pagamento online.
In particolare il contratto di "esercente di commercio elettronico via
internet" da me sottoscritto mi consentiva di offrire ai clienti del mio
negozio virtuale una modalità di pagamento in linea con gli standards
qualitativi e di rapidità richiesti dal settore.
Nella gestione del POS virtuale mi attenevo scrupolosamente alle istruzioni
impartite da Banca Sella S.p.A.; in particolare, prima di evadere
materialmente l'ordine, attendevo la comunicazione sia della scheda di
acquisto da parte del provider, sia dell'esito positivo dell'operazione da
parte di Banca Sella che forniva via e-mail il relativo codice
autorizzazione. L'operazione di vendita si concludeva, da una parte
attraverso l'emissione della relativa fattura e l'invio tramite corriere DHL
della merce ordinata (e pagata a mezzo carta di credito) al nominativo
indicato quale destinatario, dall'altra attraverso l'accredito sul conto
corrente dell'esercente delle somme autorizzate con il POS virtuale da parte
di Banca Sella.
Dopo un primo periodo di rodaggio il sistema sembrava cominciasse a
funzionare e a dare i suoi frutti anche in termini di gradimento da parte
delle mia clientela, e ciò si ripercuoteva, con mia enorme soddisfazione,
considerati gli sforzi profusi per mettere in piedi la mia piccola attività,
in un buon incremento degli ordinativi, provenienti un po' da tutta Europa.
Nonostante non conoscessi, naturalmente, l'identità dei miei clienti, quando
questi sceglievano quale modalità di pagamento la carta di credito, mi
sentivo sollevato ed ultra garantito proprio per l'esistenza del sistema di
autorizzazioni da parte di Banca Sella che mi metteva al riparo, a mio
parere, da qualsiasi sorpresa sulle possibili intenzioni fraudolente dei
Titolari, od utilizzatori, delle carte di credito usate quali mezzi di
pagamento.
In effetti, secondo le mie valutazioni, l'autorizzazione concessa da parte
di Banca Sella alla fine di un sofisticato (a loro dire) iter di controlli,
significava garanzia di copertura delle cifre spese tramite l'utilizzo delle
Carte in questione e loro attribuibilità ai titolari delle carte stesse.
Insomma mi comportavo né più né meno come un negoziante dotato di POS che
consegna la merce all'esito (positivo) del controllo attuato dal sistema di
autorizzazioni da parte degli enti emittenti delle carte di credito.
Del resto Banca Sella pretendeva, a termini di contratto, per questo
servizio una commissione pari al 2,9 % sul transato, percentuale di non poco
conto ove si considerino i limitatissimi margini di ricarico applicabili nel
settore.
Negli ultimi giorni del mese di giugno 2000 venivo contattato e convocato
presso gli uffici di Biella di Banca Sella per comunicazioni urgenti ed ebbi
un colloquio con un dirigenteche mi interrogò, chiedendomi delucidazioni
sull' incremento delle vendite verificatosi nell'ultimo periodo, nonché
sulla natura di soggetti privati o negozianti-rivenditori degli acquirenti.
Come detto, avendo da sempre ricevuto ordinativi un po' da tutte le parti d'
Europa, non ero in grado di risalire all'identità dei singoli acquirenti, né
alla loro veste di acquirenti privati o commercianti, se non desumendola
dall'entità delle ordinazioni effettuate; quanto poi all'incremento delle
vendite, questo pareva del tutto in linea con le tendenze di mercato, visto
la natura dell'esercizio commerciale, dei beni trattati e dei notevoli
sforzi fatti sul fronte pubblicitario, ed io non potevo che rallegrarmene,
tanto più che avevo deciso di dotarmi del servizio offerto da Banca Sella
proprio per scongiurare, attraverso il meccanismo di controllo e di
autorizzazioni da essa fornito, l'eventualità di incorrere in truffe da
parte di soggetti che maneggiassero carte di credito false, rubate o
contraffatte.
A seguito di questo incontro, in realtà poco chiarificatore, e solo di
fronte alle mie reiterate richieste di chiarimento venivo informato dell'
esistenza di una serie di transazioni "dubbie" cioè a rischio contestazione
da parte dei titolari delle carte di credito, e contemporaneamente venivano
presi da Banca Sella dei provvedimenti di sospensione da parte delle
autorizzazioni già concesse con conseguente addebito di cifre già
accreditate sul mio conto, il totale delle somme in contestazione ammonta a
circa 140.000.000.
Infatti dopo un breve periodo in cui ho cercato di tornare a galla
continuando a proporre le mie vendite ondine, ma senza fornire la modalità
di pagamento con corta di credito, ed avendo subito una notevole flessione
delle vendite stesse, ho deciso, giocoforza, di chiudere la mia attività
rivolgendomi ad uno studio legale per cercare di recuperare quantomeno le
somme relative alle transazioni già autorizzate e successivamente
riaddebitate.
Solo allora, e non da Banca Sella, sono venuto a conoscenza dei veri e
propri soprusi perpetrati ai miei danni con l'inclusione della clausola
vessatoria denominata art. 13, che cito testualmente:"
Art. 13 Responsabilità
L'Esercente si impegna ad adempiere a tutti gli obblighi di legge ivi
compresi quelli tributari inerenti all'attività di vendita dei beni o
servizi.
Resta inteso che la Banca declina fin d'ora qualsivoglia responsabilità
inerente e conseguente i beni e/o servizi acquistati/forniti dall'Esercente
tramite il servizio di commercio elettronico regolarmente funzionante.
L'Esercente dichiara di accettare, rimossa fin d'ora ogni eccezione, il
riaddebito dell'importo delle transazioni effettuato dalla Banca a semplice
richiesta del Titolare della Carta.
Fatti salvi i casi di dolo o colpa grave, la Banca non sarà tenuta a
rispondere di eventuali danni subiti dall'Esercente, ivi compresi i danni
derivanti dalla sospensione temporanea del servizio per cause tecniche o per
motivi di sicurezza."
Vale a dire qualsiasi cosa capiti la banca non si assume il benché minimo
rischio, assicurandosi però la commissione sul transato.
Mi chiedo, Vi chiedo, e chiedo a Banca Sella: cosa dovevo fare prima di
consegnare la merce ordinatimi online e pagata fornendo un numero di carta
di credito che non figurava nell'elenco di quelle rubate, contraffatte o
comunque la cui operatività fosse sospesa, se non fornire tutti i dati
necessari a Banca Sella ed attendere la risposta ed il codice
autorizzazione?
Forse potevo o dovevo recarmi a casa del cliente che mi ordinava un
cellulare dalla Germania, dalla Francia o dall'Olanda, bussare alla sua
porta, controllare che fosse veramente in possesso della carta di credito il
cui numero era stato utilizzato per la transazione e magari chiedergli, per
maggiore sicurezza, di controfirmare l'ordinativo in mia presenza ed
acquisire una fotocopia del suo documento di identità?
Oppure attendere un paio di mesi prima di consegnare la merce per
scongiurare il pericolo che qualche titolare, ricevuto l'estratto conto di
spesa dall'istituto di emissione della sua carta di credito, "ripudiasse" l'
acquisto esponendomi appunto ad una manovra di riaddebito delle cifre a suo
tempo liquidatemi?
Mi domando come faccia, dati tali presupposti, a decollare l'e-commerce nel
nostro paese.
E soprattutto mi domando:
§ perché nessuno degli incaricati di Banca Sella (da precisare che il
contratto di esercente commercio elettronico ed anche il collegato contratto
di conto corrente sono stati da me sottoscritti presso la mia abitazione su
modulistica fornita da un promotore di zona dell'Istituto bancario in
questione) mi ha mai spiegato la reale natura ed implicazioni degli accordi
che andavo stipulando?
§ a quale titolo essa percepiva una commissione del 2,9 % del transato per
la concessione di autorizzazioni che poteva revocare in qualsiasi momento
senza che io potessi opporre alcuna eccezione in merito?
§ perché, ad oggi, Banca Sella non mi ha fornito tutta la documentazione
contenente le dichiarazioni dei titolari di carte sulla base delle quali l'"
Ufficio Dispute" di tale Istituto ha provveduto a sospendere prima e
revocare poi (anche se il contratto parla solo di facoltà di sospensione e
non di revoca) le autorizzazioni in oggetto?
§ perché Banca Sella non ha resistito alle richieste di banche dei
consumatori acquirenti, opponendo le lettere di vettura che attestano l'
effettiva consegna della merce ordinata, documenti tempestivamente da me
forniti, insieme a tutti gli altri richiesti?
§ perché, nonostante mi si comunicasse che la verifica sulle transazioni
oggetto di disputa avrebbe potuto protrarsi ancora "per alcuni giorni visto
il numero elevatissimo e la necessità di estendere l'indagine ad istituti
bancari stranieri", ad oggi per la maggior parte di esse manca una
comunicazione ufficiale di esito della contestazione, mentre le relative
somme oggetto di autorizzazione sono state prontamente sospese? Possibile
che tutte le dispute abbiano avuto esito negativo? E se no, a che titolo
Banca Sella continua a detenere tali somme?
Grazie per l'attenzione.

Fabio

Free.9

unread,
Aug 29, 2001, 12:46:14 PM8/29/01
to
> Vorrei rendervi partecipi della mia vicenda che mi ha visto vittima di
> truffatori internazionali, nonchi di vessazioni contrattuali e umane da

> parte di Banca Sella S.p.A. di Biella, azienda che si spaccia da sempre
> quale leader nel settore dell' e-payment.

Potevi evitare 1 papiro del genere, 4 righe avrebbero spiegato altrettanto
bene.

> Del resto Banca Sella pretendeva, a termini di contratto, per questo
> servizio una commissione pari al 2,9 % sul transato, percentuale di non
poco
> conto ove si considerino i limitatissimi margini di ricarico applicabili
nel
> settore.

Non so in che settore operassi tu. Nel mio i margini sono buoni, la vendita
online non e' per forza una vendita a prezzo piu' basso.

> Negli ultimi giorni del mese di giugno 2000 venivo contattato e convocato
> presso gli uffici di Biella di Banca Sella per comunicazioni urgenti ed
ebbi

> un colloquio con un dirigenteche mi interrogr, chiedendomi delucidazioni
> sull' incremento delle vendite verificatosi nell'ultimo periodo, nonchi


> sulla natura di soggetti privati o negozianti-rivenditori degli
acquirenti.

Ovvero dopo solo 3 mesi dall'inizio! Non so quanto tu abbia speso in
pubblicita' e non so quanto fosse stato l'incremento, ma a me sarebbe
sembrato molto sospetto.

> il totale delle somme in contestazione ammonta a circa 140.000.000.

Mi puoi dire cosa vendevi? Perche' cifre simili le fanno pochi siti di
e-commerce, in cosi' poco tempo.

> Solo allora, e non da Banca Sella, sono venuto a conoscenza dei veri e
> propri soprusi perpetrati ai miei danni con l'inclusione della clausola
> vessatoria denominata art. 13, che cito testualmente:"

> Art. 13 Responsabilit`
> [...]


> L'Esercente dichiara di accettare, rimossa fin d'ora ogni eccezione, il
> riaddebito dell'importo delle transazioni effettuato dalla Banca a
semplice
> richiesta del Titolare della Carta.

Articolo che faceva gia' parte del contratto di Banca Sella nel '99 quando
l'ho sottoscritto io. Dunque immagino che il contratto che hai firmato tu
riportasse questa clausola. Non e' certo colpa di Banca Sella se tu non
l'hai letta. Anche perche' lo prevede la legge.

> Mi chiedo, Vi chiedo, e chiedo a Banca Sella: cosa dovevo fare prima di
> consegnare la merce ordinatimi online e pagata fornendo un numero di carta
> di credito che non figurava nell'elenco di quelle rubate, contraffatte o

> comunque la cui operativit` fosse sospesa, se non fornire tutti i dati


> necessari a Banca Sella ed attendere la risposta ed il codice
> autorizzazione?

Bhe', per ordini da clienti nuovi (ovvero da meno di 60 giorni) e per
importi importanti potevi chiedere 1 fax con un documento di identita' o
altro titolo simile a puro scopo precauzionale e di tutela stessa dei
clienti.

Se io vado all'ipermercato qui da me oltre alla carta fisica (che vale
certamente + del MOTO) ed alla mia firma per tutela dei titolari delle carte
(e quindi anche mia) chiedono un documento di identita'. E gli importi sono
certamente inferiori dei tuoi.

> Mi domando come faccia, dati tali presupposti, a decollare l'e-commerce
nel
> nostro paese.

E' cosi' in tutto il mondo, non in Italia.

> ' perchi nessuno degli incaricati di Banca Sella (da precisare che il


> contratto di esercente commercio elettronico ed anche il collegato
contratto
> di conto corrente sono stati da me sottoscritti presso la mia abitazione
su
> modulistica fornita da un promotore di zona dell'Istituto bancario in
> questione) mi ha mai spiegato la reale natura ed implicazioni degli
accordi
> che andavo stipulando?

Puo' essere una sua negligenza (a me erano stati esposti) ma prima di
firmare un contratto dovevi leggerlo accuratamente e chiedere ogni ulteriore
informazione.

> ' a quale titolo essa percepiva una commissione del 2,9 % del transato per


> la concessione di autorizzazioni che poteva revocare in qualsiasi momento
> senza che io potessi opporre alcuna eccezione in merito?

Anche per il POS fisico le %ali non sono molto diverse. Ed i rischi sono
identici, se io non riconosco un addebito sulla mia carta questo viene
stornato ed e' il merchant a dover dimostrare che l'addebito era giusto.

> ' perchi, ad oggi, Banca Sella non mi ha fornito tutta la documentazione


> contenente le dichiarazioni dei titolari di carte sulla base delle quali
l'"
> Ufficio Dispute" di tale Istituto ha provveduto a sospendere prima e

> revocare poi (anche se il contratto parla solo di facolt` di sospensione e


> non di revoca) le autorizzazioni in oggetto?

Questo lo devi chiedere a loro.

> ' perchi Banca Sella non ha resistito alle richieste di banche dei


> consumatori acquirenti, opponendo le lettere di vettura che attestano l'
> effettiva consegna della merce ordinata, documenti tempestivamente da me
> forniti, insieme a tutti gli altri richiesti?

Idem.

> ' perchi, nonostante mi si comunicasse che la verifica sulle transazioni


> oggetto di disputa avrebbe potuto protrarsi ancora "per alcuni giorni
visto

> il numero elevatissimo e la necessit` di estendere l'indagine ad istituti


> bancari stranieri", ad oggi per la maggior parte di esse manca una
> comunicazione ufficiale di esito della contestazione, mentre le relative
> somme oggetto di autorizzazione sono state prontamente sospese? Possibile
> che tutte le dispute abbiano avuto esito negativo? E se no, a che titolo
> Banca Sella continua a detenere tali somme?

Se hai 1 legale faglielo chiedere da lui. Insomma, in 15 mesi avranno avuto
qualche risposta definitiva.

Saluti.

Stefano.

Daniela Apollonio

unread,
Aug 29, 2001, 1:44:38 PM8/29/01
to
> Come detto, avendo da sempre ricevuto ordinativi un po' da tutte le parti
d'
> Europa, non ero in grado di risalire all'identità dei singoli acquirenti,

> alla loro veste di acquirenti privati o commercianti, se non desumendola
> dall'entità delle ordinazioni effettuate;

No scusa, fammi capire, ma non hai i relativi documenti contabili che
accompagnano il bene?
Da li si risale facilmente a tutto.
Inoltre che sistema di e'commerce hai che non ti tiene traccia degli ordini
e non ti fa statistiche sugli ordini?


> tanto più che avevo deciso di dotarmi del servizio offerto da Banca Sella
> proprio per scongiurare, attraverso il meccanismo di controllo e di
> autorizzazioni da essa fornito, l'eventualità di incorrere in truffe da
> parte di soggetti che maneggiassero carte di credito false, rubate o
> contraffatte.

Ma leggere bene i contratti prima di firmarli no, eh?

> A seguito di questo incontro, in realtà poco chiarificatore, e solo di
> fronte alle mie reiterate richieste di chiarimento venivo informato dell'
> esistenza di una serie di transazioni "dubbie" cioè a rischio
contestazione
> da parte dei titolari delle carte di credito, e contemporaneamente
venivano
> presi da Banca Sella dei provvedimenti di sospensione da parte delle
> autorizzazioni già concesse con conseguente addebito di cifre già
> accreditate sul mio conto, il totale delle somme in contestazione ammonta
a
> circa 140.000.000.

Ok la cifra di 140 ml di lire in contestazioni fa impressione, pero' se
magari indicassi anche il totale del transato sarebbe anche piu' facile
capire la posizione della banca.
Ad esempio:
Se questo importo rappresenta lo 0%-5% del transato, allora la cifra e'
congrua: si stima infatti che tali % corrispondano a quanto gli esercenti
normali accollano alla voce furti in ogni bilancio di attivita' commerciali.
Se questo importo rappresenta il 70%-90% del transato, ed in piu' in pochi
mesi, con un picco esponenziale verso l'altro, allora e' lecito il dubbio
della banca nel pensare che il tuo possa essere stata un tentativo di
truffa.

Mi pare strano anche che una crescita cosi' esponenziale non sia stata da te
monitorata in alcun modo.

>[..] ho deciso, giocoforza, di chiudere la mia attività


> rivolgendomi ad uno studio legale per cercare di recuperare quantomeno le
> somme relative alle transazioni già autorizzate e successivamente
> riaddebitate.

Dubito che tu possa recuperare dalla Banca.
Male che vada le puoi stornare dal fatturato.

> Mi domando come faccia, dati tali presupposti, a decollare l'e-commerce
nel
> nostro paese.

Non sono questi, a mio avviso, gli ostacoli all'e-commerce.
Una maggiore maturita' da parte di tutti e' auspicabile: come diavolo fai a
dare per scontato che tutto il traffico fosse dovuto alla pubblicita'?

Hai davvero fatto pubblicita' in germania?

E il customercare? lo studio del cliente? gli acquisti erano mordi e fuggi o
ricorrenti?
Insomma un e-com non e' certo qualcosa che va avanti da solo ma va seguito
con molta attenzione.

> E soprattutto mi domando:
> § perché nessuno degli incaricati di Banca Sella mi ha mai spiegato la


reale natura ed implicazioni degli accordi che andavo stipulando?

perche' dai la colpa agli altri?
perche' non hai letto con attenzione il contratto?

Magari se riesci a provare con il tuo avvocato che il procacciatore era
tenuto a informarti questo potrebbe rientrare nei casi di colpa o dolo della
banca, ma se sei qui a parlarne con noi temo che questo non si possa
verificare.

> § a quale titolo essa percepiva una commissione del 2,9 % del transato per
> la concessione di autorizzazioni che poteva revocare in qualsiasi momento
> senza che io potessi opporre alcuna eccezione in merito?

Beh, dalla commissione che pagavi devo desumere che il transato era alto,
visto che si parte da un 4%.

> § perché, ad oggi, Banca Sella non mi ha fornito tutta la documentazione
> contenente le dichiarazioni dei titolari di carte sulla base delle quali
l'"
> Ufficio Dispute" di tale Istituto ha provveduto a sospendere prima e
> revocare poi (anche se il contratto parla solo di facoltà di sospensione e
> non di revoca) le autorizzazioni in oggetto?

perche' invece di chiederlo a noi non lo fai chiedere dal tuo avvocato a
loro???
se questa pratica non la segui e non fai pressioni rischi che i tempi si
allunghino moltissimo.

> § perché Banca Sella non ha resistito alle richieste di banche dei
> consumatori acquirenti, opponendo le lettere di vettura che attestano l'
> effettiva consegna della merce ordinata, documenti tempestivamente da me
> forniti, insieme a tutti gli altri richiesti?

Ecco un ' altra cosa che la Banca dovrebbe spiegarti: ricorda il dolo e
colpa :)

> § perché, nonostante mi si comunicasse che la verifica sulle transazioni
> oggetto di disputa avrebbe potuto protrarsi ancora "per alcuni giorni
visto
> il numero elevatissimo e la necessità di estendere l'indagine ad istituti
> bancari stranieri", ad oggi per la maggior parte di esse manca una
> comunicazione ufficiale di esito della contestazione, mentre le relative
> somme oggetto di autorizzazione sono state prontamente sospese? Possibile
> che tutte le dispute abbiano avuto esito negativo? E se no, a che titolo
> Banca Sella continua a detenere tali somme?


Capisco il tuo sfogo, e ti ringrazio di averci fatti partecipi, e nel mio
piccolo ti sono vicina.
Pero' la cosa che ti consiglio e' di prendere tutta la documentazione in tuo
possesso, fare i controlli in amministrazione e poi andare dal tuo avvocato,
e mostrare i denti.

In bocca al lupo
dap

Faser

unread,
Aug 30, 2001, 3:24:07 AM8/30/01
to
On Wed, 29 Aug 2001 19:44:38 +0200, "Daniela Apollonio"
<dap...@katamail.com> wrote:


>Ma leggere bene i contratti prima di firmarli no, eh?

Il fatto di leggere i contratti è una cosa giusta, ma teniamo presente che
il moderno sistema commerciale si basa sulla fiducia. Se dovessimo
controllare e disquisire attentamente sulle decine di contratti che
stipuliamo ogni giorno, non si muoverebbe nulla.
Ciao.

Faser
--------------------
FABIO SERRA
*Questo testo deve essere valutato secondo il senso della RFC-3*
Per rispondere in e-mail sostituire "invalid" con "faser"
http://www.cfmentor.com
--------------------

Lino Mari

unread,
Aug 30, 2001, 4:44:21 AM8/30/01
to
FDS wrote in message...

> Vorrei rendervi partecipi della mia vicenda che mi ha visto vittima di
> truffatori internazionali, nonché di vessazioni contrattuali e umane da
> parte di Banca Sella S.p.A. di Biella, azienda che si spaccia da sempre
> quale leader nel settore dell' e-payment.

IMHO E' ancora leader...

[...]


> Nella gestione del POS virtuale mi attenevo scrupolosamente alle
istruzioni
> impartite da Banca Sella S.p.A.; in particolare, prima di evadere
> materialmente l'ordine, attendevo la comunicazione sia della scheda di
> acquisto da parte del provider, sia dell'esito positivo dell'operazione da
> parte di Banca Sella che forniva via e-mail il relativo codice
> autorizzazione. L'operazione di vendita si concludeva, da una parte

Quindi come dici tu questi utenti italiani e stranieri... ti davano in mano
il loro numero di c.c. [?]

> Insomma mi comportavo né più né meno come un negoziante dotato di POS che
> consegna la merce all'esito (positivo) del controllo attuato dal sistema
di
> autorizzazioni da parte degli enti emittenti delle carte di credito.

Questo vuol dire solo che le c.c. erano regolari...

> Negli ultimi giorni del mese di giugno 2000 venivo contattato e convocato
> presso gli uffici di Biella di Banca Sella per comunicazioni urgenti ed
ebbi
> un colloquio con un dirigenteche mi interrogò, chiedendomi delucidazioni
> sull' incremento delle vendite verificatosi nell'ultimo periodo, nonché
> sulla natura di soggetti privati o negozianti-rivenditori degli
acquirenti.

Come minimo?!? Parti con un'attività di e-com a marzo e ad aprile hai già
fatto un fatturato del genere? [?]
Sei stato fortunato che non ti hanno sospeso prima il servizio?!?

> Come detto, avendo da sempre ricevuto ordinativi un po' da tutte le parti
d'
> Europa, non ero in grado di risalire all'identità dei singoli acquirenti,

> alla loro veste di acquirenti privati o commercianti, se non desumendola
> dall'entità delle ordinazioni effettuate; quanto poi all'incremento delle

A chi facevi le fatture?

> vendite, questo pareva del tutto in linea con le tendenze di mercato,
visto
> la natura dell'esercizio commerciale, dei beni trattati e dei notevoli
> sforzi fatti sul fronte pubblicitario, ed io non potevo che rallegrarmene,

Non credo proprio che queste siano le tendenze di mercato... cifre del
genere nell'e-com te le sogni... tanto più che la tua è una piccola attività
e non un nome già affermato... questo non ti ha insospettito neanche un
pò?!? Molto strano!

> A seguito di questo incontro, in realtà poco chiarificatore, e solo di
> fronte alle mie reiterate richieste di chiarimento venivo informato dell'
> esistenza di una serie di transazioni "dubbie" cioè a rischio
contestazione
> da parte dei titolari delle carte di credito, e contemporaneamente
venivano
> presi da Banca Sella dei provvedimenti di sospensione da parte delle
> autorizzazioni già concesse con conseguente addebito di cifre già
> accreditate sul mio conto, il totale delle somme in contestazione ammonta
a
> circa 140.000.000.

Se queste sono solo quelle dubbie... significa che il tuo fatturato in meno
di 3 mesi è stato veramente alto!

> Infatti dopo un breve periodo in cui ho cercato di tornare a galla
> continuando a proporre le mie vendite ondine, ma senza fornire la modalità
> di pagamento con corta di credito, ed avendo subito una notevole flessione
> delle vendite stesse, ho deciso, giocoforza, di chiudere la mia attività
> rivolgendomi ad uno studio legale per cercare di recuperare quantomeno le
> somme relative alle transazioni già autorizzate e successivamente
> riaddebitate.

Non credo sia possibile... a meno che tu non dimostri con carte alla mano,
l'identità dei clienti e la prova dell'acquisto...

> Solo allora, e non da Banca Sella, sono venuto a conoscenza dei veri e
> propri soprusi perpetrati ai miei danni con l'inclusione della clausola
> vessatoria denominata art. 13, che cito testualmente:"
> Art. 13 Responsabilità
> L'Esercente si impegna ad adempiere a tutti gli obblighi di legge ivi
> compresi quelli tributari inerenti all'attività di vendita dei beni o
> servizi.
> Resta inteso che la Banca declina fin d'ora qualsivoglia responsabilità
> inerente e conseguente i beni e/o servizi acquistati/forniti
dall'Esercente
> tramite il servizio di commercio elettronico regolarmente funzionante.
> L'Esercente dichiara di accettare, rimossa fin d'ora ogni eccezione, il
> riaddebito dell'importo delle transazioni effettuato dalla Banca a
semplice
> richiesta del Titolare della Carta.
> Fatti salvi i casi di dolo o colpa grave, la Banca non sarà tenuta a
> rispondere di eventuali danni subiti dall'Esercente, ivi compresi i danni
> derivanti dalla sospensione temporanea del servizio per cause tecniche o
per
> motivi di sicurezza."

I ocntratti si leggono prima non dopo...

> Vale a dire qualsiasi cosa capiti la banca non si assume il benché minimo
> rischio, assicurandosi però la commissione sul transato.
> Mi chiedo, Vi chiedo, e chiedo a Banca Sella: cosa dovevo fare prima di
> consegnare la merce ordinatimi online e pagata fornendo un numero di carta
> di credito che non figurava nell'elenco di quelle rubate, contraffatte o
> comunque la cui operatività fosse sospesa, se non fornire tutti i dati
> necessari a Banca Sella ed attendere la risposta ed il codice
> autorizzazione?

Chiedi ai loro responsabili...

> Forse potevo o dovevo recarmi a casa del cliente che mi ordinava un
> cellulare dalla Germania, dalla Francia o dall'Olanda, bussare alla sua
> porta, controllare che fosse veramente in possesso della carta di credito
il
> cui numero era stato utilizzato per la transazione e magari chiedergli,
per
> maggiore sicurezza, di controfirmare l'ordinativo in mia presenza ed
> acquisire una fotocopia del suo documento di identità?

Bastava farti fare un fax che ti confermasse l'identità della persona con
allegata la carta di identità... almeno! Visto il numero di transazioni
dovevi almeno avere qualche dubbio... ma a questo punto il dubbio viene a
me.. [?]

> Oppure attendere un paio di mesi prima di consegnare la merce per
> scongiurare il pericolo che qualche titolare, ricevuto l'estratto conto di
> spesa dall'istituto di emissione della sua carta di credito, "ripudiasse"
l'
> acquisto esponendomi appunto ad una manovra di riaddebito delle cifre a
suo
> tempo liquidatemi?

E' lo stesso rischio di chi possiede un POS all'interno del proprio
esercizio!

> Mi domando come faccia, dati tali presupposti, a decollare l'e-commerce
nel
> nostro paese.

Il problema non è questo... ma la maturità degli esercenti in rete... non ci
si può improvvisare esercenti e-comm così... ci vuole un minimo di
esperienza e soprattutto valutare tutte le conseguenze a cui si va
incontro... soprattutto le truffe... visto che i clienti non si vedono in
faccia!

> § a quale titolo essa percepiva una commissione del 2,9 % del transato per
> la concessione di autorizzazioni che poteva revocare in qualsiasi momento
> senza che io potessi opporre alcuna eccezione in merito?

Chiedi a loro...

> § perché, ad oggi, Banca Sella non mi ha fornito tutta la documentazione
> contenente le dichiarazioni dei titolari di carte sulla base delle quali
l'"
> Ufficio Dispute" di tale Istituto ha provveduto a sospendere prima e
> revocare poi (anche se il contratto parla solo di facoltà di sospensione e
> non di revoca) le autorizzazioni in oggetto?

Fai chiedere da un avvocato...

> § perché Banca Sella non ha resistito alle richieste di banche dei
> consumatori acquirenti, opponendo le lettere di vettura che attestano l'
> effettiva consegna della merce ordinata, documenti tempestivamente da me
> forniti, insieme a tutti gli altri richiesti?

Vedi sopra...

> § perché, nonostante mi si comunicasse che la verifica sulle transazioni
> oggetto di disputa avrebbe potuto protrarsi ancora "per alcuni giorni
visto
> il numero elevatissimo e la necessità di estendere l'indagine ad istituti
> bancari stranieri", ad oggi per la maggior parte di esse manca una
> comunicazione ufficiale di esito della contestazione, mentre le relative
> somme oggetto di autorizzazione sono state prontamente sospese? Possibile
> che tutte le dispute abbiano avuto esito negativo? E se no, a che titolo
> Banca Sella continua a detenere tali somme?

Vedi sopra...

Ciao
--
Lino Mari
Intermedia srl
http://www.viadeimercanti.com - Il nuovo portale dell'e-business
http://www.imbnet.it - Intermedia Srl - Telematica e Multimedia

Faser

unread,
Aug 30, 2001, 3:55:22 AM8/30/01
to
On Sun, 26 Aug 2001 11:19:36 GMT, "FDS" <de...@NOSPAMiol.it> wrote:

>Come detto, avendo da sempre ricevuto ordinativi un po' da tutte le parti d'
>Europa, non ero in grado di risalire all'identità dei singoli acquirenti, né

Questa non l'ho capita. Se consegnavi beni fisici, da qualche parte sarà
rimasta traccia a chi venivano spediti. Da quello che so la procedura in
caso di contestazioni è diversa per beni immateriali e materiali. Nel primo
caso ha quasi sempre ragione il cliente che contesta l'addebito, nel
secondo - il tuo - le verifiche sono molto più accurate. Scusami, ma dove
venivano consegnati i beni? Ad una casella postale? Il nome sulla carta era
lo stesso del destinatario?


>Vale a dire qualsiasi cosa capiti la banca non si assume il benché minimo
>rischio, assicurandosi però la commissione sul transato.

Purtroppo è così e secondo me è assurdo. I circuiti delle carte e le banche
intascano i soldi e poi non garantiscono nulla.
Il problema è che l'utilizzo della carta di credito è stato stravolto da
come era pensato originariamente. Adesso per un commerciante on-line (che
non significa solo via internet) è fortemente insicuro e mi pare difficile
sostenere il contrario. Come però scrive giustamente Daniela è una
questione di percentuali. Generalmente i benefici sono maggiori delle
fregature.

Faser

unread,
Aug 30, 2001, 3:24:11 AM8/30/01
to
On Wed, 29 Aug 2001 18:46:14 +0200, "Free.9" <mille...@tamtamitalia.com>
wrote:

>Bhe', per ordini da clienti nuovi (ovvero da meno di 60 giorni) e per
>importi importanti potevi chiedere 1 fax con un documento di identita' o
>altro titolo simile a puro scopo precauzionale e di tutela stessa dei
>clienti.

Certo ti tuteli, ma sicuramente limiti i tuoi clienti. Io per primo sarei
scoraggiato se dovessi spedire un fax con la mia carta d'identità magari
all'estero.

>Se io vado all'ipermercato qui da me oltre alla carta fisica (che vale
>certamente + del MOTO) ed alla mia firma per tutela dei titolari delle carte
>(e quindi anche mia) chiedono un documento di identita'. E gli importi sono
>certamente inferiori dei tuoi.

Ah, questa è veramente una notizia ! A me in anni e anni che uso la carta
di credito è capitato solo una volta a Parigi. Generalmente non mi viene
controllata neanche la firma. E non penso di essere l'unico fortunato.
Il problema è appunto tutto qui: la carta di credito nasce per essere
utilizzata con la firma non con un numero in chiaro !
A questo punto è ovvio che il cliente che vuole il charge back ha quasi
sempre ragione, anche se è in malafede. Se non c'è la firma contesta il
pagamento e tu cosa gli dici ? La cosa potrebbe anche andare bene visto che
è un rischio calcolato, ma il circuito delle carte dovrebbe garantire.

Free.9

unread,
Aug 30, 2001, 5:29:30 AM8/30/01
to
> > Come detto, avendo da sempre ricevuto ordinativi un po' da tutte le
parti
> d'
> > Europa, non ero in grado di risalire all'identit` dei singoli
acquirenti,
> ni

> > alla loro veste di acquirenti privati o commercianti, se non desumendola
> > dall'entit` delle ordinazioni effettuate; quanto poi all'incremento

delle
>
> A chi facevi le fatture?

Mi e' sovvenuto solo ora. Ma cavoli, se si fatturi ad una azienda UE hai la
sospensione di imposta, se e' un privato invece versi l'IVA normalmente. Fra
l'altro sei sicuro che con gli importi raggiunti non hai l'obbligo del
rappresentate fiscale in nessuno stato?

> Bastava farti fare un fax che ti confermasse l'identit` della persona con
> allegata la carta di identit`... almeno! Visto il numero di transazioni


> dovevi almeno avere qualche dubbio... ma a questo punto il dubbio viene a
> me.. [?]

Infatti, io lavoro generalmente con importi molto bassi, ma al primo ordine
di 1 certa entita' (nel mio caso anche 500mila lire) gia' mi farei faxare 1
documento, soprattutto per 1 cliente estero.

> Il problema non h questo... ma la maturit` degli esercenti in rete... non
ci
> si pur improvvisare esercenti e-comm cosl... ci vuole un minimo di


> esperienza e soprattutto valutare tutte le conseguenze a cui si va
> incontro... soprattutto le truffe... visto che i clienti non si vedono in
> faccia!

E soprattutto per i contratti "vitali" dell'attivita' e' necessario leggerli
bene prima di lasciare sul campo 140milioni di lire.

> > ' a quale titolo essa percepiva una commissione del 2,9 % del transato


per
> > la concessione di autorizzazioni che poteva revocare in qualsiasi
momento
> > senza che io potessi opporre alcuna eccezione in merito?
>
> Chiedi a loro...

Oppure leggi il contratto dove e' scritto.

Saluti.

Stefano.

Free.9

unread,
Aug 30, 2001, 5:34:17 AM8/30/01
to
> Certo ti tuteli, ma sicuramente limiti i tuoi clienti. Io per primo sarei
> scoraggiato se dovessi spedire un fax con la mia carta d'identit` magari
> all'estero.

Certo, ma se l'importo e' importante lo faresti anche. Insomma, se parliamo
di 140milioni di transato sospetto allora direi che almeno 6-700 milioni di
complessivo ci sono stati, non saranno stati tutti ordini piccoli.

> Ah, questa h veramente una notizia ! A me in anni e anni che uso la carta
> di credito h capitato solo una volta a Parigi. Generalmente non mi viene


> controllata neanche la firma. E non penso di essere l'unico fortunato.

Infatti, stessa catena a 15 km. da qui non controlla nulla. Pero' se io dico
che questa operazione serve a tutelare anche il titolare della carta penso
che nessuno si opponga (al di la che e' compito, e quindi diritto,
dell'esercente verificare l'identita' personale del cliente).

> Il problema h appunto tutto qui: la carta di credito nasce per essere


> utilizzata con la firma non con un numero in chiaro !

> A questo punto h ovvio che il cliente che vuole il charge back ha quasi
> sempre ragione, anche se h in malafede. Se non c'h la firma contesta il


> pagamento e tu cosa gli dici ? La cosa potrebbe anche andare bene visto
che

> h un rischio calcolato, ma il circuito delle carte dovrebbe garantire.

Un attimo, se io ho la lettera di vettura del corriere che dimostra che la
merce l'ha ritirata e' il cliente che va dalla parte del torto, direi anche
nel penale.

Insomma, lui ora puo' cercare le persone che hanno ricevuto la merce e
verificare se sono i titolari delle carte di credito usate per pagarla.
Operazione tutt'altro che banale.

Saluti.

Stefano.

Free.9

unread,
Aug 30, 2001, 5:37:30 AM8/30/01
to
> Il nome sulla carta era lo stesso del destinatario?

Purtroppo il merchant questo non lo puo' sapere, il nome del titolare non
viene verificato dai sistemi internazionali. In altre parole posso usare il
tuo numero con il mio nome e funziona.

> Purtroppo h cosl e secondo me h assurdo. I circuiti delle carte e le


banche
> intascano i soldi e poi non garantiscono nulla.

Per quello ci sono le assicurazioni, sapevo che diverse compagnie
proponevano una polizza specifica.

> Il problema h che l'utilizzo della carta di credito h stato stravolto da


> come era pensato originariamente. Adesso per un commerciante on-line (che

> non significa solo via internet) h fortemente insicuro e mi pare difficile
> sostenere il contrario. Come perr scrive giustamente Daniela h una


> questione di percentuali. Generalmente i benefici sono maggiori delle
> fregature.

Esatto, il MOTO non e' la cosa migliore che si possa fare, ma IMHO le truffe
stanno proporzionalmente calando in considerazione del fatto che stanno
aumentando i clienti.

Saluti.

Stefano.

Faser

unread,
Aug 30, 2001, 6:58:02 AM8/30/01
to
On Thu, 30 Aug 2001 11:37:30 +0200, "Free.9" <mille...@tamtamitalia.com>
wrote:

>> Il nome sulla carta era lo stesso del destinatario?
>
>Purtroppo il merchant questo non lo puo' sapere, il nome del titolare non
>viene verificato dai sistemi internazionali. In altre parole posso usare il
>tuo numero con il mio nome e funziona.
>

Si è vero, ma Banca Sella successivamente può controllare. Se il nome della
carta è diverso dal titolare, può essere che ci sia una truffa se è uguale
è già più difficile. Ma insomma questa merce sarà arrivata a qualcuno o no?
Almeno la merce riuscirà a recuperarla?
Infine: visto che il credito massimo che si può fare al cliente lo sanno
subito è mai possibile che non si siano ancora decisi a fare i controlli
sul nome ! Meglio che niente.

Faser

unread,
Aug 30, 2001, 6:58:06 AM8/30/01
to
On Thu, 30 Aug 2001 11:34:17 +0200, "Free.9" <mille...@tamtamitalia.com>
wrote:


>Infatti, stessa catena a 15 km. da qui non controlla nulla. Pero' se io dico
>che questa operazione serve a tutelare anche il titolare della carta penso
>che nessuno si opponga (al di la che e' compito, e quindi diritto,
>dell'esercente verificare l'identita' personale del cliente).

Hai perfettamente ragione, solo che nella pratica tutela di più il
commerciante che il titolare. Se arriva un addebito non autorizzato e la
mia firma non salta fuori i soldi mi vengono restituiti.

>Un attimo, se io ho la lettera di vettura del corriere che dimostra che la
>merce l'ha ritirata e' il cliente che va dalla parte del torto, direi anche
>nel penale.

Si certo ci saranno delle indagini, però ripeto il problema nasce dal fatto
che le carte di credito sono usate in modo diverso da quello pensato
originariamente.

Free.9

unread,
Aug 31, 2001, 3:00:44 AM8/31/01
to
> Si h vero, ma Banca Sella successivamente pur controllare. Se il nome
della
> carta h diverso dal titolare, pur essere che ci sia una truffa se h uguale
> h gi` piy difficile. Ma insomma questa merce sar` arrivata a qualcuno o
no?
> Almeno la merce riuscir` a recuperarla?

Certo, inoltre Banca Sella potrebbe crearsi autonomamente un archivio, cosi'
se 1 volta ad un numero di carta e' abbinato 1 nome e la volta successiva 1
altro allora blocca tutto.

Oppure potrebbe insospettirsi se dalla stessa classe IP arrivano in tempi
brevi molte richieste per la stessa o piu' carte.

Insomma, meccanismi di controllo ci sono, ed autorizzare la carta mettendo
pero' sull'altola' il venditore puo' essere utile.

Il venditore potrebbe, con la scusa di 1 controllo a campione, farsi mandare
via fax un documento d'identita'.

Saluti.

Stefano.

Free.9

unread,
Aug 31, 2001, 2:57:52 AM8/31/01
to
> Hai perfettamente ragione, solo che nella pratica tutela di piy il

> commerciante che il titolare. Se arriva un addebito non autorizzato e la
> mia firma non salta fuori i soldi mi vengono restituiti.

Tu lo sai, io lo so, ma forse c'e' qualcuno in giro che lo ignora altrimenti
tutti correrebbero a comprare on-line in tutta sicurezza :-)

In ogni caso fra telefonate, controtelefonate,
riconoscimento/disconoscimento della firma sulla ricevuta, ecc. quanto tempo
perdi?

> Si certo ci saranno delle indagini, perr ripeto il problema nasce dal


fatto
> che le carte di credito sono usate in modo diverso da quello pensato
> originariamente.

Ci vorrebbero carte nuove, AmEx aveva fatto blu, che fine ha fatto? A parte
che se non parte Visa per prima le altre contano poco.

Saluti.

Stefano.

Faser

unread,
Aug 31, 2001, 4:20:05 AM8/31/01
to
On Fri, 31 Aug 2001 08:57:52 +0200, "Free.9" <mille...@tamtamitalia.com>
wrote:


>In ogni caso fra telefonate, controtelefonate,
>riconoscimento/disconoscimento della firma sulla ricevuta, ecc. quanto tempo
>perdi?

Eheh...un delirio mi č capitato :-( Ad esempio la carta di credito secondo
me va usata attentamente nei contratti con addebiti periodici. Se il
commerciante non ti fornisce piů il servizio o comunque ci sono delle
contestazioni, diventa complicato bloccare l'addebito. In questi casi
meglio il classico RID.

Banca Sella

unread,
Aug 31, 2001, 8:54:20 AM8/31/01
to
Buongiorno FDS,
Le confermo che stiamo provvedendo alle verifiche relative al caso
sollevato.
Provvederemo a contattarLa personalmente per una risposta in merito.

Cordiali saluti
Daria Balbi
Area Clienti Sella.it

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