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Risarcimento danni per Pacco Ordinario smarrito

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Perdiviso

unread,
Apr 4, 2004, 11:11:21 PM4/4/04
to
All'attenzione di:

- Ministero delle Comunicazioni
- Poste Italiane S.p.a.
- Newsgroup it.economia.e-commerce

Spettabili "organismi"...

Vorrei sapere perchè se l'art. 1693 del codice civile stabilisce che "Il
vettore è responsabile della perdita e dell'avaria [1696] delle cose
consegnategli per il trasporto, dal momento in cui le riceve a quello in cui
le riconsegna al destinatario, se non prova che la perdita o l'avaria è
derivata da caso fortuito", quando la giurisprudenza precisa che le ipotesi
di smarrimento e di furto non violento non rientrano nel caso fortuito,
tutti i dipendenti di Poste Italiane S.p.a. che ho interrogato NEGANO il
diritto dei clienti ad essere risarciti integralmente per il valore
dimostrato del contenuto anche dei "Pacchi Ordinari" smarriti, cioè non solo
di quelli "Assicurati".

E pure perchè nella carta dei servizi che pubblicano al sito
http://www.poste.it/azienda/cartaqualita/cartaqualita.pdf, alla pagina 31,
Posta Italiane S.p.a. scrive che è previsto un rimborso forfetario di 25,82
euro in caso di perdita, quando nel documento ufficiale originale (vedi:
http://www.iuritalia.com/GU/20040329/GU%20n.074%20del%2029-03-2004/006.htm)
della Carta del Servizi è invece scritto, conformemente ai principi del
codice civile, che è previsto un rimborso collegato a quei prodotti di cui
sia possibile determinare in modo certo i dati relativi alla spedizione,
destinazione e consegna.

Con quale ragione, vorrei sapere, l'azienda Poste Italiane S.p.a. si esonera
dalla responsabilità del risarcimento danni (integrale) per gli smarrimenti
dei Pacchi Ordinari?

Grazie,
Perdiviso

~Ä~lessandro

unread,
Apr 5, 2004, 8:22:21 AM4/5/04
to

"Perdiviso" <p...@diviso.com> ha scritto nel messaggio
news:c4qir5$s1l$1...@lacerta.tiscalinet.it...

> Vorrei sapere perchè se l'art. 1693 del codice civile stabilisce che "Il
> vettore è responsabile della perdita e dell'avaria [1696] delle cose
> consegnategli per il trasporto, dal momento in cui le riceve a quello in
cui
> le riconsegna al destinatario, se non prova che la perdita o l'avaria è
> derivata da caso fortuito", quando la giurisprudenza precisa che le
ipotesi
> di smarrimento e di furto non violento non rientrano nel caso fortuito,

............cut

> Con quale ragione, vorrei sapere, l'azienda Poste Italiane S.p.a. si
esonera
> dalla responsabilità del risarcimento danni (integrale) per gli
smarrimenti
> dei Pacchi Ordinari?

Idem SDA qualcuno ha avuto miglior fortuna?

Alessandro
*************


Perdiviso

unread,
Apr 5, 2004, 3:33:42 PM4/5/04
to
> Idem SDA

Spiacere di saperlo!

> qualcuno ha avuto miglior fortuna?

Io non ne farei una questione di fortuna...

Se il diritto l'abbiamo possiamo farlo valere, con le buone o con la forza..

EnG

unread,
Apr 5, 2004, 6:21:31 PM4/5/04
to

"Perdiviso" <p...@diviso.com> ha scritto nel messaggio
news:c4qir5$s1l$1...@lacerta.tiscalinet.it...
[cut]

> Con quale ragione, vorrei sapere, l'azienda Poste Italiane S.p.a. si
esonera
> dalla responsabilità del risarcimento danni (integrale) per gli
smarrimenti
> dei Pacchi Ordinari?
>

IMHO non c'e modo di dimostrare il contenuto del pacco e il suo valore.
E allora una volta aveva stabilito 10+1 vota il vaolore dell'impostazione,
ora solo le classiche 50.000 e un calcione.
La ragione è semplice: come fai a dimostrare il valore del contenuto di un
pacco chiuso ?
Perchè lo dico io? Le PT non si assumono la responsabilità del contenuto di
un pacco, né hanno l'obbligo (privacy) di verificarne il contenuto e
soprattutto il valore (sai le dispute in tribunale?)
La soluzione sarebbe andare da un notaio e (pagandolo) farsi certificare la
corrispondenza del contenuto con quando dichiarato sul bollettino.

Paradossalmente se assicuri il pacco (spendendo 2,58 euro) per il tetto
massimo di 1032 euro (anche se il contenuto ne vale 30) puoi cominciare
quindi a gufare contro SDA ... in modo che ti perda il pacco e guadagnare un
terzo di uno stipendio medio... ;-)

Perdiviso

unread,
Apr 5, 2004, 4:39:34 PM4/5/04
to
* Vi riporto una massima di Cassazione civile, sez. III, 24 ottobre 1988 n.
5750, che pare mi dia ragione:
"Anche alla stregua del vigente codice postale, approvato con l. 29
marzo 1973 n. 156, e del relativo regolamento, le spedizioni della
stessa qualita' di merce, suddivise in piu' colli di peso ciascuno
inferiore ma complessivamente superiori a venti chilogrammi e
diretti dallo stesso mittente allo stesso destinatario, sono
sottratte all'esclusivita' dello Stato e possono pertanto essere
eseguite da chiunque, con la conseguenza che in tali ipotesi non e'
applicabile la limitazione di responsabilita' per perdita,
manomissione od avaria dei pacchi postali, estesa ai concessionari
del servizio di trasporto in esclusiva, operando questi come
corrieri privati soggetti al criterio generale di responsabilita'
stabilito dall'art. 1693 c.c. (secondo il quale il vettore e'
responsabile del danno per la perdita o l'avaria della merce quando
non provi che il danno stesso sia dovuto ad un evento a lui estraneo
e non imputabile)."


Mauro Fontana

unread,
Apr 6, 2004, 4:51:02 AM4/6/04
to

On Mon, 5 Apr 2004, EnG wrote:

>
> Paradossalmente se assicuri il pacco (spendendo 2,58 euro) per il tetto
> massimo di 1032 euro (anche se il contenuto ne vale 30) puoi cominciare
> quindi a gufare contro SDA ... in modo che ti perda il pacco e guadagnare un
> terzo di uno stipendio medio... ;-)


Prova ad assicurarla e a chiedere il rimborso.
Poi vedrai se si fidano di quanto hai dichiarato o se ti chiedono
documentazione (fattura) del contenuto.....per il rimborso.

Mauro

Perdiviso

unread,
Apr 6, 2004, 10:22:18 AM4/6/04
to

Poste Italiane S.p.a. mi ha già perso 2 Pacco Celere assicurati.
Per l'entità del rimborso si basano sul valore del contrassegno e sulle
varie mezze-prove fornitegli (fattura, nota d'ordine, dichiarazione del
destinatario, ecc..).
I tempi per il rimborso sono stati di circa 9 mesi.

paoletta143

unread,
Apr 6, 2004, 10:29:23 AM4/6/04
to

>IMHO non c'e modo di dimostrare il contenuto del pacco e il suo valore.
>E allora una volta aveva stabilito 10+1 vota il vaolore dell'impostazione,
>ora solo le classiche 50.000 e un calcione.
>La ragione è semplice: come fai a dimostrare il valore del contenuto di
>un
>pacco chiuso ?

>Perchè lo dico io? Le PT non si assumono la responsabilità del contenuto
>di
>un pacco, né hanno l'obbligo (privacy) di verificarne il contenuto e
>soprattutto il valore (sai le dispute in tribunale?)
>La soluzione sarebbe andare da un notaio e (pagandolo) farsi certificare
>la
>corrispondenza del contenuto con quando dichiarato sul bollettino.
>
>Paradossalmente se assicuri il pacco (spendendo 2,58 euro) per il tetto
>massimo di 1032 euro (anche se il contenuto ne vale 30) puoi cominciare
>quindi a gufare contro SDA ... in modo che ti perda il pacco e guadagnare
>un
>terzo di uno stipendio medio... ;-)


Be' intanto se il pacco è contrassegno il valore credo sia dimostrabile. In ogni
caso io nelle note del bollettino scrivo sempre il n.ro di fattura di riferimento.
Con la copia della fattura è possibile dimostrare il valore.
Ma il problema è che noi firmiamo un documento che ha scritte ben chiare sul retro
tutte le responsabilità che Poste Italiane nn si assume...
saluti,
Paola


--
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Perdiviso

unread,
Apr 6, 2004, 12:12:24 PM4/6/04
to
> Ma il problema è che noi firmiamo un documento che ha scritte ben chiare
sul retro
> tutte le responsabilità che Poste Italiane nn si assume...

Non ti curar di loro, ma guarda e passa... e vediti l'art. 1341 c.c.,
secondo comma. :)

Art 1341. Condizioni generali di contratto. - Le condizioni generali di
contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell
'altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha
conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza.
In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per
iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha
predisposte, limitazioni di responsabilità [...].

Perdiviso

unread,
Apr 6, 2004, 12:07:15 PM4/6/04
to
> IMHO non c'e modo di dimostrare il contenuto del pacco e il suo valore.

Si tratterebbe di accertamenti presuntivi, valutati equitativamente dal
giudice.

"Il valore della merce, in tal caso, puo' ben essere desunto dalle
fatture emesse dal mittente nei confronti del destinatario della
merce, stante la presunzione semplice che nei normali rapporti tra
imprenditori commerciali venga praticato il prezzo di mercato (nella
specie trattavasi di balle di cotone, le cui quotazioni risultano da
mercuriali o da contrattazioni largamente generalizzate)."
Cassazione civile, sez. I, 24 luglio 1986 n. 4732,

> La ragione è semplice: come fai a dimostrare il valore del contenuto di un
> pacco chiuso ?

Lo "dimostri" con gli elementi esterni al pacco, quali fattura, scontrino
fiscale, nota spese, ordine d'acquisto, nota d'impegno, lettere commerciali
e altre dichiarazioni del destinatario.
Ovviamente la certezza assoluta non può aversi. Non per altro esiste per
esempio un art. 1226 c.c. che sancisce che se il danno non può essere
provato nel suo preciso ammontare è liquidato dal giudice con valutazione
equitativa.

C'è da considerare poi che l'articolo 1683 c.c. stabilisce che "il mittente
deve indicare con esattezza al vettore la natura, il peso, la quantità e il
numero delle cose da trasportare".
Con questi dati alla mano sarebbe già più agevole il controllo da parte
delle PT.

> Perchè lo dico io? Le PT non si assumono la responsabilità del contenuto
di
> un pacco, né hanno l'obbligo (privacy) di verificarne il contenuto e
> soprattutto il valore (sai le dispute in tribunale?)

Obbligo specifico non c'è ma secondo me potrebbe averne la facoltà, e forse
però anche un obbligo generale per l'obbligo di diligenza del professionista
ex art. 1176 c.c., comma 2.

Per quanto riguarda la privacy, il codice penale tutela (solo?) la
riservatezza di corrispondenza, comunicazioni, atti e documenti chiusi,
nella sezione relativa all'inviolabilità dei segreti (616-623bis cp). L'art.
15 Cost. tutela la libertà e la segretezza dell'espressione e della
comunicazione del pensiero, sancendo l'inviolabilità della libertà e della
segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione.
Secondo me invece nel caso dei pacchi può operarsi una presunzione di
non-corrispondenza (sempreché sull'involucro non ci siano diciture quali
"riservato" o "corrispondenza" o simili), quindi non ci sarebbe un diritto
al segreto del contenuto di questi. Ma potrei sbagliarmi.

> La soluzione sarebbe andare da un notaio e (pagandolo) farsi certificare
la
> corrispondenza del contenuto con quando dichiarato sul bollettino.

Sarebbe una garanzia in più ancora ma non molto forte: come si assicura la
PT che io non abbia sostituito il pacco originale che ha visto il notaio con
uno vuoto?
Ci vorrebbero a questo punto altri accorgimenti, come la sigillatura
integrale del pacco con un nastro anti-tampering (quelli che se rimuovi si
squagliano visibilmente) verificato e la scrittura privata olografa del
notaio direttamente sul nastro :)

> Paradossalmente se assicuri il pacco (spendendo 2,58 euro) per il tetto
> massimo di 1032 euro (anche se il contenuto ne vale 30) puoi cominciare
> quindi a gufare contro SDA ... in modo che ti perda il pacco e guadagnare
un
> terzo di uno stipendio medio... ;-)

Ci avevo pure pensato, anche perchè le PT su alcuni documento dichiarano di
rimborsarti il "valore dichiarato". Invece non è vero! Non è così! Di fatto
e forse anche in diritto ti rimborsano il valore dimostrato, o quantomeno
mezzo-dimostrato.

Mauro Fontana

unread,
Apr 6, 2004, 2:32:12 PM4/6/04
to

On Tue, 6 Apr 2004, Perdiviso wrote:

> > IMHO non c'e modo di dimostrare il contenuto del pacco e il suo valore.
>
> Si tratterebbe di accertamenti presuntivi, valutati equitativamente dal
> giudice.

Tutta questa dissertazione legale e' interessante ma: avete mai provato ad
avere i rimborsi per i pacchi a cui avevate diritto nel caso dall'altra
parte ci sia qualcuno che fa muro di gomma?
Il problema e' nessuno fa causa alle poste per una valore che siainferiore
a uqalche migliaio di euro e quindi ci giocano come vogliono.
Nessuno si prende la briga di perderci mattinate allo sportello al
telefono etc etc ..... e su questo ci giocano come vogliono.
L'unica soluzione sarebbe un'azione di forza: chiedere il rimborso per
tutti i pacchi, TUTTI da parte di tutti.
Cosi' le POste vanno in crisi (se non altro per i controlli) e si decidono
una volta per tutte a mettere su un sistema di tracking decente.

Giusto per dirne una:
raccomandata spedita in ottobre... non si sa ancora, dopo l'apertura di
due pratiche, che fine abbia fatto.
E la tipa mi diceva: eh deve attendere.
E io: ma devo attendere di crepare?

Questo per dire la situazione com'e'.... poi se vogliamo potremmo fare
causa a chiunque appena usciti di casa ;)

Mauro

Perdiviso

unread,
Apr 6, 2004, 9:01:31 PM4/6/04
to
> > > IMHO non c'e modo di dimostrare il contenuto del pacco e il suo
valore.
> >
> > Si tratterebbe di accertamenti presuntivi, valutati equitativamente dal
> > giudice.
>
> Tutta questa dissertazione legale e' interessante ma: avete mai provato ad
> avere i rimborsi per i pacchi a cui avevate diritto nel caso dall'altra
> parte ci sia qualcuno che fa muro di gomma?

Guarda... io non mi farei alcun problema ad adire al Giudice di Pace sulla
via del decreto ingiuntivo contro le PT, tanto più che sotto i 512 euro ci
si può andare senza avvocato e dovrò anticipare al massimo 15 euro di spese.

Tempo 6-12 mesi e stai certo che gli arriverà in ufficio il funzionario
preposto al pignoramento forzato dei soldi o dei beni mobili ;)

A fronte di tutto questo, io avrò perso un po' di tempo e di pazienza ma le
PT avranno perso, con la soccombenza di tutte le spese, almeno il 50% in più
del loro debito originario.

"513 cpc. Ricerca delle cose da pignorare. - L'ufficiale giudiziario, munito
del titolo esecutivo e del precetto, può ricercare le cose da pignorare
nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti (studio,
ufficio, azienda, ecc...). Può anche ricercarle sulla persona del debitore,
osservando le opportune cautele per rispettarne il decoro.
Quando è necessario aprire porte, ripostigli o recipienti, vincere la
resistenza opposta dal debitore o da terzi, oppure allontanare persone che
disturbano l'esecuzione del pignoramento, l'ufficiale giudiziario provvede
secondo le circostanze, richiedendo, quando occorre, l'assistenza della
forza pubblica."

> Il problema e' nessuno fa causa alle poste per una valore che siainferiore
> a uqalche migliaio di euro

*Quasi* nessuno... :)

> e quindi ci giocano come vogliono

> Nessuno si prende la briga di perderci mattinate allo sportello al
> telefono etc etc ..... e su questo ci giocano come vogliono.
> L'unica soluzione sarebbe un'azione di forza: chiedere il rimborso per
> tutti i pacchi, TUTTI da parte di tutti.
> Cosi' le POste vanno in crisi (se non altro per i controlli) e si decidono
> una volta per tutte a mettere su un sistema di tracking decente.
>
> Giusto per dirne una:
> raccomandata spedita in ottobre... non si sa ancora, dopo l'apertura di
> due pratiche, che fine abbia fatto.
> E la tipa mi diceva: eh deve attendere.
> E io: ma devo attendere di crepare?


Se ti limiti a metterli in mora, senza minacce, dovrai aspettare per mia
esperienza circa 9 mesi perchè ti paghino (volontariamente). Abbi fede..

Perdiviso

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