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Le «forbici» di Tremonti, Calderoli e Brunetta.

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Pio

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Jan 1, 2010, 3:08:56 PM1/1/10
to
La cancellazione e il decreto che non c'è.

Niente varo per il decreto legge sul taglio degli istituti non economici,
gli enti inutili.

Dovevano essere soppressi in tre mesi, sono ancora li . .

Gli enti inutili
salvati nei corso del Consiglio dei ministri
C'è anche il Pio Elemosiniere

l'Ente italiano montagna
Ecco che con Silvio Berlusconi il posto è stato assegnato
a Massimo Romagnoli, ex parlamentare di Forza Italia.

Quella nomina l'ha fatta il consiglio dei ministri due mesi fa,
durante la stessa riunione nella quale veniva celebrato
il salvataggio di massa
di una quarantina di enti pubblici.

Nella prima legge Finanziaria del governo Prodi era prevista una
generale riorganizzazione degli enti pubblici non economici.

C'era un elenco di quelli (undici) che dovevano essere comunque
sciolti d'imperio.

Per esempio, l'Unione tiro a segno, oppure
l'Ente irriguo umbro-toscano, o
ancora l'Ente opere laiche palatine pugliesi, l'istituto nazionale di
beneficenza Vittorio Emanuele III, il Pio istituto elemosiniere...

Scopo della sfoltita degli enti cosiddetti inutili era quello di far
risparmiare un po' di quattrini alle casse dello Stato.

Con berlusconi venne stabilito che gli enti pubblici non economici
con meno di 50 dipendenti sarebbero stati soppressi in tre mesi.
Dalla strage si sarebbero salvati quelli giudicati espressamente
«non inutili» per decreto di Calderoli e Brunetta
e quelli che avessero avviato una procedura di riordino per far
risparmiare dei soldi al contribuente.

Il massacro veniva esteso anche agli enti di maggiori dimensioni,
a patto che non avessero avviato anch'essi una riorganizzazione.

La ghigliottina doveva scattare entro il 31 marzo del
2009.

Scadenza via via spostata per legge fino al 31 ottobre.

Nel frattempo la talpa si era messa a scavare.

Prima è stata salvata l'Unione ufficiali in congedo.

Quindi il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha annunciato il
salvataggio dell'Unione tiro a segno.

Quindi hanno tirato un sospiro di
sollievo l'Istituto per l'Africa e l'oriente, l'Accademia della Crusca, la
Cassa conguaglio trasporti di gas di petrolio liquefatto, l'Agenzia per le
organizzazioni non lucrative di utilità sociale, e altri ancora.

E il 28 ottobre, all'ultimo consiglio di amministrazione utile prima della
fatidica scadenza del 31 ottobre, ecco che sono piovuti d'incanto
sul tavolo di palazzo Chigi 39 piani di riordino.

Ovvero, una specie di assicurazione
sulla sopravvivenza,
fra gli altri,
per l'Istituto opere laiche palatine pugliesi,
l'Agenzia per i giovani,
l'istituto agronomico d'oltremare,
la Scuola archeologica italiana di Atene,
la Fondazione Guglielmo Marconi,
l'Unione accademica nazionale,
il Comitato per il marchio comunitario di qualità ecologica,
l'Istituto Vittorio Emanuele III.

A scanso di equivoci si
sono messi al riparo anche alcuni enti parco, che avevano rischiato
di essere cancellati con un colpo di spugna dal codice
delle autonomie locali, scampandola all'ultimo istante.

Ma non si sa mai. Così alla fine il
consiglio dei ministri di berlusconi non ha potuto che prendere atto
della situazione e soprassedere al decreto legge
che avrebbe decretato i tagli.

Al suo posto si farà una «circolare» per
«consentire un'applicazione ottimale della norma cosiddetta taglia-enti».

Una circolare!

Particolare non trascurabile: il giro di vite sugli enti considerati inutili
avrebbe fatto risparmiare ben 415 milioni di euro per il 2009.

Il ministero
dell'Economia avrebbe dovuto assegnare con suo decreto ai vari ministeri
vigilanti sui diversi enti gli obiettivi di risparmio.

Del decreto ovviamente neppure l'ombra.


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

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