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CRESPI

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Sparagnaus®

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Oct 22, 2002, 12:55:37 PM10/22/02
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Oggi sono entrato su Crespi.
Considerando il prezzo ai minimi ed il dividendo che se confermato è circa
del 12% mi sembra che il rischio sia minimo.
Qualcuno ha notizie su questo titolo?


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Oct 22, 2002, 1:04:41 PM10/22/02
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Dopo due secoli Crespi scopre lo shopping

GHEMME - Francesca Crespi aveva la passione per il verde. Progettava
giardini e dava consigli ai lettori di una rivista. Adesso cura il giardino
di casa, a Varese. Lo fa nel tempo che rimane tra una fiera tessile, la
visita a un cliente, un seminario sul lusso e la scelta di una pubblicità.
Tutto per l'azienda di famiglia, che da due secoli porta il suo cognome e da
pochissimo dà spazio a una donna. Francesca incarna metà della settima
generazione nella Crespi, fabbrica di tessuti a Ghemme, in provincia di
Novara. L'altra metà è rappresentata dal fratello Luca, impegnato a
costruire il futuro. Gira da un anno in cerca di due piccole imprese da
acquisire per completare il ciclo produttivo, oggi concentrato sul secondo
semestre dell'anno, quando si tesse il lino per l'estate successiva.
Crespi vive di lino. Quattro quinti della produzione sono fatti con questa
fibra e vanno soprattutto ai produttori di abbigliamento femminile. Per
riempire l'altra metà dell'anno, sarà comprata una azienda di tessuti di
camiceria da 7-8 milioni di euro di fatturato. Luca ha cercato e il padre
Franco lo ha spinto, convinto della necessità di allargare l'azienda, senza
snaturarla. 'Vogliamo conoscere meglio i nostri clienti confezionisti -
spiega Franco, che di Crespi è il presidente - e rafforzare il marchio a
valle. Perciò stiamo concludendo anche una trattativa per comprare l'azienda
di un piccolo confezionista che in tre anni potrebbe raggiungere un
fatturato di 8 milioni '.
Franco è abituato a fare scelte importanti per l'azienda. Suo padre Carlo
negli anni 60 si trovò da solo a guidarla, dopo la morte dei due fratelli:
gli eredi erano otto maschi e sei femmine. 'Ma allora le donne si tenevano
lontane dal lavoro, più che altro per non coinvolgere i generi', ricorda
Franco. Lui e gli altri sette rampolli entrarono nell'azienda: poi, qualcuno
decise di uscire, spaventato dagli alti e bassi del tessile, e all'inizio
degli anni 80 al vertice rimasero in tre. 'Le aziende non sono democratiche.
Una persona deve prendere le decisioni. Ho fatto in modo che fossi io e dal
26 febbraio del 1986 - scandisce con orgoglio la data dell'indipendenza - ho
cominciato a lavorare da solo'. Oggi il 30% è in mano alla famiglia di suo
cugino, che però è fuori dalla gestione. All'inizio degli anni 80, era
arrivata la decisione storica: il lino. 'Abbiamo venduto quattro filature di
cotone e ci siamo concentrati nella tessitura, soprattutto di lino di alta
qualità'.
E' stata l'ultima trasformazione dell'azienda fondata nel 1797 a Busto
Arsizio da Benigno, soprannominato il tengitt, perché faceva il tintore. Suo
figlio Antonio cominciò la tessitura di cotone, poi fu Carlo a prendere le
redini della Crespi e nel 1869 comprò una vecchia cartiera a Ghemme, sulla
Roggia Mora, il canale alimentato dal Sesia. L'acqua serviva a muovere i
telai e la filatura, la prima installata, cui seguirono quelle volute da
Modesto (quarta generazione), protagonista anche della creazione di due
centrali idroelettriche, progettate dall'ingegner Alberto, uno dei suoi tre
figli. Oggi le centrali sono cinque e la società Agamium vende 25 milioni di
chilowattora l'anno all'Enel. Negli anni 60 morirono Alberto e Guido e la
Crespi rimase in mano a Carlo, il padre di Franco. E insieme ai due figli,
Franco racconta la storia della famiglia attorno a un tavolo, mentre dalle
pareti il bisnonno Carlo e sua moglie Adelaide controllano con uno sguardo
severo. I due erano andati a Ghemme per sfruttare la forza dell'acqua. Oggi
il buon motivo per trasferirsi sono le autostrade A4 e A26.
'Abbiamo 28mila metri quadri coperti e c'è spazio per crescere: pensiamo di
investire 6 milioni di euro per allargare la tintoria. Già quest'anno ne
abbiamo spesi 2,5 per comprare una macchina enorme che serve a preparare i
tessuti': Franco Crespi mostra il colosso di 75 metri, nel cammino lungo il
processo produttivo. E con lo stesso entusiasmo prende in mano la scheda sui
bilanci redatta da Mediobanca: 'Da dieci anni siamo in utile'. Anche se
l'anno scorso il risultato netto è stato di appena 205mila euro, su 27,3
milioni di fatturato (+7% sul 2000). 'Quest'anno i ricavi aumenteranno del
10% e nel medio termine vogliamo comunque crescere del 5-6% l'anno, senza
considerare le acquisizioni. Esportiamo oltre il 60% ma abbiamo spazi da
conquistare in grandi mercati, come Giappone e Usa'.
Per aumentare la produzione è stato messo a punto un accordo con i sindacati
che introdurrà il lavoro domenicale attraverso un sistema di banca delle
ore. Nelle relazioni industriali si ritrova il gusto di sperimentare della
tessitura, lo stesso che ha spinto Crespi a entrare nel consorzio Canapa
Italia, a far parte della filiera italiana della fibra, che va dagli
stabilimenti vicino a Ferrara fino agli abiti di Giorgio Armani. Lo stesso
spirito con cui Francesca ha riempito gli uffici di vasi, piatti e persino
copertoni, ricoperti di cimosse, i margini, gli scarti dei tessuti.


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Oct 22, 2002, 1:04:58 PM10/22/02
to
Attività
la giovanni crespi opera direttamente e tramite controllate nei materiali
sintetici, nei poliuretani espansi e nel tessuto-non tessuto. i mercati di
sbocco sono costituiti dai settori: calzature, pelletteria e valigeria,
abbigliamento, auto, arredamento, bedding, medico-sanitario e casalinghi
(articoli per la pulizia).

Il gruppo Crespi, composto da 20 società operative, è presente nelle più
importanti aree mondiali attraverso una diffusa rete di agenti e
distributori.

Nel settore materiali sintetici, oltre alla capogruppo, sono attive Nuova
Mabel Srl, che produce coagulati in poliuretano; Sisco Srl (nata dall'
incorporazione di Novaskin e Duplotex), che produce spalmati e coagulati in
poliuretano; Inversiones Crespi de Venezuela Ca, holding che possiede il 25%
della Piel Nova Ca, società venezuelana attiva nella produzione di spalmati
e coagulati in poliuretano; le due società spagnole Nuova Mabel Espana S.L.
e Crespi Espana S.L.; Beijing Crespi Sint. Co. Ltd., per la produzione di
materiali sintetici in Cina, Sovex Srl, produttrice di materiali sintetici e
pelli fotografate, e la Its Artea-G.Crespi Srl, che realizza tessuti
speciali per abbigliamento. Sono inoltre produttive, da metà 2000, la Crespi
do Brasil Ltda, joint venture per la produzione di materiali sintetici da
destinare ai produttori di calzature, e la Roi Automotive Tecnology Srl,
joint venture con il Gruppo Radici, per la produzione di tappeti pre-formati
per auto.

Nel settore poliuretano espanso e tessuto-non tessuto è attiva Orsa Srl, che
controlla fra l'altro Cps Srl, attiva nella trasformazione di poliuretani, e
detiene partecipazioni in Botto Ro Srl (30%), che produce tessuti per auto,
aviazione e arredamento, Storm (50%), che svolge trading di tessuto-non
tessuto, Dopler Srl (21%), che produce tessuti accoppiati per auto e
arredamento, e Norditalia Resine (50%), operativa nel poliuretano espanso.
Il gruppo è inoltre presente in Polonia con Pol-Orsa Spzoo, che produce
tappeti, tessuti e accessori per auto.

Il gruppo Crespi è uno dei primi produttori a livello europeo di materiali
sintetici, con una quota del 17% del mercato di riferimento. Nelle resine a
base di poliestere, la produzione del raggruppamento Orsa, cui fa capo il
settore dei poliuretani espansi e tessuti-non tessuti, risulta pari al 16%
di quella nazionale, mentre nelle resine a base di polietere è pari al 35%.


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Oct 22, 2002, 1:06:14 PM10/22/02
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Crespi

famiglia crespi (61,891%, di cui il 12,88% è detenuto da gibinvest srl(*), l
'11,13% da ornella crespi, l'11,13% da elide crespi schiavi, l'8,917% da
margherita crespi bigatti, l'8,917% da arcangela crespi comerio, l'8,917% da
brunella crespi), nubian (3,57%).

(*)Gibinvest è, a sua volta, posseduta pariteticamente al 33,33% da Natalina
Gorletta, Maria Assunta Crespi Marciandi e Luisella Crespi Cozzi.).


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Oct 22, 2002, 1:07:37 PM10/22/02
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In passivo ma con il dividendo


MILANO - Dividendo unitario invariato a 0,0671 euro per gli azionisti del
gruppo Crespi, nonostante la gestione 2001 sia stata caratterizzata dal
deciso calo della marginalità operativa e dal deficit di 3,5 milioni di euro
a livello di risultato finale.
La strategia. La contrazione della domanda nei principali mercati di
riferimento del gruppo, attivo nella produzione di materiali sintetici
destinati alla moda e all'auto, non ha consentito il pieno utilizzo della
capacità produttiva, soprattutto in riferimento agli stabilimenti di recente
costruzione. Questo scenario ha indotto il management ad accelerare l'opera
di riorganizzazione. In particolare gli interventi hanno riguardato la ITS
Artesa, società strategica per tutte le attività del gruppo legate alla
produzione di materiali sintetici, con interventi incentrati
sull'outsourcing delle fasi produttive a minor valore aggiunto,
sull'ampliamento del portafoglio prodotti e, non da ultimo, sull'ingresso in
nuovi mercati, dal Nord Europa agli USA. Alla linea ITS 'classica' sono così
state affiancate una linea di fascia media e una per una particolare
tipologia di prodotto, adatte al settore sia maschile sia femminile. La
domanda è rimasta debole anche nel primo scorcio dell'anno in corso, ma la
società si attende già a partire dalla seconda parte una ripresa che le
consentirà di ritornare la crescita ai tassi del recente passato.
I fondamentali. Sotto il profilo commerciale il 2001 è stato caratterizzato
da un primo semestre soddisfacente, seguito da una seconda parte in
contrazione. A fine 2001 il fatturato consolidato si è così attestato a
208,7 milioni di euro (+1,4%). Il giro d'affari e di conseguenza la
marginalità, oltre a essere penalizzati dalla contrazione della domanda,
hanno risentito dell'inasprimento della concorrenza che si è riflessa
sull'andamento dei prezzi, nonché della richiesta di prodotti 'più classici'
e a minor valore aggiunto. Alla sostanziale stabilità del turnover ha così
fatto seguito la drastica caduta del risultato operativo a 3,3 milioni
(-68%) sul quale ha pesato inoltre l'avviamento degli stabilimenti a Matera,
a Pisticci e in Egitto.
Permane elevato il peso degli oneri finanziari netti (+26% a 3 milioni),
quale conseguenza del progressivo appesantimento dell'indebitamento
finanziario netto che ha raggiunto 91 milioni (+39%) elevando il rapporto
debt/equity a 0,97 (0,65 nel 2000), anche in relazione ai 15,6 milioni (14,1
milioni nel '00) di investimenti effettuati nell'anno. Negativo anche
l'apporto della gestione straordinaria, passata da 1,4 milioni di proventi
netti a 5,6 milioni di oneri netti, in relazione all'accantonamento
straordinario per oltre 4 milioni legato alla riorganizzazione.

Sparagnaus®

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Oct 22, 2002, 4:44:53 PM10/22/02
to
Grazie, tutto molto utile.


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