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Bancoposta e FITD

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Paolo Bianchini

unread,
Oct 9, 2008, 5:26:09 AM10/9/08
to
Chi interviene a favore dei correntisti bancoposta in caso di fallimento di
posteitaliane?

Ti...@news.tin.it

unread,
Oct 9, 2008, 6:18:06 AM10/9/08
to
Ie poste sono di proprietą del tesoro
Qunidi falliscono solo se fallisce lo stato italiano.
Ciao

Message has been deleted

Vinicio Loncagni

unread,
Oct 9, 2008, 7:19:01 AM10/9/08
to
Tratto dal messaggio R6kHk.78417$Ca.2...@twister2.libero.it di Paolo
Bianchini:

> Chi interviene a favore dei correntisti bancoposta in caso di fallimento
> di posteitaliane?

Bella domanda, visto che le poste non sono tra le banche aderenti a
FITD (vedasi documento postato qualche giorno fa da GigaHerz "Le banche
consorziate...").
E per rispondere a Tino, le Poste sono una SpA, non so fino a che punto
possa garantire lo stato italiano.

Ciao ciao

Vinicio Loncagni

--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley.
http://tinyurl.com/cwf4r

Message has been deleted

Roberto Tagliaferri

unread,
Oct 9, 2008, 9:28:37 AM10/9/08
to
Mamo (R) ha scritto:

> Poste Italiane è comunque una SpA. Con un capitale sociale attualmente di 1.3
> miliardi. Il ministero dell'economia detiene il 65% AFAIK.
> Nella "holding" sono poi comprese almeno altre 10 società.
>

> Secondo te, c'è garanzia ?

Per me sì..
Il 65% è dello stato (come hai detto te del ministero dell'economia) quindi
ne sarà anche responsabile, no?


--
Roberto Tagliaferri-Linux user #30785 <-> r.tagliaferri@(forse)tosnet.it
All I ask is a chance to prove that money can't make me happy.

Alex Lustig

unread,
Oct 9, 2008, 4:34:15 PM10/9/08
to
> Ie poste sono di proprietà del tesoro

> Qunidi falliscono solo se fallisce lo stato italiano.

Il segmento Bancoposta è marginale rispetto al risparmio postale, in
quanto Poste Italiane ha giacenze per 260 miliardi tra buoni
fruttiferi e libretti, mentre solo 36 miliardi sono depositati nei
conti correnti.
Il risparmio postale (buoni e libretti, non c/c) tecnicamente è fatto
di prodotti che non sono emessi nè dallo Stato nè da Poste Italiane
SpA, bensì dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDDPP).
CDDPP è una SpA, ma non quotata, controllata al 70% dal Ministero
dell'Economia. Il che le consente di avere lo Stato come garante dei
propri prodotti (il che non è cosa da poco), ma non di tutti i
prodotti.
Il risparmio è tutelato, quindi lo Stato garantisce i vari tipi di
buoni nonchè i depositi sui libretti. Ma CCDPP emette anche
obbligazioni, che sono considerate un investimento e che lo Stato non
tutela affatto: un default della gestione ordinaria di CDDPP (è il
ramo d'azienda che emette le obbligazioni) resterebbe un default.

La Cassa Depositi e Prestiti possiede il 35% di Poste Italiane SpA.
L'altro 65% lo possiede il Ministero dell'Economia, il che vuol dire
che la partecipazione dei privati nelle Poste avviene solo per il
tramite della società collegata CDDPP, ed è una partecipazione
marginale perchè abbiamo detto che CDDPP è dello Stato per il 70%.
Entrando nell'attività bancaria attraverso Poste Italiane SpA e la
relativa divisione Bancoposta, lo Stato ha voluto creare una categoria
a sè stante di soggetto abilitato. Ci sono gli intermediari finanziari
(banche, SIM, SGR) e poi c'è Poste Italiane SpA che è, diciamo, un
"esemplare unico".
Poste Italiane riesce a fare quello che fanno gli altri: colloca
strumenti finanziari, attiva conti correnti, distribuisce mezzi di
pagamento. Ma siccome tecnicamente non è una banca, può benissimo
essere soggetta a regole diverse.
In particolare l'azionista pubblico di controllo ha pensato che, per
quanto riguarda i conti correnti, non occorre una tutela supplementare
per garantire contro l'insolvenza dello Stato. La particolare natura
"a sè stante" di Poste Italiane le consente di non ricadere
nell'obbligo di adesione al FITD, ed in questo caso è un bene perchè
si sarebbero impegnati soldi del contribuente per cautelarsi contro un
rischio impossibile.
Lo Stato, infatti, è un soggetto che non può fallire, avendo il potere
di cambiare le regole del gioco durante la partita. Inoltre il
cittadino creditore dello Stato è creditore di sè stesso. Per le
piccole somme, come i rimborsi fiscali, non se ne accorge. Ma se per
assurdo fossero in gioco 1000 miliardi in BOT se ne accorgerebbe
eccome.

A.L.

Lillo

unread,
Oct 10, 2008, 3:28:46 AM10/10/08
to
> Per me sì..
> Il 65% è dello stato (come hai detto te del ministero dell'economia)
> quindi
> ne sarà anche responsabile, no?

Teoricamente no, vedi Alitalia...
Una SpA può fallire (o amministrazione controllata, Marzano, chiamala come
vuoi), indipendentemente dalla proprietà.

Questo non vuol dire che le Poste possono fallire: se succede un casino
interverrà sicuramente lo Stato, ma giuridicamente non ha nessun obbligo...

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