Le due lettere che seguono (da "Plus24" della scorsa settimana) paiono
confermare quanto sopra.
Sono stato un bancario, assunto nel 1998 e licenziatosi nel 2007 a
causa del "mal di budget". Come il signor Ghidoni che ha scritto su
�Plus24� del 1 � agosto anch'io ho scelto l'attivit� di
consulente/promotore finanziario. � stata una scelta difficile ma
adesso sono pi� "uomo" e meno "persona dietro una scrivania ". Se un
cliente ha 95 anni gli posso vendere un CcT oppure un CTz senza
dovergli a tutti costi rifilare un'obbligazione strutturata a sette
anni o una polizza index linked dovendo mettere come assicurato il
nipote (altrimenti non potrebbe essere collocata), senza che nessuno
mi dica che sto "rubando il pane alla banca".
Avendo gi� vissuto tutte le cose di cui i bancari si lamentano, dico
loro una cosa abbastanza cruda, ma che � realt�:
per come vanno le cose in banca, continuerete a lamentarvi in eterno,
ma le cose non cambieranno mai.
Chi vi paga, vi paga per fare quello che vuole lui, e non pu� da un
giorno all'altro diventare "buono " oppure lavorare nell'interesse del
cliente.
Quindi o cercate di riciclarvi in un posto "non commerciale", cio� in
cassa oppure nel back office, oppure vendete quello che vogliono farvi
vendere.
Mettendoci per� la vostra faccia.
Facciamo un passo indietro. Prima di tutto vi sentite "consulenti"?
Sentite vostri gli abiti di professionista?
Se nonostante tutte le cose di cui vi lamentate, rimanete li,
significa che prediligete il fatto di staccare alle cinque del
pomeriggio, tanto avete uno stipendio sicuro, e del cliente non vi
importa, il vostro dovere lo fate vendendogli le cose che dovete
vendere.
Nessuno vi dir� mai �da oggi dovete fare l'interesse dei clienti�.
Mai.
Se avete abbastanza coraggio, feeling con i vostri clienti, e un
portafoglio discreto, trovatevi una Sim o una rete di promotori che
lavora bene (ce ne sono diverse, certe pessime, certe validissime) e
uscite allo scoperto come "uomini".
Non vi nascondo che da bancario ho piazzato non pochi prodotti ai
risparmiatori, per seguire gli input che dall'alto piovevano in modo
non proprio dolce, causando dove pi� dove meno qualche danno alle
famiglie.
Adesso posso girare a testa alta per strada, perch� i miei clienti
fanno una cosa che altri non fanno: investire in modo consapevole, che
� quello che serve alla nostra comunit� di risparmiatori, purtroppo
molto disinformata e vulnerabile a proposito di questa materia.
Chi si lamenta ma non fa nulla per cambiare le cose, rimarr� sempre
nel suo brodo.
Marco Costa - (via e-mail)
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Leggendo le lettere su �Plus24� trovo che attualmente scrivono
parecchi bancari giustamente insoddisfatti per le continue imposizioni
nel vendere prodotti in cui non crediamo. Anch'io sono un bancario non
di nuova assunzione, con qualche anno di attivit�, e vorrei esporre un
altro paradosso attualmente in voga nel mondo bancario: l'allucinante
�patto di non concorrenza�.
Ultimamente gli istituti di credito fanno sottoscrivere agli addetti,
e non solo a loro, questo patto capestro, dietro riconoscimento di un
importo mensile che varia a seconda del portafoglio cliente gestito
dal dipendente tra 500 e 1.000 euro mensile lordo.
A fronte di questo riconoscimento esiste una penale in caso di
risoluzione anticipata del rapporto di lavoro e di fermo dell'attivit�
lavorativa che pu� variare tra un minimo di 18/24 mesi.
In caso di inadempienza e se il dipendente dovesse prestare la propria
opera nell'ambito bancario/finanziario, la penale viene quantificata
in due anni del proprio stipendio percepito presso il vecchio istituto
al lordo delle trattenute.
Io credo che questa sia una violazione della libera professione, in
quanto quando le direzioni impongono determinati prodotti remunerativi
soltanto per gli istituti e penalizzanti per la clientela, il
sottoscrittore del patto non ha pi� nessuna possibilit� di scelta, in
quanto o non lavori per due anni negli ambienti bancari/finanziari,
oppure dovresti accollarti spese insostenibili.
Si potrebbe, alla scadenza, non sottoscrivere il patto: lascio per�
immaginare la mia prossima mansione e ubicazione all'interno
dell'istituto.
Penso che l'Abi dovrebbe intervenire in merito, considerando questi
patti di non concorrenza ingiusti, in quanto impediscono e limitano la
libera circolazione nell'ambito lavorativo.
Se penale deve essere, penso che sia pi� congruo retrocedere il premio
corrisposto per la sottoscrizione del patto.
Non a importi relativi a due anni di attivit� lavorativa impedendo al
lavoratore di prestare il proprio operato presso altre realt�.
Anonimo pattista - (via e-mail)
ps: su questo ultimo argomento forse dovrebbe essere il sindacato ad
intervenire pi� che l'ABI.
Saluti. Fred�
> A leggere i "lamenti" dei bancari ...
Vabb�, dico la mia, anche se sono controcorrente come al solito.
Anche da me c'� gente con il mal di budget.
Nella mia unit� produttiva ne soffre circa il 25% del personale.
In forma grave, circa la met� di quel 25%.
Sono gli addetti titoli.
Quindi, quattro persone, sulla trentina in forza alla filiale.
Ecco la mia affermazione cataclismica:
la banca non ha il solo scopo di vendere titoli.
A leggere qui, pare che per il bancario non siano previsti altri lavori.
Anche senza dover arrivare fino al lavoro da idioti dell'operativo (che
schifo, contare i soldi, le cambiali, gli assegni, operare con i conti
correnti, i bancomat, i RID, il portafoglio effetti...), non si considerano
tutti i compiti connessi agli utilizzi (affidamenti, mutui, prestiti).
Attualmente quel lavoro inetto inutile e stupido lo fanno i tre quarti dei
bancari.
Sicuramente una volta erano di pi�, ma ci� non toglie che *ora* la
situazione sia questa ...
> su questo ultimo argomento forse dovrebbe essere il sindacato ad
> intervenire pi� che l'ABI.
A livello sindacale, checch� se ne dica, si ha grande attenzione a questi
aspetti.
Io sono tra quelli che ha meno attenzione.
Anzi, sono tra quelli che sbotta con un "Basta, pensiamo anche agli altri!"
quando si comincia la solita disquisizione su "cosa possiamo fare per quei
poverini che devono vendere vendere vendere".
Affermo, documenti alla mano, una cosa kattivizzima: quelli con il mal di
budget sono coloro che appena possono se ne vanno (perch� dalla concorrenza
pensano di trovare di pi�), oppure sono quelli che NON si iscrivono al
sindacato, perch� si ritengono superiori.
Sono quelli che, se fanno i bravi e vendono le schifezze indicate dalla
direzione, hanno ricchi premi, carriera e cotillons.
Sono quelli che guardano il lavoro degli altri dall'alto, perch� si
ritengono superiori.
Sono quelli "immanicati" alla banca, perch� vendere schifezze ha per la
banca un rendimento maggiore che fare *veramente* il lavoro di
intermediazione finanziaria.
E perch� io, sindacalista, dovrei difenderli?
Forse perch� andr� a finire che nel futuro dovremo tutti vendere vendere
vendere?
Vabb�, appena arriviamo al futuro, fatemi un fischio.
Intanto, non intendo buttare via tutto il lavoro portato a termine
quotidianamente dalla maggioranza dei bancari...
Ciao ciao
Vinicio Loncagni
--
Vinnie_LoncasATtiscaliPUNTOit
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley.
http://tinyurl.com/cwf4r
> Quindi, quattro persone, sulla trentina in forza alla filiale.
Il problema Vinicio � sapere quanto "rendono" alla banca quei 4
rispetto agli altri 26.
La questione di fondo invece � che quei 4 NON dovrebbero stare in
banca perch� NON sono bancari, fanno un altro mestiere.
> A livello sindacale, checch� se ne dica, si ha grande attenzione a
> questi aspetti.
In particolare su incentivi e bonus?
> E perch� io, sindacalista, dovrei difenderli?
Infatti il sindacato non dovrebbe difenderli, dovrebbe "educarli" a
fare il loro lavoro con correttezza e rispetto per il cliente, cos�
come probabilmente gi� fanno gli altri 26 "idioti" come li chiami tu.
Comunque ora ho capito perch� il bancario della lettera chiede
l'intervento dell'ABI e non del sindacato.
;-))
Saluti. Fred�
> Il problema Vinicio � sapere quanto "rendono" alla banca quei 4
> rispetto agli altri 26.
>
> La questione di fondo invece � che quei 4 NON dovrebbero stare in
> banca perch� NON sono bancari, fanno un altro mestiere.
Ecco centrato il problema.
Il sistema bancario (io ho esperienza solo di quello italiano, non so
all'estero come funzioni) sta tralasciando la propria funzione di
intermediazione finanziaria "classica", e si � inventato il nuovo scopo di
"indurre chi pu� ad acquistare titoli".
E' gi� un discorso fuorviante, perch� quel "chi pu�" rappresenta solo una
parte della clientela bancaria.
Una volta, la funzione dell'addetto titoli era consigliare il cliente su
quali *titoli di stato* acquistare.
Le azioni in genere erano acquistate dai "cassettisti", che le compravano e
se le tenevano per decenni.
La banca, in questo contesto, era veramente neutrale, perch� portava a casa
le commissioni sia se quello acquistava BOT, o CCT o qualsiasi altra cosa.
Poi sono arrivate le polizze "che se le piazzi ti regalo il forno a
microonde" e poi tutto il resto, fino alle "obbligazioni emesse direttamente
dalla banca da vendere a ogni costo".
Quei 4 (e siamo perfettamente d'accordo sul fatto che potrebbero NON essere
bancari), quando riescono a piazzare i titoli "consigliati" fanno fare un
bel guadagno alla banca.
Che, ovviamente, � contenta.
>> A livello sindacale, checch� se ne dica, si ha grande attenzione a
>> questi aspetti.
>
> In particolare su incentivi e bonus?
La "mia" lotta ultimamente si concentra su "Loro vendono titoli, ma poi
tutta la parte di supporto tecnico devono farla gli altri. Perch� incentivi
e bonus solo a loro?"
> Infatti il sindacato non dovrebbe difenderli, dovrebbe "educarli" a
> fare il loro lavoro con correttezza e rispetto per il cliente, cos�
> come probabilmente gi� fanno gli altri 26 "idioti" come li chiami tu.
Beh, di quegli idioti, io sono il capo ... ^___^
IMHO, finch� la banca continuer� a distinguere tra impiegati di serie A e
impiegati di serie B, e finch� trover� i soliti rampanti che si piegano ai
diktat "Se non vendi questo ti risbatto in cassa" (come se dicesse "ti metto
a pulire i cessi...")" ci sar� poco da fare.
Alla Gringotts vedo che l'aria sta cambiando.
L'arrivo dei nuovi "padroni", e quindi delle loro nuove schif...., ehm,
delle loro nuove obbligazioni da vendere, ha fatto in modo che alcuni dei
"venditori" storici facessero il "grande salto".
Alcuni hanno cambiato banca, ma altri sono tornati al lavoro "da idioti".
Subito rimpiazzati da altri, ragazzini e ragazzine rampanti con pochi anni
di banca, prontissimi a vendere tutto quello che si deve, pur di soddisfare
le richieste della spettabile Direzione Centrale ...
Ciao ciao.
VL
Fred, su questo non sono d'accordo. Il patto lo propongono ai dipendenti che
valutano di pi�, non a tutti. Se non firmi, non vieni buttato via. Certo,
non prendi i soldoni che ti offrono...Non ho mai visto nessuno rifiutare
soldi. Ma qualche volta ci raccontiamo molte storie per giustificare le
nostre azioni...
Ehmm... Bianca ho solo "riportato" la lettera di un bancario a IlSole,
non ho detto che la condivido nel merito.
In generale penso che il "patto" dovrebbe riguardare (e rigorosamente)
solo la "dirigenza" delle banche e non i livelli inferiori ma � una
mia opinione.
Saluti. Fred�
> In generale penso che il "patto" dovrebbe riguardare (e rigorosamente)
> solo la "dirigenza" delle banche e non i livelli inferiori
Gi�...gli inferiori :-)
Come nei film di Fantozzi.
Evito di farmi prendere dalla discussione come eviterei l'ingresso in una
sala per fumatori.
Troppo fumo nuoce alla salute ed annebia la vista.
Perdonatemi.
Come sempre sono franco...fino alla scortesia, quando non dico che non
sono daccordo con delle opinioni ma.... non vedo proprio queste opinioni.
Vinicio che conosce solo la sua realt� (e non � certamente tra quelle che
rappresentano o condizionano il mercato nazionale ne per bilanci e ne per
lungimiranza gestionale) spara numeri come se andasse a caccia e leggendolo
mi sono istintivamente infilato il colapasta in testa.
Tu che in banca non ci lavori hai anche maggiori difficolt� a giudicare e
per farti un'idea vaga di ci� che succede devi, tra le altre cose, pagare
un abbonamento a Bancaria Editrice.
Quell'altro che scrive al giornale, dichiara innocentemente di aver buttato
alle ortiche 10 inutili anni della propria vita ed oggi si sente "pi� uomo"
(prender� il viagra?).
Io ho imparato a far tesoro delle esperienze positive come dalle negative e
tutte mi hanno insegnato qualcosa.
A questo esercizio ho dedicato 51 anni della mia vita e credetemi, non ne ho
sprecato uno.
Io, che non sono un dirigente ma un inferiore (modesto qd4 che viene dalla
gavetta) posso vantarmi di aver girato "tutti" gli uffici e qualche
piazza della vecchia banca e, nel mio ruolo attuale, sono perfettamente
consapevole (ma lo ero anche 30 anni fa quando facevo assegni circolari)
che ciascun collaboratore, sia esso operatore di sportello, che addetto al
carico/scarico dei cash dispenser, piuttosto che addetto titoli (tra l'altro
questa figura che io sappia non esiste quasi pi�) � indispensabile nel suo
ruolo quindi importante, se quel ruolo � previsto dal modello organizzativo
del suo istituto.
Chi non ha compreso questo, sia il direttore che ha la responsabilit� di
trasmetterlo ai propri collaboratori che i collaboratori stessi alcuni dei
quali magari pensano che la banca si fermi ancora al bancone oppure che
tutto ci� che accade al di fuori del loro box/postazione non li riguardi
perdonatemi, ma � meglio che per il suo bene cambi mestiere.
Anche perch� non � cos� solo in banca ma in qualsiasi altra struttura,
compreso il supermercato dove faccio la spesa settimanale.
Tra l'altro il piano incentivante del mio istituto ma anche di altri che io
conosco, premia la squadra non il singolo.
Scusate lo sfogo :-)
Saluti
LucaS
> Gi�...gli inferiori :-)
> Come nei film di Fantozzi.
E non mi prendere sempre alla lettera, d�i.
Allora trova tu un termine pi� adatto per definire un ex-funzionario
rispetto ad un dirigente.
Comprendi bene che se avessi scritto qd4 avrebbero capito in pochi,
non credi?
Poi un giorno qualcuno mi spiegher� per quale motivo pure il sindacato
� complice dell'opacit� delle banche visto che si � andato ad
inventare delle sigle assurde per qualificare delle *persone* sul
lavoro.
> Tu che in banca non ci lavori hai anche maggiori difficolt� a
> giudicare e per farti un'idea vaga di ci� che succede devi, tra le
> altre cose, pagare un abbonamento a Bancaria Editrice.
Premesso che l'abbonamento non lo pago (:-)) non credo all'assunto che
solo chi lavora in una banca pu� esprimere opinioni (o giudizi) sul
lavoro in banca o sui bancari. Troppo comodo ed autoreferenziale, se
permetti.
Comunque hai ragione, lasciamo perdere questo tipo di discussioni e
veniamo al sodo.
Un (uno) bancario scrive al giornale. Lui in banca ci lavora, ok?
Espone un *suo* problema che, pare, sia comune anche a tutti gli altri
colleghi che fanno il suo stesso lavoro.
Lamenta che le condizioni previste dal "patto di non concorrenza"
risultano (per lui) un ostacolo insormontabile qualora decidesse di
"mettersi in proprio" lasciando la banca.
Risposte/giudizi nel *merito* della questione io qui finora non ne ho
lette, tranne un'osservazione di Bianca.
Mi avrebbe fatto piacere conoscere come viene giudicata questa
"clausola", per esempio dai qd4 che "vendono", pardon "addetti
all'ufficio titoli" (che se poi adesso li chiamano in altro modo o in
inglese, fammelo sapere, grazie).
Tutto qua.
ps: ma, sii sincero, l'hai data una letta a quegli (per me
interessanti) articoli di "Bancaria" o sapevi gi� tutto per filo e per
segno?
;-)
Saluti. Fred�
ps:
Ecco, Luca mi fa venire le caldane e dimentico di cancellare gran
parte del suo articolo.
Sorry.
Saluti. Fred�
> In generale penso che il "patto" dovrebbe riguardare (e rigorosamente)
> solo la "dirigenza" delle banche e non i livelli inferiori
Mi sa che oggi sono questi ultimi a mandare avanti la carretta, non so fino
a quando.
Molti dei primi andrebbero incentivati ad andar via ... altro che tenerli
;-)
Max max
> Premesso che l'abbonamento non lo pago (:-)) non credo all'assunto che
> solo chi lavora in una banca pu� esprimere opinioni (o giudizi) sul lavoro
> in banca o sui bancari. Troppo comodo ed autoreferenziale, se permetti.
Non ho detto che chi non lavora in banca non pu� giudicare.
Mi scuso se mi sono espresso in modo poco chiaro.
Dico solo che la realt� che ciascuno di noi bancari vive � articolata e
probabilmente la percepiamo ancora in maniera molto diversa gli uni dagli
alri.
Quando Vinicio scrive che lui ha conoscnza solo di cosa avviene nelle banche
italiane, io sorrido.
Non di Vinicio come persona che, per quanto conosco qui, stimo anche ma del
sindacalista.
I processi gestionali della clientela si stanno ad esempio sempre pi�
uniformando ed industrializzando e questo, con ci� che qualcuno chiama mal
di budget ha molte connessioni; nessuno ne parla.
Ci� comporta un'inevitabile controllo dettagliato e permanente di tutta la
catena.
Questa industrializzazione cammina su procedure che ti dicono, ogni mattina
appena accendi il pc, come sar� la tua giornata.
Un'agenda vera e propria che quando non � organizzata dal dipendente �
organizzata da centri di relazione (call center) che fissano appuntamenti,
oppure da qualunque funzione di coordinamento vi abbia accesso.
Funziona cos� in molti grandi istituti e perfino in posta.
Altro che grande fratello :-)
In qualsiasi momento, pigiando un bottone, qualcuno nell'ombra � in grado di
vedere quanto e come lavora tizio piuttosto che caio il quale magari sta a
1000 km di distanza.
Come vengono gestiti i processi relazionali e gli incontri; quanto tempo
dedicano ad un appuntamento richiesto dal cliente magari per avere semplici
info su una carta di credito. Info che il sistema stima gestibili
supponiamo in 20 minuti e magari la risorsa ci ha dedicato un'ora. Perch�?
Di cosa si � parlato oltre?
Insomma ti misurano il tempo e storicizzano tutto ci� che fai. Non ci
sarebbe da preoccuparsi?
Questo, ad esempio, � uno dei problemi concreti che si vivono ogni giorno.
Ce ne sono altri.
O il sindacato non conosce questi problemi oppure (e sarebbe anche peggio)
non li considera importanti.
> Un (uno) bancario scrive al giornale. Lui in banca ci lavora, ok? Espone
> un *suo* problema che, pare, sia comune anche a tutti gli altri colleghi
> che fanno il suo stesso lavoro.
> Lamenta che le condizioni previste dal "patto di non concorrenza"
> risultano (per lui) un ostacolo insormontabile qualora decidesse di
> "mettersi in proprio" lasciando la banca.
Portandosi magari dietro parte di quel portafoglio che lui ha fatto crescere
(si spera) e che la banca a suo tempo gli affidato? (questo almeno � certo)
Beh, non si dicano eresie per favore :-)
Limitazioni alla libera professione?
Ma di cosa stiamo parlando?
Hai idea del taglio medio di un portafoglio di quel tipo?
Oscilla dai 40 ai 70 milioni di euro (ed ho visto punte anche + alte) ed il
numero dei clienti, tra i 500 e gli 800.
In realt� piuttosto che il numero di clienti interessano i soggetti
decisionali nell'ambito del nucleo familiare.
La banca propone il patto quando ha interesse a blindare il portafoglio.
Finora non ho visto un caso dove la proposta sia stata rifiutata.
Mi puoi credere se ti dico che, almeno per le esperienze che ho io, questo
non � avvenuto per paura.
E mi raccomando il quoting ;-)
ciao
LucaS
haha! e commentala, dai! hai sempre un'opinione su tutto! :o))
> In generale penso che il "patto" dovrebbe riguardare (e rigorosamente)
> solo la "dirigenza" delle banche e non i livelli inferiori ma � una mia
> opinione.
>
Non vedo perch�. Ci sono persone, quadri direttivi che sono importanti e di
cui la banca ha bisogno. Se la banca offre questo contratto, la persona non
� obbligata ad accettare..E' solo che nessuno dice di no ai soldi..e poi si
lamenta. Stesso discorso sul budget, MHO. Non fai il budget, non hai il
bonus. Vivi lo stesso. Mia opinione, come sempre. :)
Ci sono persone, quadri direttivi che sono
> importanti e di cui la banca ha bisogno. Se la banca offre questo
> contratto, la persona non � obbligata ad accettare..
Come mi ricorda sempre LucaS io sono "fuori" dal settore e quindi non
conosco l'entit� dei numeri.
E' il bancario che scrive al giornale che si lamenta (e probabilmente
� proprio un QD...)
Lui sostiene che (proprio perch� la banca ha *bisogno*) una volta
accettato il "patto" risulta molto difficoltoso un domani lasciare la
banca per mettersi in proprio.
La distinzione che ho fatto tra dirigenza e quadri � solo al fine di
evidenziare che, a mio avviso, un dirigente avrebbe maggiori
possibilit� economiche per affrontare i costi del "patto" il giorno in
cui decidesse di mettersi in proprio.
ps: So bene che l'asse portante della banca in genere sono proprio i
qd sparsi nei vari uffici.
Forse a volte sono loro a non rendersi conto di quanto sono forti, se
messi tutti insieme.
Ma questo � tutt'altro discorso.
Saluti. Fred�
> La distinzione che ho fatto tra dirigenza e quadri � solo al fine di
> evidenziare che, a mio avviso, un dirigente avrebbe maggiori possibilit�
> economiche per affrontare i costi del "patto" il giorno in cui decidesse
> di mettersi in proprio.
Penso tu sappia che a differenza di un funzionario, un dirigente potrebbe
trovarsi .....in proprio...., magari senza volerlo, dalla sera alla mattina.
Continuo a sostenere che non vedo in giro tutti questi grandi geni i quali,
gettata finalmente la veste della menzogna, sono liberi di predicare ai
risparmiatori la vera fede, al servizio di qualche intermediario che gli
garantisce un fisso magari per 5 anni ma dopo, se il portafoglio non ha
raggiunto una determinata massa critica, il gestore far� la fame o quasi.
In banca nessuno obbliga nessuno ad accettare il patto.
E non ho mai visto o sentito di qualcuno punito per averlo rifiutato anzi,
tutt'altro.
Bisogna per� anche avere il coraggio delle proprie scelte, non certo
nascondendo le sconfitte dietro a falsi problemi.
Saluti
LucaS
perch� metti il "bisogno" tra virgolette, Fred? la banca � una societ� di
servizi fatta di persone. Ha bisgono di persone brave, e non tra virgolette!
Senza quelle... cessa di esistere. E se propone ad alcune di queste patti
per non andarsene non capisco davvero il problema.
Ovvio che il bancario che scriveva, se aveva firmato il patto ed incamerato
i soldi, fosse un po' indispettito perch� si trova ora legato come un
pollo....Ma non � difficoltoso andarsene, deve restituire i soldi con
penale. Se i soldi non erano la ragione prima per restare, che non lo siano
per andarsene, chettedevod�! ;-)
> La distinzione che ho fatto tra dirigenza e quadri � solo al fine di
> evidenziare che, a mio avviso, un dirigente avrebbe maggiori possibilit�
> economiche per affrontare i costi del "patto" il giorno in cui decidesse
> di mettersi in proprio.
ma no, Fred. Non il giorno d'oggi. Ci sono anche quadri che guadagnano pi�
di dirigenti. Dipende molto dal ruolo... e, come ti ha scritto Luca...il
dirigente pu� trovarsi con un badge ...non funzionante...dalla sera alla
mattina, il quadro no! Ed � anche difficile piazzare un dirigente, anche i
head hunters cercano molto di pi� i quadri, per ovvi motivi..
>
> ps: So bene che l'asse portante della banca in genere sono proprio i qd
> sparsi nei vari uffici.
> Forse a volte sono loro a non rendersi conto di quanto sono forti, se
> messi tutti insieme.
> Ma questo � tutt'altro discorso.
>
.. e facciamolo. Ci sono argomenti pro e contro, come sempre. Ciao! :)
> Mi piace quello che scrivi, la vedo come te (e ho annch'io fatto una
> gavettona che ancota un po' mi lanciavano dalla finestra...).. e da quello
> che scrivi sembriamo colleghi...
> ;-)
In senso lato sicuramente, in senso stretto qui saremmo gi� in due e tu
saresti quindi la terza.
Potremmo quasi fondare una corrente ;-)
buon fine settimana
LucaS
Se mi � permesso non dimentichiamoci che oltre alla elit� che � toccata
dalle problematiche che avete citato ci sono tanti altri bancari, senza
premi, senza patti, senza possibilit� di scelta ecc ecc., invisibili, che al
pari dei colleghi metalmeccanici, con stipendi simili, e di altre categorie
poco tutelate convivono quotidianamente con ben altre esistenziali
incertezze.
> .. e facciamolo. Ci sono argomenti pro e contro, come sempre. Ciao!
> :)
Ok. C'era una volta la *categoria* (in grassetto Bianca, non tra
virgolette, lo uso per _sottolineare_ l'importanza di una cosa e non
per trascurarla, ok?:-)) dei *funzionari*.
Pi� in generale c'era una volta il "commesso", "l'impiegato", "il
funzionario", "il dirigente", i "vertici" aziendali.
A parte i livelli intermedi (Capo Ufficio, impiegato di 1a o di 2a,
ecc.) la suddivisione era abbastanza chiara, anche a livello di
compiti, mansioni e responsabilit�, oltre che di trattamento
economico.
Se non ricordo male, non appena l'ABI prese direttamente la conduzione
anche delle trattative sindacali, il primo (di tanti) colpo di mano
fu: facciamo sparire i "funzionari". Con la solita storiella
dell'Europa ("i funzionari esistono solo da noi, ecc.) e le normative
sui "Quadri" (ma all'epoca solo nell'industria) e la misera carotina
al sindacato di promuovere "in automatico" qualche funzionario anziano
a dirigente (che cos� per� diventava licenziabile) la strategia ebbe
successo.
Il che tra l'altro cre� un pazzesco caos sulla *rappresentanza* dei
sindacati rispetto alle varie categorie.
Erano infatti in essere due ccnl e le sigle firmatarie non si erano
mai pestate i piedi fra loro.
Per intenderci la Fisac Cgil mai si era sognata di "pretendere" la
firma sul ccnl del personale direttivo (che aveva le sue sigle
autonome) e viceversa.
Anche adesso i ccnl sono due ma "tutti firmano tutto", a scapito IMO
della effettiva conoscenza dei diversi problemi delle diverse
categorie di personale.
Gli attuali ex funzionari si sono in pratica "dispersi" tra le varie
sigle sindacali attuali (mi pare 8?).
IMO in questo modo pur essendo l'anima della banca, pur rappresentando
l'anello insostituibile della catena (stavo per dire filiera :-)) gli
ex funzionari hanno perso la forza contrattuale che avevano in
precedenza.
Sempre a mio avviso con le varie classi di QD la categoria si �
"anonimizzata" e sparpagliata.
Ed � anche diventata molto pi� "egoista" e molto meno sindacalizzata.
Ecco, ho detto la mia (sempre e rigorosamente da "esterno"). Se volete
dite la vostra.
Saluti. Fred�
> Ecco, ho detto la mia (sempre e rigorosamente da "esterno"). Se volete
> dite la vostra.
Non dico la mia, ma cerco solo di spiegare.
C'erano una volta i funzionari.
Dopo il capufficio ("top" della categoria impiegatizia), cominciavano i
funzionari.
Funzionario di grado minimo (proprio squallido squallido), poi procuratore
di agenzia, direttore di agenzia, procuratore di succursale, vicedirettore
di succursale, vice procuratore aggiunto in prova di sede (no, forse questo
non esisteva...) eccetera...
Insomma, erano 12 livelli.
Durante il rinnovo di un CCNL deliberarono di infilare tra impiegati e
funzionari due "gradi " di quadri.
Quadro e quadro super.
Nel CCNL successivo, decisero di far sparire i funzionari e di inventarsi
altri due gradi di quadri.
Anzi, gi� che c'erano cambiarono tutta la nomenclatura, facendo sparire pure
i commessi e gli impiegati, che da allora si chiamarono "Area 2" e "Area 3".
Per� mentre con le due aree inferiori gli scalini restarono gli stessi,
questo non accadde con la nuova area 4.
Cio�, un vecchio "impiegato di prima" era Area 3 Livello 1.
L'impiegato di seconda era uno scalino sotto: ora "sforava" un'area, e si
chiamava Area 2 Livello 3.
Il caposezione (uno gradino sopra impiegato di prima) era A3L2.
Insomma, lo "specchietto" era facile, e le equivalenze intuitive.
Ancora oggi, parlando normalmente, ci si definisce "Capufficio", o "Quadro
Super".
Copio/incollo da un mio messaggio del 2005:
Area 1 livello unico - Manovale
Area 2 livello 1 - Commesso
Area 2 livello 2 - Capo-commesso
Area 2 livello 3 - Impiegato di 2� livello (in pratica, vice-impiegato)
Area 3 livello 1 - Impiegato
Area 3 livello 2 - Capo Reparto
Area 3 livello 3 - Vice Capufficio
Area 3 livello 4 - Capufficio
Area 4 livello 1 - Quadro
Area 4 livello 2 - Quadro "super"
Area 4 livello 3 - Funzionario "minimo"
Area 4 livello 4 - Funzionario di grado superiore al minimo.
Dirigenti.
Ecco, il pasticcio fu inserire i funzionari, da livello 2 a livello 11 nella
stessa classificazione.
In pratica, i funzionari "minimi" diventarono QD3, i "massimi" diventarono
dirigenti.
Tutti gli altri, QD4.
Durante l'ultimo rinnovo del CCNL, girava la notizia che si stava discutendo
di istitutire una categoria QD5, ma poi non se ne fece niente.
Ciao ciao
Vinicio Loncagni
mah. Gli ex-funzionari ora si chiamano quadri, non vedo questa gran
differenza. Prima esisteva il titolo, ora � un codice, ma una cosa �
cambiata rispetto ad allora. Mi ricordo che mettevanpo sul biglietto da
visita "vicedirettore". Ora si mette il ruolo. Ma che fai, tu QD3? Non �
importante il grado ma il ruolo. Almeno dove lavoro io. E a me sinceramente,
va meglio cos�.
> Il che tra l'altro cre� un pazzesco caos sulla *rappresentanza* dei
> sindacati rispetto alle varie categorie.
ma perch�? ci sono impiegati, quadri e dirigenti iscritti a qualsiasi
sindacato (almeno, vedo cos� nei sindacati che conosco io). Ma dipender�
anche questo da banca a banca? Secondo me la fuoriuscita dai sindacati non �
dipensa da questo ma da altro. I dipendenti non si sono pi� sentiti
rappresentati. Sai quanti se ne sono andati negli ultimi anni nella mia
banca per questo motivo?
> mah. Gli ex-funzionari ora si chiamano quadri, non vedo questa gran
> differenza. Prima esisteva il titolo, ora � un codice, ma una cosa �
> cambiata rispetto ad allora. Mi ricordo che mettevanpo sul biglietto da
> visita "vicedirettore". Ora si mette il ruolo. Ma che fai, tu QD3? Non �
> importante il grado ma il ruolo. Almeno dove lavoro io. E a me
> sinceramente, va meglio cos�.
C'� da dire che la figura del quadro � di derivazione prettamente
industriale.
Alla Fiat si chiamavano cos� gi� 40 anni fa.
Nelle aziende di stato e non solo c'erano i livelli, fino all'ottavo.
La differenza secondo me, rispetto ad allora, sta nella sostanza delle cose
e non nell'etimologia della parola.
In banca c'erano i funzionari, anche troppi per la verit�.
In una filiale come la mia c'erano 4 o 5 vicedirettori che occupavano i
ruoli pi� disparati, dall'operatore di borsa, al responsabile dell'estero
merci, al capo dei servizi esecutivi.
Non che facessero pi� del loro ruolo. L'operatore sempre l'operatore ed il
cse pure.
Tanti titoli ..... un po come nell'esercito di Franceschiello.
Da me oggi, l'unica figura titolata ad avere una carica sul biglietto da
visita e nella rappresentanza a tutti i livelli della sua agenzia � solo il
direttore.
In cambio ha la responsabilit� praticamente su tutto, dagli obiettivi
commerciali alla sicurezza; dal far crescere le risorse che governa, al
testimoniare in tribunale per ogni fatto che riguardi o che abbia riguardato
in passato la sua agenzia.
Non so fino a che punto lo invidio ;-)
Saluti
LucaS
> Mi ricordo che mettevanpo sul
> biglietto da visita "vicedirettore". Ora si mette il ruolo. Ma che
> fai, tu QD3? Non � importante il grado ma il ruolo. Almeno dove
> lavoro io. E a me sinceramente, va meglio cos�.
Bianca, forse va bene a te ed ai tuoi colleghi ma a ME, cliente, se
uno mi d� un biglietto da visita con su scritto QD3 (invece di un
banale "V.Direttore" o altro scritto in italiano), cosa pensi che
capisco?
Certo che i bancari ormai l'opacit� ce l'hanno nel sangue. Il virus
trasmesso dalla banca non si leva pi�!!
:-/
Comunque, Vinicio "puntualizza", LucaS � come al solito brillante
nello scrivere ma "ciulla nel manico".
Che volete che vi dica?
Per me a suo tempo non si � capito o voluto capire che u n sindacato
che, da sempre, ha rappresentato gli interessi della categoria
impiegatizia (conoscendone a fondo le problematiche) non si pu�
*improvvisare* rappresentante della categoria direttiva che, per certi
versi, ha problemi del tutto diversi (e viceversa).
A suo tempo c'� semplicemente stata la corsa all'accaparramento di
nuovi iscritti.
I risultati, nel tempo, sono sotto gli occhi di tutti i bancari.
Pessimi.
Non � questione di fare dietrologia ma credo che *tutti* i bancari
che - oggi - si sentono insoddisfatti per i pi� diversi motivi
dovrebbero:
1) recitare un bel "mea culpa"
2) andare a rovesciare un po' di scrivanie dei rappresentanti
*nazionali* del proprio sindacato, se sono iscritti;
3) chiamare a raccolta i colleghi per ricreare un minimo di
solidariet�, di condivisione dei problemi, di senso di appartenenza,
non solo all'azienda, ma anche alla propria categoria. Insomma cercare
di riprendere, tutti insieme, quella dignit� che, � ora che ve ne
rendiate conto, avete perso a forza di "obbedire" alle disposizioni
delle direzioni aziendali, anche le pi� assurde e scorrette.
Perch�, alla fine della storia e nei confronti della clientela, la
faccia ce l'avete sempre messa voi e non il banchiere di turno.
E se qualche volta avete agito in modo scorretto lo avete fatto
scientemente. Vi siete solo nascosti dietro l'alibi "sono un
dipendente, devo fare ci� che l'azienda mi impone di fare", pur
sapendo che questo NON � vero e soprattutto non � tollerabile in uno
stato che si proclama di diritto, libero e democratico.
Fosse pure il Padreterno ad ordinarlo non ho e non avr� mai l'obbligo
o il diritto di fregare chicchessia.
Se lo faccio � perch� lo voglio fare o non so dire di no a chi me lo
chiede.
Sappiamo tutti che l'unico modo per reagire a certi diktat � l'unione
e la solidariet� dei lavoratori. Da soli non si va da nessuna parte.
Mi pare che ormai da tempo i bancari abbiano deciso di andare avanti
"da soli".
Buona fortuna, finch� dura!
Saluti. Fred�
Saluti. Fred�
> Bianca, forse va bene a te ed ai tuoi colleghi ma a ME, cliente, se
> uno mi d� un biglietto da visita con su scritto QD3 (invece di un
> banale "V.Direttore" o altro scritto in italiano), cosa pensi che
> capisco?
Presumo che non vi siate capiti, perch� state dicendo la stessa cosa.
QD3 resta nelle evidenze interne, mentre sul biglietto da visita scrivono
"Responsabile Commerciale", "Addetto Fidi", "Consulente Finanza",
"Consulente Privati" e chi pi� ne ha ne metta. Ne ho visto pure qualcuno con
le odiose terminologie inglesi che fanno tatto "scic" e non vogliono dire
niente.
> Per me a suo tempo non si � capito o voluto capire che u n sindacato
> che, da sempre, ha rappresentato gli interessi della categoria
> impiegatizia (conoscendone a fondo le problematiche) non si pu�
> *improvvisare* rappresentante della categoria direttiva che, per certi
> versi, ha problemi del tutto diversi (e viceversa).
Ecco, non ho capito questo passaggio.
Poi arriva Lucas, a ragione, a dire che io vivo in una realt� marginale
eccetera.
Da me, prima di tutto questo rebelotto con quadri e aree, c'erano Fabi Fiba
Fisac. Dopo, sono rimasti Fabi Fiba Fisac.
Non � cambiato niente.
Mi dicono che, raramente, sia passato qualche rappresentante sindacale di
DirCredito a farsi un po' di pubblicit�... con risultati nulli!
Alcuni (notare *alcuni*) funzionari iscritti prima sono diventati quadri
iscritti dopo.
Quelli che non erano iscritti prima, sono rimasti non iscritti dopo.
Una volta, durante un rinnovo di un CIA, la direzione prov� a fare storie
perch� non riteneva i sindacati rappresentanti dei QD4.
Chiamammo un po' di QD4, sindacalisti provenienti da altre banche, e
capirono che la rappresentanza c'era.
Poi la banchetta � andata a scatafascio, e sono fioccate le iscrizioni dei
quadri ... "perch� non si sa mai che ora i capi nuovi mi mandino a
Roccacanuccia..."
Ciao ciao
VL
> Ecco, non ho capito questo passaggio.
> Poi arriva Lucas, a ragione, a dire che io vivo in una realt� marginale
> eccetera.
Apro un inciso per precisare meglio.
Premesso che pur essendo qd4 continuo ad essere iscritto alla Fabi come
quando ero 3 area 4 livello.
Se lo faccio non � perch� temo di essere mandato a Roccacannuccia; non ne ho
motivo in quanto come sai, contrattualmente lo possono fare comunque;
sindacato e non.
Di Dircredito non me ne pu� fregare di meno. Io sono cresciuto nella Fabi e
non sono mai stato un iscritto di comodo, tutt'altro; spesso, come ho gi�
scritto in altre occasioni ero anche un passo avanti, rischiando in prima
persona visto che di cariche sindacali non ne avevo.
E gli scioperi li ho sempre fatti.
Purtroppo il sindacato, secondo me, vive oggi in un mondo scollato dalla
realt� e questo � certamente un dato oggettivo.
Spesso il sindacalista � cresciuto con il "suo" concetto di banca, legato al
"suo" mondo che lo circonda.
I cosiddetti "commerciali" gli fanno un po pena e gli importa assai poco
se li stressano con i budget, visto che "loro" prendono i premi.
In realt� questa divisione non esiste pi� da tempo e, laddove esiste ancora
� destinata a cambiare molto in fretta.
Oggi si chiede di essere commerciali anche ai cassieri ed in alcune realt�
la figura dell'operatore di sportello coincide ormai con quella del
consulente (passatemi il termine per praticit� espositiva).
Se il sindacalista, tuttavia, sta rinchiuso nella sua nicchia ed ancorato al
suo passato professionale, difficilmente riuscir� a stare al passo con
l'evoluzione e con i problemi pratici che essa porta con se. Nuove procedure
e nuove piattaforme fanno ormai capo a modelli organizzativi direi
universali che coinvolgono in pieno l'impiegato che le deve utilizzare. In
uno dei post precedenti ho citato non a caso un esempio che �
significativo. Ti mettono in condizione di lavorare secondo percorsi
obbligati, in un modo tale che misura il tuo tempo; tutto ci� che fai e
sopratutto il come lo fai � strettamente controllato e laddove non rispetta
certi standard viene evidenziato.
Personalmente vedo un futuro di esseri umani ridotti a macchinari a
controllo numerico.
Come scrive spesso Fred e non posso che condividere, questi sanno benissimo
dove stanno andando e le idee in testa le hanno molto ma molto chiare.
I sindacalisti che io conosco, siccome fanno tutt'altro lavoro, non sanno
niente di come funzionano queste procedure e poich� il problema non li tocca
direttamente il loro interesse ad approfondirne la conoscenza �
proporzionato.
Allora bisogna che il sindacato faccia un salto di qualit� che pu� derivare
solo da una presa di coscienza dei problemi che toccano tutti.
Non pu� interessarsi solo ai grandi temi di oggi ma anche a quelli che oggi
lo sono gi� e che lo diverranno in tutta evidenza..... domani.
Se si vuole il coinvolgimento della base bisogna dimostrare alla base che si
conoscono i loro problemi e si sta lavorando per risolverli.
Saluti
LucaS
> Personalmente vedo un futuro di esseri umani ridotti a macchinari a
> controllo numerico.
La tendenza c'� ma questi organizzatori disorganizzati (purtroppo � la
realt�) dovrebbero capire che il vero valore aggiunto dell'uomo non si
presta a standardizzazione fuorch� che alle catene di montaggio od
equivalenti (nelle quali per� puoi utilizzare delle macchine vere, non di
carne ed ossa).
Secondo stanno facendo un bel pasticcio con il personale, del tutto
contrario all'interesse aziendale imho
> Se si vuole il coinvolgimento della base bisogna dimostrare alla base che
> si conoscono i loro problemi e si sta lavorando per risolverli.
Infatti.
Max max
s�, da me � passato uno di DirCredito a dire che loro aiutano le donne a
fare pi� figli....e gli ho chiesto se si candidava lui personalmente. Non
l'ho pi� visto. ma che ho detto??? (DirCredito da noi ...non � molto
rappresentato... :-)))
>
Fred, mi sono spiegata male...Oggi non c'� scritto QD3 (cosa capiva prima se
leggeva procuratore, o vicedirettore...? Era un grado, non un ruolo..). Oggi
da noi si scrive il ruole; se sei gestore, project manager, o quello che
sia...si scrive quello. E' pi� trasparente, non meno, IMHO.
> Non � questione di fare dietrologia ma credo che *tutti* i bancari che -
> oggi - si sentono insoddisfatti per i pi� diversi motivi dovrebbero:
> 1) recitare un bel "mea culpa"
d'accordo al 1000%! :)
> Se lo faccio � perch� lo voglio fare o non so dire di no a chi me lo
> chiede.
E questo � quello che dicevo sin dall'inizio riguardo alla lettera del
bancario scontento che hai postato...
Ciao ;o)