Avrei una domanda. Sono titolare di un conto Fineco ed al tempo stesso
sono titolare di una piccola ditta di consulenze informatiche. Attualmente
non ho ancora un conto corrente intestato alla ditta, per cui le fatture
che emetto mi vengono pagate generalmente in contanti (sono lavori di
piccola entità). Un cliente tuttavia vuole necessariamente pagarmi con
assegno, sostenendo che per motivi contabili non può intestare l'assegno
ad un beneficiario diverso da quello indicato in fattura, per cui lo
intesterebbe alla ditta. In tal caso, non avendo un conto corrente
intestato alla ditta, in che modo potrei incassare questo assegno?
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> In tal caso, non avendo un conto corrente
> intestato alla ditta, in che modo potrei incassare questo assegno?
Bel casino.
Se quello ti fa l'assegno anche Non Trasferibile, la vedo molto dura.
In teoria dovresti presentarti alla banca su cui è tratto l'assegno, con
tutta la documentazione che prova che TU hai i poteri di firma per la
ditta, e quelli dovrebbero cambiartelo in contanti.
Ma ho molti dubbi, perchè in genere i regolamenti interni prevedono che
non si possano convertire in contanti assegni intestati a ditte.
Dovresti insistere e litigare, vedi tu se hai voglia e tempo da perdere.
[E' inopportuno che ora salti fuori il solito troll a raccontare che lui
ha chiamato i carabinieri, che tanto sappiamo tutti che sono palle, come
al solito].
Se l'assegno è libero, ci sono altre soluzioni, spesso formalmente
irregolari.
L'irregolarità è data dal possibile "conflitto di interessi" che si crea
nel momento in cui tu,in qualità di privato, giri a tuo esclusivo favore
un assegno intestato a una ditta di cui sei amministratore.
Se la ditta si chiama in maniera diversa da te ( Ditta Tsunami di Rossi
Mario, e tu sei Rossi Mario), puoi farti intestare l'assegno a "Ditta
Tsunami", girarlo "Ditta Tsunami" con uno scarabocchio, e poi firmarlo in
proprio per il versamento sul conto Fineco.
Problema: ho letto qui che da qualche tempo alcune banche collegate a
Fineco non permettono piu' di versare assegni in seconda girata.
Altra soluzione, è chiedere ad amici/parenti di versare l'assegno sul
proprio conto, visto che le altre banche non fanno storie per i versamenti
in seconda girata, e poi darti i soldi.
Tra l'altro, non ho capito perchè questo cliente debba farti queste
paranoie, perchè in nessun posto e in nessuna contabilità c'è scritto che
l'assegno debba essere intestato come la fattura.
E tu non sei assolutamente obbligato ad accettare il pagamento tramite
assegno.
Soluzione ancora: fatti accompgnare da chi emette l'assegno alla sua
banca, in maniera che lui possa garantire che TU sei autorizzato
all'incasso.
O fai telefonare dal tuo cliente alla sua banca, per preannunciare il tuo
arrivo "Sono X, passerà il signor Rossi ad incassare il mio assegno numero
123456, intestato a ditta Tsunami, pagateglielo perchè è lui, me ne assumo
la responsabilità".
Di norma, per importi *normali*, la banca non fa storie.
Altro, per ora non mi viene in mente.
Ciao ciao
--
Vinicio Loncagni
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
http://web.tiscali.it/vinicius_verbanus
http://web.tiscali.it/vinicius_pallantiae
..non trattano di soldi ma possono interessare...
ti rechi presso una filiale emittrice dell'assegno, con un documento di
riconoscimento ed una visura camerale aggiornata della tua società dalla
quale si evince che sei tu il responsabile....
> Un saluto a tutto il newsgroup.
> Avrei una domanda. Sono titolare di un conto Fineco ed al tempo stesso
> sono titolare di una piccola ditta di consulenze informatiche. Attualmente
> non ho ancora un conto corrente intestato alla ditta, per cui le fatture
> che emetto mi vengono pagate generalmente in contanti (sono lavori di
> piccola entità). Un cliente tuttavia vuole necessariamente pagarmi con
> assegno, sostenendo che per motivi contabili non può intestare l'assegno
> ad un beneficiario diverso da quello indicato in fattura, per cui lo
> intesterebbe alla ditta. In tal caso, non avendo un conto corrente
> intestato alla ditta, in che modo potrei incassare questo assegno?
Devi firmare l'assegno come ditta (ossia timbrino della ditta e tua firma)
e poi girarlo a tuo favore (apponendo la tua firma).
A questo punto puoi versarlo come persona fisica, sempre che l'assegno in
questione non sia "non trasferibile".
Cmq secondo me ti conviene aprire un conto ditta.
Ciao!
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> E' una semplice negoziazione per cassa, con tutti i soliti ed arcinoti
> problemi, non di carattere legale.
Per me, oltre ai soliti arcinoti problemi, ce ne sono anche altri.
Si presenta uno sconosciuto con un assegno in capo a "Ditta Tsunami", e
una visura, un documento o qualsiasi altra cosa con su scritto che lui è
titolare della ditta individuale Tsunami.
Il cassiere gli cambia l'assegno in contanti, perchè la ditta non è
soggetto giuridico diverso dalla persona fisica dell'imprenditore.
Tre giorni dopo, arriva l'emittente l'assegno, che dice che l'assegno è
stato smarrito in posta, e lui voleva che fosse pagato alla ditta TSUNAMI
spa di Nonsodove, che produce condizionatori d'aria, e che quel Pinco
Pallo si è stampato a casa sua la sera prima la visura camerale esibita.
Il cliente fa causa alla banca, perde, ma si incazza e chiude tutti i
conti.
La banca, per fare il favore ad uno sconosciuto, ha perso un cliente.
La banca paga personalmente a Pinco Pallo un assegno in seconda girata, e
la cui prima girata è dello stesso Pinco Pallo sul timbro "Ditta Tsunami".
Tre giorni dopo, arrivano gli altri quattro soci della ditta, che dicono
che Pinco Pallo è scappato con la cassa, e la banca ha riconosciuto a uno
solo dei soci, personalmente, dei soldi che invece erano di competenza di
tutti e cinque.
La banca va nei casini, e non so come possa andare a finire.
Magari i soci perdono, ma la banca deve affrontare processi e cause legali.
La banca, per fare il favore ad uno sconosciuto, è andata nei casini.
Eccetera.
Magari dal punto di vista legale è tutto a posto, ma sono cose che
succedono e sono successe.
Ciao ciao
VL
--
> Per ditta intendi dire che eserciti l'impresa (imprenditore individuale) con
> un tratto contraddistintivo tipico (tipo "Tsunami di Pinco Pallino" ??)
Esatto, avevo dimenticato di segnalarlo, la mia č una ditta individuale.
> Se cosě non ci sono problemi, in quanto la ditta individuale non č soggetto
> giuridico diverso dalla persona fisica dell'imprenditore.
In questo caso, per incassare l'assegno, č sufficiente recarsi presso la
banca che lo ha emesso ed effettuare la girata con timbro della ditta e
mia firma? Č sufficiente presentare il certificato di attribuizione della
p. IVA per attestare che sono realmente io il titolare della ditta?
--
Per informazione, cosi forse posso aiutarti, come si chiama la tua ditta?
Aky
> Per me, oltre ai soliti arcinoti problemi, ce ne sono anche altri.
> Si presenta uno sconosciuto con un assegno in capo a "Ditta Tsunami", e
> una visura, un documento o qualsiasi altra cosa con su scritto che lui è
> titolare della ditta individuale Tsunami.
> Il cassiere gli cambia l'assegno in contanti, perchè la ditta non è
> soggetto giuridico diverso dalla persona fisica dell'imprenditore.
> Tre giorni dopo, arriva l'emittente l'assegno, che dice che l'assegno è
> stato smarrito in posta, e lui voleva che fosse pagato alla ditta TSUNAMI
> spa di Nonsodove..............................................
Ok, vediamo se posso semplificare le cose.
La sede legale della Ditta Tsunami di Pinco Pallino coincide con il
domicilio di Pinco Pallino. In tal caso, essendo indicato espressamente
sull'assegno come beneficiario la Ditta Tsunami di Pinco Pallino, potrei
incorrere nello stesso tipo di inconveniente?
> La banca paga personalmente a Pinco Pallo un assegno in seconda girata, e
> la cui prima girata è dello stesso Pinco Pallo sul timbro "Ditta Tsunami".
>..................
Ok, ma in questo caso non ci sono soci, e non c'è cassa!! :-)
> Eccetera.
> Magari dal punto di vista legale è tutto a posto, ma sono cose che
> succedono e sono successe.
> Ciao ciao
> VL
Facciamo due ipotesi:
ipotesi A:
La fabbrica del piffero paga una fattura emessa dalla Ditta Tsunami di
Pinco Pallino con un assegno NON TRASFERIBILE. In tal caso, il povero
Pinco Pallino, che non ha ancora un conto intestato alla ditta, quante
possibilità ha di incassare in contanti l'assegno presso la filiale che ha
emesso tale assegno?
ipotesi B:
La fabbrica el piffero effettua il pagamento con un ASSEGNO TRASFERIBILE.
In questa circostanza, il Sig. Pallino nelle vesti di titolare e legale
rappresentante della Ditta Tsunami, effettua una girata in favore di Pinco
Pallino. In questo caso, che possibilità ha il Sig. Pinco Pallino di
versare tale assegno in seconda girata sul suo conto corrente personale
presso la sua Banca?
Grazie
Ciao
> Avrei una domanda. Sono titolare di un conto Fineco ed al tempo stesso
> sono titolare di una piccola ditta di consulenze informatiche. Attualmente
> non ho ancora un conto corrente intestato alla ditta, per cui le fatture
> che emetto mi vengono pagate generalmente in contanti (sono lavori di
> piccola entità). Un cliente tuttavia vuole necessariamente pagarmi con
> assegno,
I) Innanzitutto bisogna ricordare che gli assegni non sono moneta legale.
Quindi non sono obbligato ad accettarli come mezzo di pagamento.
>sostenendo che per motivi contabili non può intestare l'assegno
> ad un beneficiario diverso da quello indicato in fattura, per cui lo
> intesterebbe alla ditta.
Mi pare sensato: io ho un rapporto con una ditta (quindi con persona
giuridica altro e'
la "confusione patrimoniale")
>In tal caso, non avendo un conto corrente
> intestato alla ditta, in che modo potrei incassare questo assegno?
Posso solo ribadire ed avvalore le cose che ti ha suggerito Vinicio
Loncagni,
ovvero:
1)puoi presentarti alla banca con un camerale di recente data, e con i tuoi
documenti identificativi
e provare a chiedere se e' possibile effettuare il cambio (anche io
sottolineo che non e' assolutamente
vero che le banche sono obbligate a farlo, dato che gli assegni vengono
cambiati a persona
conosciuta.);
2) in alternativa puoi chiedere al traente di chiamare la sua banca e
preannunciare il cambio (ma ricorda sempre i documenti sopra riportati)
In questo modo la banca sara' piu' sicura di onorare l'assegno alla persona
esatta
3) presentarsi in banca con il traente dell'assegno.
Una domanda mi sorge spontanea, perche' dato che accetti un mezzo di
pagamento che ripeto potresti
rifiutare di accettare, non imponi anche tu una serie di "regole" al
traente??
Chiedi che l'assegno sia libero e non con la clausola "non trasferibile". In
questo modo puoi liberamente girare come prima girata
con il nome della ditta (quindi timbro + firma) e apporre una seconda girata
come persona fisica e versarlo in c/c.
Questo lo puoi fare benissimo, in quanto non esiste conflitto di interessi.
Non vedo come possa esistere se la ditta e' appunto individuale...
Il conflitto di interessi si potrebbe verificare nel caso di societa' dove
in questo modo un socio all'insaputa degli altri potrebbe sottrarre
denaro alla societa' stessa.
Altra considerazione: potresti farti fare un'assegno circolare intestato
sempre alla ditta. In questo caso sempre con i documenti la banca
sarebbe tenuta ad onorare il pagamento, previa identificazione del soggetto.
ciao
Carlo
> Per informazione, cosi forse posso aiutarti, come si chiama la tua
> ditta?
COMM' (come) ???
E 'zzo centra il nome della ditta?????
> Ok, vediamo se posso semplificare le cose.
Semplifichiamole ancora di più: il mio era un discorso *perfettamente*
teorico.
Nel mio secondo reply ho esposto i motivi e i casi pratici per i quali le
banche fanno problemi per cambiare gli assegni intestati a ditte
sconosciute.
Non vuol dire che *tutte* le ditte abbiano uno dei soci che scappa con i
soldi, o che tutte le imprese individuali abbiano un'onomima SpA situata
Nonsodove.
Dò per assolutamente certa la tua buona fede, su questo non ci piove, ma
occorre mettersi nei panni della banca che deve consegnare soldi
*sicuramente* veri fidandosi di documenti *probabilmente* veri.....
> La fabbrica del piffero paga una fattura emessa dalla Ditta Tsunami di
> Pinco Pallino con un assegno NON TRASFERIBILE. In tal caso, il povero
> Pinco Pallino, che non ha ancora un conto intestato alla ditta, quante
> possibilità ha di incassare in contanti l'assegno presso la filiale
> che ha emesso tale assegno?
Se pensi di entrare in banca e uscire cinque minuti dopo con i soldi, penso
poche.
Io, personalmente, non pagherei "a vista" un assegno intestato a una ditta
sconosciuta ad un privato sconosciuto che sostiene di essere tale ditta
sconosciuta.
Poi, spesso si trova il compromesso: una volta, in un caso del genere, non
ho pagato subito, ma mi sono fatto lasciare tutti gli estremi dei documenti
e ho preso accordi con il presentatore perchè ripassasse il giorno
successivo.
Ho fatto con tranquillità gli opportuni controlli, e ho contattato il
traente dell'assegno.
E il giorno dopo, il presentatore ha ottenuto tranquillamente il pagamento
del titolo.
Per questo, per "abbreviare" il tutto, e come confermato da Carlo, sarebbe
buona cosa farsi annunciare, o meglio ancora, farsi accompagnare dal traente
dell'assegno.
> In questa circostanza, il Sig. Pallino nelle vesti di
> titolare e legale rappresentante della Ditta Tsunami, effettua una
> girata in favore di Pinco Pallino.
Questo, dal punto di vista cartaceo, è il classico conflitto di interessi.
Il rappresentante che gira a proprio favore i beni del rappresentato.
Nel tuo caso non è vero, perchè sei ditta individuale eccetera, ma siamo
sempre allo stesso punto: la banca non conosce nè te nè la ditta, vede che
tu prima firmi come ditta e poi come privato, e non può avere la certezza
assoluta che domani non saltino fuori altri diciassette soci a pretendere la
loro quota.
Per questo ti avevo consigliato il trucco *ASSOLUTAMENTE IRREGOLARISSIMO*,
ma nel tuo caso indolore a tutti gli effetti, di timbrare e firmare con uno
scarabocchio per la ditta, e poi di girarlo in proprio con la tua firma
regolare.
Per quello che ne sa la banca, tu potresti essere un dipendente della ditta
Tsunami, non il titolare.
E come tale non sarebbe evidente alcun conflitto di interesse.
> In questo caso, che possibilità ha
> il Sig. Pinco Pallino di versare tale assegno in seconda girata sul
> suo conto corrente personale presso la sua Banca?
Di norma, con il trucchetto sopra esposto, tutte le possibilità, al cento
per cento.
Ho qualche dubbio per Fineco: a tal proposito, sarebbe bene leggere il
thread "Problema assegni Fineco", iniziato il 3/3 da Marco Coli.
Ultimo appunto, ancora sul cliente che deve complicarti la vita con 'sta
storia degli assegni.
Gli fai il lavoro?
Gli lasci la ricevuta o la fattura con indicato "Pagato" ?
La ditta è individuale, e quindi lui sa che si identifica con il titolare?
Allora, che problemi ci possono essere a intestare l'assegno "Pinco Pallino"
anzichè "Ditta Pinco Pallino"?
Ciao ciao
VL
Semplice, essendo una ditta individuale la maggior parte delle volte ha il
nome del titolare, per esempio gli agenti commercio sono per la maggior
parte ditte individuali (spesso anche gli avvocati) e hanno come
denominazione solo nome e cognome, nel foglio di attribuzione della partita
iva c'è scritto: ditta individuale Pinco Pallino.
Quindi se ho una ditta che si chiama solo col mio nome non avrò problemi ad
versarlo sul mio conto (essendo nome personale e della ditta identici),
posso anche avere carta intestata con scritto La Fulgida di Pinco Pallo ma
se la registrazione all'ufficio IVA è Pinco Pallo il nome Pinco Pallo è
quello ufficiale. Quindi si fa intestare l'assegno col proprio nome che è
quello di attribuzione dell'IVA che è quello della ditta e con cui ci paga
le tasse e come ditta.
Capisco però le ragioni del suo cliente a voler pagare con un assegno
intestato al nome scritto sulla fattura, perchè potrebbero nascere problemi
di contestazioni nel tempo che è meglio evitare prima e che qui non voglio
dilungarmi ad elencare, si può benissimo chiedere al cliente, se la somma lo
consente, di fare un assegno trasferibile e poi girarselo e quindi fare una
lettera (o scrivere sulla fotocopia stessa dell'assegno) di quietanza.
Oppure, meglio, farsi fare un bonifico sul proprio conto e far scrivere
nella causale il riferimento alla fattura, in questo caso gli manderà
anticipatamente una lettera dove gli chiede di pagare a mezzo bonifico sul
conto XXXX banca XXXX.
Infine consiglio, nel caso intestazione ditta e nome personale siano proprio
non assimilabili, di aprire comunque un conto a nome della ditta perchè
spesso le aziende fornitrici, forse non sarà nel tuo caso ma di solito si fa
così, preferiscono dare rimborsi, pagare premi o altro a mezzo bonifico o
assegno tramite agente di zona.
Aky
Aky
> Capisco però le ragioni del suo cliente a voler pagare con un assegno
> intestato al nome scritto sulla fattura, perchè potrebbero nascere
> problemi di contestazioni nel tempo
Il cliente ha tutte le ragioni per voler intestare l'assegno, come da
fattura, alla ditta.
Ciao
> Ma allora non chiedere come si chiama la ditta.
invece si! voglio capire e per capire mi serve sapere come si chiama la
ditta cosa scrive sulla fattura tutto qui. Puo anche non dire il nome vero
ma mi serve per capire.
> Devi firmare l'assegno come ditta (ossia timbrino della ditta e tua firma)
> e poi girarlo a tuo favore (apponendo la tua firma).
> A questo punto puoi versarlo come persona fisica, sempre che l'assegno in
> questione non sia "non trasferibile".
Fineco NON accetta piu' assegni girati (vedi mio thread relativo).
--
Saluti - Marco Coli
> Di norma, con il trucchetto sopra esposto, tutte le possibilità, al cento
> per cento.
> Ho qualche dubbio per Fineco: a tal proposito, sarebbe bene leggere il
> thread "Problema assegni Fineco", iniziato il 3/3 da Marco Coli.
Confermo. Il thread l'ho appena allungato. E' ufficiale che Fineco NON
accetta assegni girati. Facciano come vogliono, e' loro liberta', ma
quantomeno dovevano avvisare prima.
> Si presenta uno sconosciuto con un assegno in capo a "Ditta Tsunami", e
> una visura, un documento o qualsiasi altra cosa con su scritto che lui è
> titolare della ditta individuale Tsunami.
> Il cassiere gli cambia l'assegno in contanti, perchè la ditta non è
> soggetto giuridico diverso dalla persona fisica dell'imprenditore.
> Tre giorni dopo, arriva l'emittente l'assegno, che dice che l'assegno è
> stato smarrito in posta, e lui voleva che fosse pagato alla ditta TSUNAMI
> spa di Nonsodove, che produce condizionatori d'aria, e che quel Pinco
> Pallo si è stampato a casa sua la sera prima la visura camerale esibita.
> Il cliente fa causa alla banca, perde, ma si incazza e chiude tutti i
> conti.
> La banca, per fare il favore ad uno sconosciuto, ha perso un cliente.
Niente di nuovo rispetto alla negoziazione a persona fisica non cliente
della banca e pertanto identificata "solo" con documento d'identita'
> La banca paga personalmente a Pinco Pallo un assegno in seconda girata, e
> la cui prima girata è dello stesso Pinco Pallo sul timbro "Ditta Tsunami".
> Tre giorni dopo, arrivano gli altri quattro soci della ditta, che dicono
> che Pinco Pallo è scappato con la cassa, e la banca ha riconosciuto a uno
> solo dei soci, personalmente, dei soldi che invece erano di competenza di
> tutti e cinque.
> La banca va nei casini, e non so come possa andare a finire.
> Magari i soci perdono, ma la banca deve affrontare processi e cause
legali.
> La banca, per fare il favore ad uno sconosciuto, è andata nei casini.
>
> Eccetera.
>
Poco "probabile" che una ditta individuale contempli altri soci ... di
solito in tali circostanze si parla di "società".
>>> Si presenta uno sconosciuto con un assegno in capo a "Ditta
>> Tsunami [...]
> Niente di nuovo rispetto alla negoziazione a persona fisica non
> cliente della banca e pertanto identificata "solo" con documento
> d'identita'
Vero.
Volevo solo evidenziare che le visure sono genericamente molto più
falsificabili degli usuali documenti.
Se non altro, perchè la Carta di Identità è quella, la conosciamo tutti,
tutti sappiamo com'è fatta.
La visura non ha standard ben precisi, ed è molto meno diffusa (quindi si
hanno meno parametri di riferimento per identificare un "falso"): in fondo è
un foglio di carta con sopra qualche timbro.
>> La banca paga personalmente a Pinco Pallo un assegno in seconda
>> girata, e la cui prima girata è dello stesso Pinco Pallo sul timbro
>> "Ditta Tsunami".
> Poco "probabile" che una ditta individuale contempli altri soci ... di
> solito in tali circostanze si parla di "società".
Vero, dal punto di vista teorico.
Ma non si ha idea di quanti assegni siano intestati a "Ditta X", anche se
poi la ditta in questione è una SpA, una Srl o simile.
Nell'uso e nella coscienza comune, infatti, le alternative sono due: privato
o ditta.
La FIAT, quindi, per molti è solo una ditta... e se glielo fai notare, i più
dicono: "Vabbè, si, è una società, ma non stiamo a fare troppo i
cavillosi..." ^__^
La banca, quindi, potrebbe essere "cavillosa e precisa", facendosi dire
parolacce dai clienti (vedasi altro thread del 23/3 sul marchio), oppure più
"elastica", e correre qualche rischio.
Rischio che potrebbe assumersi con i clienti, ma *mai* con gli
sconosciuti.
Ciao ciao
VL