Un mio assegno, che risultava dall'ultimo EC nelle mie mani pagato, è andato
dal notaio per mancanza fondi senza alcuna notifica/avviso.
Il motivo per cui l'assegno è stato successivamente stornato è che, nel
frattempo, un altro assegno ,
questa volta di un mio Cliente, che io avevo versato la settimana precedente
era stato a sua volta stornato per mancanza di fondi.
Anche questa informazione non mi veniva comunicata.
Dopo quasi tre mesi scopro che è stata attivata una revoca CAI; anche in
questo caso nessuno mi dava infomativa.
L'assegno in realtà era stato difatti pagato direttamente dalla banca nei
tempi ma per il solo importo facciale e, anche in questo caso, senza nessuna
comunicazione; non venivano invece pagate le penali del 10% ecc.
Sono assolutamente in buona fede poichè per me l'assegno dall'ultimo E/C era
stato pagato ed i fondi c'erano; Tra l'altro, se avessi saputo l'assegno dal
notaio avrei provveduto, dato che i fondi erano disponibili, al pagamento
delle penali dovute..
Nessuno, nell'arco di tre mesi, si è preso la briga di alzare una cornetta
del telefono, inviare una email, un fax, una raccomandata , che so, un
piccione viaggiatore....
Dopo varie litigate con l'(ir)responsabile della filiale, scopro che non c'è
nulla da fare e me ne norno a casa mesto con "mille scuse" di cui non so che
farmene..
Ma la nuova normativa sugli assegni non prevede, in questi casi, l'invio di
Telegramma o di una Raccomandata R/R come preavviso di revoca della firma?
Prego chi è in grado e voglia dare una risposta di farlo.
Grazie
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Dopo varie litigate con l'(ir)responsabile della filiale, scopro che non
> c'è nulla da fare e me ne norno a casa mesto con "mille scuse" di cui non
> so che farmene...
Purtroppo il succo del discorso è proprio questo.
Se le "mille scuse" intendono un riconoscimento di responsabilità della
banca, potrebbe essere questa a muoversi.
Ma non mi viene proprio in mente cosa possa fare, a questo punto ...
> Ma la nuova normativa sugli assegni non prevede, in questi casi, l'invio
> di Telegramma o di una Raccomandata R/R come preavviso di revoca della
> firma?
Si, e quello che potresti fare è chiedere come e quando ti hanno avvisato.
Se risultasse provato che hanno mandato la raccomandata presso un
indirizzo diverso da quello da te segnalato... potresti citare in giudizio
la banca e chiedere i danni.
Ma non ho idea di quali possano essere i tempi e i risultati di questa
azione.
Purtroppo, la non ricezione della raccomandata o di eventuali altre
comunicazioni non è giustificazione che interrompa i termini per
l'iscrizione in CAI.
Da me si usa addebitare *di iniziativa* la penale del 10 per cento e gli
altri ammennicoli a chi si è fatto scappare un assegno in mancanza di fondi.
Se poi i fondi arrivano solo per coprire l'assegno, e non ce ne sono per le
penali, visto che l'iscrizione in CAI è un atto estremamente grave, da me
l'usanza è fare di tutto per avvisare il cliente (anche il piccione
viaggiatore,
o altri metodi "poco usuali"...).
Ciao ciao
Vinicio Loncagni
--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley.
http://tinyurl.com/cwf4r
Si, ti devono avvisare ed hai 60 giorni di tempo per pagare l'importo dell'assegno, le
spese e la penale del 10%. Se lo fai non vieni iscritto nella CAI.
Magari vieni protestato o inserito in qualche altra centrale rischi dei cattivi pagatori,
ma non nella cai.
Verifica come e quando ti hanno comunicato l'impagato.
Solo la banca può cancellarti, se ti ha iscritto per errore.
Fai un esposto alla banca o alla banca d'italia spiegando quello che è successo.
Giovanni.
--
Giovanni Cenati (Bergamo, Italy)
Write to "Reventlov" at katamail com
http://digilander.libero.it/Cenati (Esempi e programmi in VbScript)
--
> Solo la banca può cancellarti, se ti ha iscritto per errore.
Il problema è che non mi pare ci sia alcun errore, perchè un assegno è stato
emesso in mancanza di fondi.
Semmai, ci può essere stato un difetto di comunicazione, e non so fino a che
punto questo possa valere ai fini della revoca dei provvedimenti CAI.
Ciao ciao
VL
Ciao, come dicevo a Vinicio, non hanno inviato alcuna segnalazione, ne via
telegramma ne via raccomandata, tantomeno via posta tradizionale......
Per questo chiedevo se l'invio fosse *obbligatorio* o meno; dal testo della
normativa sembrerebbe di si: allora come bisogna comportarsi:
a) Basta la mancata notifica per consentire l'annullamento della revoca CAI?
oppure..
b) Alla CAI non importa nulla, ma si può far causa alla banca?
Grazie
Gianni
> --
> Giovanni Cenati (Bergamo, Italy)
> Write to "Reventlov" at katamail com
> http://digilander.libero.it/Cenati (Esempi e programmi in VbScript)
> --
>
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Il fatto è che, per stessa ammissione del responsabile, non hanno inviato ne
il telegramma ne la raccomandata; e , difatti, io non li ho ricevuti ne
all'indirizzo della sede operativa, ne presso la sede legale e, tanto meno,
presso il mio indirizzo personale (essendo io amministratore della società).
Non hanno mandato un bel nulla....ci sono i termini per ricorrere?
> Purtroppo, la non ricezione della raccomandata o di eventuali altre
> comunicazioni non è giustificazione che interrompa i termini per
> l'iscrizione in CAI.
Se la comunicazione è un atto dovuto, in assenza di questa anche la
segnalazione dovrebbe essere illeggittima, tanto più che la banca ha avuto
più di due mesi per provvedere all'invio. La revoca CAI è un atto
gravissimo, soprattutto per chi ha una attività commerciale, non si può
prendere così alla leggera una mancata notifica.....sono passati più di due
mesi, dico DUE MESI; sono stato in filiale decine di volte....non una ,
scusate, stronza di impiegata/o mi ha detto nulla di nulla.....
Che posso fare?
> Da me si usa addebitare *di iniziativa* la penale del 10 per cento e gli
> altri ammennicoli a chi si è fatto scappare un assegno in mancanza di
fondi.
> Se poi i fondi arrivano solo per coprire l'assegno, e non ce ne sono per
le
> penali, visto che l'iscrizione in CAI è un atto estremamente grave, da me
> l'usanza è fare di tutto per avvisare il cliente (anche il piccione
> viaggiatore,
> o altri metodi "poco usuali"...).
>
> Ciao ciao
A me sarebbe bastata una telefonata......
> Vinicio Loncagni
Grazie Vinicio
Gianni
> Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
> Gringotts Bank LTD, Diagon Alley.
> http://tinyurl.com/cwf4r
>
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Gianni
> in realtà non è proprio così....per me l'assegno era pagato...
> come risulta dall'ultimo EC....
Facciamo un po' un riassunto della situazione.
Dobbiamo dare per accertato che il tuo assegno sia stato emesso in
mancanza di fondi *liquidi*, perchè l'assegno che a tua volta ti ha creato
il disguido non era sicuramente oltre i termini di non stornabilità.
Cioè, quei soldi, pur presenti sul conto, non erano da utilizzarsi,
appunto perchè c'era il rischio che l'assegno versato tornasse insoluto,
come infatti è successo.
Quindi non si può opporre l'insussitenza dell'illecito di emissione
assegno in mancanza di fondi.
A quanto ne so io, la banca è tenuta a trasmettere raccomandata AR con il
preavviso di revoca, proprio come il correntista è espressamente
obbligato, all'atto dell'apertura del rapporto, a indicare un indirizzo
presso il quale spedire tale comunicazione, e, nel caso, a informare la
banca del cambiamento di tale indirizzo.
Se la banca spedisce la raccomandata AR, e il cliente risulta
irreperibile, o non ritira la raccomandata o simili... peggio per lui, la
notifica si ha come effettuata e la pratica prosegue il suo corso.
Se in banca hanno ammesso di non aver spedito la comunicazione, IMHO hanno
toppato; a maggior ragione, poi, se tu ti sei presentato tranquillamente
in banca per effettuare altre operazioni dopo "il fattaccio".
Ripeto che non so in che termini si possa opporre la mancanza di tale
comunicazione. Cioè non so se tale inadempienza renda nulla l'iscrizione
in CAI, oppure sottoponga la banca a qualche forma di multa o di rimborso
danni a tuo favore... oppure non crei alcuna conseguenza.
Ti consiglierei di scrivere una lettera dettagliata e precisa all'Ufficio
Reclami Centrale della banca, perchè mi pare che l'agenzia, porgendoti le
sue scuse, stia ritenendo di aver esaurito il suo compito.
Ciao ciao
VL
--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley.
http://tinyurl.com/cwf4r
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Guarda, sono in ferie e non ho sotto mano la raccolta delle leggi che regolano la cai.
Ma la notifica è obbligatoria in modo che tu abbia 60 giorni di tempo per adempiere al
pagamento. Chiedi alla banca quando ti ha inviato la comunicazione e chiedi alla banca
d'italia, che ospita la base dati cai, le conseguenze per la banca della mancata
comunicazione.
Giovanni.
E su questo non ci piove mea culpa, mea culpa....ma il problema � un
altro....
>
> A quanto ne so io, la banca � tenuta a trasmettere raccomandata AR con il
> preavviso di revoca, proprio come il correntista � espressamente
> obbligato, all'atto dell'apertura del rapporto, a indicare un indirizzo
> presso il quale spedire tale comunicazione, e, nel caso, a informare la
> banca del cambiamento di tale indirizzo.
E l'indirizzo � stato infatti comunicato ed parte integrante del contratto
di apertura del conto. Ed a questo indirizzo, quello delle comunicazioni,
dove ricevo tra le altre cose anche l'E/C, non � arrivata alcuna
segnalazione.
> Se la banca spedisce la raccomandata AR, e il cliente risulta
> irreperibile, o non ritira la raccomandata o simili... peggio per lui, la
> notifica si ha come effettuata e la pratica prosegue il suo corso.
E su questo non ci piove, ma non � questo il caso
> Se in banca hanno ammesso di non aver spedito la comunicazione, IMHO hanno
> toppato; a maggior ragione, poi, se tu ti sei presentato tranquillamente
> in banca per effettuare altre operazioni dopo "il fattaccio".
Ed � proprio questo il caso!
>
> Ripeto che non so in che termini si possa opporre la mancanza di tale
> comunicazione. Cio� non so se tale inadempienza renda nulla l'iscrizione
> in CAI, oppure sottoponga la banca a qualche forma di multa o di rimborso
> danni a tuo favore... oppure non crei alcuna conseguenza.
>
> Ti consiglierei di scrivere una lettera dettagliata e precisa all'Ufficio
> Reclami Centrale della banca, perch� mi pare che l'agenzia, porgendoti le
> sue scuse, stia ritenendo di aver esaurito il suo compito.
Ho fatto un giro sul sito della banca d'Italia a proposito della nuova
normatia assegni e CAI:
Tratto da testo integrale de "Legge 15 dicembre 1990, n. 386, come
modificata dal Decreto Legislativo 30 dicembre 1999, n. 07. Nuova disciplina
sanzionatoria degli assegni bancari"
Disponibile presso la Banca di Italia:
http://www.bancaditalia.it/sispaga_tesor/servpag/cai/info_norma/disciplina/legge_386.pdf
"Art. 9-bis.
Preavviso di revoca
1. Nel caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, di un assegno per
difetto di provvista, il trattario comunica al traente che, scaduto il
termine indicato nell'articolo 8 senza che abbia fornitola prova
dell'avvenuto pagamento, il suo nominativo sar� iscritto nell'archivio di
cui all'articolo 10-bis e che dalla stessa data gli sar� revocata ogni
autorizzazione ad emettere assegni. Con la comunicazione il traente �
invitato a restituire, alla scadenza del medesimo termine e sempre che non
sia effettuato il pagamento, tutti i moduli di assegno in suo possesso alle
banche e agli ufficipostali che li hanno rilasciati.
2. La comunicazione � effettuata presso il domicilio eletto dal traente a
norma dell'articolo 9-ter entro il decimo giorno dalla presentazione al
pagamento del titolo, mediante telegramma o lettera raccomandata con avviso
di ricevimento, ovvero con altro mezzo concordato tra le parti di cui sia
certa la data di spedizione e quella di ricevimento.
3. Anche in deroga a quanto stabilito dall'articolo 9, comma 2, lettera b),
l'iscrizione del
nominativo del traente nell'archivio non pu� aver luogo se non sono decorsi
almeno dieci giorni dalla data di ricevimento della comunicazione.
4. La comunicazione si ha per effettuata ove consti l'impossibilit� di
eseguirla presso il
domicilio eletto.
5. Se la comunicazione non � effettuata entro il termine indicato nel comma
2, il trattario � obbligato a pagare gli assegni emessi dal traente dopo
tale data e fino al giorno successivo alla comunicazione, anche se manca o �
insufficiente la provvista, nel limite di lire venti milioni per ogni
assegno.
Art. 9-ter.
Elezione di domicilio ai fini delle comunicazioni
1. All'atto della conclusione di convenzioni di assegno, il cliente elegge
domicilio ai fini delle comunicazioni previste dall'articolo 9-bis.
2. Eventuali variazioni del domicilio eletto debbono essere comunicate con
dichiarazione
presentata direttamente alla banca o all'ufficio postale, ovvero mediante
telegramma o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, o con altro
mezzo concordato dalle parti, di cui sia certa la data di ricevimento."
Chiuse parentesi, mi pare che i punti 2,3 e 5 siano piuttosto chiari:
a) La banca E' OBBLIGATA , non � un opzione, DEVE inviare entro massimo 10
giorni il preavviso di revoca e DEVE INVIARLO OBBLIGATORIAMENTE TRAMITE
TELEGRAMMA o R/R.
b) L'iscrizione alla CAI non pu� avere luogo se non sono passati almeno 10
GG dalla data di ricezione, da parte del Cliente che ha emesso l'assegno.
c) Se entro 10 GG non inviano la comunicazione SONO OBBLIGATI A PAGARE TUTTI
GLI ASSEGNI EVENTUALMENTE SUCCESSIVI.
A questo punto mi chiedo in che modo sia meglio muoversi:
a) Richiesta d'urgenza al Garante Privacy per la rimozione immediata
b) Richiesta alla CAI di rimozione immediata
c) Richiesta alla Banca di rimozione immediata
d) Lettera del mio legale alla Banca
Non so, ditemi voi.
Grazie
> A questo punto mi chiedo in che modo sia meglio muoversi:
>
> a) Richiesta d'urgenza al Garante Privacy per la rimozione immediata
> b) Richiesta alla CAI di rimozione immediata
> c) Richiesta alla Banca di rimozione immediata
> d) Lettera del mio legale alla Banca
>
> Non so, ditemi voi.
Se le cose stanno veramente cosᅵ, la soluzione d ricomprende tutte le
precedenti.
E il legale potrebbe anche aggiungere una richiesta di danni, oltre alla
propria parcella.
Volendo risparmiare i tempi del ricorso al legale, resto del parere che una
lettera motivata e precisa all'Ufficio Reclami potrebbe svolgere
egregiamente il compito: se la banca ha sbagliato, e sa di aver sbagliato, ᅵ
ovviamente suo interesse definire la questione al piᅵ presto e con meno
pubblicitᅵ possibile.
> Se le cose stanno veramente così, la soluzione d ricomprende tutte le
> precedenti.
... anche se, a leggere attentamente gli articoli di legge che hai postato,
la banca non corre poi tanti rischi.
Il comma 9bis-3 dice che "l'iscrizione del
nominativo del traente nell'archivio non può aver luogo se non sono decorsi
almeno dieci giorni dalla data di ricevimento della comunicazione."
Allora se la banca ti manda oggi la comunicazione, tra dieci giorni
l'iscrizione è valida, senza poter opporre niente?
E il successivo comma 5, impone al trattario di pagare gli assegni emessi
fino a quando non sia arrivata la comunicazione.
La banca potrebbe pensare "Ecchissenefrega, tanto quelli i soldi ce li ha,
quindi gli assegni li avrei pagati comunque..."
E quindi tale "sanzione" vale zero.
O forse, ora che lo sai, ti metterai ad emettere a raffica assegni da 10329
e rotti euro anche se non hai i fondi, così la banca sarà costretta a
pagare?
E non c'è scritto, poi, se eventuali assegni che la banca sia *costretta* a
pagare resteranno a carico della banca stessa, o se comunque saranno da
addebitare al correntista...
Insomma, non c'è scritto che, mancando la comunicazione, il traente
dell'assegno scoperto venga in qualche modo "perdonato"!
Quindi, continuo a pensare che occorra rivolgersi a qualche avvocato
esperto sull'argomento...
>> Da me si usa addebitare *di iniziativa* la penale del 10 per cento e gli
>> altri ammennicoli a chi si è fatto scappare un assegno in mancanza di
>> fondi.
> Da noi ASSOLUTAMENTE no.
... infatti, all'inizio capitava spesso che qualche corrispondente
telefonasse chiedendo:
- Che ce ne facciamo del bonifico di X euro a favore "beneficiario assegno
n.123456789" che ci avete trasmesso?
Ora succede molto più raramente...
Ciao ciao
VL
> O forse, ora che lo sai, ti metterai ad emettere a raffica assegni da
10329
> e rotti euro anche se non hai i fondi, così la banca sarà costretta a
> pagare?
Faccio l'imprenditore non il "mariuolo"
> E non c'è scritto, poi, se eventuali assegni che la banca sia *costretta*
a
> pagare resteranno a carico della banca stessa, o se comunque saranno da
> addebitare al correntista...
Difatti non me ne frega un fico secco di questo aspetto.
> Insomma, non c'è scritto che, mancando la comunicazione, il traente
> dell'assegno scoperto venga in qualche modo "perdonato"!
Perdonato di che cosa? Non ho mai sgarrato in vita mia, quanto è successo
non è avvenuto per mie colpe; conosco "gente" che su questo ci marcia senza
tirare fuori ne soldi per il notaio, ne 10% e senza essere tantomeno
iscritta al CAI o prestata: tutto è, come sappiamo, nelle mani del resp. di
filiale che fa il buono e cattivo tempo: è lui che decide se vai dal notaio
oppur no, indipendentemente dai soldi che hai sul conto.....questo è
profondamente ingiusto: conosco "amici" del "direttore" cui vengono pagati
assegni anche se stanno fuori di 20/30000 euro....
A me hanno mandato l'assegno dal notaio per 300 euro: naturalmente dopo
essersi pagati 400 euro di "interessi e competenze"....forse perchè non gli
porto il panettone a Natale?
> Quindi, continuo a pensare che occorra rivolgersi a qualche avvocato
> esperto sull'argomento...
Ho necessità di risolvere il problema non di farmi giustizia. Quella magari
dopo. Per cui mi serve la soluzione più efficiente per tornare alla
normalità prima possibile.
>
> Ciao ciao
>
Grazie
Gianni