"Vinicio Loncagni" <mail_n...@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:9kc851...@mid.individual.net...
> Ecco, proprio a proposito, mi serve la tua "versione" su questo discorso.
Occorre verificare il contratto. In mancanza di norme specifiche la banca
può anche pagare l'assegno mandando il conto su cui è stato tratto in
scoperto (sostanzialmente fa credito al cliente). Dopo di che può compensare
lo scoperto con l'attivo del conto cointestato. E' anche vero che il cliente
è autorizzato all'emissione di assegni e che la banca può pagarli con
qualsiasi provvista del cliente, quindi anche con quella del conto
cointestato (c'è la solidarietà nei confronti della banca) e che il
collegamento tra assegno e conto è solo interno, quindi potrebbe anche
addebitarlo direttamente sul conto cointestato ma personamente preferirei la
doppia scrittura. Il fatto di utilizzare altra provvista è una facoltà della
banca in considerazione che di solito c'è una norma contrattuale che prevede
che sia obbligata a farlo solo su istruzione specifica del cliente (la cui
mancanza però non esclude la facoltà per la banca di farlo) .
In genere nei contratti c'è scritto:
"Quando esistono tra la Banca ed il Cliente più rapporti o più conti di
qualsiasi genere o natura, anche di deposito,
ancorché intrattenuti presso altre succursali italiane e estere della Banca
medesima, ha luogo in ogni caso la
compensazione di legge ad ogni suo effetto.
....
Le disposizioni con assegni sul conto si effettuano, salvo diverso accordo,
mediante l'uso di moduli per assegni forniti
dalla Banca
....
In caso di pluralità di conti, qualora la Banca venga tempestivamente
avvisata per iscritto, provvede al pagamento
degli assegni tratti su conti con disponibilità insufficiente, utilizzando
fondi disponibili su altri conti di pertinenza dello
stesso Correntista."