Vi espongo cosa e' accaduto alla mia morosa.
Un bel po' di tempo fa (piu' di 2 anni) la Barclay le offre una carta di credito, lei firma tutti i
documenti e riceve la carta.
Non avendo entrate fisse, si guarda bene dall'usare la carta.
A febbraio 2008, avendo finalmente un lavoro decente, decide di utilizzarla. Chiama la Barclay per
chiedere se fosse ancora attiva nonostante la firma fosse di piu' di 2 anni fa, l'impiegata conferma
che e' tutto ok e lei inizia ad utilizzarla.
Il 28 marzo il primo addebito in c/c, il 28 aprile il secondo addebito, il 28 maggio doveva esserci
il terzo, ma niente.
Viene contattata dalla Barclay che le dice che la banca ha rifiutato il pagamento.
Chiede lumi in banca (ad un impiegato con cui ha un buon rapporto) che le dice cosi':
- il RID e' scaduto perche' sono passati piu' di 2 anni
- i pagamenti precedenti li aveva fatti lui che la conosce e sapeva che aveva attivato la carta
- il pagamento di maggio e' saltato perche' passato per le mani del direttore che visto il RIDF
"scaduto" non ha provveduto al pagamento
La Barclay ha bloccato la carta, lei ha dovuto pagare 10Euro alla Barclay sbloccarla e ancora non si
sa niente.
Chi ha sbagliato?
Il RID che si firma in questi casi e' subito attivo o viene attivato solo dopo il primo utilizzo
della carta?
E' vero che un RID firmato piu' di 2 anni fa non ha valore se presentato adesso?
Supponendo che il RID fosse stato attivato subito, ma rimasto inutilizzato per tutto questo tempo,
ha diritto la sua banca di revocarlo d'ufficio, senza dirle niente?
Ciao e grazie,
Paolo
> - il RID e' scaduto perche' sono passati piu' di 2 anni
Questa mi giunge nuova.
Ma possono essere regolamenti interni della banca, quindi non posso avere
alcuna certezza. Quindi, prendiamola per buona.
> - i pagamenti precedenti li aveva fatti lui che la conosce e sapeva che
> aveva attivato la carta
E bravo pirla.
Non ha pensato: "Se domani mi viene la cagarella e sto a casa, i miei
colleghi potrebbero respingere il RID perchč scaduto."
E ancora pirla: se il suo regolamento prevede la scadenza dopo due anni di
inutilizzo, la cliente avrebbe potuto ritenere non piů valida la
disposizione, e quindi contestare l'addebito.
Vista la conoscenza, l'impiegato doveva prendere il telefono e chiamare la
cliente:
"C'č un RID vecchio e stravecchio che in base al nostro regolamento non č
piů valido. Pago ugualmente la Barclay?
Se no, respingo e te la vedi tu con loro.
Se si, dovresti passare appena puoi in banca a farmi quattro firme, cosě
anche per le prossime rate tutto sarŕ regolare"
> - il pagamento di maggio e' saltato perche' passato per le mani del
> direttore che visto il RIDF "scaduto" non ha provveduto al pagamento.
Se i fondi sul conto c'erano, pirla pure il direttore, ma un po' di meno.
Avrebbe dovuto notare che erano giŕ passati gli addebiti relativi ai mesi
precedenti, e, invece di respingere senza scampo, avrebbe potuto prendere un
impiegato e far telefonare alla cliente per chiarire la situazione, nei
termini sopra esposti.
> La Barclay ha bloccato la carta, lei ha dovuto pagare 10Euro alla Barclay
> sbloccarla e ancora non si sa niente.
Barclay č l'unica che non c'entra niente.
Ciao ciao
Vinicio Loncagni
--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley.
http://tinyurl.com/cwf4r
> E bravo pirla.
> ...
> E ancora pirla:
> ...
E, aggiungo, pirla la terza volta, perchč:
> Vista la conoscenza, l'impiegato doveva prendere il telefono e chiamare la
> cliente:
> "C'č un RID vecchio e stravecchio che in base al nostro regolamento non č
> piů valido. Pago ugualmente la Barclay?
Ecco, qui doveva inserire il discorso:
"Ma ti conviene veramente tenerti quella Barclay?
Guarda che sono brutti e cattivi, e magari se vai all'estero la loro carta
non funziona! Noi abbiamo la Carta Megafunzione Revolving Pagodopodomani,
che sicuramente č migliore, la accettano financo in Lettonia, in Estonia e
in Uruguay, e se spendi piů di millemila euro l'anno vinci pure un pupazzo
di gomma!"
Ha perso anche un'opportunitŕ di vendere un prodotto!
:-))))))))))
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Ma in quella banca c'è talmente tanto poco lavoro che il direttore si
> mette a guardare le RID una ad una?
Infatti nel mio post, ho scritto:
> ***Se i fondi sul conto c'erano,*** pirla pure il direttore, ma un po' di
> meno.
Di norma, *tutte* le operazioni che non presentano sconfinamenti passano
senza essere controllate.
Da me devono essere verificati solo gli assegni che arrivano materialmente
in filiale, e che comunque, essendo quelli "over check trunk", non sono
tantissimi.
I flussi di home banking per pagamenti vari, i Rid, i bonifici a credito e
in generale tutte le operazioni "normali" non vengono guardati è dal
personale nè tantomeno dal direttore.
A meno che non ci siano criticità...
La motivazione principale della criticità è la mancanza o l'indisponibilità
di fondi per il pagamento.
Nel caso in oggetto, comunque, dando per scontato che il regolamento della
banca preveda la "scadenza" di una disposizione RID mai valorizzata, la
procedura avrebbe evidenziato il movimento *anche* in presenza
di fondi.
Solo un avviso, della serie "Guarda che il Rid relativo a questo movimento è
vecchio e non conforme al regolamento interno".
E quindi si ricade nel mio post precedente: ha sbagliato l'impiegato a far
passare gli addebiti precedenti senza preoccuparsi di regolarizzare la
posizione per i mesi a venire, e poi ha sbagliato il direttore a respingerlo
direttamente senza fare ulteriori indagini.
Ciao ciao
VL
> Ecco, qui doveva inserire il discorso:
> "Ma ti conviene veramente tenerti quella Barclay?
E cosě facendo avrebbe fatto una scorrettezza: un abuso dei dati
personali della cliente e un atto di concorrenza sleale.
W.
> E quindi si ricade nel mio post precedente: ha sbagliato l'impiegato a far
> passare gli addebiti precedenti senza preoccuparsi di regolarizzare la
> posizione per i mesi a venire, e poi ha sbagliato il direttore a
> respingerlo
> direttamente senza fare ulteriori indagini.
Magari il direttore non ha fatto proprio niente: se il movimento rimane
in sospeso, le prime volte l'impiegato ha sbloccato manualmente mentre
l'ultima volta in assenza dell'impiegato nessuno ha fatto niente e
l'addebito č semplicemente scaduto.
W.
> E così facendo avrebbe fatto una scorrettezza: un abuso dei dati
> personali della cliente e un atto di concorrenza sleale.
A parte l'esagerazione dei toni appositamente inserita nel messaggio di
Arturo C., non mi pare che in tale atteggiamento ci possa essere qualcosa di
"nuovo".
I dati personali la banca li ha già, e al 99% ha pure la firma che autorizza
il loro uso per fini commerciali e pubblicitari
Infatti, in pratica la generalità di coloro che compilano i moduli sulla
privacy flaggano la casella "Accetto" su tutto.
Lo so, voi che leggete non lo fate mai; ma voi che leggete e scrivete su un
newsgroup siete una minima parte di una piccola minoranza ristretta... Non
pensiate di essere più di quell'uno per cento che avanza dalla percentuale
che ho indicato sopra! ^__^
(Per correttezza, ci sono pure quelli che, per non sbagliare, mettono su
tutto "Non accetto"; però appena gli dico che così facendo non posso fare
l'operazione, buttano il questionario compilato e ne fanno un altro, con il
quale ovviamente accettano tutto... :-/)
Avrei dubbi anche sul concetto di concorrenza sleale...
Certo, se si accusa la carta della concorrenza di non funzionare all'estero,
ovviamente hai ragione.
Ma se il confronto si basa su altri dati (che so, il costo zero del RID
interno, o la scadenza più lunga, o il plafond superiore, o simili) non
vedrei alcun tipo di concorrenza sleale.
Ciao ciao
VL
> le prime volte l'impiegato ha sbloccato manualmente mentre
> l'ultima volta in assenza dell'impiegato nessuno ha fatto niente e
> l'addebito č semplicemente scaduto.
Puň essere, ma mi pare difficile.
Non possiamo conoscere la procedura in uso presso quell'istituto.
Da me, le operazioni scartate, per le motivazioni piů varie, non possono
"essere dimenticate".
Cioč, se passano, bene, nessuno le controlla e vanno in conto.
Se non passano, occorre qualcuno che *esplicitamente* dica "SI", e le
addebiti sul conto, o "NO", e le respinga.
Quando un RID arriva all'ultimo giorno utile per il pagamento senza che
qualcuno abbia preso una decisione, l'errore generato dal sospeso č
bloccante e non permette la chiusura contabile della filiale.
> Quando un RID arriva all'ultimo giorno utile per il pagamento senza che
> qualcuno abbia preso una decisione, l'errore generato dal sospeso č
> bloccante e non permette la chiusura contabile della filiale.
Ma vedrai che č anche cosě il caso di Blast..
Quello mi sa tanto di "sfregio".. io se fossi in lui farei un casino
micidiale, anche perchč su nessun foglio informativo c'č scritto quanto
"dura" un RID.
Quanto meno farsi ridare i 10 euro che Barclaycard gli ha preso..
> I dati personali la banca li ha già, e al 99% ha pure la firma che
> autorizza il loro uso per fini commerciali e pubblicitari
Questo non autorizza la banca ad usare i movimenti finanziari del
cliente per la "profilazione".
La profilazione deve essere esplicitamente evidenziata nell'informativa,
in difetto non è legittima.
Quanto sopra IHMO, ovviamente.
> Avrei dubbi anche sul concetto di concorrenza sleale...
> Certo, se si accusa la carta della concorrenza di non funzionare
> all'estero, ovviamente hai ragione.
> Ma se il confronto si basa su altri dati (che so, il costo zero del RID
> interno, o la scadenza più lunga, o il plafond superiore, o simili) non
> vedrei alcun tipo di concorrenza sleale.
Proviamo una corrispondenza bancaria-telefonica.
Banca = Telecom
Barclaycard = Tiscali(*)
Conto corrente = doppino telefonico
Carta di credito = servizio ADSL
La banca gestisce il conto corrente.
La Telecom gestisce il doppino telefonico.
La banca sa che uso la carta di credito della Barclaycard perché gli
addebiti passano sul conto corrente.
La Telecom sa che uso l'ADSL di Tiscali perché i dati passano sul
doppino telefonico.
La banca sa che c'è un disguido con il RID della carta di credito,
perché è legato al conto corrente quindi è lei che gestisce il problema.
La Telecom sa che c'è un guasto con l'ADSL perché è legato al doppino
telefonico, quindi è lei che gestisce il problema.
La banca vende anche il servizio di carta di credito.
La Telecom vende anche il servizio ADSL.
La banca non ha interesse a risolvere il problema. Se il problema non si
risolve, dovrò cercare un altro fornitore di carta di credito.
La Telecom non ha interesse a risolvere il guasto. Se il guasto non si
risolve, dovrò cercare un altro fornitore di ADSL.
Mentre stiamo parlando del problema che persiste, la banca mi offre la
sua carta di credito, decantandone i meriti: che ha il plafond più alto,
che i disguidi sono più rari e la risoluzione è più celere.
Mentre stiamo parlando del guasto che persiste, la Telecom mi offre la
sua ADSL, decantandomene i meriti: che ha la banda più larga, che i
guasti sono più rari e la risoluzione è più celere.
La concorrenza è sleale perché la banca è in posizione dominante.
La banca può proporre il suo prodotto in tempi e modi ottimali, perché
usa informazioni riservate che non sono disponibili alla concorrenza:
che il cliente usa la carta di credito, per quali importi, con quale
plafond; che c'è stato un disguido recentemente con il fornitore
attuale; e a voler essere maligni (che si fa peccato ma spesso ci si
piglia) magari il disguido non è affatto accidentale...
Saluti, e scusate la prolissità.
W.
(*) Sostituire con operatore alternativo a piacere. E, sì, lo so che
Tiscali adesso è di Vodafone. Ma tanto io ho Wind ;-)
intanto grazie a tutti per le risposte :)
Avete confermato i miei dubbi, in effetti la mia prima reazione e' stata:
"come si permettono di bloccare un pagamento con RID senza che il titolare
del conto abbia richiesto la revoca..."
La situazione e' un po' critica, la carta e' ancora bloccata (e sono passati
ormai diversi giorni) e su quella carta ci sono anche dei pagamenti di
bollette.
Come mi consigliate di affrontare la banca?
Supponiamo che il foglio con le firme del RID sia rimasto su qualche
scrivania della Barclay per i famigerati 2 anni e che loro lo abbiano
presentato solo a marzo quando c'č stato il primo utilizzo della carta.
Il direttore dira' sicuramente qualcosa del tipo: "ma come facciamo noi ad
autorizzare un pagamento in base ad un modulo firmato piu' di 2 anni fa...
ha sbagliato l'impiegato che non doveva far passare nemmeno il primo
pagamento... la Barclay doveva richiedere una nuova autorizzazione..." ecc,
ecc....
Cosa gli si risponde?
Ciao e ancora grazie.
Paolo
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> IL problema è che te li danno molto spesso "precompilati", e si
> arrampicano sui vetri quando gli dici di rifarli...
Non posso sapere cosa capiti nelle altre banche.
Nella mia, le caselline da flaggare sono tutte in bianco, e dobbiamo
chiedere al cliente di leggere tutto il testo e poi barrare "la risposta
esatta". In moltissimi pensano/dicono "Cheppalle faccia lei" ...
> E questo, permettimi, è indice di scarsa organizzazione o -peggio- di
> malafede. Se il consenso è *indispensabile* per certe operazioni, non
> vedo perchè "ingannare" mettendo due possibili scelte...
Occorre chiederlo a chi ha inventato i moduli per la privacy.
Io so che l'alternativa DEVE essere posta al cliente.
E devo spiegargli che se vuole fare un bonifico su un'altra banca, e non mi
autorizza a comunicare il suo nome all'altra banca, quel bonifico non posso
mica farlo partire "anonimo" per non rivelare agli altri i suoi dati!
Ricordo che quando fu introdotta la privacy c'era una circolare che diceva
espressamente: "Spiegategli che non possono flaggare quella casella, perchè
se lo fanno siamo costretti a chiudergli il conto, perchè in pratica ci
vieterebbero di gestirlo. Però la casella *deve* essere flaggabile e il
cliente deve poter scegliere se metterci o no una X sopra".
Comunque, è verissimo che tale scelta è assolutamente inutile e porta solo a
perdite di tempo.
Se venisse da me un Mamo qualunque a compilare il modulo, saprebbe già che
su quella casella DEVE scrivere si, e lo farebbe senza problemi.
Se venisse uno che non ci capisce niente (correggo, politically correct :
uno che potrebbe capire ma non gliene frega niente...), DEVE scriverci si lo
stesso... quindi, tanto vale metterci un SI prestampato ...
> La concorrenza č sleale perché la banca č in posizione dominante.
Stiamo sostenendo praticamente la stessa cosa.
Se la banca sfrutta il disservizio e fa poco per superarlo (non voglio dire
che lo causi apposta...), sicuramente c'č una concorrenza sleale.
Per seguire il tuo esempio:
si guasta la linea, Telecom fa apposta a "perdere tempo" per la riparazione
(e non diciamo che fa apposta a sabotare i doppini in uso alla concorrenza):
sicuramente č concorrenza sleale.
Il discorso pratico č che per gli addebiti delle carte di credito a rischio
emittente, la banca sa solo che deve pagare un RID di una certa cifra.
Non č a conoscenza nč di plafond, non sa che tipo di carta ha in mano il
cliente (puň essere sia una revolving che una carta Platinum), nč č
informata sulla tipologia delle spese che affronta il cliente.
Per continuare con l'esempio, č come se Telecom sapesse solo che il tal
cliente ha una linea ADSL Tiscali.
Non sa se a 640 o a 10mega, non sa se a consumo o flat, non sa se per uso
professionale o privato.
(Non ci capisco niente di telefonia, magari non č cosě, perň la similitudine
sarebbe questa).
Detto questo, io ho dal 2000 una linea Tiscali, e mi telefonavano una sera
si e una sera no quelli di Telecom che volevano piazzarmi la loro ADSL ...
Io dicevo che stavo bene con Tiscali, e arrivederci alla prossima...
Poi, una sera ho detto "no" alla richiesta di autorizzazione per il
trattamento dei miei dati... e da allora non li ho piů sentiti ... ^__^
> La situazione e' un po' critica, la carta e' ancora bloccata
Ma Barclay non ti ha proposto il pagamento con bonifico, e relativo fax o
comunicazione del CRO identificativo?
In due giorni la situazione si sarebbe risolta!
> Supponiamo che il foglio con le firme del RID sia rimasto su qualche
> scrivania della Barclay per i famigerati 2 anni e che loro lo abbiano
> presentato solo a marzo quando c'è stato il primo utilizzo della carta.
Non penso.
Di norma, il RID viene presentato alla banca contestualmente con l'emissione
della carta, almeno per avere la certezza che il conto esista.
Presumibilmente, è la procedura interna della banca che fa "beep" se tale
autorizzazione viene concessa ma non sfruttata per un certo periodo.
> ha sbagliato l'impiegato che non doveva far passare nemmeno il primo
> pagamento...
Sarà anche vero, ma non deve venire a raccontarlo a te.
Il tuo interlocutore è "la banca": che poi l'errore sia stato di un vice
commesso o del direttore generale, per te è indifferente.
Prevedo un bel mirror climbing del direttore ...
Perchè se anche ci fosse qualcosa di contrattuale (che so, un articolo del
contratto di conto che prevede espressamente che i RID non utilizzati per
due anni si considerano annullati), non si spiegherebbe perchè i primi due
addebiti siano passati...
Idea folle: se quello ti dicesse:
"Tante scuse, per riparare le dò una nostra carta di credito gratis per due
anni..."
Tu che fai? ^__^
La carta non e' mia, e' la morosa che ha il problema e lei e' refrattaria alle questioni
economicofiscalibancarieecc...ecc...
Ovviamente poi tocca a me capirci qualcosa, ma in banca e con la Barclay non posso parlarci io.
Da quello che ho capito la Barclay ha chiesto solo il pagamento dei 10Euro, prima con postepay, poi
ha accettato il bonifico.
Cosa debba succedere per il RID andato buco non l'ho capito.
Possibile che Barclay attenda il pagamento da parte della banca?
Oppure quel pagamento bloccato non puo' essere effettuato e si deve provvedere in altro modo?
>> Supponiamo che il foglio con le firme del RID sia rimasto su qualche
>> scrivania della Barclay per i famigerati 2 anni e che loro lo abbiano
>> presentato solo a marzo quando c'č stato il primo utilizzo della carta.
>
> Non penso.
> Di norma, il RID viene presentato alla banca contestualmente con l'emissione
> della carta, almeno per avere la certezza che il conto esista.
> Presumibilmente, č la procedura interna della banca che fa "beep" se tale
> autorizzazione viene concessa ma non sfruttata per un certo periodo.
ok, grazie, buono a sapersi
> Idea folle: se quello ti dicesse:
> "Tante scuse, per riparare le dň una nostra carta di credito gratis per due
> anni..."
> Tu che fai? ^__^
hehe... un po' mi spiazzerebbe, perche' sarebbe del tutto inaspettata... una banca che ammette
l'errore... praticamente un film ^_-
> Ciao ciao
ciao
Paolo
> Possibile che Barclay attenda il pagamento da parte della banca?
> Oppure quel pagamento bloccato non puo' essere effettuato e si deve
> provvedere in altro modo?
*Quel* pagamento ormai è stato reso insoluto.
Barclay deve inviare un'altra richiesta di accredito.
Può essere (occhio, massimo beneficio di inventario) che dicano:
"Pagami cash i 10 euro di "multa/spese/commissioni", e poi fà in modo che il
RID in scadenza il 28 giugno (che comprenderà anche le somme relative a
maggio non pagate) venga onorato senza problemi".
Giustissimo che nè Barclay nè la banca vogliano "discutere" con te, visto
che non c'entri assolutamente niente.
Però dovresti indurre la ragazza a svegliarsi un po', perchè l'unica che ha
veramente da perderci è lei...
ok capito
> Giustissimo che nè Barclay nè la banca vogliano "discutere" con te, visto
> che non c'entri assolutamente niente.
si' si' questo lo so
> Però dovresti indurre la ragazza a svegliarsi un po', perchè l'unica che
ha
> veramente da perderci è lei...
non dirmi niente... una fatica su queste cose...
Cmq stamattina li chiama di nuovo per capire esattamente come devono andare
le cose.
Ciao e grazie ancora.
>Buongiorno a tutti.
>
>Vi espongo cosa e' accaduto alla mia morosa.
>
>Un bel po' di tempo fa (piu' di 2 anni) la Barclay le offre una carta di credito, lei firma tutti i
>documenti e riceve la carta.
>Non avendo entrate fisse, si guarda bene dall'usare la carta.
>
>A febbraio 2008, avendo finalmente un lavoro decente, decide di utilizzarla. Chiama la Barclay per
>chiedere se fosse ancora attiva nonostante la firma fosse di piu' di 2 anni fa, l'impiegata conferma
>che e' tutto ok e lei inizia ad utilizzarla.
>
>Il 28 marzo il primo addebito in c/c, il 28 aprile il secondo addebito, il 28 maggio doveva esserci
>il terzo, ma niente.
>Viene contattata dalla Barclay che le dice che la banca ha rifiutato il pagamento.
>Chiede lumi in banca (ad un impiegato con cui ha un buon rapporto) che le dice cosi':
>- il RID e' scaduto perche' sono passati piu' di 2 anni
>- i pagamenti precedenti li aveva fatti lui che la conosce e sapeva che aveva attivato la carta
>- il pagamento di maggio e' saltato perche' passato per le mani del direttore che visto il RIDF
>"scaduto" non ha provveduto al pagamento
alternativa 1)
- fai una richiesta scritta alla banca dove chiedi i motivi dl
rifiuto del pagamento. (vediamo se hanno il coraggio di mettere per
iscritto questo insieme di cagate.)
poi scrivi all'ufficio vigilanza della locale sezione (di dove abiti)
descrivendo l'accaduto e allegando la lettera (se mai te la faranno)
con cui ti spiegano i motivi.
Poi scrivi all'Ombudsman Bancario per chiedere i danni.
alternativa 2)
- fai una richiesta scritta alla banca dove chiedi i motivi dl
rifiuto del pagamento.
se ti scrivono quello che ti hanno detto, scrivi che ti stornino gli
addebiti precedenti in quanto non autorizzati.
>Chi ha sbagliato?
la banca
>Il RID che si firma in questi casi e' subito attivo o viene attivato solo dopo il primo utilizzo
>della carta?
>E' vero che un RID firmato piu' di 2 anni fa non ha valore se presentato adesso?
i RID valgono "fino a revoca" ... quindi valgono sempre.
io ho RID inseriti da oltre 10 anni
>Tratto dal messaggio 4856e865$0$18148$4faf...@reader3.news.tin.it di Blast:
>
>> - il RID e' scaduto perche' sono passati piu' di 2 anni
>
>Questa mi giunge nuova.
>Ma possono essere regolamenti interni della banca, quindi non posso avere
>alcuna certezza. Quindi, prendiamola per buona.
e RID sono regolati da convenzioni interbancarie, non da regolamenti
interni ....
> e RID sono regolati da convenzioni interbancarie, non da regolamenti
> interni ....
Sei sicuro che sul contratto di conto corrente di quella banca non ci possa
essere una clausola che prescriva: "Le disposizioni di addebito continuativo
non utilizzate entro 24 mesi dall'attivazione si considerano automaticamente
revocate", o qualcosa del genere?
Ciao ciao
VL
>> E -in ogni caso- è del tutto superfluo chiedere il consenso per le
>> operazione
>> per la quale la mancata espressione non rende possibile l'esecuzione del
>> contratto.
>secondo me invece é utile ed importante che il cliente sappia (e con questo,
>viene sottolineato) che i suoi dati personali non rimangono nell'ambito
>della sua banca ma che vanno anche altrove (all'estero, società di servizi e
>terzi). A me é capitato di non portare a termine un contratto proprio per
>quella prima parte, se vedo che i miei dati vanno all'estero in qualche
>paese nel quale la privacy é carta straccia, non tocco e non firmo.
allora chiudi tutti i conti che hai, ormai la gran parte delle banche
ha centri servizi e call center all'estero, sia europa dell'est che
India ...
vedi tu se continuare ad avere una c/credito, un bancomat, un conto
corrente.
>Tratto dal messaggio amci545c3cn8k3ijo...@4ax.com di NickByte:
>
>> e RID sono regolati da convenzioni interbancarie, non da regolamenti
>> interni ....
>
>Sei sicuro che sul contratto di conto corrente di quella banca non ci possa
>essere una clausola che prescriva: "Le disposizioni di addebito continuativo
>non utilizzate entro 24 mesi dall'attivazione si considerano automaticamente
>revocate", o qualcosa del genere?
i moduli RID sono standard.
peraltro lui ha firmato la richiesta di addebito alla Barclay e non
alla banca. la Barclay fa parte di quelle azienda che possono inserire
i RID sul sistema, gli basta il CF e lo sparano alla banca che becca
il conto collegato a quel cod fisc
ciao
> > Sei sicuro che sul contratto di conto corrente di quella banca
> > non ci possa essere una clausola ...
> i moduli RID sono standard.
Mi pare che però tu non abbia risposto alla domanda.
I moduli RID possono anche essere standard, ma il potere decisionale su
accettare o non accettare l'addebito ce l'ha la banca.
E la banca non deve giustificare perchè non lo accetta; possono essere
problemi di fondi, ma anche disposizioni che non sembrano corrette in base
a parametri che stabilisce la stessa banca.
Se le cose stessero veramente così, tutto il discorso fin qui fatto non
avrebbe senso, perchè la banca avrebbe semplicemente detto: "Non c'erano
soldi e quindi non abbiamo pagato", e non sarebbero stati a raccontare la
storia dell'impiegato amico e del direttore kattivo.
>NickByte ha scritto:
>
>> > Sei sicuro che sul contratto di conto corrente di quella banca
>> > non ci possa essere una clausola ...
>
>> i moduli RID sono standard.
>
>Mi pare che però tu non abbia risposto alla domanda.
>I moduli RID possono anche essere standard, ma il potere decisionale su
>accettare o non accettare l'addebito ce l'ha la banca.
sono regolati da convenzioni interbancarie.
ogni banca che aderisce al circuito si adegua.
>E la banca non deve giustificare perchè non lo accetta; possono essere
la banca deve giustificare perchè non lo accetta.
>Se le cose stessero veramente così, tutto il discorso fin qui fatto non
>avrebbe senso, perchè la banca avrebbe semplicemente detto: "Non c'erano
>soldi e quindi non abbiamo pagato", e non sarebbero stati a raccontare la
>storia dell'impiegato amico e del direttore kattivo.
non potevano dire che non c'erano soldi, in quanto c'erano.
per giustificare chissa quale cappella/disguido hanno inventato la
storia del rid scaduto.
>>> i moduli RID sono standard.
Ma non lo sono i contratti di conto corrente.
> la banca deve giustificare perchè non lo accetta.
Questa mi manca.
Da me (ho la tendenza a non universalizzare le *mie* esperienze nella *mia*
banca, quindi altrove può funzionare in maniera diversa) il mancato
pagamento di un RID (e delle Riba, e dell'esecuzione di disposizioni
impartite
via home banking e di altro) è del tipo ON/OFF.
Lo pago/non lo pago.
Non devo stare a raccontare i fatti miei e del mio cliente al beneficiario
del RID, o a chi ha presentato i RiBa.
Mi piacerebbe sapere quali sono le giustificazioni di mancato pagamento
dei RID che vengono utilizzate nelle altre banche...
> non potevano dire che non c'erano soldi, in quanto c'erano.
> per giustificare chissa quale cappella/disguido hanno inventato la
> storia del rid scaduto.
Può essere.
Ma qualunque disguido sia accaduto, hanno inventato una storia che
sta ancora meno in piedi della verità, qualunque essa sia.
> la Barclay fa parte di quelle azienda che possono inserire
> i RID sul sistema, gli basta il CF e lo sparano alla banca che becca
> il conto collegato a quel cod fisc
Il discorso non mi convince.
E se io ho, presso la stessa banca, un conto intestato a me, uno cointestato
con la moglie e un altro cointestato con i genitori?
Come fa la banca a beccare il conto giusto in base al codice fiscale, visto
che per tutti e tre i conti il collegamento al CF è quello?
Messo in quel modo non convince neppure me. Allora a cosa serve il numero di conto
corrente se basta il cf?
Comunque a me sono partiti tanti bonifici con il numero di conto sbagliato e sono andati a
buon fine. Credo che ci sia un omino che cerca di finalizzare i bonifici scartati, magari
impiegandoci del tempo. Qualche rara volta dopo mesi mi hanno chiamato per sapere che
farsene di quei soldi che erano arrivati.
Giovanni.
--
Giovanni Cenati (Bergamo, Italy)
Write to "Reventlov" at katamail com
http://digilander.libero.it/Cenati (Esempi e programmi in VbScript)
--
> Comunque a me sono partiti tanti bonifici con il numero di conto
> sbagliato e sono andati a buon fine.
Giusto, anche se qui si parlava di RID e non di bonifici ... ^__^
> Credo che ci sia un omino che cerca
> di finalizzare i bonifici scartati, magari impiegandoci del tempo.
Confermo.
> Qualche rara volta dopo mesi mi hanno chiamato per sapere che farsene di
> quei soldi che erano arrivati.
Questo non mi quadra.
Se non sanno dove mettere i soldi, devono rendere *subito* il bonifico, non
tenerselo in caldo e aspettare che qualcuno lo reclami...
Mi sa che l'avevano accreditato al conto corrente sbagliato, e hanno trovato
un cliente onesto che ha obiettato: "Vi ringrazio, ma non sono soldi
miei..."
Questa "disgressione" dell'argomento sui RID ha molta attinenza con il
thread "Bloccare un bonifico"...