In India:
Con il termine sanscrito "vimana" ("vimanam" in pali) vengono indicati
misteriosi oggetti volanti descritti negli antichi poemi epici indù, dalle
prestazioni del tutto superiori a quelle delle moderne astronavi. Negli
antichissimi testi religiosi della filosofia indiana le astronavi venivano
descritte come i mezzi di trasporto usate dagli “esseri celesti” durante
i loro viaggi. In uno di questi testi, il Ramayana di Valmiki si legge
testualmente: "La splendente astronave irradiava un bagliore
fiammeggiante. Fiammeggiando come un fuoco rosso vivo, volava il carro
alato di Ravana. Era come una cometa nel cielo". L’astronave era dunque
una macchina fragorosa che, decollando, si ammantava di una forte
luminosità. “…Quando partì, il suo rombo riempì tutti i quattro punti
cardinali".
In Israele:
Non sono solo gli antichi Purana (testi storici) indiani a descriverci
l’esistenza di astronavi e di esseri alieni… Molte testimonianze le
troviamo anche nella Bibbia. Il profeta Ezechiele, descrive alcuni esseri
ed anche il veicolo usato da questi. La storia è ambientata tra Babel e
Nippur, nei pressi del fiume Kebar, era il quinto giorno del mese di
Tammuz (giugno luglio), era il quinto anno della deportazione del re
Jojakin (593 a.c.). A Ezechiele appare un turbine tempestoso,
proveniente dal nord, emetteva fumo, sembrava una nube, con al centro un
nucleo folgorante di fuoco, che continuamente si rinnovava. Man mano che
la macchina volante si avvicinava al profeta, questo ne discerne, meno
confusamente le diverse parti. In quel fuoco, qualcosa brilla come un
fulmine. Quattro esseri dall’aspetto umano si fanno avanti. Infatti, la
testa e il petto, la parte cioè più alta e frontale, che sono visti per
primi, hanno caratteristiche umane.
Introduzione
Il Vymanika-Shastra o <<Scienza dell’Aeronautica>> è un testo composto
dagli Ariani presumibilmente in epoca Vedica (1200 a.C. come data più
recente). Il testo, tramandato oralmente per secoli, è stato dettato, in
sanscrito, dal venerabile Subbaraya Sastri e quindi redatto su ventagli di
foglie di palma, tra il 1918 ed il 1923.
Il dottor Josyer, direttore dell’International Academy of Sancrit Research
di Mysore nel sud dell’India, lo ha tradotto in inglese e pubblicato nel
1952.
Il signor D. W. Davenport nel 1979, nel libro "2000 a.C.: distruzione
atomica" ha dato una sua interpretazioni dei 32 segreti degli antichi
piloti, tradotti in italiano dal testo inglese di Josyer confrontato con
quello sanscrito, alla luce delle conoscenze del tempo.
Il libro è d’estremo interesse perché ci offre una gran quantità
d’informazioni sui Vimana e la loro strumentazione.
[La parola Vimana - dice Davenport – è composta dal prefisso <vi> che
significa <uccello> o <volare> e dal suffisso <man> che significa <luogo
abitato costruito artificialmente>; quindi l’esatta traduzione di <Vimana>
è: <uccello artificiale abitato>].
L’interpretazione del testo è continuamente aggiornata alla luce delle
conoscenze scientifiche e dei passi, fatti dall’Uomo, nell’Astronautica.
In questo lavoro riporteremo in corsivo la traduzione, in italiano, dei
segreti, fatta da Davenport. Sotto, le doppie parentesi acute [<< >>]
conterranno l’interpretazione di Davenport, condivisa da noi, e di seguito
sarà riportato l’aggiornamento fatto da A. Magenta e G. Perrone nel 2001
a.D. basato sulle più recenti conoscenze scientifiche.
Il contenuto dei 32 segreti si può riassumere, per grandi linee, in: una
introduzione, in cui si indica il motivo per cui sono stati dettati, e tre
tipi principali di segreti, quelli per difendersi dagli avversari con
sistemi psicologici o elusivi, quelli per offendere il nemico con armi
chimiche e fisiche e quelli dei sistemi d’indagine e raccolta dati.
Interpretazione dei 32 segreti
<Il pilota deve imparare 32 segreti da Precettori competenti e soltanto ad
una persona che li avrà imparati può essere affidato un vimana, e non ad
altri.
Questi segreti sono così spiegati da Siddhanaatha:
1) MAANTRIKA:
come prescritto nel "Mantraadhikaara", invocando le Mantras di
Chhinnamasta, Bhairavee, Vgine, Siddhaamba, si acquista il potere di
ghutikaa, paadukaa, visibile ed invisibile, ed altre Mantras con potenti
erbe ed oli efficaci e Bhuvaneswaree Mantra, che conferisce poteri
spirituali, per costruire vimana che non si rompono, non possono essere
tagliati, non possono essere bruciati e non possono essere distrutti.
2) TAANTRIKA:
acquisendo Mahaamaaya, Shambara ed altri poteri tantrici si possono
trasferire al vimana.
3) KRITAKA:
studiando architetti come Vishwakarma, Chhayaaparusha, Manu, Maya ed altri
(il pilota o lo specialista) imparerà a costruire vimana di vari modelli.
Questi primi tre segreti oltre che considerarli: <<rarissimi casi in cui
la concezione religiosa dell’autore affiora tra le note tecniche>>, come
sostiene Davenport e come da sempre l’uomo ha interpretato affermazioni
simili, possono, a nostro avviso, essere interpretati anche come
"l’obiettivo del manuale, ed alcune prerogative cui il pilota deve far
fronte". Infatti, dice correttamente Davenport: <<anche gli aviatori
moderni studiano a fondo i particolari tecnici dei velivoli da pilotare
prima di guidare un aereo>> sotto la guida di un Precettore competente
cioè di un pilota esperto.
Inoltre l’affermazione che i vimana non si rompono, deve essere vista come
un confronto tra materiali, che la tecnologia dell’epoca metteva a
disposizione, e non come una caratteristica della struttura globale del
vimana. Se, infatti, i vimana erano realizzati, supponiamo, con materiali
ceramici in lega di titanio, questa lega, confrontata col legno, la tela,
il bronzo, il ferro o il vetro, materiali in uso all’epoca non si rompe,
non si taglia non si brucia. E’ quindi facile affermare che il vimana
realizzato con tale materiale appare indistruttibile.
In fine il riferimento al fatto che (il pilota o lo specialista) imparerà
a costruire vimana di vari modelli può essere interpretato forse come la
creazione di una scuola, allocata in prossimità di luoghi di atterraggio,
di tecnici o specialisti capaci di effettuare la messa a punto del mezzo e
provvedere ad alcune semplici manutenzioni.
Oppure si può supporre che l’equipaggio dei vimana fosse costituito da
piloti e tecnici capaci di piccole riparazioni.
Visti in questa chiave, i tre segreti appaiono del tutto logici. Il
riferimento allo studio di altre materie ed alla preparazione nel proprio
mestiere risultano evidenti se si sceverano i tre segreti delle
espressioni di tipo religioso-fideistico che le ammantano. In altre parole
si consiglia allo studente di concentrarsi prima di iniziare lo studio.
4) ANTARAALA:
nel cielo, nelle regioni atmosferiche battute dal vento, nello scontro ai
bordi di correnti potenti, il vimana inavvertito ha probabilità di essere
schiacciato e ridotto in pezzi. Ma essendo avvertito dell’avvicinarsi di
tali punti pericolosi, il vimana può essere arrestato e guidato con
prudenza.
Il quarto mistero conferma a pieno l’interpretazione precedente relativa
all’aspetto tecnologico dell’indistruttibilità dei materiali del mezzo. Si
dice, infatti, che "ai bordi di correnti potenti, il vimana potrebbe
essere schiacciato e ridotto in pezzi". La struttura dell’aeromobile
quindi è vulnerabile e non indistruttibile.
Inoltre, dice Davenport: <<Qui ci troviamo già su un terreno molto più
concreto. Ad alta quota, attorno ai 12.000 metri soffiano effettivamente
delle correnti costanti e fortissime, attorno ai 400 kilometri l’ora.
Furono scoperte alla fine degli anni trenta ed impararono a conoscerle a
loro spese, durante l’ultima guerra mondiale, i piloti delle super
fortezze volanti che andavano a bombardare il Giappone. Talvolta accadeva
che, pur con i motori al massimo, il vimana rimanesse immobile nel cielo
perché riusciva ad uguagliare, ma non a superare la corrente contraria. Se
il comandante non aveva il buon senso di tornare rapidamente alla base o
scendere a quote più basse, il vimana finiva per precipitare per
esaurimento del carburante. Oggi queste stesse correnti sono sfruttate dai
Jet di linea per i voli transcontinentali. Data la particolare forma dei
Vimana è possibile che queste correnti avessero su di loro un effetto
ancor più disastroso che sugli aerei attuali. Inoltre in queste righe si
accenna, per la prima volta, alla capacità dei Vimana di rimanere immobili
nel cielo.>>
A nostro avviso, l’immobilità non era dovuta alle correnti bensì era una
caratteristica del vimana che, tra i tanti modi di volo, aveva anche la
possibilità di essere arrestato.
Le altre informazioni contenute nel segreto sono, che i piloti studiavano
anche le caratteristiche dell’atmosfera terrestre (come vedremo meglio nel
quinto segreto) e che il Vimana era dotato di un radar meteorologico con
cui il pilota poteva essere avvertito dell’avvicinarsi di punti
atmosferici pericolosi, in modo che il vimana può essere arrestato e
guidato con prudenza. Il riferimento alla guida con prudenza è illuminante
sul tipo di addestramento impartito ai piloti di questi particolari Vimana.
Questo quarto mistero contiene, come è stato evidenziato, una rivelazione
sorprendente relativa al Jet-stream che, con la sua autenticità
scientifica, dà la certezza che, conoscenze di tale tipo non potevano
essere terrestri, in un periodo in cui la tecnologia era molto primitiva.
Si deve concludere quindi che le conoscenze non sono dovute ad esperti
locali o terrestri. L’unica ipotesi plausibile è quindi che, all’epoca
della consegna di tali segreti, in India vi fossero presenze aliene.
5) GOODHA:
come spiegato nel <Vaayatstva-Parakarana>, utilizzando i poteri Yaasaa,
Viyaasaa Prayaasaa nell’ottavo strato atmosferico attorno alla terra, si
attraggono i contenuti bui dei raggi solari e si possono usare per
nascondere il Vimana ai nemici.
La frase, come spiegato nel <Vaayatstva-Parakarana>,… nell’ottavo strato
atmosferico attorno alla terra, indica chiaramente che esistevano libri di
meteorologia.
I piloti dei vimana includevano quindi, nella loro preparazione, anche
studi sull’atmosfera terrestre, come abbiamo anticipato
nell’interpretazione del quarto segreto.
Ancora, chiarisce Davenport: <<….se si considera che la luce è una
vibrazione di frequenza variabile e che il nostro occhio è capace di
avvertire una ristrettissima banda delle frequenze possibili (dai rossi ai
violetti). ………. Se i piloti dei Vimana riuscivano a far sì che i loro
velivoli riflettessero unicamente raggi di frequenza non percepibile,
avrebbero potuto, almeno in teoria, diventare invisibili.>>
Le attuali conoscenze, però, ci spingono a chiederci se l’invisibilità di
cui si parla nel segreto è solo ottica o anche Radarica cioè strumentale?
L’interpretazione ottica di Davenport, da noi condivisa, può essere
ampliata supponendo una capacità camaleontica del Vimana di assumere
colori totalmente coerenti con l’ambiente circostante in modo tale da
renderlo invisibile. Se infatti le pareti esterne del vimana fossero
costituite da strutture di forma piramidale o di sagoma opportuna, si
otterrebbero colori riflessi simili al cielo o alle nuvole (come vedremo
meglio nel settimo e nel ventinovesimo segreto).
Se invece si suppone che l’invisibilità potrebbe essere anche strumentale
e cioè radarica, l’interpretazione più logica, alla luce delle attuali
conoscenze, sarebbe che il Vimana fosse in grado di creare disturbi o echi
radar casuali che rendono automaticamente invisibile il vimana agli occhi
meccanici dei radar di ricerca perché le apparecchiature, ricevendo echi
incoerenti, filtrerebbe automaticamente tali disturbi cancellando le loro
tracce dagli schermi e quindi rendendo invisibile il Vimana, come avviene
attualmente con gli Stealth, o aerei furtivi.
6) DRISHYA:
dalla collisione nell’atmosfera della forza elettrica e della forza del
vento, viene creato uno splendore incandescente, il cui riflesso,
catturato dallo specchio frontale del Vimana, può essere manipolato per
produrre un Maaya-Vimana, o Vimana camuffato.
Il fenomeno descritto nella prima parte del segreto, scoperto soltanto
dopo gli anni trenta, è quello della ionizzazione dell’atmosfera prodotta
dal vento solare che ionizza le molecole dei gas presenti nei vari strati
atmosferici. Le molecole, cui vengono strappati uno o più elettroni, si
trovano in uno stato eccitato e cioé riscaldato. Questi ioni, attraendo
gli elettroni liberi prossimi a loro si deionizzano emettono fotoni, viene
quindi creato uno splendore incandescente. Tali fenomeni producono, sia il
tremolio della luce che attraversa lo strato ionizzato sia la creazione di
miraggi, dovuti dalla riflessione totale della luce che colpisce gli
strati termicamente eccitati con opportuni angoli di incidenza.
Dal segreto si evince che lo specchio frontale del Vimana è forse in grado
di dirigere luce laser verso strati atmosferici ionizzati dando origine ad
un miraggio, o Vimana camuffato. Abbiamo ancora un segreto che anticipa
conoscenze scientifiche che l’Uomo acquisirà solo in tempi recenti.
7) ADRISHYA:
secondo il <Shaktitantra>, per mezzo del Vynarathya vikarana ed altri
poteri nel cuore della massa solare, si possono attrarre le forze del
flusso etereo nel cielo e mescolarle con il Balaahaa-vikarana shkati nel
globo aereo, produrre in questo modo una copertura bianca che renderà il
Vimana invisibile.
Questo settimo segreto, così come il sesto, si riferisce ad alcuni
fenomeni fisici prodotti dal sole sull’atmosfera terrestre, che vengono
sfruttati dal Vimana per camuffarsi. Il fenomeno descritto in questo
settimo segreto è quello della condensazione dell’aria ottenibile
elettricamente sfruttando gli strati ionizzati dell’atmosfera e mescolarli
con il Balaahaa-vikarana shkati nel globo aereo, per generare forse un
rapido raffreddamento del Vimana che produce, una copertura bianca che
renderà il Vimana invisibile, cioè una nebbiolina che consentirà di
confondere il Vimana con una nuvola. La teoria dei cumulonembi, di recente
formulazione, spiega, in modo dettagliato, quello che il vimana fa in
questo segreto. La nostra tecnologia non è ancora in grado di farlo, ma
abbiamo le capacità tecnologiche per realizzare questo trucco, senza che
si creino problemi insormontabili per i nostri esperti.
8) PAROKSHA:
secondo il <Meghotpatthi-parakarana>, o Scienza della Nascita delle Nubi,
entrando nel secondo strato delle nubi estive e attraendo il potere
interno con lo specchio di attrazione di forza del Vimana, e applicando al
Parivesha o alone, del Vimana, si genera una forza paralizzante e i Vimana
nemici sono messi fuori uso.
Questo ottavo segreto continua lo stesso discorso, iniziato nel settimo,
relativo alla creazione ed allo sfruttamento delle nuvole. Scrive
Davenport: <<Se per "nuvole estive" si intendono i cumulonembi, se ne
deduce che gli antichi piloti dei Vimana erano in grado di sfruttare la
carica elettrica delle nubi per lanciare scariche contro i velivoli
nemici.>>
Va sottolineato che la descrizione del procedimento da usare per sfruttare
al meglio il fenomeno fisico delle nuvole cariche elettricamente è in
questo caso molto interessante. Si consiglia infatti di prelevare il
potere interno… entrando nel secondo strato delle nuvole estive.
Tale soluzione è suggerita per ridurre al massimo i pericoli per il Vimana
attaccante.
Infatti prelevando le cariche entrando nel secondo strato della nuvola,
cioè al centro dove non vi sono cariche elettriche accumulate, scegliendo
di prendere le cariche in base al punto in cui si trova il vimana, (cioè
positive se è leggermente in alto o negative se è leggermente in basso
rispetto al punto mediano della nuvola) queste risulteranno della stessa
polarità di quelle esterne alla nuvola. Ciò evita la scarica tra la nuvola
ed il Vimana carico.
L’operazione consente forse di sfruttare anche, oltre alla scarica inviata
dal Parivesha del Vimana attaccante sul Vimana nemico, una seconda scarica
prodotta dalla parte esterna della nuvola verso il Vimana colpito in
precedenza ed opportunamente caricato rispetto alla sua posizione relativa
alla nuvola, rafforzando in tal modo l’azione con due fulmini consecutivi,
uno del vimana ed uno della nuvola.
La nostra continua ripetizione e sottolineatura del concetto: "che le
nozioni scientifiche del manuale risultano esatte" serve solo a rafforzare
l’idea che non si tratta di immaginazione o di supposizioni che risultano
per caso corrette, bensì di conoscenze scientifiche reali note ai
"Precettori competenti".
E’ certo che tali conoscenze fossero ignote ai nostri antenati sia
all’epoca della comunicazione sia a quella della dettatura e stesura di
tali segreti. La struttura dei cumulonembi è infatti un’acquisizione
recente. Purtroppo non disponiamo dei molti testi cui fanno riferimento i
diversi segreti, ma nessuno può affermare che tali conoscenze, anche se
scritte su testi antichi, fossero patrimonio della conoscenza terrestre,
dal momento che abbiamo dovuto impiegare secoli se non millenni per
renderli patrimonio della nostra conoscenza.
9) APAROKSA:
secondo il <Shakti-tantra>, con la proiezione del raggio di luce Rohine,
le cose di fronte al Vimana sono rese visibili.
<<Quando si sa che Rohine sta per rosso diventa facilissimo capire che si
parla di un apparecchio a raggi infrarossi che consente di vedere le cose
anche al buio.>> interpreta correttamente Davenport.
Ma, attualmente, la più recente tecnologia è in grado di produrre anche
radar ad infrarossi ed in altre gamme di frequenze. Il segreto quindi
potrebbe riferirsi anche a tali tipi di radar in grado di vedere dentro le
nuvole o nello sfondo a colori uniformi, eventuali Vimana camuffati.
Decisamente la tecnologia dei Vimana anticipa in modo straordinario ciò
che noi stiamo raggiungendo solo ora, 4000 anni dopo.
10) SANKOCHA (CONTRAZIONE):
come prescritto nel Yantraango-pasamhaara, quando il Vimana sta andando in
velocità, con le ali completamente stese e c’è un pericolo davanti,
azionando il settimo interruttore del Vimana, le sue parti possono essere
fatte contrarre.
Sostiene Davenport: <<Come vedremo studiando dettagliatamente un tipo di
Vimana, questi veicoli erano probabilmente costruiti per due velocità: una
ipersonica, negli strati alti dell’atmosfera ed un’altra, subsonica, negli
strati più densi. In questo secondo caso, avevano la possibilità di far
fuoriuscire ali e coda per aumentare la portanza del velivolo. In caso di
pericolo, facendo rientrare ali e coda, e aumentando improvvisamente la
potenza del motore di sostentamento, il Vimana avrebbe avuto una
drammatica accelerazione verso l’alto che l’avrebbe tolto dai guai.>>
Una conferma indiretta di tale procedura viene dalle testimonianze
relative all’ondata Belga del 1989-90. I Vimana di tale ondata si
comportarono come descritto nel decimo segreto, variando le dimensioni e
cambiando il moto.
11) VISTRITA:
secondo l’<Akaashatantra> quando il Vimana è nella corrente aerea centrale
nella prima e nella terza regione del cielo, azionando l’interruttore
nell’undicesima sezione del vimana, questi si espande convenientemente.
<<Siamo nel caso inverso al precedente: quando il Vimana scende da una
zona d’aria rarefatta agli strati più densi, allarga le ali per aumentare
la portanza e manovrare più agevolmente.>> afferma correttamente Davenport.
Il decimo e l’undicesimo segreto ci risultano, stranamente, estremamente
chiari perché la nostra recente tecnologia ha creato aerei con ali ad
ampiezza variabile e regolabile che consentono di operare esattamente come
indicato nel testo sanscrito. La scienza del volo nell’atmosfera era
perfettamente conosciuta all’epoca. La tecnologia offre le stesse
soluzioni meccaniche quando si conoscono le leggi dell’aerodinamica. Non
dimentichiamo che tali nozioni non erano note ai nostri antenati nel
secondo millennio a.C. né, nel primo quarto del ventesimo secolo, si
disponeva di tali tecnologie.
12)VIROOPA KARANA:
come affermato nel <Dhooma Parakarana>, producendo il 32° tipo di fumo con
l’apposito meccanismo, caricandolo con la luce delle ondate di calore nel
cielo e proiettandolo attraverso il tubo Padmaka Chakra sullo specchio
Vyroopya, cosparso d’olio bhiravee in cima al Vimana, e facendolo girare
al 123° tipo di velocità, ne emergerà una forma fiera e terrificante del
Vimana che causerà grande spavento in chi guarda.
13) ROOPAANTARA:
come stabilito nel <Tylaprakarana>, preparando gli oli griddhrajihwaa,
kunbhinee e kaakajangha e ungendone lo specchio distorcente del Vimana,
applicandovi il 19° tipo di fumo e caricandolo col Kuntinee shakti nel
Vimana, ne appariranno forme come il leone, la tigre, il rinoceronte e il
serpente, la montagna e il fiume che confonderanno e stupiranno gli
osservatori.
14) SUROOPA:
attraendo i 13 tipi della forza Karaka menzionati nel <Karaka-Parakarana>,
applicando aria sovraccarica di neve e proiettandola attraverso il tubo
convettore d’aria verso gli specchi pushpinee-pinjula nel lato anteriore
destro del Vimana e focalizzandoli sopra il raggio Suragha, apparirà a chi
guarda il Vimana una donzella celeste coperta di fiori e di gioielli.
Questi tre segreti potremmo annoverarli tra quelli di tipo difensivo, o
più correttamente, di tipo elusivo - psicologico.
Essi insegnano, secondo la giusta interpretazione di Davenport, in che
modo devono operare i piloti, con gli apparecchi disponibili sul Vimana,
per realizzare: << … una specie di cortina fumogena dalle dimensioni
controllate, adatta a spaventare (e quindi tenere lontane) le popolazioni
indigene, piuttosto che a produrre un qualche effetto sui veicoli
nemici.>>
Le dettagliate spiegazioni sul modo di operare, pur se di difficile
interpretazione letterale (solo perché non disponiamo della corretta
chiave interpretativa), sono tutte interpretabili, attualmente, come
procedure atte a creare chimicamente, con vari tipi di fumo e mediante
opportuni specchi rotanti e distorcenti, ologrammi di vimana o di animali
giganti, proiettati su una porzione di cielo opportunamente preparata.
Sono molto interessanti i riferimenti relativi alla produzione di sostanze
chimiche diverse indicate come 19° o 32° tipo di fumo, al caricamento
degli specchi ricoperti opportunamente di oli del tipo bhiravee,
griddhrajihwaa, kunbhinee e kaakajangha ed alla proiezione delle diverse
immagini tramite il tubo Padmaka Chakra o Kuntinee shakti o convettore
d’aria che sono focalizzati sugli specchi rotanti. L’estensore si sforza
di chiarire ai piloti i fenomeni che si producono a seguito delle loro
azioni sui meccanismi di bordo, senza spiegare l’intima essenza dei gas.
E’ particolarmente rilevante notare la descrizione del 14° segreto in cui
applicando aria sovraccarica di neve e proiettandola attraverso il tubo
convettore d’aria verso gli specchi pushpinee-pinjula nel lato anteriore
destro del Vimana e focalizzandoli sopra il raggio Suragha, apparirà a chi
guarda il Vimana una donzella celeste coperta di fiori e di gioielli.
Il raggio Suragha, a nostro avviso può essere interpretato come raggio
Laser. Ma la cosa più sorprendente è che tale fenomeno, studiato da
Malanga e Pinotti come "fenomeno BVM", potrebbe senz’altro essere
interpretato come la realizzazione di un ologramma, interpretato per
secoli dai testimoni come l’apparizione della Beata Vergine Maria.
In fine la creazione di fiori e di gioielli si può spiegare se si
realizzano intorno all’immagine, mediante aria sovraccarica di neve,
cristalli di ghiaccio che diffrangono la luce creando riflessi colorati
che ricordano i fiori o le pietre preziose. L’impreparazione tecnica,
l’illusione ottica e lo stato psicologico del testimone fanno il resto.
15) JYOTIRBHAAVA:
come affermato nel <Amshubodhinee> dal Samgnaa e altri 16 digitis dello
splendore solare, attraendo il 12° e 16° digitis e focalizzandoli sulla
forza dell’aria nella sezione Mayookha del quarto sentiero del cielo, e
similmente, attraendo la forza dello splendore etereo e mescolandola con
lo splendore del settimo strato della massa d’aria e poi proiettando
queste forze attraverso i tubi del Vimana sulla sezione dello specchio
ghuaa-garha, sarà prodotto un ricco splendore come quello del sole del
mattino.
Effettivamente il passo può essere interpretato, con Davenport, come: <<la
capacità del Vimana di illuminare a giorno una vasta zona, riflettendo e
concentrando, da grandissima altezza la luce solare in un punto dove,
sulla terra, è già caduta la notte.>>
L’uso della parola digitis ed il chiaro riferimento all’azione della
focalizzazione sulla forza dell’aria nella sezione Mayookha del quarto
sentiero del cielo, fanno nascere, ad un contemporaneo, sia l’idea della
luce Laser, sia quella della luce solida che, mediante campi
elettromagnetici quantizzati o "digitalizzati" e "focalizzati", può essere
diretta, con opportuni specchi elettromagnetici, (specchio ghuaa-garha?)
in qualsiasi direzione ed a qualsiasi distanza.
Il colore di tale luce può variare a seconda dell’energia e della
frequenza usata per produrre tale luce, ma spesso, almeno sulla base
dell’esperienza delle osservazioni fatte nella maggior parte delle
osservazioni di OVNI, essa varia dal bianco all’arancio, cioè al colore
simile a quello del sole del mattino.
16) TAMOMAYA:
come è descritto nel <Darpana Parakarana> per mezzo dello specchio della
forza buia, catturare la forza dell’oscurità, passarla attraverso il
meccanismo Thamo nella sezione Nord-Ovest del Vimana, e azionando un
interruttore, si produce a mezzogiorno la totale oscurità di una notte di
luna nuova.
In questo segreto si afferma che esiste il meccanismo Thamo capace di
inviare, in una parte di spazio, opportune onde luminose che riescono a
produrre il buio.
L’operazione è tecnicamente fattibile se si inviano in un determinato
spazio onde elettromagnetiche di uguale intensità, ma di fase opposta
rispetto a quelle esistenti in tale area, in modo da annullare la
propagazione delle onde elettromagnetiche nella gamma del visibile. In tal
modo si creerebbe, al pari dell’effetto diapason per il suono, un effetto
diapason per la luce realizzando, a mezzogiorno, per gli occhi degli
osservatori, una zona buia simile ad una notte di luna nuova, come dice
correttamente il segreto.
17) PRALAYA:
come descritto nel libro della distruzione, attraendo i cinque tipi di
fumo attraverso il tubo della macchina concentratrice, nella parte
frontale del Vimana, e immergendoli nella nube del fumo menzionata in
<Shadgarbha-Viveka>, e spingendola per mezzo di energia elettrica,
attraverso il tubo aereo dai cinque rami, si distrugge tutto come in un
cataclisma.
L’interpretazione da noi data della parola "fumo" è che con questa
l’estensore fa riferimento ad un composto chimico.
In tale ottica, la combinazione di composti chimici di opportuna natura è
in grado di creare, in molti casi, reazioni violente o dirompenti con
spostamento d’aria di notevole intensità che può essere facilmente
assimilata alla creazione di "vento".
Alla luce di tale interpretazione si può pensare, con Davenport: <<che il
Vimana sia in grado di produrre una tromba d’aria>>, o, se vogliamo:<< una
sorta di arma meteorologica capace di produrre un piccolo uragano in una
zona limitata.>>
Si evidenzia, anche in questo caso, come in altri cinque segreti, la
tendenza dei vimana all’uso di armi offensive che sfruttano le forze
meteorologiche della natura.
18) VIMUKHA:
come menzionato nel <RgHridaya>, proiettando la forza del Kubera, Vimuka e
della polvere velenosa Vyshawaanara, attraverso il tubo dello specchio
Roudree e azionando l’interruttore del meccanismo dell’aria, si produce
una totale insensibilità e coma.
<<E’ chiaramente riconoscibile, nonostante il linguaggio al solito, molto
complesso, un’arma chimica. In questo caso il veleno viene distribuito
sull’area interessata attraverso un irroratore (meccanismo dell’aria) non
dissimile dissimile da quelli usati per spargere insetticida sui campi.>>
Questa interpretazione di Davenport è da noi condivisa appieno.
Desideriamo comunque far notare che questa è una delle due armi che
potrebbero produrre la morte dell’avversario. Però dal momento che si
parla di coma, si potrebbe supporre che la vita del nemico possa essere
ancora salvata se il coma non fosse irreversibile.
19) TAARA:
mescolando con le forze eteree 10 parti di forza dell’aria, 7 parti di
forza dell’acqua e 16 parti di splendore solare, e proiettandole, per
mezzo dello specchio a stella attraverso il tubo frontale del vimana, si
crea l’apparenza di un cielo stellato.
In questo segreto ci troviamo di fronte ad un tentativo di spiegazione di
qualcosa che per noi resta non chiara. Infatti se si tratta di una formula
chimica, questa è molto ermetica. La stessa cosa si può dire se si tratta
della creazione di un fenomeno fisico.
Per Davenport: <<Potrebbe essere un mezzo mimetico del Vimana che, dal
basso apparirebbe come un puntino luminoso in mezzo ad altri puntini
simili.>>
Certamente se l’obiettivo fosse l’elusione ottica nei confronti del
nemico, tale interpretazione sarebbe corretta, ma se ci si riferisse ad
elusione radar, si potrebbe pensare ad echi radar di disturbo per
confondere eventuali missili nemici in attacco.
20) MAHAASHABDA VIMOHANA:
concentrando la forza dell’aria nei sette tubi del Vimana e azionando un
interruttore si produce, come stabilito nel <Shabda-parakaashikaa>, un
crescendo di tonante rumore che fa tremare la gente di paura, la stordisce
e la rende insensibile.
<<Siamo ritornati su un terreno più solido.>> - afferma Davenport: - <<Gli
effetti disastrosi di una forte e continua onda sonora sul sistema nervoso
sono noti. Anche gli effetti del <crescendo> sono ben descritti: prima lo
spavento per il rombo di cui è ignota l’origine, poi lo stordimento e
finalmente, quando il suono diventa insopportabile, lo svenimento. Ci
troviamo di fronte ad un’arma di indubbia efficacia se usata da un Vimana
contro un esercito a terra. Con un mezzo del genere è realmente possibile,
ad un solo <carro>, eliminare parecchie centinaia di avversari, se sono
concentrati in una zona relativamente piccola.>>
I sette tubi e le sette note sono facilmente interpretabili, così come il
crescendo di tonante rumore dovuto anche all’uso di ultrasuoni, che
stordisce e fa svenire gli avversari.
Come al solito, se il fenomeno ci è noto l’ermetismo del segreto scompare,
e si evidenzia una incredibile precisione della descrizione.
21) LANGHANA:
come stabilito nel <Vaayu tattva prakarna>, quando si passa da una
corrente d’aria in un’altra, il Vimana affronta lo splendore baadaba del
sole e prende fuoco. Per prevenire, l’energia elettrica e l’energia
dell’aria del Vimana devono essere congiunte e centrate nel centro vitale
del Vimana e, azionando un interruttore, il Vimana salterà verso la
salvezza.
Ecco un passo che, sottolinea Davenport, senza le recenti conoscenze
astronautiche <resta incomprensibile.>
Tutti noi invece sappiamo bene, oggi, dopo le esperienze degli Apollo e
delle Soyuz che, ogni qual volta si rientra nell’atmosfera, quando si
passa da una corrente d’aria in un’altra, si crea un attrito sul mezzo che
col calore prodotto gli farebbe prendere fuoco. L’autore del testo
descrive la situazione con la seguente frase non più sibillina, il Vimana
affronta lo splendore baadaba del sole e prende fuoco. Per prevenire tale
situazione, dovuta sia alla ionizzazione che si produce intorno al Vimana,
l’energia elettrica, sia all’energia termica dovuta all’attrito con
l’atmosfera, l’energia dell’aria, si suggerisce di concentrare tali forze
distruttrici nella zona in cui vi sono le protezioni termiche ed
elettriche o centro vitale, costituito da piastre ceramiche
termoresistenti, ed inclinando opportunamente il mezzo si salterà verso la
salvezza. L’uso del verbo "Saltare" dà l’idea dello splash che fa
l’oggetto quando, nel rientro a terra, impatta con gli strati più densi
dell’atmosfera. Come si può notare la descrizione risulta, ai nostri
occhi, chiara, coerente e fedele, dal momento che siamo in grado di
applicare il 21° segreto.
22) SAARPA-GAMANA:
attraendo il dandavaktra e le altre sette forze dell’aria, e aggiungendovi
raggi solari, passando attraverso il centro zig-zagheggiante del Vimana e
azionando un interruttore, il Vimana assumerà un andamento a zig-zag come
un serpente.
<Operare bruschi e frequenti cambiamenti di rotta è una manovra comune ai
moderni caccia da combattimento per sfuggire ai missili nemici, o per
ingannare i radar.> dice Davenport.
Ma se un lettore attento ed interessato alla conoscenza, leggesse il
dossié "Vague d’OVNI sur la Belgique" edito dalla SOBEPS, nel 1991 ed in
particolare il Capitolo 6. La detection radar, scoprirebbe, a pag. 370 del
primo volume, la Figura 6.6, inserita nel testo dal Professor A. Messen,
dell’Università Cattolica di Lovanio. In questa interessantissima figura
viene riportata la traiettoria di un oggetto inquadrato dal radar di bordo
di un F-16, alzatosi in volo per inseguire l’oggetto registrato dai radar
a terra di Glons e Semmerzake nel dicembre del 1989. Quale non sarebbe la
sorpresa del lettore nel costatare che tale OVNI si muove a zig-zag,
proprio come consiglia il 22° segreto. Questo tipo di volo, decisamente
inconsueto per gli aerei dei nostri giorni, sembra essere la normale
procedura di volo degli OVNI, forse legata alle necessità del momento o
alle caratteristiche dei motori di bordo dell’oggetto, sicuramente
controllati da un calcolatore, dal momento si fa esplicito riferimento ad
interruttori da commutare e quindi a sistemi elettrici predisposti per
l’esecuzione delle manovre.
23) CHAPALA:
quando si avvista un vimana nemico, azionando un interruttore nel centro
di forza della sezione mediana del Vimana a 4087 giri all’ora atmosferica,
sarà generata un’onda di velocità, che squasserà il vimana nemico.
Questo segreto è molto interessante per i diversi spunti tecnici
riportati.
Per prima cosa, in accordo con Davenport: < …, si desume che i Vimana
erano in grado di creare fortissime turbolenze e di dirigerle verso un
bersaglio preciso. Nulla di simile è ancora stato messo a punto, almeno a
nostra conoscenza.>>
Ma ciò che più affascina è sia il dato scientifico della rotazione a 4087
giri all’ora atmosferica che risulta essere una rotazione multipla di p
[pari a 1300 • p] sia, in particolare, il riferimento all’ora atmosferica,
tipica misura del tempo locale e non universale. Quest’ultimo dato risulta
estremamente corretto dal punto di vista puramente tecnico, e meraviglia
per la sua precisione.
Infine la creazione di un’onda di velocità, è un chiarissimo riferimento
alla padronanza della forza di gravità che noi non siamo ancora in grado
di controllare, ma che, a quanto pare, è una delle armi a disposizione dei
Vimana [ vedi i segreti 17°, 20°, 23°].
Sempre più tali segreti stanno diventando un manuale tecnico comprensibile
anche ai nostri piloti contemporanei. Uno studio più approfondito e
specifico potrebbe quindi consentirci di interpretare meglio la tecnologia
in uso sui Vimana.
24) SARVATOMUKHA:
quando una formazione di vimana nemici arriva all’attacco, azionando
l’interruttore nella corona del Vimana, lo si fa girare con agilità e
fronteggiare gli attacchi da ogni lato.
Sostiene correttamente Davenport: <<Niente di sorprendente su questa
manovra che, tuttavia, comporta degli accorgimenti particolari (dei quali
non è fatta menzione) per salvaguardare l’equipaggio, che si troverebbe
dentro una specie di trottola volante.>>
Il dubbio di Davenport può essere immediatamente fugato se si suppone che
i piloti dei Vimana siano seduti su postazioni collegate cardanicamente al
Vimana ed abbiano di fronte a loro un set di video che controllino
l’esterno.
In una situazione del genere mentre il Vimana gira come una trottola, il
pilota girerebbe in senso inverso annullando l’effetto trottola su di se,
e mantenendo una posizione immobile rispetto alla forza gravitazionale
esterna. In tale situazione potrebbe fronteggiare i vimana nemici con le
sue armi situate sul rivestimento esterno del vimana, senza essere
sottoposto ad azioni gravitazionali insopportabili.
Un’altra interpretazione potrebbe essere che, solo le flange esterne del
vimana ed i relativi sistemi di difesa, siano l’unica parte del vimana a
girare.
Ancora una volta si evince che la tecnologia dei Vimana controllava tutte
e tre le forze fisiche conosciute, elettriche, magnetiche e gravitazionali.
25) PARASHABDA GRAAHAKA:
come spiegato nel <Sowdaaminee Kaala>, o Scienza dell’Elettronica, per
mezzo del meccanismo catturatore di suoni nel Vimana, si possono sentire
le parole e i suoni negli aerei nemici che volano nel cielo.
<<Due le possibilità: o questo apparecchio è semplicemente una radio che
consente, se regolata sulla giusta frequenza, di ascoltare le
conversazioni, sempre via radio, dei nemici, oppure il passo va inteso
alla lettera, nel qual caso ci troveremmo di fronte ad un apparecchio
sofisticatissimo, capace di rilevare dall’esterno vibrazioni sonore
prodotte all’interno degli altri velivoli. Qualcosa di simile è stato
ottenuto puntando un fascio di raggi laser su una placca sensibile posta
sulle pareti esterne dell’ambiente che si vuole spiare. Sembra che i
piloti dei Vimana potessero fare a meno della placca.>> Conclude Davenport
nel 1979.
Ma anche noi, ora nel 2001, possiamo farne a meno, potremmo rispondere
attualmente a Davenport.
Riportiamo, l’interpretazione corretta di Davenport, perché ci consente di
dimostrare come lo sviluppo della tecnologia terrestre permette di
reinterpretare questi segreti, (o questo manuale), rendendo le indicazioni
riportate perfettamente comprensibili, man mano che progrediamo nella
tecnologia e nella conoscenza. Oggi infatti quasi tutti i contemporanei
conoscono le sofisticate apparecchiature elettroniche realizzate dalla
tecnologia e messe a disposizione delle forze di sicurezza e di
intelligence per le famose intercettazioni ambientali.
26) ROOPAAKARSHANA:
per mezzo del meccanismo fotografico del Vimana, si ottiene un’immagine
televisiva dell’interno di vimana nemici.
Ecco un altro esempio in cui, seguendo Davenport dovremmo concludere: <Ai
nostri occhi questa è pura fantascienza.>>
Ma quanta fantascienza abbiamo reso scienza realizzando il GSM o i sistemi
UMTS. Ricordate Star Trek. Quando la serie cinematografica fu inventata il
telefonino video portatile che collegava il capitano Kirck all’Interprice
era fantascienza, chiedetelo ora ai nostri figli! Ed il teletrasporto? E
la luce solida? Tutta fantascienza? Ma per quanto tempo ancora?
Diamo tempo alla tecnologia e la fantascienza diventerà realtà, se
crediamo che testi, come quello che stiamo analizzando non siano pure
invenzioni o fantasie di visionari, ma descrizioni di apparecchiature
realizzate, in altri tempi, da tecnici preparati che conoscevano bene la
fisica.
27) KRIYAAGRAHANA:
girando la chiave sul fondo del Vimana, si fa apparire uno schermo bianco.
Elettrificando i tre acidi nella parte Nord-Est del Vimana, e
sottoponendoli a 7 tipi di raggi solari e passando la forza risultante
dentro il tubo dello specchio Thrisheersha e facendo in modo che lo
schermo sia di fronte allo specchio, e girando la chiave superiore, tutte
le attività che sono in corso sul terreno verranno proiettate sullo
schermo.
L’interpretazione nell’insieme corretta di Davenport che recita: <<Anche
se descritto in modo strano, ci troviamo di fronte ad un monitor collegato
ad una telecamera, probabilmente dotata di zoom.>> non rende giustizia
alla descrizione o resoconto fatto in questo segreto. Infatti la prima
nozione fisicamente giustissima, è quella che girando una chiave compare
uno schermo bianco. Si fa chiaramente riferimento ad uno schermo video
che, quando è spento, risulta scuro all’osservatore ed appena acceso
diventa bianco. La seconda serie di informazioni fisiche corrette è
riassunta dalla frase Elettrificando i tre acidi, in cui sia il numero
tre, sia il tipo di sostanza, gli acidi, sia l’operazione elettrificando
sono tutte minuziosamente esatte. In effetti attualmente gli schermi al
plasma più moderni usano picksel che vanno stimolati elettricamente e che
contengono tre gas differenti, necessari per creare i tre colori
fondamentali Verde, Rosso, Blu.
Ma le sorprese non sono finite. Nel segreto si dice che i tre acidi devono
essere, sottoposti a 7 tipi di raggi solari. Anche questa informazione è
fisicamente corretta. Infatti per riprodurre tutte le sfumature dei colori
naturali, nei moderni cinescopi occorre procedere alla modulazione dei tre
colori principali con i sette colori dell’arcobaleno. Infine passando la
forza risultante dentro il tubo dello specchio Thrisheersha e facendo in
modo che lo schermo sia di fronte allo specchio, girando la chiave
superiore, tutte le attività che sono in corso sul terreno verranno
proiettate sullo schermo.
Se qualcuno ha ancora dubbi sulla efficace, dettagliata ed esatta
descrizione di un moderno proiettore televisivo a colori con schermo a
plasma, che occorre accendere, girando la chiave superiore, [girando la
chiave dell’interruttore in alto] e passando la forza risultante dentro il
tubo dello specchio Thrisheersha [ed inviando il segnale modulato nel tubo
catodico] facendo in modo che lo schermo sia di fronte allo specchio
[ponendo lo schermo di fronte al proiettore], riteniamo che desideri solo
evitare di arrendersi all’evidenza.
Un lettore attento, ma non particolarmente preparato tecnicamente potrebbe
dare una descrizione migliore o differente?
28) DIKPRADARSHANA:
girando la chiave sul fronte del Vimana, il meccanismo dishaampati
mostrerà la direzione dalla quale l’vimana nemico si sta avvicinando.
Davenport brevemente conclude: <<Noi lo chiamiamo radar.>> No comment!
Occorre però sottolineare un sottile, ma chiaro ed onesto, comportamento
psicologico del redattore di questo manuale. La sua correttezza
intellettuale è tale che, o perché non ha ricevuto istruzioni chiare, o
perché non le ha capite, si limita a riportare, in questo come in altri
casi, l’essenziale di uno strumento indicandone l’uso e non la sua
costruzione dettagliata, come ha fatto nel segreto 27° precedente.
29) AAKAASHAAKAARA:
stando al <Aakaasha-Tantra>, mescolando una soluzione di mica nera con
neem e decotto bhoonaaga, e ungendone le parti esteriori di un Vimana
fatto di placche di mica ed esponendolo ai raggi del sole, il vimana
apparirà come il cielo e diverrà indistinguibile.
<<Si tratta di un altro accorgimento mimetico,>> sostiene Davenport. Ma la
descrizione è illuminante non solo perché ci spiega che il Vimana è
costruito con placche di mica o con mattonelle ceramiche o leghe
ceramiche-metalli come abbiamo sempre supposto, ma anche perché tali
mattonelle, opportunamente verniciate nella parte esterna, ungendone le
parti esteriori, cambiano l’assorbimento e la riflessione dei raggi solari
cambiando quindi il colore del Vimana. L’uso di tale tecnologia è
diventato normale per la NASA negli ultimi anni, per costruire aerei o
capsule speciali.
30) JALADA ROOPA:
mescolando succo di melograno, bilva o olio di bael, sale di rame, nero
fumo, granthica o liquido gugul, polvere di mostarda e decotto di scaglia
di pesce, e aggiungendo conchiglie di mare e polvere di rocce di sale e
raccogliendo il fumo della soluzione, inondandolo del calore solare che
avviluppa la copertura, il Vimana apparirà come una nuvola.
La prima interpretazione data da Davenport sottolinea giustamente che:
<<Sembra più che altro una ricetta di cucina particolarmente disgustosa.
Con ogni probabilità si tratta invece di un ennesimo accorgimento
mimetico: una cortina fumogena che <aderisce> al Vimana, nascondendolo.>>
A nostro avviso invece, un chimico esperto potrebbe chiarire gli
ingredienti e le procedure, in quanto la descrizione segue le stesse
modalità di precisione nella descrizione già usate nel 27° segreto.
Occorre innanzitutto sottolineare che, fino a Mendeleievv e comunque non
prima del XVIII° secolo, gli alchimisti erano soliti non parlare di sali,
basi o carbonati di calcio, bensì, per le loro formule, usavano la
descrizione degli elementi o componenti che contenevano le sostanze
necessarie alla realizzazione della formula chimica desiderata. Non era
inusuale quindi leggere formule contenenti frasi come succo di melograno
per indicare l’uso di zuccheri e vitamine, nero fumo, per riferirsi al
carbonio o conchiglie di mare e polvere di rocce per indicare silicati e
carbonati.
Lo strano intruglio, sottoposto al processo di distillazione, produceva il
fumo della soluzione, o più precisamente il gas, come abbiamo più volte
indicato. Questo era trasformato in nuvola, inondandolo del calore solare
che avviluppa la copertura.
L’azione di inondare il gas con il calore solare che avviluppa il Vimana,
fa forse riferimento sia ad azioni termiche sul composto, sia ad azioni
elettrriche o magnetiche per tenerlo aderente allo scafo del Vimana.
Anche in questo caso ciò che a prima vista può sembrare un racconto
incomprensibile può diventare, per un esperto chimico moderno, molto
chiaro.
Si dimostra quindi, ancora una volta ed in modo palese, che le descrizioni
riportate nel manuale non sono racconti di un sognatore o bufale di un
imbonitore, ma descrizioni precise di fenomeni concreti, fatte da un
inesperto dotato di una preparazione tecnica non molto approfondita, ma
sufficiente per un racconto preciso ed esatto delle apparecchiature
descritte e dei fenomeni che esse producono.
31) STABDHAKA:
proiettando il fumo avvelenato Apsmaara nel tubo situato nella parte Nord
del Vimana, e scaricandolo col meccanismo Stambhana, la gente negli
aeroplani nemici sarà resa incosciente.
<<Di nuovo un’arma chimica,>> sostiene correttamente Davenport, e
prosegue: <<probabilmente si tratta di un gas ad alta penetrazione giacché
deve raggiungere i nemici chiusi all’interno del loro velivolo.>>
Un’altra interpretazione sarebbe possibile se si conoscesse il meccanismo
Stambhana.
Noi possiamo supporre che il gas era in grado di entrare nei Vimana nemici
sia sfruttando le connessioni del vimana con l’esterno, sia supponendo che
tale meccanismo era capace di aprire un varco nel Vimana nemico vettorando
il gas su opportuni campi magnetici modulati.
L’ipotesi che tale gas fosse capace di un’alta penetrazione, almeno con le
conoscenze tecniche attuali, richiederebbe ipotizzare strani gas capaci
non solo di non disperdersi nell’aria, ma di attraversare per diffusione
pareti solide o cristalline.
32) KARSHANA:
quando vimana nemici arrivano in forza per distruggere il tuo Vimana,
mettendo in fiamme il Jwaakine shakit nel Wyshwaanara-naal, o tubo situato
sull’ombelico del vimana, e girando le chiavi delle due ruote ad 87 gradi,
il rovente Shakti avvilupperà il vimana nemico e lo brucerà.
Per questo ultimo segreto dobbiamo concordare con Davenport che afferma:
<<Il testo è troppo poco preciso per poterne trarre indicazioni utili.
Potrebbe trattarsi di un raggio laser, o di un missile incendiario o di
qualunque altra cosa.>>
La nostra conclusione, al giorno d’oggi, è che il testo ci sembra ermetico
solo perché la tecnologia moderna non ha ancora prodotto strumenti capaci
di fare quanto descritto. L’unica indicazione interessante per proseguire
nelle ricerche è il riferimento alle ruote ad 87 gradi. Un angolo
decisamente strano.
Infine notiamo che questo è l’unico segreto in cui apertamente si parla di
distruzione del nemico.
Questi sono i 32 segreti che devono essere conosciuti dai piloti, secondo
Siddhanaatha.
La conclusione del manuale è tipicamente orientale. Sembra di leggere un
testo sacro, se non fosse che le nostre conoscenze sono tali da farci
interpretare correttamente quanto ci viene tramandato. Le conclusioni
provvisorie a cui noi siamo giunti, per il momento, alla fine di questo
lavoro, sono riassunte nel capitolo seguente.
La conclusione definitiva non è ancora possibile raggiungerla ora perché
manchiamo di molte informazioni importanti che forse scopriremo nel
prossimo futuro, chissà forse con il ritrovamento di alcuni dei testi
riportati e, speriamo, gelosamente custoditi come testi sacri in qualche
sperduto monastero tibetano o indiano. Questo lavoro si prefigge di
spingere altre intelligenze a proseguire nelle interpretazioni dei segreti
che ci sono stati affidati.
Considerazioni riassuntive odierne
<<Da quanto emerge dalla lettura di questi <segreti>, i Vimana erano
velivoli dotati di una notevole manovrabilità ed equipaggiati con
perfezionati mezzi di avvistamento. In alcuni esempi simili a quelli di
cui sono dotati gli aerei attuali più perfezionati. Molto dissimili dalle
moderne sono invece le armi difensive ed offensive di cui sono
equipaggiati.
Particolarmente interessanti i continui riferimenti ad altri testi che ci
fanno capire come il Vymanika-Shastra non sia un’opera originale, ma una
specie di volgarizzazione di opere molto più vaste e, si presume, molto
più precise che, almeno in parte, sembrano essere andate perdute.>> Queste
conclusioni di Davenport ci trovano abbastanza d’accordo.
Ma noi desideriamo analizzare in modo più epistemologico il testo.
Innanzitutto abbiamo i primi tre segreti (il 1°, il 2° ed il 3°) che, come
abbiamo indicato, hanno il sapore di una introduzione ad un manuale.
Quindi vi sono sei segreti (il 4°, il 10°, l’11°, il 21°, il 22° ed il
24°) che riguardano il pilotaggio del Vimana.
Questi indicano come e quando azionare gli opportuni interruttori per
guidare accortamente in caso di turbolenze, come contrarre o espandere
convenientemente le ali per effettuare diverse operazioni di volo, oppure
come prevenire l’azione dell’energia elettrica esterna o quella delle
correnti d’aria, o, in fine, per volare a zigzag.
Altri sei segreti (il 5°, il 6°, il 7°, il 19°, il 29° ed il 30°)
insegnano manovre elusive o di camuffamento del Vimana.
Per far ciò sono usati sistemi di assorbimento o di riflessione della luce
solare, sistemi di ionizzazione, sistemi chimici di condensazione, sistemi
elettromagnetici di elusione radar.
Inoltre vi sono cinque segreti (il 9°, il 25°, il 26°, il 27°, il 28°) di
tipo informativo.
Mediante questi sistemi vengono acquisiti dati del nemico o del
territorio. I sistemi comprendono apparecchiature a raggi infrarossi,
radar, televisivi, sonori e di indagine ambientale.
Due segreti (il 15° ed il 16°) sfruttano fenomeni fisici della natura per
creare splendore come quello del mattino oppure aree di tenebre durante il
giorno per motivi di difesa o offesa.
Ancora, tre segreti di tipo psicologico (il 12°, il 13°, il 14°), hanno il
compito di far compiere ai piloti azioni consistenti nello spaventare
confondere e stupire gli osservatori.
Infine sei segreti (l’8°, il 17°, il 18°, il 20°, il 23°, il 31°) sono più
squisitamente militari di offesa, sfruttando le forze di tipo
meteorologico, che stordiscono, squassano, paralizzano, rendono
insensibili i nemici colpiti con tali sistemi.
L’unico segreto decisamente distruttivo e quindi mortale, è il 32° in cui
si parla chiaramente di bruciare il vimana nemico.
Resta ancora un punto che occorrerebbe approfondire e cioè:
<<i piloti dei Vimana erano terrestri, Ariani dell’epoca, reclutati ed
addestrati in loco?>>.
Se tale ipotesi è vera, molte delle conclusioni a cui possiamo giungere
diventano immediatamente chiare. Sembra infatti ovvio che il manuale abbia
lo scopo di mettere i piloti in condizione di guidare tali apparecchiature
complesse, insegnando loro soltanto ad accendere e spegnere interruttori,
spiegando per sommi capi i principi fisici su cui si basano, ma tentando
di chiarire ai piloti l’obiettivo che si raggiungeva con determinate
azioni. In tal modo diventava facile usare queste squadre per azioni
tattiche inquadrate in un’azione strategica più complessa. Inoltre
spiegando ai piloti quali armi usare per disorientare, confondere,
eludere, terrorizzare, stordire, rendere incoscienti, mandare in coma ed
in un solo caso uccidere il nemico bruciando il suo vimana, l’eventuale
ritrosia ad agire contro i propri compatrioti veniva fortemente attenuata.
Il compito di questi piloti era quindi di tipo elusivo e di disturbo.
Ben altri piloti, i Precettori competenti forse, saranno stati i
manovratori dei Vimana ben più complessi e ben più offensivi, come quelli
che distrussero Mohenjo-Daro.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> 13) ROOPAANTARA:
>
> come stabilito nel <Tylaprakarana>, preparando gli oli griddhrajihwaa,
> kunbhinee e kaakajangha e ungendone lo specchio distorcente del Vimana,
> applicandovi il 19° tipo di fumo e caricandolo col Kuntinee shakti nel
> Vimana, ne appariranno forme come il leone, la tigre, il rinoceronte e il
> serpente, la montagna e il fiume che confonderanno e stupiranno gli
> osservatori.
Questo punto mi ha fatto pensare alla dea egiziana Hathor, il cui nome
significa tempio del dio Horus, nella bocca del quale usciva di giorno e
entrava di notte.
Secondo il mito della ribellione degli uomini contro gli dei, il dio
creatore Ra, per affrontare questa situazione, decise di inviare sulla terra
il suo Occhio (l'occhio fa pensare alla forma del classico disco volante)
sottoforma della dea Hathor. Hathor, che ha sembianze di leonessa, divora in
una notte parte dell'umanità e poi si addormenta.
Chissà se c'è un nesso tra questi due miti..
> Qualcuno conosce i Vimana?
[megacut]
Interessante, ma...
per qualche motivo, mi sono immaginato archeologi che fra 2000 anni tirano
fuori un paio di videocassette e libri di Star Trek e decidono che
l'umanita' doveva aver colonizzato la galassia :)
Dopotutto, erano la base per una vera e propria religione, no?
:)
Eugenio
--
When the going gets tough, the tough get an UZI
> Interessante, ma...
> Eugenio
Eugenio....i tuoi dubbi sono piu' che legittimi :)
Secondo me il problema sta nella definizione di "mitologia" e di "verita'
letterale" dei testi che le religioni hanno preso a loro fondamento.
Il libro della Genesi ci dice che il genere umano e' stato creato da Dio,
Prendi la Bibbia...ne abbiamo versioni anche moderne che ci raccontano
ognuna una versione diversa....la versione piu' tradizionalista della
Bibbia e' una traduzione dall'ebraico....cio' significa che leggiamo una
versione rielaborata di eventi.....e' ormai certo che furono i primi
vescovi dei primi concili a decidere quali fossero i testi da diffondere e
quali no....una sorta di forma primitiva di disinformazione...e' ormai
assodato pure il fatto che i 39 libri dell'Antico Testamento sono il
risultato di un processo di revisione e selezione di testi........tutte le
religioni, compresi gli Dei Greci, Romani, Egiziani....sono derivanti da
un ceppo culturale unico....L'antica civilta' Sumera ci offre i testi piu'
antichi su cui riflettere.....ma cio' che ci dice e' mitologia......ma
cosa significa per noi mitologia? Comunemente si ritiene che essa sia
mito, leggenda e quindi una specie di elaborazione di fantasia fatta dagli
antichi...oppure la possiamo considerare come un resoconto fatto con il
linguaggio dell'epoca di fatti realmente accaduti.....ormai e' assodato
che il Diluvio Universale avvenne veramente. E' un po' come una pulce in
un orecchio.....probabilmente restera' mitologia....nel senso che chissa'
se conosceremo mai la verita'?
Il testo piu' antico che conosciamo e' l' Enuma Elish o “Poema della
creazione” composta da sette tavole (come i 7 giorni della creazione?) di
creta che formano una storia continua(la genesi della Bibbia e' stata
influenzata da tale testo)veniva recitato il quarto giorno del capodanno
di Babele, come inno di propiziazione. Il titolo del poema è dato dalle
sue parole iniziali, enuma elish, appunto. L’urigallu, il gran sacerdote,
lo declamava davanti alla statua di Baal (Marduk), verso sera. In
quell’occasione le statue degli altri dei dovevano restare coperte, per
deferenza verso il dio nazionale, Marduk. Lo scopo dell’inno era pertanto
celebrativo, della capacità di Marduk come ordinatore del cosmo, capacità
che gli ha permesso di salire da un secondo rango di divinità fino ad
essere di diritto il capo del Pantheon.
Ci parla della Creazione operata.....dagli dei o da Dio (nel senso
cristiano)?
LA BIBBIA
2° LIBRO DEI RE (Capitolo 2:1-18)
2 Elia rapito in cielo. - 1 Stando Jahve per sollevare in cielo Elia in un
turbine, questi insieme con Eliseo partì da Galgala. 2 Elia disse a
Eliseo: «Fermati qui, perché Jahve mi ha inviato a Bethel»......Eliseo
succede ad Elia. - 11 Ora, mentre essi camminavano discorrendo, ecco un
carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra di loro ed Elia salì
in cielo nel turbine.
LA BIBBIA
ESODO (Capitolo 40:1-38)
40 Erezione e consacrazione dei santuario.....
.33 Eresse il recinto tutto intorno alla Dimora e all'altare e mise il
tendone alla porta del recinto. Così Mosè terminò il lavoro.
Jahve ne prende possesso. - 34 Una nube coprì allora la Tenda del convegno
e la gloria di Jahve riempì la Dimora. 35 Mosè non poté entrare nella
Tenda del convegno poiché su di essa dimorava la nube e la gloria di Jahve
riempiva la Dimora. 36 In tutto il periodo dei loro viaggi, quando la nube
si alzava sopra la Dimora, i figli di Israele levavano l'accampamento. 37
Se la nube non si alzava, essi non levavano l'accampamento fin quando non
si alzava. 38 Durante il giorno, infatti, la nube di Jahve stava sulla
Dimora e durante la notte c'era un fuoco, visibile a tutta la casa di
Israele in tutti i loro spostamenti!
LA BIBBIA
EZECHIELE (Capitoli 1 - 11)
La visione del carro di Jahve. - 4 E vidi un vento tempestoso venire da
settentrione: una grande nube e fuoco che si avvolgeva ed emetteva
bagliori tutt'intorno. In mezzo a esso, qualcosa splendeva come l'elettro.
5 Al suo centro apparve la sagoma di quattro esseri viventi; questo il
loro aspetto: avevano sembianza umana. 6 Ciascuno con quattro fattezze e
quattro ali. 7 I loro piedi erano diritti e la pianta dei piedi come
quella dei vitello: rilucevano come bronzo terso. 8 Avevano mani di uomo
sotto le ali, ai quattro lati; tutti e quattro avevano le proprie fattezze
e le proprie ali. 9 Queste si congiungevano l'una con l'altra. Procedendo
non si voltavano, ciascuno si muoveva diritto innanzi a sé. 10 Quanto alla
somiglianza dei loro aspetti, tutti e quattro avevano fattezze umane,
fattezze di leone alla loro destra, fattezze di toro alla loro sinistra e
fattezze di aquila. 11 Le ali erano spiegate verso l'alto; ciascuno ne
aveva due che si congiungevano con le altre e due che coprivano i loro
corpi. 12 Procedevano ciascuno diritto dinanzi a sé; andavano là dove lo
spirito li sospingeva; procedendo non si voltavano. 13 Tra quegli esseri
si vedevano come carboni ardenti che bruciavano a guisa di fiaccole.
Questo fuoco si muoveva tra gli esseri: rifulgeva ed emetteva bagliori. 14
Gli esseri andavano e tornavano come folgore.
15 Guardai quegli esseri ed ecco c'era a terra una ruota, accanto a essi,
presso tutti e quattro. 16 Le ruote e la loro struttura erano splendenti
come il topazio. Tutt'e quattro avevano forma identica: apparivano, nella
loro struttura, come se una ruota fosse nell'altra. 17 Procedevano nelle
loro quattro direzioni; quando si muovevano, non si voltavano. 18 I loro
cerchi erano alti; guardandoli, mi apparvero ricoperti di occhi da ogni
parte delle quattro ruote. 19 Quando gli esseri procedevano, le ruote si
muovevano accanto a loro e, quando quelli si alzavano da terra, anche le
ruote si innalzavano da terra. 20 Andavano dove lo spirito li sospingeva e
le ruote si alzavano insieme con loro, perché in esse c'era lo stesso
spirito degli esseri. 21 Quando questi procedevano, anche le ruote si
muovevano; quando essi si arrestavano, si fermavano anch'esse; quando i
primi si alzavano da terra, le ruote si alzavano insieme con loro, perché
nelle ruote c'era lo stesso spirito degli esseri.
22 Sulle teste degli esseri c'era qualcosa di simile alla volta celeste,
come lo splendore del cristallo, che si estendeva in alto sulle loro
teste. 23 Sotto questo firmamento stavano diritte le loro ali, l'una verso
l'altra; ciascuno ne aveva due, che coprivano loro i corpi. 24 Quando si
muovevano, udivo il rumore delle ali simile al fragore dell'oceano, al
tuono di Shaddai: fragore assordante, come il frastuono d'un accampamento.
Quando si fermavano, rallentavano le ali.
25 Quindi, sopra il firmamento, una voce risuonò sulle loro teste. Gli
esseri si fermarono e rallentarono le ali. 26 Vidi, allora, sopra il
firmamento che poggiava sulle loro teste, qualcosa simile allo zaffiro
dall'aspetto di trono e, su questa specie di trono, una figura con le
fattezze di uomo, che stava in alto su di esso. 27 Da quelli che
sembravano i suoi lombi in su la vidi risplendere come l'elettro, con
dentro e intorno come fuoco; da quelli che apparivano i suoi lombi in giù
la vidi simile al fuoco. Uno splendore l'avvolgeva. 28 Esso era simile
all'arco che si forma tra le nubi, in giorno di pioggia. Così mi apparve
la gloria di Jahve. Come la vidi, mi gettai faccia a terra; udii, però, la
voce di uno che parlava.
Altri testi interessanti sono:
L'Epopea di Baruk
Leggendo alcuni passi dei testi apocrifi del Vecchio Testamento le cose
appaiono proprio come la storia ufficiale oggi non vuole ammettere e cioè
che gli alieni non solo ci sono, ma ci sono sempre stati! Questo è il caso
dell'Apocalisse apocrifa del profeta Baruk che piangendo sulla prigionia
di Gerusalemme, stava presso il fiume Kibron, quando anche Abimelech fu
salvato dalla mano di Dio nei possedimenti di Agrippa. Egli sedeva presso
le bellissime porte ove aveva sede il Santo dei Santi...
Così comincia la narrazione di Baruk, al quale, mentre si chiedeva come
mai Dio permettesse al re Nebukadneazar di invadere la sua città, apparve
un angelo mandato dal Signore con il compito di mostrargli i misteri del
Cosmo.
"...suvvia - dice l'angelo - ...ti mostrerò i segreti di Dio". La storia
che segue ha dell'incredibile, di sapore pressoché contattistico. Baruk è
il Kenneth Arnold di 2.600 anni fa. Baruk vede macchine volanti, satelliti
artificiali e razze aliene, ma lasciamo a lui il racconto...
Il primo cielo
"Egli mi condusse dove il cielo è fortificato e dove c'era un fiume che
nessuno poteva transitare... poi mi condusse al primo cielo dove esisteva
una porta grande e possente e mi disse 'passiamo attraverso di essa' e noi
entrammo come portati da ali percorrendo un tragitto di circa trenta
giorni di viaggio. E mi indicò una pianura nel cielo e su di essa
abitavano uomini con il volto di bambini altri avevano corna come cervi ed
altri ancora piedi come capre e fianchi come agnelli..."
Baruk chiede chi siano queste entità e l'angelo dice che si tratta di
quelli che volevano costruire la Torre di Babele, a Dio sgradita e quindi
sono stati relegati in questa strana pianura. L'interpretazione del passo
è importante.
Baruk vede personaggi diversi, tra cui anche esseri simili a bambini:
intendeva creature piccole e macrocefale? Altri esseri hanno fattezze
diverse dalle nostre. Cosa sono le ali che portano Baruk a passare la
strana porta che lo conduce al primo cielo (noi oggi diremmo alla prima
orbita, visto che il Sole abita il terzo cielo di questo racconto)?
Il racconto si divide in 5 cieli.
Il Libro etiopico di Enoch, risalente al I o II sec. A. C. è alla base
di molta letteratura apocalittica e di alcune correnti della mistica
ebraica (da distinguere da un Libro dei segreti di Enoch di cui esistono
manoscritti di epoca medievale, intorno ca. al 1200, in lingua slava). Ma
dal contesto ("la più segreta teologia ebraica") non sembrerebbe azzardato
ipotizzare invece un rinvio al cosiddetto Terzo Libro di Enoch, compilato
presumibilmente intorno al V o VI sec. d.C. in Babilonia.
Potrebbe trattarsi dunque si un riferimento a un testo tardo apocalittico
che fa riferimento alla corrente mistica della Merkavà, anch'esso
circolante in mss. medievali (di testi cabbalistici in ebraico, sine
titulo, è copiosa la biblioteca di Pico). Nella tradizione ebraica molte
leggende si raccolgono intorno a Enoch (figlio di Jared, padre di
Methuselah, settimo nella discendenza adamitica sulla linea di Seth) che
"camminò col Signore", venne elevato al cielo senza abbandonare la forma
corporea e venne ivi trasfigurato.
Nella tradizione, Enoch viene rappresentato come inventore delle lettere,
dell'aritmetica e dell'astronomia e come "primo autore". Nel cosiddetto
Terzo Libro di Enoch (o Libro di Enoch dei mistici della Merkavà, cfr. G.
Scholem, "La mistica della Merkavà e la gnosi ebraica", in Le grandi
correnti della mistica ebraica, tr. it. Milano: Il Saggiatore, 1965, 95)
spec. 3:1, 16:5, l'elevazione di Enoch viene data in due versioni, nella
seconda delle quali Enoch è "preso su con la Shekhinà" e "trasmutato" come
Metatron (secondo la prevalente etimologia: "Methathronius= colui che sta
accanto al trono, di Dio", Scholem ).
Aggiunge Scholem: "Enoch...dopo una devota vita terrena, fu innalzato al
rango di primo degli angeli e Sar ha-panìm (alla lettera: principe del
volto divino, o della presenza divina). «Dio mi prese via dalla progenie
del diluvio universale, e mi trasportò sulle ali tempestose della Shekhinà
al più alto dei cieli, e mi portò nei grandi palazzi in cima al settimo
cielo 'Aravòt, dove sono il trono della Shekhinà e la Merkavà, le legioni
dell'ira, e gli eserciti del furore, gli Shin'anìm del fuoco, i Keruvìm
delle fiaccole fiammanti, gli Ofannìm delle breci infuocate, i servitori
delle fiamme e i Seraphìm dei fulmini, ed Egli mi collocò là perchè
servissi il trono della gloria»".
Altre stranezze su cui riflettere: Baalbek, Tiahanaco, Chavin de Huantara,
Machu Picchu, gli Inca, le linee di Nazca, le piramidi di Giza, la mappa
di Piri Reis, il computer di Antichytera, Stonehenge, il calendario Maya,
i Dogon e il mistero di Sirio, la civilta' Sumera con i suoi dei..i
DIN.GIR o "i puri dei razzi fiammeggianti"....i misteriosi Nefilim o
coloro che sono discesi....e gli AN.UNNA.KI o coloro che dal cielo sulla
terra giunsero......il dio Enki a Eridu, Anu e Inanna a Uruk, Nannar a Ur,
Enlil a Nippur.
Il nome Sumer veniva scritto KI.EN.GIR cioe' "Terra dei Signori dei Razzi"
o " Terra dei Guardiani". Lultimo termine e' identico alla parola neter
(ntr) che gliu Egiziani attribuivano ai loro dei.
ANU e IN.ANNA (cioe' beneamata di ANU) diventano Iside e Osiride in Egitto,
i due fratelli Enlil e Enki poi diventati Horus e Seth...
Ma il dubbio resta mitologia come realta' o mitologia come fantasia?
Ciao
> ANU e IN.ANNA (cioe' beneamata di ANU) diventano Iside e Osiride in
>Egitto,
Ho toppato......ANU e' Osiride e IN.ANNA Iside
Non ci avevo pensato :)))))
Ciao
[CUT]
interessante, pero' ci son precisazioni da fare, le traduzioni da tavolette
sumere non possono essere cosi' precise, per esempio KI.EN.GIR come puo'
essere tradotto letteralmente TERRA DEI SIGNORI DEI RAZZI?
o il famoso carro di ELIA, se ELIA avesse un visto disco volante, lo
avrebbe potuto tranquillamente chiamare piatto(perche' i piatti esistevano a
quel tempo) o vassoio volante, perche' chiamarlo carro di fuoco con cavalli
di fuoco? e' una allegoria, il carro e' l'unico mezzo di trasporto allora
conosciuto ed era l'unico mezzo per raggiungere il suo DIO che come tutti
gli DEI vive piu' in alto del proprio popolo.
come per il viaggio di Baruk, se vola su un disco volante, potrebbe dire
"entrammo come portati da un piatto", poi sulle tue visioni ti soffermi sui
bambini paragonandoli volutamente ai "grigi" senza nessun dato oggettivo se
non il fatto che avesero faccie da bambini e non dica teste enormi, ma non
tieni conto poi che parla di persone con corna di cervo, e se dice cervo
vuol dire che le ha viste bene, quindi non di toro o mucca, pero' su questi
non ti soffermi.
come per stonehenge, cui nessuno toglie l'eta', ma in epoche passate il
monumento era ben piu' piccolo e molto diverso, la forma attuale, e
l'aggiunta di pietre si deve ad alcuni restauri fatti durante l'800, e tutto
il suo mistero svanisce. i Dogon, e la loro conoscenza della stella sirio e'
un non-mistero, e' stato ormai appurato che le conoscenze dei DOGON a
riguardo sono del tutto falsate, l'unico resoconto proviene dagli unici due
studiosi che hanno estrapolato la loro teoria da un cerimoniale in uso dai
DOGON in onore della stella Sirio(che e' la piu' luminosa fra le stelle), i
due ricercatori(uno dei quali Griaule se non sbaglio) hanno sempre e solo
trattato con una singola persona del gruppo dei DOGON e sempre con un
traduttore(negli anni 50), tutti gl ialtri ricercatori che hanno studiato
questa popolazione non hanno nessun riferimento per trarre le stesse
conclusioni di Grialue.
l'unica cosa che mi lascia dubbioso su tutto e' la mappa di piri reis.
kit
> On Sat, 09 Nov 2002 11:03:35 +0100, alfio wrote:
> > Qualcuno conosce i Vimana?
> [megacut]
> Interessante, ma...
> per qualche motivo, mi sono immaginato archeologi che fra 2000 anni tirano
> fuori un paio di videocassette e libri di Star Trek e decidono che
> l'umanita' doveva aver colonizzato la galassia :)
> Dopotutto, erano la base per una vera e propria religione, no?
> :)
> Eugenio
Certo Eugenio ma potrebbero anche trovare "20000 Leghe sotto i mari" o
anche "Dalla Terra alla Luna" ......
Michele
> "alfio" <al...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:aqj1b6$a4j$1...@news.newsland.it...
[CUT]
Ciao Kit....le mie sono chiaramente solo ipotesi PERSONALI....e un
pretesto per parlarne....comunque mi hai dato informazioni su cui
riflettere :)
> [CUT]
> interessante, pero' ci son precisazioni da fare, le traduzioni da tavolette
> sumere non possono essere cosi' precise, per esempio KI.EN.GIR come puo'
> essere tradotto letteralmente TERRA DEI SIGNORI DEI RAZZI?
La traduzione non e' chiaramente mia :))
Le traduzioni principali delle tavolette sumere come saprai sono di
Zecharia Sitchin......per ora il sumero non e' in programma.
> o il famoso carro di ELIA, se ELIA avesse un visto disco volante, lo
> avrebbe potuto tranquillamente chiamare piatto(perche' i piatti esistevano a
> quel tempo) o vassoio volante, perche' chiamarlo carro di fuoco con cavalli
> di fuoco? e' una allegoria, il carro e' l'unico mezzo di trasporto allora
> conosciuto ed era l'unico mezzo per raggiungere il suo DIO che come tutti
> gli DEI vive piu' in alto del proprio popolo.
E chi ti dice che avrebbero dovuto chiamarlo proprio piatto? Visto che il
carro era l'oggetto piu' comune.....lo potrebbero aver utilizzato per
descrivere un mezzo di trasporto (il carro) perche' non avevano altre
parole per descrivere un tale oggetto......comunque siamo sempre sulla
strada del forse....in ogni caso.
> come per il viaggio di Baruk, se vola su un disco volante, potrebbe dire
> "entrammo come portati da un piatto", poi sulle tue visioni ti soffermi sui
> bambini paragonandoli volutamente ai "grigi" senza nessun dato oggettivo se
> non il fatto che avesero faccie da bambini e non dica teste enormi, ma non
> tieni conto poi che parla di persone con corna di cervo, e se dice cervo
> vuol dire che le ha viste bene, quindi non di toro o mucca, pero' su questi
> non ti soffermi.
Mi sono scordato :) E' chiaro che se non l'ho detto non e' perche' l'ho
fatto apposta :)
> come per stonehenge, cui nessuno toglie l'eta', ma in epoche passate il
> monumento era ben piu' piccolo e molto diverso, la forma attuale, e
> l'aggiunta di pietre si deve ad alcuni restauri fatti durante l'800, e tutto
> il suo mistero svanisce.
Il mistero svanisce? Cioe'?
>i Dogon, e la loro conoscenza della stella sirio e'
un non-mistero, e' stato ormai appurato che le conoscenze dei DOGON a
> riguardo sono del tutto falsate, l'unico resoconto proviene dagli unici due
> studiosi che hanno estrapolato la loro teoria da un cerimoniale in uso dai
> DOGON in onore della stella Sirio(che e' la piu' luminosa fra le stelle),
E' chiaro che se non li studi personalmente di devi appoggiare su teorie
altrui.....ma tu come fai ad esserne cosi' certo?
> due ricercatori(uno dei quali Griaule se non sbaglio) hanno sempre e solo
> trattato con una singola persona del gruppo dei DOGON e sempre con un
> traduttore(negli anni 50), tutti gl ialtri ricercatori che hanno studiato
> questa popolazione non hanno nessun riferimento per trarre le stesse
> conclusioni di Grialue.
Siamo sempre nel mondo delle ipotesi
> l'unica cosa che mi lascia dubbioso su tutto e' la mappa di piri reis.
Ok...allora mi sapresti spiegare come sono state costruite le piramidi...
le mura di Baalbek....come facevano i Sumeri a conoscere il ciclo
precessionale di 25.920 anni, se esistevano solo da un paio di millenni?
> kit
Giorgio de Santillana nacque a Roma nel 1901.
Nel 1938 dovette abbandonare l'Italia in seguito a leggi razziali, in
quanto ebreo e da allora visse negli Stati Uniti, dove insegnò per lungo
tempo al Massachusset Institute of tecnology.
La sua splendida opera Il mulino di Amleto, pubblicata negli Stati uniti
nel 1969, fu il frutto di un lungo lavoro in collaborazione con la
professoressa Herta von Dechend, la quale insegnò per molti anni
all'università di Francoforte.
De Santillana e la Von dechend, mettendo in correlazione un numero
infinito di miti che arrivavano dal nostro profondo passato, scoprirono
una serie di elementi a dir poco incredibili: tutta la mitologia antica
aveva gli stessi argomenti, gli stessi personaggi (anche se con nomi
diversi ma riconoscibili), gli stessi arredi scenici e gli stessi numeri,
che apparivano quasi per magia in ogni tema mitologico. Motivi ricorrenti
si riscontravano in Cina, in Arabia o in Egitto, a dispetto dei luoghi o
dei tempi.
I miti o le tradizioni che arrivavano da tutte le ere e dai posti
geografici più impensati, quali miti amerindi, cinesi, greci, egiziani,
indiani, polinesiani, sumeri, ittiti, scandinavi, germanici ecc
contenevano gli stessi personaggi, gli stessi arredi scenici, le stesse
trame e gli stessi numeri .
Dopo accurati studi i due professori, seppure con un certo imbarazzo
scientifico, riconobbero nei numeri in questione i dati per calcolare la
precessione degli equinozi .L'imbarazzo scientifico crebbe a dismisura
quando i due studiosi furono costretti, dall'evidenza dei fatti, a
dichiarare che nella lingua comune del mito erano congelati elementi di
alta astronomia.
I miti non solo descrivono esperienze comuni, ma lo fanno utilizzando lo
stesso linguaggio simbolico comune, gli stessi personaggi riconoscibili e
gli stessi motivi letterali . Secondo i due studiosi sembrerebbe che
un'antica mano informatrice abbia inserito nel D.N.A. della nostra civiltà
questi concetti.
I valori per calcolare con precisione la precessione degli equinozi, sotto
forma di numeri specifici si possono trovare nelle più antiche tradizioni
umane . La prova schiacciante della loro magnifica intuizione si trova nei
numeri per calcolare la precessione degli equinozi, i quali appaiono in
ogni antica tradizione o in qualsiasi mito. Considerando che l'origine
della mitologia si perde nella notte dei tempi, lo stesso de Santillana
afferma che nel 4000 a.c. all'inizio della nostra storia, erano già
barcollanti per l'età, la scoperta prendeva carattere di eccezionalità. Se
prendiamo in esame che la scienza ufficiale farebbe risalire la scoperta
della precessione degli equinozi al primo secolo a.c., da parte di un
astronomo greco Ipparco, la scoperta dei due studiosi potrebbe da sola
costringerci a riprendere in serio esame buona parte della storia
conosciuta.
Gli equinozi sono i due momenti dell'anno in cui il giorno e la notte
hanno eguale durata su tutto il pianeta . L'equinozio di primavera cade il
20 marzo, mentre quello d'autunno il 22 settembre.
Per effetto della precessione degli equinozi, il punto vernale o punto
gamma o equinozio viene raggiunto ogni anno con qualche frazione di
anticipo, con il risultato che il sole molto lentamente si sposta
attraverso tutte e dodici le costellazioni dello zodiaco. Egli impiega
circa 2160 anni per attraversare ogni singola costellazione e compie un
intero giro in circa 25.920 anni .
I numeri precessionali individuati dai due studiosi
72 Un grado precessionale
144 Due gradi precessionali
2.160 Trenta gradi precessionali (un'intera costellazione zodiacale)
4320 Sessanta gradi precessionali (due costellazioni precessionali)
25920 Trecentosessanta gradi precessionali equivalenti a un intero ciclo
(...)
> come per stonehenge, cui nessuno toglie l'eta', ma in epoche passate il
> monumento era ben piu' piccolo e molto diverso, la forma attuale, e
> l'aggiunta di pietre si deve ad alcuni restauri fatti durante l'800, e tutto
> il suo mistero svanisce.
Oh mio Dio, è questa dove l'avresti letta? Su Topolino! Chi l'ha detta sta
ENORME cacchiata, per caso il CICAP? LOL
>i Dogon, e la loro conoscenza della stella sirio e'
> un non-mistero, e' stato ormai appurato che le conoscenze dei DOGON a
> riguardo sono del tutto falsate, l'unico resoconto proviene dagli unici due
> studiosi che hanno estrapolato la loro teoria da un cerimoniale in uso dai
> DOGON in onore della stella Sirio(che e' la piu' luminosa fra le stelle), i
> due ricercatori(uno dei quali Griaule se non sbaglio) hanno sempre e solo
> trattato con una singola persona del gruppo dei DOGON e sempre con un
> traduttore(negli anni 50), tutti gl ialtri ricercatori che hanno studiato
> questa popolazione non hanno nessun riferimento per trarre le stesse
> conclusioni di Grialue.
(...)
> kit
Una sola parola: LOL!
> Kit Carson wrote:
> > come per stonehenge (...) la forma attuale, e
> > l'aggiunta di pietre si deve ad alcuni restauri fatti durante l'800
> Oh mio Dio, è questa dove l'avresti letta? Su Topolino! Chi l'ha detta sta
> ENORME cacchiata, per caso il CICAP? LOL
http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/stonehenge/stonehenge/st
onehenge.html
http://www.angelfire.com/realm/swordandchalice/kaibits/henge.html
--
D i e g o C u o g h i
www.diegocuoghi.com
> l'unica cosa che mi lascia dubbioso su tutto e' la mappa di piri reis.
Aggiorno la lista dei miei misteri:
I Kajappos, i Kappas, Gli Hopi, Lemuria, Mu, Akakor, Sodoma e Gomorra, I
Maya, la stele di Palenque (Consiglio il libro: Le Profezie di Tutankamon),
gli aerei precolombiani, Glozel, le lampade di Dendera, Chihuahua in
Messico, le pietre di Ica, la tomba di Pa-di-Imen a Saqqara, gli
elicotteri di Abydos, le statue Dogu, l'astronauta di Kiev, I
Vigilanti....e molti altri.
>> monumento era ben piu' piccolo e molto diverso, la forma attuale, e
>> l'aggiunta di pietre si deve ad alcuni restauri fatti durante l'800, e tutto
>> il suo mistero svanisce.
>
> Oh mio Dio, č questa dove l'avresti letta? Su Topolino! Chi l'ha detta sta
> ENORME cacchiata, per caso il CICAP? LOL
Basterebbe leggere i giornali ogni tanto. E' un fatto di dominio pubblico,
credo che da qualche parte ci siano anche le foto dei lavori, fatte in
epoca vittoriana (piu' o meno).
E questo ci riporta al discorso che facevo tempo fa: basta che ci sia un
numero sufficiente di persone prive di senso critico, che si bevono tutto
quello che viene detto da una certa direzione, ed ecco che nelle spighe
dei crop circles ci sono "tracce di microonde", Stonehenge non e' mai
stata rimaneggiata, e Berlusconi e' presidente del consiglio promettendo
milioni di milioni di posti di lavoro.
>>i Dogon, e la loro conoscenza della stella sirio e'
>> un non-mistero, e' stato ormai appurato che le conoscenze dei DOGON a
> Una sola parola: LOL!
Capisco le tue limitazioni, ma almeno un minimo di argomentazione ce la
potresti mettere.
Comunque ammiro la tua capacita' di credere al di la' dell'evidenza, o
contro di essa. E' una qualita' utile.
Eugenio
P.S. Mi spieghi questa cosa che Giove e' un buco nero?
a causa di ripetuti abusi da parte di numerosi "trolls"[1] che utilizzano il
servizio di Newsland per partecipare in modo non gradito, e spesso non
conforme alla netiquette ed alle più comuni regole di pacifica ed educata
convivenza, al newsgroup it.discussioni.ufo siamo spiacenti di comunicarLe
che non potremo nostro malgrado prestare la dovuta attenzione al messaggio
da Lei postato.
Ci scusiamo fin d'ora per il disagio arrecatoLe e la ringraziamo comunque
per il Suo prezioso contributo.
Siamo certi che comprenderà le nostre ragioni e con l'occasione Le inviamo i
nostri più cordiali saluti.
Stefano Grossi
Per approfondimenti:
[1] http://www.geocities.com/bynoi2002/troll03.txt
Nel caso ritenesse comunque opportuno inoltrare formale reclamo non esiti a
contattare il nostro ufficio preposto al seguente indirizzo: nag...@tin.it
> Aggiorno la lista dei miei misteri:
Tuoi?
> I Kajappos, i Kappas, Gli Hopi, Lemuria, Mu, Akakor, Sodoma e Gomorra, I
> Maya, la stele di Palenque (Consiglio il libro: Le Profezie di Tutankamon),
> gli aerei precolombiani, Glozel, le lampade di Dendera, Chihuahua in
> Messico, le pietre di Ica, la tomba di Pa-di-Imen a Saqqara, gli
> elicotteri di Abydos, le statue Dogu, l'astronauta di Kiev, I
> Vigilanti....e molti altri.
A proposito di alcuni di questi "misteri" ti segnalo un messaggio che
scrissi poco tempo fa:
in cui cito anche la lastra di Palenque e l' "astronauta" russo:
===================
Ovviamente non manca mai la famosa lastra di Palenque, prezzemolo di
ogni libro sull'archeologia misteriosa:
http://www.rainbowcrystal.com/altar/P-91lid.jpg
Anche qui basta informarsi un po', sfogliare qualche libro sulle civiltà
precolombiane (solo guardare le figure, non pretendo che venga anche
letto) per capire che anche quell'immagine non rappresenta una astronave
ma l'Albero della Vita:
http://www.clearlight.com/bolaman/mayaglph.htm
un simbolo significava la rinascita dopo la morte, molto frequente nelle
pietre tombali. Ce ne sono altre due a Palenque, sempre con lo stesso
simbolo ma guarda caso non vengono mai pubblicate nei siti misterici.
Quello che viene interpretato come il motore del razzo è invece il
"Mostro della Terra", guardiano degli inferi, che compare anche in altre
lastre funerarie del genere:
http://www.hei-art.com/vaults/precolum/graphics/p11.jpg
Andiamo avanti? Abbiamo già parlato dell'immagine che viene descritta
come "in grotta (Fergana in Uzbekistan) 2000 anni a.c !.. "
http://snurl.com/5wf
Si tratta dell'opera di un artista russo degli anni '60, forse (pare,
sembra, dicono...) ispirata ad un graffito trovato in una caverna, che
però non è mai stato pubblicato in originale da nessuna parte:
http://homepage.ntlworld.com/m.hurley/fiction.html
http://www.chez.com/lesovnis/htm/fergana.htm
=====================
> l'unica cosa che mi lascia dubbioso su tutto e' la mappa di piri reis.
Beh... io una ricerca l'ho fatta, prova a vedere se trovi qualcosa di
interessante:
http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/PiriReis.htm
[cut]
>http://homepage.ntlworld.com/m.hurley/fiction.html
Certo pero` che quella lastra di Abydos sembra realmente piena di
elicotteri e mezzi volanti... :-)
--
Abulion Yorgen, Maestro Jedi
(A Proposito della dea Bastet)
"Davvero er tanto "venerata" in egitto?"
"No. Le facevano sacrifici umani ma era solo per prenderla per i fondelli."
Aut. Lady of The Rings
> A proposito di alcuni di questi "misteri" ti segnalo un messaggio che
> scrissi poco tempo fa:
> in cui cito anche la lastra di Palenque
Hai centrato il problema...troppo superficialmente la stele viene
paragonata ad un astronauta....come ben hai detto l'Albero della Vita e'
rappresentato sulla stele.....inoltre la stele di Palenque si basa sul
culto del Sole vigente al Tempo di Pacal....all'interno della stele e' tra
l'altro possibile vedere all'altezza del "fondoschiena" :) della persona
raffigurata una lingua che si avvicina a tale zona :)....la lingua fa
parte della testa del Dio della Fertilita' che rendeva fecondabili le
donne....cio' era dovuto al fatto che i Maya conoscevano l'influenza dei
raggi solari sulla nostra esistenza e sulla fecondita' delle
donne....infatti se vedi nella stele di fianco al dio della fertilita',
noterai due bambini rivolti dalla parte opposta....cio' era probabilmente
dovuto alla nascita di bambini deformi a causa dell'influenza solare.
La lastra e' piena di Messaggi....prendi due lucidi di tale foto....e
sovrapponili....e facendo coincidere determinate parti dei due lucidi e'
possibile notare figure altrimenti nascoste.
Della medesima importanza e' la maschera di giada di Pacal, trovata
insieme alla stele e anch'essa portatrive di messaggi.
> Certo pero` che quella lastra di Abydos sembra realmente piena di
> elicotteri e mezzi volanti... :-)
Sembra. Infatti si tratta della sovrapposizione di più immagini molto
comuni:
in inglese:
http://www.finart.be/UfocomHq/usabydos.htm
in francese:
http://www.ufocom.org/pages/v_fr/m_archeo/Abydos/abydos.htm
> >http://homepage.ntlworld.com/m.hurley/fiction.html
> Certo pero` che quella lastra di Abydos sembra realmente piena di
> elicotteri e mezzi volanti... :-)
Anche quella specie di mostriciattolo nella tomba di Ptahhotpe a Saqqara,
non e' niente male :)
In che contesto si trova quella lastra? Ci sono altre raffigurazioni
intorno?
La cacchaita l'hai detta tu.
E' un fattonoto che il restauro di Stonehenge fu fatto in modo "creativo".
Se percaso tidegnassimai ad andarlo a vedere vedresti anche il cemmento che
regge certe pietre.
> Una sola parola: LOL!
Concordo con il lol.
Ma per la tua ignoranza crassa.
--
"...l'uomo orgoglioso, ammantato d'una breve autorità, sommamente ignorante
di ciò di cui si crede più sicuro, nella sua essenza fragile, come uno
scimmione collerico, compie tali trucchi fantastici, al cospetto dell'alto
cielo, che gli angeli piangono"
"Misura per Misura" William Shakespeare
ALBION OF AVALON
graz
salut
"alfio" <al...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:aqimjf$e0i$1...@news.newsland.it...
> Qualcuno conosce i Vimana?
>
> In India:
>
> Con il termine sanscrito "vimana" ("vimanam" in pali) vengono indicati
> misteriosi oggetti volanti descritti negli antichi poemi epici indù, dalle
> prestazioni del tutto superiori a quelle delle moderne astronavi. Negli
> antichissimi testi religiosi della filosofia indiana le astronavi venivano
> descritte come i mezzi di trasporto usate dagli "esseri celesti" durante
> i loro viaggi. In uno di questi testi, il Ramayana di Valmiki si legge
> testualmente: "La splendente astronave irradiava un bagliore
> fiammeggiante. Fiammeggiando come un fuoco rosso vivo, volava il carro
> alato di Ravana. Era come una cometa nel cielo". L'astronave era dunque
> una macchina fragorosa che, decollando, si ammantava di una forte
> luminosità. ".Quando partì, il suo rombo riempì tutti i quattro punti
> cardinali".
>
>
>
> In Israele:
>
> Non sono solo gli antichi Purana (testi storici) indiani a descriverci
> l'esistenza di astronavi e di esseri alieni. Molte testimonianze le
> [La parola Vimana - dice Davenport - è composta dal prefisso <vi> che
> La frase, come spiegato nel <Vaayatstva-Parakarana>,. nell'ottavo strato
> atmosferico attorno alla terra, indica chiaramente che esistevano libri di
> meteorologia.
>
> I piloti dei vimana includevano quindi, nella loro preparazione, anche
> studi sull'atmosfera terrestre, come abbiamo anticipato
> nell'interpretazione del quarto segreto.
>
> Ancora, chiarisce Davenport: <<..se si considera che la luce è una
> vibrazione di frequenza variabile e che il nostro occhio è capace di
> avvertire una ristrettissima banda delle frequenze possibili (dai rossi ai
> violetti). .... Se i piloti dei Vimana riuscivano a far sì che i loro
> potere interno. entrando nel secondo strato delle nuvole estive.
> per realizzare: << . una specie di cortina fumogena dalle dimensioni
> Per prima cosa, in accordo con Davenport: < ., si desume che i Vimana
> erano in grado di creare fortissime turbolenze e di dirigerle verso un
> bersaglio preciso. Nulla di simile è ancora stato messo a punto, almeno a
> nostra conoscenza.>>
>
> Ma ciò che più affascina è sia il dato scientifico della rotazione a 4087
> giri all'ora atmosferica che risulta essere una rotazione multipla di p
> [pari a 1300 . p] sia, in particolare, il riferimento all'ora atmosferica,
invece di guardare in cielo,gli occhi abbassali per leggere un libro,
coglionez
> non č che per caso sapresti un url col testo del Ramayana?
http://www.marco5x.net/usenet/quoting-3.php
oppure
http://www.geocities.com/idsx2000/quoting.htm
Non c'e' il Ramayana, ma secondo me ti servono
Eugenio
complimenti diego!!
hai un sito veramente completo, pieno di informazioni e ben documentato!!
> > [CUT]
> > o il famoso carro di ELIA, se ELIA avesse un visto disco volante, lo
> > avrebbe potuto tranquillamente chiamare piatto(perche' i piatti
esistevano a
> > quel tempo) o vassoio volante, perche' chiamarlo carro di fuoco con
cavalli
> > di fuoco? e' una allegoria, il carro e' l'unico mezzo di trasporto
allora
> > conosciuto ed era l'unico mezzo per raggiungere il suo DIO che come
tutti
> > gli DEI vive piu' in alto del proprio popolo.
> E chi ti dice che avrebbero dovuto chiamarlo proprio piatto? Visto che il
> carro era l'oggetto piu' comune.....lo potrebbero aver utilizzato per
> descrivere un mezzo di trasporto (il carro) perche' non avevano altre
> parole per descrivere un tale oggetto......comunque siamo sempre sulla
> strada del forse....in ogni caso.
aspetta se te vedi un "disco" volante che vola in cielo e per di piu' ci
monti sopra, non credo
che lo chiami treno volante o scooter di fuoco.
> > come per il viaggio di Baruk, se vola su un disco volante, potrebbe dire
> > "entrammo come portati da un piatto", poi sulle tue visioni ti soffermi
sui
> > bambini paragonandoli volutamente ai "grigi" senza nessun dato oggettivo
se
> > non il fatto che avesero faccie da bambini e non dica teste enormi, ma
non
> > tieni conto poi che parla di persone con corna di cervo, e se dice cervo
> > vuol dire che le ha viste bene, quindi non di toro o mucca, pero' su
questi
> > non ti soffermi.
> Mi sono scordato :) E' chiaro che se non l'ho detto non e' perche' l'ho
> fatto apposta :)
heeh
> > come per stonehenge, cui nessuno toglie l'eta', ma in epoche passate il
> > monumento era ben piu' piccolo e molto diverso, la forma attuale, e
> > l'aggiunta di pietre si deve ad alcuni restauri fatti durante l'800, e
tutto
> > il suo mistero svanisce.
>
> Il mistero svanisce? Cioe'?
>
cioe' e' un monumento megalitico, ma la loro posizione e' falsata dal tempo,
in quanto i restauri durante diverse epoche hanno sistemato i megaliti a
loro piacimento
e in piu' aggiunto altre pietre, cosa ha di misterioso stonhenge?
> >i Dogon, e la loro conoscenza della stella sirio e'
> un non-mistero, e' stato ormai appurato che le conoscenze dei DOGON a
> > riguardo sono del tutto falsate, l'unico resoconto proviene dagli unici
due
> > studiosi che hanno estrapolato la loro teoria da un cerimoniale in uso
dai
> > DOGON in onore della stella Sirio(che e' la piu' luminosa fra le
stelle),
> E' chiaro che se non li studi personalmente di devi appoggiare su teorie
> altrui.....ma tu come fai ad esserne cosi' certo?
perche' l'unico libro, sempre ricordandomi di diverse ricerchette fatte in
passato, che tratta questo
argomento e' quello di Temple, in cui descrive questo rito in "onore" alla
stella Sirio, che e' un culto normalissimo
nel passato in quanto coincide, sempre non sbaglio, con il solistizio
d'estate, da qui (sempre se non ricordo male)
viene il nome di "canicola" in qunato Sirio e' la stella piu' luminosa della
costellazione del cane, ma e' solo Temple che fa riferimenti
riguardo alla duplicita' di Sirio, mai riscontrati da altri ricercatori che
hanno studiato i DOGON.
> > l'unica cosa che mi lascia dubbioso su tutto e' la mappa di piri reis.
>
> Ok...allora mi sapresti spiegare come sono state costruite le piramidi...
> le mura di Baalbek....come facevano i Sumeri a conoscere il ciclo
> precessionale di 25.920 anni, se esistevano solo da un paio di millenni?
>
>
per le piramidi sarebbe una teoria come ce ne sono mille senza dover tirare
in ballo gli alieni,
per le altr cose vorrei avere documentazioni piu' precise per farmi una
reale idea priva di preconcetti.
kit
> aspetta se te vedi un "disco" volante che vola in cielo e per di piu' ci
> monti sopra, non credo
> che lo chiami treno volante o scooter di fuoco.
Tu lo chiami disco volante perche' ti hanno detto che e' simile ad un
piatto o disco, e il termine di paragone usato ai nostri tempi e' disco
volante.
Ma per te cosa significa un carro infuocato nel cielo?
Per me un carro infuocato nel cielo.
Il termine carro puo' essere stato adattato allo stile mitologico con cui
e' stato redatto il testo.
Mi piacerebbe sapere se per carro intendevano il "nostro" carro (quello
con le ruote) o qualcos'altro....hai informazioni in merito?
> > > come per stonehenge, cui nessuno toglie l'eta', ma in epoche passate il
> > > monumento era ben piu' piccolo e molto diverso, la forma attuale, e
> > > l'aggiunta di pietre si deve ad alcuni restauri fatti durante l'800, e
> tutto
> > > il suo mistero svanisce.
> >
> > Il mistero svanisce? Cioe'?
> >
> cioe' e' un monumento megalitico, ma la loro posizione e' falsata dal tempo,
> in quanto i restauri durante diverse epoche hanno sistemato i megaliti a
> loro piacimento
> e in piu' aggiunto altre pietre, cosa ha di misterioso stonhenge?
Ma guarda io ho 27 anni, a Stonehenge ci sono stato a 18 anni...non
sapendo una mazza di Stonehenge, i Celti, i Druidi e compagnia.....ora che
ho letto qualcosina in merito mi affascina la Cultura Celtica.....e'
misteriosa perche' sicuramente non potro' apprezzarla in pieno nonostante
i libri che possa leggere.....perche' per te non e' misteriosa? Tutto
svelato? Ora che conosci le 4 informazioni che circolano su
Stonehenge...non e' piu' misteriosa? Ma, perche', non ne vale la pena che
lo sia?
> > E' chiaro che se non li studi personalmente di devi appoggiare su teorie
> > altrui.....ma tu come fai ad esserne cosi' certo?
> perche' l'unico libro, sempre ricordandomi di diverse ricerchette fatte in
> passato, che tratta questo
> argomento e' quello di Temple, in cui descrive questo rito in "onore" alla
> stella Sirio, che e' un culto normalissimo
> nel passato in quanto coincide, sempre non sbaglio, con il solistizio
> d'estate, da qui (sempre se non ricordo male)
> viene il nome di "canicola" in qunato Sirio e' la stella piu' luminosa della
> costellazione del cane, ma e' solo Temple che fa riferimenti
> riguardo alla duplicita' di Sirio, mai riscontrati da altri ricercatori che
> hanno studiato i DOGON.
Ok...tu hai certe informazioni....chi ti dice che siano vere? Hai fatto
una controanalisi?
e poi forse se tu avessi argomentazioni per una discussione faresti bene,
giustamente ad intervenire, ma da quando sei entrato su IDU hai solo
dimostrato un pozzo di ignoranza culturale e di comportamento senza fine, di
persone che sanno rispondere solo LOL o IO CREDO, punto, non ce ne e'
bisogno, ne' in un NewsGroup, ne nella vita di tutti i giorni.
replica con argomentazioni valide, studia e poi magari intervieni,
altrimenti puoi benissimo stare a lurkare.
> Tu lo chiami disco volante perche' ti hanno detto che e' simile ad un
> piatto o disco, e il termine di paragone usato ai nostri tempi e' disco
> volante.
veramente lo chiamo disco volante perche' "tutti" dicono che sono fatti a
forma di disco, le foto sono dischi, i filmati sono dischi, per di piu' Elia
ci e' montato, e lo avra' visito se era un disco?:)
non capisco, se monta e vola su un disco perche' lo chiama carro di fuoco
con cavalli di fuoco?
> Ma per te cosa significa un carro infuocato nel cielo?
> Per me un carro infuocato nel cielo.
> Il termine carro puo' essere stato adattato allo stile mitologico con cui
> e' stato redatto il testo.
> Mi piacerebbe sapere se per carro intendevano il "nostro" carro (quello
> con le ruote) o qualcos'altro....hai informazioni in merito?
no, qui non saprei, per me e' un'allegoria per raggiungere il proprio DIO,
che in ogni religione/culto vive sempre irraggiungibile dai propri fedeli.
> Ma guarda io ho 27 anni, a Stonehenge ci sono stato a 18 anni...non
> sapendo una mazza di Stonehenge, i Celti, i Druidi e compagnia.....ora che
> ho letto qualcosina in merito mi affascina la Cultura Celtica.....e'
> misteriosa perche' sicuramente non potro' apprezzarla in pieno nonostante
> i libri che possa leggere.....perche' per te non e' misteriosa? Tutto
> svelato? Ora che conosci le 4 informazioni che circolano su
> Stonehenge...non e' piu' misteriosa? Ma, perche', non ne vale la pena che
> lo sia?
forse' perche' per me erano poche rocce malmesse, che dopo vari restauri e
"falisificazioni" hanno raggiunto la forma attuale, che non e' ne un
orologio cosmico, ne un allineamento dei pianeti, perche' la forma attuale
non e' quella che aveva in origine, di sicuro e' affascinante per i riti
druidici che vi sono stati consumati nel passato, ma non ci vedo il
mistero.
> > > E' chiaro che se non li studi personalmente di devi appoggiare su
teorie
> > > altrui.....ma tu come fai ad esserne cosi' certo?
>
> > perche' l'unico libro, sempre ricordandomi di diverse ricerchette fatte
in
> > passato, che tratta questo
> > argomento e' quello di Temple, in cui descrive questo rito in "onore"
alla
> > stella Sirio, che e' un culto normalissimo
> > nel passato in quanto coincide, sempre non sbaglio, con il solistizio
> > d'estate, da qui (sempre se non ricordo male)
> > viene il nome di "canicola" in qunato Sirio e' la stella piu' luminosa
della
> > costellazione del cane, ma e' solo Temple che fa riferimenti
> > riguardo alla duplicita' di Sirio, mai riscontrati da altri ricercatori
che
> > hanno studiato i DOGON.
>
> Ok...tu hai certe informazioni....chi ti dice che siano vere? Hai fatto
> una controanalisi?
>
> Ciao
la conotroanalisi e' che c'e' un solo libro(Temple) che racconta che i DOGON
conoscono la duplicita' di Sirio, non Sirio come stella che e' un culto che
si riscontra in molti popoli(detto tutto molto coinciso)
questo naturalmente e' cio' che ho estrapolato in anni di curiosita' su
questi argomenti.
> "alfio" <al...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:aqjp9l$c8f$1...@news.newsland.it...
> > Kit Carson wrote:
> >
> > > aspetta se te vedi un "disco" volante che vola in cielo e per di piu' ci
> > > monti sopra, non credo
> > > che lo chiami treno volante o scooter di fuoco.
> > Tu lo chiami disco volante perche' ti hanno detto che e' simile ad un
> > piatto o disco, e il termine di paragone usato ai nostri tempi e' disco
> > volante.
> veramente lo chiamo disco volante perche' "tutti" dicono che sono fatti a
> forma di disco, le foto sono dischi, i filmati sono dischi, per di piu' Elia
> ci e' montato, e lo avra' visito se era un disco?:)
> non capisco, se monta e vola su un disco perche' lo chiama carro di fuoco
> con cavalli di fuoco?
> > Ma per te cosa significa un carro infuocato nel cielo?
> > Per me un carro infuocato nel cielo.
> > Il termine carro puo' essere stato adattato allo stile mitologico con cui
> > e' stato redatto il testo.
> > Mi piacerebbe sapere se per carro intendevano il "nostro" carro (quello
> > con le ruote) o qualcos'altro....hai informazioni in merito?
> no, qui non saprei, per me e' un'allegoria per raggiungere il proprio DIO,
> che in ogni religione/culto vive sempre irraggiungibile dai propri fedeli.
Ok :)
> > Stonehenge...non e' piu' misteriosa? Ma, perche', non ne vale la pena che
> > lo sia?
> forse' perche' per me erano poche rocce malmesse, che dopo vari restauri e
> "falisificazioni" hanno raggiunto la forma attuale, che non e' ne un
> orologio cosmico, ne un allineamento dei pianeti, perche' la forma attuale
> non e' quella che aveva in origine, di sicuro e' affascinante per i riti
> druidici che vi sono stati consumati nel passato, ma non ci vedo il
> mistero.
Ok :)
Allora siamo compari :)
> i Dogon, e la loro conoscenza della stella sirio e'
> un non-mistero, e' stato ormai appurato che le conoscenze dei DOGON a
> riguardo sono del tutto falsate, l'unico resoconto proviene dagli unici due
> studiosi che hanno estrapolato la loro teoria da un cerimoniale in uso dai
> DOGON in onore della stella Sirio(che e' la piu' luminosa fra le stelle), i
> due ricercatori(uno dei quali Griaule se non sbaglio) hanno sempre e solo
> trattato con una singola persona del gruppo dei DOGON e sempre con un
> traduttore(negli anni 50), tutti gl ialtri ricercatori che hanno studiato
> questa popolazione non hanno nessun riferimento per trarre le stesse
> conclusioni di Grialue.
Infatti, ecco cosa scrive Gianni Comoretto sul "mistero di Sirio":
"Le ipotesi sono basate su elementi a dir poco inconsistenti. Nessuno
di questi "studiosi" ha fatto ulteriori ricerche, ma hanno semplicemente
lavorato di fantasia sugli studi di Griaule e Dieterlen.
(...)
Ma la cosa che fa crollare miseramente la teoria e' che i Dogon non sono
inaccessibili. Sono stati studiati anche da altri antropologi, che non
hanno mai trovato traccia delle conoscenze anomale. Al di fuori
praticamente dell'informatore di Griaule e Dieterlen, nessuno ha mai
sentito parlare di stelle compagne, o di periodi di 50 anni, o di
materia ultrapesante. Questo non e' spiegabile con conoscenze segrete,
perche' i Dogon non hanno un corpo mitico segreto. La conoscenza e'
diffusa, senza una casta che custodisce i segreti religiosi.
Walter Van Beek, che ha passato 11 anni tra i Dogon, ha trovato che
pochissimi Dogon utilizzano i nomi Sigu Tolo e Po Tolo (Sirio A e Sirio
B secondo Griaule). L'importanza di Sirio e' minima nella loro cultura.
Nessuno, neppure gli informatori di Griaule, hanno idea che Sirio sia
una stella DOPPIA. L'idea del terzo compagno non esiste, come l'
esitenza di una materia pesantissima."
Tutto l'articolo è qui:
http://www.arcetri.astro.it/~comore/skeptic/dogon.txt
Aggiungo questo brano tratto da:
"Il volto turistico dei Dogon" articolo di Claudio Visentin a commento
del libro "Diario Dogon" di Marco Aime (Bollati Boringhieri). L'articolo
è comparso su "Letture" di "Il Sole 24 Ore", Martedì 26 settembre 2000.
--------------------------------------------
"Nell"età dell'imperialismo i Dogon entrarono a far parte dell'impero
coloniale francese. Solo nel 1931 cominciarono però ad assumere
un'identità più definita, con l'arrivo nei loro villaggi dell'etnologo
francese Marcel Griaule, che "scoprì" questo popolo al quale avrebbe poi
dedicato anni di studi. (...) In realtà quando Griaule li "scoprì i
Dogon avevano già a loro volta scoperto la Francia e Parigi, dove solo
pochi mesi prima avevano danzato in occasione dell'Esposizione
Coloniale, ancora confusi tra le tante popolazioni del vasto impero
francese"
"Dio d'acqua (il libro di Griaule) ebbe un notevole successo di pubblico
anche al di fuori della cerchia degli specialisti, e provocò l'arrivo in
Mali di una crescente corrente di turisti affascinati dalle maschere
allegoriche e dalle danze pittoresche dei Dogon (...) e i circa 10.000
turisti che ogni anno, per lo più d'inverno, visitano queste terre
rappresentano un turismo tutto sommato colto e rispettoso, che fornisce
preziose risorse aggiuntive ai Dogon senza emarginarli o distruggere il
loro ambiente"
"La storia dei Dogon è stata quanto mai accidentata e ha conosciuto
guerre, razzie dei mercanti di schiavi, migrazioni, commerci, contatti,
scambi culturali e contaminazioni d'ogni tipo: i turisti sono davvero
soltanto gli ultimi di una lunga serie di stranieri poassati di qui"
"Molti dogon hanno letto i testi che li riguardano, hanno capito cosa il
turista si aspetta da loro, e glielo propongono, sia pure con opportuni
adattamenti (le danze tradizionali sono più brevi, gli oggetti d'arte
sono ridotti nelle dimensioni per poter stare nelle valige...)
L'immagine che i Dogon offono di sé risulta così corrispondente alle
attese dei visitatori, ed è tutto sommato piuttosto parzioale che falsa,
poichè i Dogon si limitano a dare maggior rilievo a quegli aspetti della
loro vita che maggiormente incuriosiscono gli stranieri. Turisti e
locali in fondo seguono le regole di uno stesso gioco (...)"
--
D i e g o C u o g h i
> "Diego Cuoghi" ha scritto:
> > http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/PiriReis.htm
> complimenti diego!!
> hai un sito veramente completo, pieno di informazioni e ben documentato!!
Beh... grazie :-)
Ci ho lavorato molto l'estate scorsa, e non è ancora finito. Appena avrò
tempo aggiungerò anche un altro capitolo, dedicato alla carta di
Mercatore.
--
D i e g o C u o g h i
Horus, dio solare egizio e figlio di Osiride, quando suo padre venne
attaccato da Seth e dai suoi demoni Horus volò in cielo alla ricerca dei
demoni. Trasformandosi in disco solare con le ali (un simbolo diffuso di
protezione per gli antichi egizi mi pare), attaccò le forze di Seth e
combatte sia sulla terra che nell'oltretomba (a riguardo mi vengono in mente
i condotti nelle piramidi che puntano al cielo, che dovrebbero consentire
alle anime di raggiungere l'oltretomba).
In fin dei conti sembra la stessa battaglia descritta nella mitologia
indiana, salvo interpretazioni errate degli archeologi e mie lacune a
riguardo.
http://www.rodari-rossano.org/expo/egizi/dio_horus.asp
Mi è venuto in mente un altra cosa che può essere attinente, il mito di
Apollo. Detto anche Febo, cioè il dio raggiante, figlio di Giove. La sua
divinità s'identificava sol mito solare, secondo il quale, sopra un carro
tirato da quattro cavalli, egli guidava il Sole per le vie del mondo.
Effettivamente a voler descrivere un veicolo volante all'epoca penso sarebbe
stato più sensato una descrizione magari di un carro ma senza animali a
muoverlo, ma una persona che non ha mai visto e per ciò non concepisce un
sistema di locomozione che non ha bisogno di animali per muoverlo può solo
immaginarlo così. A meno che non si parli di un incrocio genetico tra
cavalli e uccelli, o un miraggio tipo vimana..
http://www.itis.mn.it/ospiti/medie/monzambano/mitologia/AAA/Apollo.htm
> Horus, dio solare egizio e figlio di Osiride, quando suo padre venne
> attaccato da Seth e dai suoi demoni Horus volò in cielo alla ricerca dei
> demoni. Trasformandosi in disco solare con le ali (un simbolo diffuso di
> protezione per gli antichi egizi mi pare), attaccò le forze di Seth e
> combatte sia sulla terra che nell'oltretomba (a riguardo mi vengono in mente
> i condotti nelle piramidi che puntano al cielo, che dovrebbero consentire
> alle anime di raggiungere l'oltretomba).
> In fin dei conti sembra la stessa battaglia descritta nella mitologia
> indiana, salvo interpretazioni errate degli archeologi e mie lacune a
> riguardo.
> http://www.rodari-rossano.org/expo/egizi/dio_horus.asp
Ciao Giusi...tra l'altro la leggenda Egizia di Osiride e Iside.....secondo
interpretazioni "aperte" si baserebbe su fatti realmente accaduti. Tali
interpretazioni si basano su cio' che ci dice Manetone, sacerdote egiziano
e storico del III sec a.c., secondo il quale Osiride e Iside avrebbero
regnato l'Egitto Settentrionale piu' di 6000 anni prima dall'inizio della
civilta'.
Inoltre tale "leggenda" deriverebbe dalla piu' antica mitologia sumera.
Osiride e' ANU, Iside e' IN.ANNA, i loro figli Enlil (Horus) e Enki (Seth)
si sarebbero dati battaglia in quanto ANU avrebbe scelto come suo
successore il giovane Enlil, al posto del piu' anziano Enki.
Da qui la battaglia degli Dei, la spartizione dei Territori dalla
Mesopotamia all'Egitto tra gli Dei.
L'eroe del clan Enlilita era il dio Ninurta, primogenito di Enlil, che
guido' i suoi nella battaglia in un "uccello della tempesta".
Aiutato dal fratello Ishkur e da Inanna, sconfisse gli avversari guidati
dal "Grande Serpente" (la figura del Serpente si e' poi sviluppata in
Egitto e ha comunque caratterizzato lo sviluppo della Nostra Societa'
(nella Bibbia c'e' il Serpente, simbolo del Male.....in Egitto e' uno dei
simboli piu' frequenti).
Secondo i testi sumeri l'ultima battaglia ebbe come palcoscenico l'E.KUR,
la "Casa come una Montagna", in cui si rifugiarono Enki, Ra e Nergal, nei
territori Africani.
> Mi è venuto in mente un altra cosa che può essere attinente, il mito di
> Apollo. Detto anche Febo, cioè il dio raggiante, figlio di Giove. La sua
> divinità s'identificava sol mito solare, secondo il quale, sopra un carro
> tirato da quattro cavalli, egli guidava il Sole per le vie del mondo.
> Effettivamente a voler descrivere un veicolo volante all'epoca penso sarebbe
> stato più sensato una descrizione magari di un carro ma senza animali a
> muoverlo, ma una persona che non ha mai visto e per ciò non concepisce un
> sistema di locomozione che non ha bisogno di animali per muoverlo può solo
> immaginarlo così. A meno che non si parli di un incrocio genetico tra
> cavalli e uccelli, o un miraggio tipo vimana..
> http://www.itis.mn.it/ospiti/medie/monzambano/mitologia/AAA/Apollo.htm
Il carro infuocato e' citato pure da Ezechiele......forse l'articolo puo'
essere utile :)
Dalla visione del profeta biblico
agli studi sull'edificio che poteva ospitare le "navi divine"
di Johannes Fiebag
Desidero ora soffermarmi su un altro esempio, a mio avviso estremamente
utile per la ricerca di tracce extraterrestri nel passato. Nel 580 a.C.
viveva in un ghetto di Babilonia il profeta biblico Ezechiele, un membro
delle tribù israelitiche lì deportate qualche anno prima. Nell'anno 584
Ezechiele, ancor giovane, durante una delle sue peregrinazioni nel
deserto, vive un'avventura straordinaria: "Un carro celeste" si posa al
suolo davanti ai suoi occhi; in cima ad esso egli scorge una figura, che
di li a poco incomincia a rivolgergli la parola. Nel testo biblico si
legge: «Nel trentesimo anno, al quinto giorno del quarto mese, mentre mi
trovavo tra gli Esiliati sulle rive del fiume Kebar, il cielo si aprì e
vidi quindi levarsi un possente vento proveniente da Nord, accompagnato da
una grande nube e da una grande massa di fuoco: un abbacinante bagliore la
circondava, in mezzo alla massa di fuoco pareva di intravedere del rame».
Ezechiele descrive quindi quattro corpi, che ai suoi occhi avevano
sembianze di animali, in ognuno dei quali egli ravvisa quattro ali. Da
questi corpi si sprigionavano a più riprese dei lampi e avevano qualcosa
di simile a mani umane posto sulle loro "gambe". Tali "gambe" erano dritte
e presentavano dei "piedi" arrotondati che rilucevano come "rame lucido".
Le strane figure, prosegue, possedevano anche delle ruote: «Come vidi le
figure, notai che ognuna di esse evidenziava una ruota. Le ruote avevano
l'aspetto del turchese, erano tutte e quattro uguali e si presentavano
come se fossero una all'interno dell'altra; esse potevano muoversi in
tutte le direzioni e, nel muoversi, non si giravano». È interessante anche
la descrizione di ciò che si trovava al di sopra di queste figure alate,
fornite di gambe metalliche e di ruote: «Sopra le teste delle figure si
poteva scorgere una volta celeste, simile ad un cristallo; quando le
figure si muovevano, potevo udire il rumore del battito delle loro ali,
che ricordava lo scrosciare di grosse masse d'acqua, come la voce
dell'Onnipossente: un frastuono simile ad un reggimento in marcia. E al di
sopra della volta posta sulle loro teste, si scorgeva una specie di trono
brillante come uno zaffiro, sul quale sedeva un essere simile ad un uomo:
la sua figura emanava una grande luminosità, simile all'arcobaleno dopo il
temporale; sentivo di trovarmi al cospetto della gloria del Signore, mi
buttai quindi al suolo; e qualcuno prese a rivolgermi le seguenti parole:
"Alzati, figlio dell'Uomo, perché io possa parlarti". Come sentii questa
voce, la vita ritornò in me».
Cerchiamo ora di immedesimarci nella situazione che visse Ezechiele: un
sacerdote degli Israeliti, ha improvvisamente uno straordinario incontro
con un "carro celeste", in cui riconosce strutture che egli denomina
"ali", "gambe metalliche", "ruote", un corpo centrale ed infine un essere
posto sulla sommità, seduto su un trono, che gli si rivolge verbalmente.
Nulla di strano se il giovane profeta, di fronte ad un tale spettacolo
cade in preda ad uno shock per l'esperienza vissuta; parecchi giorni dopo
infatti scrive: «Mi riunii agli esiliati che vivevano lungo il fiume
Kebar, a Tel Abib. Rimasi con loro sette giorni, completamente sconvolto».
LA NAVE SPAZIALE DI BLUMRICH
Oltre vent'anni orsono Joseph F. Blumrich, all'epoca ingegnere presso la
NASA, fra i principali progettisti dei modulo di atterraggio lunare LEM,
pubblicò quella che riteneva essere la ricostruzione del "carro celeste"
visto da Ezechiele. Si trattava di una specie di Shuttle, concepito per
atterrare in quei pianeti provvisti di atmosfera, caratterizzato da
quattro rotori e da un corpo centrale, sulla cui sommità doveva trovare
posto la cabina di comando con il relativo equipaggio.
Anche per quanto riguarda "le ruote" del carro celeste che "ruotando non
si giravano", Blumrich giunse ad una sua personale interpretazione, che in
seguito propose con successo in un brevetto. Tecnologia extraterrestre
risalente a 2500 anni prima, brevettata negli USA nel 1972!
Ezechiele descrive nel suo libro i ripetuti incontri che ebbe con tale
veicolo spaziale ed il suo equipaggio. Per due volte egli venne preso a
bordo della nave, per essere portato in un luogo lontano. Nel 40° capitolo
scrive: «Nel venticinquesimo anno della nostra prigionia, all'inizio
dell'anno, al decimo giorno del mese, la mano del Signore venne verso di
me, per portarmi laggiù; là essa mi ripose su di un'alta montagna, ove
stavano edificando qualcosa simile ad una città rivolta verso sud».
Ezechiele, che non può sapere dove in realtà è stato portato, pensa di
trovarsi in una qualche regione di Israele. Davanti al tempio, sotto la
porta di accesso, stazionava un uomo di aspetto "metallico", che in mano
aveva una squadra ed un cordoncino di seta.
IL TEMPIO DI GERUSALEMME
Quanto segue nel libro di Ezechiele è una dettagliata descrizione, di
numerose pagine, relativa ad una strana struttura provvista di mura
esterne, atri, cortili, interni, porte di accesso, scale, camere e
dell'intero tempio. Di tale edificio si sono avuti nel passato ripetuti
tentativi di ricostruzione, ma essi fallirono per l'imprecisione dei dati
forniti da Ezechiele in merito alle dimensioni complessive ed al perimetro
e la mancanza di indicazioni relative all'altezza delle strutture.
Pertanto i teologi si sono sinora accontentati della versione
ufficialmente nota, secondo la quale Ezechiele non si sarebbe trovato di
fronte ad un tempio vero e proprio, ma alla visione del futuro tempio di
Gerusalemme. Che queste siano conclusioni quanto meno frettolose e
semplicistiche, è stato sinora ampiamente dimostrato.
LA RICOSTRUZIONE DI BEIER
L'ingegnere di Francoforte Hans Herbert Beier, dopo un lavoro decennale,
ha presentato una propria interpretazione della struttura del tempio.
"Questa è la struttura complessiva del tempio, descritta da Ezechiele; ci
sono le mura esterne, gli atri, le porte di accesso e l'edificio
principale". Diversamente dai precedenti tentativi, Beier giunse alla
determinazione che il lato superiore di tale edificio dovesse essere
aperto, come in un'antica arena. Nel 43° capitolo Ezechiele scrive: «Vidi
la Gloria del Signore di Israele arrivare; il suo rumore era simile a
grandi masse d'acqua, essa si posò molto dolcemente sulla Terra del
Signore. E io vidi la Gloria del Signore riempire la sua Casa».
L'area centrale del tempio coincide con la nave spaziale di Ezechiele, un
elemento estremamente interessante, perché ci rivela che quella che
Ezechiele definisce la "Gloria del Signore", vale a dire il velivolo il
cui movimento produce un gran rumore e che riluce in un'aura luminosa,
"entra" dall'alto del tempio per atterrarvi. Questa deve esser stata la
scena a cui lui assistette. Si consideri inoltre che le misure interne dei
suo tempio corrispondono esattamente al modello di nave spaziale a suo
tempo elaborato da Blumrich, fatto certamente non casuale.
Beier presume che tale struttura, quale che fosse il suo luogo di
ubicazione, servisse come base logistica per le operazioni che un tempo
gli extraterrestri conducevano sul nostro pianeta. Ciò non implica che
costoro avessero di persona costruito il tempio, presumibilmente ne
utilizzavano una preesistente struttura, adibita al culto, per i loro
interessi. Questo, agli occhi delle popolazioni del posto, deve essere
stato un evento di incredibile portata: gli "dei" erano di persona scesi
dal cielo per prendere possesso del tempio che essi avevano edificato.
IL TEMPIO DI EZECHIELE, OGGI
Una cosa è certa: il tempio di cui Ezechiele parla non è affatto riconduci
bile ad una semplice "visione", ma ad un qualcosa di realmente esistito:
le misure da lui riferite sono esatte, risultano tra loro coerenti e
descrivono nel loro complesso un grande edifico costruito in qualche
regione del nostro pianeta intorno all'anno 580 a.C. Ma la domanda che si
pone è: dove si trova attualmente questa struttura? Certamente non in
Israele, non a Gerusalemme e forse neppure nel Medio Oriente, in quanto in
tal caso essa sarebbe già stata scoperta. Il tempio oggi potrebbe apparire
come un insieme di rovine cadenti, ma forse non del tutto distrutte. Il
tipo di edificazione che si evince dalla ricostruzione di Beier fa pensare
ad un complesso sito in qualche regione del Sud o del Centro America. Una
simile scoperta avrebbe indubbiamente sensazionali implicazioni. E se il
tempio veniva effettivamente usato dagli extraterrestri come base
logistica, è possibile che nella sua zona di ubicazione ancora oggi siano
reperibili resti delle strutture di ricovero dell'astronave, vale a dire
delle vestigia di una tecnologia extraterrestre. In tal modo la ricerca
dei tempio di Ezechiele potrà affermarsi come uno dei più straordinari ed
importanti compiti per la futura paleoastronautica.
> non è che per caso sapresti un url col testo del Ramayana?
> graz
> salut
Vai su http://www.lamelagrana.net/letture5/ramayana/ramayana.html
Ciao
> Inoltre tale "leggenda" deriverebbe dalla piu' antica mitologia sumera.
> Osiride e' ANU, Iside e' IN.ANNA, i loro figli Enlil (Horus) e Enki (Seth)
Ma Seth è fratello di Osiride, non di Horus..
http://www.itctosi.va.it/SPECIALI/tosi/religione/ILMITODIOSIRIDE.html
> http://www.itctosi.va.it/SPECIALI/tosi/religione/ILMITODIOSIRIDE.html
Si hai ragione....nella mitologia Egizia Horus e' il figlio di Osiride e
Iside, che sconfigge Seth, il fratello di Osiride.
In quella Sumera, che ha influenzato quella Egizia (a grandi linee infatti
coincide a parte alcune diversita'....come quella di Horus e Seth), invece
i due figli di Anu (Osiride) e Inanna (Iside) e cioe' Enlil (il piu'
giovane) e Enki (il piu' anziano) combattono perche' Anu ha scelto come
suo successore Enlil al posto di Enki....in quella Egizia, Seth uccide
Osiride, dividendolo in 14 pezzi...mettendo ogni pezzo nelle 14
"provincie" in cui si divideva il territorio egiziano....Iside recupera
"il fallo" di Osiride e fecondandosi origina Horus...secondo alcune
interpretazioni la nascita di Horus...sarebbe avvenuta tramite
clonazione.....Iside reupera il seme di Osiride (forse il DNA?).
In seguito la battaglia degli dei, tra Enliliti ed Enkiti e il successo
finale di Enlil (in quella Egiziana Horus prevale su Seth).
On Sat, 09 Nov 2002 11:03:35 +0100, al...@libero.it (alfio) wrote:
>La nostra continua ripetizione e sottolineatura del concetto: "che le
>nozioni scientifiche del manuale risultano esatte"
...non deve stupire.
Non si tratta infatti delle nozioni scientifiche del manuale, ma delle
nozioni di Davenport. Davenport legge nel "Vymanika Shaastra" quel che
vi vuole leggere... e quando, interpretando interpretando, e' arrivato
abbastanza vicino ad una "nozione scientifica", vi balza sopra e puo',
finalmente, piantarci la bandiera: "Gli antichi lo sapevano".
Poco importa se, per farlo, deve confondere rosso e infrarosso, nero e
invisibile, ignorare riferimenti a cose false (tipo l'ottavo strato di
aria). Alle brutte, messi di fronte a cose inequivocabili tipo "olii e
incensi profumati", senza i quali il Vimana non vola, si attribuiranno
queste discrepanze alla religiosita' oppure (ed e' il caso del Viroopa
Karana, del Roopaantara, del Suroopa), si fara' elegantemente finta di
niente.
Ci vuole infatti una beata ingenuita' per pensare che un pilota nemico
si periti di sparare fin l'ultimo missile contro "una donzella celeste
coperta di fiori e di gioielli", apparsa dove un attimo prima c'era un
avversario, o che un mezzo aereo in movimento possa proiettarsi, tutto
intorno, un ologramma su uno schermo di fumo.
Preparato cosi' il campo (chi arriva fino qui infatti ha o uno stomaco
forte, o ha definitivamente dato il cervello all'ammasso) si sparano a
volonta' e senza ritegno i pezzi da novanta:
>sentiero del cielo, fanno nascere, ad un contemporaneo, sia l’idea della
>luce Laser, sia quella della luce solida che, mediante campi
>elettromagnetici quantizzati o "digitalizzati" e "focalizzati", può essere
>diretta, con opportuni specchi elettromagnetici, in qualsiasi direzione
>ed a qualsiasi distanza.
Luce solida? Campi magnetici digitalizzati? Scott, mi faccia risalire:
non c'e' vita intelligente qui.
>L’operazione è tecnicamente fattibile se si inviano in un determinato
>spazio onde elettromagnetiche di uguale intensità, ma di fase opposta
>rispetto a quelle esistenti in tale area, in modo da annullare la
>propagazione delle onde elettromagnetiche nella gamma del visibile. In tal
>modo si creerebbe, al pari dell’effetto diapason per il suono, un effetto
>diapason per la luce realizzando, a mezzogiorno, per gli occhi degli
>osservatori, una zona buia simile ad una notte di luna nuova, come dice
>correttamente il segreto.
E qui si omette un piccolo dettaglio. Insignificante, davvero. Esito a
parlarne.
Non per deludere i fan dei vimana - ma quanto sopra funzionerebbe solo
ad una condizione: che la luce solare sia coerente. Infatti, prevedere
la fase di un'onda luminosa distante non e' possibile, se questa varia
nel tempo (perche' l'informazione arriva - al massimo - alla velocita'
della luce, e poiche' stiamo neutralizzando proprio la luce...).
Quindi bisogna che la luce del Sole abbia una fase nota e costante. E,
oltretutto, coerente: tutti i pacchetti di onde devono essere in fase,
altrimenti, emettendo un pacchetto in "controfase", leveremmo di mezzo
i pacchetti bersaglio, ma potenzieremmo gli altri.
Sicche' occorre che il Sole emetta luce laser. Se no non funziona.
Direi che questa "esatta nozione scientifica" potremmo lasciarla qui e
aspettare che la porti via domattina l'ARPAT.
Poi comunque ci sarebbe il problema del quadrato delle distanze. Se si
vuole annullare un'onda emessa nel punto A (il Sole), stando nel punto
B, quest'onda non avra' una stessa intensita' nei punti C, D, E, F, se
questi punti sono a distanze diverse da A.
Se emetto la contro-onda da B, quest'onda non solo non avra' la stessa
intensita' in C, D, E ed F, ma e' assai probabile che avra' intensita'
relative DIVERSE. Nel caso banale:
A C D E F B
l'onda di A sara' piu' intensa in C, l'onda di B in F.
Come fa allora l'onda che annulla A in F, ad essere piu' intensa, quel
che basta per annullare A in C, allontanandosi da B?
Questa non e' piu' tecnologia: qui ci vuole un miracolo.
>In tale ottica, la combinazione di composti chimici di opportuna natura è
>in grado di creare, in molti casi, reazioni violente o dirompenti con
>spostamento d’aria di notevole intensità che può essere facilmente
>assimilata alla creazione di "vento".
Gia'. Un vento terribile e distruttore... e il Vimana si trova proprio
nel punto di massima distruzione, cioe' l'origine. Non pare un'arma da
furbi. Pensiamo al rinculo.
>Si evidenzia, anche in questo caso, come in altri cinque segreti, la
>tendenza dei vimana all’uso di armi offensive che sfruttano le forze
>meteorologiche della natura.
Vero? Si direbbe quasi che non conoscano altro.
>I sette tubi e le sette note sono facilmente interpretabili, così come il
>crescendo di tonante rumore dovuto anche all’uso di ultrasuoni
E' abbastanza difficile valutare il rumore degli ultrasuoni, IMHO.
>Come al solito, se il fenomeno ci è noto l’ermetismo del segreto scompare,
>e si evidenzia una incredibile precisione della descrizione.
Ripeto la descrizione, per confronto.
"un crescendo di tonante rumore che fa tremare la gente di paura, la
stordisce e la rende insensibile."
La stessa descrizione BTW la applicavano i Mexica al loro tamburo di
guerra, il cui rumore scioglieva le ossa (e il corpo). Senza dubbio,
se svariati di quei tamburi non fossero sopravvissuti sino ai giorni
nostri vi sarebbe chi interpreterebbe quel "suono che rende molli le
ossa" come un'incredibile arma a (ultra/infra)suoni.
Perche' la cosa dovrebbe essere diversa con i Vimana?
"un crescendo di tonante rumore che fa tremare la gente di paura, la
stordisce e la rende insensibile."
>come stabilito nel <Vaayu tattva prakarna>, quando si passa da una
>corrente d’aria in un'altra, il Vimana affronta lo splendore baadaba del
>sole e prende fuoco.
>dell’atmosfera. Come si può notare la descrizione risulta, ai nostri
>occhi, chiara, coerente e fedele, dal momento che siamo in grado di
>applicare il 21° segreto.
Certo. Ora che sappiamo che c'e' aria nello spazio (come! Non c'e'?)
>Ma ciò che più affascina è sia il dato scientifico della rotazione a 4087
>giri all’ora atmosferica che risulta essere una rotazione multipla di p
>[pari a 1300 • p]
Si', con una approssimazione di 2.933.
Con la stessa approssimazione circa il ((4087-1300*PI)/PI) = 93% dei
numeri esistenti e' un multiplo intero di pi greco.
>sia, in particolare, il riferimento all’ora atmosferica,
>tipica misura del tempo locale e non universale. Quest’ultimo dato risulta
>estremamente corretto dal punto di vista puramente tecnico, e meraviglia
>per la sua precisione.
Ma perche'? Definisce forse un'ora atmosferica in termini di livelli
iper-fini di qualche elemento, di qualche costante naturale? No. Ora
atmosferica e', ora atmosferica rimane.
Supponiamo che un saggio ksatriya, interrogato sulla durata d'un'ora
atmosferica, avesse detto: "Circa il tempo che ci vuole ad un bufalo
a portare un serbatoio Praksasa alla pressione di un'atmosfera". Per
confronto si ricordi che noi usiamo il CAVALLO vapore, un'unita' che
e' appunto basata sulla forza di un cavallo.
Sarebbe ancora stata una misura "meravigliosa per la precisione"?
Perche' non dire allora che (vedi caso) l'ora durerebbe 4087 secondi
se usassimo, come "secondo", la centomillesima parte della rotazione
siderale? In quel caso, potremmo parlare di precisione sbalorditiva,
conoscenze astronomiche e quant'altro. E magari domandarci per quale
motivo una razza _terrestre_ debba usare una unita' di misura basata
sull'osservazione del pianeta _dall'esterno_.
Ma cosi' come e', il buon Davenport si limita a esultarsi addosso, e
diciamocelo: non e' un gran bello spettacolo.
>Infine la creazione di un’onda di velocità, è un chiarissimo riferimento
>alla padronanza della forza di gravità
Suppongo allora che se parlasse di onda di gravita', penseremmo alla
padronanza della velocita'...? :-)
>In una situazione del genere mentre il Vimana gira come una trottola, il
>pilota girerebbe in senso inverso annullando l’effetto trottola su di se,
>Ancora una volta si evince che la tecnologia dei Vimana controllava tutte
>e tre le forze fisiche conosciute, elettriche, magnetiche e gravitazionali.
Proprio il contrario. Se dovevano usare un giunto cardanico, per non
subire l'accelerazione centrifuga, vuol dire che NON avevano nessuna
tecnica di compensazione gravitica.
E se si volesse supporre che ce l'avevano?
Be', concluderemmo che supponendo che avessero i gravitatori, allora
avevano i gravitatori. E supponendo che avessero avuto una lingua di
centodue centimetri, avrebbero avuto lingue lunghe piu' d'un metro.
Insomma, stiamo "supponendo" qualcosa in ingresso e la "riscopriamo"
all'uscita - e ne facciamo grandi meraviglie: <Po>Che maavijia</Po>.
>Ma quanta fantascienza abbiamo reso scienza realizzando il GSM o i sistemi
>UMTS. Ricordate Star Trek. Quando la serie cinematografica fu inventata il
>telefonino video portatile che collegava il capitano Kirck all’Interprice
"Chekov, armi gli sconti e le offerte speciali."
"Offerte speciali uno e due fuori, Capitano."
"Scott, possiamo raggiungere un paghi-uno-prendi-due?"
"No, Capitano. Posso darle un 3x2 ma non so per quanto."
"Be', PROVI, Scott! O i loro saldi ci ridurranno in briciole!"
"Interprice a base stellare Carrefour, Carrefour, rispondete."
>girando la chiave sul fondo del Vimana, si fa apparire uno schermo bianco.
>Elettrificando i tre acidi nella parte Nord-Est del Vimana, e
>sottoponendoli a 7 tipi di raggi solari e passando la forza risultante
>dentro il tubo dello specchio Thrisheersha e facendo in modo che lo
>schermo sia di fronte allo specchio, e girando la chiave superiore, tutte
>le attività che sono in corso sul terreno verranno proiettate sullo
>schermo.
>L’interpretazione nell’insieme corretta di Davenport che recita: <<Anche
>se descritto in modo strano, ci troviamo di fronte ad un monitor collegato
>ad una telecamera, probabilmente dotata di zoom.>> non rende giustizia
>alla descrizione o resoconto fatto in questo segreto. Infatti la prima
>nozione fisicamente giustissima, è quella che girando una chiave compare
>uno schermo bianco.
Giusto, l'ho studiato a Fisica I: "Girando una chiave, di che colore e'
lo schermo che compare?". Era una delle piu' temute domande d'esame.
(A Informatica si parlava di schermi blu, invece).
>diventa bianco. La seconda serie di informazioni fisiche corrette è
>riassunta dalla frase "Elettrificando i tre acidi", in cui sia il numero
>tre, sia il tipo di sostanza, gli acidi, sia l’operazione elettrificando
>sono tutte minuziosamente esatte.
E' vero. Tre e' tre, e non e' due. Gli acidi non sono basi.
("All of your acids are belong to us": suona male, no?)
E quanto a "elettrificare", qual e' la parola _sanscrita_ che significa
"elettrificare"?
>Anche in questo caso ciò che a prima vista può sembrare un racconto
>incomprensibile può diventare, per un esperto chimico moderno, molto
>chiaro.
Si', se non ha sigillato bene la cappa.
Poi si ripiglia e ringrazia di lavorare con l'MDMA e non con roba piu'
pericolosa.
>Noi possiamo supporre che il gas era in grado di entrare nei Vimana nemici
>sia sfruttando le connessioni del vimana con l’esterno, sia supponendo che
>tale meccanismo era capace di aprire un varco nel Vimana nemico vettorando
>il gas su opportuni campi magnetici modulati.
Modulati... affascinante. (Scott, mi faccia risalire).
>L’ipotesi che tale gas fosse capace di un’alta penetrazione, almeno con le
>conoscenze tecniche attuali, richiederebbe ipotizzare strani gas capaci
>non solo di non disperdersi nell’aria, ma di attraversare per diffusione
>pareti solide o cristalline.
Quisquilie. Basta trovare un atomo neutro piu' leggero dell'idrogeno,
e il gioco e' fatto.
Per l'appunto, sottraendo un protone all'atomo di idrogeno (e quindi,
anche il relativo elettrone) si ottiene l'eterio che, guarda caso, e'
neutro.
(Nota storica: l'eterio fu ipotizzato nel 1897 in Francia ed e' usato
comunemente al giorno d'oggi per riempire i ciclotroni).
>quando vimana nemici arrivano in forza per distruggere il tuo Vimana,
>mettendo in fiamme il Jwaakine shakit nel Wyshwaanara-naal, o tubo situato
>sull’ombelico del vimana, e girando le chiavi delle due ruote ad 87 gradi,
>il rovente Shakti avvilupperà il vimana nemico e lo brucerà.
>Per questo ultimo segreto dobbiamo concordare con Davenport che afferma:
><<Il testo è troppo poco preciso per poterne trarre indicazioni utili.
Ma se e' chiarissimo, cristallino addirittura. Si tratta di rimodulare
il campo di contenimento del plasma di deuterio sfasandolo di quasi 90
gradi. A 90 gradi non si avrebbe piu' alcun effetto di contenimento, e
il Vimana esplode. In questa situazione invece il plasma fuoriesce, e,
con un po' di fortuna e molta abilita', si puo' usarlo come arma. Come
e' ovvio, si tratta di un'estrema risorsa.
>Ben altri piloti, i Precettori competenti forse, saranno stati i
>manovratori dei Vimana ben più complessi e ben più offensivi, come quelli
>che distrussero Mohenjo-Daro.
Gia'... dove Davenport ha trovato i buchi lasciati dagli elettroni nei
materiali, e i suoi "consulenti" ipotizzano l'uso di una bomba che usa
la fissione dell'idrogeno. Questo, solo per elencare due delle curiose
conclusioni di "2000 a.C. Distruzione Atomica", un'opera che, gia' dal
titolo, s'intuisce profonda e scevra di ogni sensazionalismo.
Leonardo
--
When timely death my life and fortune ends,
Let not my hearse be vex'd with mourning friends,
But let all lovers, rich in triumph, come
And with sweet pastimes grace my happy tomb.