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Pedofilia

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Rossana

unread,
Apr 29, 2000, 3:00:00 AM4/29/00
to
ancora se ne riparla.
Fatti di cronaca, con l'immancabile servizio
dei mass media su rete e pedofilia.
Si dice che ci occupiamo poco dei nostri figli,
distratti come siamo dal nostri problemi.
Si rimpalla il problema dalle istituzioni alle famiglie,
e intanto i bambini continuano a essere stuprati e uccisi.
Associazioni di volontariato tuonano sul tema della
infanzia violata.
Sono anni ormai che se ne parla.
Ma nelle scuole si continua a non parlare di educazione
sessuale.
Nelle famiglie la pedofilia e' ancora argomento tabu',
se non il generico 'non accettare caramelle dagli sconosciuti'.
Ma sono finiti i tempi delle caramelle, validi ai tempi
di una infanzia antica, ingenua.
Chi e' il pedofilo?
E' quello che sta su Internet?
E' il vicino di casa, lo zio, l'amico?
Quando ero piccola non esisteva Internet.
Ma ho letto negli occhi di padri di famiglia,
amici di famiglia, il desiderio, oltre al limite.
Le mani addosso sui bambini, non venivano
da incontri casuali in rete, ma da chi godeva
di fiducia e affetto, padri di compagni di scuola,
parenti consanguinei o acquisiti, a volte dallo
stesso genitore che aveva procreato, quel bambino.
Cosi' come nelle istituzioni, qualche maestro,
bidello, sacerdote, tutte figure che rappresentavano
il 'bene', i cattivi erano gli altri, i diversi, gli zingari
che si diceva portassero via i bambini, le persone sporche,
brutte, cattive.
Qualche questura ha provato a fare qualcosa, un opuscolo
dedicato ai bambini, su come difendersi dalla pedofilia.
Nella scuola di mia figlia non l'ho mai visto circolare.
Lei ascolta insieme a me il telegiornale, le notizie
cruenti e sconvolgenti, sa gia' leggere oltre le immagini
e le parole.
Gliene ho parlato all'eta' di sei anni.
Le ho spiegato chi potrebbe essere un pedofilo,
di quali comportamenti diffidare, come agire in caso
di adescamento.
Non so quanto abbia percepito e assorbito, e non
credo che cio' bastera' a evitarle ogni pericolo,
ma la conoscenza e' fondamentale, di un problema
e delle sue dinamiche, e soprattutto e' essenziale
saperlo affrontare.
Assisto impotente, a parte il tam tam dei media,
al silenzio delle istituzioni, delle famiglie, della scuola
che dovrebbe inserire nei programmi scolastici il
sapere della tutela, o meglio, dell'autotutela.
E' una questione di educazione e di civilta'.
Adesso va di moda il compuiter, ma ancora non si insegna
ad attraversare una strada.
E questo riguarda anche le autostrade telematiche.
Non serve fare gli struzzi, certo sono utili i programmi
che limitano l'accesso ai bambini a determinati luoghi
in rete, ma la maggior parte delle famiglie, e degli insegnanti,
sono digiuni di rete, innanzitutto delle dinamiche comunicative
e di persuasione.
E allora inizia la caccia al 'mostro', ma con la paura non si vince
alcun mostro, oppure l'alfabetizzazione al mondo telematico che
si riduce a una mera questione tecnica.
Io a mia figlia mostrero' il bello e il brutto della rete, perche'
possa capire, e agire da sola, un domani, fornendole gli strumenti
per selezionare e tutelarsi, senza bisogno di alcuna entita'
supervisore.
Cosi' come le ho insegnato a difendersi per strada, ai giardini,
in casa.
Nesuno ha protetto un bambino di otto anni, ma nessuno ha
protetto un altro bambino che ha avuto otto anni, e ora ne
ha diciassette.
Una sconfitta sociale che brucia, e che continuera' a bruciare
nel suo perpetrarsi, finche' ipocrisia e allarmismo evocheranno
i fantasmi di una infanzia candida e violata.
La vera violenza, stupro della coscienza, e' il silenzio che
avvolge un bambino, una gabbia dorata che, se scordata aperta,
porta a finire nelle fauci del lupo.
Un lupo che non lo si riconosce nel suo habitat naturale, il bosco
della favola, ma che vive in mezzo a noi, e forse, dentro noi.
Cosa fare allora in rete per i bambini e gli adolescenti?
Creare, costruire, reti per loro.
Canali di scambio e comunicazione.
Fornire gli strumenti, esperienza conoscenza e sapere, per
autogestirsi.
La comunicazione tra simili e' importante, ci si riconosce
nella tribu', nel gruppo, e per l'eta' giovane questo e' basilare,
come punto di riferimento, e di confidenza e fiducia.
Quindi meno web, home page, la fruizione passiva del consumo,
ma che nelle scuole si lavori per una vera alfabetizzazione
telematica, progetti di comunicazione formazione e informazione,
rivolti ai ragazzi agli insegnanti come alle famiglie.
Queste sono le potenzialita' della rete, e il suo bello,
da cogliere.
Con l'orgoglio di assistere poi, in disparte, a una crescita
collettiva e reale, per amore e mai per forza.

ciao Rossana

Carlo Fusco

unread,
Apr 29, 2000, 3:00:00 AM4/29/00
to
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Rossana <si...@tiscalinet.it> wrote:

> ancora se ne riparla.
> Fatti di cronaca, con l'immancabile servizio
> dei mass media su rete e pedofilia.
> Si dice che ci occupiamo poco dei nostri figli,

[cut]

Bello.

Vorrei solo aggiungere una considerazione sul ruolo dei genitori nel
difenderi i figli dai pericoli in rete. A meno che la competenza
informatica non sia davvero elevata i figli finiscono per saperne
sempre piu` dei genitori,quindi mettere password e bloccare accessi a
siti web serve a poco. Bisogna educare, far conoscere il bello e il
brutto, come dicevi tu e visto che il non accettare le caramelle non
basta piu` bisogna aggiungere il necessario a quell'antico insegnamento
(tipo l'anonimato e le altre cose che bisogna fare per impedire che la
"conoscenza" in rete si estenda in real life).

Un'altra cosa: se si sa come comunicare i bambini capiscono tutto,
anche cose difficili come queste, lo so per esperienza.

+++

Una notizia molto interssante e` che e` in corso uno sforzo da parte di
un gruppo di svariate migliaia di persone per creare il software e
tutto quello che serve per metter su un servizio, o meglio una rete
all'interno di internet, totalmente anonima. Tutto viene criptato,
comprese le query degli utenti, e i files vengono continuamente
spostati in modo che neanche l'amministratore di una macchina della
rete possa sapere cosa contiene il sito che gestisce e rendendo cosi`
impossibile sia la censura che l'utilizzo di mezzi legali per oscurare
un certo sito.

A mio parere sarebbe una cosa estremamente positiva, utile e
auspicabile, ma teniamo presente che si potrebbe facilmente abusarne.
Credo che con una simili evoluzione della rete, se ci sara`, diventa
sempre piu` necessario trovare delle alternative al buttar giu` i siti
web se questi contengono pornografia pedofila o altre forme espressive
dei piu` nobili sentimenti umani (come le pagine del white power).

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Ciao, Carlo Fusco
* Quegli strani simboli che vedi qui sopra costituiscono una firma *
* digitale. Impara anche tu a farne uso insieme alla crittografia *
* nelle tue mail private, e` molto importante: http://www.pgpi.com *

pino

unread,
Apr 29, 2000, 3:00:00 AM4/29/00
to
On Sat, 29 Apr 2000 13:21:52 GMT, si...@tiscalinet.it (Rossana) wrote:

....cut..... mi associo in toto.


>Nesuno ha protetto un bambino di otto anni, ma nessuno ha
>protetto un altro bambino che ha avuto otto anni, e ora ne
>ha diciassette.

Gia' :-( Il mostro a sua volta vittima. Vittima di un'altro mostro
forse, e cmq vittima del sistema delle tre scimmiette. Quando sento
queste cose mi si attorciglia lo stomaco e mi dichiaro fortunato. Ho
sofferto solo per me, sulla mia pelle. Mai per quello che succedeva ai
miei figli. Non a questi livelli fortunatamente.


.........

>Queste sono le potenzialita' della rete, e il suo bello,
>da cogliere.
>Con l'orgoglio di assistere poi, in disparte, a una crescita
>collettiva e reale, per amore e mai per forza.
>

:-)*

pino
(automoderato con moderazione)
UIN n° 18565267

Carlotta

unread,
Apr 30, 2000, 3:00:00 AM4/30/00
to
On Sat, 29 Apr 2000 13:21:52 GMT, si...@tiscalinet.it (Rossana) wrote:

>Assisto impotente, a parte il tam tam dei media,
>al silenzio delle istituzioni, delle famiglie, della scuola
>che dovrebbe inserire nei programmi scolastici il
>sapere della tutela, o meglio, dell'autotutela.

L' autotutela,
mi vengono in mente tutte le frasi di mia madre,
la rabbia di mio padre verso chi ci faceva del male,
la loro rassegnazione davanti ad una vita difficile,
che piega chiunque,
le istituzioni se ne fregano,
io ricordo le lacrime del papà della ragazza uccisa all'università,
come più o meno la frase di una delle testimoni,
la più sincera ed arrabbiata,
"le madri che curano solo il loro giardinetto",
mentre quella vera,
mutilata e rimbambita,
assisteva alla commedia impotente.

>La vera violenza, stupro della coscienza, e' il silenzio che
>avvolge un bambino, una gabbia dorata che, se scordata aperta,
>porta a finire nelle fauci del lupo.

Si,
assolutamente,
per questo una mamma deve sempre accogliere i suoi bambini,
perchè loro confidano in lei e sanno di poter comunicare con lei,
l'informazione è tutto per loro,
genera consapevolezza,
la cultura,
quella della vita,
quella che mi è stata insegnata,
i miei figli impareranno a vivere,
stando con me,
semplicemente seguendo il MIO esempio,
le gabbie le lascio a chi crede nel vitello d'oro,
la tutela è un diritto, un potere ed uno dovere,
di TUTTI.

Carlotta


"L'argomento vincente per eccellenza è sempre l'amore". Gerry Spence

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