Poverini, sono soltanto 8 gli ispettori della Guida Michelin che ogni anno
firmano una guida che contiene 8000 locali pubblici tra ristoranti ed
alberghi. Guidati da Paolo Riccardi, i controllori gastronomici (Fausto
Arrighi, Marco But, Luca Pezza, Alessio Rogora, Francesco Sangiovanni,
Alberto Senini, Pierluigi Tomassini) girano come delle trottole, ma miracoli
non ne possono fare.
Se pensate che il sottoscritto non riesce a fare più di 150-200 locali l'
anno, come è possibile che un manipolo di otto persone ne testi qualcosa
come mille ciascuno senza essere costretti a mangiare quattro-cinque volte
al giorno o a dormire in due-tre alberghi in una stessa notte? Ecco perchè
la Michelin arriva in ritardo su promozioni e bocciature: i piedi di piombo
non sono altro che i ritardi dovuti al numero inevitabilmente ristretto di
visite ed al largo, troppo largo intervallo tra un test e l'altro. I nomi
dei promossi e dei bocciati, in effetti, come quelli usciti la settimana
scorsa, sono una serie ridicola, patetica, di cose buone o meno buone già
viste altrove.
E' per questo che sono saltato sulla sedia appena ho notato, nel già visto
elenco dei locali premiati con una stelletta di buona cucina, uno
sconosciuto locale ad Ispra, provincia di Varese, da sempre una delle zone
gastronomiche più depresse d'Italia, un locale, oltre tutto, che l'anno
scorso non era nemmeno citato. Mi sono precipitato lunedì a mezzogiorno:
accanto a me avrei trovato una coppia sui cinquant'anni che ha pagato in
contanti e, su altri due tavoli, persone richiamate dal mio stesso motivo:
un celebre cuoco milanese e quattro rappresentanti di vini caviali e salmoni
affumicati. Nel cuore di Ispra, con davanti un comodo parcheggio orario, una
vistosa doppia insegna spiega il ristorante: "Sala per ricevimenti.
Specialità pesce di mare e di lago". Ahimè, il ristorante fa chiusura al
mercoledì e, quindi, al lunedì, in particolare a mezzogiorno, niente mare
(segno di professionalità). Una porticina di cristallo, un campanello, un
video citofono, un gelido androne e poi si sale sopra, in una comoda sala
rustica-elegante, con le pareti sommerse da un buon numero di oggetti da
bric-à-brac. Fanno tutto un pugno di persone con entusiasmo e buona volontà:
in cucina lo chef-patron con la mamma, in sala il cugino cui, per le
comande, si affianca lo stesso cuoco. "Concerto di golosità" l'impegnativo
distico che è stato messo, nella ricevuta fiscale, sotto il nome del
ristorante. Lo ha aperto solo nel giugno dell'anno scorso un giovane chef
che oggi ha 33 anni e che ha fatto stage di esperienza in alcuni grandi
ristoranti italiani e stranieri e poi è ritornato a casa.
Troppo presto e troppo poco per l'eccellenza. Ottima carta dei vini, menu a
voce: flüte di spumante, burro al curry e soufflè freddo di formaggio con
petto d'oca come pre-antipasto (il coperto costa 7000 lire), come antipasto
accozzaglia di tonno di coniglio con durelli d'anatra all'aceto e formaggio
caprino con olive taggiasche, deludenti primi piatti come i tortelli di
zucca (ripieno slavato) ed agnolotti (nello stesso piatto, sic!), discreti
secondi come rognoncino e capriolo con polenta, scontata torta di mandorle
con gelato alla ricotta e croccantino: insomma, 50-55 euro per un ristorante
di impegno, di voglia di fare ma ancora da farsi, da rivedere e che, con la
frettolosa stelletta, corre il rischio di bruciarsi.
Provato il 3-12-2001
SCHUMAN
Ispra (Varese)
via Piave 5/7
Tel. 0332.781981, Fax:784686
Chiuso mercoledì
Carte di credito: AE, BA VISA, CS, DC,EU MC,Bancomat
Voto: 13.5/20
> Durelli-tortelli:
> una stella non illunima la delusione
> USono solo otto gli ispettori della Michelin e non possono fare miracoli:
> ecco la prova di una segnalazione frettolosa
> 8 dicembre 2001
>
> Poverini, sono soltanto 8 gli ispettori della Guida Michelin che ogni anno
> firmano una guida che contiene 8000 locali pubblici tra ristoranti ed
> alberghi. Guidati da Paolo Riccardi, i controllori gastronomici (Fausto
> Arrighi, Marco But, Luca Pezza, Alessio Rogora, Francesco Sangiovanni,
> Alberto Senini, Pierluigi Tomassini) girano come delle trottole, ma miracoli
> non ne possono fare.
ma nessuno glieli chiede!
sprovveduto chi si fida dei gommisti
N.
stiamo parlando sempre della più prestigiosa delle guide. non dire cazzate!
Comunque in generale la Michelin non mi piace neppure nell'impostazione,
perché non fornisce la minima descrizione del posto, del tipo di cucina,
del servizio, della cantina ecc ecc. Insomma di tutto ciò che concorre a
determinare un'esperienza gastronomica. Si limita a tutti quegli assurdi
simboletti che danno tante informazioni utili a tutto tranne che a
capire come si mangia in un posto. Preferisco le recensioni argomentate,
il voto, le forchette e le stelle da sole non mi bastano
Mi sembra insomma una guida molto utile ai commessi viaggiatori, a chi
in viaggio di lavoro deve trovare un posto solo decente, piuttosto che
ai gourmet in cerca di belle esperienze
Giovanni Lagnese wrote:
>
> "nico pisanelli" <ni...@color.irmkant.rm.cnr.itNOSPAM> ha scritto nel
> > sprovveduto chi si fida dei gommisti
Male proprio no. Vissani e Pierangelini hanno due stelle. Tante quante ne ha
Ducasse a Montecarlo.
E cmq Vissani al suo ristorante spesso non c'č.
E Pierangelini non se la "tira" abbastanza per avere le tre stelle. :)))
Beh, per i due migliori ristoranti italiani (secondo le guide italiane)
due stelle sono un po' pochine. E il fatto che in tutta Italia la
Michelin assegni le tre stelle solo a due ristoranti mi sembra una vera
buffonata
Secondo me la guida migliore è la media ponderata tra quella del Gambero
e quella dell'Espresso. Confrontandole si trovano delle cose assurde,
tipo che il miglior ristorante secondo una non è neanche menzionato
nell'altra, cose del genere. Oppure locali che secondo una sono
straordinari e secondo laltra dei semplici ristorantini di quartiere
senza pretese.. A volte ho l'impressione che alcune cose le facciano per
far dispetto all'altra guida
Non sono d'accordo. Anche su quella del Gambero ci sono locali scadenti,
eccome se ci sono. Trovi dei posti che davvero non capisci perché li
abbiano inseriti, trattorie insignificanti del tutto simili a mille
altre che invece vengono (giustamente) escluse
Una differenza che credo che ci sia è che secondo me i recensori
dell'Espresso sono in media più anziani. E quindi sulla guida trovi a
volte dei locali che magari 20 anni fa erano ottimi, ma che con il tempo
sono scaduti, e che pure loro continuano a inserire senza avere il
coraggio di tagliarli. E nello stesso modo l'Espresso tende a registrare
le novità con un po' di ritardo
Un difetto opposto è quello del Gambero, sempre secondo me, che a volte
si fa prendere troppo dall'entusiasmo per una novità, incensandola
aldilà dei meriti effettivi, salvo poi fare marcia indietro l'anno
successivo
Evidentemente non mi sono spiegato bene. Non ho detto che scoprire le
novità sia un difetto, anzi. Dico che un difetto sono gli estremi:
locali vecchi e ormai non più all'altezza che non vengono espulsi dalla
guida, così come locali modaioli che vengono inseriti e recensiti con
eccessivo entusiasmo magari 20 giorni dopo l'apertura (ho visto anche
questo). Per esmpio, apprezzo molto quando viene segnalato un locale
nuovo, ma senza voto, perché il recensore ritiene di non avere ancora
elementi sufficienti. Mi sembra indice di serietà. Invece a volte
vengono "incensati" locali che il recensore (lo so per certo) ha provato
magari solo la sera dell'inaugurazione vip
>Insomma, secondo
> me la guida migliore è quella che "scopre" per prima i grandi ristoranti di
> domani (anche se su qualcuno si sbaglia).
Temo che ormai i nuovi grandi ristoranti non si "scoprano" più. Per fare
un grande ristorante (stiamo parlando ovviamente della fascia top, non
di quelli anche ottimi di fascia intermedia), ci vogliono tanti e tali
investimenti e tale è lo sforzo anche di comunicazione per lanciarlo che
non è più possibile che il singolo recensore scopra da solo la gemma
nascosta...
>Una guida che vada "troppo piano"
> è praticamente inutile, no?
Sì e no. Sì perché allora non serve comprarla anno dopo anno, per
paradosso basterebbe comprarla ogni 3-4 anni. No perché l'utilità della
guida non è solo segnalare le novità, ma anche garantire una copertura
informativa su ciò che c'è di buono nelle varie località. E quindi in
ogni caso non è inutile. Se io vado per la prima volta a Mantova, vado a
mangiare all'Ambasciata e al Bersagliere, mentre m'importa relativamente
meno del giovane chef emergente. Da questo ci andrò magari in un
prossimo viaggio. E poi una guida non serve solo per i grandi ristoranti
(che sono sempre gli stessi, e tutti abbastanza noti), ma anche per la
fascia media
Giovanni Lagnese wrote:
> stiamo parlando sempre della più prestigiosa delle guide. non dire cazzate!
scusami, sto parlando col piu' prestigioso frequentatore del NG
N.