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http://www.pasticceriabiasetto.it/
Nell'ambiente della pasticceria italiana Luigi Biasetto e' uno dei nomi
piu' famosi, in quanto membro della squadra italiana che porto' a casa
la storica (e finora unica) vittoria ai Campionati del Mondo. Gli altri
due componenti della squadra erano Luca Mannori e Cristian Beduschi.
Oggi dovevo trovarmi a Padova con un collega, quindi era inevitabile
fare una tappa da Biasetto.
La pasticceria e' situata in una via fuori dal centro storico, ma ancora
distante dalla periferia attuale della citta'. Arrivarci e' abbastanza
semplice sia per chi arriva dal centro storico (la strada e'
praticamente sempre dritta, basta sapere quale prendere), sia per chi
arriva da fuori in macchina (anche qui strada praticamente dritta
dall'uscita della tangenziale).
Da fuori non e' il massimo della vita, complice anche la zona in cui si
trova. Nell'insegna compare la scritta "campione del mondo".
Personalmente sono dell'idea che scrivere questa cosa sia un'arma a
doppio taglio. Onore al merito a chi raggiunge un risultato di
prestigio, quindi se vuole scriverlo chiaro e tondo e' solo una sua
scelta e ne ha tutto il diritto. Io pero', da cliente, se entro in un
locale che si dichiara "campione del mondo" allora mi aspetto di trovare
prodotti degni di questo appellativo. Se e' cosi' (come da Mannori),
allora mi inchino e tanti complimenti (sia per la vittoria che per la
qualita' costante). Se non e' cosi', allora non posso certo pensare bene.
Si entra quindi. Il locale e' piuttosto piccolo, ma si sa che siamo in
Italia e le cose funzionano diversamente da Francia, Spagna, USA,
Giappone e via dicendo. I prodotti in vetrina sono tutti belli messi in
ordine e realizzati con precisione formale, nulla da eccepire al primo
impatto visivo. Comincio a guardare meglio per scegliere cosa provare.
Si nota subito che manca la ricerca vera e propria di chi vuole essere
al passo con i tempi: prodotti come si vedevano 10 anni fa, nessun
abbinamento nuovo che faccia venir voglia di provare, nessuna ricerca di
personalizzarsi a livello estetico. Vabbuoh penso, parlera' la qualita'.
Io ho ordinato due monoporzioni, il mio collega 4 mignon (ho assaggiato
un pezzo di 3 di questi). Ecco quindi cosa ho assaggiato (probabilmente
sbaglio i nomi, non li ho scritti).
Baba' al rum (mignon). Buono come gusto, ma consistenza da rivedere:
troppo poco lievitato.
Tonka (mignon). Classico cremoso a due strati, al gusto tra il
sufficiente ed il buono come impatto globale (lo penalizza la
pesantezza, pur essendo un mignon). Il problema e' che si sentiva il
cioccolato e la vaniglia, la fava di tonka praticamente non pervenuta
(cosa piuttosto strana, visto che ha un sapore molto particolare e
piuttosto forte). Inoltre aveva un problema esecutivo: i vari strati si
staccavano l'uno dall'altro appena lo si toccava. Non il massimo della
vita per un mignon. Difetto che si ha quando si abbattono i vari strati
separatamente, e non si abbatte il tutto dopo la composizione totale.
Limone (mignon). Questo al sufficiente non ci arrivava proprio. Gusto
non equilibrato, sensazione al palato pesantissima, consistenza troppo
"impaccata" (non mi viene il termine italiano).
Setteveli (monoporzione). E' la torta con cui vinsero il Campionato del
Mondo, come si puo' non provare il prodotto piu' famoso? Avevo gia'
assaggiato 3 volte quella di Mannori, quindi avevo gia' un metro di
paragone. Buona al primo boccone, stucchevole a quelli successivi.
Veramente pesante da mangiare. Senza contare che la mousse al cioccolato
era un po' stracciata, ed il croccante ai cereali non era croccante.
Insomma, niente a che vedere con quella che si trova da Mannori.
Millefoglie (monoporzione). L'ho preso per due motivi: sono un maniaco
goloso del millefoglie, e lo reputo il prodotto piu' indicativo per
giudicare una pasticceria. Al gusto e senza fare i pignoli era decente,
solo decente e non oltre. A fare i pignoli i difetti erano molti. Pasta
sfoglia non croccante. Crema chantilly che aveva tutto tranne la
consistenza di una chantilly (consistenza gelatinosa al punto che la
potevo tagliare col coltello e prenderla con la forchetta...!) ed
ossidata in superficie. La cosa peggiore e' che in un pezzo di sfoglia
c'erano due fili non commestibili, che suppongo fossero di un silpat
sfilacciato.
Due note sulla presentazione delle monoporzioni. Quando le ho ordinate
ho fatto presente che le avrei consumate ad un tavolino. Allora la
commessa mi ha detto che potevo accomodarmi e le avrebbe portate a
breve. Ci sediamo, e dopo un po' arriva un'altra commessa con un
vassoio, e due piatti coperti con una cloche di plastica trasparente
(cosa che proprio non ho capito, la pasticceria ha un taglio moderno ed
usano una "vetusta" cloche per un piatto freddo e per fare un metro dal
banco al tavolo?). Bene, appoggia i piatti sul tavolo e gia' li' mi
cascano le braccia. La presentazione di entrambe le monoporzioni era
fatta con una crema inglese. Che senso abbia mettere la crema inglese su
entrambe non si sa, sia perche' in un locale di livello serve un minimo
di ricerca e varieta' di presentazione, sia perche' servire un
millefoglie con una crema inglese e' semplicemente ridondante ed
inutile. Ma la cosa peggiore di tutte e' che si poteva definirla crema
inglese solo nelle intenzioni e non nel risultato. Era praticamente
liquida ("crema inglese" e "liquida" sono espressioni che non andrebbero
mai usate assieme, dovrebbero far rabbrividere anche un ragazzo al primo
anno di alberghiero) e correva per il piatto (molto bello vedere la
crema che corre mentre la commessa sposta il piatto dal vassoio sul
tavolo). Voi starete pensando "dannazione, col fatto che era liquinda e
correva, allora sara' andata a contatto col millefoglie"... magari, a
contatto ce l'aveva gia' messa la commessa. Insomma, come presentazione
farebbe rabbrividire qualsiasi ristorante di qualsiasi livello.
Arriva il momento di pagare. Andando alla cassa pensavo di prendere un
paio di praline, sia per curiosita' personale, sia sperando che almeno
quelle fossero di alto livello. Mi avvicino al banchetto e noto qualcosa
di alto, ossia il prezzo: 88 euro al kg!!! I migliori cioccolatieri
italiani (Mannori, De Bondt, Beduschi, tanto per fare i primi nomi che
mi vengono in mente) vendono la pralineria al massimo a 60 euro al kg.
D'accordo che queste di Biasetto erano un pelo piu' piccole come
dimensioni, quindi un po' piu' di lavoro per lo stesso peso, ma
sicuramente non abbastanza per giustificare una differenza del 46% di
prezzo... E quindi gliele ho lasciate la'. Chiedo quindi il conto.
Normalmente avrei fatto presente di aver trovato i due fili non
commestibili nel millefoglie, ma ormai ero totalmente avvilito per
l'esperienza disastrosa e non avevo voglia di mettermi a far questioni.
Vedo il conto, anche qui avrei dovuto far questioni, ma ho lasciato perdere.
Le monoporzioni me le hanno fatte pagare 6 euro, quando per asporto
costano 4 euro. Cioe', 2 euro di differenza per portarmi le monoporzioni
al tavolo con la cloche di plastica e con la pseudo-crema allungata? Ma
stiamo scherzando??? Se faccio il paragone con Mannori, da loro le
monoporzioni consumate al tavolo costano lo stesso, ed insistono pure
per cambiarti le posate da una all'altra (li' una volta ne ho prese 6 di
fila... coff coff). Cioe', da Mannori spendo 3.50 per mangiare una
Setteveli 777 volte piu' buona di questa che costa 6 euro. Wow.
I 4 mignon (4 semplici mignon da una ventina di grammi l'uno, serviti
appoggiati su un solo piattino senza nient'altro) messi in conto ad 1
euro l'uno. Ossia lo stesso prezzo di una pasta da qualsiasi altra
parte, ossia circa 50 euro al kg. Non mi si parli di costi aggiuntivi
per il servizio al tavolo, sia perche' sono stati messi su un semplice
piattino dato a mano dal bancone al cliente (e non portato al tavolo),
sia perche' gli costa di piu' (in proporzione) la confezione in cartone
per chi li prende da asporto che il lavaggio in lavastoviglie di un
piattino.
Usciamo, e riguardo l'insegna con scritto "campione del mondo". A
rileggerla ho provato solo amarezza e vergogna. Amarezza perche' e'
proprio triste vedere che uno che ha vinto il Campionato del Mondo non
abbia saputo andare avanti nel percorso professionale. Intendo andare
avanti come miglioramento dei prodotti e creazione di nuove proposte,
non a livello economico (li' di sicuro l'ha fatto, visto il giro di
affari che ha a Padova). Vergogna perche' mi sono vergognato per lui,
c'e' solo da vergognarsi a trovarsi di fronte ad errori cosi' madornali,
errori che potrei perdonare ad una pasticceria senza pretese e di basso
costo, certamente non a questa. E' semplicemente vergognoso trovare
quella scritta sull'insegna di un locale che serve questi prodotti.
Cara pasticceria Biasetto, mi spiace ma entri diritta nella mia lista nera.
ciao, teo
Una volta ho provato la Sacher (nella media) ed altre due volte ho
acquistato (per asporto) due torte diverse che sono risultate
normalissime nel gusto e costosissime nel prezzo.
Neanche il caffè Illy è all'altezza. Mi spiace, purtroppo in Italia si
diventa campioni del mondo ogni 24 anni e nel frattempo si vive di rendita.
Ciao
Michele
> Neanche il caffè Illy è all'altezza. Mi spiace, purtroppo in Italia si
> diventa campioni del mondo ogni 24 anni e nel frattempo si vive di rendita.
Il problema e' che sulla fama ci marcia in maniera troppo pesante,
secondo la mia non modesta opinione. Prima di tutto quei prezzi non sono
minimamente giustificati, gli altri pasticceri con fama analoga hanno
prezzi ben piu' bassi; inoltre fanno cose ben migliori, ma questi prezzi
di Biasetto non sono giustificabili nemmeno se la qualita' fosse ai
livelli della fama, sono prezzi stile spennaturisti di Piazza San Marco.
Poi la qualita' e' veramente vergognosa, sia in relazione ai prezzi che
alla fama. E' assurdo che un locale con dei prodotti medi come quelli
che mi hanno rifilato abbia questa fama, questo giro d'affari cosi'
grosso, e continui imperterrito.
La risposta (sul come faccia ad andare avanti) l'ho avuta parlando con
un paio di persone quel giorno stesso a Padova. Parlando e' uscito che
faccio il pasticciere, entrambi subito hanno detto "aaahh, allora
conoscerai il grande Biasetto!". Risposta mia "nemmeno farlo apposta ci
sono appena stato, ed e' stata un'immane delusione". Allora entrambi
hanno detto "ah, allora non sono l'unico a pensarla cosi', anche per me
non vale minimamente prezzi e fama". In pratica va avanti perche' quando
la gente fa regali vuole fare bella figura e va nella pasticceria
rinomata. Poi resta delusa, e non lo dice per paura di fare la figura
dell'incompetente.
ciao, teo